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GORGO

Basik – New Mural at Dreamfloor Festival

Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Basik, il grande artista italiano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento all’interno del Dreamfloor Festival di Rimini con il quale sancisce il proprio e personale saluto all’anno da poco conclusosi.
Proseguendo la personale empatia verso le maschere ed in particolare verso elementi come il burqa od similari, Basik continua ad esplorare proprio la fisionomia di questi indumenti, in particolare l’artista si focalizza sull’aspetto di maggior interesse, la scintilla emotiva sulla quale sviluppa con vigore le creazioni di questo suo filone. L’interprete vuole mettere l’accento proprio sulla ricerca dei tratti, sul non vedere ciò che si nasconde dietro queste nuove maschere moderne, una censura che sviluppa, in un equilibrato contrappasso, tutto l’immaginario personale, la percezione dei tratti del viso che vengono così rappresentati attraverso colori vivi, tavolozze miscelate di particelle cromatiche differenti che si innescano ed incendiano a vicenda in una completa contrapposizione con il nero avvolgente della figura proposta, accade così che l’attenzione si sposti con ancora più decisione verso l’unica fessura presente, l’unico scampolo di pelle che viene invaso e toccato dalle tinte.
Per il suo intervento Basik sviluppa il lavoro su una doppia parete, una di fronte all’altra apportando un singolare rapporto e gioco di rovesci, dal titolo “Reverse Balaclava” nella prima parte l’opera si sviluppa su una grande forma nera che ricorda un mezzo busto di un corpo umano, nell’estremità sinistra un grande triangolo rovesciato fa intravedere il lembo di corpo, qui l’interprete sviluppa un incredibile serie di pennellate e dettagli cromatici dai quali emergono due grandi labbra, con tanto di dente in meno, dall’altra parte invece a bilanciare l’opera notiamo un unico triangolo dorato, di proporzioni esattamente uguale del precedente poggiato sulla fitta distesa di bianco, la parete, che sembra letteralmente essersi sganciato dall’immagine difronte.
Scrollate giù, ad attendervi dopo il salto una belle selezione di immagini con tutti i dettagli di questo nuovo intervento, dateci un occhiata per apprezzare tutto il peculiare stile e la profondità dei dettagli che accompagnano il lavoro dell’interprete, è tutto vostro.

So, this is kinda like my goodbye to 2013.

I made this piece called Reverse Balaclava for a local festival called Dreamfloor.

I’ve been quite familiar with the concept of masks as a subject and I always love to play with their holes and how about the perception of what we can see beneath them changes significantly considering which detail we can see and which one not and -most important- how much we can see of one of more portions of a face.
Burqa and similar garments of the islamic tradition and their roles and meanings in islamic societies have been a huge inspiration for sure.

That being said, if we take away from the painting all this social environment what we get is nothing but an informal subject with its solids and voids. Hence the solid golden triangle facing the “empty” triangle of a black shape.

Thanks to The Artist for The Pics

Basik – New Mural at Dreamfloor Festival

Con piacere torniamo ad approfondire il lavoro di Basik, il grande artista italiano ha infatti da poco terminato un nuovo intervento all’interno del Dreamfloor Festival di Rimini con il quale sancisce il proprio e personale saluto all’anno da poco conclusosi.
Proseguendo la personale empatia verso le maschere ed in particolare verso elementi come il burqa od similari, Basik continua ad esplorare proprio la fisionomia di questi indumenti, in particolare l’artista si focalizza sull’aspetto di maggior interesse, la scintilla emotiva sulla quale sviluppa con vigore le creazioni di questo suo filone. L’interprete vuole mettere l’accento proprio sulla ricerca dei tratti, sul non vedere ciò che si nasconde dietro queste nuove maschere moderne, una censura che sviluppa, in un equilibrato contrappasso, tutto l’immaginario personale, la percezione dei tratti del viso che vengono così rappresentati attraverso colori vivi, tavolozze miscelate di particelle cromatiche differenti che si innescano ed incendiano a vicenda in una completa contrapposizione con il nero avvolgente della figura proposta, accade così che l’attenzione si sposti con ancora più decisione verso l’unica fessura presente, l’unico scampolo di pelle che viene invaso e toccato dalle tinte.
Per il suo intervento Basik sviluppa il lavoro su una doppia parete, una di fronte all’altra apportando un singolare rapporto e gioco di rovesci, dal titolo “Reverse Balaclava” nella prima parte l’opera si sviluppa su una grande forma nera che ricorda un mezzo busto di un corpo umano, nell’estremità sinistra un grande triangolo rovesciato fa intravedere il lembo di corpo, qui l’interprete sviluppa un incredibile serie di pennellate e dettagli cromatici dai quali emergono due grandi labbra, con tanto di dente in meno, dall’altra parte invece a bilanciare l’opera notiamo un unico triangolo dorato, di proporzioni esattamente uguale del precedente poggiato sulla fitta distesa di bianco, la parete, che sembra letteralmente essersi sganciato dall’immagine difronte.
Scrollate giù, ad attendervi dopo il salto una belle selezione di immagini con tutti i dettagli di questo nuovo intervento, dateci un occhiata per apprezzare tutto il peculiare stile e la profondità dei dettagli che accompagnano il lavoro dell’interprete, è tutto vostro.

So, this is kinda like my goodbye to 2013.

I made this piece called Reverse Balaclava for a local festival called Dreamfloor.

I’ve been quite familiar with the concept of masks as a subject and I always love to play with their holes and how about the perception of what we can see beneath them changes significantly considering which detail we can see and which one not and -most important- how much we can see of one of more portions of a face.
Burqa and similar garments of the islamic tradition and their roles and meanings in islamic societies have been a huge inspiration for sure.

That being said, if we take away from the painting all this social environment what we get is nothing but an informal subject with its solids and voids. Hence the solid golden triangle facing the “empty” triangle of a black shape.

Thanks to The Artist for The Pics