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GORGO

Banksy – A Series of Pieces in Gaza

Dopo alcuni mesi di silezio, Banksy is back! è lo fà alla grande, aggiornando il proprio sito e proponendo una nuova serie di lavori inediti, realizzati direttamente nella città occupata di Gaza in Palestina, ed un video ‘promozionale’ al vetriolo.
La capacità dell’artista di catturare l’interesse dei media attraverso i propri interventi, rappresenta uno degli aspetti più controversi. L’ artista continua a far parlare di se, non tanto per la qualità intrinseca degli interventi, abbiamo ribadito più volte il nostro interesse per i progetti e le performance più che per le pitture, quanto piuttosto per gli stimoli tematici che gli stessi riescono a trasmettere. I temi affrontati dall’autore spaziano a 360^ andando a toccare le differenti sfaccettature della società moderna, piegandone il senso ed incanalando la riflessione dello spettatore verso inequivocabili analogie visive. Per sviluppare questa particolare predilezione tematica, l’autore ha sempre utilizzato uno stimolo interattivo con il panorama che torna qui, in quest’ultima serie di lavori, in tutto il suo potente impatto.
Banksy si tuffa all’interno di una zona difficile, cadenzata da un continuo bombardamento, dalla guerra, dalla miserie e dalla povertà, andando ad inserire tre differenti lavori ognuno legato ad un concetto ben preciso. L’interprete vuole mettere l’accento sulle problematiche della striscia di Gaza andando a veicolare l’inevitabile interesse dei media, verso uno dei problemi più gravi a livello internazionale. Il messaggio che fa da propellente a tutta la serie ribadisce l’impossibilità di rimanere neutrali, un idea che per l’autore sta a significare ‘lavarsi le mani’ rispetto al conflitto tra potenti e deboli che sta interessando la zona, perché inevitabilmente ci schiereremo con il più forte.
Addentrandosi tra le macerie della città, l’artista fa suoi tre differenti spazi, nel primo vediamo un gatto giocare con un groviglio di fili di ferro in una cornice tremenda di distruzione. Il secondo, realizzato attraverso lo stile già visto in “Mobile Lovers”, vede Banksy vada elaborare la figura della dea Niobe che piange, secondo la mitologia greca punita per l’eccessivo orgoglio nutrito verso i propri figli. Infine l’ultimo intervento, caratterizzato dalla creazione di una torretta di guardia militare dove una serie di bambini giocano come se si trattasse delle famose giostre.
Per non farci mancare nulla, come detto, ad accompagnare la totalità degli interventi un velenoso video. La breve pellicola con uno stile ironico descrive il luogo come una destinazione turistica attraente.
In attesa di nuovi aggiornamenti, trovate tutto il materiale, foto, dettagli e video, come sempre in calce al nostro testo, dateci un occhiata.

Pics by The Artist

Banksy – A Series of Pieces in Gaza

Dopo alcuni mesi di silezio, Banksy is back! è lo fà alla grande, aggiornando il proprio sito e proponendo una nuova serie di lavori inediti, realizzati direttamente nella città occupata di Gaza in Palestina, ed un video ‘promozionale’ al vetriolo.
La capacità dell’artista di catturare l’interesse dei media attraverso i propri interventi, rappresenta uno degli aspetti più controversi. L’ artista continua a far parlare di se, non tanto per la qualità intrinseca degli interventi, abbiamo ribadito più volte il nostro interesse per i progetti e le performance più che per le pitture, quanto piuttosto per gli stimoli tematici che gli stessi riescono a trasmettere. I temi affrontati dall’autore spaziano a 360^ andando a toccare le differenti sfaccettature della società moderna, piegandone il senso ed incanalando la riflessione dello spettatore verso inequivocabili analogie visive. Per sviluppare questa particolare predilezione tematica, l’autore ha sempre utilizzato uno stimolo interattivo con il panorama che torna qui, in quest’ultima serie di lavori, in tutto il suo potente impatto.
Banksy si tuffa all’interno di una zona difficile, cadenzata da un continuo bombardamento, dalla guerra, dalla miserie e dalla povertà, andando ad inserire tre differenti lavori ognuno legato ad un concetto ben preciso. L’interprete vuole mettere l’accento sulle problematiche della striscia di Gaza andando a veicolare l’inevitabile interesse dei media, verso uno dei problemi più gravi a livello internazionale. Il messaggio che fa da propellente a tutta la serie ribadisce l’impossibilità di rimanere neutrali, un idea che per l’autore sta a significare ‘lavarsi le mani’ rispetto al conflitto tra potenti e deboli che sta interessando la zona, perché inevitabilmente ci schiereremo con il più forte.
Addentrandosi tra le macerie della città, l’artista fa suoi tre differenti spazi, nel primo vediamo un gatto giocare con un groviglio di fili di ferro in una cornice tremenda di distruzione. Il secondo, realizzato attraverso lo stile già visto in “Mobile Lovers”, vede Banksy vada elaborare la figura della dea Niobe che piange, secondo la mitologia greca punita per l’eccessivo orgoglio nutrito verso i propri figli. Infine l’ultimo intervento, caratterizzato dalla creazione di una torretta di guardia militare dove una serie di bambini giocano come se si trattasse delle famose giostre.
Per non farci mancare nulla, come detto, ad accompagnare la totalità degli interventi un velenoso video. La breve pellicola con uno stile ironico descrive il luogo come una destinazione turistica attraente.
In attesa di nuovi aggiornamenti, trovate tutto il materiale, foto, dettagli e video, come sempre in calce al nostro testo, dateci un occhiata.

Pics by The Artist