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GORGO

David De La Mano – New Murals in Floripa, Brasil

A distanza di qualche settimana torniamo a parlarvi del lavoro di David De La Mano, l’artista torna a colpire e lo fa con una doppia sessione in quel di Floripa in Brasile, portando avanti si il proprio operato ma mostrandoci anche alcuni esperimenti visivi che abbiamo molto apprezzato.
Essenziale, pulito e molto dettagliato, David De La Mano si esprime essenzialmente attraverso due tonalità, il bianco e nero che applica su parete attraverso le importanti figure, la frapposizione tra queste due entità è decisa e netta, e se una realizza quella che è la configurazione principale dandone il colore, l’altra ne anima le viscere plasmando i caratteristici character, quello infatti che caratterizza le opere dell’artista è la grande densità di dettagli presenti all’interno delle stesse, l’interprete esibisce minuscoli personaggi a contrasto che animano il risultato finale grazie alle storie che sono soliti proporci. Sono esserci dal corpo umano dotati di armi, alcuni hanno la testa di animale, altri la coda, creature mistiche che provano a dialogare, tentato un contatto con chi osserva avvolgendolo nelle loro orde selvagge, muovendosi in sincronia e catturando lo sguardo dell’osservatore oramai perso all’interno dei meandri dell’opera.
Per il suo tour Brasiliano David De La Mano si impegna in due distinte opere, “Espelho Mágico” è il primo lavoro con il quale l’artista si concentra in una nuova forma a cerchio, questa volta però veniamo accolta da una singolare particolarità, De La Mano infatti per al suo specchio magico appone una grande crepa che lo attraversa da parte a parte sconvolgendo la fisionomia degli esseri presenti al suo interno, un realtà rotta e distorta che fa da eco a quello rappresentato sullo specchio stesso, intangibile, quello che vorremmo essere che viene inclinato e spezzato dalla realtà pura e vera. Il secondo colpo l’interprete lo sferra con “Sudeste”, in cui vediamo uno stravolgimento questa volta della forma stessa proposta, niente cerchi o figure certe ma piuttosto un lungo velo sopra la parete, dall’alto verso il basso la figura risulta irregolare, spigolosa accompagnando chi guarda verso terra, in silenzio a riflettere.

Thanks to The Artist for The Pics

David De La Mano – New Murals in Floripa, Brasil

A distanza di qualche settimana torniamo a parlarvi del lavoro di David De La Mano, l’artista torna a colpire e lo fa con una doppia sessione in quel di Floripa in Brasile, portando avanti si il proprio operato ma mostrandoci anche alcuni esperimenti visivi che abbiamo molto apprezzato.
Essenziale, pulito e molto dettagliato, David De La Mano si esprime essenzialmente attraverso due tonalità, il bianco e nero che applica su parete attraverso le importanti figure, la frapposizione tra queste due entità è decisa e netta, e se una realizza quella che è la configurazione principale dandone il colore, l’altra ne anima le viscere plasmando i caratteristici character, quello infatti che caratterizza le opere dell’artista è la grande densità di dettagli presenti all’interno delle stesse, l’interprete esibisce minuscoli personaggi a contrasto che animano il risultato finale grazie alle storie che sono soliti proporci. Sono esserci dal corpo umano dotati di armi, alcuni hanno la testa di animale, altri la coda, creature mistiche che provano a dialogare, tentato un contatto con chi osserva avvolgendolo nelle loro orde selvagge, muovendosi in sincronia e catturando lo sguardo dell’osservatore oramai perso all’interno dei meandri dell’opera.
Per il suo tour Brasiliano David De La Mano si impegna in due distinte opere, “Espelho Mágico” è il primo lavoro con il quale l’artista si concentra in una nuova forma a cerchio, questa volta però veniamo accolta da una singolare particolarità, De La Mano infatti per al suo specchio magico appone una grande crepa che lo attraversa da parte a parte sconvolgendo la fisionomia degli esseri presenti al suo interno, un realtà rotta e distorta che fa da eco a quello rappresentato sullo specchio stesso, intangibile, quello che vorremmo essere che viene inclinato e spezzato dalla realtà pura e vera. Il secondo colpo l’interprete lo sferra con “Sudeste”, in cui vediamo uno stravolgimento questa volta della forma stessa proposta, niente cerchi o figure certe ma piuttosto un lungo velo sopra la parete, dall’alto verso il basso la figura risulta irregolare, spigolosa accompagnando chi guarda verso terra, in silenzio a riflettere.

Thanks to The Artist for The Pics