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Crisa – New Mural in Lisbon, Portugal

Andiamo a dare un occhiata approfondita all’ultima fatica di Crisa, l’interprete Italiano nei giorni scorsi si è infatti spostato a Lisbona dove ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
La duplice identità delle produzioni di Crisa emerge dalle sensazioni e dagli stimoli che lo stesso autore va dispiegando all’interno delle proprie opere. Il rapporto con la città in funzione degli elementi naturali, rappresenta il principale totem tematico di una produzione capace di raccoglie l’esigenza di una rappacificazione tra l’essere umano e la propria stessa prigione di cemento. L’interprete si fa carico e tramite per un dialogo tra questi due emisferi, tra le architetture ed i grovigli a carattere naturale, ponendo il proprio percorso visivo come ideale fermo immagine di un lotta costante tra due entità. L’essere umano non è presente negli interventi dell’autore, eppure appare protagonista di un conflitto costante, cerca il proprio giusto posto. La figura umana è smarrita, persa all’interno di queste due entità, incapace di prendere la sua giusta decisione e relegata a spettatore silenzioso mentre i due emisferi incrociano il loro cammino. Sentimenti e sensazioni di perdono tra i meandri dei labirinti generati dall’artista, tra il costante impulso di repulsione dove, la città ferma, statica e grigia, viene posta a confronto con il moto continuo ed incessante della natura che rivendica il proprio giusto spazio.
E’ interessante notare come le produzioni dell’autore vadano a tratteggiare questo sentimento interiore sviluppando una lotta intestina in cui le stesse scelte cromatiche vanno a porsi come ideale chiave di lettura. Il cemento dell’uomo sà di grigio spento, cerca di soffocare e rinchiudere la natura mentre quest’ultima esplode e si riversa con irruenza all’interno delle barriere spesse e fitte. I dettagli in questo senso rappresentano un incipit aggiuntivo in cui vediamo i palazzi, le cupole, i tralicci, le antenne ed i vicoli, tipici di un paesaggio cittadino letteralmente invasi, attraversati e contrapposti da un verde intenso. Quest’ultimo assume una forma instabile, capace di sgretolare le fondamenta di queste forme, fuoriuscendo e generando elementi irregolari, rapidi nella propria riappropriazione.
Quest’ultimo intervento eredita tutto il particolare immaginario dell’autore Italiano, la piccola parete viene quindi investita da una serie di elementi di tipo organico che vengono commutati da Crisa attraverso un fitto ed intenso groviglio naturale. Se l’inedito fondale nero rappresenta la base, all’interno dello spazio si sviluppa una grande forma ad anello circolare in cui prendono forma le differenti astrazioni figlie delle personale fascinazione dell’interprete, un intreccio all’interno del quale, tra i mattoni grigi, si muovono rampicanti, alghe ed altre intensità naturali. L’idea è quella di una sorta di specchio d’acqua inquinato capace di farsi carico della particolare riflessione che da sempre caratterizza le produzioni dell’artista.
Ad accompagnare il nostro testo alcune immagini con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

Crisa – New Mural in Lisbon, Portugal

Andiamo a dare un occhiata approfondita all’ultima fatica di Crisa, l’interprete Italiano nei giorni scorsi si è infatti spostato a Lisbona dove ha avuto modo di realizzare questa nuova ed intensa pittura.
La duplice identità delle produzioni di Crisa emerge dalle sensazioni e dagli stimoli che lo stesso autore va dispiegando all’interno delle proprie opere. Il rapporto con la città in funzione degli elementi naturali, rappresenta il principale totem tematico di una produzione capace di raccoglie l’esigenza di una rappacificazione tra l’essere umano e la propria stessa prigione di cemento. L’interprete si fa carico e tramite per un dialogo tra questi due emisferi, tra le architetture ed i grovigli a carattere naturale, ponendo il proprio percorso visivo come ideale fermo immagine di un lotta costante tra due entità. L’essere umano non è presente negli interventi dell’autore, eppure appare protagonista di un conflitto costante, cerca il proprio giusto posto. La figura umana è smarrita, persa all’interno di queste due entità, incapace di prendere la sua giusta decisione e relegata a spettatore silenzioso mentre i due emisferi incrociano il loro cammino. Sentimenti e sensazioni di perdono tra i meandri dei labirinti generati dall’artista, tra il costante impulso di repulsione dove, la città ferma, statica e grigia, viene posta a confronto con il moto continuo ed incessante della natura che rivendica il proprio giusto spazio.
E’ interessante notare come le produzioni dell’autore vadano a tratteggiare questo sentimento interiore sviluppando una lotta intestina in cui le stesse scelte cromatiche vanno a porsi come ideale chiave di lettura. Il cemento dell’uomo sà di grigio spento, cerca di soffocare e rinchiudere la natura mentre quest’ultima esplode e si riversa con irruenza all’interno delle barriere spesse e fitte. I dettagli in questo senso rappresentano un incipit aggiuntivo in cui vediamo i palazzi, le cupole, i tralicci, le antenne ed i vicoli, tipici di un paesaggio cittadino letteralmente invasi, attraversati e contrapposti da un verde intenso. Quest’ultimo assume una forma instabile, capace di sgretolare le fondamenta di queste forme, fuoriuscendo e generando elementi irregolari, rapidi nella propria riappropriazione.
Quest’ultimo intervento eredita tutto il particolare immaginario dell’autore Italiano, la piccola parete viene quindi investita da una serie di elementi di tipo organico che vengono commutati da Crisa attraverso un fitto ed intenso groviglio naturale. Se l’inedito fondale nero rappresenta la base, all’interno dello spazio si sviluppa una grande forma ad anello circolare in cui prendono forma le differenti astrazioni figlie delle personale fascinazione dell’interprete, un intreccio all’interno del quale, tra i mattoni grigi, si muovono rampicanti, alghe ed altre intensità naturali. L’idea è quella di una sorta di specchio d’acqua inquinato capace di farsi carico della particolare riflessione che da sempre caratterizza le produzioni dell’artista.
Ad accompagnare il nostro testo alcune immagini con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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