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GORGO

Carne – New Piece for 1789 Rudere Project

A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Carne, l’interprete Italiano ha infatti partecipato nei giorni scorsi all’interessante 1789 Rudere Project di Catania per il quale ha elaborato questo splendido intervento composito.
Alla base del progetto, organizzato dall’Associazione Uber, troviamo l’idea di portare l’arte contemporanea all’interno di spazi abbandonati ed in disuso, ambienti che vengono in questo modo (ri)utilizzati tornando ad avere nuova vita, e prende forma all’interno di una vecchia villa nei pressi di Catania. Il progetto, inaugurato lo scorso 21 di Giugno in occasione del solstizio d’estate ha accolto differenti discipline tra video mapping, perfomance culinarie, musica ed appunto arte.
Da questi spunti appare evidente come il percorso ed il lavoro di Carne vada ad inserirsi alla perfezione all’interno di un progetto che ha nell’utilizzo dei luoghi dimenticati il suo principale slancio tematico. Come infatti abbiamo spesso avuto il piacere di vedere l’operato dell’interprete è intrinsecamente legato a questi scenari in un percorso che fa degli spazi abbandonati una sorta di co-protagonista nelle sue opere. Osservando le produzioni dell’artista appare infatti evidente come le particolari sensazioni, le sfilettate emotive che emergono, vengano proprio amplificate da questi particolari luoghi che di fatto alimentano un processo viscerale ed altamente emozionale. In questo senso la ricerca dell’interprete diviene quindi duplici, da una parte quella prettamente stilistica, dall’altra invece un sensibile approfondimento all’interno dei luoghi ai margini della società, dimenticati, semi distrutti e pericolanti per quello che è a tutti gli effetti un universo parallelo, un mondo inesplorato che Carne ha scelto di far suo e che con il quale ha deciso di istaurare un dialogo profondo e dagli aspetti simbiotici.
Le produzioni dell’artista si affacciano quindi all’interno di strutture invase dalla natura, corpi stracciati e straziati cambiati dallo scorrere del tempo, all’interno dei quali far emergere le proprie visioni, il personale dialogo sensibile che si muove per mezzo di un taglio tematico mistico, evocativo e come detto mira a stuzzicare le corde più emotive, laddove le opere vanno letteralmente ad incastrarsi all’interno delle pareti per quello che diviene una sorta di corollario delle reminiscenze del luogo. L’abilità infatti dell’interprete è quella di riuscire a cogliere sensazioni altalenanti e differenti, donare una sorta di linguaggio visivo a questi luoghi per risultati finali che inevitabilmente lasciano una traccia poetica, una vena riflessiva che si insinua silenziosa mentre per caso, tra corpi di marmo, ciottoli e sporcizia, ci imbattiamo in una delle sue opere.
Qui l’interprete dà ampio sfogo al suo lavoro andando ad elaborare un lavoro composto da differenti media e producendo l’ennesima scena ad alto tasso viscerale, in silenzio ci ritroviamo ad osservare i fili, la posa della donna e tutto l’innesco mistico che ancora una volta ci investe e ci lascia basiti.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto alle consuete immagini in calce che accompagnano il nostro testo, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist

Carne – New Piece for 1789 Rudere Project

A distanza di parecchio tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Carne, l’interprete Italiano ha infatti partecipato nei giorni scorsi all’interessante 1789 Rudere Project di Catania per il quale ha elaborato questo splendido intervento composito.
Alla base del progetto, organizzato dall’Associazione Uber, troviamo l’idea di portare l’arte contemporanea all’interno di spazi abbandonati ed in disuso, ambienti che vengono in questo modo (ri)utilizzati tornando ad avere nuova vita, e prende forma all’interno di una vecchia villa nei pressi di Catania. Il progetto, inaugurato lo scorso 21 di Giugno in occasione del solstizio d’estate ha accolto differenti discipline tra video mapping, perfomance culinarie, musica ed appunto arte.
Da questi spunti appare evidente come il percorso ed il lavoro di Carne vada ad inserirsi alla perfezione all’interno di un progetto che ha nell’utilizzo dei luoghi dimenticati il suo principale slancio tematico. Come infatti abbiamo spesso avuto il piacere di vedere l’operato dell’interprete è intrinsecamente legato a questi scenari in un percorso che fa degli spazi abbandonati una sorta di co-protagonista nelle sue opere. Osservando le produzioni dell’artista appare infatti evidente come le particolari sensazioni, le sfilettate emotive che emergono, vengano proprio amplificate da questi particolari luoghi che di fatto alimentano un processo viscerale ed altamente emozionale. In questo senso la ricerca dell’interprete diviene quindi duplici, da una parte quella prettamente stilistica, dall’altra invece un sensibile approfondimento all’interno dei luoghi ai margini della società, dimenticati, semi distrutti e pericolanti per quello che è a tutti gli effetti un universo parallelo, un mondo inesplorato che Carne ha scelto di far suo e che con il quale ha deciso di istaurare un dialogo profondo e dagli aspetti simbiotici.
Le produzioni dell’artista si affacciano quindi all’interno di strutture invase dalla natura, corpi stracciati e straziati cambiati dallo scorrere del tempo, all’interno dei quali far emergere le proprie visioni, il personale dialogo sensibile che si muove per mezzo di un taglio tematico mistico, evocativo e come detto mira a stuzzicare le corde più emotive, laddove le opere vanno letteralmente ad incastrarsi all’interno delle pareti per quello che diviene una sorta di corollario delle reminiscenze del luogo. L’abilità infatti dell’interprete è quella di riuscire a cogliere sensazioni altalenanti e differenti, donare una sorta di linguaggio visivo a questi luoghi per risultati finali che inevitabilmente lasciano una traccia poetica, una vena riflessiva che si insinua silenziosa mentre per caso, tra corpi di marmo, ciottoli e sporcizia, ci imbattiamo in una delle sue opere.
Qui l’interprete dà ampio sfogo al suo lavoro andando ad elaborare un lavoro composto da differenti media e producendo l’ennesima scena ad alto tasso viscerale, in silenzio ci ritroviamo ad osservare i fili, la posa della donna e tutto l’innesco mistico che ancora una volta ci investe e ci lascia basiti.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto alle consuete immagini in calce che accompagnano il nostro testo, il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist