GORGO

BR1 – “El Gigante de Melilla” in Marocco

Andiamo a dare un occhiata ravvicinata all’ultimo progetto firmato BR1, l’artista italiano ha presentato, nelle scorse settimane a Melilla, “El Gigante de Melilla”.
Non è la prima volta che ci occupiamo della particolare situazione migratoria ai confini della Spagna, ricorderete infatti l’opera realizzata da Axel Void a Tarifa che, specularmente, affrontava già il problema (Covered), torniamo su questi temi, con un nuovo progetto ad ampio respiro.
Melilla è situata nella costa del Marocca, rivolta verso il Mar Mediterraneo, segna il confine tra Europa ed Africa attraverso una recinzione di sei metri d’altezza. Il Valla, protetto da sistemi di sorveglianza di ultima generazione, rappresenta la linea di confine tra sogno e realtà per coloro che vogliono arrivare in Europa.
La città è ben nota per i migliaia di profughi che tentano di attraversare illegalmente il confine, ma anche per la forte miscela sociale, con cristiani, ebrei, musulmani e comunità berbere che convivono pacificamente.
BR1 raccoglie la particolare identità e situazione sociale del luogo dando vita ad una figura grottesca, ma soprattutto una danza che investe le strade della città. Il gigante, interamente fatto a mano e realizzato durante i giorni in residenza d’artista per Kahinarte, vede l’artista proporre una personale lettura della difficile situazione di Melilla. BR1 attraverso la danza di questa figura, propone una sorta di antico rituale, un esorcismo della paura che si trasforma presto in divertimento.
Approfondendo la danza è si un momento di divertimento, dovrebbe suggerire al tempo stesso la storia di un uomo appartenente alla comunità nomade Issawa, che ha saltato la recinzione di confine, ed approdato in Europa per demolire e distruggere la xenofobia. La stessa paura che tormenta l’Europa, la paura di sperimentare la miseria e l’umiliazione che i migranti percepiscono quotidianamente, la paura verso ciò che non si conosce e che quindi spaventa.
El Gigante de Melilla e la sua danza divengono quindi per BR1 opportunità per abbracciare questi luoghi, per raccogliere l’eredità di un non-luogo posto ai confini dell’Europa, dove ci sono muri, recinzioni e sistemi di sorveglianza che si ergono come baluardo contrario al passaggio di essere umani, interrompendo sogni e sperenze.

BR1 – “El Gigante de Melilla” in Marocco

Andiamo a dare un occhiata ravvicinata all’ultimo progetto firmato BR1, l’artista italiano ha presentato, nelle scorse settimane a Melilla, “El Gigante de Melilla”.
Non è la prima volta che ci occupiamo della particolare situazione migratoria ai confini della Spagna, ricorderete infatti l’opera realizzata da Axel Void a Tarifa che, specularmente, affrontava già il problema (Covered), torniamo su questi temi, con un nuovo progetto ad ampio respiro.
Melilla è situata nella costa del Marocca, rivolta verso il Mar Mediterraneo, segna il confine tra Europa ed Africa attraverso una recinzione di sei metri d’altezza. Il Valla, protetto da sistemi di sorveglianza di ultima generazione, rappresenta la linea di confine tra sogno e realtà per coloro che vogliono arrivare in Europa.
La città è ben nota per i migliaia di profughi che tentano di attraversare illegalmente il confine, ma anche per la forte miscela sociale, con cristiani, ebrei, musulmani e comunità berbere che convivono pacificamente.
BR1 raccoglie la particolare identità e situazione sociale del luogo dando vita ad una figura grottesca, ma soprattutto una danza che investe le strade della città. Il gigante, interamente fatto a mano e realizzato durante i giorni in residenza d’artista per Kahinarte, vede l’artista proporre una personale lettura della difficile situazione di Melilla. BR1 attraverso la danza di questa figura, propone una sorta di antico rituale, un esorcismo della paura che si trasforma presto in divertimento.
Approfondendo la danza è si un momento di divertimento, dovrebbe suggerire al tempo stesso la storia di un uomo appartenente alla comunità nomade Issawa, che ha saltato la recinzione di confine, ed approdato in Europa per demolire e distruggere la xenofobia. La stessa paura che tormenta l’Europa, la paura di sperimentare la miseria e l’umiliazione che i migranti percepiscono quotidianamente, la paura verso ciò che non si conosce e che quindi spaventa.
El Gigante de Melilla e la sua danza divengono quindi per BR1 opportunità per abbracciare questi luoghi, per raccogliere l’eredità di un non-luogo posto ai confini dell’Europa, dove ci sono muri, recinzioni e sistemi di sorveglianza che si ergono come baluardo contrario al passaggio di essere umani, interrompendo sogni e sperenze.