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The pet of the archeologist: Barlo per HKwalls 2018

17/04/2018

La cultura e la tradizione cinese continuano a rappresentare una delle influenze maggiori nell’immaginario Barlo. L’artista Italiano, che da anni vive e lavora ad Hong Kong, ha saputo assorbirne l’estetica proponendo una personale rielaborazione di figure e soggetti appartenenti alla cultura e alla tradizione orientali e ragionati in funzione dell’ambiente di lavoro.
L’esigenza di non rimanere ancorato a questo paradigma ha spinto l’artista verso un evoluzione, un diverso tipo di riflessione e discorso artistico maggiormente introspettivi e legati ad una pittura più matura nei contenuti quanto nell’approccio pittorico.

Nelle sue ultime uscite (tra cui una ricca serie di paste-up che abbiamo presto intenzione di mostrarvi) Barlo ha spostato la sua attenzione versi una ricerca nei volumi della materia e nella poesia misteriosa che si cela negli stessi. “The pet of the archeologist” nasce così, accogliendo le influenze di una metropoli come Hong Kong ma strutturandole attraverso un discorso legato alla metafisica.
L’opera è infine ispirata alla porcellana cinese e nella sua forma riprende alcune sculture presente nel British Museum dove i resti della statue vengono montati con fil di ferro per dare un idea dell’originale.

Photo Credit: The Artist

Barlo HkWalls street art Hong Kong

Barlo HkWalls street art Hong Kong

Barlo HkWalls street art Hong Kong

Barlo HkWalls street art Hong Kong

Barlo HkWalls street art Hong Kong

Barlo HkWalls street art Hong Kong

De Afuera Hacia Adentro: Franco Fasoli JAZ da Galerie Openspace

17/04/2018

Franco Fasoli JAZ ha da poco presentato “De Afuera Hacia Adentro”, prima personale in Francia all’interno degli spazi della Galerie Openspace di Parigi. A distanza di circa un anno da “Pretension of Greatness” il grande artista Argentino torna ad esporre in Europa con un nuovo corpo di lavoro interamente realizzato per l’occasione.

JAZ sottolinea come questa mostra rappresenti un momento di riflessione per se stesso e per la sua pratica artistica dopo 3 anni passati lontano dalla sua Buenos Aires. Egli riflette in particolare sulla sua esistenza e sul modo in cui questa venga condizionata dal contesto e viceversa. Gli ultimi anni hanno infatti rappresentato un periodo importante, un cambio radicale sia di vita quanto artistico con la scelta ad esempio di mettere da parte la pittura per realizzare collage di carta alla maniera di un Matisse. Lo show giunge quindi come momento di pausa per interpretare e rinnovare la lettura sul proprio percorso.

La mostra è il risultato di un anno di lavoro e pone in particolare l’accento sull’approccio multidisciplinare di Franco Fasoli attraverso una ventina di opera realizzate con tecniche diverse, dalla pittura ad olio al collage di carta su tela passando per le opere a tecnica mista e le immancabili sculture in bronzo. La ricerca di JAZ è da sempre legata ad una natura sociale e politica, con temi come l’identità e il divario sociale che rappresentano una costante, ma soprattutto ad una spiccata propensione a ricercare e lavorare attraverso medium ed approcci differenti.
L’artista raccoglie dal presente e dal passato mescolando, strappando, smantellando e rielaborando attraverso quella che egli stesso definisce una propria metodologia orientata verso la ricerca del comfort e la sua successiva distruzione.

Galerie Openspace
116, boulevard Richard Lenoir
75011 Parigi

Photo Credit: Alain Smilo

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Franco Fasoli JAZ De Afuera Hacia Adentro Galerie Openspace

Dynamic Phenomena: Felipe Pantone da Galerie Magda Danysz

17/04/2018

La Galerie Magda Danysz di Parigi ospita in questi giorni “Dynamic Phenomena” una nuova mostra personale di Felipe Pantone.

Uno degli aspetti rilevanti delle produzioni di Felipe Pantone risiede nella riflessione dell’artista sull’era attuale e la sua propensione a porre le nuove tecnologie al centro della vita quotidiana rendendoci dipendenti da una sovrabbondanza di immagini e informazioni. Attraverso la propria ricerca l’artista rende reale la grande mole di dati a cui ogni giorno siamo sottoposti, rispecchiando lo spazio digitale all’interno di un contesto reale e riflettendo sulla velocità, sul movimento, sul tempo così come sulla saturazione, alienazione e distruzione che caratterizzano questi tempi.
Nelle sue ultime esposizioni Felipe Pantone sta sempre più sperimentando nuovi sistemi di interazione con lo spettatore servendosi di nuove tecnologie (come per la mostra da Kolly Gallery) e nuovi metodi di stampa con i quale porre in relazione pittura, scultura e installazione attraverso la personale sensibilità per l’arte cinetica e il peculiare immaginario digitale. L’idea è quella di gettare le basi per un dialogo a 360^ con lo spettatore che diviene in questo modo parte attiva dell’allestimento attraverso opere dinamiche che cambiano forma e colore in base al movimento.

In “Dynamic Phenomena” l’artista ha presentato alcuni dipinti e sculture dinamiche realizzate negli ultimi tempi in aggiunta ad una serie di opere prodotte con la stampa UV. Quest’ultima rappresenta la grande protagonista di questa mostra ed è una particolare tecnica di stampa a raggi ultravioletti che si basa sul fatto che i raggi UV asciugano instantemente l’inchiostro stampato permettendo una resa più pulita, colori migliori e maggiormente realistici. Pantone per realizzare questa serie ha lavorato in modo interattivo, controllando, verificando e osservando gradualmente lo sviluppo delle opere attraverso ben 51 passaggi di stampa. La mostra sarà visibile fino al prossimo 12 Maggio 2018.

Galerie Magda Danysz
78 Rue Amelot
75011 Paris

Photo via Emporium’s

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Felipe Pantone Galerie Magda Danysz Dynamic Phenomena

Etherea: L’installazione di Edoardo Tresoldi al Coachella Festival

17/04/2018

Il Coachella Valley Music and Arts Festival è uno degli eventi musicali più importanti e attesi al mondo. Ogni hanno la rassegna commissiona ad artisti internazionali opere, sculture ed installazioni monumentali all’interno delle vaste aree del festival. Quest’anno tra gli ospiti c’è anche Edoardo Tresoldi che ha realizzato una nuova installazione site-specific dal titolo “Etherea”, la più grande opera fin qui realizzata dall’artista milanese.

“Etherea” prosegue lo sviluppo della ricerca artistica di Edoardo Tresoldi con un significativo salto di scala. L’opera è infatti composta da tre sculture ispirate alle architetture barocche e neoclassiche, identiche nella forma ma di dimensione diversa e disposte assialmente secondo altezze crescente di 11, 16,5 e 22 metri. L’intervento è strutturato come un percorso percettivo in crescendo che guarda all’architettura come luogo e strumento di contemplazione amplificando/riducendo la distanza tra uomo e cielo attraverso la trasparenza delle rete metallica.

La ricerca artistica di Edoardo Tresoldi, incentrata sulla percezione esperienziale dello spazio e sul rapporto con gli elementi del paesaggio, si muove ancora una volta nel dualismo tra esperienza pura e filtrata laddove nel passaggio tra una realtà enorme, in contrapposizione ad una ristretta, il corpo diviene protagonista, unità di misura e luogo stesso dell’esperienza incentivando quell’analogia propria delle poetica dell’artista tra uomo, architettura e ambiente circostante.

Photo Credit: Roberto Conte

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Edoardo Tresoldi Installation Coachella 2018

Thetis: Il murale di Violant a Praia Do Ribatejo, Santarem

16/04/2018

Dopo parecchi mesi di stop Violant è tornato in strada con una nuova pittura realizzata nei giorni scorsi a Praia Do Ribatejo nei pressi di Santarem in Portogallo. Intitolata “Thetis” l’opera è come sempre caratterizzata da un forte impatto scenico veicolato attraverso il particolarissimo stile pittorico dell’artista Portoghese che in questo caso ha rielaborato in modo personale la figura e il mito di Teti.

Teti era la più bella delle Nereidi ovvero le ninfe dei mari discendenti da Oceano. Secondo la leggenda la ninfa era destinata a far nascere un figlio che sarebbe diventato più forte, intelligente e ambizioso del padre. Prometeo venne a sapere della profezia e visto che sia Zeus che Poseidone si erano innamorati della donna li avvisò in cambio della libertà scongiurando in questo modo il pericolo. La Ninfa successivamente sposò Peleo, Re di Ftia, dando alla luce Achille, uno degli eroi più famosi della mitologia Greca.

Photo Credit: Junkyard Hounds

Violant Street Art Praia Do Ribatejo, Santarem, Portugal

Violant Street Art Praia Do Ribatejo, Santarem, Portugal

Violant Street Art Praia Do Ribatejo, Santarem, Portugal

Il murale di Elbi Elem a Tortosa per il WOMART Project

16/04/2018

Organizzato da Rebobinart, piattaforma d’arte contemporanea Spagnola, il WOMART nasce con l’idea di dare visibilità alle donne impegnate nell’arte urbana che secondo le statistiche fornite da Wallpost rappresentano unicamente il 3% del totale. Il progetto vuole inoltre mettere in evidenza le disparità e le incongruenze sul ruolo della donna all’interno del sistema arte Spagnolo dove nonostante il 70% degli studenti delle facoltà di belle arti siano donne solo 11 hanno ricevuto premi ed onorificenze rispetto a 70 artisti maschili. Il mondo dell’arte, esattamente come accade in pressoché tutti gli ambiti della società, rispecchia quel complesso meccanismo sociale fortemente orientato verso la figura maschile a discapito di quella femminile.

Womart ha visto 10 differenti artisti operare su altrettante città sparse per la catalogna in Spagna, tra questi Elbi Elem che ha realizzato una nuova pittura a Tortosa in Spagna presso il Museu de l`Ebre. Intitolata “The Bridge” l’opera è una pittura anamorfica sviluppata su 5 piani e caratterizzata da una composizione astratta in forte dialogo con le peculiarità architettoniche dello spazio di lavoro.

Photo Credit: The Artist

Elbi Elem WOMART Tortosa Museu de l`Ebre

Elbi Elem WOMART Tortosa Museu de l`Ebre

Elbi Elem WOMART Tortosa Museu de l`Ebre

Elbi Elem WOMART Tortosa Museu de l`Ebre

Elbi Elem WOMART Tortosa Museu de l`Ebre

Elbi Elem WOMART Tortosa Museu de l`Ebre

Elbi Elem WOMART Tortosa Museu de l`Ebre

Elbi Elem WOMART Tortosa Museu de l`Ebre

Gaia per The Crystal Ship ad Ostenda

16/04/2018

Uno degli aspetti più interessanti della produzione di Gaia è senza dubbio il modo in cui l’artista opera all’interno di uno specifico ambiente di lavoro. Egli sviluppa un discorso attinente agli spazi su cui ha la possibilità di operare, prendendone i prestito simboli, elementi e storie e ponendo gli stessi in relazione e funzione di temi ed argomenti ad alto valore riflessivo. Attraverso simboli e codici ben noti l’artista incentiva quindi chi osserva a prendere posizione su una specifica tematica.
L’opera dipinta da Gaia ad Ostenda per l’ultima edizione del The Crystal Ship Festival rappresenta un ottimo esempio dell’approccio sensato e ragionato dall’artista. In “Requiem for Migrants, Requiem for the Liberal Order” Gaia tratta alcuni dei grandi temi di questo momento storico: l’immigrazione così come il fallimento delle politiche liberali nelle società moderne.
L’opera, che si trova a pochi passi dall’austero ‘Seamen’s Memorial’ dello scultore Willy Kreitz (1954), è caratterizzata da una composizione al cui interno troviamo un giubbotto di salvataggio sospeso sul Mare del Nord con al suo interno alcuni papaveri e garofani.

Photo Credit: Giulia Blocal

Gaia The Crystal Ship Ostende

Gaia The Crystal Ship Ostende

Gaia The Crystal Ship Ostende

Gaia The Crystal Ship Ostende

Gaia The Crystal Ship Ostende

Il murale di Fabio Petani a Napoli

14/04/2018

Il Parco dei Murales di Napoli di Ponticelli (Napoli Est) si è da poco arricchito con un nuovo intervento realizzato da Fabio Petani.
Ideato e curato da INWARD il Parco dei Murales è un progetto di riqualificazione, rigenerazione e valorizzazione territoriale attraverso la creatività urbana nel Parco Merola di Ponticelli. Quest’ultima opera, la settima, è stata realizzata in partnership con Linvea e con la collaborazione del Real Orto Botanico di Napoli – Università degli Studi di Napoli “Federico II” e si intitola “O sciore cchiù felice”, il fiore più felice.

Il progetto ha visto il coinvolgimento di bambini, ragazzi e famiglie di Ponticelli che sono stati invitati a prendere parte ad una visita guidata all’interno dell’orto botanico di Napoli all’interno della Serra Merola. Successivamente il materiale fotografico e i disegni realizzati in un successivo laboratorio sono stati inviati all’artista, il quale ha preso spunto da essi per elaborare il suo intervento.
Lo sviluppo successivo ha visto Fabio Petani ispirarsi alla ricerca di Aldo Merola, botanico e tra i più rilevanti direttori del orto napoletano e a cui sono intitolati il complesso residenziale e il viale che costeggia il Parco stesso e la verdissima Villa Comunale Fratelli De Filippo.
Al centro della pittura troviamo un Gigaro Chiaro (Arum Italicum), una specie mediterranea presente nel Vallone di San Gennaro e che fiorisce a Marzo, periodo in cui l’opera d’arte è stata avviata. Il Gigaro era considerata una pianta magica e capace di allontanare gli spiriti maligni tanto da venir posta nelle culle per proteggere i neonati, si diceva inoltre che potesse donare amore a chi in amore era più sfortunato.

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

Fabio Petani Parco dei Murales Ponticelli Napoli

OX a Caen e Mondeville per Palma Festival 2018

13/04/2018

OX è tra gli artisti invitati a prendere parte all’ultima edizione del Palma Festival, l’artista Francese ha realizzato una serie di interventi a Caen e Mondeville tutti caratterizzati dalla peculiare interazione con lo spazio pubblico.

Attivo fin dagli anni ’80 OX ha saputo sviluppare ed evolvere nel corso del tempo una personale pratica artistica caratterizzata da una profonda interazione con gli elementi esistenti nello spazio urbano. I suoi interventi effimeri richiamano l’attenzione sull’estetica dei luoghi periferici e interagiscono con le architetture, i cartelloni pubblicitari e quant’altro ivi presente permettendo all’artista di tracciare una personale riflessione su tutti quei codici, elementi e immagini che hanno profondamente mutato l’aspetto delle città. L’artista guarda a quelle tracce e trame preesistenti per generare una parentesi poetica o ironica in totale controtendenza con l’uso commerciale del nostro ambiente quotidiano.

Per lo più al lavoro attraverso azioni non commissionate, l’artista per Palma Festival ha realizzato nella zona commerciale di La Vallée Barrey di Mondeville un serie di interventi elaborati e maggiormente legati all’architettura, chiudendo infine la sua partecipazione con un nuova azione su un cartellone pubblicitario a Caen.

Photo Credit: The Artist

OX Caen Mondeville Palma Festival

OX Caen Mondeville Palma Festival

OX Caen Mondeville Palma Festival

OX Caen Mondeville Palma Festival

Eternal Little Goddess: La mostra di DEM da VARSI

13/04/2018

Raffigurata in modi diversi e attraverso numerosi simboli la Dea Madre è una divinità primordiale ricorrente e presente in numerose culture, civiltà e popolazioni di varie aree del mondo.
Si tratta di una figura radicata nella coscienza collettiva, un simbolo dei cicli della vita (nascita, sviluppo, maturità, declino, morte, rigenerazione) che caratterizzano sia la vita umana quanto la natura intera e il cosmo. Attraverso la sua poetica e il suo immaginario ancestrale e simbolico in “Eternal Little Goddess” DEM propone una personale indagine sul culto della Dea Madre.

Forgiato dalle esperienze di vita, dai personali studi sulle credenze, i miti e culti delle civiltà antiche, dagli approfondimenti e dai viaggi compiuti, il grande artista Italiano ha stabilito un contatto profondo, intimo e vitale con la natura. Questo personale rapporto spinge DEM a riflettere sull’esigenza e l’importanza di riscoprire, tornare a percepire e riconnettersi con la natura e con l’altro ritrovando di conseguenza il filo che lega ciascuno di noi.
In “Eternal Little Goddess” questi aspetti sono stati anzitutto affrontati dall’artista attraverso un dialogo con la casa editrice indipendente Venexia (curatrice insieme a Chiara Pietropaoli dello show) e con la sua direttrice Chiara Orlandini. DEM ha avuto modo di confrontarsi con le i testi e le pubblicazioni dell’editrice e in particolare con: ‘Il Mito della Dea’ di Anne Baring e Jules Cashford, ‘Guida alla Dea Madre in Italia’ di Andrea Romanazzi e infine ‘Il linguaggio della Dea’ di Marija Gimbutas.

DEM ha quindi proposto una personale interpretazione del linguaggio visivo legato alla Dea presentando un corpo di lavoro variegato. In mostra alcune opere a china e acrilico, insieme a sculture in ceramica e alcune maschere interamente cucite e ricamate a mano dall’artista e realizzate con tessuti orientali combinati con materiali organici. Queste strizzano l’occhio alle figure mitologiche di Pan e Dioniso esprimendo l’energia vitale maschile ovvero quell’istinto animale di cui la Dea ha bisogno per generare l’esistenza.
Lo show esprime infine tutta la potenza e la forza della Dea Madre attraverso forme differenti: è un serpente, sono le foglie, gli uccelli oppure una caverna in cui partorire o rifugiarsi e al contempo dimora della morte, mettendo inoltre in luce quel legame complementare con la figura di Dio, un rapporto questo necessario che oggi più che mai appare assente nella cultura religiosa occidentale.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 15 di Aprile.

Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta 38
00186 Rome, Italy

Photo Credit: The Blind Eye Factory

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

Eternal Little Goddess: DEM mostra Galleria VARSI

UnPlot: Boris Tellegen in mostra da Ron Mandos Gallery

12/04/2018

La Galerie Ron Mandos di Amsterdam ha da poco aperto “UnPlot” una nuova mostra personale del grande Boris DELTA Tellegen. Curato da Daniel Hofstede lo show ha visto l’artista occupare interamente gli spazi della galleria con una nuova serie di sculture, disegni, collages di carta e legno.
Nella sua ricerca Boris Tellegen indaga la tensione tra programmazione e casualità, l’idea di ordine schematicamente annullata dal caos. Partito come writer con lo pseudonimo DELTA, il grande artista ha saputo combinare gli studi accademici di industrial design con la formazione in strada fino a concentrare i propri sforzi in un lavoro e una personale ricerca sull’intersezione tra architettura, pittura, scultura ed installazione.
Il corpo di lavoro di UnPlot ha visto Boris Tellegen presentare una nuova serie di collages di carta e legno che possono essere letti come paesaggi isometrici. Stratificando, tagliando e scalpellando l’artista ne modifica la scala e la prospettiva con ad esempio la carta che viene strappata, incollata e poi nuovamente strappata fino a formare dei veri e propri paesaggi urbani.
La fascinazione per l’architettura, i grattacieli e robot giapponesi si materializza qui in alcune nuove sculture capaci di mantenere quel particolare aspetto a metrà tra giocattoli e monumenti o monoliti distopici.
Se vi trovate in zona la mostra sarà visibile fino al prossimo 5 Maggio di quest’anno.

Ron Mandos Gallery
Prinsengracht 282
1016 HJ Amsterdam

Photo Credit: Sasha Bogojev via Juxtapoz

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Boris DELTA Tellegen UnPlot Ron Mandos Gallery

Walls are love’s limits: Il murale di Eron a Milano CityLife

12/04/2018

Nei giorni scorsi Eron ha realizzato a Milano CityLife una delle più grande opere d’arte murale al mondo: un intervento su circa 1000 metri quadrati dal titolo “W.A.L.L. – Walls Are Love’s Limits”.
L’opera si inserisce all’interno di un progetto più ampio che vuole rendere questa zona di Milano uno dei poli di attrazione dell’arte contemporanea attraverso interventi e installazioni site-specific all’interno del parco pubblico.

L’intervento interagisce con le architetture di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind e nasce dall’idea di Eron di trasformare il muro come soggetto stesso dell’opera. Attraverso il suo particolare immaginario l’artista raffigura un paesaggio dalle tonalità neutre letteralmente bucato da un sole a forma di cuore. Avvicinandosi all’opera si nota come il paesaggio sia imbrigliato in una fitta trama di filo spinato che cela al suo interno una sequenza di lettere che formano i nomi dei cinque continenti.
Eron riflette sulle barriere che dividono il mondo e separano i popoli, sull’odio e sulla guerra realizzando un opera monumentale che, per stessa decisione dell’artista, dopo circa due anni verrà demolita. Il progetto assume quindi una forte valenza simbolica, concettuale ma soprattutto effimera laddove nella sua stessa distruzione sottolinea l’esigenza di dover andare oltre le barriere che ci dividono.

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

Eron Milano CityLife Street Art Murales

7,6 Billons & Still Growing: Gola Hundun da 19 Karen Contemporary Artspace

11/04/2018

La 19 Karen Contemporary ospita in questi giorni “7,6 Billons & Still Growing” nuova mostra personale di Gola Hundun. Lo show è stata l’occasione per l’artista Italiano di raccogliere i temi cardine della propria ricerca e delineare una riflessione a tutto tondo sull’impatto che l’uomo ha avuto e soprattutto sta avendo sul pianeta.

L’uomo è l’essere più conscio e al tempo stesso il più distruttivo. Questa precisa presa di posizione è frutto di un esame sulla storia e soprattutto sulle conseguenze, in termini biologici, delle azioni intraprese nei confronti del pianeta. Gola riflette su un periodo che va da quando l’homo sapiens lascio il suo primo habitat, l’Africa, alla Rivoluzione Industriale, fino al XX secolo dove, grazie all’incredibile crescita demografica, economica e tecnologica, dove ha destabilizzato importanti sistemi naturali. Il cambiamento climatico, il problema della diversità biologica e la salute degli oceani sono alcune delle cause della crisi ambientale di natura sistemica che oggi più che mai mette in discussione la coscienza e l’intelligenza della nostra stessa specie.

Per la sua prima mostra personale in Australia, Gola Hundun propone di rivedere l’attuale relazione tra l’uomo e il pianeta così come l’impatto e le conseguenze di quella che sembra essere la sua ultima fase di espansione.
Egli attraverso il proprio immaginario non solo vuole sottolineare questi aspetti ma veicola una sorta di chiamata all’impegno e alla responsabilità per tutti gli esseri umani che abitano il pianeta. Il corpo di lavoro è quindi ricco di riflessioni e riferimenti all’agricoltura, all’addomesticamento degli animali passando per la Rivoluzione Industriale, lo sfruttamento dei giacimenti fossili, i cambiamenti apportanti dalla macro-geografia, l’uso di sostanze chimiche nelle colture, l’allevamento e coltivazione intensiva e l’alterazione del ciclo dell’idrogeno. Tutti momenti concreti e fondamentali della storia umana che hanno favorito e continuano a favorire estinzioni e fratture sulla continuità del ciclo della vita.

Durante l’inaugurazione l’artista ha avuto modo di spigare questi i concetti, le idee e i testi dietro la serie di opere esposte, tra cui l’influenza di Antxon Olabe Egaña e del suo libro Crisis Climatica Ambiental, non mancando di sottolineare l’importanza delle azioni di ogni singolo individuo nella lotta alla salvaguardia dell’ambiente. Egli ha sottolineato come minimizzando l’utilizzo e l’acquisto della plastica, evitando di comprare dalle multinazionali e passando ad una alimentazione più oculata e sana (gli allevamenti intensivi sono la prima causa della distruzione dell’ecosistema) rappresentino tutte azioni dirette e a beneficio del nostro pianeta.

Gola Hundun con questo nuovo show pone l’accento su aspetti differenti che hanno si facilitato la vita dell’uomo, ma al tempo stesso lo hanno profondamente allontano dal suo equilibrio con l’ambiente e il pianeta. Il titolo si riferisce infine al numero di esseri umani che abitano oggi la terra e che continuano ad aumentare. La mostra sarà visibile fino al prossimo 28 di Aprile.

19 Karen Contemporary Artspace
19 Karen Ave, Mermaid Beach QLD 4218, Australia

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Gola Hundun 19 Karen Contemporary Artspace

Eliote a Caen per Palma Festival 2018

11/04/2018

Dopo il successo delle due scorse edizioni si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il Palma Festival di Caen in Francia. Tra gli artisti invitati c’è anche Eliote che ha realizzato nei giorni scorsi una nuova pittura.
Da tempo seguiamo con interesse gli sviluppi della pratica artistica di Eliote è questa grande parete è stata un opportunità per l’artista originario dei Paesi Bassi di confrontarsi con una superfice di lavoro di dimensioni certamente più grandi rispetto al solito.
La ricerca di Eliote continua ad essere basata sull’idea di suggerire una sorta di idea di atmosfera e paesaggio attraverso la manipolazione di lettere e forme astratte. Il risultato di quest’approccio è un immaginario veloce e diretto in cui trovano spazio elementi spaziali e futuristici che si rifanno all’estetica degli anni ’90.
In quest’opera come in altre l’artista lascia quasi svanire le lettere, che risultano appena percettibili, inserendo nella composizione fulmini e le ormai iconiche sfere sospese nello spazio. Il risultato finale è un pittura potente, avvolgente e capace di modificare la percezione dell’intera struttura.

Photo Credit: The Artist

Eliote Caen Palma Festival

Eliote Caen Palma Festival

Sainer Etam Cru per The Crystal Ship ad Ostenda

11/04/2018

Tra gli ospiti dell’ultima edizione del The Crystal Ship Festival di Ostenda in Belgio c’è anche Sainer degli Etam Cru, l’artista ha da poco realizzato una nuova e grande pittura caratterizzata da interessanti novità.
L’immaginario degli Etam Cru è da sempre contraddistinto da una peculiare miscela di elementi reali e fittizi rappresentati attraverso una pittura capace di avvicinare il possibile all’impossibile. Il duo ha saputo articolare visioni e personaggi irreali all’interno di un contesto vivo lavorando attraverso un approccio umoristico, sarcastico e ricco di simboli e misticismo.
“Podkarpacie”, titolo di quest’ultimo opera, ha visto Sainer mettere da parte quelli che sono da sempre gli elementi distintivi della pratica pittorica sua e degli Etam Cru per focalizzare la propria attenzione su un contenuto paesaggistico e soprattutto su un diverso utilizzo del colore. Non sono infatti presenti personaggi o elementi surreali e l’intervento risulta caratterizzato da un approccio pittorico più ricercato, lontano dall’illustrazione e certamente più vicino alla pittura realista.

Photo Credit: Egmond Dobbelaere Giulia Blocal, final by Henrik Haven

Sainer Etam Cru The Crystal Ship Oostende

Sainer Etam Cru The Crystal Ship Oostende

Sainer Etam Cru The Crystal Ship Oostende

Sainer Etam Cru The Crystal Ship Oostende

Sainer Etam Cru The Crystal Ship Oostende

Escif a Valencia sul diritto alla libertà di espressione

10/04/2018

Escif ha da poco realizzato una nuova pittura a Valencia, intitolata #NO CALLAREM, l’opera è una decisa presa di posizione del grande artista Spagnolo sul diritto alla libertà di espressione.

No Callarem è una piattaforma che riunisce cittadini, gruppi e associazioni per difendere uno dei diritti fondamentali dell’essere umano: la libertà di espressione. Fondata a Marzo 2017 come risposta alle norme e agli abusi che reprimono il dissenso e che limitano la liberta di espressione in Spagna, la piattaforma ha come obbiettivo quello di dare visibilità mediatica a tutti quei casi di violazione e incarcerazione che stanno coinvolgendo diverse personalità dell’arte e della musica in Spagna.
La prima iniziativa è stata realizzata lo scorso Maggio a Badalona come atto di denuncia e protesta contro la condanna a tre anni e mezzo di carcere del rapper di Maiorca Valtonyc ed ha riunito 5000 persone e oltre 40 artisti. La seconda ha visto il sostegno al rapper Elgio (ex membro del gruppo La Insurgencia). Si tratta di tutti casi in cui le istituzioni sono intervenute per reprimere e soffocare la libertà di espressione attraverso provvedimenti di incarcerazione e censura che minano la libertà di ciascuno individuo.

Sempre piuttosto sensibile a temi di questo tipo, Escif ha voluto offrire il proprio supporto con un opera fine, velenosa e caratterizzata dal consueto senso dell’umorismo che contraddistingue tutte le produzioni. L’artista sottolinea come quando la poesia – la musica nei casi specifici- viene perseguitata e imprigionata la democrazia scopre la dittatura. Escif sottolinea come nessuna prigione può soffocare la voce del popolo e che anzi proprio l’oppressione rappresenta il miglior amplificatore possibile.

Photo Credit: The Artist

Escif No Callarem Valencia

Escif No Callarem Valencia

Escif No Callarem Valencia

Avanzamento Progressivo: Il progetto di Altrove per Milano Art Week e Fuorisalone 2018

10/04/2018

Avanzamento Progressivo non è una mostra. Avanzamento Progressivo è uno spazio dinamico, aperto e mutevole. Un luogo dove l’arte viene messa al centro del discorso, dove poter incontrare artisti e prendere parte alle loro performance. Arte, video e musica saranno in continuo dialogo. Lo spazio, oltre 160mq in via Olona, cambierà pelle ogni giorno, includendo lo spettatore nel processo creativo degli artisti e ospitando eventi multidisciplinari in relazione all’allestimento e all’artista della giornata: performance, workshop di rilegatoria con carta di riciclo, laboratori di arte contemporanea inclusiva, talk e tavole rotonde, allestimenti live, video documentari e selezione di musica in vinile.
Il risultato è un continuo work in progress, studiato per esaltare il momento di creazione dell’opera, ma anche per mostrare le differenti vie di attacco allo spazio dell’arte.
Un assalto, in contrasto e, allo stesso tempo, in dialogo con l’intervento attuato dal design, capace di influenzare immaginazione poetica ed azioni comportamentali dei fruitori.

AVANZAMENTO PROGRESSIVO
14 – 22 aprile 2018
via Olona 25, Milano

CALENDARIO:

Sabato 14 Aprile
h 11:00
Canemorto
h 19:00
Domenico Romeo – Giovanna Vincenzi
art+music live act

Domenica 15 aprile
h 11:00
Gonzalo Borondo, “Aria”

Martedì 17 Aprile
h 11:00
Giorgio Bartocci
h 19:00
LA MACCHINA: Sessione di micro improvvisazione #3
2501 – Martino Coffa
in collaborazione con Alessandro Inguglia e Recipient.cc

Mercoledì 18 aprile
h 15:00
ANTIGRAFFITI: Laboratorio di arte contemporanea inclusiva
a cura di Alfano

Giovedì 19 aprile
h 11:00
Ekta
h 18:00
Presentazione Altrove Festival 5.
A seguire
Talk sullo stato dell’arte pubblica contemporanea.

Venerdì 20 aprile
h 11:00
Sbagliato

Sabato 21 aprile
h 15:00
Libri Finti Clandestini: Workshop di rilegatori con carta di riciclo
h 18:00
Tropic Disco dj set

Domenica 22 aprile
h 11:00
Giornata di chiusura

Unequal to all equality: Waone per il progetto 7 Ways 2 Love

10/04/2018

7 Ways to Love è il progetto realizzato Bizzarre in collaborazione con il Metric Market di Barcellona che ha visto è vedrà durante il 2018 diversi artisti lavorare all’interno basement dello spazio catalano per rielaborare in modo personale il concetto di amore.
Per il progetto, che ripropone la stessa formula utilizzata per GENESIS CHAPTER, gli artisti invitati (sette in tutto) interagiranno con gli spazi del Metric Market per sviluppare una propria e personale visione. Dopo Sepe (qui) e Anthony Lister (qui) Waone degli Interesni Kazki ha realizzato nei giorni scorsi una nuova e potente pittura.

La grande forza narrativa delle pitture di Waone si miscela con il tema cardine del progetto. “Unequal to all equality”, titolo dell’opera, ha visto l’artista ispirarsi ai concetti di Gregorius Skovoroda, poeta e filosofo ucraino vissuto nel ‘700. Skovoroda scriveva: “Dio è come una fontana che riempie vari vasi in base alla loro capacità, un piccolo vaso ne contiene meno di uno grande ma sono eguali perché entrambi sono pieni.”

Photo Credit: Bizzarre
Video: Daniel del Rio

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Waone Interesni Kazki 7 Ways to Love Metric Market

Profane: La mostra di INTI da Galerie Itinerrance

09/04/2018

La Galerie Itinerrance di Parigi lo scorso mese ha presentato “Profane” una nuova mostra personale di INTI che torna ad esporre negli spazi della galleria Parigina dopo le precedenti mostre del 2011 e 2013.

Per questa nuova esposizione INTI riflette sulla banalità delle nostre credenze e dei nostri dogmi, in contrapposizione alla bellezza della vita, naturale, delicata ed effimera. Il linguaggio scelto è caratterizzato dal consueto mash-up di simboli ed elementi appartenenti a culture differenti, al carnevale, alla religione ed infine agli usi e costumi del proprio paese. Attraverso questi l’artista affronta e riflette su questioni sociali e ci esorta a mettere in discussione ciò che odiamo, le nostre paure e debolezze, discutendo sui limiti dell’uomo e tentando di ridefinirne le regole sociali.

Frutto di un anno di intenso lavoro in studio “Profane” ha visto INTI interagire con gli spazi della Galerie Itinerrance: L’artista ha modificato la pavimentazione con un riuscitissimo pattern di teschi che si rifanno a quelli presenti nelle catacombe, al centro trova posto una grande ed inedita scultura ispirata alla Pietà ed infine tutt’intorno una nuova serie di tele realizzate appositamente per questo show molte delle quali ricordano alcune delle ultime uscite in strada dell’artista.

Galerie Itinerrance
24bis Boulevard du Général Jean Simon
75013 Paris

Photo Credit: Butterfly

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

INTI Profane Galerie Itinerrance

Gaia e Salvo Ligama a Valverde per Emergence Festival

09/04/2018

Per il Valverde Art Project curato da Giuseppe Stagnitta di Emergence Festival Gaia e Salvo Ligama hanno realizzato una nuova pittura a Valverde in Sicilia.
Il progetto ha visto i due artisti lavorare sulle pareti della Scuola Statale ‘Allegra’ di Valverde e realizzare un opera che rappresenta un momento di riflessione sull’importanza della tecnologia nella fruizione della cultura e in particolare di quella siciliana dove un uso sano può portare ad una crescita e sviluppo maggiori e significativi.
Al tempo stesso nell’intervento sono presenti alcuni dei simboli legati alla storia del luogo, in particolare Gaia e Salvo Ligama rappresentano la storia del brigante Dionisio, una leggenda profondamente legata alla nascita della cittadina e del Santuario di Maria Santissima di Valverde.

Secondo la leggenda durante il periodo della dominazione araba in Sicilia un viandante di nome Egidio venne assalito da un brigante di nome Dionisio. Una volta depredato il malcapitato Dionisio udì una voce intimargli di fermarsi e questi non solo si fermò ma addirittura si convertì. Successivamente la Vergine apparì tre volte a Dionisio: una prima per organizzare un pellegrinaggio per la costruzione di un santuario dove si narra fu uno stormo di gru ad indicare l’esatta posizione dove la Madonna desiderava fosse costruita la sua chiesa. La seconda per indicare dove prendere l’acqua, mentre con l’ultima avvenne il Prodigio del Pilastro: mentre Dioniso era in preghiera la Madonna apparve e una volta scomparsa lasciò impressa la propria immagine su un pilastro che a tutt’oggi viene venerato.

Gaia Salvo Ligama Valverde Scuola Statale Allegra

Gaia Salvo Ligama Valverde Scuola Statale Allegra

Gaia Salvo Ligama Valverde Scuola Statale Allegra

Gaia Salvo Ligama Valverde Scuola Statale Allegra

NeSpoon a Valverde in Sicilia per Emergence Festival

07/04/2018

Giunto al settimo anno di lavoro l’Emergence Festival si sposta alle pendici dell’Etna nel Comune di Valverde per un nuovo progetto di arte pubblica che ha visto coinvolti Gaia, Salvo Ligama e NeSpoon. Curato da Giuseppe Stagnitta il Valverde Art Project ha visto i tre artisti lavorare per tutto il mese di Marzo a due distinti interventi.

NeSpoon per il progetto ha realizzato una nuova e grande pittura sull’edificio antistante il santuario della Maria Santissima di Valverde. Secondo la leggenda il santuario fu eretto a seguito della conversione del brigante Dionisio a cui apparve la madonna ordinandogli di cessare la vita di brigantaggio e di spendere i soldi guadagnati dalle sue ruberie nella costruzione del tempio.
Il murale realizzato da NeSpoon risulta come consuetudine caratterizzato da forme ed elementi dipinti che richiamano l’estetica dell’arte del merletto e così come dei mandala come se fossero cuciti direttamente sulla superfice di lavoro.

Photo Credit: The Artist

NeSpoon Valverde Street Art

NeSpoon Valverde Street Art

Il murale di Faith47 a Los Angeles

06/04/2018

Skid Row, anche noto come Central City East, è un distretto della Downtown di Los Angeles che ospita una delle più grandi comunità di senzatetto degli Stati Uniti. Si tratta di circa 2500 persone che vivono in strada nel raggio di 4 miglia quadrate. È in questo contesto che nasce l’ultima monumentale pittura di Faith47 dal titolo “Salus Populi Suprema Lex Esto”.
Il titolo dell’opera, traducibile con “Il benessere del popolo deve essere la legge suprema”, ben esplicita la critica mossa al sogno capitalista che per l’autrice sudafricana manca di empatia istituzionale e strumenti economici e sociali per tutti coloro che non ne partecipano.

Dati alla mano secondo CareerBuilder ben l’80% degli americani vive in condizioni economiche precarie dove basta un emergenza sanitaria o una spesa inaspettata per comprometterne gravemente l’equilibrio finanziario. A questi va aggiunta la grande popolazione dei senzatetto che comprende anziani, persone con problemi di salute fisica e mentale, tossicodipendenti e veterani. Si tratta quindi di un problema radicato e legato a politiche inefficaci o inesistenti.
Per Faith47 ogni società dovrebbe fornire una vasta gamma di servizi per assistere e aiutare i suoi cittadini a vivere una vita umana e dignitosa con l’accesso all’acqua potabile, all’istruzione, all’assistenza sanitaria che dovrebbero essere una priorità fondamentale.

Il murale è la continuazione di “By Virtue Of” un installazione video realizzata da Jacksonville in Florida ed è stato prodotto da Colabs, una società di consulenza per le arti visive e una società di produzione specializzata in installazioni e contenuti socialmente consapevoli.

Photo Credit: The Artist

Faith47 Skid Row Los Angeles

Faith47 Skid Row Los Angeles

Faith47 Skid Row Los Angeles

Faith47 Skid Row Los Angeles

Faith47 Skid Row Los Angeles

Faith47 Skid Row Los Angeles

Velvet & Zoer per The Crystal Ship ad Ostenda

06/04/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il The Crystal Ship Festival, la rassegna di Ostenda in Belgio sta ospitando un folto gruppo di artisti internazionali, una quindicina, tutti al lavoro per le strade della più grande città costiera del Belgio. Pensato per avvicinare le persone all’arte urbana, il festival si è rapidamente imposto come una delle realtà più importanti del panorama Europeo.

Tra gli artisti al lavoro per questa terza edizione troviamo con piacere Velvet & Zoer, il duo nei giorni scorsi ha terminato di dipingere questa enorme struttura. Ancora una volta gli artisti attingono dalla realtà e da tutti quegli elementi, forme e figure che caratterizzano la quotidianità di ciascuno di noi, modificandone il contesto con lo scopo di tratteggiare le ormai iconiche e surreali composizioni.
Potete dare un occhiata ad scatti dell’opera nella galleria di immagini ma restate sintonizzati, nei prossimi giorni continueremo a mostrarvi le opere realizzate per rassegna Belga.

Photo Credit: Egmond Dobbelaere

Velvet Zoer The Crystal Ship Oostende

Velvet Zoer The Crystal Ship Oostende

Velvet Zoer The Crystal Ship Oostende

Velvet Zoer The Crystal Ship Oostende

Capturing the Moment: La mostra dei Blaqk da Temporary Duplex

05/04/2018

Il duo Greco Blaqk ha da poco presentato “Capturing the Moment” una nuova mostra personale all’interno del Temporary Duplex di Atene.
Curato da Andreas Fakis di Studio4 (un associazione culturale indipendente che dal 2010 si occupa di progetti di arte pubblica) lo show ha visto Simek e Greg Papagrigoriou presentare una nuova serie di opere che ben restituiscono il loro attuale momento.
Nell’ultimo periodo i Blaqk hanno rivolto la propria attenzione verso una pratica esperienziale e legata al momento dove specifiche percezioni e le successive riflessioni sulle stesse diventano gli elementi chiave del processo pittorico. Si tratta di un approccio maggiormente fluido che guarda con rinnovato interesse alla semplicità, all’equilibrio formale allo spazio e alla complementarietà come elementi imprescindibili.
Il corpo di lavoro di questa nuova mostra risulta caratterizzato dal rapporto tra il murale realizzato all’interno dello spazio e l’allestimento vero e proprio. Le opere in mostra dialogano, bilanciano e completano la pittura indoor e viceversa creando un’unica composizione capace di esprimere movimento e ripetizione fondendo come sempre aspetti calligrafici con elementi di natura geometrica.

Temporary Duplex
Epikourou 16
Athens 105 53, Grecia

Photo Credit: Andreasandthecamera

Blaqk

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Il murale di Hyuro a Requena in Spagna

05/04/2018

Nei giorni scorsi Hyuro ha realizzato una nuova e grande pittura nei pressi del teatro di Requena, piccola cittadina nei pressi di Valencia in Spagna.
Il Teatro Principal de Requena è stato disegnato dall’architetto Valenciano Joaquín Rieta nel 1945 e costruito sul sito dove sorgeva il vecchio Circus Theatre costruito nei primi anni del novecento. La vicinanza con la struttura, epicentro delle attività culturali della città, ha ispirato Hyuro nella realizzazione di questo nuovo murale.
“El saludo” rappresenta il saluto che un attore fa alla fine di un opera teatrale ma è soprattutto un momento di grande riflessione sulla società e sull’uomo in generale. Hyuro riflette a tutto tondo sulla vita e su come ai giorni d’oggi la società venga concepita come un teatro dove ciascuno di noi recita una parte. Per l’artista l’uomo è un attore che sembra accontentarsi di ruoli mediocri, privandosi della propria liberà in un gioco interamente basato sulle apparenze.
Contestualizzando gli elementi distintivi dello spazio di lavoro Hyuro tratteggia l’ennesima stoccata alla società regalandoci un momento di forte riflessione.

Photo Credit: The Artist

hyuro street art Requena

hyuro street art Requena

hyuro street art Requena

hyuro street art Requena

hyuro street art Requena

hyuro street art Requena

Eventi: EX VOTO una mostra collettiva all’Ex Dogana di Roma

04/04/2018

Ex Dogana riapre le porte all’arte contemporanea. Dopo due anni di eventi spot, si avvia con questa mostra un percorso strutturato, volto a consolidare l’esistenza di STUDIO VOLANTE, la Factory di Ex Dogana, nata già nel 2015 ma arricchita oggi da nuove presenze e nuovi stimoli.

La mostra, pensata dal collettivo EX (Loredana Calvet, Silvia Marsano, Francesca Lacroce, che in questa occasione si avvalgono della collaborazione di Tiziano Tancredi), anch’esso residente presso gli spazi di STUDIO VOLANTE, presenterà i lavori degli artisti che hanno uno studio nella Factory: Andreco, Borondo, Roberto Ciredz, Giannì, Puxeddu, Sbagliato, Scorcucchi, Tellas e dell’artista coinvolto in una residenza temporanea, Luca Grimaldi.
Residenti sono anche Apotheosi Studio, che cureranno la comunicazione visiva e la progettazione editoriale.
La mostra nasce non solo con l’intento di valorizzare e consolidare la presenza di questi artisti all’interno di Ex Dogana ma per avviare una collaborazione interna, promuovendo un percorso di auto-sostenibilità e continuità progettuale, possibile grazie ad una differenziazione delle presenze e alla nascita di una nuova area espositiva. Nella stessa sala il prossimo 18 maggio sarà inaugurata la mostra dell’artista in residenza temporanea, Luca Grimaldi a cura di Chiara Pietropaoli e Giulia Lotti.

Gli artisti residenti, provenienti da ambiti differenti, dall’arte urbana alla fotografia, alla scultura, alla pittura, sono stati invitati a riflettere sul concetto di EX VOTO, utilizzando lo stesso supporto, il marmo, materiale storicamente lavorato nelle botteghe del quartiere romano di San Lorenzo, lo stesso in cui nei primi decenni del novecento sorgeva la DOGANA (scalo merci). Questo, insieme all’ironico gioco di assonanze linguistiche tra il titolo della mostra, il nome del collettivo organizzatore e il luogo, vuole dare una dimensione collettiva, per enfatizzare il senso dell’operazione.
Con la locuzione latina “ex-voto”, tradotta letteralmente come “a seguito di un voto”, si intende la pratica comune, in ambito religioso, di donare un oggetto a seguito di una promessa compiuta. Con questo oggetto, che si presenta nei secoli nelle più svariate forme (dalle più conosciute tavole di marmo, agli scarti di bancali di legno, a parti del corpo come capelli, barba, denti, a metalli preziosi, per arrivare ad oggetti di uso quotidiano caratterizzanti la vita dell’individuo) l’uomo sembra voler accorciare la distanza tra lui e la divinità. Concretizzare la sua gratitudine in qualcosa di materiale, da esporre ad un più ampio pubblico, quasi a voler dare, attraverso l’intercessione di un’azione terrena, testimonianza visibile di esistenza, di qualcosa che va oltre il visibile.
Interrogando i differenti linguaggi che gli artisti coinvolti utilizzano, il tema della mostra restituisce una riflessione più larga su questa specifica pratica (il dono “per voto fatto”, “ex voto suscepto”), seguendo le tracce lasciate dall’uomo attraverso il gesto artistico, “oggetto” in questo caso.
Le 27 opere in mostra (3 tavole per ogni artista) assumono in questa chiave valore di testimonianza di passaggio, segno che resta nel tempo.

La pubblicazione che affianca la mostra, contiene testi di Eugenio Massacesi, Francesco Romagnoli, Loredana Calvet, Tiziano Tancredi, Silvia Marsano, Francesca Lacroce.
Progetto grafico: Apotheosi Sudio.

Ex Dogana
Viale dello Scalo San Lorenzo, 10
00185 Roma RM

Uscite: “Journey Galactiko” il nuovo libro dei Broken Fingaz

04/04/2018

Journey Galactiko è il titolo della mostra presentata da Broken Fingaz nel 2015 negli spazi della Howard Griffin Gallery di Los Angeles come risultato di un intenso viaggio in India.
A distanza di 3 anni gli artisti hanno da collaborato con Tiny Splender per realizzare un nuovo libro ispirato al progetto espositivo. L’uscita non solo è un opportunità per tornare a respirare le atmosfere, gli odori e i colori dell’India, ma rappresenta l’ideale proseguo delle riflessioni prodotte durante l’esposizione.

Come scritto anni fa lo show fu caratterizzato dalla contrapposizione tra un installazione centrale e le opere presenti all’esterno della stessa. La mostra in particolare poneva l’accento sul potere delle immagini e sulla loro capacità di diventare una forma di controllo mentale.
I Broken Fingaz hanno affrontato questi temi attraverso il consueto melting pot di simboli e riferimenti ma soprattutto manipolando elementi spirituali ed orientali con immagini e stereotipi tipici della pubblicità occidentale.

Stampato interamente in risograph “Journey Galactiko” esce in edizione di 1000 copie con le prime cento firmate dagli artisti, 36 pagine a colori più una da staccare. Se siete interessati potete acquistare il libro direttamente su Ghostown.

Photo Credit and Video: The Artists

Broken Fingaz Book Journey Galactiko

Broken Fingaz Book Journey Galactiko

Broken Fingaz Book Journey Galactiko

Broken Fingaz Book Journey Galactiko

Broken Fingaz Book Journey Galactiko

Proembrion a Varsavia in Polonia

04/04/2018

Nelle scorse settimane Proembrion ha realizzato una nuova pittura su questa piccola porzione di parete a Varsavia in Polonia. L’opera rappresenta un opportunità per tornare ad immergerci all’interno del particolare immaginario dell’artista Polacco.
Profondamente legate ai graffiti le produzioni Proembrion sono un unicum nel panorama urbano internazionale. L’artista ha saputo sviluppare un ricerca personale influenzata sia dal passato come writer che dagli studi di architettura così come da regole geometriche rigorose e da approccio matematico e intuitivo. Il risultato è un estetica astratta basata su immagini generate matematicamente attraverso continui riferimenti a strutture parametriche e generative, al biomorfismo e alla biomimetica, un immaginario che nell’idea di Proembrion restituisce al meglio il linguaggio visivo della natura.
Realizzata interamente a spray e intitolata “Enhancement” quest’ultima opera ben rappresenta gli elementi distintivi dell’immaginario dell’autore. Date un occhiata alla galleria di scatti per apprezzarne tutti i dettagli.

Photo Credit: The Artist e Piotr Biegański

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Proembrion Warsaw Poland

Tellas a Galatina per Viavai Project

04/04/2018

Viavai Project ha recentemente invitato Tellas ha realizzare una nuova pittura a Galatina in provincia di Lecce in Puglia. L’intervento è stato dipinto per Incoho ed ha visto il grande artista Italiano sviluppare una nuova ed iconica composizione.
L’opera fà parte della serie “Tropicalism” ed è caratterizzata da una scala cromatica basata sul grigio e soprattutto dall’intreccio di elementi naturali astratti con forme maggiormente definite, uno stile questo che sta fortemente caratterizzando le ultime uscite di Tellas.

Photo e Video credit: Matteo Bandiello
Montaggio: Cosimo Nesca

Tellas Galatina Incoho

Tellas Galatina Incoho

Il murale di Moneyless a Lugano

03/04/2018

L’Associazione Culturale Drunken Sailors in collaborazione con Arte Urbana Lugano ha invitato Moneyless ha realizzare una nuova pittura a Lugano presso lo Spazio Morel.
Morel è la sede dell’Associazione ed è uno spazio culturale no-profit situato nel centro di Lugano all’interno di un ex autoconcessionaria Fiat costruita tra gli anni ’40 e gli anni ’80. Arte Urbana Lugano è invece un progetto attivo dal 2009 per il quale nel corso degli anni hanno lavorato alcuni dei nomi più interessanti della scena internazionale tra cui alcuni pesi massimi italiani.

Nell’ambito di una rivalutazione dello spazio Morel, prossimo alla demolizione nell’estate 2018, i muri esterni dell’edificio sono stati affidati a Moneyless. Il progetto, curato da Giacomo Galletti e Filippo Colombo ha visto il grande artista Italiano realizzare una nuova e iconica composizione astratta.

Moneyless Lugano Spazio Morel

Moneyless Lugano Spazio Morel

Moneyless Lugano Spazio Morel

Moneyless Lugano Spazio Morel

Moneyless Lugano Spazio Morel

Moneyless Lugano Spazio Morel

Moneyless Lugano Spazio Morel

Cose da leggere la domenica

01/04/2018

 

Blu, Banksy e la Street Art. Intervista a Steve Lazarides – Artribune

Una lunga intervista a Steve Lazarides gallerista britannico che ha avuto modo di collaborare con Banksy e BLU.

Aakash Nihalani – “Tilt” at Wunderkammern Gallery – Arrested Motion

Una preview sulla prossima mostra di Aakash Nihalani dalla Wunderkammern Gallery di Milano.

Sam Gregg drags us to the slums of Bangkok – C-41 Magazine

Il fotografo londinese Sam Gregg alla scoperta dei bassifondi di Bangkok.

e il making of di “Isle of Dogs” il nuovo film del grande Wes Anderson:

Questa settimana su Gorgo Magazine:

Remi Rough ha dipinto la Quarry Bay Station di Hong Kong, la storia di Jénovéfa de Rustépha nell’ultimo intervento di Zilda nel Castello di Rustéphan, tutte le opere di SENSEMURS: 1st Meeting of Muralists in support of La Huerta, il ritorno di OX, Mark Jenkins sul suicidio con una nuova serie di toccanti installazioni realizzate a Londra e infine la splendida mostra di Anatoly Akue.

Alla prossima settimana.

 

Il trittico dei Nevercrew a Phoenix in Arizona

31/03/2018

Recentemente Christian Rebecchi e Pablo Togni aka Nevercrew hanno realizzato una serie di tre dipinti murali interconnessi tra loro a Phoenix in Arizona negli Stati Uniti.
Curato da Anne-Laure Lemaitre di FatCap, il trittico ha preso vita sulla grande facciata cieca dell’Herd Building, il secondo sul retro ed infine il terzo al suo interno. Intitolato “El oso plateado and the machine” il progetto ha visto quindi i Nevercrew lavorare a tre distinte pitture ciascuna collegata all’altra e legata da un’unica grande tematica.
Gli artisti riflettono sul ciò che è scomparso ma che tuttavia è ancora parte della nostra conoscenza e cultura. Nello specifico l’opera è ispirata alla storia dell’edificio, qui in passato erano presenti una stazione radio e due redazioni giornalistiche, invece la figura centrale è un orso grizzly messicano, una specie presente in Arizona e ora considerata estinta a causa della caccia.

Photo Credit: The Artists

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

Nevercrew Herd Building Phoenix Arizona

The Guest: La mostra di Anatoly Akue da Triumph Gallery

31/03/2018

Anatoly Akue è uno degli artisti più rispettati dell’arte urbana Russa e nei mesi scorsi ha aperto una nuova personale negli spazi della Triumph Gallery di Mosca.
Le opere dell’artista sono figlie di una forte complessità interiore dove egli riflette su stesso, sulle esperienze e sui percorsi personali e spirituali intrapresi. C’è un forte senso filosofico nel suo processo pittorico, un approccio introspettivo ereditato dalla pratiche buddiste intraprese a partire dal 2010. Il buddismo non solo si è tradotto con una profonda comprensione della vita ma ha radicalmente influenzato il suo lavoro e il suo immaginario. Akue non è interessato all’opera d’arte fine a se stessa ma piuttosto a tutti quegli avvenimenti che si celano al suo interno.
Con un radicato background nei graffiti, visibile nelle tecniche e nei metodi di pittura adottati così come nei soggetti dei suoi lavori, l’artista negli ultimi anni ha perlopiù lavorato su tela miscelando pittura figurativa e la grafica con l’astrazione della forma.

La serie “Guest” è stata presentata appositamente per questa mostra e rappresenta un passaggio importante nella carriera di Anatoly Akue.
L’artista Russo indaga sul concetto di ospite paragonandolo alle nuove idee che si manifestano all’interno di un sistema di pensiero personale. Le idee giungono in modo semplice e non sono sempre benvolute ma possono essere noiose, piacevoli o stimolanti oppure possono presentarsi sotto forma di conversazioni interiori e prima di svanire scuotono il nostro pensiero e la nostra routine lasciando una traccia in ciascuno di noi.
È proprio su questa traccia indelebile che è basato l’intero allestimento. Anatoly Akue rielabora i propri ricordi personali aggiungendo agli stessi tutta la sua esperienza di vita. Vediamo paesaggi e architetture all’interno delle quali si muovono forme e figure irregolari, intrecciate, liquide e criptiche nella forma e nell’aspetto.
“The Guest” è una mostra introspettiva e capace di suggerire spunti e sensazioni differenti ma soprattutto un dialogo interpersonale dove la figura dell’artista funge da mediatore tra esperienze personali e nuovi archetipi.

Triumph Gallery
3/8, Ilyinka Street, building 5
Moscow 109012

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Anatoly Akue The Guest Show Triumph Gallery

Entity: La mostra dei Sobekcis da Goldenhands Gallery

30/03/2018

Il duo serbo Sobekcis ha da poco aperto negli spazi della Goldenhands Gallery di Amburgo una nuova mostra personale dal titolo “Entity”., per questo nuovo show i fratelli Sobek e Kcis hanno realizzato una nuova serie di dipinti su tela e carta.
Il titolo dell’esibizione è un esplicito riferimento alla congiunta pratica artistica che vede i due lavorare e agire da anni come un’unica entità. Per i Sobekcis la parola entità incarna alla perfezione gli sforzi di due persone che lavorano sotto un unico nome, con gli stessi ideali e con obbiettivi congiunti. Sobekcis non è qualcosa di costruito ma è il risultato della volontà dei due di lasciar perdere qualsiasi interesse personale indirizzando piuttosto l’attenzione verso un unico sentiero capace di unificare qualcosa di diverso dalla semplice somma delle sue parti.
La mostra ben restituisce questi concetti attraverso una nuova serie di opere capaci di spingere la ricerca del duo verso un nuovo linguaggio visivo ibrido e diverso da quello dei due artisti.
Le opere di “Entity” esplorano ulteriormente il percorso di astrazione dei Sobekcis sottolineandone l’influenza dei graffiti e tutto l’interesse per le forme naturali. Il corpo di lavoro è caratterizzato da composizione graficamente forti e dall’utilizzo di marker così come dalla scelta di lavorare attraverso colori opachi, piatti in contrapposizione a tonalità forti e sature.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 12 di Aprile.

Goldenhands Gallery
Kaiser-Wilhelm-Straße 87
20355 Hamburg, Germania

Photo Credit: J.Lindner x Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Sobekcis Entity Goldenhands Gallery

Il murale di 2SHY a Liegi in Belgio

30/03/2018

Invitato da Spray Can Arts 2SHY ha recentemente realizzato un nuova e grande pittura su Boulevard de la Constitution a Liegi in Belgio.
Nel suo lavoro 2SHY esplora differenti linguaggi visivi spostandosi agilmente tra graffiti, illustrazione, grafica e tipografia. L’universo visivo dell’artista Francese è quindi un meltin pot di esperienze e influenze differenti che danno vita ad un immaginario vivace, colorato e caratterizzato da una forte spontaneità e dall’uso di tonalità accese e sature.
Per questa sua ultima pittura 2SHY ha lavorato sull’intera superfice di questa grande struttura combinando una serie di elementi grafici, forme e figure differenti e giocando con effetti di profondità e tridimensionalità in modo da modificare la percezione dello spazio. I dettagli dell’opera e alcuni scatti del making of nella consueta galleria di immagini, dateci un occhiata!

Photo Credit: The Artist Final by Ferdinand Feys

2shy street art Liege

2shy street art Liege

2shy street art Liege

2shy street art Liege

2shy street art Liege

2shy street art Liege

2shy street art Liege

2shy street art Liege

Déjà Vu: La mostra degli Os Gemeos da Lehmann Maupin

29/03/2018

In occasione dell’Arte Basel Hong Kong 2018 la Lehmann Maupin Gallery ha da poco aperto “Déjà Vu”, la prima mostra personale degli Os Gemeos ad Hong Kong. La mostra ha visto i gemelli Gustavo e Otavio Pandolfo presentare una nuove serie di opere e un’installazione sonora.
La mostra oltre a rinnovare la collaborazione con la Lehmann Maupin Gallery a distanza di due anni dal precedente show, estende l’approccio del duo attraverso una nuova esperienza immersiva e multisensoriale attraverso l’utilizzo di medium e materiali differenti tra cui paillettes e batuffoli di cotone e un pezzo in tessuto e filati realizzato in collaborazione con la madre del duo brasiliano.
Lo show rende anzitutto omaggio alla musica con una installazione sonora in cui gli Os Gemeos hanno dipinto volti e personaggi direttamente sui diffusori. I dipinti sono un tributo al periodo che va dalla fine degli anni ’70 all’inizio degli anni ’80, un arco di tempo considerato come l’età d’oro dell’hip-hop e intrinsecamente legato alla pratica artistica dei due.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 12 Maggio.

Lehmann Maupin
407 Pedder Building, 12 Pedder Street
Hong Kong

Photo Credit: Kitmin Lee e Sasha Bogojev

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Os Gemeos Déjà Vu Lehmann Maupin

Project 84: L’installazione di Mark Jenkins contro il suicidio

29/03/2018

Nei giorni scorsi nel centro di Londra sono apparse alcune figure spettrali: 84 uomini in piedi e in silenzio sui tetti della torre del London Television Centre come se stessero per saltare verso la morte. Non si tratta di persone vere ma dell’ultimo progetto di Mark Jenkins in collaborazione con CALM (Campaign against Living Miserably) un organizzazione benefica che si occupa della prevenzione al suicidio.

Ogni settimana 84 uomini nel Regno Unito si tolgono la vita, una vita ogni due ore. Il suicidio maschile e la salute mentale sono un grosso problema che non può più essere ignorato e di cui si parla pochissimo.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica e ispirare riflessioni ed azioni necessarie a contrastare questo fenomeno CALM ha invitato Mark Jenkins e la sua collaboratrice Sandra Fernandez a realizzare 84 differenti sculture, nasce così Project 84.
L’intervento pone l’attenzione su quello che viene considerato il più grande killer degli uomini sotto i 45 anni e lo fa attraverso una formula dal forte impatto visivo. Il progetto ha visto infine amici e familiari dei defunti contribuire al processo di creazione di ciascuna scultura, ognuna rappresenta quindi un toccante promemoria di una vita reale persa per sempre e di cui potete leggere la storia qui.

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Mark Jenkins Project 84 Suicide

Guarda: Aesthetic of EAS

28/03/2018

MZM PROJECTS ha da poco presentato un bel docufilm sull’artista Ucraino EAS, il lungo video esplora l’insieme dei principi che guidano il lavoro di Oleksiy Tristan, uno dei più interessanti artisti dell’Est Europeo ben noto per il suo stile di pittura astratto e legato al post-graffitismo. Come il titolo suggerisce il film approfondisce l’estetica di EAS, la sua particolare sensibilità legata al processo, alla scoperta di spazi e location abbandonate dove poter esprimere in modo personale sensazioni e stati d’animo legati al momento.

Il video è diviso in cinque sezioni: le prime quattro legate ad una location e ad una specifica pittura, l’ultima si concentra maggiormente sulle opere d’arte. Nella prima parte “Place” ci addentriamo all’interno del villaggio di Andriyky, qui vive la nonna dell’artista e qui hanno vissuto molti suoi antenati e parenti. Si tratta quindi di un luogo speciale ma sopratutto una città fantasma abitata da pochissime persone, ricca di case ed edifici abbandonati e fertile terreno per la pittura e la sperimentazione.
Il film prosegue poi con la scoperta dell’aeroporto abbandonato di Nedogarki, qui in “Wall” e “Line” abbiamo modo di approfondire l’immaginario di EAS attraverso due pitture realizzate rispettivamente all’interno e all’esterno della location.
Infine in “Color” seguiamo l’artista Ucraiano alla scoperta di alcuni muri in cemento presenti nei pressi di un campo di grano a Kremenchuk. Questa sezione pone l’accento sulla scoperta di luoghi e ambienti congeniali alla sua pratica artistica.

Music: Arck by SINSENSA
Narrated by The Artist
Directed by Kristina Borhes and Nazar Tymoshchuk

Aesthetic of EAS

Sixe Paredes e Spogo per l’Arnau Gallery di Barcellona

28/03/2018

Inaugurato nel 2016, l’Arnau Gallery è un progetto di promozione e divulgazione dell’arte urbana negli spazi del vecchio Teatro Arnau di Barcellona. Si tratta della prima galleria d’arte urbana all’aperto di Barcellona. Supportato da Montana Colors il progetto è curato da Street Art Barcelona e Difusor, due entità con una lunga tradizione di progetti artistici nello spazio pubblico, ed ha come obbiettivo quello di stimolare l’arte urbana contemporanea attraverso una serie di interventi specifici a cadenza mensile e di dimensioni contenute. Il progetto è infine legato alle attività della Plataforma Recuperem el Teatre Arnau che mira alla riapertura del teatro attraverso l’impegno di cittadini, associazioni ed organizzazioni dei quartieri di Poble Sec, Sant Antoni e Raval.

La parta inferiore della facciata del Teatro Arnau è stata recentemente dipinta da Sixe Paredes e Spogo. Per la loro prima collaborazione i due artisti hanno lavorato coniugando i rispettivi immaginari in due sessioni. Gli artisti per il progetto hanno riflettuto su concetti come l’equilibrio, il colore e la forma. Dopo un primo risultato il duo dopo due settimane è tornato a confrontarsi con lo spazio utilizzando gli stessi elementi, cambiandone la distribuzione e mescolandoli insieme per realizzare una seconda proposta.

Photo Credit: Antoine Careil

Sixe Paredes Spogo Arnau Gallery Barcellona

Sixe Paredes Spogo Arnau Gallery Barcellona

Sixe Paredes Spogo Arnau Gallery Barcellona

Sixe Paredes Spogo Arnau Gallery Barcellona

Sixe Paredes Spogo Arnau Gallery Barcellona

Sixe Paredes Spogo Arnau Gallery Barcellona

Sixe Paredes Spogo Arnau Gallery Barcellona

Sixe Paredes Spogo Arnau Gallery Barcellona

BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN e Sam3 per SENSEMURS Meeting of Muralists

28/03/2018

Invitati dalla piattaforma Horta és Futur No a la ZAL alcuni degli artisti più importanti della scena Europea ed Internazionale hanno lavorato ad una serie di interventi all’interno del quartiere La Punta di Valencia.
SENSEMURS: 1st Meeting of Muralists in support of La Huerta fa parte di “Aturem la ZAL, Recuperem la Punta” una campagna di sensibilizzazione e recupero del tormentato quartiere Valenciano vittima in questi anni di ripetuti abusi e speculazioni edilizie.

Cittadini, organizzazioni civiche, agrarie ed ambientali stanno combattendo contro ZAL (Zona delle attività logistiche) ovvero il piano che prevede la trasformazione del distretto in una zona industriale e logistica per il porto di Valencia. Nonostante l’area sia protetta e riconosciuta come zona non sviluppabile e diverse sentenze hanno bloccato, rallentato ed annullato il progetto, negli ultimi anni sono state avviate nuove azioni con il conseguente sgombro e l’espulsione di diverse famiglie e la distruzione di case e aree coltivate.

In risposta a queste azioni e con l’obbiettivo di rivendicare il recupero di La Punta per i suoi cittadini e la città, proponendo al tempo stesso uno sviluppo coerente e ragionato di quest’area rurale, diversi artisti hanno preso parte a SENSEMURS. Dopo avermi mostrato la prima parte dei lavori realizzati per il progetto, chiudiamo il cerchio sul progetto con le opere realizzate da BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN e Sam3.

Photo Credit: Juanmi Ponce

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

Sensemurs BLU, Escif, Daniel Muñoz SAN Sam3 La Punta Valencia

L’ultima serie di OX

27/03/2018

Nuovo aggiornamento per OX, il grande artista Francese ha da poco realizzato una nuova serie di interventi a St-Étienne, Parigi, Troyes, Estissac e Landerneau in Francia.
Il dialogo e l’interazione con la strada e con le sue caratteristiche fisiche e architettoniche continua a rappresentare il cuore pulsante della pratica artistica di OX. Questa nuova serie, tra cui spicca la bella collaborazione con il duo Ella et Pitr (nella prima immagine in galleria) mette evidenza tutta la capacità dell’autore di manipolare e modificare a proprio piacimento gli elementi e le forme presenti in uno specifico ambiente di lavoro.

Photo Credit: The Artist

OX Poster Art

OX Poster Art

OX Poster Art

OX Poster Art

OX Poster Art

Aryz, Borondo, Hyuro, Elías Taño e Luzinterruptus per SENSEMURS Meeting of Muralists

27/03/2018

Il 10 e 11 Marzo la piattaforma Horta és Futur No a la ZAL ha presentato SENSEMURS: 1st Meeting of Muralists in support of La Huerta nell’ambito della campagna di recupero del quartiere La Punta di Valencia in Spagna.

La campagna “Aturem la ZAL, Recuperem la Punta” è sostenuta da una cinquantina di organizzazioni civiche, agrarie ed ambientali e chiede il ritiro del piano industriale che trasformerà La Punta in una zona industriale e logistica per il porto della città. La Punta è un distretto situato a sud di Valencia ben noto per la sua vita rurale. Si tratta di area che nonostante sia riconosciuta come terra non sviluppabile e sotto protezione speciale negli ultimi anni è stata profondamente danneggiata dall’inarrestabile crescita del porto.
Il progetto di “Zona delle attività logistiche” (ZAL in spagnolo) promosso dal Porto di Valencia e dal Consiglio Comunale ha eliminato la protezione su questa zona causando l’espulsione di un centinaio di famiglie e la distruzione di case e frutteti. La resistenza dei cittadini e tre sentenze dell’Alta Corte di Giustizia hanno rallentato, bloccato e annullato il progetto che tuttavia sembra stia ora per ripartire.

Con l’obiettivo di dare visibilità a questo territorio tormentato e rivendicare il recupero di La Punta per la città e i suoi cittadini alcuni degli artisti urbani più riconosciuti a livello internazionale hanno partecipato a SENSEMURS.
In questa prima parte diamo uno sguardo agli interventi realizzati da Aryz, Borondo, Hyuro, Elías Taño e i Luzinterruptus.

Photo Credit: Artinwreck e Juanmi Ponce

Zilda nel Castello di Rustéphan in Francia

26/03/2018

Uno degli aspetti più interessanti delle produzioni di Zilda risiede nei luoghi in cui l’artista sceglie di interviene. L’autore Francese ha da sempre fatto dell’analisi dell’ambiente, della sua storia e delle sue peculiarità, uno dei principali leitmotiv della sua pratica artistica.
Negli ultimi tempi Zilda ha profondamente modificato le location delle sue opere preferendo spazi abbandonati, vecchi manieri, castelli e chiese sperdute a vicoli e pareti cittadine. L’esplorazione è tornata quindi in primo piano, con la scoperta di location storiche ed abbandonate all’interno delle quali rievocare personaggi, fatti e accadimento storici.
È il caso di quest’ultimo lavoro realizzato dall’artista all’interno del Castello di Rustéphan in Francia dove Zilda rievoca la figura e la storia di Jénovéfa de Rustéphan.
Jénovéfa era la discendente di una delle più grandi famiglie nobili della regione di Nizon vicino a Pont A Ven. Secondo la leggenda si innamorò di Yan Ar Flecher, un giovane ragazzo che non era di famiglia nobile, e la sua famiglia per impedirne l’unione costrinse Yan a diventare sacerdote.
Entrambi furono segnati da questo infausto destino: la donna morì di dolore ai piedi dell’altare nel giorno precedente alla prima messa celebrata dal giovane, quest’ultimo visse una vita lunga, amara e senza gusto, andando alla tomba della propria amata tutti i giorni.
Oggi del castello di Rustéphan rimane ben poco soltanto le rovine e le storie circa la presenza dei due amanti che sembrerebbero infestare questo luogo.

Photo Credit: The Artist

Zilda Château de Rustéphan

Zilda Château de Rustéphan

Zilda Château de Rustéphan

Zilda Château de Rustéphan

Zilda Château de Rustéphan

Zilda Château de Rustéphan

Zilda Château de Rustéphan

Zilda Château de Rustéphan

Zilda Château de Rustéphan

L’installazione di Remi Rough nella Quarry Bay Station di Hong Kong

26/03/2018

In occasione del Art Basel 2018 di Hong Kong Remi Rough ha realizzato un nuovo intervento all’interno della Quarry Bay Station di Hong Kong.
L’opera è stata commissionata dalla MTR Corporation in collaborazione con Swire Proprieties Ltd e ha visto il grande artista Inglese lavorare ad una lunga serie di composizioni astratte e concatenate tra loro.
La danza degli iconici volumi geometrici di Remi Roigh, così come il loro schiudersi ed aprirsi all’interno della superfice di lavoro, rappresenta per l’artista un momento di riflessione sull’interazione tra spazio e persone.
“Morning Dynamics”, questo il titolo dell’opera, si rifà quindi al movimento dei passeggeri che ogni giorno attraversano i corridoi della stazione metro.

Photo Credit: The Artist

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Remi Rough Quarry Bay Station Hong Kong

Cose da leggere la domenica

25/03/2018

 

Into-form – La seduta ispirata alla psicologia della Gestalt – Artwort

“Into form” è ispirata al principio della Gestalt secondo cui l’insieme è più della somma delle singola parti.

A History of Jaz – Juxtapoz

Una lunga e interessante intervista a Franco Fasoli aka JAZ (in copertina).

Okuda Las Fallas Festival in Valencia – Arrested Motion

La scultura realizzata da Okuda per l’ultima edizione de Las Fallas Festival di Valencia.

Rick e Morty sono i protagonisti di “Oh Mama” ultimo video di Run The Jewels:

Questa settimana su Gorgo Magazine:

La Cattedrale Immaginata: il progetto di Magma Gallery e dell’Associazione Rosso Tiepido a Modena, l’ultima pittura di Pastel a Buenos Aires, Waone e Fikos a Versailles hanno dipinto la Francia del XVII Secolo, la mostra di Parra alla VOLTA NY Contemporary Art Fair, il murale di Aryz a Madrid per il progetto Urban Xcape, il video animato di Antwan Horfée per il gruppo 10LEC6, l’omaggio di Agostino Iacurci alla Puglia dipinto a Monaco di Baviera

Alla prossima settimana.

 

Tellas per La Cattedrale Immaginata

24/03/2018

Proseguono i lavori all’interno dell’Hangar Rosso Tiepido di Modena per il progetto La Cattedrale Immaginata curato da Magma Gallery in collaborazione con l’Associazione Culturale Rosso Tiepido.
La Cattedrale Immaginata nasce con l’obbiettivo di offrire uno spaccato sulle differenti incarnazioni della corrente astratta dell’arte urbana, la sua evoluzione e sviluppo attraverso le opere di alcuni degli artisti più importanti del movimento italiano ed internazionale.
In “Red and Green”, titolo dell’opera, Tellas dipinge una nuova composizione astratta caratterizzata dall’iconica sintesi di elementi e dettagli appartenenti al mondo naturale, da un moto concentrico e dall’utilizzo del rosso e del verde come uniche tonalità. Date un occhiata agli scatti e se volete scoprire gli altri interventi legati al progetto Modenese vi rimandiamo alla nostra sezione.

Associazione Culturale Rosso Tiepido
Via Emilia Est 1420/2
41126 Modena MO

Tellas La Cattedrale Immaginata Modena

Tellas La Cattedrale Immaginata Modena

Tellas La Cattedrale Immaginata Modena

Tellas La Cattedrale Immaginata Modena

Tellas La Cattedrale Immaginata Modena

Turno de Noche: La mostra di Nano4814 da Delimbo Gallery

24/03/2018

Gli spazi madrileni della Delimbo Gallery ospitano in questi giorni “Turno de Noche” una nuova mostra personale di Nano4814.
Nano4814 è un artista Spagnolo nato nella piccola cittadina Galiziana di Vigo dove ha iniziato a muovere i primi passi affacciandosi al mondo dei graffiti. Successivamente l’artista ha sviluppato, sia esteticamente che concettualmente, un proprio e personale universo pittorico accogliendo differenti elementi narrativi e riflessivi.
Il suo immaginario è il risultato dell’intersezione tra il mondo interiore e l’osservazione di quello esteriore, un intreccio nato dalla volontà di ricercare una sorta di (in)coerenza tra entrambi. Il risultato sono opere pregne di elementi, volti e corpi, cariche di riferimenti e spunti e infine caratterizzate da colori e tonalità particolarmente accese.
In questa nuova personale Nano4814 riflette su temi come lo squilibrio, la deturpazione e la dissimulazione dialogando con gli spazi della galleria e interagendo con lo spettatore attraverso un corpo di lavoro variegato e allucinatorio. L’artista ha presentato alcuni dipinti e soprattutto un grande numero di installazioni e sculture site-specific realizzate con diversi materiali. Presenti in questo senso alcune opere interattive come la serie Aberrations caratterizzata da alcuni specchi deformati e dipinti dove l’immagine viene deformata e si modifica con il movimento e la luce.

Delimbo Gallery
Calle del Dr. Fourquet, 30
28012 Madrid, Spagna

Photo Credit: Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Nano4814 Turno de noche Delimbo Gallery

Uscite: La fanzine di Abcdef per Stickit

23/03/2018

Abcdef Fanzine Stickit

Seconda e ravvicinata uscita per Stickit, l’editore indipendente di Utrecht nei Paesi Bassi ha da poco presentato una nuova fanzine in collaborazione con Abcdef.
Abcdef porta avanti una personalissima ricerca astratta attraverso uno studio ed una costante sperimentazione con forme ed elementi differenti. Questa nuova uscita raccoglie diverse serie di lavori realizzati negli ultimi 3 anni dall’artista ed è interamente basata sul concetto di collezionare.
La fanzine si intitola “For the record”, esce in edizione limitata di 50 copie (le prime 10 firmate dall’artista) 32 pagine a colori ad un prezzo di 7 Euro. Se siete interessati potete acquistare la vostra copia qui.

Abcdef Fanzine Stickit

Abcdef Fanzine Stickit

Abcdef Fanzine Stickit

Abcdef Fanzine Stickit

HoNeT, 2SHY e RCF1 a Parigi

23/03/2018

Nelle scorse settimane HoNeT, 2SHY e RCF1 hanno unito gli sforzi per dipingere una lunga serie di pannelli per la SPL Company a Parigi in Francia.
Si tratta di lunga pittura in divenire e caratterizzata da forme, lettere, personaggi ed elementi differenti ispirati in parte dai cantieri edili. 2SHY, HoNeT e RCF1 hanno lavorato in progressione inserendo all’interno dell’opera tutti gli elementi distintivi dei rispettivi e differenti immaginari. Nel risultato finale troviamo infatti i surreali personaggi di Honet così come il linguaggio ibrido di RCF1 passando gli elementi geometrici e vivaci tipici di 2SHY.
Potete apprezzare la lunga opera nella serie di scatti che accompagnano il nostro testo, enjoy it.

Photo Credit: Lepublicnme e Pixdar

Il murale di Agostino Iacurci a Monaco di Baviera

23/03/2018

Nell’ambito del progetto We Are Creative in Puglia l’artista foggiano Agostino Iacurci ha realizzato un nuovo murale a Monaco di Baviera in Germania.
Nato dalla collaborazione tra Trip Magazine, Air Dolomiti e Mucbook il progetto di promozione turistica ha visto l’artista dipingere la facciata esterna del Meininger Hotel di Monaco di Baviera. Si tratta della terza e ultima fase che fa seguito al murale realizzato a Berlino sempre da Agostino Iacurci e alla donazione di una libreria alla città di Torino.
Contrariamente a quanto dipinto nella capitale Tedesca qui l’artista sceglie di rappresentare uno degli elementi che maggiormente caratterizza la Puglia. “Ficus Indica”, questo il titolo dell’opera, ha visto l’autore dipingere una gigantesca pianta di Fico d’India come personale omaggio alla sua terra d’origine.

Photo Credit: The Artist

Agostino Iacurci Munich We Are Creative in Puglia

Agostino Iacurci Munich We Are Creative in Puglia

Guarda: Il video di Antwan Horfée per 10LEC6 interamente realizzato a mano

22/03/2018

Negli ultimi tempi Antwan Horfée ha condiviso alcune immagini di un film d’animazione su cui stava lavorando e che scopriamo ora essere un nuovo video animato. L’animazione è stata realizzata per il gruppo 10LEC6 (si pronuncia “dyslexisse”) che ha recentemente pubblicato un nuovo album dal titolo “Bone Bame” per Ed Banger Records. L’artista Francese non solo ha realizzato il video dell’omonimo singolo ma si è occupato anche della copertina dell’album e dei remix.
A distanza di 6 anni da Death is Home, mini clip realizzata in collaborazione con Topsafe, Horfée torna a lavorare su video con un nuovo progetto decisamente più lungo, difficile ed articolato. Il video è infatti interamente realizzato a mano con circa 7000 disegni e 35 sfondi tutti dipinti dall’artista negli ultimi mesi.
Il risultato finale è viaggio dimensionale, dai toni acidi e psichedelici in cui emerge tutto l’immaginario allucinatorio tipico delle produzioni di Antwan Horfée. Mettetevi comodi e schiacciate play o perdetevi nei fotogrammi video per scoprire tutte le transizioni e i dettagli presenti.

Directed by Antwan Horfee
Drawings & animation : Antwan Horfee
CG artist : Armand Beraud
Sound design : Lionel Boutang

Vocals Nicole
Percussions Gazelle & Erwan
Bass Simon
Drums Jess
Keyboard Lionel Boutang
Produced & mixed by 10LEC6, Lionel Boutang & Pascal Exposito at Zarma Studio Paris
Published by Headbangers Publishing / Because éditions / Zarma
(p) & (c) 2018 Ed Banger records under exclusive licence to Because Music

Antwan Horfée Bone Bame 10LEC6

Antwan Horfée Bone Bame 10LEC6

Antwan Horfée Bone Bame 10LEC6

Antwan Horfée Bone Bame 10LEC6

Antwan Horfée Bone Bame 10LEC6

Sten & Lex per La Cattedrale Immaginata

22/03/2018

La Magma Gallery di Bologna e l’Associazione Culturale Rosso Tiepido di Modena hanno avviato lo scorso Gennaio La Cattedrale Immaginata. Il progetto ha accolto e sta accogliendo alcuni dei nomi di spicco della scena Italiana ed Internazionale all’interno degli spazi dell’Hangar Rosso Tiepido. L’obbiettivo è quello di creare una chiesa contemporanea per proporre una personale panoramica sulla corrente astratta dell’arte urbana. Tra gli artisti al lavoro all’interno dello spazio Modenese ritroviamo con piacere Sten & Lex.
Il duo romano ha realizzato una nuova composizione astratta lavorando come sempre attraverso la personale tecnica dello stencil.
Nell’opera la matrice è incollata al muro e la carta viene distrutta da agenti atmosferici e ambientali facendo si che il risultato finale e la sua percezione si modifichino nel corso del tempo.

Associazione Culturale Rosso Tiepido
Via Emilia Est 1420/2
41126 Modena MO

Photo Credit: Mattia Rossi e Davide Sabattini

Sten & Lex La Cattedrale Immaginata

Sten & Lex La Cattedrale Immaginata

Sten & Lex La Cattedrale Immaginata

Sten & Lex La Cattedrale Immaginata

Sten & Lex La Cattedrale Immaginata

Aryz a Madrid per il progetto Urban Xcape

22/03/2018

Il 10 e 11 Marzo si è tenuto a Madrid Urban Xcape una due giorni dedicata all’arte urbana con pitture, workshop e laboratori, musica e street food. Coperto da una alone di mistero – per scoprirne l’esatta posizione bisogna registrarsi al sito ed attendere le indicazioni – l’evento è stato curato da Anna Dimitrova di Nobulo e ha visto alcuni dei nomi di spicco della scena Spagnola lavorare all’interno delle vecchie officine della metropolitana Cuatro Caminos di Madrid: uno spazio chiuso da un secolo e riaperto per la prima ed ultima volta proprio in questa occasione.
Tra gli artisti partecipanti a questa nuova edizione di Urban Xcape c’era anche Aryz. L’artista Spagnolo ha realizzato una lunga pittura caratterizzata da colori vivaci e dalla combinazione di figure, elementi e frame differenti.

Photo Credit: The Artist and @juncalroig

Aryz Urban Xcape Madrid

Aryz Urban Xcape Madrid

Aryz Urban Xcape Madrid

Aryz Urban Xcape Madrid

La mostra di Parra alla VOLTA NY Contemporary Art Fair

21/03/2018

La VOLTA NY è una fiera d’arte contemporanea interamente caratterizzata da progetti espositivi di artisti internazionali famosi ed emergenti. Attiva dal 2008 e curata da Amanda Coulson la fiera si è imposta ponendo al centro gli artisti e i loro lavori e grazie ad un approccio accessibile sia per i collezionisti di lunga data sia per giovani amanti dell’arte contemporanea.
In occasione della fiera Parra e la Joshua Liner Gallery hanno presentato un nuovo corpo di lavoro che fa da seguito a quanto proposto dal grande artista Olandese in “No Work Today” ultima personale ospitata proprio negli spazi della galleria newyorkese.
Questo nuovo allestimento è caratterizzato da una inedita serie di lavori tra cui dipinti su tela e opera su carta caratterizzati dall’iconico immaginario di Parra. Le opere appaiono caratterizzate da un approccio ancora una volta sintetico e orientato verso una maggiore sensibilità nell’utilizzo dei colori e nelle movenze dei corpi raffigurati.
Infine è presente anche un nuova scultura in ceramica realizzata in collaborazione con Case Studyo. Intitolata “Diving Sideways” la scultura pare tagliare lo spazio in due e rappresenta il perfetto mix tra la sensualità dei personaggi femminili dell’artista e l’irriverenza e assurdità tipica del suo immaginario.

Photo Credit: Joshua Liner Gallery

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

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Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Parra VOLTA NY Contemporary Art Fair

Waone e Fikos a Versailles rappresentano la Francia del XVII Secolo

21/03/2018

Recentemente Waone degli Interesni Kazki e Fikos sono stati invitati dal comune di Versailles a lavorare ad un nuovo progetto.
Curata da Quai36 l’opera è una lunga pittura di 120 metri in cui i due artisti rappresentano alcuni episodi e personaggi importanti della storia di Versailles e della Francia durante il regno di Luigi XIV.
Gli artisti scelgono di lavorare unicamente attraverso il bianco e il nero e traendo ispirazione dall’estetica degli antichi libri di illustrazione e dalle incisioni di quel periodo. Waone in particolare lavora in questa direzione da alcuni anni e questo nuovo intervento è stata un’occasione per evolvere e sviluppare questa particolare direzione stilistica.
L’intervento ha visto Waone e Fikos interagire e miscelare i rispettivi immaginari pittorici per raffigurare scene di vita e personaggi chiave della vita di Versailles e, in una specifica sezione, rielaborare la parola Versailles dipingendo ogni lettera come un singolo oggetto grafico. In questo caso il duo si è ispirato al libro del 1627 ‘Emblemata Saecularia’ dei fratelli Johan Theodore De Bry`s e Johan Israel De Bry`s, entrambi figli di Theodor De Bry famoso per le sue illustrazioni delle prime spedizioni europee nelle Americhe.

Photo Credit: The Artists e Quai36

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Waone Fikos Versailles

Roberto Ciredz per La Cattedrale Immaginata

21/03/2018

La Cattedrale Immaginata è un progetto realizzato dall’Associazione Culturale Rosso Tiepido in collaborazione con la Magma Gallery di Bologna. All’interno dell’Hangar Rosso Tiepido, già sede dell’associazione, stanno lavorando alcuni degli artisti di spicco della scena Italiana e Internazionale. Il progetto continua quindi nel tracciare un personale e variegato spaccato sulla corrente astratta dell’arte urbana.
Prendendo ispirazione da paesaggi e scorci naturali e lavorando come sempre attraverso una scala di blu, Roberto Ciredz propone per il progetto una delle sue iconiche pitture astratte. L’opera manipola la percezione dello spazio attraverso effetti di profondità e tridimensionalità tipici dell’immaginario dell’autore Italiano.

Associazione Culturale Rosso Tiepido
Via Emilia Est 1420/2
41126 Modena MO

Photo Credit: Mattia Rossi e Davide Sabattini

Roberto Ciredz La Cattedrale Immaginata

Roberto Ciredz La Cattedrale Immaginata

Roberto Ciredz La Cattedrale Immaginata

Roberto Ciredz La Cattedrale Immaginata

Roberto Ciredz La Cattedrale Immaginata

Guarda: I’ll Bring You Flowers by Peter Phobia

20/03/2018

In occasione della settimana d’arte di Berlino di Settembre 2017, gli amici di THE ART UNION hanno presentato una nuova mostra personale di Peter Phobia dal titolo I’ll Bring You Flowers.
La mostra ha visto l’artista riflettere sulla conseguenze dei social media e su come questi abbiano profondamente modificato il mondo in cui viviamo. Lo show ha posto l’accento sul ruolo del web come principale canale di informazione, educazione e politica e su tutti quegli aspetti e fragilità che stanno caratterizzando la società moderna. Il mazzo di fiori citato nel titolo è una precisa metafora sulla superficialità di questo periodo storico e sulla difficoltà nel distinguere tra informazioni reali e notizie false e manipolatorie.

A distanza di qualche mese ecco ora un breve filmato in cui abbiamo l’opportunità di vedere da vicino tute le fasi precedenti all’apertura della mostra e il processo di lavoro durante il soggiorno dell’artista a Berlino.
Mettevi comodi e dateci un occhiata.

A film by Andreas Lamoth
Music by Kodyak (Team Sesh)
Soundmix by Benjamin Schäfer
Special Thanks to seeyourent
Produced by The Art Union & Editude Pictures

I’ll Bring You Flowers Peter Phobia The Art Union

I’ll Bring You Flowers Peter Phobia The Art Union

I’ll Bring You Flowers Peter Phobia The Art Union

I’ll Bring You Flowers Peter Phobia The Art Union

I’ll Bring You Flowers Peter Phobia The Art Union

Il murale di Milu Correch a Berazategui, Buenos Aires

20/03/2018

La scorsa settimana Milu Correch ha realizzato una nuova pittura su una gigantesca parete di 30 metri di altezza a Berazategui, Buenos Aires in Argentina.
L’opera è parte dei lavori per il progetto Muro Urbano promosso dall’amministrazione locale e ha visto l’autrice Argentina ispirarsi al lavoro di César Bustillo, un famoso pittore e muralista vissuto durante la prima metà del novecento nel distretto di Berazategui.
“Conjuro contra inseguridades”, questo il titolo dell’intervento, inaugura una nuova serie di Milu Correch basata sulle streghe. Dai forti tratti onirici, nell’opera vediamo una donna seminuda, con il volto coperto e con in mano un libro circondata da 3 galli combattenti.

Photo Credit: The Artist

Milu Correch Street Art Berazategui, Buenos Aires Muro Urbano

Milu Correch Street Art Berazategui, Buenos Aires Muro Urbano

Milu Correch Street Art Berazategui, Buenos Aires Muro Urbano

Moneyless per La Cattedrale Immaginata

20/03/2018

Per il progetto La Cattedrale Immaginata l’Associazione Culturale Rosso Tiepido in collaborazione con la Magma Gallery di Bologna sta trasformando gli spazi dell’Hangar Rosso Tiepido di Modena grazie al lavoro di alcuni degli artisti più importanti dell’arte urbana Italiana ed Internazionale. L’idea è quella di proporre un fermo immagine eterogeneo sulle differenti evoluzioni e sviluppi della corrente astratta urbana.
In questo contesto prende vita l’ultima pittura di Moneyless, un opportunità per l’artista Italiano di proseguire lo sviluppo della sua ricerca artistica attraverso un nuovo e iconico intervento.
Come visto per le sue ultime uscite anche qui Moneyless sceglie di lavorare attraverso una composizione di elementi differenti: il background è caratterizzato da una serie di forme irregolari, sul livello superiore vediamo muoversi un flusso di cerchi in un perfetto equilibrio tra passato e presente.

Associazione Culturale Rosso Tiepido
Via Emilia Est 1420/2
41126 Modena MO

Photo Credit: Mattia Rossi e Davide Sabattini

Moneyless La Cattedrale Immaginata

Moneyless La Cattedrale Immaginata

Moneyless La Cattedrale Immaginata

Pastel a Villa Ballester, Buenos Aires

19/03/2018

Gli studi in architettura hanno fortemente influenzato la produzione di Pastel, egli vede infatti le città moderne caratterizzate dalla presenza di ‘non luoghi’, ovvero quelle zone spesso isolate e figlie di piani urbanistici irregolari e non inclusivi. Per l’artista le pitture murali rappresentano un ideale punto di partenza per questi luoghi, un opportunità per lavorare sulla loro identità specifica con l’obbiettivo di evitare fenomeni e stravolgimenti economici e sociali legati a fenomeni come la gentrificazione.
Questa particolare sensibilità per lo spazio urbano ha spinto Pastel ha utilizzare la flora come simbolo sociale sia per evidenziare le caratteristiche sociali e storiche di un luogo, sia per sviluppare una personale riflessione antropologica sulla città e su ciò che ad oggi rappresenta.

“Grandma’s Garden”, titolo di quest’ultima pittura, evidenzia e porta avanti questi concetti attraverso un nuovo tipo di simbolismo. Pastel si serve di un tipica pianta da giardino come metafora sull’energia dei migranti europei arrivati dopo la Secondo Guerra Mondiale per mettere radici in un nuova terra. Tipica dei quartieri residenziali, la pianta non solo rappresenta il confine tra privato e pubblico, è anche un sistema per ossigenare gli ambienti comuni, un simbolo di uno spazio dedito alla contemplazione sia per il proprietario quanto per il passante casuale.

Photo Credit: The Artist

Pastel Street Art Villa Ballester, Buenos Aires

Pastel Street Art Villa Ballester, Buenos Aires

Pastel Street Art Villa Ballester, Buenos Aires

Pastel Street Art Villa Ballester, Buenos Aires

Pastel Street Art Villa Ballester, Buenos Aires

Pastel Street Art Villa Ballester, Buenos Aires

Giorgio Bartocci per La Cattedrale Immaginata

19/03/2018

La Cattedrale Immaginata è un progetto promosso dall’Associazione Culturale Rosso Tiepido, in collaborazione con la Magma Gallery di Bologna, che ha coinvolto e coinvolgerà alcuni dei nomi più importanti dell’arte urbana Italiana e internazionale.
Alla base del progetto la trasformazione di un capannone industriale in una ‘chiesa contemporanea’ con l’obbiettivo di proporre un’istantanea sulla corrente astratta del movimento urbano, la sua evoluzione, le sue differenti declinazioni e sperimentazioni.

Avviato a Gennaio all’interno degli spazi dell’Hangar Rosso Tiepido di Modena, il progetto ha visto al lavoro: Sten & Lex, Tellas, Ciredz, Giorgio Bartocci, Moneyless, MP5 a cui si aggiungeranno nei prossimi mesi Awer, Aris e Gola Hundun.
“San Giorgio in sogno” è il titolo dell’intervento dipinto da Giorgio Bartocci. L’artista abbraccia anche qui un impostazione sensibile e connessa con tutti quegli aspetti personali, emotivi e reconditi capaci di influenzare il processo e lo sviluppo finale dell’opera. Il risultato è una pittura liquida, vorticosa, ideale risultato di suggestioni e sensazioni legate al momento.

Associazione Culturale Rosso Tiepido
Via Emilia Est 1420/2
41126 Modena MO

Photo Credit: Mattia Rossi e Davide Sabattini

Giorgio Bartocci La Cattedrale Immaginata Modena

Giorgio Bartocci La Cattedrale Immaginata Modena

Giorgio Bartocci La Cattedrale Immaginata Modena

Giorgio Bartocci La Cattedrale Immaginata Modena

Cose da leggere la domenica

18/03/2018

 

Sottrazioni di BLU – Stormi

Ispirato da un post di FrizziFrizzi Stefano Guereschi racconta e disegna di quando BLU ha cancellato tutti i suoi pezzi a Bologna. Noi ne abbiamo parlato qui.

La causa tra Revok e H & M sul copyright – Hypebeast

H & M ha avviato una battaglia legale con REVOK sull’uso del copyright delle sue opere in una recente campagna pubblicitaria.

Artist Spotlight: Ikki Kobayashi – Booooooom

Una selezione di lavori del graphic designer Giapponese Ikki Kobayashi. (In copertina)

Nike e Barcellona festeggiano i 20 anni insieme con uno splendido corto:

Questa settimana su Gorgo Magazine:

Il murale di Elian a Girona in Spagna per il Milestone Project, Un anteprima sulla nuova mostra di Gola Hundun da 19 Karen Contemporary Artspace in Australia, una nuova riflessione di Liqen nel suo ultimo e splendido murale dipinto a Guadalajara in Messico, il ritorno di Alexey Luka con un nuovo intervento realizzato a Madrid, la mostra di CT da Chiara Ronchini Arte Contemporanea e infine gli ultimi pezzi realizzati da Eliote.

Sul nostro shop trovi disponibili le ultime copie di “Athanor“, l’ultima stampa di Basik.

Alla prossima settimana.

 

 

L’installazione di Thomas Canto a Shenzhen in Cina

17/03/2018

“Gravitational inertia infinity” è l’installazione recentemente realizzata da Thomas Canto sul tetto di un edificio privato a Shenzhen in Cina. L’opera, che segna il ritorno dell’artista in strada, è il primo elemento di un nuovo corpo di lavoro che egli intende esplorare nei prossimi mesi.
L’installazione è stata interamente realizzata con materiale riflettente con l’obbiettivo di generare una forte interazione tra la scultura e l’ambiente circostante favorendo un dialogo tra natura, uomo e architettura. Obbiettivo di Thomas Canto è quello di incentivare una differente esperienza percettiva mettendo a contatto gli elementi circostanti con l’opera e incentivando l’osservatore a confrontarsi e vedere la realtà sotto inedite prospettive.

Photo Credit: The Artist

L’ultima serie di Eko

16/03/2018

Eko continua a legare la propria pratica artistica a tutti quegli spazi ai limiti della società, a quegli edifici abbandonati che diventano per lui terreno fertile per sperimentare e sviluppare la personale ricerca.
All’interno di queste particolari location l’artista prosegue lo sviluppo di un immaginario vicino ai graffiti, legato alla lettera ma focalizzato sulla forma. Gli interventi appaiono così caratterizzati da geometrie, da un uso intelligente dello spazio negativo e del colore, il tutto in funzione di un dialogo con la superfice e le particolarità dell’ambiente di lavoro.
Il risultato sono composizioni in cui l’artista sperimenta differenti incarnazioni del suo stesso nome, anche se non mancano interessanti esperimenti con parole diverse, decostruendo e costruendo forma e lettera, rielaborandone l’aspetto e dando così vita agli iconici e vivaci interventi.

Photo Credit: The Artist

Eko Graffiti

Eko Graffiti

Eko Graffiti

Eko Graffiti

Eko Graffiti
Eko Graffiti

Eko Graffiti

Eko Graffiti

Eko Graffiti

Eko Graffiti

Eko Graffiti
Eko Graffiti

Eko Graffiti

Countdown: Il progetto di Solomostry per Martina’s Gallery

16/03/2018

In occasione della SetUp Art Fair di Bologna Solomostry ha presentato una nuovo progetto espositivo all’interno di Palazzo Pallavicini. Lo spazio rinascimentale ha ospitato tutti i progetti artistici della rassegna bolognese sotto un unico tema: l’attesa.
Nasce così “Countdown”, una site-specific room elaborata che riflette quell’attesa prima di varcare la yard: il momento precedente all’entrata nel deposito ferroviario.
Solomostry sublima in pochi metri quei sentimenti e quelle emozioni legate ai graffiti, lo fa attraverso un installazione che ha la durata di pochi minuti in cui si alternano una luce bianca, quella della quotidianità, con una magenta, espressione del suo mondo interiore. Le opere rappresentano le tre fasi dell’azione in strada: entrata, atto e infine uscita. Si tratta di momenti assoluti di gesto creativo e istinto puro.
Il countdown dell’artista è un conto alla rovescia in realtà infinito e che si rifà alle fasi della vita, all’avanzare del tempo, all’evolversi e ai cambiamenti ciclici che investono ciascuno di noi giorno dopo giorno e ci obbligano a ripartire.
Se volete dare un occhiata dal vivo alle opere presentate da Solomostry a Bologna potete fare un salto da Martina’s Gallery.

Martina’s Gallery
Via Milano, 98
20833 Giussano MB

Photo Credit: Guido Borso

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Countdown Solomostry Martina's Gallery

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

15/03/2018

Recentemente Luigi Loquarto (Gig) ha aperto “Geometria Organica” una nuova mostra personale negli spazi del Museo Nuova Era di Bari.
Definire la natura attraverso la geometria, con forme che s’intrecciano, si espandono e si accumulano nello spazio potenzialmente infinito di un foglio, sono questi i presupposti dello sviluppo creativo di Luigi Loquarto.
L’artista guarda alla natura tracciandone una personale visione che non scade mai in una semplice rappresentazione. Sia per le produzioni in strada che per quelle in studio egli si serve unicamente del bianco e dal nero per plasmare un immaginario personale, una nuovo equilibrio formale, una geometria organica che ordina la spazialità circostante ridisegnandone l’estensione e la profondità.
Troviamo uccelli, tordi in particolare, che vediamo trasformarsi attraverso un processo di ramificazione che dà origine a nuove forme di vita. Oppure le iconiche pietre, quella dei muretti a secco e degli scogli, in un esplicito riferimento alla sua Trani e alle cave presenti nell’area murgiana, o ancora le spugne che vengono accumulate per dar vita a giochi di vuoti e pieni che sottolineano quell’equilibrio delicato tipico della natura.
L’immaginario dell’artista è figlio di componenti complementari, di un equilibrio tra la pratica artistica in strada, il lavoro in studio, le esperienze e la personale sensibilità. Rappresenta l’ideale risultato di suggestioni figlie della realtà e rielaborate cercando di preservarne l’essenza più profonda e autentica.
Curata da Nicola Zito, la mostra sarà visitabile fino al prossimo 17 di Marzo.

Museo Nuova Era
Str. dei Gesuiti, 14
70122 Bari BA

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Geometria Organica: La mostra di Luigi Loquarto al Museo Nuova Era

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

15/03/2018

Noa Noa è il nome scelto da Paul Gauguin come commento ai suoi dipinti e come descrizione per la sua esperienza e viaggio a Tahiti. L’omonima residenza rievoca il viaggio e la fuga dal contesto urbano del famoso pittore Francese sottolineando come questi abbiamo avuto un ruolo importante nell’ispirazione e sviluppo della sua ricerca artistica.
Partendo da questi concetti nasce la Noa Noa Art Residency con l’obbiettivo di offrire agli artisti in residenza le migliori condizioni per sviluppare la loro creatività, all’interno di un contesto immerso nella natura e nella cultura Indonesiana, con l’obbiettivo finale di incentivare un dialogo intimo e profondo sull’arte. Si tratta quindi di un laboratorio sperimentale pensato per creare una interazione tra diversi campi e discipline artistiche.

Alla prima edizione del progetto hanno preso parte gli Italiani Agostino Iacurci, Moneyless, Federico Tosi e l’artista Sudafricano Ricky Lee Gordon. Durante il periodo trascorso sull’isola gli artisti hanno prodotto una serie di opere d’arte in studio e successivamente si sono confrontati con il paesaggio rurale di Bali realizzando alcune pitture e installazioni particolarmente evocative.
Nella sua ultima fase la Noa Noa Art Residency ha visto l’allestimento di una mostra collettiva, riproposta poi all’interno degli spazi della Martina’s Gallery di Giussano.

Date uno sguardo ai video e alle immagini dell’ultima edizione, se siete interessati è invece aperto il bando per l’edizione 2018 che si chiuderà il prossimo 31 Marzo e di cui trovate tutte le informazioni qui.

Photo Credit: Noa Noa

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

Noa Noa Art Residency a Bali in Indonesia

L’ultima serie di Eliote

14/03/2018

Torniamo ad immergerci all’interno dell’immaginario di Eliote con una lunga serie di pezzi realizzati durante questi mesi.
Originario dei Paesi Bassi, l’artista da anni vive e lavora in Francia dove sta continuando lo sviluppo della sua personale ricerca evolvendo, modificando e sperimentando nuove soluzioni per i suoi interventi. Alla base delle sue produzioni troviamo la volontà di stimolare un idea di atmosfera e paesaggio.
Quello che emerge è un immaginario veloce, grezzo, diretto e contaminato da elementi futuristici e spaziali che si rifanno all’estetica degli anni ’90. Le lettere quasi svaniscono in favore di forme astratte che suggeriscono architetture e volumi all’interno dei quali troviamo fulmini o le iconiche sfere sospese nello spazio, tutti elementi che di volta in volta vengono rielaborati dall’artista in modo differente.

Photo Credit: The Artist

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

Eliote Graffiti

La mostra di CT da CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

14/03/2018

Con una nuova personale di Matteo Ceretto Castigliano aka CT prosegue ciclo di mostre legate al progetto espositivo “Grandenerograndebianco” della Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea.
Si tratta del quarto appuntamento di un ciclo che sta caratterizzando la stagione espositiva dello spazio di Terni e che rappresenta un indagine e omaggio alla ricerca dell’essenzialità nell’arte attraverso la contrapposizione e la simbologia del bianco e del nero.

In “Orizzonte Artificiale” Matteo Ceretto Castigliano traccia una rotta immaginaria unendo coordinate convenzionali e oggettive con coordinate concettuali e teoriche. Il titolo è un riferimento all’indicatore di assetto ovvero uno strumento giroscopico indispensabile per il volo strumentale e utile per conoscere l’assetto di un aeroplano in condizioni di scarsa visibilità.
La rotta immaginata da CT è una linea che parte da Torino e arriva fino a Terni raccogliendo quegli aspetti appartenenti a entrambe le città come ad esempio la comune storia metalmeccanica e la radicata identità industriale. La mostra diventa in questo modo un analisi e studio da parte dell’artista attraverso le esperienze e la cultura di uno specifico luogo.

Il corpo di lavoro è caratterizzato da una serie di opere in metallo, progettate a Torino e realizzate in collaborazione con due aziende di Terni la Giancarlo Bolli S.r.l. e la R.D.A Multi Service, che nell’idea dell’artista vogliono rappresentare in modo autentico le esperienze e le emozioni legate a ciò che è e ciò che è stato. Il volume acquista in questo modo una forte valenza simbolica e nella sua semplicità e resistenza suggerisce una dualità che diviene unità. I due moduli uniti sostengono il loro stesso peso diventando simbolo di un sistema e di una struttura multifunzionale, al tempo stesso sono pensati per rispondere alla virtualità effimera di questo momento storico contrapponendogli una rinnovata tradizione.
Infine la scelta dei colori dove il bianco rappresenta la cultura con la sua vulnerabilità e sensibilità, il nero la sua complessità, il trasparente la tangibilità e infine l’azzurro, un omaggio ai caschi degli operai delle acciaierie ovvero coloro che hanno plasmato e reso unico un territorio e un immaginario.
In mostra oltre alle opere in metallo anche una fotografia di archivio riproposta in grande formato e due disegni su carta. Lo show è visibile fino al prossimo 25 di Marzo.

Crac Gallery
Via Paolo Braccini 30
05100 Terni

Photo Credit: Alberto Bravini

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Matteo Ceretto Castigliano CT Orizzonte Artificiale Galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Alexey Luka per Urvanity Urban Art Project a Madrid

14/03/2018

Recentemente Alexey Luka ha realizzato un nuovo murale a Madrid in occasione dei lavori per la seconda edizione dell’Urvanity Urban Art Project.
Urvanity è la prima fiera d’arte urbana di Madrid e nasce con l’intento di diventare un punto di incontro sia per i collezionisti esperti sia per quelli amatoriali, promuovendo il lavoro di artisti nazionali ed internazionali. In parallelo al programma espositivo, la fiera è caratterizzata da una serie di attività parallele come talk, aste e soprattutto interventi in strada tra cui quest’ultimo realizzato dall’artista Russo.
Influenzato dal costruttivismo e dal neoplasticismo Alexey Luka anche in quest’ultima pittura dal titolo “Right here” prosegue nel comporre e scomporre forme ed elementi geometrici con l’obbiettivo di creare composizioni complesse e articolate. Volti, personaggi e paesaggi ancora una volta si alternano in un gioco di percezioni che attiva l’immaginazione di chi osserva
Potete scoprire l’esatta posizione di quest’ultimo intervento attraverso la nostra mappa.

Photo Credit: Selector Marx e Fernando Alcalá Losa

Alexey Luka Urvanity Urban Art Project Madrid

Alexey Luka Urvanity Urban Art Project Madrid

Alexey Luka Urvanity Urban Art Project Madrid

Alexey Luka Urvanity Urban Art Project Madrid

Alexey Luka Urvanity Urban Art Project Madrid

Uscite: La fanzine di Zosen per Stickit

13/03/2018

Stickit è un progetto di editoria indipendente con sede in Utrecht nei Paesi Bassi. Dal 2001 collabora con artisti appartenenti a campi differenti, tra cui alcuni dei nomi di spicco della scena urbana internazionale, realizzando edizioni e organizzando eventi.
La prima uscita di questo 2018 è una nuova fanzine in collaborazione con Zosen, artista che vive e lavora a Barcellona. L’immaginario di Zosen è caratterizzato da colori accesi, motivi geometrici e simboli che immergono lo spettatore all’interno di un universo vibrante e variegato. Attivissimo dapprima come writer, l’artista ha successivamente orientato la sua ricerca verso una pratica pittorica spontanea e giocosa. Personaggi multicolore, bidimensionali e fantastici tracciano una peculiare mitologia estetica in cui l’artista veicola una personale riflessione sugli avvenimenti del nostro tempo, sulla società e tutti quegli eccessi tipici della post-modernità.
Intitolata “Carnaval toda la vida”, la fanzine esce in edizione limitata di 200 copie, 32 pagine a colori ad un presso di 7 Euro. Se siete interessati potete acquistare la vostra copia direttamente sullo shop di Stickit.

Zosen Fanzine Carnaval toda la vida Stickit

Zosen Fanzine Carnaval toda la vida Stickit

Zosen Fanzine Carnaval toda la vida Stickit

Zosen Fanzine Carnaval toda la vida Stickit

Zosen Fanzine Carnaval toda la vida Stickit

Zosen Fanzine Carnaval toda la vida Stickit

Zosen Fanzine Carnaval toda la vida Stickit

Andreco al Museo di Arte e Scienza di Bologna

13/03/2018

Prosegue la riflessione di Andreco sul rapporto tra esseri umani e natura grazie ad un nuovo progetto recentemente realizzato durante i giorni di Artefiera 2018.
“The plants are revolutionaries” è curato da Angela Vettese, con il coordinamento di Nicolas Ballario e la produzione di Traffic Gallery, Altrove, Gramsci camposud, e realizzato dall’artista a Palazzo Poggi all’interno del Museo di Arte e Scienza di Bologna.
Si tratta di una location che racchiude al suo interno importanti reperti della storia della chimica, della fisica, della medicina e biologia, una tavola alchemica antecedente a quella degli elementi chimici. Uno spazio quindi ideale sia per i temi che per l’immaginario dell’artista italiano.
Andreco sceglie di lavorare sia all’interno che all’esterno del Palazzo. L’installazione interna è composta da una scultura in ferro posta sopra un cumulo di terra e piante selezionate sulla base di studi scientifici per le loro capacità di depurazione degli inquinanti e mitigazione dei cambiamenti climatici. All’entrata di Palazzo Poggi e del museo troviamo invece una serie di bandiere che si rifanno al tema centrale del progetto.
L’azione di fitodepurazione degli inquinanti da parte delle piante e il ruolo di quest’ultime nella mitigazione dei cambiamenti climatici, viene paragonato dall’artista alle azioni dei rivoluzionari capaci di innescare cambiamento, liberazione e giustizia nelle società autoritarie e liberticide. Se le bandiere raffigurano simbolicamente alcune di queste piante, l’installazione è un omaggio a quelle trasformazioni chimico-fisiche che si verificano nei processi ambientali.
Nella sua interezza il progetto ribadisce ancora una volta l’esigenza di dover cambiare la visione del mondo attuale, non più antropocentrica ma finalmente ecocentrica e ambientalista.

Photo Credit: Dario Lasagni

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

Andreco The plants are revolutionaries Palazzo Poggi Museo di Arte e Scienza di Bologna

The awakening of the times: Il murale di Liqen a Guadalajara

13/03/2018

Dopo ben sette anni Liqen torna a Guadalajara in Messico dove ha recentemente dipinto l’edificio del CTM (sindicato de trabajadores de Jalisco). Intitolata “The awakening of the times” l’opera è basata su un disegno realizzato lo scorso anno in Norvegia e si tratta di un omaggio a quella che l’artista reputa la sua secondo patria.

Come consuetudine per le sue pitture ad accompagnare l’opera troviamo spunti e momenti di riflessione personale. Con un approccio al limite del filosofico l’artista non solo spiega i temi che si celano dietro ad ogni sua opera, ma riflette e tocca argomenti differenti legati al quotidiano, ad una riflessione interpersonale su se stessi, sull’essere umano, la vita, la natura e il presente in cui tutti noi viviamo.
Liqen si riferisce al Messico come un paese ricco di spirito e anima e con una forte dimensione umana, una porta per il mondo e il suo caos, una realtà dolce e al tempo stesso cruda, elementi che definiscono al meglio questi luoghi a cui egli è così legato.

Uno dei temi ricorrenti nei lavori dell’artista è il rapporto trilaterale tra uomo, macchina e natura. Se l’uomo è succube delle macchine e quest’ultime sono viste come ‘realtà sequestranti’, la natura assume i connotati di una forza, un elemento imprescindibile per la vita capace di dettare le regole di una rinascita, un nuova metamorfosi nell’evoluzione dell’essere umano.
La morte assume quindi un valore differente, è si presente, giunge di sorpresa, spesso senza pietà e con grande ingiustizia portandoci via le persone a noi care. Ma va di pari passo con la vita, con l’assenza e la memoria, prendendo forma in questa nuova grande pittura.
“The awakening of the times” è l’incarnazione di una nuova vita, rappresenta il seme della rinascita che sorprende la morte uscendo dall’oscurità. È la natura saggia che sa che vita e morte si alternano nel tempo, uguali e sovrapposte, che cambia e si adatta crescendo, modificandosi, accogliendo il rituale del cambiamento e della metamorfosi, un mistero impalpabile in cui rinasce la vita.

Photo Credit: The Artist

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

Liqen Guadalajara Mexico The awakening of the times

CHU a Villa María in Argentina

12/03/2018

Ci spostiamo a Villa María a Cordoba in Argentina per dare uno sguardo all’ultima pittura di Julian Manzelli aka CHU.
La sua ricerca è caratterizzata dalla generazione di universi geometrici dove pone in relazione concetti scientifici e architettonici all’interno di un’unica composizione. L’idea è quella di generare un equilibrio formale tra le varie forme espresse con quest’ultime che appaiono contraddistinte da un forte senso motorio.
Intitolato “Macro&Micro” quest’ultimo progetto ha visto l’artista confrontarsi con due distinte pareti di un grande sottopasso. Una di fronte all’altra, le due pitture evidenziano gli aspetti caratteristici dell’immaginario di CHU attraverso la contrapposizione di elementi di piccola e grande dimensione.

Photo Credit: The Artist

Julian Manzelli CHU Street Art Villa María, Córdoba, Argentina

Julian Manzelli CHU Street Art Villa María, Córdoba, Argentina

Julian Manzelli CHU Street Art Villa María, Córdoba, Argentina

Julian Manzelli CHU Street Art Villa María, Córdoba, Argentina

Aryz, Daniel Muñoz SAN e Peter Phobia da SC Gallery

12/03/2018

SC Gallery di Bilbao ha da poco aperto “Tránsitos” una nuova mostra collettiva con le opere di Aryz, Daniel Muñoz SAN e Peter Phobia.
Negli ultimi anni, questi tre artisti hanno realizzato diverse mostre e interventi nello spazio pubblico in Europa, Nord America, Sud America, Russia e Medio Oriente. Ciascuno dei tre porta avanti una personale ricerca legata alla pittura e al disegno figurato e finalizzata allo spazio pubblico come ideale volano espressivo.
Attraverso aspetti narrativi e tematiche sociologiche i linguaggi di Aryz, Daniel Muñoz SAN e Peter Phobia suscitano una lettura attenta. Non si tratta di immagini chiuse, ma eventi quotidiani che stimolano l’osservatore attraverso differenti, personali e ambigue interpretazioni.
In questa collettiva, curata da Sergio García Bayón, il terzetto ha presentato una nuova serie di disegni ed opere su carta dialogando in modo attivo con gli spazi della galleria Spagnola.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 30 di Marzo.

SC Gallery
Gorte Kalea, 4
48003 Bilbao

Photo Credit: SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Tránsitos Aryz, Daniel Muñoz SAN Peter Phobia SC Gallery

Elian a Girona per il Milestone Project

12/03/2018

Il Milestone Project è un progetto multidisciplinare e un grande esperimento culturale nella città di Girona in Spagna. Dal 2012 ad oggi alcuni degli artisti più rilevanti della scena europea ed internazionale hanno avuto modo di realizzare diversi interventi per le strade della cittadina Spagnola, tra questi va ora ad aggiungersi Elian.
L’artista Argentino per la rassegna si è confrontato con un grande palazzo, dipingendo una nuova opera dal titolo “Entorno/Contorno”. Nei suoi murales Elian lavora in funzione degli elementi caratteristici ed architettonici della superfice di lavoro, interrogandosi su essi e gettando le basi di un dialogo con le sue forme astratte. Le composizioni sono quindi pensate per interagire profondamente con aspetti ambientali e strutturali con l’obbiettivo di tracciare una nuova armonia formale figlia dell’equilibrio tra architettura, pittura ed ambiente circostante.
In quest’ultima grande pittura Elian prosegue lo sviluppo della sua ricerca utilizzando le peculiarità della struttura come base per lo sviluppo dell’opera. Allo spazio è sviluppato su differenti livelli egli risponde attraverso una lunga linea rossa che fa da contorno alla composizione centrale. Quest’ultima prende posto sulla superfice vuota, nella parte sinistra del palazzo, ponendosi in netta contrapposizione con le finestre opposto e donando all’architettura del palazzo un nuovo equilibrio.

Photo Credit: The Artist

Elian Girona Street Art Milestone

Elian Girona Street Art Milestone

Cose da leggere la domenica

11/03/2018

 

Dare un nome ai colori – il Tascabile

L’ampiezza del dizionario utilizzato per descrivere i colori varia a seconda delle culture e del periodo storico. Perché?

Previews: Geoff McFetridge – “The Beringians” @ Half Gallery – Arrested Motion

Alcune nuove opere che Geoff McFetridge esporrà da Half Gallery a New York.

“Drift” — Exhibition Featuring Works by Joe Ferriso and Dan Perkins – Booooooom

Oggetto e pittura si intrecciano in questa serie di lavori realizzati dall’artista di San Francisco Joe Ferriso e il pittore newyorkese Dan Perkins.

e Volumes – Art film by Maxim Zhestkov:

Si tratta di un film in CG di Maxim Zhestkov che esplora la giustapposizione tra le emozioni e le leggi della natura. Miliardi di particelle colorate ballano, giocano e comunicano tra loro in un eterno balletto ipnotico governato dal vento invisibile del destino.

Questa settimana su Gorgo Magazine:

Le collaborazioni tra Jorge Pomar Alberonero, Tybet e Antonin Hako a Buenos Aires, l’ultima installazione di SBAGLIATO a Milano, Shifting Surfaces: La mostra di Aris e 2501 da Magma Gallery a Bologna, Percorso: Il progetto di Acca nell’Alta Versilia e nel Parco delle Alpi Apuane.
Una mostra sulla relazione spaziale tra architettura e spettatore attraverso l’utilizzo della luce e il colore, con le opere di Alberonero, Antonin Hako, Christian Riffel, David Petroni, Francisco Galan e Nelio Riga.

Sul nostro shop le ultime copie di “Athanor“, l’ultima stampa di Basik.

Alla prossima settimana.

 

 

SENSEMURS: 1st Meeting of Muralists in supporto a La Huerta

10/03/2018

‘La Huerta’ è il mondo in cui i Valenciani chiamano la vasta e fertile terra che circonda la città, uno degli ultimi sei frutteti urbani in Europa.
La Punta è il distretto situato nella parte sud di Valencia, una zona rurale vittima di ripetuti abusi da parte delle amministrazioni. Nonostante infatti sia riconosciuto come territorio di protezione speciale e non sviluppabile, il suo ambiente naturale è stato gravemente danneggiato dalla continua crescita del porto.
La ZAL (zona per attività logistiche) è un progetto promosso dal porto e dal comune che vuole cancellare la protezione di questa zona. Con l’avvio del progetto un centinaio di famiglie sono state espulse dalla zona e i frutteti e le case distrutte per lo sviluppo di un area portuale a tutt’oggi abbandonata.
Malgrado la resistenza degli abitanti ben 70 ettari di frutteto produttivo sono stati distrutti e, nonostante il progetto sia poi stato bloccato e annullato da tre sentenze dell’Alta Corte di giustizia, recentemente le procedure per farlo ripartire sono nuovamente state avviate.

Come risposta a quest’azione e nell’ambito della campagna di recupero del quartiere La Punta, la piattaforma Horta és Futur NO a la ZAL ospiterà alcuni degli artisti urbani più rappresentativi e riconosciuti in Europa.
In SENSEMURS: 1st Meeting of Muralists in support of La Huerta, dal 10 al 11 Marzo Aryz, BLU, Borondo, Escif, Anaïs Florin, Hyuro, Liqen, Luzinterruptus, Daniel Muñoz “SAN”, Sam3 e Elías Taño realizzeranno diversi murales e installazioni pubbliche in varie aree di La Punta con l’obbiettivo di dare visibilità e sensibilizzare sui problemi di questo territorio.

Il progetto vuole sottolineare quanto sia importante proteggere La Huerta e i suoi abitanti dalla costruzione dello ZAL. I cittadini hanno il diritto di decidere un futuro migliore per il posto in cui vivono, attraverso politiche che preservano la loro cultura, identità e il valore naturale dell’area.
Al tempo stesso il recupero di La Punta sarebbe il simbolo di un altro tipo di sviluppo basato sulla priorità verso l’ambiente e nel rispetto dei suoi abitanti.

Pener a Olsztyn in Polonia

09/03/2018

Nonostante il freddo delle scorse settimane Pener si è concesso una nuova sessione di pittura in strada in una glaciale Olsztyn in Polonia.
L’immaginario dell’artista è scandito da una personale direzione astratta dove volumi e le forme raffigurate sono caratterizzati da una forte tensione motoria. Gli elementi sembrano intrecciarsi e concatenarsi a vicenda, sviluppando su tutta la superfice di lavoro e modificandone di conseguenza la percezione finale. Durante il processo pittorico Pener lavora in funzione delle peculiarità della parete, lasciando che le sensazioni e le percezioni del momento fluiscano ed influenzino lo sviluppo dell’opera.
Per “Search & Destroy”, questo il titolo di quest’ultima fatica, l’artista polacco prosegue lo sviluppo della sua ricerca andando a lavorare come consuetudine attraverso una precisa scala cromatica. La scelta questa volta ricade su una combinazione di verdi e gialli.

Photo Credit: The Artist

Pener Graffiti Olsztyn

Pener Graffiti Olsztyn

Pener Graffiti Olsztyn

Pener Graffiti Olsztyn

Pener Graffiti Olsztyn

Pener Graffiti Olsztyn

Pener Graffiti Olsztyn

Pener Graffiti Olsztyn

Pener Graffiti Olsztyn

Le affissioni dei RO.BO.COOP. a Parigi

09/03/2018

Nei mesi scorsi il duo italiano RO.BO.COOP. (acronimo di RomaBolognaCooperazione) si è spostato a Parigi, qui all’interno del XVIIIème arrondissement ha realizzato due nuove affissioni.
Influenzati dagli studi accademici in architettura entrambi lavorano attraverso differenti tecniche, dal disegno alla fotografia passando per la composizione digitale. Per la loro poster-art i RO.BO.COOP. utilizzano carta blueback con la quale reinterpretano pitture ed affreschi classici inserendo all’interno degli stessi elementi contemporanei. In particolare il duo si concentra sulla simmetria delle architetture e degli edifici presenti nei quadri e affreschi di epoche passate, inserendo negli stessi elementi contemporanei e moderni.
Il primo intervento è stato installato su Rue Impasse de la Defense e miscela le costruzioni di “Les Arcades du Lac” di Ricardo Bofill (1981) all’interno di “Paysage près Paris” di Robert Hubert (1781). Il secondo lavoro è stato attacato su Rue Ganneron e vede le architetture de “Les Espaces d’Abraxas” di Ricardo Bofill (1978-83) diventare protagoniste nel dipinto del 1781 di Robert Hubert “Incendie de l’Opera au Palais Royal”.
In entrambi i casi il risultato finale tratteggia un mondo impossibile, un utopia architettonica e visiva in cui passato e presente convivono in aperto contrasto miscelandosi e generando possibilità inaspettate.

Photo Credit: The Artist

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art Paris

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art Paris

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art Paris

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art Paris

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art Paris

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art Paris

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art Paris

I due murales di BLO a Perpignan in Francia

09/03/2018

Nei mesi scorsi BLO è stato invitato in residenza d’artista dalla Via Domicia University of Perpignan ovvero la più antica università di Francia – è stata fondata nel 1648 – per lavorare sulle architetture e sugli edifici della facoltà di scienza.
La ricerca di BLO è caratterizzata dalla volontà di mettere in discussione e riflettere su quegli aspetti che caratterizzano la vita quotidiana. Con un radicato background nei graffiti e continuando ad usare spray e marker, l’artista si è staccato dalla lettera orientandosi verso un estetica astratta caratterizzata da un tratto pulito, rapido, altamente gestuale, da una sovrapposizione di livelli e da effetti gradienti.
Per il progetto BLO oltre ad aver tenuto alcuni workshop di graffiti, ha realizzato due grandi murales caratterizzati dal consueto immaginario astratto. I due interventi risultano fortemente intrecciati alle peculiarità architettoniche dei due edifici mentre le due composizioni hanno visto l’artista utilizzare colori saturi, intervalli di linee realizzate con la bomboletta e infine cambi di tonalità dello stesso colore all’interno delle sezioni.

Photo Credit: Joris Fab

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Blo Street Art Perpignan

Uscite: Prosegue l’indagine di Livio Ninni in Residui #2

08/03/2018

Il fotografo Livio Ninni ha da poco presentato la seconda uscita del progetto Residui, una nuova fanzine in cui prosegue la sua indagine sul rapporto tra artisti e urbex, l’esplorazione urbana che racconta la decadenza.
Residui è un reportage ma anche un diario fotografico che riflette il forte legame tra gli artisti e tutti quei luoghi abbandonati e al limite della società. In questa seconda uscita Livio Ninni ha collaborato con DissensoCognitivo e Luogo Comune e insieme ai due ha esplorato un ex fabbrica abbandonata a Bologna.
Si tratta dell’ex STAVECO, Stabilimento Veicoli da Combattimento, uno dei fiori all’occhiello della Bologna di fine ‘800 e vanto italiano di un’industria principalmente al femminile capace di dare lavoro fino a 12000 operai durante la guerra e rifugio a zingari, arabi e indiani.
Oggi è un insieme di 52 capannoni abbandonati a loro stessi e si prevede un parziale recupero dell’area con l’affido al Centro Sociale Làbas sgomberato lo scorso Agosto.
Livio Ninni ha esplorato questi luoghi privi di vita e abitati unicamente da carcasse di materiali, ferraglia, tende e macerie, per riscoprire quel legame con il passato, con la storia e con il vissuto. La fabbrica appartiene a quelle rovine che neppure la natura dirompente è riuscita a cancellare del tutto e che anzi vanno a alimentare quel fascino tipico e proprio del decadimento e della storia che tanto desidereremmo possedere nel presente. È infatti intrinseco dell’uomo vivere il presente dei residui di un passato senza ripeterlo, cosciente degli errori di ieri eppure in dovere di custodire o portare avanti ciò che fu.
Se siete interessati potete acquistare la vostra copia QUI.

Livio Ninni Residui Fanzine

Livio Ninni Residui Fanzine

Livio Ninni Residui Fanzine

Livio Ninni Residui Fanzine

Livio Ninni Residui Fanzine

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Livio Ninni Residui Fanzine

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Emplazamientos: Una mostra sulla luce, il colore e lo spazio a Buenos Aires

08/03/2018

L’Espacio Cavallero di Buenos Aires ospita in questi giorni “Emplazamientos. Luz, color, espacio”, si tratta di un indagine sulla relazione spaziale tra architettura e spettatore attraverso l’utilizzo della luce e del colore.
La mostra è curata da Luciana García Belbey e vede come protagonisti: Alberonero, Antonin Hako, Christian Riffel, David Petroni, Francisco Galán e Nelio. Un gruppo eterogeneo di artisti internazionali con background ed interessi differenti ma che condividono una personale sensibilità per il processo creativo e con i temi affrontati in questo show.
La collettiva pone l’attenzione sull’installazione site-specific e in particolare sulla relazione spaziale tra architettura e spettatore attraverso l’utilizzo della luce, incorporata sia modo materiale che simbolico, e il colore attraverso il suo rapporto con la luminosità, la trasparenza e l’opacità. Lo show analizza le intersezioni e i punti di incontro tra queste pratiche gettando le basi di un dialogo tra le opere in mostra, lo spazio ed il pubblico.
Il corpo di lavoro è caratterizzato dall’utilizzo di materiali e tecniche differenti, spaziando dall’architettura all’installazione, da oggetti scultorei e opere luminescenti, e considera lo spettatore un agente attivo, parte integrante e conclusiva dell’opera.

David Petroni ha lavorato all’ingresso della prima sala dell’Espacio Cavallero. Legato ad uno studio del coloro e della luce, l’artista attraverso effetti ottici e visivi combina questi elementi con l’obbiettivo di modificare la materialità degli oggetti con cui interagiscono. Una luce colorata colpisce i tre lavori in acrilico traslucido creando un effetto tridimensionale e un volume alterato. Si tratta di una sorta di ologramma che vuole interrogarci sulla dimensione reale e virtuale degli oggetti che vediamo.

Nell’ultimo periodo Nelio sta focalizzando la sua ricerca sul concetto di cancellatura spostando l’attenzione dalla forma alla mancanza della stessa. Egli per la mostra utilizza la luce in senso simbolico e soprattutto pittorico, per cancellare le sue figure in modo che siano appena percettibili. Per l’artista Francese la pittura è come un fenomeno di persistenza retinica e rappresenta la memoria immediata, nebulosa e astratta della luce, congelata nel suo movimento percettibile mentre scompare.
Il risultato di questo processo dà luogo ad una omogeneità quasi monocromatica, le opere funzionano come fonte di luce dove le forme risultano appena percettibili e creano una sensazione di alone nebuloso ed evanescente.

“Quattro” è invece il nome dell’oggetto pittorico realizzato da Alberonero. L’opera è stata realizzata durante il periodo trascorso dall’artista italiano a Buenos Aires ed è composta da quattro cornici quadrangolari di tessuto traslucido colorate delicatamente con una tavolozza di colori chiari, luminosi e vicini al bianco.
Ciascuno stoffa, che riprende la forma del quadrato elemento chiave della produzioni dell’artista, è posta a mo’ di diamante e sovrapposta a quella precedente. Proprio attraverso la sovrapposizione di colori differenti l’artista crea tonalità più forti ed intense, giocando con effetti ottici cromatici e veicolando sensazioni e stati d’animo diversi.

Christian Riffel ha lavorato all’interno del basement dello spazio proponendo una installazione site-specific in cui l’elemento principale è la luce. L’idea è quella di creare diverse proiezioni di ombre generate dall’interazione di più fonti di luce su diversi elementi, specchi e volumi geometrici scultorei tipici del linguaggio dell’artista Argentino.
L’idea è quella di spostare l’attenzione dal costruito ai fenomeni visivi che si verificano tra gli oggetti e l’interazione di questi con la luce, sottolineando la diversità delle sensazioni che ciò può far scaturire.

Francisco Galán ha realizzato un’installazione in cui un pendolo che pende dal tetto, con al suo interno una bobina di Tesla, interagisce con alcune lampade al neon di diverse dimensioni per creare una sorta di trama o disegno geometrico. L’opera è il risultato dell’interesse dell’artista per l’elettromagnetismo e la sua capacità di reagire alla luce fluorescente. Nell’installazione la luce è figlia dell’avvicinamento di due corpi che non si toccano ma che creano ‘eventi luminosi’ attraverso l’oscillazione pendolare. Si tratta di una riflessione sulla forza di ciò che è invisibile agli occhi ma che conserva tutto il suo potere quando interagisce con la materia.

A Buenos Aires da un anno, Antonin Hako per lo show ha realizzato una gigantesca scultura gonfiabile che si integra con l’architettura industriale del luogo, invadendo le finestre che si affacciano sulla strada ed alcune aree del piano rialazato. Realizzata con volumi di tessuto sottile e flessibile, l’opera si gonfia e si sgonfia simulando una sorta di respiro, cambiando forma durante la mostra e passando da una tensione fisica ad una superfice piatta ed inanimata. L’idea dell’artista è quella di riflettere sulla temporalità nell’appropriazione di uno specifico spazio.

Come il titolo dello show suggerisce Emplazamientos (posizioni) non si riferisce unicamente alla posizione e al posizionamento di determinati oggetti in un specifico spazio, ma sottolinea la capacità delle opere di generare esperienze specifiche attraverso un interazione sia con l’ambiente che le ospita sia con coloro che vengono a sperimentarle. Tutti i lavori mirano a generare attraverso la luce, il colore e lo spazio che occupano, sensazioni differenti stimolando non solo la percezione visiva ma anche la dimensione fisica di cui fanno parte. In mostra fino al prossimo 16 Marzo.

Espacio Cavallero
Ortega y Gasset 1957
Buenos Aires

Photo Credit: Julieta Sarraf

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Emplazamientos. Luz, color, espacio Buenos Aires Espacio Cavallero

Blaqk in Attica, Grecia

08/03/2018

Il duo Greco Blaqk composto da Simek e Greg Papagrigoriou ha da poco realizzato una nuova pittura sulla superfice esterna di una piccola struttura nell’Attica Greca.
I Blaqk continuano a sperimentare soluzioni differenti all’interno di luoghi ed ambienti distanti dal costruito. La volontà degli artisti è quella di porre in relazione le personali ricerche pittoriche in modo da evolvere il proprio percorso comune attraverso una relazione tra linguaggi diversi.
Il risultato è come sempre caratterizzato da una scala cromatica legata al bianco ed al nero e sopratutto dall’intreccio di forme piene e geometriche con elementi maggiormente gestuali e calligrafici.

Photo Credit: Dimitris Vasiliou

L’intimo progetto di Acca nell’Alta Versilia e nel Parco delle Alpi Apuane

07/03/2018

Il fascino della natura sta tutto nella bellezza di scenari isolati, distanti dal civilizzato e del costruito, ambienti in cui è possibile immergersi, riflettere ed assorbire sensazioni e stimoli differenti.
In questi anni Acca si è addentrato nei territori dell’Alta Versilia e nel Parco delle Alpi Apuane: luoghi veri, vivi e distanti dalla società odierna pervasa dal consumismo e dall’accelerazione costante. In questi scenari l’artista ha realizzato dal 2016 una serie di interventi con l’intento di raccontare in modo personale l’intimità di queste zone e gli stimoli che le stesse gli hanno saputo suggerire.
“Percorso” nasce come risposta alla società consumistica, è un distacco e un immersione nella natura dettata dall’esigenza di trovare uno spazio intimo, introspettivo, calmo e finalmente lento. Si sviluppa dapprima seguendo un tratto di strada e successivamente sfocia nel non civilizzato in quella che si potrebbe chiamare natura non ordinata.
Gli interventi sono sparsi, intimi, totemici e pensati per essere vissuti lentamente e per guidarci alla scoperta di un tracciato all’interno di ambienti autentici e sperduti. Acca si affida ad un linguaggio primordiale fatto di gesti e segni spontanei per raccontare l’essenza della vita lenta attraverso un percorso che nasce dall’esigenza di una decelerazione. Ci si perde nella natura in un esperienza che diviene tale solo se vissuta lentamente.
Il progetto è in continua evoluzione, non avrà infatti un termine prestabilito e nuovi interventi andranno ad accrescerne l’estetica ed il significato nei prossimi anni.

Photo Credit: The Artist

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Acca Street Art Percorso Progetto

Zosen e Mina Hamada a Estepona

07/03/2018

Nei mesi scorsi Zosen e Mina Hamada hanno realizzato una nuova e grande pittura a Estepona nei pressi di Malaga in Spagna. Il duo continua la riuscitissima collaborazione realizzando un nuovo e grande murale di 32 metri di altezza, interamente ispirato alla natura locale, ai colori mediterranei e al clima soleggiato che contraddistingue questi luoghi.
Grazie al I Concurso Internacional de Murales de Estepona le strade della città in questi anni hanno visto al lavoro diversi artisti per un totale di circa 40 murales differenti sparsi per tutto il territrio in aggiunta ad un progetto di street poetry. In questa piccola comunità spagnola i cittadini partecipano attivamente alla trasformazione delle strade, quasi del tutto pedonali, così che ognuna ha una sua e differente personalità.

Photo Credit: The Artists

Zosen Mina Hamada Street Art Estepona

Zosen Mina Hamada Street Art Estepona

Zosen Mina Hamada Street Art Estepona

Zosen Mina Hamada Street Art Estepona

Zosen Mina Hamada Street Art Estepona

Shifting Surfaces: La mostra di Aris e 2501 da Magma Gallery

07/03/2018

MAGMA gallery presenta “Shifting Surfaces”, una doppia mostra personale di 2501 e Aris, nomi di spicco dell’arte urbana Italiana accomunati da un percorso di crescita artistica che ha nei graffiti la sua comune radice.
Il corpo di lavoro ha visto l’immaginario e la ricerca dei due combinarsi in una nuova serie opere appositamente realizzate per questa nuova mostra.
Il titolo è un chiaro riferimento al grande dinamismo che accompagna la ricerca e le opere presentate da entrambi che, nonostante l’essenzialità cromatica, risultano caratterizzate da una forte tensione compositiva, una sorta di ritmo legato alla continuità del gesto e del segno. Sia le tipiche figure di Aris che l’approccio lineare di 2501 sono figli del processo, di un flusso in divenire che gioca con materiali e con livelli e sovrapposizioni di materia differenti.
2501 agisce nello spazio sviluppando nuove architetture compositive figlie del fare e dell’agire. Si tratta di un approccio in divenire in cui questi due elementi divengono fulcro creativo e propellente per la sperimentazione attraverso materiali e medium differenti, così come progetti e performance. Le sue linee suggeriscono una personale tessitura e scrittura sulla materia attraverso tracce, segni e gesti spontanei.
Le figure ed i profili tratteggiati da Aris sembrano muoversi come se fossero liquidi e mutevoli. Abbracciano forme e colori differenti riflettendo la sua ricerca su materiali e luoghi abbandonati. Proprio quest’ultimi sono il risultato del tempo, della stratificazione urbana e del passaggio dell’essere umano, Nelle produzioni dell’artista spray, tempera e marker si sovrappongono amalgamandosi e creando superfici al di sopra di quelle precedenti. Emergono così silhouette umane, elementi organici, forme e figure figlie dei differenti passaggi dell’artista sulla superfice di lavoro.
Come consuetudine per le mostre dello spazio Bolognese, la project room situata all’interno della galleria ha accolto una nuova installazione site-specific. Quest’ultima e la totalità dei lavori presentanti sottolineano la volontà dei due artisti di stimolare lo spettatore a scoprire ed interagire con le architetture dello spazio.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 24 di Marzo.

MAGMA gallery
Via Santo Stefano n. 164
40125 Bologna – IT

Photo Credit: Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces: La mostra di Aris e 2501 da Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Shifting Surfaces mostra Aris 2501 Magma Gallery

Tant dei Broken Fingaz in Vietnam

06/03/2018

Nelle scorse settimane Tant dei Broken Fingaz ha trascorso alcuni giorni in Vietnam realizzando una piccola pittura sull’Isola di Phu Quoc.
L’immaginario dei Broken Fingaz è figlio di una commistione di influenze ed elementi appartenenti a culture differenti e che tradotte, filtrate e rielaborate dal collettivo israeliano esplodono in un estetica del tutto personale. Si tratta di visioni pulp, psichedeliche, folli e spesso borderline con cui i Broken Fingaz affrontano temi legati ai desideri repressi dell’uomo, al sesso e la morte attraverso un piglio ironico ed altamente esplicito nei contenuti.
Non stupisce quindi la volontà degli artisti di spostarsi in giro per il mondo per assorbire elementi differenti, da elaborare e riproporre all’interno delle loro produzioni. Ultimo viaggio in ordine di tempo quello di Tant di cui vi lasciamo gustare il video e la bella serie di scatti che ne documentano l’esperienza nella bella isola vietnamita. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dei Broken Fingaz.

Photo Credit: The Artist

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Tant Broken Fingaz Street Art Phu Quoc Island

Jorge Pomar con Alberonero, Tybet e Antonin Hako a Buenos Aires

06/03/2018

Jorge Pomar Alberonero, Tybet Antonin Hako Street Art Buenos Aires

Dopo aver preso parte ai lavori per l’Altrove Festival, Jorge Pomar è tornato nella sua Buenos Aires dove ha realizzato due nuove pitture in collaborazione con Alberonero, Tybet e Antonin Hako.
Dal titolo “Colore e forma, Ejercizio Nº1” il primo intervento è stato dipinto in collaborazione con Alberonero. L’opera è caratterizzata da un approccio spontaneo e dal giusto mix tra i differenti linguaggi dei due artisti: Jorge Pomar si è occupato delle forme, l’artista Italiano si è invece concentrato sullo studio dei colori applicati alle stesse.
Dipinta su una enorme superfice ed intitolata “Dársena”, la seconda pittura ha visto Jorge Pomar collaborare con Alberonero, Tybet dei Turbosafary e Antonin Hako, quest’ultimo ex membro dei THTF.
Per questa grande opera il quartetto di artisti ha lavorato attraverso un linguaggio comune, ispirandosi a quello presente sui container e alle bandiere marittime. L’idea era quella di far sembrare l’intera struttura come una gigantesca nave astratta.

Photo Credit: The Artist

Jorge Pomar Alberonero, Tybet Antonin Hako Street Art Buenos Aires

Jorge Pomar Alberonero, Tybet Antonin Hako Street Art Buenos Aires

Jorge Pomar Alberonero, Tybet Antonin Hako Street Art Buenos Aires

Jorge Pomar Alberonero, Tybet Antonin Hako Street Art Buenos Aires

Jorge Pomar Alberonero, Tybet Antonin Hako Street Art Buenos Aires

Jorge Pomar Alberonero, Tybet Antonin Hako Street Art Buenos Aires

SBAGLIATO a Milano con una nuova installazione

06/03/2018

La ricerca di SBAGLIATO continua ad essere caratterizzata da un personale ricontestualizzazione visiva di elementi ed architetture, campionate e successivamente collocate in ambienti differenti.
La città per gli artisti romani rappresenta la principale ispirazione ed al tempo stesso assoluta protagonista attraverso un interazione totalizzante. Impegnati nel creare dimensioni percettive, varchi e possibilità inaspettate, attraverso le loro opere piegano la realtà offrendo infine possibilità, mondi e dimensioni inedite.
Nel corso del tempo il terzetto ha saputo sviluppare e produrre soluzioni differenti, spingendo in avanti il personale imaginario ed offrendo spunti e sensazioni di volta in volta differenti. Le loro opere continuano ad illudere lo sguardo modificando la morfologia di uno specifico ambiente.
L’ultima fatica di SBAGLIATO si intitola “Botanic Paper” ed un collage di 3x5metri realizzato come commissione privata a Milano. Tutti i dettagli ed il making of dell’opera nella bella serie di scatti di Micaela Costa, dateci un occhiata!

Photo Credit: Micaela Costa

SBAGLIATO Street Art

SBAGLIATO Street Art

SBAGLIATO Street Art

SBAGLIATO Street Art

SBAGLIATO Street Art

SBAGLIATO Street Art

SBAGLIATO Street Art

SBAGLIATO Street Art

SBAGLIATO Street Art

L’ultima serie di CT

05/03/2018

Diamo uno sguardo all’ultima serie di pittura realizzate nelle scorse settimane da CT.
L’artista Italiano continua lo sviluppo della personale ricerca astratta lavorando ad un alcuni nuovi interventi all’interno di vecchi edifici abbandonati, in strada ed in collaborazione con alcuni nomi della scena nostrana come GUE, 108, Fontface e Sorge.
La serie prosegue lo sviluppo di composizioni astratte non più legate unicamente alla rielaborazione delle lettere c e t, pietra angolare della ricerca di CT per molto tempo, per approdare ad un approccio maggiormente focalizzato allo spazio ed a dinamiche contemporanee. Ciascuno degli interventi riporta l’artista ad una dimensione analoga ai graffiti, ma soprattutto intima, umana e vicina nel gesto.
I dettagli nelle opere nella serie di scatti, nei prossimi giorni ad attendervi tutte le immagini della nuova mostra dell’artista presso la galleria Chiara Ronchini Arte Contemporanea. Stay tuned!

Photo Credit: Ekosystem

CT graffiti

CT graffiti

CT graffiti

CT graffiti

CT graffiti

CT graffiti

Cose da leggere la domenica

04/03/2018

 

Un bel cortometraggio che racconta vita ed opere dell’illustratrice Malika Favre. – FrizziFrizzi

L’agenzia britannica Handsome Frank, che rappresenta alcuni tra i più richiesti illustratori del mondo, da qualche anno produce una piccola serie di cortometraggi intitolata A Little Film About… per raccontare vita e opere degli artisti della loro scuderia.

It Just Does: A Conversation with Todd REAS James – Juxtapoz

Una bella e lunga intervista a Todd REAS James realizzata in occasione di “Interior” ultima mostra dell’artista presso la Eighteen Gallery di Copenhagen.

Surreal Psychedelia by Edward Carvalho Monaghan – Upper Playground

L’immaginario psichedelico dell’illustratore Edward Carvalho Monaghan (in copertina).

“Animal Bowls” by Jean Jullien – Case Studyo

Case Studyo e l’illustratore Jean Jullien tornano a collaborare con una nuova serie di piatti in porcellana.

e il video realizzato da Emanuele Kabu per Jazz Foo Foo dei Winterplay:

Questa settimana su Gorgo Magazine:

Il lungo racconto sull’ultima edizione dell’Altrove Festival di Catanzaro, il nuovo libro di BLU, il progetto di CHEAP a Bologna sui migranti, le installazioni dei Luzinterruptus a Madrid, il murale di Mp5 nei Quartieri Spagnoli a Napoli, la mostra di Ed Bats da Parlour Project.
Online anche il primo episodio di Gorgo meets Podcast con Guido Bisagni 108.

Alla prossima settimana.

 

 

L’ultimo murale di Liqen a Porto

03/03/2018

Nuovo aggiornamento per Liqen, l’artista Spagnolo ha realizzato un nuova e grande pittura all’interno della più piccola strada di Porto. Si tratta di un personale omaggio alla splendida città Portoghese, ai suoi personaggi e artigiani.
Liqen gioca con la particolare architettura del luogo attingendo dal personale immaginario e dipingendo un gatto blu con alcuni edifici sulla schiena. Surreale e poetica, la figura emerge da una piccola apertura tra due palazzi.
L’artista ha accompagnato “El gato de cobalto o perspéntico”, questo il titolo dell’opera, con un breve estratto che rende efficacemente la sua idea di Porto e tutta la poetica che si cela dietro il risultato finale.

“Once there was a city with many lives, that walked agile aimlessly among the void, could pass without being seen, without wanting it its only purpose was its own existence, it could transmute but it felt good with its new body covered by a sea of ​​blue hair, lived in a desert that had endured centuries of change, was once a peninsula surrounded by the sea, where there was plenty, but the advances made the sea to dry and now only his hair is simulating the ocean, some bright streets and the spirit of the boatman who accompanies him sailing on a sea of ​​sand, but life continues in all its forms and only the evolution of these strange advances, alien to nature, could end up again with this beautiful being … this city has a cat’s body , his hair is cobalt blue color coming from the archeogenetic influence of centuries of craft wisdom on small ceramic plates that were used to cover the facades of buildings, back from the east, later would come here to the trans (a) parence Europe. This living city, this way of life was not such, just a mirage in the desert.” – Liqen stories from ”Nueva vida“, 2013.

Photo Credit: The Artist

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

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Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

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Liqen cat mural porto

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Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Liqen cat mural porto

Insert Disc 2: La mostra di Ed Bats da Parlour Projects

03/03/2018

A distanza di un anno da “Bauza IslandEd Bats torna ad esporre negli spazi del Parlour Project di Hastings in Nuova Zelanda con una nuova personale.
Aperta lo scorso 20 Gennaio ed ideale proseguo di quanto mostrato nel precedente corpo di lavoro, “Insert Disc 2” presenta una nuova serie di opere astratte del giovane neozelandese. Lo show è il risultato dello studio dell’artista sulla manipolazione di forma e colore.
Con questa nuova mostra Ed Bats sottolinea la propria ossessione per la combinazione di elementi differenti. Nei dipinti, attraverso la teoria dei colori, nelle installazioni e nelle sculture, mettendo in relazione oggetti differenti. Egli sottolinea come tutto ciò che incontra durante la sua giornata, dagli elementi su muro come i buff dei graffiti passando per oggetti e materiali differenti trovati in strada, eserciti una profonda influenza sulla sua intera produzione. L’autore vede le sue opere come una personale risposta agli stimoli visivi in cui si imbatte giorno dopo giorno.

Parlour Projects
306 Eastbourne St East Hastings 4122
Hawke’s Bay, New Zealand

Photo Credit: Parlour Project

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

Ed Bats Insert Disc 2 Parlour Projects

L’installazione dei Luzinterruptus sulla violenza fisica e mentale sulle donne

02/03/2018

I Luzinterruptus sono soliti realizzare interventi contraddistinti da una critica e riflessione su quelli che sono i problemi della società moderna. Si tratta nello specifico di installazioni caratterizzate da una forte interattività e dall’utilizzo di plastica e luci come strumenti di lavoro.

Più volte orientati verso una riflessione circa l’eccessivo utilizzo della plastica, in “Look before you cross” gli artisti scelgono di affrontare uno dei grandi temi di quest’ultimo periodo: la violenza sulle donne.
La serie di installazioni, tutte realizzate a Madrid, li ha visti tentare di visualizzare e rendere tangibile tutto lo sgomento di una donna prima di una violenza fisica e mentale il cui unico scopo è quello di controllarne corpo, mente ed ogni singolo aspetto della vita.
Gli scenari di questi atti sono piuttosto diversi e, nonostante le battaglie sull’uguaglianza, il rispetto e quelle per porre fine alle violenze domestiche di genere, la maggior parte della popolazione femminile ‘civilizzata’ coabita con leggi volte a ridurne il ruolo sociale alla semplice riproduzione.

Partendo da questi concetti i Luzinterruptus hanno installato una serie di 25 bambole gonfiabili – riutilizzando quelle di un precedente intervento del 2014 – con mani legate, bocche sigillate e le immancabili luci.
La scelta degli spot non è stata affatto casuale, ma ha visto gli artisti cercare quegli attraversamenti pedonali pericolosi per le donne ed ideali per rappresentare i concetti del progetto. Ad esempio alcune bambole sono state posta davanti al Ministero di Giustizia, altre sul Parque del Oeste, un area ben nota per l’alto livello di prostituzione.

Photo Credit: Melisa Hernández

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid

Luzinterruptus  Look before you cross installation Madrid