GORGO

THE BOOST – Collettivo Fx

THE BOOST nasce dalla voglia di raccontarvi quella che è la grande scena artistica italiana, in questa rubrica cercheremo di proporvi artisti dotati ma poco conosciuti al grande pubblico. Uno spazio che vogliamo dedicare a coloro che ci hanno colpito per capacità e stile personale, andando poi seguirne l’evoluzione nel corso del tempo.

È tempo di approfondire l’operato del Collettivo Fx

Il Collettivo Fx con la sua crudezza visiva, con il suo sfruttare quelli che sono gli elementi architettonici già pre-esistenti sul luogo, con il suo parlare con la gente, inserirsi in un ottica provinciale, ci spiegano si questa la vera natura dei loro interventi, li definiscono così perché i soggetti che realizzano devo venire dal locale, devono coinvolgere la storia e la gente che vive lì, appartenere a loro, partecipando visivamente e tematicamente alla loro vita quotidiana, non si tratta di piazzare uno sconosciuto di 10 metri all’interno del tessuto urbano di un quartiere, ma piuttosto quel volto deve parlare, deve essere riconoscibile e riconducibile ai questi luoghi, un fermo immagine che possa far scaturire impressioni e sensazioni, veicolate dalla vita e dalla conoscenza di questi luoghi. Un appropriarsi dell’immaginario collettivo, delle storie e delle emozioni comuni e popolari, per dar loro vita attraverso uno stile fortemente istintivo ed evocativo, un imprimere con poche linee grezze e rigorosamente in bianco e nero, tutto il calderone tematico che accompagna i loro spostamenti. Una dimensione diversa che può essere interpreta come un ritorno al passato, quando il pittore di paese usava i suoi stessi paesani e le storie a loro intrecciate per realizzare i lavori in chiesa o all’osteria, c’è insomma l’esigenza di veicolare la potenza pittorica degli interventi attraverso un parlare alla gente, denunciare situazioni o ricordare avvenimenti od un personaggio importante, un dialogo fitto, con scambi e risposte.

L’unione di intenti alla base del progetto Collettivo Fx rappresenta senza dubbio il valore aggiunto del gruppo, persone differenti con una propria storia alle spalle, che attraverso una visione comune ed abbracciano una cadenza stilistica e tematica peculiare, accumunando i tratti dei propri caratteri, partoriscono uno dei collettivi maggiormente attivi sul territorio. Con base nei dintorni di Reggio Emilia in uno di quei posti in cui non c’è poi molto da fare, scatta la scintilla, dapprima con l’idea di realizzare ed attaccare una serie di poster in giro per la provincia, lungo le strade e le autostrada, un primo approccio che non soddisfa e che porta al successivo step, ed qui che si scatena un altro dei fulcri tematici della comitiva. I luoghi abbandonati, le fabbriche, i muri squarciati ed ammuffiti, luoghi dismessi, quelli dimenticati sono la tela bianca sulla quale iniziare ad esprimere ed imprimere la personale visione, il Collettivo Fx diviene nei suoi differenti lineamenti e volti, un entità unica e multi-sfaccettata che investe queste superfici tentando e trovando un dialogo indissolubile con le stesse, giocano con le architetture, con le finestre, con gli angoli ed i muri stessi, creando il bizzarro, l’ironico ed il divertente, mostrando tutta la verve di un approccio particolare che sfrutta quello che è già presente per inserire al suo interno giochi di profondità, innescando immagini, e provocando riscontri.

Lo stile adottato dal Collettivo Fx è come è lecito aspettarsi denso e multi sfaccettato, il denominatore comune è la scelta cromatica attuata dal gruppo che sceglie di affidarsi sempre e comunque al bianco ed al nero per i propri interventi. I lavori si fanno apprezzare per una forte istintività che accarezza le pareti con grosse linee intermittenti che vanno a segnare i tratti e le incisività dei corpi dei loro personaggi, è la diretta conseguenza dell’utilizzo dei rulli che rappresentano di fatto strumento massimo di espressione per il collettivo, attraverso questo approccio si intersecano linee e sezioni fino a dar vita ai corpi ed alle facce delle persone raffigurate. Alternando lavori maggiormente d’istinto, insieme ad opera più evocative ed altre decisamente più istintive, la componente senza dubbio più impattante e che emerge con vigore nei loro lavori è come detto il particolare approccio panoramico, gli interventi sfruttano appieno le insenature e quello che è già pre-esistente sul luogo andando a legare l’immagine alla struttura stessa della superficie, ecco quindi che due grandi finestre inondante di luce diventano due grandi lenti di occhiali, oppure due giganteschi defibrillatori, mostrando tutta l’immaginazione e la visione degli artisti.

Il Collettivo Fx ci ha coinvolto per la capacità di dialogare con gli spazi e con la gente, per il carattere non omogeneo delle loro produzioni, per la capacità di spaziare tra interventi più emotivi ad opere meno impegnate, più divertenti, il tutto con un tratto tagliente ed istintivo, tra facce nere, volti conosciuti che istillano la propria forma su grandi pareti, alle composizioni più elaborate che spingono gli artisti ad una interazione ricercata e sempre efficace, per il loro dialogo con i luoghi e con la gente in un calarsi affondo nella loro realtà, senza scappare, ma piuttosto offrire alla gente l’opportunità di vedere dal vivo le storie e le facce dei racconti e dei personaggi solo ascoltati e vagamente scolpiti nella mente, come un immagine che da appannata diviene mano a mano più nitida e viva.

THE BOOST – Collettivo Fx

THE BOOST nasce dalla voglia di raccontarvi quella che è la grande scena artistica italiana, in questa rubrica cercheremo di proporvi artisti dotati ma poco conosciuti al grande pubblico. Uno spazio che vogliamo dedicare a coloro che ci hanno colpito per capacità e stile personale, andando poi seguirne l’evoluzione nel corso del tempo.

È tempo di approfondire l’operato del Collettivo Fx

Il Collettivo Fx con la sua crudezza visiva, con il suo sfruttare quelli che sono gli elementi architettonici già pre-esistenti sul luogo, con il suo parlare con la gente, inserirsi in un ottica provinciale, ci spiegano si questa la vera natura dei loro interventi, li definiscono così perché i soggetti che realizzano devo venire dal locale, devono coinvolgere la storia e la gente che vive lì, appartenere a loro, partecipando visivamente e tematicamente alla loro vita quotidiana, non si tratta di piazzare uno sconosciuto di 10 metri all’interno del tessuto urbano di un quartiere, ma piuttosto quel volto deve parlare, deve essere riconoscibile e riconducibile ai questi luoghi, un fermo immagine che possa far scaturire impressioni e sensazioni, veicolate dalla vita e dalla conoscenza di questi luoghi. Un appropriarsi dell’immaginario collettivo, delle storie e delle emozioni comuni e popolari, per dar loro vita attraverso uno stile fortemente istintivo ed evocativo, un imprimere con poche linee grezze e rigorosamente in bianco e nero, tutto il calderone tematico che accompagna i loro spostamenti. Una dimensione diversa che può essere interpreta come un ritorno al passato, quando il pittore di paese usava i suoi stessi paesani e le storie a loro intrecciate per realizzare i lavori in chiesa o all’osteria, c’è insomma l’esigenza di veicolare la potenza pittorica degli interventi attraverso un parlare alla gente, denunciare situazioni o ricordare avvenimenti od un personaggio importante, un dialogo fitto, con scambi e risposte.

L’unione di intenti alla base del progetto Collettivo Fx rappresenta senza dubbio il valore aggiunto del gruppo, persone differenti con una propria storia alle spalle, che attraverso una visione comune ed abbracciano una cadenza stilistica e tematica peculiare, accumunando i tratti dei propri caratteri, partoriscono uno dei collettivi maggiormente attivi sul territorio. Con base nei dintorni di Reggio Emilia in uno di quei posti in cui non c’è poi molto da fare, scatta la scintilla, dapprima con l’idea di realizzare ed attaccare una serie di poster in giro per la provincia, lungo le strade e le autostrada, un primo approccio che non soddisfa e che porta al successivo step, ed qui che si scatena un altro dei fulcri tematici della comitiva. I luoghi abbandonati, le fabbriche, i muri squarciati ed ammuffiti, luoghi dismessi, quelli dimenticati sono la tela bianca sulla quale iniziare ad esprimere ed imprimere la personale visione, il Collettivo Fx diviene nei suoi differenti lineamenti e volti, un entità unica e multi-sfaccettata che investe queste superfici tentando e trovando un dialogo indissolubile con le stesse, giocano con le architetture, con le finestre, con gli angoli ed i muri stessi, creando il bizzarro, l’ironico ed il divertente, mostrando tutta la verve di un approccio particolare che sfrutta quello che è già presente per inserire al suo interno giochi di profondità, innescando immagini, e provocando riscontri.

Lo stile adottato dal Collettivo Fx è come è lecito aspettarsi denso e multi sfaccettato, il denominatore comune è la scelta cromatica attuata dal gruppo che sceglie di affidarsi sempre e comunque al bianco ed al nero per i propri interventi. I lavori si fanno apprezzare per una forte istintività che accarezza le pareti con grosse linee intermittenti che vanno a segnare i tratti e le incisività dei corpi dei loro personaggi, è la diretta conseguenza dell’utilizzo dei rulli che rappresentano di fatto strumento massimo di espressione per il collettivo, attraverso questo approccio si intersecano linee e sezioni fino a dar vita ai corpi ed alle facce delle persone raffigurate. Alternando lavori maggiormente d’istinto, insieme ad opera più evocative ed altre decisamente più istintive, la componente senza dubbio più impattante e che emerge con vigore nei loro lavori è come detto il particolare approccio panoramico, gli interventi sfruttano appieno le insenature e quello che è già pre-esistente sul luogo andando a legare l’immagine alla struttura stessa della superficie, ecco quindi che due grandi finestre inondante di luce diventano due grandi lenti di occhiali, oppure due giganteschi defibrillatori, mostrando tutta l’immaginazione e la visione degli artisti.

Il Collettivo Fx ci ha coinvolto per la capacità di dialogare con gli spazi e con la gente, per il carattere non omogeneo delle loro produzioni, per la capacità di spaziare tra interventi più emotivi ad opere meno impegnate, più divertenti, il tutto con un tratto tagliente ed istintivo, tra facce nere, volti conosciuti che istillano la propria forma su grandi pareti, alle composizioni più elaborate che spingono gli artisti ad una interazione ricercata e sempre efficace, per il loro dialogo con i luoghi e con la gente in un calarsi affondo nella loro realtà, senza scappare, ma piuttosto offrire alla gente l’opportunità di vedere dal vivo le storie e le facce dei racconti e dei personaggi solo ascoltati e vagamente scolpiti nella mente, come un immagine che da appannata diviene mano a mano più nitida e viva.