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GORGO

Boris DELTA Tellegen “∇” at Alice Gallery (Recap)

Si può imbrigliare il caos? Si può plasmarne l’aspetto e le sue intrinseche conseguenze, cercando quindi di conferirgli un ordine personale? Queste domande non trovano risposta certa, ma diventano spesso punto focale di ricerche e personali fascinazioni estetiche, di molti artisti contemporanei.
L’essere umano, cercando una comprensione di eventi apparentemente inspiegabili, ha tracciato dapprima un idea di mondo deterministico. Era infatti comune, specialmente nel secolo scorso, associare un qualsiasi evento ad una causa ed al suo successivo effetto. Esattamente quindi come un orologio, regolato da rapporti lineari, l’interpretazione, e di conseguenza la conoscenza, era legate a questo dictat.
Con il procedere delle scoperte e delle conoscenze, sopratutto in ambito scientifico dove in particolare l’attenzione è passata dal macrocosmo al microcosmo, l’essere umano ha compreso che l’interpretazione degli eventi, se approfondita, passa inevitabilmente per elementi legati al caos.
Il caos diviene processo dinamico in grado di generare complesse relazioni ed effetti. Ma soprattutto chiave di volta per concepire, comprendere ed approfondire la realtà che ci circonda, in un modo completo ma al tempo stesso complesso e sfaccettato.

Il percorso del grande artista olandese Boris Tellegen aka DELTA, rappresenta il risultato di differenti realtà. Un intreccio di spunti personali ed esperienze che miscelandosi, vengono costantemente influenzate da variabili inattese. Il caos si palesa come possibilità di lettura in un percorso duplice che ha nell’ordine, la sua naturale contrapposizione.
Non si tratta però di due strade divergenti, l’idea dell’artista Olandese è quella di far coesistere e convivere due elementi all’apparenza distanti, capaci, nell’unione estetica e processuale portata avanti negli anni, di produrre una ricerca che si rivolge e plasma in modo personale la materia.
Ma andiamo con ordine.

Boris DELTA Tellegen è il risultato due matrici distinte, decostruite e rassembrate in una coesistenza equilibrata e profonda. Esattamente come le sue stesse opere, l’estetica dell’interprete è composta da strati differenti che attingono da esperienze personali, dalla strada, dagli stimoli e fascinazioni, arrivando infine ai personali studi accademici.
La prima è DELTA, pseudonimo con il quale l’interprete si proietta in strada come pioniere nel mondo dei graffiti degli anni ’80. Questa prima incarnazione è scandita dalla volontà di approfondire un idea dimensionale, trascendere i confini dello spazio e della superfice murale. La profondità e tridimensionalità creata nei tag dell’interprete, rappresenta il primo tassello della sua successiva e costante evoluzione estetica.
La seconda matrice è rappresentata dall’esigenza di uno studio accademico da affiancare a quanto proposto in strada. Una naturale evoluzione quindi. Tellegen studia Industrial Design Engineering presso il TU Delft fino al 1994.
Da qui assistiamo ad un sostanziale cambio. La lettera viene in parte accantonata, con la forma e la volontà di ‘attirare’ lo spettatore all’interno delle sue opere, che diventano ora punti predominanti.
Si sviluppa quindi una nuova identità, legata allo spazio, alla superfice. Boris DELTA Tellegen si interessa ai piani architettonici, ai layout delle città, ai paesaggi industriali, che diventano stimolo imprescindibile con il quale sviluppare le proprie opere. L’ordine.

Ancora una volta è il processo a plasmare l’aspetto finale dei lavori. Boris DELTA Tellegen si avvale di materiali differenti, lavorando meticolosamente e sviluppando strati differenti, composti da forme nitide e pulite, che vanno a generare un avvolgente senso di profondità. L’idea è quella di portare avanti un indagine in grado di porsi come riflessione tra pianificazione e casualità. L’ordine che viene piegato da una sorta di caos schematico.
È proprio un processo legato al caos che quindi funge da spinta ascensionale per una produzione che risulta indomita. Prendono forma collages che ricordano paesaggi urbani, formati da strati differenti, distrutti, ricostruiti e rassembrati costantemente attraverso una continuata stratificazione, taglio e cesellatura di elementi eterogenei. Dalla carta al legno, si tratta di un processo che vuole replicare un senso di incontrollabilità.
È la percezione dello spazio a cambiare. Ciascuna opera riflette sensazioni e stati d’animo personali, gli effetti di luce ed ombra traciano ogni singolo strato e forma, generando direzioni, prospettive e realtà dapprima celate. Gli intricati livelli dell’autore, osservandone lo sviluppo con cura, sono avvertibili e percettibili. Un percorso a strati figlio di un accordo tra disciplina e spontaneità, dove gli elementi e le forme proposte, vengono proposti attraverso una pianificazione ed al contempo un processo casuale.

Sono passati cinque anni dall’ultima mostra di Boris DELTA Tellegen a Bruxelles. Ospitata nuovamente all’interno degli spazi della bella Alice Gallery, il grande artista apre “∇”. Il segno ∇, è il contrario del simbolo greco Δ – ovvero DELTA.
L’intero allestimento è caratterizzato dalla volontà dell’autore di lavorare attraverso una pratica ispirata ai graffiti ma al tempo stesso con l’idea di invertirne la tendenza.
Ciascuno dei lavori proposti dall’autore non vede quindi una esplorazione della superfice attraverso la bomboletta spray, quanto piuttosto una costruzione e decostruzione di elementi in legno e carta. Incollati, laceratati e tagliati, ricomposti e riassemblati sotto una nuova forma.
Il setting è infatti composto dagli splendidi collage di carta che insieme a due grandi collage multistrato in legno, un piccolo lavoro in bronzo, una scultura mobile in legno, compongono questo nuovo show.

Ancora una volta a cambiare sono le percezioni in funzione di un processo estetico che premia il tempo. Da una parte Lo scorrere del tempo viene infatti ‘materializzato’ attraverso lo spessore di ciascuna delle opere proposte.
La luce colpisce infatti il corpo di lavoro da angolazioni differenti con il passare delle ore, trasformando le opere ed aprendo la vista verso nuove e differenti interpretazioni sensoriali. Dall’altra ciascuno dei lavori proposti ha visto Boris DELTA Tellegen lavorare diversi giorni, in alcuni casi mesi, per creare il fitto intreccio di elementi e figure che ne compogono gli strati.
Il tutto raccolto nella complessa idea di equilibrio tra caos ed ordine.

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège
1000 Brussels Belgium

Thanks to Alice Gallery for The Pics


Boris DELTA Tellegen “∇” at Alice Gallery (Recap)

Si può imbrigliare il caos? Si può plasmarne l’aspetto e le sue intrinseche conseguenze, cercando quindi di conferirgli un ordine personale? Queste domande non trovano risposta certa, ma diventano spesso punto focale di ricerche e personali fascinazioni estetiche, di molti artisti contemporanei.
L’essere umano, cercando una comprensione di eventi apparentemente inspiegabili, ha tracciato dapprima un idea di mondo deterministico. Era infatti comune, specialmente nel secolo scorso, associare un qualsiasi evento ad una causa ed al suo successivo effetto. Esattamente quindi come un orologio, regolato da rapporti lineari, l’interpretazione, e di conseguenza la conoscenza, era legate a questo dictat.
Con il procedere delle scoperte e delle conoscenze, sopratutto in ambito scientifico dove in particolare l’attenzione è passata dal macrocosmo al microcosmo, l’essere umano ha compreso che l’interpretazione degli eventi, se approfondita, passa inevitabilmente per elementi legati al caos.
Il caos diviene processo dinamico in grado di generare complesse relazioni ed effetti. Ma soprattutto chiave di volta per concepire, comprendere ed approfondire la realtà che ci circonda, in un modo completo ma al tempo stesso complesso e sfaccettato.

Il percorso del grande artista olandese Boris Tellegen aka DELTA, rappresenta il risultato di differenti realtà. Un intreccio di spunti personali ed esperienze che miscelandosi, vengono costantemente influenzate da variabili inattese. Il caos si palesa come possibilità di lettura in un percorso duplice che ha nell’ordine, la sua naturale contrapposizione.
Non si tratta però di due strade divergenti, l’idea dell’artista Olandese è quella di far coesistere e convivere due elementi all’apparenza distanti, capaci, nell’unione estetica e processuale portata avanti negli anni, di produrre una ricerca che si rivolge e plasma in modo personale la materia.
Ma andiamo con ordine.

Boris DELTA Tellegen è il risultato due matrici distinte, decostruite e rassembrate in una coesistenza equilibrata e profonda. Esattamente come le sue stesse opere, l’estetica dell’interprete è composta da strati differenti che attingono da esperienze personali, dalla strada, dagli stimoli e fascinazioni, arrivando infine ai personali studi accademici.
La prima è DELTA, pseudonimo con il quale l’interprete si proietta in strada come pioniere nel mondo dei graffiti degli anni ’80. Questa prima incarnazione è scandita dalla volontà di approfondire un idea dimensionale, trascendere i confini dello spazio e della superfice murale. La profondità e tridimensionalità creata nei tag dell’interprete, rappresenta il primo tassello della sua successiva e costante evoluzione estetica.
La seconda matrice è rappresentata dall’esigenza di uno studio accademico da affiancare a quanto proposto in strada. Una naturale evoluzione quindi. Tellegen studia Industrial Design Engineering presso il TU Delft fino al 1994.
Da qui assistiamo ad un sostanziale cambio. La lettera viene in parte accantonata, con la forma e la volontà di ‘attirare’ lo spettatore all’interno delle sue opere, che diventano ora punti predominanti.
Si sviluppa quindi una nuova identità, legata allo spazio, alla superfice. Boris DELTA Tellegen si interessa ai piani architettonici, ai layout delle città, ai paesaggi industriali, che diventano stimolo imprescindibile con il quale sviluppare le proprie opere. L’ordine.

Ancora una volta è il processo a plasmare l’aspetto finale dei lavori. Boris DELTA Tellegen si avvale di materiali differenti, lavorando meticolosamente e sviluppando strati differenti, composti da forme nitide e pulite, che vanno a generare un avvolgente senso di profondità. L’idea è quella di portare avanti un indagine in grado di porsi come riflessione tra pianificazione e casualità. L’ordine che viene piegato da una sorta di caos schematico.
È proprio un processo legato al caos che quindi funge da spinta ascensionale per una produzione che risulta indomita. Prendono forma collages che ricordano paesaggi urbani, formati da strati differenti, distrutti, ricostruiti e rassembrati costantemente attraverso una continuata stratificazione, taglio e cesellatura di elementi eterogenei. Dalla carta al legno, si tratta di un processo che vuole replicare un senso di incontrollabilità.
È la percezione dello spazio a cambiare. Ciascuna opera riflette sensazioni e stati d’animo personali, gli effetti di luce ed ombra traciano ogni singolo strato e forma, generando direzioni, prospettive e realtà dapprima celate. Gli intricati livelli dell’autore, osservandone lo sviluppo con cura, sono avvertibili e percettibili. Un percorso a strati figlio di un accordo tra disciplina e spontaneità, dove gli elementi e le forme proposte, vengono proposti attraverso una pianificazione ed al contempo un processo casuale.

Sono passati cinque anni dall’ultima mostra di Boris DELTA Tellegen a Bruxelles. Ospitata nuovamente all’interno degli spazi della bella Alice Gallery, il grande artista apre “∇”. Il segno ∇, è il contrario del simbolo greco Δ – ovvero DELTA.
L’intero allestimento è caratterizzato dalla volontà dell’autore di lavorare attraverso una pratica ispirata ai graffiti ma al tempo stesso con l’idea di invertirne la tendenza.
Ciascuno dei lavori proposti dall’autore non vede quindi una esplorazione della superfice attraverso la bomboletta spray, quanto piuttosto una costruzione e decostruzione di elementi in legno e carta. Incollati, laceratati e tagliati, ricomposti e riassemblati sotto una nuova forma.
Il setting è infatti composto dagli splendidi collage di carta che insieme a due grandi collage multistrato in legno, un piccolo lavoro in bronzo, una scultura mobile in legno, compongono questo nuovo show.

Ancora una volta a cambiare sono le percezioni in funzione di un processo estetico che premia il tempo. Da una parte Lo scorrere del tempo viene infatti ‘materializzato’ attraverso lo spessore di ciascuna delle opere proposte.
La luce colpisce infatti il corpo di lavoro da angolazioni differenti con il passare delle ore, trasformando le opere ed aprendo la vista verso nuove e differenti interpretazioni sensoriali. Dall’altra ciascuno dei lavori proposti ha visto Boris DELTA Tellegen lavorare diversi giorni, in alcuni casi mesi, per creare il fitto intreccio di elementi e figure che ne compogono gli strati.
Il tutto raccolto nella complessa idea di equilibrio tra caos ed ordine.

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège
1000 Brussels Belgium

Thanks to Alice Gallery for The Pics