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GORGO

Basik x Martina Merlini at Villa Manzi, Rimini

Ci spostiamo a Rimini dove Basik e Martina Merlini sono stati chiamati per prendere parte all’interessante progetto all’interno di Villa Manzi, un vecchio hotel abbandonato di fronte alla spiaggia, dove i due interpreti hanno avuto l’opportunità di cambiare l’aspetto di una intera stanza.
È sicuramente interessante notare come continuino a svilupparsi progetti legati agli spazi abbandonati e come gli stessi vengano affidati ad artisti di livello che sono quindi maggiormente liberi di lavorare e sperimentare all’interno di grandi spazi non necessariamente legati all’aperto, ma piuttosto maggiormente contenuti in uno spirito misto tra ricerca e sperimentazione sulla falsa riga di quanto già avviene in modo illegale. In questo senso è quindi stimolante soprattutto per gli artisti stessi che ritrovano sempre più coinvolti in progetti come VillaOccupada, LaTour 13 Paris e Les Bains Douches Project, con l’idea proprio di offrire spazi maggiormente coerenti agli artisti all’interno di edifici a cui rimane una vita breve, trasformando quindi le opere in realizzazioni altamente effimere riallacciando il rapporto con la strada e con le sue vere dinamiche.
Il lavoro di Basik e Martina Merlini prende vita all’interno dello stabile Riminese con il preciso intento di andare ad inserirsi all’interno di un progetto triplice tra arte, fotografia e musica ed al contempo con lo stimolo di unificare due differenti e per certi versi divergenti percorsi visivi all’interno in unica cornice e spazio di lavoro.
L’idea è ovviamente quella di stimolare un equilibrio ed un armonia tra le composizioni astratte dell’artista con le figure nere e figurative dell’interprete, lo spazio viene quindi dapprima diviso equamente laddove Martina Merlini prosegue nel portare avanti sviluppi e sintomi del lavoro con la cera, andando qui a sovvertire i percorsi proposti per attuare un impostazione maggiormente istintiva, fino a creare un punto di contatto con una grande forma concentrica che investe uno degli angoli del locale e dalla quale in un perfetto ed elettrizzante passaggio assistiamo alla comparsa delle iconiche mani di Basik. Quest’ultimo sceglie qui una composizione in serie continuando ad affidarsi al nero ed al colore oro per sviluppare il proprio lavoro, laddove assistiamo frame dopo frame al contatto del pollice con ciascuno delle altre quattro dita.
Nient’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca e bella selezione di scatti con tutti i dettagli del lavoro realizzato, è tutto dopo il salto dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

I’ve been invited, together with Martina Merlini, to an event that took place in my town Rimini at the beginning of July. The two curators transformed Villa Manzi, a dismissed hotel in front of the beach, in a 3-stories container of art, photography and music.

Martina and I took over a room and filled it with a blend of our (so) different styles, turning an old and modest space with a view on the seaside to -let’s call it- a mess in three dimensions to surround the viewer.

It’s been super fun and challenging to work with Martina, especially trying to achieve a consistent harmony between her informal work and my figurative pieces.

Basik x Martina Merlini at Villa Manzi, Rimini

Ci spostiamo a Rimini dove Basik e Martina Merlini sono stati chiamati per prendere parte all’interessante progetto all’interno di Villa Manzi, un vecchio hotel abbandonato di fronte alla spiaggia, dove i due interpreti hanno avuto l’opportunità di cambiare l’aspetto di una intera stanza.
È sicuramente interessante notare come continuino a svilupparsi progetti legati agli spazi abbandonati e come gli stessi vengano affidati ad artisti di livello che sono quindi maggiormente liberi di lavorare e sperimentare all’interno di grandi spazi non necessariamente legati all’aperto, ma piuttosto maggiormente contenuti in uno spirito misto tra ricerca e sperimentazione sulla falsa riga di quanto già avviene in modo illegale. In questo senso è quindi stimolante soprattutto per gli artisti stessi che ritrovano sempre più coinvolti in progetti come VillaOccupada, LaTour 13 Paris e Les Bains Douches Project, con l’idea proprio di offrire spazi maggiormente coerenti agli artisti all’interno di edifici a cui rimane una vita breve, trasformando quindi le opere in realizzazioni altamente effimere riallacciando il rapporto con la strada e con le sue vere dinamiche.
Il lavoro di Basik e Martina Merlini prende vita all’interno dello stabile Riminese con il preciso intento di andare ad inserirsi all’interno di un progetto triplice tra arte, fotografia e musica ed al contempo con lo stimolo di unificare due differenti e per certi versi divergenti percorsi visivi all’interno in unica cornice e spazio di lavoro.
L’idea è ovviamente quella di stimolare un equilibrio ed un armonia tra le composizioni astratte dell’artista con le figure nere e figurative dell’interprete, lo spazio viene quindi dapprima diviso equamente laddove Martina Merlini prosegue nel portare avanti sviluppi e sintomi del lavoro con la cera, andando qui a sovvertire i percorsi proposti per attuare un impostazione maggiormente istintiva, fino a creare un punto di contatto con una grande forma concentrica che investe uno degli angoli del locale e dalla quale in un perfetto ed elettrizzante passaggio assistiamo alla comparsa delle iconiche mani di Basik. Quest’ultimo sceglie qui una composizione in serie continuando ad affidarsi al nero ed al colore oro per sviluppare il proprio lavoro, laddove assistiamo frame dopo frame al contatto del pollice con ciascuno delle altre quattro dita.
Nient’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricca e bella selezione di scatti con tutti i dettagli del lavoro realizzato, è tutto dopo il salto dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare, enjoy it.

I’ve been invited, together with Martina Merlini, to an event that took place in my town Rimini at the beginning of July. The two curators transformed Villa Manzi, a dismissed hotel in front of the beach, in a 3-stories container of art, photography and music.

Martina and I took over a room and filled it with a blend of our (so) different styles, turning an old and modest space with a view on the seaside to -let’s call it- a mess in three dimensions to surround the viewer.

It’s been super fun and challenging to work with Martina, especially trying to achieve a consistent harmony between her informal work and my figurative pieces.