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Brandalism Project in United Kingdom (Recap)

Con piacere andiamo a togliere il velo su uno dei progetti più interessanti di quest’anno, Brandalism fa saltare il banco del controllo visivo delle società consumistiche andando ad occupare gli Spazi pubblicitari in giro per il Regno Unito per mezzo dei lavori di 40 artisti di fama internazionale.
Partito nel 2012 con un piccolo team ed un furgone, due amici hanno trascorso cinque giorni al lavoro su 36 cartelloni in cinque città del Regno Unito, vista la grande risposta da parte del ‘pubblico’ si è quindi deciso di addestrare altre persone a fare la stessa cosa stessi. A distanza di due anni dopo, diversi gruppi in tutto il paese sono ora al lavoro nelle rispettive loro aree per recuperare lo spazio pubblico e sovvertire gli interessi delle società.
Brandalism ha assunto durante questa sua ultima incarnazione, le sembianze di progetto ad ampio respiro, maturo, raggiungendo il suo obiettivo principale. La sfida è quella di creare la più grande campagna anti-pubblicitario nella storia, gli organizzatori ci sono riusciti, ben 10 intere città su tutto il territorio del Regno Unito, oltre 360 spazi pubblicitari occupati dalle opere di un incredibile numero di artisti di altissimo livello, questi ultimi unicamente nell’ultimo raid realizzato in questo mese di Maggio. Anthony Lister, Cleon Peterson, Escif, Fintan Magee, Know Hope, Ludo, 2501, OX, Paul Insect, Ron English, VinZ, Dan Birkbeck, giusto per citare quelli da noi scelti per questo recap, tutti hanno dato il proprio contributo per trasformare completamente gli aspetti dei cartelloni pubblicitari.
Al centro del progetto c’è anzitutto l’esigenza di recuperare il proprio spazio cittadino completamente intasato ed invaso dalla pubblicità dei grandi marchi, per fare ciò gli organizzatori hanno pensato ad un approccio vicino alla guerriglia artistica ed al subvertising – l’arte di sovvertire annunci pubblicitari con i quali sono stati addestrati i cittadini ed i volontari del progetto – attraverso i quali sviluppare un critica ma al contempo sfidare la legittimità delle immagini all’interno dello spazio pubblico e della nostra cultura.
Ogni opera proposta va a cancellare un messaggio pubblicitario, ed è completamente priva di firma o tag riconducibile all’artista che ha elaborato il disegno, ogni interprete ha voluto dare il proprio personale spunto tematico comunque riconducibile alla pubblicità ed al consumismo, si tratta di temi come il danno ecologico, il debito pubblico, il disastro del capitalismo finanziario, passando per argomenti più sociali come gli stereotipi della società moderna. Chi più chi meno ogni artisti coinvolto è comunque legato a queste tematiche che porta costantemente alla ribalta all’interno del proprio personale percorso visivo, le riflessioni quindi si intrecciano in una mobilitazione incredibile e stratificata che accompagna lo spettatore all’interno di una riflessione profonda e coinvolgente, Brandalism parte infatti dalla convinzione di una strada democratica e che la stessa è e deve essere un luogo di comunicazione, ma che appartiene però ai cittadini e alle comunità che ci vivono. Si tratta in questo modo di spazzare il martellante attacco visivo dei giganti dei media e di tutto quei magnati pubblicitari che hanno una stretta mortale costante e ripetuta all’interno delle nostre strade e per mezzo degli spazi pubblici , per mezzo dei quali siamo costretti a nutrirci con immagini e messaggi rivolti allo spendere ed al comprare ma che al contempo ci lasciano infelici ed insicuri di noi stessi
A Liverpool , Glasgow , Edimburgo , Manchester , Leeds , Oxford , Londra , Brighton , Bristol , Birmingham, travestiti da installatori, i volontari hanno trasformato gli spazi pubblicitari sovvertendone l’utilizzo e ridando respiro alla città ed ai suoi abitanti.
In calce al nostro testo, vi abbiamo preparato una selezione dei lavori realizzati per il bel progetto, è tutto dopo il salto con un bella carrellata di scatti, dateci un occhiata noterete che tra i tanti nomi c’è quello del nostro 2501 a rappresentare l’Italia, se volete approfondire invece qui tutti gli interventi realizzati, enjoy it.

Brandalism Project in United Kingdom (Recap)

Con piacere andiamo a togliere il velo su uno dei progetti più interessanti di quest’anno, Brandalism fa saltare il banco del controllo visivo delle società consumistiche andando ad occupare gli Spazi pubblicitari in giro per il Regno Unito per mezzo dei lavori di 40 artisti di fama internazionale.
Partito nel 2012 con un piccolo team ed un furgone, due amici hanno trascorso cinque giorni al lavoro su 36 cartelloni in cinque città del Regno Unito, vista la grande risposta da parte del ‘pubblico’ si è quindi deciso di addestrare altre persone a fare la stessa cosa stessi. A distanza di due anni dopo, diversi gruppi in tutto il paese sono ora al lavoro nelle rispettive loro aree per recuperare lo spazio pubblico e sovvertire gli interessi delle società.
Brandalism ha assunto durante questa sua ultima incarnazione, le sembianze di progetto ad ampio respiro, maturo, raggiungendo il suo obiettivo principale. La sfida è quella di creare la più grande campagna anti-pubblicitario nella storia, gli organizzatori ci sono riusciti, ben 10 intere città su tutto il territorio del Regno Unito, oltre 360 spazi pubblicitari occupati dalle opere di un incredibile numero di artisti di altissimo livello, questi ultimi unicamente nell’ultimo raid realizzato in questo mese di Maggio. Anthony Lister, Cleon Peterson, Escif, Fintan Magee, Know Hope, Ludo, 2501, OX, Paul Insect, Ron English, VinZ, Dan Birkbeck, giusto per citare quelli da noi scelti per questo recap, tutti hanno dato il proprio contributo per trasformare completamente gli aspetti dei cartelloni pubblicitari.
Al centro del progetto c’è anzitutto l’esigenza di recuperare il proprio spazio cittadino completamente intasato ed invaso dalla pubblicità dei grandi marchi, per fare ciò gli organizzatori hanno pensato ad un approccio vicino alla guerriglia artistica ed al subvertising – l’arte di sovvertire annunci pubblicitari con i quali sono stati addestrati i cittadini ed i volontari del progetto – attraverso i quali sviluppare un critica ma al contempo sfidare la legittimità delle immagini all’interno dello spazio pubblico e della nostra cultura.
Ogni opera proposta va a cancellare un messaggio pubblicitario, ed è completamente priva di firma o tag riconducibile all’artista che ha elaborato il disegno, ogni interprete ha voluto dare il proprio personale spunto tematico comunque riconducibile alla pubblicità ed al consumismo, si tratta di temi come il danno ecologico, il debito pubblico, il disastro del capitalismo finanziario, passando per argomenti più sociali come gli stereotipi della società moderna. Chi più chi meno ogni artisti coinvolto è comunque legato a queste tematiche che porta costantemente alla ribalta all’interno del proprio personale percorso visivo, le riflessioni quindi si intrecciano in una mobilitazione incredibile e stratificata che accompagna lo spettatore all’interno di una riflessione profonda e coinvolgente, Brandalism parte infatti dalla convinzione di una strada democratica e che la stessa è e deve essere un luogo di comunicazione, ma che appartiene però ai cittadini e alle comunità che ci vivono. Si tratta in questo modo di spazzare il martellante attacco visivo dei giganti dei media e di tutto quei magnati pubblicitari che hanno una stretta mortale costante e ripetuta all’interno delle nostre strade e per mezzo degli spazi pubblici , per mezzo dei quali siamo costretti a nutrirci con immagini e messaggi rivolti allo spendere ed al comprare ma che al contempo ci lasciano infelici ed insicuri di noi stessi
A Liverpool , Glasgow , Edimburgo , Manchester , Leeds , Oxford , Londra , Brighton , Bristol , Birmingham, travestiti da installatori, i volontari hanno trasformato gli spazi pubblicitari sovvertendone l’utilizzo e ridando respiro alla città ed ai suoi abitanti.
In calce al nostro testo, vi abbiamo preparato una selezione dei lavori realizzati per il bel progetto, è tutto dopo il salto con un bella carrellata di scatti, dateci un occhiata noterete che tra i tanti nomi c’è quello del nostro 2501 a rappresentare l’Italia, se volete approfondire invece qui tutti gli interventi realizzati, enjoy it.