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GORGO

David De La Mano for Djerbahood Project part 2

Con una nuova pittura realizzata da David De La Mano, prosegue il nostro viaggio all’interno delle meraviglie del Djerbahood Project, il progetto realizzato dalla Galerie Itinerance di Parigi del villaggio di Erriadh in Tunisia.
Come sempre osservando le produzioni dell’artista a colpire è la caratterizzazione interiore degli elementi rappresentati, nel dettaglio emerge infatti l’idea dell’artista che continua a spingere verso una produzione interamente costruita intorno al binomio del bianco e del nero, unici strumenti cromatici e di dialogo dell’interprete. Attraverso questo binomio visivo l’interprete va a sviluppare la personale riflessione sull’uomo caratterizzata dalla presenza dei minuscoli personaggi che abitano le sue forme e le sue configurazioni, questi esseri che vediamo muoversi verso una direzione comune, una massa senziente che cela al suo interno creature malefiche, dotate di armi, coda e orecchie a punta, rappresenta nelle intenzioni dell’artista una profondo parallelo con la società moderna, uomini che condividono od ai quali è stata imposta un direzione comune che viene alimentata dalla stesse creature celata all’interno della massa. Un’altra interessante e maggiormente profonda lettura può raccontare di uno spaccato differente, l’uomo con i suoi differenti percorsi, con i suoi malesseri che trasformano la nostra stessa natura ed il nostro stesso aspetto, alimentando quindi tutto il carattere riflessivo dei lavori dell’artista.
Vogliamo soffermarci in particolare su “Orillas” piuttosto che su “Map”, il secondo lavoro, è infatti la prima opera a catalizzare la nostra attenzione all’interno di questa nuova sessione per il bel progetto Tunisino, qui infatti David De La Mano apporta una interessante serie di modifiche strutturali. Realizzata sempre attraverso il suo iconico stile, l’opera si distingue anzitutto per la profondità e per gli interessanti effetti percettivi, con alcuni dei soggetti che sembrano trovarsi in prospettiva rispetto agli altri, e soprattutto con una serie di grasse linee che attraversano in lungo ed in largo parte della superficie nera. In questo senso l’impressione è quella che l’artista abbia voluto anzitutto ricercare una direzione differente, una sorta di fiume o silhouette naturale che attraversa il grande cerchio delimitando le differenti sezioni ed al contempo dirigendo gli stessi iconici characters su tutta la sua superficie. Un inedita soluzione questa che abbiamo particolarmente apprezzato e che siamo curiosi di vedere nei suoi eventuali sviluppi nei prossimi mesi.
Nient’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto trovate una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete, dateci un occhiata e se volete approfondire il progetto, nella nostra apposita sezione tutti gli interventi fin qui visti.

Thanks to The Artist for The Pics

David De La Mano for Djerbahood Project part 2

Con una nuova pittura realizzata da David De La Mano, prosegue il nostro viaggio all’interno delle meraviglie del Djerbahood Project, il progetto realizzato dalla Galerie Itinerance di Parigi del villaggio di Erriadh in Tunisia.
Come sempre osservando le produzioni dell’artista a colpire è la caratterizzazione interiore degli elementi rappresentati, nel dettaglio emerge infatti l’idea dell’artista che continua a spingere verso una produzione interamente costruita intorno al binomio del bianco e del nero, unici strumenti cromatici e di dialogo dell’interprete. Attraverso questo binomio visivo l’interprete va a sviluppare la personale riflessione sull’uomo caratterizzata dalla presenza dei minuscoli personaggi che abitano le sue forme e le sue configurazioni, questi esseri che vediamo muoversi verso una direzione comune, una massa senziente che cela al suo interno creature malefiche, dotate di armi, coda e orecchie a punta, rappresenta nelle intenzioni dell’artista una profondo parallelo con la società moderna, uomini che condividono od ai quali è stata imposta un direzione comune che viene alimentata dalla stesse creature celata all’interno della massa. Un’altra interessante e maggiormente profonda lettura può raccontare di uno spaccato differente, l’uomo con i suoi differenti percorsi, con i suoi malesseri che trasformano la nostra stessa natura ed il nostro stesso aspetto, alimentando quindi tutto il carattere riflessivo dei lavori dell’artista.
Vogliamo soffermarci in particolare su “Orillas” piuttosto che su “Map”, il secondo lavoro, è infatti la prima opera a catalizzare la nostra attenzione all’interno di questa nuova sessione per il bel progetto Tunisino, qui infatti David De La Mano apporta una interessante serie di modifiche strutturali. Realizzata sempre attraverso il suo iconico stile, l’opera si distingue anzitutto per la profondità e per gli interessanti effetti percettivi, con alcuni dei soggetti che sembrano trovarsi in prospettiva rispetto agli altri, e soprattutto con una serie di grasse linee che attraversano in lungo ed in largo parte della superficie nera. In questo senso l’impressione è quella che l’artista abbia voluto anzitutto ricercare una direzione differente, una sorta di fiume o silhouette naturale che attraversa il grande cerchio delimitando le differenti sezioni ed al contempo dirigendo gli stessi iconici characters su tutta la sua superficie. Un inedita soluzione questa che abbiamo particolarmente apprezzato e che siamo curiosi di vedere nei suoi eventuali sviluppi nei prossimi mesi.
Nient’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto trovate una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete, dateci un occhiata e se volete approfondire il progetto, nella nostra apposita sezione tutti gli interventi fin qui visti.

Thanks to The Artist for The Pics