GORGO

CANEMORTO in Ranavik, Norway – The Paintings

Tra le meraviglie della Norvegia continuiamo il nostro approfondito coverage sull’esperienza dei CANEMORTO, dopo avervi mostrato le immagini degli interventi in strada giusto qualche giorno fa (qui), è arrivato il momento di dare un occhiata ai dipinti realizzati durante la loro permanenza nell’isola di Ranavik.
L’opportunità di vedere il duplice aspetto delle produzioni dei CANEMORTO ci offre la rara opportunità di apprezzare tutto il vasto campionario immaginativo che da sempre ne distingue le opere, anzitutto è interessante notare come gli artisti non rinuncino affatto alle tematiche ne stanno segnando i lavori in questo periodo ma piuttosto continuino anche attraverso le loro tele a proporre la personale e multi sfaccettate visione dell’uomo. Maggiormente concentrati qui sui volti, il trio affonda in questa nuova infornata di opere tutta la propria visione cromatica, a differenza delle precedente serie realizzata in Inghilterra all’interno della Undercurrents Gallery (qui), qui notiamo come anzitutto i volti in bianco e nero vengano sviscerati attraverso una esatta opposizione delle componenti cromatiche, più oscuri quindi le tele che risaltano nel bianco lucido e nelle grosse pennellate che si intersecano alla linee più fini e maggiormente rimarcate. A fare da collante invece per le produzioni colorate notiamo un utilizzo insistente del rosso come fondamentale componente visiva, una tinta sanguigna che aumenta la forza delle opera e riveste di significato i pezzi, si ha infatti la sensazione che gli artisti abbiano voluto come sferrare dei colpi ben assestati alle loro visioni, le passate di colore si inseriscono così sul capo, sopra gli occhi, penzolando fino alla bocca ed al mento, passando per gli occhi e per le labbra. Infine accogliamo nuovamente con interesse gli interventi che vedono una serie di animali ricalcare la scena, è un ritorno gradito questo visto che i CANEMORTO avevano in parte epurato la componente animale nelle loro ultime tele ed opere.
In una visione d’insieme di un corpo di lavoro così vasto ed articolato emerge tutta l’energia e l’impatto che le opere degli artisti riescono a trasmettere come anche la forza e la sensibilità di dipingere queste figure così disturbate, così al limite e sul baratro eppure dannatamente reali, come uno spettro che alleggia sulle nostre spalle, le belve interiori che prendono vita.

Thanks to The Artists for The Pics

CANEMORTO in Ranavik, Norway – The Paintings

Tra le meraviglie della Norvegia continuiamo il nostro approfondito coverage sull’esperienza dei CANEMORTO, dopo avervi mostrato le immagini degli interventi in strada giusto qualche giorno fa (qui), è arrivato il momento di dare un occhiata ai dipinti realizzati durante la loro permanenza nell’isola di Ranavik.
L’opportunità di vedere il duplice aspetto delle produzioni dei CANEMORTO ci offre la rara opportunità di apprezzare tutto il vasto campionario immaginativo che da sempre ne distingue le opere, anzitutto è interessante notare come gli artisti non rinuncino affatto alle tematiche ne stanno segnando i lavori in questo periodo ma piuttosto continuino anche attraverso le loro tele a proporre la personale e multi sfaccettate visione dell’uomo. Maggiormente concentrati qui sui volti, il trio affonda in questa nuova infornata di opere tutta la propria visione cromatica, a differenza delle precedente serie realizzata in Inghilterra all’interno della Undercurrents Gallery (qui), qui notiamo come anzitutto i volti in bianco e nero vengano sviscerati attraverso una esatta opposizione delle componenti cromatiche, più oscuri quindi le tele che risaltano nel bianco lucido e nelle grosse pennellate che si intersecano alla linee più fini e maggiormente rimarcate. A fare da collante invece per le produzioni colorate notiamo un utilizzo insistente del rosso come fondamentale componente visiva, una tinta sanguigna che aumenta la forza delle opera e riveste di significato i pezzi, si ha infatti la sensazione che gli artisti abbiano voluto come sferrare dei colpi ben assestati alle loro visioni, le passate di colore si inseriscono così sul capo, sopra gli occhi, penzolando fino alla bocca ed al mento, passando per gli occhi e per le labbra. Infine accogliamo nuovamente con interesse gli interventi che vedono una serie di animali ricalcare la scena, è un ritorno gradito questo visto che i CANEMORTO avevano in parte epurato la componente animale nelle loro ultime tele ed opere.
In una visione d’insieme di un corpo di lavoro così vasto ed articolato emerge tutta l’energia e l’impatto che le opere degli artisti riescono a trasmettere come anche la forza e la sensibilità di dipingere queste figure così disturbate, così al limite e sul baratro eppure dannatamente reali, come uno spettro che alleggia sulle nostre spalle, le belve interiori che prendono vita.

Thanks to The Artists for The Pics