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GORGO

Boris DELTA Tellegen for Asphalt Biennale D’Art Urbain

Con quest’ultima fatica del grande Boris DELTA Tellegen, a distanza di qualche giorno torniamo a Charleroi in Belgio che in questi giorni sta vivendo un ricco fervore artistico per via dell’Asphalt Biennale D’Art Urbain 2014 a cui l’interprete ha preso parte.
Ancora una volta rimaniamo basiti di fronte agli sviluppi del lavoro di Boris Tellegen aka DELTA, l’interprete con un marcato background da graffiti artist continua a lanciarsi in progetti ambiziosi, su superfici, strumenti e medium differenti, attraverso i quali proseguire lo sviluppo del suo particolare approccio a metà tra la geometria ed i graffiti, un astrattismo quasi ostentato e sviluppato attraverso effetti ottici ed incredibili installazioni sviscerate proprio attraverso gli studi personali, fondendo il background di strada con un lavoro di ricerca tra tridimensionalità e geometrie applicate a medium differenti e superfici differenti. L’operato di DELTA abbraccia infatti discipline differenti, la materia e la sua differente capacità applicativa è il fulcro del lavoro dell’artista che si diverte a proporre lavori con impostazioni differenti, dal collage alla scultura passando per i disegni ed appunto le installazioni, tutto un ricco campionario di medium che permette all’artista di proseguire la sua personale indagine. Lo studio dell’interprete va a porsi esattamente nel tra elementi pianificati ed elementi casuali in quello che è quindi un caos schematico in cui nell’idea dell’artista risiede la volontà di dar vita a progetti e lavori in cui gli elementi vanno a simulare proprio l’unicità del caos accompagnata da una precisa pianificazione tematica. Ogni differente approfondimento porta DELTA ad un approccio differente, in ogni caso riconducibile agli studi su lettering tridimensionali che ne hanno accompagnato il lavoro in strada negli anni ottanta, da lì l’interprete ha saputo toccare differenti ambiti come detto legati alla decostruzione, ai paesaggi industriali ed isometrici, alle tecniche di stratificazione, il tutto raccolto all’interno di un proprio e personale filone direttamente legato ad aspetti astratti e geometrici.
Per la bella rassegna Boris DELTA Tellegen propone una gigantesca installazione posta all’interno del parco cittadino, l’opera è di fatto suddivisa in due sezioni, poi unite in fase di posatura, che coinvolgono una struttura cava di cemento e calcestruzzo ed un’altra in metallo per un totale di ben 10.000 kg. La forma in metallo va ad inserirsi all’interno di quella in cemento, abilmente lasciata scoperta in alcune sezioni, andando a formare una sorta di parte mancante di qualche arredo architettonico o di un edificio. La sensazione è infatti quella di trovarsi di fronte ad una gigantesca rovina catalizzante pensieri e sensazioni diverse. Andando più affondo emerge la duplice natura del lavoro dell’artista, dalla parte razionale, rappresentata dal cemento, liscio lineare a squadrato, emerge quella caotica della figura in metallo, con elementi e configurazioni irregolari eppure al contempo geometrici.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti circa gli sviluppi della biennale belga, vi lasciamo ad una serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica del grande interprete, dateci un occhiata, sono presenti le immagini durante le fasi di installazione e composizione del lavoro.

Pics by The Artist

Boris DELTA Tellegen for Asphalt Biennale D’Art Urbain

Con quest’ultima fatica del grande Boris DELTA Tellegen, a distanza di qualche giorno torniamo a Charleroi in Belgio che in questi giorni sta vivendo un ricco fervore artistico per via dell’Asphalt Biennale D’Art Urbain 2014 a cui l’interprete ha preso parte.
Ancora una volta rimaniamo basiti di fronte agli sviluppi del lavoro di Boris Tellegen aka DELTA, l’interprete con un marcato background da graffiti artist continua a lanciarsi in progetti ambiziosi, su superfici, strumenti e medium differenti, attraverso i quali proseguire lo sviluppo del suo particolare approccio a metà tra la geometria ed i graffiti, un astrattismo quasi ostentato e sviluppato attraverso effetti ottici ed incredibili installazioni sviscerate proprio attraverso gli studi personali, fondendo il background di strada con un lavoro di ricerca tra tridimensionalità e geometrie applicate a medium differenti e superfici differenti. L’operato di DELTA abbraccia infatti discipline differenti, la materia e la sua differente capacità applicativa è il fulcro del lavoro dell’artista che si diverte a proporre lavori con impostazioni differenti, dal collage alla scultura passando per i disegni ed appunto le installazioni, tutto un ricco campionario di medium che permette all’artista di proseguire la sua personale indagine. Lo studio dell’interprete va a porsi esattamente nel tra elementi pianificati ed elementi casuali in quello che è quindi un caos schematico in cui nell’idea dell’artista risiede la volontà di dar vita a progetti e lavori in cui gli elementi vanno a simulare proprio l’unicità del caos accompagnata da una precisa pianificazione tematica. Ogni differente approfondimento porta DELTA ad un approccio differente, in ogni caso riconducibile agli studi su lettering tridimensionali che ne hanno accompagnato il lavoro in strada negli anni ottanta, da lì l’interprete ha saputo toccare differenti ambiti come detto legati alla decostruzione, ai paesaggi industriali ed isometrici, alle tecniche di stratificazione, il tutto raccolto all’interno di un proprio e personale filone direttamente legato ad aspetti astratti e geometrici.
Per la bella rassegna Boris DELTA Tellegen propone una gigantesca installazione posta all’interno del parco cittadino, l’opera è di fatto suddivisa in due sezioni, poi unite in fase di posatura, che coinvolgono una struttura cava di cemento e calcestruzzo ed un’altra in metallo per un totale di ben 10.000 kg. La forma in metallo va ad inserirsi all’interno di quella in cemento, abilmente lasciata scoperta in alcune sezioni, andando a formare una sorta di parte mancante di qualche arredo architettonico o di un edificio. La sensazione è infatti quella di trovarsi di fronte ad una gigantesca rovina catalizzante pensieri e sensazioni diverse. Andando più affondo emerge la duplice natura del lavoro dell’artista, dalla parte razionale, rappresentata dal cemento, liscio lineare a squadrato, emerge quella caotica della figura in metallo, con elementi e configurazioni irregolari eppure al contempo geometrici.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti circa gli sviluppi della biennale belga, vi lasciamo ad una serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica del grande interprete, dateci un occhiata, sono presenti le immagini durante le fasi di installazione e composizione del lavoro.

Pics by The Artist