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Axel Void – “Nada” New Piece in Oaxaca, Mexico

Axel Void si trova ancora in Messico, il grande interprete ha avuto modo di realizzare un nuovo splendido ed inedito intervento sull’insolita superfice di un treno all’interno del ‘Museo del Ferroviario’ ad Oaxaca.
Organizzato dagli amici di Graffitiworld, che portato in Messico l’artista e dal Colectivo Zoociedad che ha messo appunto questa incursione, l’intervento prende vita all’interno della suggestiva location di una vecchia stazione ferroviaria abbandonata 10 anni fa ora abitata dalle persone che una volta ci lavoravano riunite all’interno di una grande comunità che ha scelto di utilizzare i vagoni come propria casa.
All’interno di questa particolare location, così carica di storia e di vissuti, ancora una volta Axel Void attraverso la propria pittura entra in contatto con le esperienza della gente del posto per una lavoro che ancora una volta rievoca emozioni e spunti a cui loro sono profondamente legati. L’aspetto simbiotica quindi dell’intervento risulta ancora una volta la componente principale e costantemente in grado di suggerire spunti e stati d’animo differenti in quello che continua ad essere un approccio dal fortissimo impeto riflessivo. A sostenere un impalcatura tematica così profonda e coinvolgente, l’artista prosegue nell’affidarsi ad una pittura ampiamente espressiva, carica di colore così come di pennellate suggestive in grado da una parte di tracciare una profondità espressiva dall’altra di far vibrare al meglio i temi e gli spunti che con essa vengono veicolati.
In questo senso, raccogliendo quindi al meglio le peculiari caratteristiche del proprio lavoro, Axel Void con “Nada” sceglie di realizzare un dipinto ispirato da un immagine di un immigrato aggredito all’interno di ‘The Beast’. Il soprannome è quello dei treni merci che vengono utilizzati dagli immigrati per attraversare da sud a nord il Messico con l’intenzione di arrivare finalmente negli States. L’interprete anzitutto riflette sulla possibilità che lo stesso vagone potesse far parte di The Beast, accogliendo quindi storie di sofferenze e di speranza e più spesso di morte.
La scelta di trattare un tema così delicato e profondo non è affatto casuale, lo stesso interprete ci spiega come durante i suoi anni in Andalusia, da dove è possibile vedere il Marocco, molti Africani tentavano di arrivare in Spagna per cercare di ottenere una vita migliore, al contempo gli stessi abitanti dell’Andalusia, che è una delle regioni più povere della Spagna, tentano di spostarsi verso Madrid all’interno di un flusso che vede infine la Germania come paese delle opportunità e di una speranza. In questo senso Void quindi affronta il tema della migrazione ponendo a confronto tre stadi differenti sullo stesso livello di quello della gente Messicana che tenta di attraversare il confine, al contempo approfondisce una tema tipicamente legato al desiderio dell’uomo di prosperare e di ricercare sempre qualcosa di meglio per se senza magari rendersi conto che l’erba del vicino non è sempre migliore magari è unicamente diversa una dall’altra.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto alla consueta e splendida serie di scatti che rievocano tutta la profondità dell’intervento e il grande impatto e suggestione del lavoro terminato, scrollate giù è tutto dopo il salto.

This train was painted in the “Museo del Ferroviario” in Oaxaca. It’s an old train station abandoned 10 years ago. The people that worked in the train station built their houses and have grown a big community in this area.

The painting was taken from an image of an immigrant that was assaulted when travelling on “La Bestia” (The Beast). This is the name for several cargo trains that immigrants use to cross from the south to the north of México, with the intention of crossing the border to the United States. Its possible that this same wagon from the N de M Company was part of “La Bestia”.

I was raised in Andalucia; from my house you could see Morocco. Africans, specially Moroccans, try to cross to Spain, in search for a better life. Andalucia is the poorest region in Spain and it’s people migrate to Madrid searching to better their lives and then Spaniards , being among the poorest of the European countries, migrate to Germany in search for something better. I believe this is part of human psyche- this desire to see the grass always greener on the other side.
I currently reside in Miami. I complain about how frivolous and culturally poor this city shows itself. Coming to Mexico, I have empathized with the sense of community and richer quality of life here, similar to the one where I was raised, regardless of the lesser commodities or resources. The grass is just different on the other side.

Special thanks to Graffitiworld for bringing me to Mexico and organizing and Colectivo Zoociedad for their friendship and support.

Pics via San

Axel Void – “Nada” New Piece in Oaxaca, Mexico

Axel Void si trova ancora in Messico, il grande interprete ha avuto modo di realizzare un nuovo splendido ed inedito intervento sull’insolita superfice di un treno all’interno del ‘Museo del Ferroviario’ ad Oaxaca.
Organizzato dagli amici di Graffitiworld, che portato in Messico l’artista e dal Colectivo Zoociedad che ha messo appunto questa incursione, l’intervento prende vita all’interno della suggestiva location di una vecchia stazione ferroviaria abbandonata 10 anni fa ora abitata dalle persone che una volta ci lavoravano riunite all’interno di una grande comunità che ha scelto di utilizzare i vagoni come propria casa.
All’interno di questa particolare location, così carica di storia e di vissuti, ancora una volta Axel Void attraverso la propria pittura entra in contatto con le esperienza della gente del posto per una lavoro che ancora una volta rievoca emozioni e spunti a cui loro sono profondamente legati. L’aspetto simbiotica quindi dell’intervento risulta ancora una volta la componente principale e costantemente in grado di suggerire spunti e stati d’animo differenti in quello che continua ad essere un approccio dal fortissimo impeto riflessivo. A sostenere un impalcatura tematica così profonda e coinvolgente, l’artista prosegue nell’affidarsi ad una pittura ampiamente espressiva, carica di colore così come di pennellate suggestive in grado da una parte di tracciare una profondità espressiva dall’altra di far vibrare al meglio i temi e gli spunti che con essa vengono veicolati.
In questo senso, raccogliendo quindi al meglio le peculiari caratteristiche del proprio lavoro, Axel Void con “Nada” sceglie di realizzare un dipinto ispirato da un immagine di un immigrato aggredito all’interno di ‘The Beast’. Il soprannome è quello dei treni merci che vengono utilizzati dagli immigrati per attraversare da sud a nord il Messico con l’intenzione di arrivare finalmente negli States. L’interprete anzitutto riflette sulla possibilità che lo stesso vagone potesse far parte di The Beast, accogliendo quindi storie di sofferenze e di speranza e più spesso di morte.
La scelta di trattare un tema così delicato e profondo non è affatto casuale, lo stesso interprete ci spiega come durante i suoi anni in Andalusia, da dove è possibile vedere il Marocco, molti Africani tentavano di arrivare in Spagna per cercare di ottenere una vita migliore, al contempo gli stessi abitanti dell’Andalusia, che è una delle regioni più povere della Spagna, tentano di spostarsi verso Madrid all’interno di un flusso che vede infine la Germania come paese delle opportunità e di una speranza. In questo senso Void quindi affronta il tema della migrazione ponendo a confronto tre stadi differenti sullo stesso livello di quello della gente Messicana che tenta di attraversare il confine, al contempo approfondisce una tema tipicamente legato al desiderio dell’uomo di prosperare e di ricercare sempre qualcosa di meglio per se senza magari rendersi conto che l’erba del vicino non è sempre migliore magari è unicamente diversa una dall’altra.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo piuttosto alla consueta e splendida serie di scatti che rievocano tutta la profondità dell’intervento e il grande impatto e suggestione del lavoro terminato, scrollate giù è tutto dopo il salto.

This train was painted in the “Museo del Ferroviario” in Oaxaca. It’s an old train station abandoned 10 years ago. The people that worked in the train station built their houses and have grown a big community in this area.

The painting was taken from an image of an immigrant that was assaulted when travelling on “La Bestia” (The Beast). This is the name for several cargo trains that immigrants use to cross from the south to the north of México, with the intention of crossing the border to the United States. Its possible that this same wagon from the N de M Company was part of “La Bestia”.

I was raised in Andalucia; from my house you could see Morocco. Africans, specially Moroccans, try to cross to Spain, in search for a better life. Andalucia is the poorest region in Spain and it’s people migrate to Madrid searching to better their lives and then Spaniards , being among the poorest of the European countries, migrate to Germany in search for something better. I believe this is part of human psyche- this desire to see the grass always greener on the other side.
I currently reside in Miami. I complain about how frivolous and culturally poor this city shows itself. Coming to Mexico, I have empathized with the sense of community and richer quality of life here, similar to the one where I was raised, regardless of the lesser commodities or resources. The grass is just different on the other side.

Special thanks to Graffitiworld for bringing me to Mexico and organizing and Colectivo Zoociedad for their friendship and support.

Pics via San