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GORGO

Borondo – New Mural at Festival Concreto in Fortaleza

È Borondo (Interview) a proseguire i lavori per questa prima edizione del Festival Concreto a Fortaleza in Brasile con un nuovo dipinto attraverso il quale lo Spagnolo prosegue la sua personale tematica artistica innescando un nuovo ed efficace intervento.
Tra corpi nudi, appena accennati o vistosamente segnati dalle incisioni su superficie trasparenti, la pittura di Borondo ci ha sempre lasciato interdetti, quasi sospesi di fronte all’enorme impatto emotivo che l’interprete riesce a veicolare nei propri interventi, ci siamo trovati immersi nelle profondità delle nostre emotività a lottare con le stesse tentando di emergere e di non farci sopraffare dalla stesse, ci siamo ritrovati negli sguardi persi, nella malinconia che i tratti dei volti suggeriscono così pesantemente in una simbiosi forte ed indissolubile. L’operato di Borondo si fa così personale, scaglie di noi stessi frantumate ed iniettate sulle pareti, che prendono forma e si trasformano in spettri evanescenti che accarezzano i lati più oscuri e reconditi dell’animo, nostro, suo, vostro, in una costante giostra che mira a stuzzicare le corde più sensibili, in una rappresentazione viva, un respiro freddo che lascia aloni significativi attraverso una pittura istintiva ed al contempo coordinata.
Per il festival brasiliano Borondo si ritrova a lavorare su una superficie piuttosto insolita, una struttura cilindrica posta direttamente sulla spiaggia, l’interprete scegli quindi di focalizzare il proprio intervento su uno degli aspetti maggiormente evocativi, il volto, lasciando momentaneamente corpi e leggerezze fisiche. La concentrazioni sul viso avvolge completamente tutto lo spazio a disposizione con una ripetizione quasi ossessiva dei tratti proposti, il colore scelto torna ad essere cupo, maggiormente sinistro con sferzate di grigi e neri a dare forma a naso, labbra ed agli occhi, proprio questi ultimi rappresentano il veicolo emotivo dell’opera, attraverso gli stessi torniamo a calarci all’interno della peculiare visione dell’artista, storditi dalla profondità, lasciandoci cadere nei vortici di riflessione personale, trafitti da uno sguardo inquieto e mesto.

Pics via San

Borondo – New Mural at Festival Concreto in Fortaleza

È Borondo (Interview) a proseguire i lavori per questa prima edizione del Festival Concreto a Fortaleza in Brasile con un nuovo dipinto attraverso il quale lo Spagnolo prosegue la sua personale tematica artistica innescando un nuovo ed efficace intervento.
Tra corpi nudi, appena accennati o vistosamente segnati dalle incisioni su superficie trasparenti, la pittura di Borondo ci ha sempre lasciato interdetti, quasi sospesi di fronte all’enorme impatto emotivo che l’interprete riesce a veicolare nei propri interventi, ci siamo trovati immersi nelle profondità delle nostre emotività a lottare con le stesse tentando di emergere e di non farci sopraffare dalla stesse, ci siamo ritrovati negli sguardi persi, nella malinconia che i tratti dei volti suggeriscono così pesantemente in una simbiosi forte ed indissolubile. L’operato di Borondo si fa così personale, scaglie di noi stessi frantumate ed iniettate sulle pareti, che prendono forma e si trasformano in spettri evanescenti che accarezzano i lati più oscuri e reconditi dell’animo, nostro, suo, vostro, in una costante giostra che mira a stuzzicare le corde più sensibili, in una rappresentazione viva, un respiro freddo che lascia aloni significativi attraverso una pittura istintiva ed al contempo coordinata.
Per il festival brasiliano Borondo si ritrova a lavorare su una superficie piuttosto insolita, una struttura cilindrica posta direttamente sulla spiaggia, l’interprete scegli quindi di focalizzare il proprio intervento su uno degli aspetti maggiormente evocativi, il volto, lasciando momentaneamente corpi e leggerezze fisiche. La concentrazioni sul viso avvolge completamente tutto lo spazio a disposizione con una ripetizione quasi ossessiva dei tratti proposti, il colore scelto torna ad essere cupo, maggiormente sinistro con sferzate di grigi e neri a dare forma a naso, labbra ed agli occhi, proprio questi ultimi rappresentano il veicolo emotivo dell’opera, attraverso gli stessi torniamo a calarci all’interno della peculiare visione dell’artista, storditi dalla profondità, lasciandoci cadere nei vortici di riflessione personale, trafitti da uno sguardo inquieto e mesto.

Pics via San