GORGO

Borondo – “Narcissus” New Mural in East London

A quanto pare il grande Borondo si trova ancora in Inghilterra dove ha da poco terminato un altro dei suoi interventi nella zona di East London, un lavoro che prosegue la ricerca di strumenti e situazioni differenti per la pittura dello Spagnolo e che ci regala un nuovo e sensibile approccio visivo.

Gli aspetti peculiari del lavoro di Borondo sono l’unione simbiotica di elementi tematici e visivi estremamente coinvolgenti in un forte legame che vede una pittura viscerale e profonda legarsi con le immagini di uomini e donne, il tono malinconico e riflessivo, così come la scelta di realizzare questi corpi in tutta la loro verità, senza filtri o censure, nudi in balia degli eventi e delle loro stesse sensazioni ed emozioni, alimentano un fortissimo impatto con chi incrocia il proprio cammino con essi. Questa precisa scelta di accomodarsi all’interno di un nucleo preciso e ben delineato di emozioni e stati d’animo viene sorretto come detto dalla volontà di Borondo di realizzare e portare avanti il personale lavoro attraverso un pittura fortemente emotiva, i corpi risultano vacui, appena accennati dando l’impressione di trovarsi difronte a dei veri e propri spettri di un essere umano, alimentando in questo modo la vena sensibile e profonda delle opere, il tratto si fa ricchissimo di tinte ed sovrapposizioni continue con le pennellate dirette ed incisive che vanno a costituire la forma e le nudità dei corpi. I lavori assumono così la prerogativa di una sorta di un confronto personale, di un viaggio interiore che ci spinge ad immergersi nelle differenti sfaccettature del nostro spettro emotivo, ci si ritrova in simbiosi con gli sguardi malinconici, con l’amarezza di questi ritratti in un sorta di specchio limpido e puro della condizione umana.

Quest’ultimo intervento prende vita su questa porzione di parete tra due grandi ponti, l’artista per la prima volta sperimenta un approccio differente, lascia invariati i temi e le dinamiche del suo lavoro Borondo andando però questa ad interagire con lo specchio d’acqua che attraversa le due strutture limitrofe, in questo modo giunge a noi la vera opera che non è più direttamente su parete ma piuttosto riflessa in acqua, attraversata da continui scossoni e spostamenti, in una dinamica che alimenta la sensazione di una sorta di respiro simulato che sembra assolutamente vero e che apre a differenti chiavi di lettura. Quello che maggiormente ci affascina è il ritrovarsi nel volto rappresentato come se osservando l’acqua ci scoprissimo di fronte il nostro vero io, sornione, silenzioso ed angosciato, sguardo serrato, noi stessi. Il titolo dell’opera “Narcissus”, suggerisce la voglia di guardarsi dentro, di riflettere sul noi stessi, per una volta il termine non viene utilizzato in modo dispregiativo ma piuttosto in senso lato, Borondo ira ad un preciso atteggiamento personale e più semplicemente all’azione stessa di osservarsi riflessi sull’acqua ed ancora una volta rimaniamo incantati.

Aldilà dell’insolita location di lavoro, l’impatto con quest’ultima produzione di Borondo ci ha nuovamente scosso e coinvolto in maniera positiva, l’artista continua a sperimentare arrangiamenti e medium differenti con i quali imbastire un dialogo o semplicemente veicolare il personale approccio visivo in funzione di un contatto con le persone che hanno l’opportunità di vedere i suoi lavori o più semplicemente con la prerogativa di voler esprimere tutto ciò che ha dentro. Vi lasciamo riflettere in compagnia di una bella serie di immagini, con le fasi di realizzazione di quest’ultima opera fino all’eccellente risultato finale, siamo davvero convinti che ne valga la pena.

Pics by Fabiano Caputo via Street Art News

Borondo – “Narcissus” New Mural in East London

A quanto pare il grande Borondo si trova ancora in Inghilterra dove ha da poco terminato un altro dei suoi interventi nella zona di East London, un lavoro che prosegue la ricerca di strumenti e situazioni differenti per la pittura dello Spagnolo e che ci regala un nuovo e sensibile approccio visivo.

Gli aspetti peculiari del lavoro di Borondo sono l’unione simbiotica di elementi tematici e visivi estremamente coinvolgenti in un forte legame che vede una pittura viscerale e profonda legarsi con le immagini di uomini e donne, il tono malinconico e riflessivo, così come la scelta di realizzare questi corpi in tutta la loro verità, senza filtri o censure, nudi in balia degli eventi e delle loro stesse sensazioni ed emozioni, alimentano un fortissimo impatto con chi incrocia il proprio cammino con essi. Questa precisa scelta di accomodarsi all’interno di un nucleo preciso e ben delineato di emozioni e stati d’animo viene sorretto come detto dalla volontà di Borondo di realizzare e portare avanti il personale lavoro attraverso un pittura fortemente emotiva, i corpi risultano vacui, appena accennati dando l’impressione di trovarsi difronte a dei veri e propri spettri di un essere umano, alimentando in questo modo la vena sensibile e profonda delle opere, il tratto si fa ricchissimo di tinte ed sovrapposizioni continue con le pennellate dirette ed incisive che vanno a costituire la forma e le nudità dei corpi. I lavori assumono così la prerogativa di una sorta di un confronto personale, di un viaggio interiore che ci spinge ad immergersi nelle differenti sfaccettature del nostro spettro emotivo, ci si ritrova in simbiosi con gli sguardi malinconici, con l’amarezza di questi ritratti in un sorta di specchio limpido e puro della condizione umana.

Quest’ultimo intervento prende vita su questa porzione di parete tra due grandi ponti, l’artista per la prima volta sperimenta un approccio differente, lascia invariati i temi e le dinamiche del suo lavoro Borondo andando però questa ad interagire con lo specchio d’acqua che attraversa le due strutture limitrofe, in questo modo giunge a noi la vera opera che non è più direttamente su parete ma piuttosto riflessa in acqua, attraversata da continui scossoni e spostamenti, in una dinamica che alimenta la sensazione di una sorta di respiro simulato che sembra assolutamente vero e che apre a differenti chiavi di lettura. Quello che maggiormente ci affascina è il ritrovarsi nel volto rappresentato come se osservando l’acqua ci scoprissimo di fronte il nostro vero io, sornione, silenzioso ed angosciato, sguardo serrato, noi stessi. Il titolo dell’opera “Narcissus”, suggerisce la voglia di guardarsi dentro, di riflettere sul noi stessi, per una volta il termine non viene utilizzato in modo dispregiativo ma piuttosto in senso lato, Borondo ira ad un preciso atteggiamento personale e più semplicemente all’azione stessa di osservarsi riflessi sull’acqua ed ancora una volta rimaniamo incantati.

Aldilà dell’insolita location di lavoro, l’impatto con quest’ultima produzione di Borondo ci ha nuovamente scosso e coinvolto in maniera positiva, l’artista continua a sperimentare arrangiamenti e medium differenti con i quali imbastire un dialogo o semplicemente veicolare il personale approccio visivo in funzione di un contatto con le persone che hanno l’opportunità di vedere i suoi lavori o più semplicemente con la prerogativa di voler esprimere tutto ciò che ha dentro. Vi lasciamo riflettere in compagnia di una bella serie di immagini, con le fasi di realizzazione di quest’ultima opera fino all’eccellente risultato finale, siamo davvero convinti che ne valga la pena.

Pics by Fabiano Caputo via Street Art News