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Axel Void – New Mural in Szopienice, Katowice

Axel Void nei giorni scorsi si è spostato a Szopienice, quartiere operaio di Katowice in Polonia dove ha avuto modo di realizzare, per la sua serie ‘Mediocre’, una nuova ed intensa pittura delle sue portando in dote nuovi ed interessanti spunti tematici.
Dopo la recente pittura realizzata giusto qualche giorno fa qui in Italia a Mosciano Sant’Angelo (Covered), Axel Void si sposta, andando a concretizzare un nuovo intervento capace come sempre di innescare profonde riflessioni sul contesto e sul tessuto sociale dove l’interprete va ad operare. La serie ‘Mediocre’ in questo senso raccoglie la volontà dell’artista di affacciarsi allo spazio pubblico attraverso un approfondimento vivo e profondo. Non si tratta quindi di una pittura passiva, quanto piuttosto di un processo che risulta estremamente legato alle differenti sfaccettature del luogo di lavoro. Quest’ultimo diviene perciò parte attiva, con le sue storie, le sue problematiche e le sue peculiarità, che divengono principale volano espressivo dell’opera finale. Void si affaccia a luoghi di difficoltà effettiva racchiudendo nelle proprie produzioni una personale sintesi emotiva di ciò che gli stessi hanno scatenato in lui.
Quest’ultima fatica è pensata come personale omaggio alla gente di Szopience, quartiere operaio ed umile, zona conflittuale, che, come spesso accade, ha riservato per l’interprete parecchie sorprese dal punto di vista prettamente umano, con lo stesso che ha stretto un forte legame con i bambini del posto, durante la settimana di lavoro su questo grande spazio pubblico.
L’opera prende vita su un grande edificio dove vivono tre famiglie, la struttura si trova accanto ai binari della stazione e di fronte alla fabbrica di zinco “Uta Utheman”. Lo stabilimento prende il nome dal proprietario Anton Uthemann, noto soprattutto per la sua continua lotta nel migliorare le condizione di vita dei lavoratori e del loro ambiente. La fabbrica, ci spiega l’artista, è stata la principale fonte di reddito di Szopienice fino dal 1834. Nel 2008 la fabbrica è stata chiusa. Gli abitanti del quartiere speravano che l’edificio fosse restaurato, ma nel 2011 ci fu un incendio (forse doloso), evento simbolo alla fine definitiva della fabbrica.
Partendo da questo Axel Void si interroga sul concetto di dicotomia, sulle cose che possono essere sia curative che dannose. Lo zinco in particolare, è un minerale vitale ma in grandi quantità risulta tossico. Utilizzando questo principio come metafora per gli aspetti della nostra vita quotidiana, Axel Void riflette su come il rimedio possa diventare il veleno. L’opera riflette proprio questo dualismo con una pittura che rappresenta una grande roccia di zinco con, al suo interno, l’immagine della fabbrica che brucia.
Come consuetudine per permettervi di apprezzare al meglio quest’ultima fatica, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

Axel Void – New Mural in Szopienice, Katowice

Axel Void nei giorni scorsi si è spostato a Szopienice, quartiere operaio di Katowice in Polonia dove ha avuto modo di realizzare, per la sua serie ‘Mediocre’, una nuova ed intensa pittura delle sue portando in dote nuovi ed interessanti spunti tematici.
Dopo la recente pittura realizzata giusto qualche giorno fa qui in Italia a Mosciano Sant’Angelo (Covered), Axel Void si sposta, andando a concretizzare un nuovo intervento capace come sempre di innescare profonde riflessioni sul contesto e sul tessuto sociale dove l’interprete va ad operare. La serie ‘Mediocre’ in questo senso raccoglie la volontà dell’artista di affacciarsi allo spazio pubblico attraverso un approfondimento vivo e profondo. Non si tratta quindi di una pittura passiva, quanto piuttosto di un processo che risulta estremamente legato alle differenti sfaccettature del luogo di lavoro. Quest’ultimo diviene perciò parte attiva, con le sue storie, le sue problematiche e le sue peculiarità, che divengono principale volano espressivo dell’opera finale. Void si affaccia a luoghi di difficoltà effettiva racchiudendo nelle proprie produzioni una personale sintesi emotiva di ciò che gli stessi hanno scatenato in lui.
Quest’ultima fatica è pensata come personale omaggio alla gente di Szopience, quartiere operaio ed umile, zona conflittuale, che, come spesso accade, ha riservato per l’interprete parecchie sorprese dal punto di vista prettamente umano, con lo stesso che ha stretto un forte legame con i bambini del posto, durante la settimana di lavoro su questo grande spazio pubblico.
L’opera prende vita su un grande edificio dove vivono tre famiglie, la struttura si trova accanto ai binari della stazione e di fronte alla fabbrica di zinco “Uta Utheman”. Lo stabilimento prende il nome dal proprietario Anton Uthemann, noto soprattutto per la sua continua lotta nel migliorare le condizione di vita dei lavoratori e del loro ambiente. La fabbrica, ci spiega l’artista, è stata la principale fonte di reddito di Szopienice fino dal 1834. Nel 2008 la fabbrica è stata chiusa. Gli abitanti del quartiere speravano che l’edificio fosse restaurato, ma nel 2011 ci fu un incendio (forse doloso), evento simbolo alla fine definitiva della fabbrica.
Partendo da questo Axel Void si interroga sul concetto di dicotomia, sulle cose che possono essere sia curative che dannose. Lo zinco in particolare, è un minerale vitale ma in grandi quantità risulta tossico. Utilizzando questo principio come metafora per gli aspetti della nostra vita quotidiana, Axel Void riflette su come il rimedio possa diventare il veleno. L’opera riflette proprio questo dualismo con una pittura che rappresenta una grande roccia di zinco con, al suo interno, l’immagine della fabbrica che brucia.
Come consuetudine per permettervi di apprezzare al meglio quest’ultima fatica, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo lavoro, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics