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Basik – “Omnia Mutantur” New Mural for VIAVAI Project

Continuano gli aggiornamenti dall’eccellente VIAVAI Project, il progetto salentino sta ospitando in questi giorni Basik che dopo un paio di giorni di lavoro ha da poco terminato questa sua prima fatica con la quale prosegue nel portare avanti il personale approccio sia tematico che visivo.
Uno dei progetti che ci sta maggiormente interessando e coinvolgendo, il VIAVAI Project giunge quindi alla sua quarta chiamata continuando in questo modo il fitto viavai appunto di artisti, l’idea stessa della rassegna è infatti quella di proporre attraverso un continuo andirivieni di artisti nazionali ed internazionali, una esperienza a lungo termine ben radicata all’interno della comunità, un dialogo con la gente del posto ma anche con i luoghi e le particolarità del paesaggio circostante.
Come più volte abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di Basik poggia le sue solide basi anzitutto sulla scelta dell’interprete di affidarsi unicamente al bianco ed al nero, intervallati dal colore oro, come unici vettori cromatici all’interno delle sue produzioni. Il grande artista Italiano prosegue nel portare avanti due percorso distinti ma comunque facilmente intrecciati tra di loro, da una parte le particolare figure nere, che vengono intervallate da una serie di tavolozze ricchissime di colore e decisamente viscerali ed emotive, dall’altra invece porta avanti un concreto ed onnipresente studio sulle mani, sulla loro espressività e sulla loro stessa capacità di trasmettere sentimenti ed emozioni. Il bianco ed il nero, che rappresentano il binomio cromatico per eccellenza ma anche l’equilibrio nei lavori dell’interprete, che ad una base nera affida al bianco il compito di tracciare forme e scandire le differenti sezioni all’interno del lavoro, vengono intervallati dai dettagli dorati atti ad alimentare il senso di mistico ed onirico che pervade tutte le produzioni dell’interprete. Questi bilanciamento marcato e sempre piuttosto peculiare va a sviluppare temi e situazioni in cui l’artista si lascia andare al folklore, alla superstizione ed alla cultura popolare, utilizzandone i simboli, i segni e le differenti sfaccettature per portare avanti il personale dialogo con chi osserva.
Dal titolo “Omnia Mutantur” quest’ultima fatica di Basik va a sviluppare un nuovo impianti visivo ancora una volta interamente basato sulle mani e sulla loro differente applicabilità e sensibilità emotiva, il grande interprete va in questo modo a sviluppare un nuovo collage fino a costituire la forma di un teschio, ogni singola porzione e sezione della figura è interamente costituita da determinate pose delle mani che vanno, incastrandosi tra di loro, a formare le cavità così come la struttura stessa e la silhouette del volto osseo. Ad accompagnare l’opera come sempre una serie di dettagli, l’immancabile scritta che riprende il titolo stesso del lavoro, ma soprattutto due piccoli arbusti che vanno a collocarsi direttamente nelle orbite degli occhi, da esse partono per poi svilupparsi e ramificarsi in modo differente.
Attraverso le immagini diamo un occhiata approfondita a quest’ultima fatica dell’interprete, in attesa di scoprire il secondo intervento per la bella rassegna pugliese, il consiglio è come sempre quello di gustarsi per bene gli scatti in calce certi che saprete cogliere tutta la grande enfasi stilistica e la profondità dell’operato dell’interprete, qui invece potete dare un occhiata a tutti i precedenti interventi.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Matteo Bandiello

Basik – “Omnia Mutantur” New Mural for VIAVAI Project

Continuano gli aggiornamenti dall’eccellente VIAVAI Project, il progetto salentino sta ospitando in questi giorni Basik che dopo un paio di giorni di lavoro ha da poco terminato questa sua prima fatica con la quale prosegue nel portare avanti il personale approccio sia tematico che visivo.
Uno dei progetti che ci sta maggiormente interessando e coinvolgendo, il VIAVAI Project giunge quindi alla sua quarta chiamata continuando in questo modo il fitto viavai appunto di artisti, l’idea stessa della rassegna è infatti quella di proporre attraverso un continuo andirivieni di artisti nazionali ed internazionali, una esperienza a lungo termine ben radicata all’interno della comunità, un dialogo con la gente del posto ma anche con i luoghi e le particolarità del paesaggio circostante.
Come più volte abbiamo avuto modo di vedere il lavoro di Basik poggia le sue solide basi anzitutto sulla scelta dell’interprete di affidarsi unicamente al bianco ed al nero, intervallati dal colore oro, come unici vettori cromatici all’interno delle sue produzioni. Il grande artista Italiano prosegue nel portare avanti due percorso distinti ma comunque facilmente intrecciati tra di loro, da una parte le particolare figure nere, che vengono intervallate da una serie di tavolozze ricchissime di colore e decisamente viscerali ed emotive, dall’altra invece porta avanti un concreto ed onnipresente studio sulle mani, sulla loro espressività e sulla loro stessa capacità di trasmettere sentimenti ed emozioni. Il bianco ed il nero, che rappresentano il binomio cromatico per eccellenza ma anche l’equilibrio nei lavori dell’interprete, che ad una base nera affida al bianco il compito di tracciare forme e scandire le differenti sezioni all’interno del lavoro, vengono intervallati dai dettagli dorati atti ad alimentare il senso di mistico ed onirico che pervade tutte le produzioni dell’interprete. Questi bilanciamento marcato e sempre piuttosto peculiare va a sviluppare temi e situazioni in cui l’artista si lascia andare al folklore, alla superstizione ed alla cultura popolare, utilizzandone i simboli, i segni e le differenti sfaccettature per portare avanti il personale dialogo con chi osserva.
Dal titolo “Omnia Mutantur” quest’ultima fatica di Basik va a sviluppare un nuovo impianti visivo ancora una volta interamente basato sulle mani e sulla loro differente applicabilità e sensibilità emotiva, il grande interprete va in questo modo a sviluppare un nuovo collage fino a costituire la forma di un teschio, ogni singola porzione e sezione della figura è interamente costituita da determinate pose delle mani che vanno, incastrandosi tra di loro, a formare le cavità così come la struttura stessa e la silhouette del volto osseo. Ad accompagnare l’opera come sempre una serie di dettagli, l’immancabile scritta che riprende il titolo stesso del lavoro, ma soprattutto due piccoli arbusti che vanno a collocarsi direttamente nelle orbite degli occhi, da esse partono per poi svilupparsi e ramificarsi in modo differente.
Attraverso le immagini diamo un occhiata approfondita a quest’ultima fatica dell’interprete, in attesa di scoprire il secondo intervento per la bella rassegna pugliese, il consiglio è come sempre quello di gustarsi per bene gli scatti in calce certi che saprete cogliere tutta la grande enfasi stilistica e la profondità dell’operato dell’interprete, qui invece potete dare un occhiata a tutti i precedenti interventi.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Matteo Bandiello