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GORGO

CANEMORTO – A Series of New Murals in Gent and Italy

A distanza di qualche settimana di silenzio, tornano i CANEMORTO, il collettivo tutto Italiano ci mostra il risultato di una nuova serie di incursioni nel nord Italia ed a Gent in Belgio con le quali proseguono nel portare avanti gli spunti ed i temi del proprio operato.
Colore, colore ed ancora colore, a caratterizzare questa nuova infornata di lavoro e senza dubbio la scelta di un approccio senza dubbio più intriso di tinte – in particolari modo per quanto concerne l’intervento in Belgio – seppur lasciando invariati i temi e sopratutto il particolare approccio visivo che fin qui abbiamo avuto il piacere di apprezzare. Nella lettura del lavoro dei CANEMORTO ci siamo spesso soffermati sulla valenza riflessiva e di ciò che gli stessi artisti tentano di raccontare e veicolare attraverso le loro pitture, la scossa che abbiamo provato osservando le loro produzioni a risvegliato in noi l’esigenza di un analisi personale, l’impressione è sempre stata quella di una lettura altamente critica ed al contempo sfaccettata dell’uomo, la natura umane e le sue inossidabili contraddizioni. I corpi dei soggetti raffigurati, ma sopratutto i loro volti, appaiono non come maschere ma piuttosto come limpida e cristallina realtà, un emblematica ricerca che progressivamente va a rivelare, quasi togliendone il velo, quella che è la vera espressione, la vera connotazione umana in una rappresentazione che sà di specchio fulgido di ciò che realmente siamo. Le emozioni, la rabbia, ma sopratutto i sentimenti raccapriccianti prendono il sopravvento, si impossessano della nostra carne rivelando tutta la bruttezza interiore, il raccapriccio del nostro animo, quello che ci si ritrova a guardare è un immagine non definita, appena abbozzata in uno specchio veritiero, fa male, brucia osserva la dimensione che l’uomo ha intrapreso, la carne ribolle perdendo le proprie sembianze, accusando l’esperienze di una vita amara che si ripercuotono all’interno di un calderone di sentimenti oscuri. Questa precisa e particolare lettura, amplifica il disagio nell’osservare le creazioni degli interpreti, ma al contempo per chi sceglie di immergercisi al suo interno, tocca le corde più sensibili, ne coglie gli aspetti più reconditi, facendoli affiorare e mettendoli, con forza ed enfasi, faccia a faccia con noi stessi, ci si ritrova ad osservare se stessi intrappolati in una maschera, in un filtro che abbiamo scelto di portare per identificarci meglio nella società, ma la realtà è sul muro, grida, avvolge, e scuote i sensi, e con essi rimane irrimediabilmente scolpita nei nostri pensieri.
Di fatto i temi e gli spunti degli artisti riescono prepotentemente ad inserirsi all’interno della nostra mente attraverso un tratto atto proprio ad amplificarne in misura esponenziale il senso, la cornice cromatica, rapida, veloce, con tinte e passate indolenti e sovrapposte, quasi istintive, vanno a miscelarsi con i tratti scomposti, raggrinziti, vibranti dei soggetti raffigurati, questi personaggi con sorriso bieco, quasi malinconico, scrutano attraverso i loro sguardi profondi, le forme del viso si fanno confuse, quasi sovrapposte perdendo un filo logico imposto, gli arti sprofondando e poi riaffiorano, così come i corpi che entrano in contatto con la natura del nostro essere, la carne si piega all’emozione, ne segue l’andamento incerto, diviene fragile, scomposto, orribile alla vista, non esiste filtro o censura, siamo per quello che siamo sembra urlare, ed è forse ciò che maggiormente fa scalpore, è questo che spaventa, incute incertezza e paura, fino al rompersi dello specchio ed al voltarsi dei passi.
Attraverso una bella serie di scatti vi diamo modo di approfondire al meglio tutto il lavoro del collettivo, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti il consiglio è come sempre quello di dare un occhiata alla immagini, è tutto dopo il salto, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

CANEMORTO – A Series of New Murals in Gent and Italy

A distanza di qualche settimana di silenzio, tornano i CANEMORTO, il collettivo tutto Italiano ci mostra il risultato di una nuova serie di incursioni nel nord Italia ed a Gent in Belgio con le quali proseguono nel portare avanti gli spunti ed i temi del proprio operato.
Colore, colore ed ancora colore, a caratterizzare questa nuova infornata di lavoro e senza dubbio la scelta di un approccio senza dubbio più intriso di tinte – in particolari modo per quanto concerne l’intervento in Belgio – seppur lasciando invariati i temi e sopratutto il particolare approccio visivo che fin qui abbiamo avuto il piacere di apprezzare. Nella lettura del lavoro dei CANEMORTO ci siamo spesso soffermati sulla valenza riflessiva e di ciò che gli stessi artisti tentano di raccontare e veicolare attraverso le loro pitture, la scossa che abbiamo provato osservando le loro produzioni a risvegliato in noi l’esigenza di un analisi personale, l’impressione è sempre stata quella di una lettura altamente critica ed al contempo sfaccettata dell’uomo, la natura umane e le sue inossidabili contraddizioni. I corpi dei soggetti raffigurati, ma sopratutto i loro volti, appaiono non come maschere ma piuttosto come limpida e cristallina realtà, un emblematica ricerca che progressivamente va a rivelare, quasi togliendone il velo, quella che è la vera espressione, la vera connotazione umana in una rappresentazione che sà di specchio fulgido di ciò che realmente siamo. Le emozioni, la rabbia, ma sopratutto i sentimenti raccapriccianti prendono il sopravvento, si impossessano della nostra carne rivelando tutta la bruttezza interiore, il raccapriccio del nostro animo, quello che ci si ritrova a guardare è un immagine non definita, appena abbozzata in uno specchio veritiero, fa male, brucia osserva la dimensione che l’uomo ha intrapreso, la carne ribolle perdendo le proprie sembianze, accusando l’esperienze di una vita amara che si ripercuotono all’interno di un calderone di sentimenti oscuri. Questa precisa e particolare lettura, amplifica il disagio nell’osservare le creazioni degli interpreti, ma al contempo per chi sceglie di immergercisi al suo interno, tocca le corde più sensibili, ne coglie gli aspetti più reconditi, facendoli affiorare e mettendoli, con forza ed enfasi, faccia a faccia con noi stessi, ci si ritrova ad osservare se stessi intrappolati in una maschera, in un filtro che abbiamo scelto di portare per identificarci meglio nella società, ma la realtà è sul muro, grida, avvolge, e scuote i sensi, e con essi rimane irrimediabilmente scolpita nei nostri pensieri.
Di fatto i temi e gli spunti degli artisti riescono prepotentemente ad inserirsi all’interno della nostra mente attraverso un tratto atto proprio ad amplificarne in misura esponenziale il senso, la cornice cromatica, rapida, veloce, con tinte e passate indolenti e sovrapposte, quasi istintive, vanno a miscelarsi con i tratti scomposti, raggrinziti, vibranti dei soggetti raffigurati, questi personaggi con sorriso bieco, quasi malinconico, scrutano attraverso i loro sguardi profondi, le forme del viso si fanno confuse, quasi sovrapposte perdendo un filo logico imposto, gli arti sprofondando e poi riaffiorano, così come i corpi che entrano in contatto con la natura del nostro essere, la carne si piega all’emozione, ne segue l’andamento incerto, diviene fragile, scomposto, orribile alla vista, non esiste filtro o censura, siamo per quello che siamo sembra urlare, ed è forse ciò che maggiormente fa scalpore, è questo che spaventa, incute incertezza e paura, fino al rompersi dello specchio ed al voltarsi dei passi.
Attraverso una bella serie di scatti vi diamo modo di approfondire al meglio tutto il lavoro del collettivo, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti il consiglio è come sempre quello di dare un occhiata alla immagini, è tutto dopo il salto, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics