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GORGO

Borondo – New Installation in Marina Di Camerota

Ci spostiamo a Marina di Camerota in Campania, nei giorni scorsi Borondo qui ha terminato di realizzare una nuova ed intensa installazione interattiva, tornando a lavorare con il plexiglas e proponendo la consueta miscela emotiva.
Ancora una volta ripiombiamo all’interno di una pittura altamente viscerale e catartica dell’artista, la un confronto capace di insinuarsi e pizzicare le corde più sensibili, un risveglio capace di far vibrare i sensi, una ripresa che ne acutizza le emozioni e le percezioni, una lettura stratificata che va puntualmente ad impattare il nostro spirito ed i nostri pensieri. Quello che ci ha sempre coinvolto e colpito nel lavoro di Borondo è la capacità dell’interprete di sviluppare un trama visiva assolutamente profonda e dai fortissimi risvolti emotivi. Lo Spagnolo attraverso un tratto fortemente espressivo sviluppa i corpi nudi dei suoi uomini e delle sue donne, la purezza degli stessi, raggiunta proprio attraverso la loro rappresentazione senza veli, censure o filtri visivi, impatta in un sentimento che va a scavare nelle pieghe e nelle profondità dell’animo umano rivelandone tutta la fragilità, le insicurezze, il dolore. Si tratta di immagini pesanti nel loro coefficiente di immedesimazione, dense ed articolate nella loro stessa fisionomia stilistica. L’interprete attraverso i suoi spettri da vita, voce e colore alla cupezza, alla tristezza che attanaglia e ci fa sprofondare, scopre la maschera di felicità e tranquillità che portiamo tutti i giorni, per rivelare a noi stesi, al mondo ed a chi ci circonda tutta la malinconia della vita. L’autore riesce così a penetrare nei sentimenti di chi osserva, esattamente come nel muro le tracce di vernice, i tocchi insistenti e ripetuti che danno vita alla fisionomia dei corpi, segnano e solcano le profondità dei nostri pensieri lasciandoci sopraffatti, senza razionalità in prende e finalmente liberi di esprimere e di essere ciò che siamo.
Realizzato per il progetto Meeting del Mare, curato da Simone Pallotta ed Antonio Oriente, quest’ultimo intervento, dal titolo “Kouroi”, vede Borondo tornare a lavorare con materiali differenti. Non c’è uno spazio od una parete, quanto piuttosto un gioco alimentato dalla luce, con i lavori installati direttamente sulle luci del porto cittadino. L’idea è quella di una trasformazione frame by frame, alimentata proprio dalla luce e cadenzata dal consueto piglio emotivo. Il confronto passa per la costruzione e decostruzione di una silhouette umana, dagli elementi organici, come le radici, fino alla rappresentazione del corpo umano. Intenso.
Ad accompagnare le nostre parole una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima opera dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo operato.

Pics by Fabiano Caputo via San

Borondo – New Installation in Marina Di Camerota

Ci spostiamo a Marina di Camerota in Campania, nei giorni scorsi Borondo qui ha terminato di realizzare una nuova ed intensa installazione interattiva, tornando a lavorare con il plexiglas e proponendo la consueta miscela emotiva.
Ancora una volta ripiombiamo all’interno di una pittura altamente viscerale e catartica dell’artista, la un confronto capace di insinuarsi e pizzicare le corde più sensibili, un risveglio capace di far vibrare i sensi, una ripresa che ne acutizza le emozioni e le percezioni, una lettura stratificata che va puntualmente ad impattare il nostro spirito ed i nostri pensieri. Quello che ci ha sempre coinvolto e colpito nel lavoro di Borondo è la capacità dell’interprete di sviluppare un trama visiva assolutamente profonda e dai fortissimi risvolti emotivi. Lo Spagnolo attraverso un tratto fortemente espressivo sviluppa i corpi nudi dei suoi uomini e delle sue donne, la purezza degli stessi, raggiunta proprio attraverso la loro rappresentazione senza veli, censure o filtri visivi, impatta in un sentimento che va a scavare nelle pieghe e nelle profondità dell’animo umano rivelandone tutta la fragilità, le insicurezze, il dolore. Si tratta di immagini pesanti nel loro coefficiente di immedesimazione, dense ed articolate nella loro stessa fisionomia stilistica. L’interprete attraverso i suoi spettri da vita, voce e colore alla cupezza, alla tristezza che attanaglia e ci fa sprofondare, scopre la maschera di felicità e tranquillità che portiamo tutti i giorni, per rivelare a noi stesi, al mondo ed a chi ci circonda tutta la malinconia della vita. L’autore riesce così a penetrare nei sentimenti di chi osserva, esattamente come nel muro le tracce di vernice, i tocchi insistenti e ripetuti che danno vita alla fisionomia dei corpi, segnano e solcano le profondità dei nostri pensieri lasciandoci sopraffatti, senza razionalità in prende e finalmente liberi di esprimere e di essere ciò che siamo.
Realizzato per il progetto Meeting del Mare, curato da Simone Pallotta ed Antonio Oriente, quest’ultimo intervento, dal titolo “Kouroi”, vede Borondo tornare a lavorare con materiali differenti. Non c’è uno spazio od una parete, quanto piuttosto un gioco alimentato dalla luce, con i lavori installati direttamente sulle luci del porto cittadino. L’idea è quella di una trasformazione frame by frame, alimentata proprio dalla luce e cadenzata dal consueto piglio emotivo. Il confronto passa per la costruzione e decostruzione di una silhouette umana, dagli elementi organici, come le radici, fino alla rappresentazione del corpo umano. Intenso.
Ad accompagnare le nostre parole una bella serie di scatti con i dettagli di quest’ultima opera dell’artista, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul suo operato.

Pics by Fabiano Caputo via San