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GORGO

Axel Void – “Knife” New Mural in Miami

Tra le mille opere di Miami quest’ultimo intervento di Axel Void rappresenta senza dubbio uno dei lavori più interessanti e soprattutto di maggiore impatto tra quelli fin qui visti, l’artista sviscera su questo grande spazio un immagine forte, letale ed affilata, inaugurando una nuova e personale serie.
Abbiamo sempre subito il fascino della pittura di Axel Void, l’interprete ha saputo fondere all’interno della propria pittura temi decisamente forti, toccando anche argomenti delicati come la morte, la rinascita e la vita, ma anche i malesseri ed i problemi della droga, senza un filtro apparente, in totale libertà di espressione e dando così vita ad opere dal fortissimo impatto emozionale e dalla grande energia riflessiva. Proprio quest’ultimo elemento rappresenta uno degli aspetti di maggiore interesse dell’operato dell’interprete, il riuscire a parlare aprendo un dialogo delicato e fitto, attraverso una ricchezza di dettagli ed una propensione pittorica viva ed alimentata da istantanee di corpi, ritratti ed immagini densissime, è ciò che rende il lavoro dell’artista tra i più interessanti e senza dubbio i più caratteristici.
Dal titolo “Knife” la parete in questione come dicevamo inaugura una nuova serie di interventi, Axel Void pare voglia concentrarsi con interesse verso un dialogo su e per l’arte, sui suoi differenti aspetti rappresentati, con un riuscitissima metafora, da un coltello. Partendo dall’idea che proprio il coltello possa essere sia un utensile sia un arma, l’artista sottolinea l’ambivalenza del fenomeno arte, e più in particolare di quello dell’arte urbana, la cornice scelta non è affatto un caso anzi, siamo nella zona di Wynwood a Miami, uno di quei quartieri inondati dallo sviluppo economico, dalla gentrificazione, ma anche da pareti su pareti realizzate dagli artisti tra i più interessanti a livello internazionale, ed ancora zona frivola e frenetica che riunisce in un unico bacino, artisti, collezionisti, visitatori, ma anche clochard, consumatori, in un grande calderone di follia ed isteria spinto al limite specialmente nei giorni dell’Art Basel.
Il lavoro si mostra quindi in tutta la sua crudezza rapportando questi concetti in un pittura scura, a tratti malinconica dove l’interprete sviluppa tutta la sua visione coadiuvato dagli amici Pastel e 2501. Il volto dell’uomo, il nostro 2501, che viene avvicinato dalla lama dell’Argentino, l’immagine restituisce l’impressione di un taglio netto, quasi a recidere gli occhi, per una cecità sia fisica che mentale, propria e autoindotta, chapeau.

Axel Void presents his new series of works called “Knife”. The Spanish/American artist opens a dialogue about how art and its duality influences people using knifes as a referential metaphor. Knives serve the purpose of a tool or a weapon, its this ambivalence that the artist underlines. Art, particularly in Wynwood, shares this dichotomy. From the economical development of the neighborhood to the gentrification that it brought. Is this hectic and frivolous mix that brings together artist, collectors, users, homeless people, the fashion industry and the consumers in this particularly confederacy of dunces.

Jenny Wanda Barkmann

Pics via San

Axel Void – “Knife” New Mural in Miami

Tra le mille opere di Miami quest’ultimo intervento di Axel Void rappresenta senza dubbio uno dei lavori più interessanti e soprattutto di maggiore impatto tra quelli fin qui visti, l’artista sviscera su questo grande spazio un immagine forte, letale ed affilata, inaugurando una nuova e personale serie.
Abbiamo sempre subito il fascino della pittura di Axel Void, l’interprete ha saputo fondere all’interno della propria pittura temi decisamente forti, toccando anche argomenti delicati come la morte, la rinascita e la vita, ma anche i malesseri ed i problemi della droga, senza un filtro apparente, in totale libertà di espressione e dando così vita ad opere dal fortissimo impatto emozionale e dalla grande energia riflessiva. Proprio quest’ultimo elemento rappresenta uno degli aspetti di maggiore interesse dell’operato dell’interprete, il riuscire a parlare aprendo un dialogo delicato e fitto, attraverso una ricchezza di dettagli ed una propensione pittorica viva ed alimentata da istantanee di corpi, ritratti ed immagini densissime, è ciò che rende il lavoro dell’artista tra i più interessanti e senza dubbio i più caratteristici.
Dal titolo “Knife” la parete in questione come dicevamo inaugura una nuova serie di interventi, Axel Void pare voglia concentrarsi con interesse verso un dialogo su e per l’arte, sui suoi differenti aspetti rappresentati, con un riuscitissima metafora, da un coltello. Partendo dall’idea che proprio il coltello possa essere sia un utensile sia un arma, l’artista sottolinea l’ambivalenza del fenomeno arte, e più in particolare di quello dell’arte urbana, la cornice scelta non è affatto un caso anzi, siamo nella zona di Wynwood a Miami, uno di quei quartieri inondati dallo sviluppo economico, dalla gentrificazione, ma anche da pareti su pareti realizzate dagli artisti tra i più interessanti a livello internazionale, ed ancora zona frivola e frenetica che riunisce in un unico bacino, artisti, collezionisti, visitatori, ma anche clochard, consumatori, in un grande calderone di follia ed isteria spinto al limite specialmente nei giorni dell’Art Basel.
Il lavoro si mostra quindi in tutta la sua crudezza rapportando questi concetti in un pittura scura, a tratti malinconica dove l’interprete sviluppa tutta la sua visione coadiuvato dagli amici Pastel e 2501. Il volto dell’uomo, il nostro 2501, che viene avvicinato dalla lama dell’Argentino, l’immagine restituisce l’impressione di un taglio netto, quasi a recidere gli occhi, per una cecità sia fisica che mentale, propria e autoindotta, chapeau.

Axel Void presents his new series of works called “Knife”. The Spanish/American artist opens a dialogue about how art and its duality influences people using knifes as a referential metaphor. Knives serve the purpose of a tool or a weapon, its this ambivalence that the artist underlines. Art, particularly in Wynwood, shares this dichotomy. From the economical development of the neighborhood to the gentrification that it brought. Is this hectic and frivolous mix that brings together artist, collectors, users, homeless people, the fashion industry and the consumers in this particularly confederacy of dunces.

Jenny Wanda Barkmann

Pics via San