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GORGO

Cripsta – New Murals in Lombardia

Abbiamo avuto modo di osservare, scrutare e riconoscere il particolare approccio di Cripsta, l’artista immerge nella sue opere un sapore di oscuro, nelle tinte utilizzati, negli sguardi degli uomini e delle donne persi nel vuoto, rapiti, senza pupille, immobili a fissarti, a trapassarti le viscere in attesa di una risposta emotiva.
Per la sua ultima serie di opere Cripsta si sposta in Lombardia prendendo possesso di alcune pareti all’interno di diversi edifici abbandonati, se i toni sono cupi ed oscuri, i pezzi raccontano e trasmettono storie, storie di vita e di angoscia, storie di tristezza e turbamento, emozioni trasmesse dalle colorazioni e dai soggetti ritratti. Cripsta questa volta ci fà assistere ad una vera a propria influenza poetica, l’artista infatti contaminato da una poesia da vita al pezzo che più ci ha colpito, “Empereur”, un volto perso di un imperatore accompagnato da alcune righe della poesia che vi lasciamo in calce, silenzio.

L’ora del massacro resta la più dolce.
le teste di cento oligarchi legittimano il mio scettro,
l’aquila della mia dinastia si pasce di nere interiora.
io distruggo e vinco poiché è questo che mi spetta,
e nel mio petto fiorisce una sequoia carnivora.
chi oserà sfidarmi, ora che un dio siede al mio fianco?
qualcuno oserà venire a contesa con me?
nessuno che spezzi le catene che mi legano al trono marmoreo,
nessuno che mondi il sangue che cola dal mio stemma;
nella mia barba nidi di ragno, pulci si contendono il mio collo.
ricordo ancora la prima notte di nozze,
quanto godetti nell’imporre il mio corpo già marcio
sullo stelo gracile del tronco suo, umido di resina,
molle per la paura. quando finì, fu violento ed insensato come la morte stessa;
ed io mi persi nell’immensità del mio orgoglio,
nelle sue labbra timorate di me.
ora che un dio siede al mio fianco, ora che io sono bestia e dio, nulla permane, e la sua bocca bacia terra fredda,
sussurra sotto chili di bianco marmo.

Thanks to The Artist for The Pics

Cripsta – New Murals in Lombardia

Abbiamo avuto modo di osservare, scrutare e riconoscere il particolare approccio di Cripsta, l’artista immerge nella sue opere un sapore di oscuro, nelle tinte utilizzati, negli sguardi degli uomini e delle donne persi nel vuoto, rapiti, senza pupille, immobili a fissarti, a trapassarti le viscere in attesa di una risposta emotiva.
Per la sua ultima serie di opere Cripsta si sposta in Lombardia prendendo possesso di alcune pareti all’interno di diversi edifici abbandonati, se i toni sono cupi ed oscuri, i pezzi raccontano e trasmettono storie, storie di vita e di angoscia, storie di tristezza e turbamento, emozioni trasmesse dalle colorazioni e dai soggetti ritratti. Cripsta questa volta ci fà assistere ad una vera a propria influenza poetica, l’artista infatti contaminato da una poesia da vita al pezzo che più ci ha colpito, “Empereur”, un volto perso di un imperatore accompagnato da alcune righe della poesia che vi lasciamo in calce, silenzio.

L’ora del massacro resta la più dolce.
le teste di cento oligarchi legittimano il mio scettro,
l’aquila della mia dinastia si pasce di nere interiora.
io distruggo e vinco poiché è questo che mi spetta,
e nel mio petto fiorisce una sequoia carnivora.
chi oserà sfidarmi, ora che un dio siede al mio fianco?
qualcuno oserà venire a contesa con me?
nessuno che spezzi le catene che mi legano al trono marmoreo,
nessuno che mondi il sangue che cola dal mio stemma;
nella mia barba nidi di ragno, pulci si contendono il mio collo.
ricordo ancora la prima notte di nozze,
quanto godetti nell’imporre il mio corpo già marcio
sullo stelo gracile del tronco suo, umido di resina,
molle per la paura. quando finì, fu violento ed insensato come la morte stessa;
ed io mi persi nell’immensità del mio orgoglio,
nelle sue labbra timorate di me.
ora che un dio siede al mio fianco, ora che io sono bestia e dio, nulla permane, e la sua bocca bacia terra fredda,
sussurra sotto chili di bianco marmo.

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