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CT – The Studio’s Works (A Further Look)

Torniamo ad approfondire il lavoro di uno dei grandi artisti della scena italiana con uno speciale questa volta incentrato sui lavori in studio, CT ci mostra l’evoluzione di quelli che sono gli interventi su supporti diversi all’interno di mostre od allestimenti, in un ipotetico percorso parallelo a quello in strada.
Ripercorrendo lo sviluppo di questi lavori ci si rende immediatamente conto di come l’approccio di CT, esattamente come per la controparte in strada, si sia mano a mano sviluppato tenendo come denominatore principale l’interesse per la forma piuttosto che la sua rappresentazione su supporti differenti andando mano a mano ad interagire con soluzioni sempre nuove.
Il primo lavoro risale al 2006 all’interno di una collettiva Torinese durante le olimpiadi invernali, la kermesse olimpica, con i conseguenti lavori pulizia delle strade e la successiva scomparsa di interventi e lavori storici, diede l’impulso per lo sviluppo di uno show che potesse far in qualche modo rivivere l’arte urbana torinese. Qui l’artista sceglie di utilizzare lo stesso colore degli operai intenti a ritinteggiare le pareti cittadine andando poi successivamente a sagomare il legno in modo da far uscire in rilievo le sue canoniche lettere C e T in quella che era una delle loro primissime incarnazioni.

Scorrendo avanti notiamo come nei due anni successivi l’artista prosegua la sua sperimentazione andando ad interagire con superfici non convenzionali con supporti presi direttamente all’interno dei luoghi abbandonati, come sempre teatro degli interventi in strada. La prima opera si distingue per l’utilizzo dell’acido che versato direttamente sulla superficie di lavoro va a segnare lo spazio attraverso le forme delle canoniche lettere, che vediamo iniziare a svilupparsi, con l’intenzione dell’interprete di non colorare la superficie ma piuttosto andare a delimitarne la silhouette. Allestito all’interno di una vera e propria doppia personale, la seconda opera è realizzata su uno dei supporti trovati all’interno dei luoghi abbandonati, nessuna pulizia ma piuttosto un lavoro di pittura proposto lasciando invariate le caratteristiche della superficie e spingendo il tratto verso un approccio maggiormente astratto con la forma delle lettere fortemente spinta dall’uso intensivo di colori e tinte sovrapposte.

La possibilità di lavorare all’interno di un contesto architettonico/storico, con tutti i vincoli del caso, spinge CT a sviluppare una forma direttamente intagliando una grande figura in legno. Ci troviamo all’interno del cortile dell’Accademia delle Belle Arti di Torino, qui l’artista si impegna nella realizzazione di opera che possa entrare in simbiosi con il panorama circostante, la scelta ricade quindi sull’utilizzo di una figura cava, le lettere C e T fanno quindi spazio al loro interno allo stesso muro che diventa così colore principale nonché vero e proprio pattern capovolgendo il senso dell’intervento

Il 2010 è l’anno dello studio pratico e soprattutto di una modifica sostanziale nella visione dell’artista, con una serie di lavori realizzati su cartone, CT qui esplora la costruzioni e la decostruzione, che sarà poi parte importantissima del suo percorso. Si parte da tre figure, il triangolo, il cerchio ed il rettangolo che vengono analizzate dall’interprete attraverso i moduli di cartone, ne sviluppa la forma, ne smonta la fisionomia in un interessante gioco di opposti ed inversi, nella seconda riga, oppure schiacciandone la fisionomia nella terza ed ultima. Si tratta di un passo essenziale nello sviluppo dell’operato odierno dell’artista realizzato attraverso le sagome tagliate delle forme, come se si trattassero di veri e propri rilievi che molto hanno in comune con le produzioni attuali.

Lo studio sulle forme delle sue lettere si riflette in questa nuova mostra Francese in cui l’artista sceglie di realizzare due stampe su pvc intrinsecamente connesse tra di loro. L’idea è quella di non seguire le linee rette che ne tagliano la superficie dei banner, proponendo piuttosto una doppia configurazione con tutti gli elementi rappresentati inclinati a 45°. L’idea alla base dei due lavori è quella di una rappresentazione concreta dove le due forme delle lettere fossero facilmente riconoscibili ed al contempo celassero al suo interno un personale lavorazione. CT attua così una sottrazione comune alle due figure, la stessa quantità con due quadrati nella curva della C esattamente come nella barra della T, che vengono eliminati rendendo le opere meno impostate ed attuando infine un intreccio a riflesso tra le quattro figure che costituiscono ciascuna delle due lettere amplificandone così l’impatto prospettico.

Chiude infine l’ultimo pezzo in ordine di tempo, presentato la settimana scorsa a Parigi, che rappresenta una sorta di sintesi del lavoro fin qui portato a termine, si tratta di due figure di metallo sagomato e colorato con una specifica vernice industriale che riprendono fedelmente gli ultimi sviluppi delle forme proposte dall’artista in strada.
Vi lasciamo alle immagini che documentano tutta l’evoluzione dell’artista in otto anni di studi, ricerche e sviluppi differenti, e se volete approfondire vi rimandiamo al nostro Eyes On per tutto il percorso in strada, enjoy it.

CT – The Studio’s Works (A Further Look)

Torniamo ad approfondire il lavoro di uno dei grandi artisti della scena italiana con uno speciale questa volta incentrato sui lavori in studio, CT ci mostra l’evoluzione di quelli che sono gli interventi su supporti diversi all’interno di mostre od allestimenti, in un ipotetico percorso parallelo a quello in strada.
Ripercorrendo lo sviluppo di questi lavori ci si rende immediatamente conto di come l’approccio di CT, esattamente come per la controparte in strada, si sia mano a mano sviluppato tenendo come denominatore principale l’interesse per la forma piuttosto che la sua rappresentazione su supporti differenti andando mano a mano ad interagire con soluzioni sempre nuove.
Il primo lavoro risale al 2006 all’interno di una collettiva Torinese durante le olimpiadi invernali, la kermesse olimpica, con i conseguenti lavori pulizia delle strade e la successiva scomparsa di interventi e lavori storici, diede l’impulso per lo sviluppo di uno show che potesse far in qualche modo rivivere l’arte urbana torinese. Qui l’artista sceglie di utilizzare lo stesso colore degli operai intenti a ritinteggiare le pareti cittadine andando poi successivamente a sagomare il legno in modo da far uscire in rilievo le sue canoniche lettere C e T in quella che era una delle loro primissime incarnazioni.

Scorrendo avanti notiamo come nei due anni successivi l’artista prosegua la sua sperimentazione andando ad interagire con superfici non convenzionali con supporti presi direttamente all’interno dei luoghi abbandonati, come sempre teatro degli interventi in strada. La prima opera si distingue per l’utilizzo dell’acido che versato direttamente sulla superficie di lavoro va a segnare lo spazio attraverso le forme delle canoniche lettere, che vediamo iniziare a svilupparsi, con l’intenzione dell’interprete di non colorare la superficie ma piuttosto andare a delimitarne la silhouette. Allestito all’interno di una vera e propria doppia personale, la seconda opera è realizzata su uno dei supporti trovati all’interno dei luoghi abbandonati, nessuna pulizia ma piuttosto un lavoro di pittura proposto lasciando invariate le caratteristiche della superficie e spingendo il tratto verso un approccio maggiormente astratto con la forma delle lettere fortemente spinta dall’uso intensivo di colori e tinte sovrapposte.

La possibilità di lavorare all’interno di un contesto architettonico/storico, con tutti i vincoli del caso, spinge CT a sviluppare una forma direttamente intagliando una grande figura in legno. Ci troviamo all’interno del cortile dell’Accademia delle Belle Arti di Torino, qui l’artista si impegna nella realizzazione di opera che possa entrare in simbiosi con il panorama circostante, la scelta ricade quindi sull’utilizzo di una figura cava, le lettere C e T fanno quindi spazio al loro interno allo stesso muro che diventa così colore principale nonché vero e proprio pattern capovolgendo il senso dell’intervento

Il 2010 è l’anno dello studio pratico e soprattutto di una modifica sostanziale nella visione dell’artista, con una serie di lavori realizzati su cartone, CT qui esplora la costruzioni e la decostruzione, che sarà poi parte importantissima del suo percorso. Si parte da tre figure, il triangolo, il cerchio ed il rettangolo che vengono analizzate dall’interprete attraverso i moduli di cartone, ne sviluppa la forma, ne smonta la fisionomia in un interessante gioco di opposti ed inversi, nella seconda riga, oppure schiacciandone la fisionomia nella terza ed ultima. Si tratta di un passo essenziale nello sviluppo dell’operato odierno dell’artista realizzato attraverso le sagome tagliate delle forme, come se si trattassero di veri e propri rilievi che molto hanno in comune con le produzioni attuali.

Lo studio sulle forme delle sue lettere si riflette in questa nuova mostra Francese in cui l’artista sceglie di realizzare due stampe su pvc intrinsecamente connesse tra di loro. L’idea è quella di non seguire le linee rette che ne tagliano la superficie dei banner, proponendo piuttosto una doppia configurazione con tutti gli elementi rappresentati inclinati a 45°. L’idea alla base dei due lavori è quella di una rappresentazione concreta dove le due forme delle lettere fossero facilmente riconoscibili ed al contempo celassero al suo interno un personale lavorazione. CT attua così una sottrazione comune alle due figure, la stessa quantità con due quadrati nella curva della C esattamente come nella barra della T, che vengono eliminati rendendo le opere meno impostate ed attuando infine un intreccio a riflesso tra le quattro figure che costituiscono ciascuna delle due lettere amplificandone così l’impatto prospettico.

Chiude infine l’ultimo pezzo in ordine di tempo, presentato la settimana scorsa a Parigi, che rappresenta una sorta di sintesi del lavoro fin qui portato a termine, si tratta di due figure di metallo sagomato e colorato con una specifica vernice industriale che riprendono fedelmente gli ultimi sviluppi delle forme proposte dall’artista in strada.
Vi lasciamo alle immagini che documentano tutta l’evoluzione dell’artista in otto anni di studi, ricerche e sviluppi differenti, e se volete approfondire vi rimandiamo al nostro Eyes On per tutto il percorso in strada, enjoy it.