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GORGO

BLU – New Mural in Naples

Nei giorni scorsi BLU si è spostato a Napoli, qui sulla facciata esterna dell’Ex OPG Occupato, ha da poco terminato di realizzare questa nuova pittura.
L’opera prende vita sulla facciata esterna dell’ex ospedale psichiatrico, prima abbandonato, ora sede dell’organizzazione locale Je So’Pazzo. L’intervento prosegue il legame tra BLU ed i poli sociali cittadini che, attraverso il proprio operato, recuperano zone ed edifici in forte stato di abbandono, proponendo una programmazione votata alla cittadinanza. Aldilà del legame sempre più forte che intercorre tra queste realtà ed il famoso autore Italiano, sottolineiamo ancora una volta la capacità di BLU di lavorare senza alcun ponteggio o cestello, unicamente attraverso una serie di corde, tutto molto artigianale.
L’opera, già ribattezzata “Green Giant”, vede BLU utilizzare l’intera struttura in modo tridimensionale. Sull’intera superficie compare quindi il corpo di una figura di un prigioniero, la struttura era stata utilizzata come carcere psichiatrico, in total green. Gli occhi vuoti, e la bocca aperta in una sorta di grido, vengono accompagnati dalla sensazione che il personaggio stia tentando letteralmente di afferrare le pareti dell’edificio. Approfondendo l’intervento sottolinea il forte cambiamento adottato dalla struttura, ora focalizzata sul sociale, sulla creatività e sul senso di libertà.
Il grande artista Italiano continua quindi ad abbinare il proprio nome ed il proprio operato a realtà che lottano costantemente contro l’oppressione, la mala autorità, portando avanti valori come la tolleranza, integrazione, la non discriminazione. Avanti tutta.

BLU – New Mural in Naples

Nei giorni scorsi BLU si è spostato a Napoli, qui sulla facciata esterna dell’Ex OPG Occupato, ha da poco terminato di realizzare questa nuova pittura.
L’opera prende vita sulla facciata esterna dell’ex ospedale psichiatrico, prima abbandonato, ora sede dell’organizzazione locale Je So’Pazzo. L’intervento prosegue il legame tra BLU ed i poli sociali cittadini che, attraverso il proprio operato, recuperano zone ed edifici in forte stato di abbandono, proponendo una programmazione votata alla cittadinanza. Aldilà del legame sempre più forte che intercorre tra queste realtà ed il famoso autore Italiano, sottolineiamo ancora una volta la capacità di BLU di lavorare senza alcun ponteggio o cestello, unicamente attraverso una serie di corde, tutto molto artigianale.
L’opera, già ribattezzata “Green Giant”, vede BLU utilizzare l’intera struttura in modo tridimensionale. Sull’intera superficie compare quindi il corpo di una figura di un prigioniero, la struttura era stata utilizzata come carcere psichiatrico, in total green. Gli occhi vuoti, e la bocca aperta in una sorta di grido, vengono accompagnati dalla sensazione che il personaggio stia tentando letteralmente di afferrare le pareti dell’edificio. Approfondendo l’intervento sottolinea il forte cambiamento adottato dalla struttura, ora focalizzata sul sociale, sulla creatività e sul senso di libertà.
Il grande artista Italiano continua quindi ad abbinare il proprio nome ed il proprio operato a realtà che lottano costantemente contro l’oppressione, la mala autorità, portando avanti valori come la tolleranza, integrazione, la non discriminazione. Avanti tutta.