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Basik for TOTART Festival in Novi di Modena

Novi di Modena è tra le zone più colpite dal terremoto dell’Emilia Romagna. Con il tempo che sembra essersi fermato e con tutte le difficoltà del caso l’Associazione TOTART si è fatta carico di un processo di riqualificazione e rigenerazione urbana ideato con l’intento esplicito di fare delle città un laboratorio a cielo aperto fondato sulla coesione sociale, sulla sostenibilità economica e sulla cittadinanza attiva. L’idea è quella di valorizzare le risorse e le conoscenze presenti sul territorio, con l’obiettivo di creare un fermento ed una partecipazione capaci di contrastare in modo attivo le terribili conseguenze del sisma.
TOTART Festival nasce dal basso ed ha accolto alcuni dei nomi di spicco del panorama Italiano. Tra gli artisti al lavoro Basik, al confronto con la parete esterna della scuola di musica.

“St. Luke tuning his own picture according to its diagonal size”, questo il titolo dell’opera, fa parte dell’ultima serie dell’artista incentrata su una riflessione personale sul processo che porta al compimento di un opera d’arte, sulla connessione tra questa e il suo supporto ed inquadratura, sul rapporto che si instaura tra l’opera e lo spettatore.

Basik riflette su come l’inquadratura di un’immagine possa cambiare l’intera prospettiva di ciò che stiamo vedendo ed elaborando. Lo stesso concetto può essere applicato alla pittura: il modo in cui un artista riesce a inquadrare un soggetto in una tela cambia profondamente la percezione stessa dell’opera.
Ciascuno di noi vive la propria vita circondato da frammenti di esistenza, ritagliati all’interno di una specifica proporzione dettata dai social network, dai blog o semplicemente dai siti web che di fatto filtrano la nostra realtà. In egual modo il concetto può essere applicato all’arte urbana, effimera per sua stessa natura ma sostenuta da una documentazione digitale che di fatto ne alimenta la continuità nel tempo, intrecciando la sua fragile materialità con la sua controparte digitale.
L’opera dipinta a Novi di Modena raccoglie appieno queste riflessioni. Il murale presenta una diagonale dorata come riferimento alla vita digitale (siamo soliti misurare i pollici di un display attraverso diagonali) al tempo stesso i confini della superfice di lavoro definiscono pesantemente le percezioni e gli spunti sull’opera da parte di chi osserva l’intervento.

Thanks to TOTART for The Pics

Basik for TOTART Festival in Novi di Modena

Novi di Modena è tra le zone più colpite dal terremoto dell’Emilia Romagna. Con il tempo che sembra essersi fermato e con tutte le difficoltà del caso l’Associazione TOTART si è fatta carico di un processo di riqualificazione e rigenerazione urbana ideato con l’intento esplicito di fare delle città un laboratorio a cielo aperto fondato sulla coesione sociale, sulla sostenibilità economica e sulla cittadinanza attiva. L’idea è quella di valorizzare le risorse e le conoscenze presenti sul territorio, con l’obiettivo di creare un fermento ed una partecipazione capaci di contrastare in modo attivo le terribili conseguenze del sisma.
TOTART Festival nasce dal basso ed ha accolto alcuni dei nomi di spicco del panorama Italiano. Tra gli artisti al lavoro Basik, al confronto con la parete esterna della scuola di musica.

“St. Luke tuning his own picture according to its diagonal size”, questo il titolo dell’opera, fa parte dell’ultima serie dell’artista incentrata su una riflessione personale sul processo che porta al compimento di un opera d’arte, sulla connessione tra questa e il suo supporto ed inquadratura, sul rapporto che si instaura tra l’opera e lo spettatore.

Basik riflette su come l’inquadratura di un’immagine possa cambiare l’intera prospettiva di ciò che stiamo vedendo ed elaborando. Lo stesso concetto può essere applicato alla pittura: il modo in cui un artista riesce a inquadrare un soggetto in una tela cambia profondamente la percezione stessa dell’opera.
Ciascuno di noi vive la propria vita circondato da frammenti di esistenza, ritagliati all’interno di una specifica proporzione dettata dai social network, dai blog o semplicemente dai siti web che di fatto filtrano la nostra realtà. In egual modo il concetto può essere applicato all’arte urbana, effimera per sua stessa natura ma sostenuta da una documentazione digitale che di fatto ne alimenta la continuità nel tempo, intrecciando la sua fragile materialità con la sua controparte digitale.
L’opera dipinta a Novi di Modena raccoglie appieno queste riflessioni. Il murale presenta una diagonale dorata come riferimento alla vita digitale (siamo soliti misurare i pollici di un display attraverso diagonali) al tempo stesso i confini della superfice di lavoro definiscono pesantemente le percezioni e gli spunti sull’opera da parte di chi osserva l’intervento.

Thanks to TOTART for The Pics