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Basik – New Mural in Hammamet, Tunisia

Come abbiamo avuto modo di vedere il grande Basik si trova in Tunisia per un piccolo tour tra gli splendidi territori nord africani, l’artista ha da poco terminato il suo secondo intervento tornando a muovere i fili del personalissimo stile visivo.
Esprimendosi attraverso il consueto filtro tematico e stilistico Basik con questa sua nuova opera saluta definitivamente le terre della Tunisia, gli scenari così come le particolare atmosfere all’interno delle quali l’artista si è completamente immerso, l’opera prosegue di fatto la cadenza del suo operato portando in dote una delle sue canoniche figure in total black. La ricerca dell’artista va quindi nuovamente ad intersecarsi con i paesaggi e la particolarità di questi luoghi, con una nuova mano che fa la sua comparsa su questa piccola porzione di muro e che ne porta avanti il percorso artistico. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte le diramazioni visive del particolare approccio visivo dell’interprete si sviluppano attraverso una ricerca che vede lo stesso impegnarsi in due differenti direzioni, da una parte i volti e le silhouette nere, intervallate da tavolozze cromatiche fortemente espressive ed emotive, dall’altra giustappunto la continua ricerca sulle mani, sul loro movimento e sulla loro grande espressività che così profondamente ha segnato questo suo ultimo tour africano. Le basi cromatiche delle sue interpretazioni ruotano in entrambi i casi su una equilibrio tra il bianco, che di fatto scandisce le sezioni e segna le trame dei suoi interventi, il nero che ne ricopre ed avviluppa le viscere ed infine il colore oro che va a staccare ed ad alimentare la sensibilità e l’impatto dei sui elaborati, attraverso questo bilanciamento visivo Basik si addentra all’interno di temi, situazioni e spunti intrecciati al mistico, al folklore, alla superstizione e più in generale alla cultura popolare, raccogliendo e sviluppando da questi le proprie interpretazioni attraverso i propri stessi interventi ed offrendo a chi li osserva l’opportunità di una chiave di lettura spesso celata o fortemente sensibile. Avvicinandosi alle opere dell’artista assistiamo ad un dialogo, alcune volte maggiormente criptico e chiuso, che va ad inserirsi su binari viscerali, richiamando sensazioni ed immagini note, fuggenti che riaffiorano e scompaiono lasciandoci in dote riflessioni e domande.
Per questo suo ultimo intervento Basik si affida nuovamente ad una delle sue canoniche mani, la particolare posa plastica suggerisce un ‘ok’ ma mentre l’arto viene come sempre scandito dal bianco che ne attraversa il corpo per delimitarne i tratti non possiamo non notare anzitutto il non utilizzo dell’oro come colore complementare, osservando la figura infatti l’artista sceglie di far completare la sua stessa opere alle scritte già esistenti sulla parete senza caricare troppo la figura, ma piuttosto andando ad inserirsi alla perfezione in quello che è già pre-esistente, lavorando in simbiosi con il muro stesso ed infine con tutto il panorama che lo circonda per regalarci questa sua ultima magia.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti con i dettagli di questa ultima magia firmata dall’artista italiano, in attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, qui invece il precedente intervento.

Thanks to The Artist for The Pics

Basik – New Mural in Hammamet, Tunisia

Come abbiamo avuto modo di vedere il grande Basik si trova in Tunisia per un piccolo tour tra gli splendidi territori nord africani, l’artista ha da poco terminato il suo secondo intervento tornando a muovere i fili del personalissimo stile visivo.
Esprimendosi attraverso il consueto filtro tematico e stilistico Basik con questa sua nuova opera saluta definitivamente le terre della Tunisia, gli scenari così come le particolare atmosfere all’interno delle quali l’artista si è completamente immerso, l’opera prosegue di fatto la cadenza del suo operato portando in dote una delle sue canoniche figure in total black. La ricerca dell’artista va quindi nuovamente ad intersecarsi con i paesaggi e la particolarità di questi luoghi, con una nuova mano che fa la sua comparsa su questa piccola porzione di muro e che ne porta avanti il percorso artistico. Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte le diramazioni visive del particolare approccio visivo dell’interprete si sviluppano attraverso una ricerca che vede lo stesso impegnarsi in due differenti direzioni, da una parte i volti e le silhouette nere, intervallate da tavolozze cromatiche fortemente espressive ed emotive, dall’altra giustappunto la continua ricerca sulle mani, sul loro movimento e sulla loro grande espressività che così profondamente ha segnato questo suo ultimo tour africano. Le basi cromatiche delle sue interpretazioni ruotano in entrambi i casi su una equilibrio tra il bianco, che di fatto scandisce le sezioni e segna le trame dei suoi interventi, il nero che ne ricopre ed avviluppa le viscere ed infine il colore oro che va a staccare ed ad alimentare la sensibilità e l’impatto dei sui elaborati, attraverso questo bilanciamento visivo Basik si addentra all’interno di temi, situazioni e spunti intrecciati al mistico, al folklore, alla superstizione e più in generale alla cultura popolare, raccogliendo e sviluppando da questi le proprie interpretazioni attraverso i propri stessi interventi ed offrendo a chi li osserva l’opportunità di una chiave di lettura spesso celata o fortemente sensibile. Avvicinandosi alle opere dell’artista assistiamo ad un dialogo, alcune volte maggiormente criptico e chiuso, che va ad inserirsi su binari viscerali, richiamando sensazioni ed immagini note, fuggenti che riaffiorano e scompaiono lasciandoci in dote riflessioni e domande.
Per questo suo ultimo intervento Basik si affida nuovamente ad una delle sue canoniche mani, la particolare posa plastica suggerisce un ‘ok’ ma mentre l’arto viene come sempre scandito dal bianco che ne attraversa il corpo per delimitarne i tratti non possiamo non notare anzitutto il non utilizzo dell’oro come colore complementare, osservando la figura infatti l’artista sceglie di far completare la sua stessa opere alle scritte già esistenti sulla parete senza caricare troppo la figura, ma piuttosto andando ad inserirsi alla perfezione in quello che è già pre-esistente, lavorando in simbiosi con il muro stesso ed infine con tutto il panorama che lo circonda per regalarci questa sua ultima magia.
Scrollate giù, dopo il salto una bella serie di scatti con i dettagli di questa ultima magia firmata dall’artista italiano, in attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, qui invece il precedente intervento.

Thanks to The Artist for The Pics