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GORGO

Cripsta – New Murals Inside an Abandoned Building

Prosegue incessante il percorso esplorativo ed evolutivo di Cripsta, l’artista si immerge all’interno di luoghi abbandonati per riflettere e portare a compimento nuove increspature dell’animo umano.
Approfondendo il suo operato i suoi sono veri e propri viaggi all’interno dei sensi e delle emotività dell’uomo, attraverso i suoi volti l’interprete vuole raccontarci tutto uno spettro di emozioni, quelle grige, tristi ed inafferrabili, il mal di vita che ci attanaglia nei momenti più bassi e difficili. Cripsta realizza, afferra ed incanala queste sensazioni e queste scintille d’umanità attraverso dei volti, spenti e raccapriccianti, segnati dalla rughe, da una saggezza figlia del tempo che ne a solcato profondamente l’animo, tracciando sofferenza e annullandone l’intensità dello sguardo, soli e persi a cercare le pupille altrui per tentare una redenzione, che non arriva.
Cripsta mira a buttare fuori queste reminiscenze, punta ad un confronto diretto, un botta e risposta tra occhi spenti e bianchi e la profondità dei nostri che, seppur da uno schermo, vengono attraversati, un messaggio diretto che mette a disagio, crea un dialogo dall’abbandono, si istaura una connessione seppur flebile uno scambio tentato tra due subconsci distanti ed inarrivabili. Sono due opere distinte che si evolvono all’interno di un vecchio edificio abbandonato, il climax perfetto per esaltarne le caratteristiche e farne esplodere le sensazioni, noi ce lo godiamo nella sua malinconica occhiata, nei suoi colori inusuali e nelle sue poche righe di testo, lì, a guardarlo morire.

Thanks to The Artist for The Pics

Cripsta – New Murals Inside an Abandoned Building

Prosegue incessante il percorso esplorativo ed evolutivo di Cripsta, l’artista si immerge all’interno di luoghi abbandonati per riflettere e portare a compimento nuove increspature dell’animo umano.
Approfondendo il suo operato i suoi sono veri e propri viaggi all’interno dei sensi e delle emotività dell’uomo, attraverso i suoi volti l’interprete vuole raccontarci tutto uno spettro di emozioni, quelle grige, tristi ed inafferrabili, il mal di vita che ci attanaglia nei momenti più bassi e difficili. Cripsta realizza, afferra ed incanala queste sensazioni e queste scintille d’umanità attraverso dei volti, spenti e raccapriccianti, segnati dalla rughe, da una saggezza figlia del tempo che ne a solcato profondamente l’animo, tracciando sofferenza e annullandone l’intensità dello sguardo, soli e persi a cercare le pupille altrui per tentare una redenzione, che non arriva.
Cripsta mira a buttare fuori queste reminiscenze, punta ad un confronto diretto, un botta e risposta tra occhi spenti e bianchi e la profondità dei nostri che, seppur da uno schermo, vengono attraversati, un messaggio diretto che mette a disagio, crea un dialogo dall’abbandono, si istaura una connessione seppur flebile uno scambio tentato tra due subconsci distanti ed inarrivabili. Sono due opere distinte che si evolvono all’interno di un vecchio edificio abbandonato, il climax perfetto per esaltarne le caratteristiche e farne esplodere le sensazioni, noi ce lo godiamo nella sua malinconica occhiata, nei suoi colori inusuali e nelle sue poche righe di testo, lì, a guardarlo morire.

Thanks to The Artist for The Pics