GORGO

Collettivo Fx, Gola Hundun, Zamoc at La Escocesa, Barcelona

Il trio formato dal Collettivo Fx, Luca Zamoc e Gola Hundun si è dato appuntamento in Spagna per realizzare un interessante elaborato su una delle pareti all’interno della Escocesa di Barcellona, un intervento splendido che raccoglie tutte le differenti declinazioni visive di ogni partecipante.

Iniziamo con il dirlo chiaramente c’è davvero tutto quello che si aspetta dai tre partecipanti, ogni singolo artista ha infuso lo spazio attraverso tecnica, stile ed un approccio tipici del proprio lavoro e background per un intervento bilanciato e che ci ha senza dubbio impressionato.

A sovrastare tutta l’opera vediamo uno degli iconici volti del Collettivo Fx, gli interpreti optano ancora una volta per una pittura fortemente viscerale, alla ‘buona la prima’ ci dicono, caratterizzata quindi da un uso intensivo di rulli e dall’utilizzo unicamente del nero come unica base cromatica per dare vita al volto di un nuovo soggetto che viene infine condito da un buon livello di dettaglio. Come spesso abbiamo avuto modo di vedere la pittura del gruppo è caratterizzata da una grandissima interazione con gli spazi e con il panorama circostante che li vede impegnarsi in un utilizzo delle particolari conformazioni delle parete, degli spunti architettonici delle stesse, di finestre, porte e fessure, che diventano parti integranti di un’unica trama visiva, del corpo dei soggetti raffigurati od il tramite per e delle loro tematiche e degli spunti riflessivi, immancabile quindi in questa ultima fatica l’utilizzo di una delle fessure della parete come vero e proprio occhio per la grande figura barbuta rappresentata. Alla base di tutta la grande parete si muovono due distinte figure uno specchio inverso rappresentato dalle differenti fascinazioni di Luca Zamoc e Gola Hundun che vanno ad unirsi un’unica e sofisticata trama visiva. Nella prima figura vediamo tutto il carattere tipico di Gola Hundun, l’operato dell’artista affonda le sue solide radici all’interno di una tematica che lo vedo riflettere sulla profonda e viscerale relazione tra l’essere umano e la natura ed il pianeta stesso, questa riflessione viene spinta dallo stesso interprete attraverso l’utilizzo di elementi ed intrecci naturali come unici vettori visivi, l’idea è quella di tracciare con profondità ed efficacia il rapporto di due opposti universi un continua attrazione ed opposizione. Da qui l’interprete parte quindi per creare un nuovo animale interamente composto dai peculiari intrecci di rami e rampicanti e caratterizzati da una componente cromatica piuttosto accesa e dal forte impatto visivo. Il corpo della bestie viene qui sostenuto da Luca Zamoc che si impegna nel crearne l’impianto per poi approfondire il discorso nella figure all’estremità destra. Anche qui emergono ancora una volta le peculiarità stilistiche dell’artista che prosegue con il personale tratto illustrativo condito dalla scelta di utilizzare unicamente il bianco ed il nero come vettori visivi. Lo scheletro raffigurati, che viene attraversato dai fasci tipici di Gola, come sempre stupisce per la qualità e quantità dei dettagli ed innegabilmente colpisce per la scelta dell’interprete di porre come teschio per lo scheletro quello di un uomo, proseguendo in questo modo la riflessione naturale e tematica che attraversa l’opera.

Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto lo stile degli interpreti partecipanti a questa bella combo, vi lasciamo alla bella serie di immagini in calce, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto di un opera di questo tipo, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

Collettivo Fx, Gola Hundun, Zamoc at La Escocesa, Barcelona

Il trio formato dal Collettivo Fx, Luca Zamoc e Gola Hundun si è dato appuntamento in Spagna per realizzare un interessante elaborato su una delle pareti all’interno della Escocesa di Barcellona, un intervento splendido che raccoglie tutte le differenti declinazioni visive di ogni partecipante.

Iniziamo con il dirlo chiaramente c’è davvero tutto quello che si aspetta dai tre partecipanti, ogni singolo artista ha infuso lo spazio attraverso tecnica, stile ed un approccio tipici del proprio lavoro e background per un intervento bilanciato e che ci ha senza dubbio impressionato.

A sovrastare tutta l’opera vediamo uno degli iconici volti del Collettivo Fx, gli interpreti optano ancora una volta per una pittura fortemente viscerale, alla ‘buona la prima’ ci dicono, caratterizzata quindi da un uso intensivo di rulli e dall’utilizzo unicamente del nero come unica base cromatica per dare vita al volto di un nuovo soggetto che viene infine condito da un buon livello di dettaglio. Come spesso abbiamo avuto modo di vedere la pittura del gruppo è caratterizzata da una grandissima interazione con gli spazi e con il panorama circostante che li vede impegnarsi in un utilizzo delle particolari conformazioni delle parete, degli spunti architettonici delle stesse, di finestre, porte e fessure, che diventano parti integranti di un’unica trama visiva, del corpo dei soggetti raffigurati od il tramite per e delle loro tematiche e degli spunti riflessivi, immancabile quindi in questa ultima fatica l’utilizzo di una delle fessure della parete come vero e proprio occhio per la grande figura barbuta rappresentata. Alla base di tutta la grande parete si muovono due distinte figure uno specchio inverso rappresentato dalle differenti fascinazioni di Luca Zamoc e Gola Hundun che vanno ad unirsi un’unica e sofisticata trama visiva. Nella prima figura vediamo tutto il carattere tipico di Gola Hundun, l’operato dell’artista affonda le sue solide radici all’interno di una tematica che lo vedo riflettere sulla profonda e viscerale relazione tra l’essere umano e la natura ed il pianeta stesso, questa riflessione viene spinta dallo stesso interprete attraverso l’utilizzo di elementi ed intrecci naturali come unici vettori visivi, l’idea è quella di tracciare con profondità ed efficacia il rapporto di due opposti universi un continua attrazione ed opposizione. Da qui l’interprete parte quindi per creare un nuovo animale interamente composto dai peculiari intrecci di rami e rampicanti e caratterizzati da una componente cromatica piuttosto accesa e dal forte impatto visivo. Il corpo della bestie viene qui sostenuto da Luca Zamoc che si impegna nel crearne l’impianto per poi approfondire il discorso nella figure all’estremità destra. Anche qui emergono ancora una volta le peculiarità stilistiche dell’artista che prosegue con il personale tratto illustrativo condito dalla scelta di utilizzare unicamente il bianco ed il nero come vettori visivi. Lo scheletro raffigurati, che viene attraversato dai fasci tipici di Gola, come sempre stupisce per la qualità e quantità dei dettagli ed innegabilmente colpisce per la scelta dell’interprete di porre come teschio per lo scheletro quello di un uomo, proseguendo in questo modo la riflessione naturale e tematica che attraversa l’opera.

Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto lo stile degli interpreti partecipanti a questa bella combo, vi lasciamo alla bella serie di immagini in calce, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che non mancherete di apprezzare tutto l’impatto di un opera di questo tipo, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics