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Clemens Behr – New Mural for ALTrove Festival 2015

Torna l’ALTrove Festival, la rassegna apre la nuova edizione Abstractism – space>place con il botto, è infatti Clemens Behr ad aver da poco terminato di dipingere questa splendida parete a Catanzaro, epicentro ancora una volta di tutti gli interventi.
Uno degli eventi di maggiore interesse dello scorso anno si rinnova con edizione capace di incarnare alla perfezione gli stimoli tematici del Festival, condotti qui versa una riflessione ancora più sottolineata. L’avevamo fatto ribadito nel nostro precedente recap, risalente alla scorsa edizione, lo spirito della kermesse passa inevitabilmente per una tematica legata ai luogo stesso in cui la stessa si svolge. Il contesto urbano e sociale di una città come Catanzaro, gli scorci urbani capaci di evocare inquietudini, un declino percettivo in grado di intaccare la voglia del fare, entrano in collisione con l’esigenza degli organizzatori di porre in questi luoghi una scintilla percettiva differente.
Gli spazi abbandonati, le zone in declino e lasciate a loro stesse, divengono tela ideale per una trasformazione attiva, in grado di nuotare controcorrente, di porsi come alternativa ad un colore come il grigio che ha di fatto avvolto chi vive e respira questi spazi. L’altrove, concetto cardine del festival, sta tutto qui, la capacità di tornare a sentire lo spazio che circonda attraverso una differente melodia, uno spirito del tutto nuovo, capace attraverso il colore di invadere e far vibrare tutti i sensi.
La scelta di quest’anno è ricaduta su un differente propellente visivo, un impostazione tematica che abbraccia l’astratto e che, di conseguenza, lascia libero arbitrio emotivo a chi osserva. Ciascuno degli autori che interverranno per il festival, il primo appunto Clemens Behr, agisce attraverso un incipit viscerale, emotivo, raccogliendo gli stimoli delle personali fascinazioni, affonda le proprie radici in un grado pittorico a contatto con gli stati d’animo e con il luogo di lavoro, con essi imbastisce un dialogo capace di trasformare completamente l’aspetto degli spazi, porsi come architettura alternativa ed in grado in questo modo di rafforzare al meglio lo spunto del festival.
L’opera realizzata da Clemens Behr, incarna alla perfezione la linee tematica tracciata dalla rassegna. Attraverso un ricerca fondata sulla decostruzione e costruzione Il grande artista porta in dote tutta la peculiare riflessione sull’architettura urbane, la capacità di commutare elementi e forme geometriche, attraverso intrecci e sovrapposizioni, in funzione di una trasformazione dello spazio fisico.
L’intervento vede l’autore dividere la lunga parete attraverso una serie di caselle cromatiche differenti, uno schema visivo interrotto proprio dal caos generato che l’artista ha voluto innescare all’interno della pittura. L’essenzialità, il loro moto irregolare, le forme dirette e prive di equilibrio, strizzano l’occhio ad una personale e frammentata rappresentazione dell’interno delle abitazioni. Carica di dettagli, l’opera muovendosi all’interno di una precisa scala cromatica, da una parte cambia la percezione dello spazio, dall’altra ci spinge a ricercare al suo interno tutta quella moltitudine di inneschi percettive e di visioni differenti.
Ad accompagnare le nostre parole, ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’opera, restate sintonizzati, nei prossimi giorni, nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz

Clemens Behr – New Mural for ALTrove Festival 2015

Torna l’ALTrove Festival, la rassegna apre la nuova edizione Abstractism – space>place con il botto, è infatti Clemens Behr ad aver da poco terminato di dipingere questa splendida parete a Catanzaro, epicentro ancora una volta di tutti gli interventi.
Uno degli eventi di maggiore interesse dello scorso anno si rinnova con edizione capace di incarnare alla perfezione gli stimoli tematici del Festival, condotti qui versa una riflessione ancora più sottolineata. L’avevamo fatto ribadito nel nostro precedente recap, risalente alla scorsa edizione, lo spirito della kermesse passa inevitabilmente per una tematica legata ai luogo stesso in cui la stessa si svolge. Il contesto urbano e sociale di una città come Catanzaro, gli scorci urbani capaci di evocare inquietudini, un declino percettivo in grado di intaccare la voglia del fare, entrano in collisione con l’esigenza degli organizzatori di porre in questi luoghi una scintilla percettiva differente.
Gli spazi abbandonati, le zone in declino e lasciate a loro stesse, divengono tela ideale per una trasformazione attiva, in grado di nuotare controcorrente, di porsi come alternativa ad un colore come il grigio che ha di fatto avvolto chi vive e respira questi spazi. L’altrove, concetto cardine del festival, sta tutto qui, la capacità di tornare a sentire lo spazio che circonda attraverso una differente melodia, uno spirito del tutto nuovo, capace attraverso il colore di invadere e far vibrare tutti i sensi.
La scelta di quest’anno è ricaduta su un differente propellente visivo, un impostazione tematica che abbraccia l’astratto e che, di conseguenza, lascia libero arbitrio emotivo a chi osserva. Ciascuno degli autori che interverranno per il festival, il primo appunto Clemens Behr, agisce attraverso un incipit viscerale, emotivo, raccogliendo gli stimoli delle personali fascinazioni, affonda le proprie radici in un grado pittorico a contatto con gli stati d’animo e con il luogo di lavoro, con essi imbastisce un dialogo capace di trasformare completamente l’aspetto degli spazi, porsi come architettura alternativa ed in grado in questo modo di rafforzare al meglio lo spunto del festival.
L’opera realizzata da Clemens Behr, incarna alla perfezione la linee tematica tracciata dalla rassegna. Attraverso un ricerca fondata sulla decostruzione e costruzione Il grande artista porta in dote tutta la peculiare riflessione sull’architettura urbane, la capacità di commutare elementi e forme geometriche, attraverso intrecci e sovrapposizioni, in funzione di una trasformazione dello spazio fisico.
L’intervento vede l’autore dividere la lunga parete attraverso una serie di caselle cromatiche differenti, uno schema visivo interrotto proprio dal caos generato che l’artista ha voluto innescare all’interno della pittura. L’essenzialità, il loro moto irregolare, le forme dirette e prive di equilibrio, strizzano l’occhio ad una personale e frammentata rappresentazione dell’interno delle abitazioni. Carica di dettagli, l’opera muovendosi all’interno di una precisa scala cromatica, da una parte cambia la percezione dello spazio, dall’altra ci spinge a ricercare al suo interno tutta quella moltitudine di inneschi percettive e di visioni differenti.
Ad accompagnare le nostre parole, ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’opera, restate sintonizzati, nei prossimi giorni, nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Angelo Jaroszuk Bogasz