GORGO

Canemorto – A Series of Murals in Lisboa (Final)

A distanza di qualche giorno, ecco la Seconda ed ultima parte del recap sui lavori realizzati dai Canemorto durante il loro lungo periodo passato a Lisbona, dove gli artisti hanno letteralmente assediato le strade e qualsiasi spazio della città.
Una vera e propria invasione quella dei Canemorto a Lisbona, gli interpreti hanno riversato per le strade della bella città Portoghese tutto il loro immaginario, impattando su qualsiasi superficie utile ed andando a realizzare un incredibile serie di interventi. Raccolti all’interno della nostra fanzine Cão Morto em Lisboa, cross publication con gli amici di C-41 Magazine, i lavori fanno parte di una sorta di campagna condotta dagli interpreti Italiani in città, capace di trascinarci all’interno del loro ruvido universo narrativo.
Non é stato mai semplice digerire le immagini degli interpreti, la crudezza dei contenuti, il fragore, la potenza visiva e tematica scatenata dal confrontarsi con i corpi ed i volti proposti, ci ha sempre lasciato un sentimento di contrasto perenne. Il loro stesso nome si rifà ad un concetto chiaro, una domanda che accompagna la totalità delle produzioni degli interpreti e che al contempo diviene slancio tematico: cosa c’è di bello in un cane morto inerme in strada? Nulla, viene naturale rispondere, ma proprio da questa ossessiva ricerca del non bello, dell’anti-estetico, che gli autori partono. La piroetta tematica diviene presto valvola ideale di sfogo, concentrazione massima delle brutture, delle insanità, della crudezza emotiva, trasformandosi in ideale specchio dell’uomo moderno. Adesso capite.
Il brutto é parte di ciascuno di noi, celato sotto una coltre che sa di facciata, dietro parole, atteggiamenti e comportamenti che divengono maschera e copertura in grado di celare la nostra vera natura. Gli artisti, squarciano questa protezione mettendoci a confronto con la verità, con la nostra vera natura, facendoci confrontare con le profondità del nostro animo. Accompagnandoci in un confronto profondo, freddo, violento, premono sull’acceleratore, impostano una pittura grezza, cadenzata da pennellate veloci, non badando al l’estetica canonica, concentrandosi sul brutto ed innescando un reazione emotiva forte. Il colore non é un riempimento, quanto piuttosto ideale propellente emotivo per segnare e tracciare i corpi, diviene alterazione e rifletto tematico delle emozioni, delle difficoltà della vita. Esattamente come siamo segnati dalle esperienze accaduteci, le tinte trapassano la carne, si riversano sulla pelle, commutando la forma e l’aspetto di questi esseri, prendono finalmente un aspetto, non più mantenute e trascinate negli abissi delle nostre percezioni ed emotività, il personale tentativo di dimenticare.
Osservando le produzioni dei Canemorto appare quindi inevitabile confrontarsi con noi stessi. Le figure, i volti ed i corpi irregolari, divengono uno specchio riflesso, l’occasione per una riflessione capace di condurci, spingerci con irruenza, in un contatto con un lato inaspettato, celato per troppo a lungo, di noi stessi. Questi mostri si fanno carico delle nostre paure, delle nostre fragilità, esorcizzandone, attraverso la forma, il ricordo, gettando le basi per un ponte emotivo forte e capace puntualmente di sorprenderci e di colpirci per mezzo di una irruenza pittorica unica nel suo genere. Inermi li vediamo e ne assaporiamo i concetti e le idee. Li hanno slegati a Lisbona.
Null’altro da aggiungere, per completare al meglio questa ricca full immersion, vi lasciamo ad una lunga serie di scatti, dateci un occhiata! Come vedrete ci sono le chicche paurose! Enjoy it.

GUARDA LA PRIMA PARTE

Thanks to The Artists for The Pics

Canemorto – A Series of Murals in Lisboa (Final)

A distanza di qualche giorno, ecco la Seconda ed ultima parte del recap sui lavori realizzati dai Canemorto durante il loro lungo periodo passato a Lisbona, dove gli artisti hanno letteralmente assediato le strade e qualsiasi spazio della città.
Una vera e propria invasione quella dei Canemorto a Lisbona, gli interpreti hanno riversato per le strade della bella città Portoghese tutto il loro immaginario, impattando su qualsiasi superficie utile ed andando a realizzare un incredibile serie di interventi. Raccolti all’interno della nostra fanzine Cão Morto em Lisboa, cross publication con gli amici di C-41 Magazine, i lavori fanno parte di una sorta di campagna condotta dagli interpreti Italiani in città, capace di trascinarci all’interno del loro ruvido universo narrativo.
Non é stato mai semplice digerire le immagini degli interpreti, la crudezza dei contenuti, il fragore, la potenza visiva e tematica scatenata dal confrontarsi con i corpi ed i volti proposti, ci ha sempre lasciato un sentimento di contrasto perenne. Il loro stesso nome si rifà ad un concetto chiaro, una domanda che accompagna la totalità delle produzioni degli interpreti e che al contempo diviene slancio tematico: cosa c’è di bello in un cane morto inerme in strada? Nulla, viene naturale rispondere, ma proprio da questa ossessiva ricerca del non bello, dell’anti-estetico, che gli autori partono. La piroetta tematica diviene presto valvola ideale di sfogo, concentrazione massima delle brutture, delle insanità, della crudezza emotiva, trasformandosi in ideale specchio dell’uomo moderno. Adesso capite.
Il brutto é parte di ciascuno di noi, celato sotto una coltre che sa di facciata, dietro parole, atteggiamenti e comportamenti che divengono maschera e copertura in grado di celare la nostra vera natura. Gli artisti, squarciano questa protezione mettendoci a confronto con la verità, con la nostra vera natura, facendoci confrontare con le profondità del nostro animo. Accompagnandoci in un confronto profondo, freddo, violento, premono sull’acceleratore, impostano una pittura grezza, cadenzata da pennellate veloci, non badando al l’estetica canonica, concentrandosi sul brutto ed innescando un reazione emotiva forte. Il colore non é un riempimento, quanto piuttosto ideale propellente emotivo per segnare e tracciare i corpi, diviene alterazione e rifletto tematico delle emozioni, delle difficoltà della vita. Esattamente come siamo segnati dalle esperienze accaduteci, le tinte trapassano la carne, si riversano sulla pelle, commutando la forma e l’aspetto di questi esseri, prendono finalmente un aspetto, non più mantenute e trascinate negli abissi delle nostre percezioni ed emotività, il personale tentativo di dimenticare.
Osservando le produzioni dei Canemorto appare quindi inevitabile confrontarsi con noi stessi. Le figure, i volti ed i corpi irregolari, divengono uno specchio riflesso, l’occasione per una riflessione capace di condurci, spingerci con irruenza, in un contatto con un lato inaspettato, celato per troppo a lungo, di noi stessi. Questi mostri si fanno carico delle nostre paure, delle nostre fragilità, esorcizzandone, attraverso la forma, il ricordo, gettando le basi per un ponte emotivo forte e capace puntualmente di sorprenderci e di colpirci per mezzo di una irruenza pittorica unica nel suo genere. Inermi li vediamo e ne assaporiamo i concetti e le idee. Li hanno slegati a Lisbona.
Null’altro da aggiungere, per completare al meglio questa ricca full immersion, vi lasciamo ad una lunga serie di scatti, dateci un occhiata! Come vedrete ci sono le chicche paurose! Enjoy it.

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