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Axel Void – New Mural in Little Haiti, Miami

Nuovo aggiornamento per Axel Void, il grande artista torna al lavoro con un nuovo intervento realizzato su questa grande parete ad Little Haiti, umile quartiere di Miami vicino a dove attualmente lo stesso interprete vive.
Per chi ci segue da un po’, non sarà sfuggito come l’opera è direttamente connessa con lo splendido intervento realizzato lo scorso anno a Tarifa (Covered), dal quale l’autore coglie l’ispirazione sia tematica che pittorica, per questa sua ultima fatica. Esattamente come il lavoro Spagnolo, quest’ultimo intervento, fa parte della serie “Dialogue” con la quale l’interprete va a legare la propria pittura con il luogo ed in particolare con tutte quella situazione di divisione intestina. Se l’opera di Tarifa sottolineava il legame tra le due differenti sponde di terra, tra il quartiere di El Carmen, epicentro dei marinai, ed il Marocco, sottolineando la comune e simile impronta fisica e culturale dei due popoli, l’intervento di Miami mira a porre l’accento sull’isola di Hispaniola.
Ancora una volta l’approccio di Axel Void è legato ad un approfondimento sul territorio, sulle sue differenti dinamiche sociali, raccogliendo il valore di questi spunti per porre in essere un dialogo cosciente, profondo ed avvolgente. Non stupisce quindi l’utilizzo di una pittura concreta, profonda e ricchissima di differenti alterazioni tonali, così come la volontà di portare in dote un approccio figurativo capace di innescare stimoli onirici, in quella che diviene una produzione dal forte impatto visivo quanto tematico.
L’ultima fatica rivendica tutto il carattere delle opere firmate da Void, la capacità dello stesso di osservare e di concentrare le proprie attenzione su stimoli umani, cadenzare lo spazio attraverso intense immagini ricche di differenti sfaccettature pittoriche.
Basato sul ritratto di Jessica, affascinante ragazza haitiana conosciuta a Rio San Juan, nella Repubblica Domenica, la parete rappresenta l’opportunità per un nuovo approfondimento dai toni in parte personali. La famiglia da parte della madre dello stesso Axel Void, si è trasferita infatti nel quartiere circa una trentina di anni fa, rappresentando quindi tra le prime famiglie ad attraversare il mare per tentare una vita migliore negli States. L’intervento, rendendo omaggio alla donna ed alla sua famiglia, sottolinea come nonostante la divisione dell’Isola di Hispaniola, gli stati di Haiti e della Repubblica Domenicana siano di fatto segnati da una comune cultura così come da una identica fisionomia fisica, rendendo di fatto la divisione territoriale ancora una volta legata unicamente ad un confine fisico e di bandiera.
Come consuetudine ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

The mural is based on a portrait of Jessica, a charming little Haitian girl I met in the Dominican Republic in the town of Rio San Juan.
The wall is situated in a soccer park in the area of Little Haiti. It’s a humble neighborhood of mainly Haitian descent close to where I currently live. My family on my mother’s side is one of the Haitian families that moved to Miami 35 years ago. This mural is a continuation of the Dialogue series, sharing the same concept as the mural in Tarifa. This mural pays homage to Jessica, her brother and sisters.
It is about Haitians outside of Haiti or further more cultural and political divisions.

Special thanks to Kyle Holbrook for organizing these murals, and to the people of little Haiti for their hospitality.

Thanks to The Artist for the pics

Axel Void – New Mural in Little Haiti, Miami

Nuovo aggiornamento per Axel Void, il grande artista torna al lavoro con un nuovo intervento realizzato su questa grande parete ad Little Haiti, umile quartiere di Miami vicino a dove attualmente lo stesso interprete vive.
Per chi ci segue da un po’, non sarà sfuggito come l’opera è direttamente connessa con lo splendido intervento realizzato lo scorso anno a Tarifa (Covered), dal quale l’autore coglie l’ispirazione sia tematica che pittorica, per questa sua ultima fatica. Esattamente come il lavoro Spagnolo, quest’ultimo intervento, fa parte della serie “Dialogue” con la quale l’interprete va a legare la propria pittura con il luogo ed in particolare con tutte quella situazione di divisione intestina. Se l’opera di Tarifa sottolineava il legame tra le due differenti sponde di terra, tra il quartiere di El Carmen, epicentro dei marinai, ed il Marocco, sottolineando la comune e simile impronta fisica e culturale dei due popoli, l’intervento di Miami mira a porre l’accento sull’isola di Hispaniola.
Ancora una volta l’approccio di Axel Void è legato ad un approfondimento sul territorio, sulle sue differenti dinamiche sociali, raccogliendo il valore di questi spunti per porre in essere un dialogo cosciente, profondo ed avvolgente. Non stupisce quindi l’utilizzo di una pittura concreta, profonda e ricchissima di differenti alterazioni tonali, così come la volontà di portare in dote un approccio figurativo capace di innescare stimoli onirici, in quella che diviene una produzione dal forte impatto visivo quanto tematico.
L’ultima fatica rivendica tutto il carattere delle opere firmate da Void, la capacità dello stesso di osservare e di concentrare le proprie attenzione su stimoli umani, cadenzare lo spazio attraverso intense immagini ricche di differenti sfaccettature pittoriche.
Basato sul ritratto di Jessica, affascinante ragazza haitiana conosciuta a Rio San Juan, nella Repubblica Domenica, la parete rappresenta l’opportunità per un nuovo approfondimento dai toni in parte personali. La famiglia da parte della madre dello stesso Axel Void, si è trasferita infatti nel quartiere circa una trentina di anni fa, rappresentando quindi tra le prime famiglie ad attraversare il mare per tentare una vita migliore negli States. L’intervento, rendendo omaggio alla donna ed alla sua famiglia, sottolinea come nonostante la divisione dell’Isola di Hispaniola, gli stati di Haiti e della Repubblica Domenicana siano di fatto segnati da una comune cultura così come da una identica fisionomia fisica, rendendo di fatto la divisione territoriale ancora una volta legata unicamente ad un confine fisico e di bandiera.
Come consuetudine ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

The mural is based on a portrait of Jessica, a charming little Haitian girl I met in the Dominican Republic in the town of Rio San Juan.
The wall is situated in a soccer park in the area of Little Haiti. It’s a humble neighborhood of mainly Haitian descent close to where I currently live. My family on my mother’s side is one of the Haitian families that moved to Miami 35 years ago. This mural is a continuation of the Dialogue series, sharing the same concept as the mural in Tarifa. This mural pays homage to Jessica, her brother and sisters.
It is about Haitians outside of Haiti or further more cultural and political divisions.

Special thanks to Kyle Holbrook for organizing these murals, and to the people of little Haiti for their hospitality.

Thanks to The Artist for the pics