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I murales di Aryz a Manresa e Linz

05/09/2018

Aryz ha da poco dipinto due grandi murales rispettivamente a Manresa, piccola cittadina nella Catalogna e a Linz in Austria, in entrambi i casi l’artista spagnolo ha lavorato attraverso una stilistica più vicina ai suoi lavori in studio.

Con il crowdfunding del suo prossimo libro ormai concluso (l’uscita è prevista per il prossimo autunno), Aryz torna a lavorare in strada attraverso una rinnovata sensibilità. Entrambe le opere appaiono caratterizzate da una palette di colori più vibrante con pennellate mirate e decise per costruire le fattezze dei due diversi protagonisti.
L’impressione è quella di un profondo avvicinamento tra le produzioni in studio e la pittura in strada con i due risultati finali che somigliano molto ai disegni a colori e agli schizzi tipici dell’autore. Al tempo stesso è innegabile come lavori di questi tipo allontanino Aryz da una pratica decorativa, accorciando inoltre le distanza tra muralismo e disegno puro.

Photo credit: The Artist

Aryz street art Manresa Linz

Aryz street art Manresa Linz

Aryz street art Manresa Linz

Ragusa FestiWall 2018 – Public Art Festival 10 – 16 settembre 2018

05/09/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con FestiWall il festival internazionale di arte pubblica che per il quarto anno animerà la città di Ragusa.

Il festival prosegue un percorso di ricerca nell’ambito della migliore arte pubblica internazionale, con lo scopo di offrire alla città un panorama completo delle ultime produzioni della street art e confrontarsi con i alcuni dei rappresentanti più interessanti.
Le 6 opere murali di quest’anno si sommeranno ai 16 muri delle passate edizioni, opere permanenti consegnate alla comunità che hanno attivato un processo di rigenerazione urbana e hanno dato la possibilità ai cittadini di vivere in maniera partecipata il proprio territorio.

Se nelle prime tre edizioni il festival si è rivolto prima al nuovo centro cittadino, poi alla zona popolare del quartiere Selvaggio, e infine al centro storico di Ragusa, ora si concentra sulla zona nord della città, quella industriale, densamente popolata, ma priva di punti di socializzazione.
Per questa edizione gli artisti coinvolti ovvero Hense, Mohamed L’Ghacham, Alexey Luka, Telmo Miel, Pastel, Dimitris Taxis, lavoreranno nell’area della città che va da viale Europa a via Archimede fino al viale dei Platani.

Anche in questa nuova edizione FestiWall sceglie di trasformare uno spazio esistente nel suo quartier generale. Il cuore della manifestazione sarà all’interno degli spazi del Lanificio: un’ex fabbrica tessile realizzata agli inizi degli anni ’60 da un imprenditore illuminato, con sistemi costruttivi e architetture all’avanguardia, uno dei più importanti siti di archeologia industriale della città.

All’interno degli spazi dell’ex fabbrica le 4 esposizioni site specific di Clemens Behr, che realizzerà un’installazione con i materiali trovati all’interno dello stabile, Alex FaKso con una mostra di opere fotografiche inedite dal 2013 ad oggi, Luca Font con un progetto site specific in realtà aumentata e infine Gurrieri/Sciveres dai cognomi degli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres, che hanno condotto uno studio sul recupero dell’area di archeologia industriale del Lanificio. Insieme a un team di giovani professionisti e all’agenzia di comunicazione Go Marketing & Co. è stato redatto un masterplan dell’area alla ricerca di nuove e inedite strategie urbane. Il gruppo di architetti ragusani espone la ricerca condotta in questi mesi dal titolo Cose dell’altro mondo, che prevede il riuso dell’area privata per generare, anche solo temporaneamente, nuovi spazi di aggregazione in una zona che, pur essendo di recente costruzione e ricco di abitanti, risulta priva di spazi di socializzazione.

Oltre alle mostre, il Quartier Generale ospiterà tutti gli eventi della manifestazione: due workshop, uno con Luca Barcellona, calligrafo tra i più noti in Italia e in Europa, e l’altro di linocut, tecnica di stampa diretta su carta, cartone o stoffa con Elena Campa; la proiezione del documentario FAME di StudioCromie; una serata dedicata alla Stand Up Comedy con Pietro Sparacino; il talk La città possibile a cura degli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres con Francesco Pagliari; e infine i live de L’Elfo, Gigante, Amato Jazz Trio, Go Dugong, Tama Sumo e molti altri.

L’indipendenza del progetto, la capacità di innescare relazioni durature con partner attivi sul territorio, la ricchezza dell’offerta culturale e la puntuale analisi delle dinamiche urbane, rendono FestiWall un unicum sulla scena artistica italiana e contribuiscono a trasformare Ragusa in una delle mete di riferimento per gli appassionati di street art.

Artisti e location FestiWall 2018:

Headquarter: Lanificio – Via Feliciano Rossitto 7
Clemens Behr + Alex FaKso + Luca Font + Gurrieri / Sciveres

Muri:
Hense – Cantiere Argo Software – Viale Europa, Liceo Scientifico E. Fermi
Mohamed L’Ghacham – Muro Fazio Neon – Viale Europa
Alexey Luka – Muro La Torre – Via Canova / Via Pio La Torre
Telmo Miel – Muro Canova – Via Canova / Via Pio La Torre
Pastel – Muro Siet, Via Archimede
Dimitris Taxis – Muro Geometra – Via G. la Pira / Viale dei Platani, Istituto Tecnico Rosario Gagliardi

Ragusa FestiWall 2018 - Public Art Festival 2018

Il murale di Gods in Love e Raffaele Fiorella a San Vito dei Normanni

05/09/2018

Dopo la bella collaborazione realizzata lo scorso anno a Barletta Gods in Love e Raffaele Fiorella uniscono nuovamente gli sforzi in un nuova pittura realizzata nei giorni scorsi a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi.

Intitolata “15” l’opera ha visto Gods in Love e Raffaele Fiorella unire la loro estetica con lo scopo di crearne una assolutamente nuova e caratterizzata dalla fusione dei personali universi stilistici, diversi, ma molto vicini.
L’intervento è promosso dall’ associazione culturale “La Chimera” sugli spazi esterni del laboratorio urbano “EX Fadda”. Il laboratorio è anche sede delle attività dell’associazione, una scuola d’arte contemporanea per bambini e bambine nata per far immergere i ragazzi nelle pratiche artistiche contemporanee attraverso una esperienza tra pedagogia ed arte.

Gods in Love e Raffaele Fiorella hanno quindi lavorato a stretto contatto con i bambini de “La Chimera”, tutti ragazzi dai 7 ai 10 anni, stuzzicandone la fantasia e le impressioni man mano che la pittura veniva ultimata. Per questi ragazzi osservare i particolari personaggi che prendono vita a due passi dai loro piedi, ha dato modo di creare e sviluppare altre idee altrettanto interessanti. Una volta ultimata l’opera hanno infatti reinterpretato in modo personale i characters fino a sviluppare con gli stessi artisti alcuni modelli 3d ora collocati all’interno del laboratorio.

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Liqen a Monaco di Baviera per Positive Propaganda

04/09/2018

Si rinnova la collaborazione tra Liqen e gli amici di Positive-Propaganda, l’artista Spagnolo ha infatti da poco realizzato un nuovo e grande murale a Monaco di Baviera.

Per questa suo secondo progetto Liqen, dopo Visions of today in the hallucinatory of Adan and Eva, cambia registro abbracciando appieno un impostazione maggiormente criptica.
Se sulla precedente pittura egli esprimeva tutta la fragilità, le discrepanze e le problematiche di una società moderna accelerata e sempre più in crisi, in questa nuova fatica sceglie di lavorare in maniera maggiormente introspettiva esprimendo sulla grande superficie a disposizione alcune personali riflessioni.

“The Cabinet of curiosities”, titolo di quest’opera, viene definita dall’artista un compendio di motivi, rarità e oggetti che sono apparsi nella sua mente durante tutto l’arco della sua vita. Accade così che le preoccupazioni, i ricordi durante le intense fasi di osservazione e disegno, il gusto per la morfologia animale e la personale inclinazione a mutare e trascendere la propria coscienza di sé, diventino i protagonisti di questa nuova fatica.
In questo modo l’opera restituisce alcuni degli elementi che da sempre contraddistinguono le produzioni di Liqen sottolineando (semmai ce ne fosse il bisogno) la grande capacità dell’artista di intrecciare e combinare natura, tecnologia e oggetti di uso comune all’interno di un unico immaginario. Quest’ultimo continua ad essere abitato da personaggi irreali, eppure appare vivo e quanto mai capace di rispecchiare sia i pensieri e le diverse sensibilità dell’artista, sia di intercettare tutte quelle problematiche che stanno caratterizzando questo momento storico.

Photo credit: The Artist

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

Un viaggio per le stelle: Il murale di ZED1 a Montegranaro

04/09/2018

Zed1 è stato invitato a Montegranaro nelle Marche per prendere parte ai lavori per il Veregra Street Festival, l’artista per la rassegna ha realizzato una imponente pittura caratterizzata da diversi livelli di lettura e molteplici spunti.

Ispirato dalla particolare struttura architettonica, “Un viaggio per le stelle”, questo il titolo dell’opera, prende vita sulla facciata esterna del cinema ‘La Perla’. Zed1 ne divide lo spazio attraverso una narrazione in quattro differenti parti pensata per dare l’impressione di osservare dentro a delle scatole sovrapposte tra loro ed abbandonate in un vecchio ripostiglio o in cantina. La lettura dell’opera, da sinistra verso destra per poi finire sulla sezione in alto con l’ultima parte, restituisce la storia di un sogno che si realizza.

La prima parte dell’opera s’intitola “Quei tesori nascosti in cantina”. Qui troviamo rappresentate scatole ed oggetti accumulati in una cantina, fra cui un vestito e delle scarpe da ballerina, un binocolo ed un libro con sopra scritto ‘Una vita da danzare’. Una giovane ragazza sta afferrando il libro e, metaforicamente attraverso il ritrovamento di questi oggetti, sta scoprendo la sua passione per la danza.

La seconda parte ha il titolo “La visione di un sogno”. Qui la ragazza brama il successo guardando il cielo con il binocolo ritrovato in cantina, osserva le stelle sognando di diventare una danzatrice affermata, ma si trova ancora in una fase di transizione perché indossa le scarpette ed il vestito da ballerina sopra ai suoi vecchi abiti, dei quali non si è ancora completamente liberata.

La terza sezione è intitolata “Sfiorando il cielo”. La protagonista è diventata ormai una ballerina ed impila vari oggetti, tra cui quelli trovati in cantina, per salire fino al cielo ed afferrare le tanto desiderate stelle. Questa parte del racconto vuole educarci sull’importanza di saper riorganizzare la propria vita per raggiungere gli obiettivi preposti ed afferrare il successo.

La quarta ed ultima parte del racconto è “Smarrirsi tra le stelle” e rappresenta il finale e la morale di questa storia. La ballerina sta sotto un cielo sereno, ormai immersa tra le stelle e all’apice del suo successo; le stesse però la seppelliscono quasi interamente, senza lasciarle fiato. Così facendo l’artista ha rappresentato quel successo che, se non saputo ben amministrare, rischia di farci perdere la strada maestra e farci naufragare.

Zed1 articola così un nuova opera densa di riflessioni dove sottolinea l’importanza di vivere cercando di raggiungere i propri sogni mantenendo i piedi ben saldi a terra per evitare che le personali aspirazioni diventino una disfatta.

Photo credit: Matteo Cognigni

Zed1 Montegranaro Street Art

Zed1 Montegranaro Street Art

Zed1 Montegranaro Street Art

Zed1 Montegranaro Street Art

Zed1 Montegranaro Street Art

Cardo del Montgó: Il murale di Pastel a Valencia

03/09/2018

Nelle scorse settimane l’artista Argentino Pastel ha realizzato una nuova e grande pittura a Valencia sulla sede dell’azienda Spagnola FERMAX.

Specializzata nella progettazione di sistemi di comunicazione e controllo accessi, la FERMAX ha offerto all’artista una superfice di lavoro di circa 1600m2 convertiti da Pastel in un nuovo e iconico grande intreccio di fiori e piante che avvolgono l’intero stabile.

Dal titolo “Cardo del Montgó” l’opera di Pastel è il secondo lavoro in pochi anni a prendere vita sugli spazi esterni dell’edificio, la precedente pittura era stato realizzata nel 2012 dalla XLF Crew.

Photo credit: The Artist

Pastel Valencia Mural Fermax

Pastel Valencia Mural Fermax

Pastel Valencia Mural Fermax

Pastel Valencia Mural Fermax

Auðumbla: Il murale di AEC Interesni Kazki a Skien in Norvegia

03/09/2018

AEC degli Interesni Kazki è stato invitato a Skien in Norvegia per realizzare una nuova pittura per il progetto Art For All In The World, l’opera fa seguito a “Trekkfuge“, intervento realizzato lo scorso anno dall’artista Ucraino a Sandefjord sempre in Norvegia.

Per questa nuova grande pittura AEC ha preso ispirazione dalla cultura e mitologia norvegese, intitolato “Auðumbla”, il dipinto è infatti una personale rielaborazione della mucca primordiale Audhumbla presente in diversi miti e credenze del nord Europa.

Photo Credit: The Artist

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

Jeroen Erosie e Sobekcis insieme a Rotterdam

04/08/2018

I gemelli Sobekcis e Jeroen Erosie sono stati invitati da Foundation MESH a realizzare una nuova a Rotterdam nei Paesi Bassi per il progetto Color Block.

La Fondation MESH è impegnata nella creazione di collaborazioni tra artisti locali e internazionali gettando le basi per uno scambio, sviluppo e valorizzazione di reti internazionali nel mondo dell’arte. I progetti realizzati da MESH sono pensati per essere accessibili da un vasto pubblico e soprattutto mirano ad avere una forte rilevanza all’interno di uno specifico ambiente di lavoro.
Color Block è il progetto della fondazione che combina la creazione di un opera d’arte pubblica con un laboratorio educativo per i giovani. L’idea è quella di far apprendere ai ragazzi come dipingere un murale prendendo ispirazione dagli artisti che di volta in volta partecipano al progetto.

Per la terza edizione di Color Block Jeroen Erosie e Sobekcis hanno unito gli sforzi su una lunga parete di 400 metri quadrati, gli artisti hanno realizzato una composizione astratta caratterizzata dall’intreccio dei rispettivi immaginari e da una comune scala cromatica.

Photo Credit: Erosie

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

L’installazione dei Quintessenz nell’Isola di Paxos

03/08/2018

Kagkatikas Secret è l’installazione realizzata da Thomas Granseuer e Tomislav Topic aka Quintessenz nell’Isola di Paxos in Grecia per il Paxos Contemporary Art Project.

Interamente finanziato attraverso una compagnia su Kickstarter il Paxos Contemporary Art Project ha coinvolto otto differenti artisti. Ciascuno di essi si è misurato e confrontato con la natura selvaggia della splendida isola greca, intervenendo all’interno di strutture esistenti e siti naturali a cielo aperto attraverso opere su carta, sculture, performance, murales e installazioni audio / video.

Il duo tedesco ha lavorato nel villaggio di Kagatika all’interno di una piccola rovina risalente a circa 400 anni fa. L’installazione è infatti pensata per suscitare un contrasto tra il vecchio e il nuovo, in attesa che il pubblico possa contemplare l’opera.
I Quintessenz hanno quindi realizzato 120 differenti tonalità divise in altrettanti strati di materiale verniciato con lo spray. Muovendosi all’interno della piccola struttura ogni strato diventa più prominente quando si cammina verso la finestra dalla quale è possibile vedere l’opera in tutta la sua ampiezza.

Ad accompagnare il nostro tempo un bel video recap e i dettagli di questa nuova installazione, dateci un occhiata e se vi trovate in zona sarà possibile vedere da vicino il lavoro fino al prossimo 9 di Settembre.

Photo Credit: The Artist

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Work & Play: Il murale di Otecki a Buffalo

03/08/2018

Wojciech Kołacz meglio noto come Otecki è stato invitato dalla galleria Albright Knox per un progetto d’arte pubblica all’interno dell’ex distretto polacco di Buffalo, New York.

“Work & Play” è un opera caratterizzata dalla miscela di elementi astratti e geometrici con soggetti figurati. Otecki ha dipinto diverse figure umane: una madre che tiene in braccio un bambino, un uomo che scrive o schizza qualcosa sulla carta, alcune persone con strumenti, una ragazza che pianta fiori, una figura con in mano una palla blu, simbolo del pianeta, della forza e della perfezione universale.

Le azioni quotidiane che si mescolano con attività di gioco/divertimento in un opera che sottolinea come il lavoro e il gioco definiscano il ritmo naturale della nostra esistenza – la psicologia e scienza sottolineano il ruolo e l’importanza del gioco nell’educazione e nella crescita personale – insegnandoci come utilizzare la nostra energia in modo creativo in un processo che è esso stesso fonte di gioia.

L’intreccio imbastito da Otecki stimola l’osservatore a utilizzare la propria immaginazione attraverso una interpretazione personale della composizione finale. Lo stesso artista sottolinea come l’arte si realizzi pienamente nel momento in cui lo spettatore interpreta ciò che è invisibile utilizzando le sue emozioni, la sua sensibilità e le sua intelligenza.

Photo Credit: Jeff Mace and The Artist

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

I murales di Morik a Kiev e Horsens

02/08/2018

Nuovo aggiornamento per Morik, l’artista Russo ha lavorato a due nuovi grandi murales a Kiev in Ucraina e Horsens in Danimarca.

Curato da Oleg Sosnov, il primo intervento è stato dipinto sulla parete esterna di un ospedale per la riabilitazione. In quest’opera l’artista ha scelto di lavorare attraverso temi legati al restauro e al ringiovanimento con l’intento di imbastire una metafora sul rimettere insieme i pezzi di qualcosa che precedentemente era intero.
La pittura dipinta a Horsens è invece ispirata agli elementi presenti intorno allo spazio e in particolare alla forte spinta industriale che ha caratterizzato la storia della cittadina danese.

Entrambe le pitture dimostrano la sensibilità e volontà di Morik di dipingere opere fortemente legate all’ambiente di lavoro. Egli guarda ancora una volta a quegli elementi e peculiarità tipiche di un luogo con l’intento quindi di inserirsi in uno specifico tessuto urbano senza alcun tipo di imposizione ma abbracciando piuttosto quelle che sono le sue caratteristiche.

Photo Credit: Stefan Serhiy and The Artist

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

L’Árzdora: Il doppio murale di Hyuro a Cotignola

02/08/2018

Con quest’ultima doppia pittura realizzata da Hyuro continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del progetto Dal Museo al Paesaggio di Cotignola. Curato dal Museo Varoli, il progetto da anni sta arricchendo il tessuto urbano della cittadina in provincia di Ravenna attraverso interventi specifici e pensati per riflettere la memoria collettiva, la storia e l’identità del territorio.

In “L’Árzdora” Hyuro evoca quella che era la struttura e la composizione della famiglia durante il Settecento, una struttura multigenerazionale, profondamente gerarchica e codificata attraverso regole severe e comunemente accettate.
In questo regime tutte le donne e le mogli vivevano sotto l’autorità matrimoniale e paradossalmente quella che era l’unica forma di emancipazione dall’autorità paterna, vale a dire il matrimonio, dava origine a una nuova sottomissione, quella al marito. Nelle gerarchie della famiglia la donna dopo il matrimonio veniva trattata quindi come l’ultima ruota del carro.

Tradizionalmente a Cotignola l’ingresso della sposa all’interno della nuova famiglia veniva accompagnato dal rituale della suocera, che accoglieva la nuora sulle scale con un grosso cucchiaio. Un offerta e simbolo di incarico per le faccende domestiche. La donna che voleva competere con gli uomini in Romagna veniva chiamata “Árzdora” ovvero colei che vuole andare oltre le funzioni assegnate dalla società patriarcale e mostrare le sue capacità competendo con il marito.

Photo Credit: The Artist

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

La tragicità della guerra nel murale di Eron a Cevo in Valle Camonica

02/08/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con Wall in Art, rassegna d’arte pubblica sostenuta da enti ed istituzioni locali e dalla direzione artistica di Ozmo e il coordinamento di Sergio Cotti Piccinelli e Simona Nava, che da due anni sta portando alcuni dei nomi più importanti della scena italiana e internazionale a contatto con i suggestivi paesaggi della Valle Camonica.
La Valle Camonica è situata nella Lombardia orientale ed è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità grazie alle circa 250 mila incisioni rupestri presenti su tutto il territorio. Obbiettivo della rassegna è quello non solo di promuovere il territorio ma anche di porre in relazione le opere preistoriche con una pratica artistica contemporanea come il nuovo muralismo.

Il primo artista di questa nuova edizione è Eron che ha realizzato una nuovo intervento sulla parete dell’ex scuola comunale del piccolo centro di Cevo in Valsaviore. L’opera miscela pittura e fenomeni percettivi omaggiando la memoria storica e collettiva del luogo ed ergendosi inoltre come riflessione sulla tragicità della guerra.
L’intervento è parte di “Soul of the Wall” serie di lavori realizzati dall’artista che prendono spunto dal fenomeno percettivo della pareidolìa in cui egli fa letteralmente ‘trasudare’ dalle pareti le figure e le immagini desiderate.

“Soul of the Wall Cevo”, questo il titolo dell’opera, vede una serie di figure legate al vissuto dell’edificio e alla storia del comune emergere dalle macchie di fuliggine ricreate dall’artista. Eron rievoca l’incendio del 3 Luglio 1944 in cui l’intero paese venne bruciato in un atto di rappresaglia contro i Partigiani e in cui 800 persone rimasero senza un casa (su una popolazione di circa 1200 abitanti).
Nell’opera è presente il volto evanescente di Maddalena Bazzana detta ‘Nena’, maestra e prima donna a praticare l’alpinismo a Cevo. Alla sue spalle invece tre scene legate alla Resistenza e alle battaglia in alta quota: il maestro Bartolomeo Cesare Bazzana, padre di Maddelena, guida autorevole della comunità e partigiano colto nell’istante drammatico del controllo documenti, l’ultimo abbraccio tra un soldato e la sua donna e infine la scalata al fronte dell’alpino.
Eron rievoca momenti cruenti e dolorosi al fine di riflettere e farci interrogare sul senso della guerra, ancora una volta l’artista inserisce infatti le colombe, un simbolo di pace, mentre fuggono dall’oscurità dell’incendio e dalla devastazione della guerra che così profondamente ha colpito questi luoghi.

Photo Credit: The Artist e Bassanesi

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Italian Gateways: Il progetto di SBAGLIATO a Monaco di Baviera

01/08/2018

A caratterizzare la totalità delle produzioni di SBAGLIATO la grande capacità degli artisti di piegare, modificare e distorcere il paesaggio urbano attraverso l’inserimento di elementi architettonici appartenenti a luoghi diversi. Manipolando la realtà attraverso l’installazione di scorci e immagini campionate in strada, le opere degli artisti suggeriscono a chi osserva varchi e possibilità infinite ed inedite.

Il terzetto con base a Roma è stato recentemente invitato da The Trip Magazine ha realizzare una serie di interventi per le strade di Monaco di Baviera in Germania.
Il progetto, intitolato “Italian Gateways”, ha visto SBAGLIATO installare alcuni scorci di Bari, Bologna, Firenze, Venezia e Verona, ovvero le cinque città che è possibile raggiungere da Monaco di Baviera grazie ad Air Dolomiti, compagnia aerea coinvolta nella realizzazione del progetto. Date un occhiata ai dettagli degli interventi in galleria e al bel video del making of!

Photo/Video credit: Luca Imberi

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

La matematica del colore nell’opera di Alberonero a Mazara del Vallo

01/08/2018

Quest’ultimo anno per Alberonero ha coinciso con un deciso spostamento verso una pratica artistica maggiormente relazionale nei confronti dello spazio pubblico. Alle molteplici installazioni realizzate negli ultimi mesi l’artista ha saputo affiancare progetti pittorici con i quali mantenere ben saldo il rapporto con la pittura su parete, ultimo questo realizzato a Mazara del Vallo in Sicilia.

Intitolata “86+73” l’opera prende vita negli spazi di Periferica, progetto di rigenerazione urbana avviato nella periferia di Mazara del Vallo all’interno dell’area dismessa di oltre 3000 metri quadri che comprende una cava di tufo ed un ex-asilo degli anni ’80.
Con il supporto di Linvea, industria di vernici italiana leader nel settore che ha fornito oltre 300 litri di vernice e con la curatela di Viavai Project, Alberonero ha realizzato una pittura che trasforma completamente la sede di Periferica attraverso l’utilizzo della matematica del colore.

Se il colore rappresenta l’elemento centrale del lavoro, alla base dell’opera la volontà di modificare la percezione dello spazio attraverso l’interazione delle tinte (159 toni di colori differenti) con tutti i corpi edilizi presenti al fine di creare una nuova visione. Il progetto è infatti caratterizzato da una duplice percezione, bidimensionale e tridimensionale, che si sviluppa fra tetti, pavimenti e pareti.

L’artista ha studiato lo spazio architettonico ricercando le sensazioni che lo stesso può trasmettere. La forma viene azzerata grazie all’uso del bianco mentre il quadrato diviene ancora una volta mezzo di espressione puro di ogni singola cromia. In questo modo in base alla disposizione ogni colore genera diverse possibilità di interpretazione e trasmissione sensoriale ed emotiva dello spazio, un esempio di arte pubblica che ci piace.

Photo Credit: Matteo Bandiello

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Il murale di Tellas a Matino in Puglia

01/08/2018

Prosegue la fruttuosa collaborazione tra gli amici di Viavai Project e Tellas, l’artista italiano ha infatti da poco terminato di dipingere una nuovo intervento a Matino in provincia di Lecce in Puglia.

Dopo la pittura realizzata per Incoho, Tellas ha trasformato gli spazi esterni di FVF Fortunato, laboratorio di serigrafia tessile con sede a Matino. L’opera segue gli ultimi exploit dell’artista con una nuova combinazione di elementi grafici saturi e astratti e sezioni naturali che modificano completamente la percezione dell’intera struttura architettonica. Tutti i dettagli dell’intervento e gli scatti del making of nella galleria di immagini, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di Tellas.

Photo Credit: Matteo Bandiello

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Il murale di Fikos a Patrasso ispirato alla battaglia dei centauri

20/07/2018

Fikos è tra gli artisti che hanno preso parte alla terza edizione dell’Art Walk Festival di Patrasso in Grecia per il quale ha realizzato un nuovo murale ispirato alla Battaglia dei Centauri.
La Battaglia dei Centauri o Centauromachia è un tema classico della mitologia greco presente anche sul Partenone dell’Acropoli di Atene e, secondo alcuni studiosi, rappresenta la vittoria della civiltà contro le barbarie.
Realizzata con il consueto stile vicino all’arte bizantina, l’opera è stata dipinta sul Palazzo della Regione della Grecia Occidentale e illustra una delle scene del mito, nello specifico quella in cui Teseo sta sconfiggendo il centauro Eurytion per salvare Ippodamia.
Fikos ha aggiunto alla pittura una citazione di Niccolò Machiavelli che richiama proprio al tema dell’opera: “Ci sono due modi di contestare. Quello della legge, l’altro dalla forza; il primo metodo è appropriato per gli uomini, il secondo per le bestie”.

Photo Credit: The Artist

Fikos Street Art Patras Art Walk Festival

Fikos Street Art Patras Art Walk Festival

Fikos Street Art Patras Art Walk Festival

Fikos Street Art Patras Art Walk Festival

Eltono ha dipinto l’intero piano di un grattacielo a Miami

19/07/2018

Per X Miami, progetto curato da Biinary Studios, Eltono ha dipinto un intero piano di un grattacielo a Miami.
X Miami è un progetto d’arte pubblica all’interno di un grande grattacielo a Miami, la struttura è un complesso di appartamenti e spazi per il co-working che nell’ultimo periodo ha ospitato diversi interventi, perlopiù installazioni e opere site-specific, di alcuni degli artisti più interessanti del panorama internazionale, tra cui Eltono.
L’artista Francese ha lavorato su tutta la superfice a disposizione, dalle pareti al pavimento e fino al soffitto, realizzando una delle sue iconiche pitture astratte. L’opera, un’unica composizione geometrica che avvolge l’intero piano, modifica in modo totalizzante la percezione dello spazio.

Photo credit: @parcialmentenublada

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Zoer a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

19/07/2018

Torniamo per le strade di Rabat in Marocco per dare uno sguardo alla pittura realizzata da Zoer per il JIDAR – Toiles de Rue Festival di quest’anno, a distanza di qualche mese l’artista ha infatti completato il suo intervento chiudendo in questo modo l’eccellente edizione 2018.

Zoer ha saputo sviluppare una personale iconografia basata su elementi e manufatti logori, abbandonati e di uso comune che, disposti come oggetti accatastati, rappresentano un ideale metafora della transizione tra natura morta e paesaggio. L’artista Francese utilizza le automobili come il simbolo perfetto, una rappresentazione della cultura, delle aspirazioni e dei desideri di questo particolare momento storico. L’obbiettivo è infatti quello di riflettere la fragilità e la debolezza di una società caratterizzata da bisogni sempre più sproporzionati.

“Un temps suspendu”, titolo dell’opera dipinta in Marocco, eredita proprio queste riflessioni. Zoer dipinge su uno spazio di lavoro di dimensioni davvero importanti una serie di automobili accumulate nello spazio e frapposte ad alcune scritte. I dettagli dell’opera in galleria, qui invece potete dare uno sguardo a tutti i murales dipinti per il festival.

Photo Credit: Hamza Nuino

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Sunrise: Il murale di GUE ad Alcamo in Sicilia

18/07/2018

A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di GUE, l’artista nei giorni scorsi ha terminato di dipingere una grande parete ad Alcamo in provincia di Trapani in Sicilia.

L’opera dipinta nella cittadina siciliana mette in evidenza gli aspetti tipici della ricerca dell’artista. GUE rimane fedele ad una personale stilistica astratta dove lo studio e sviluppo delle forma, le tonalità delicate e i colori tenuti rappresentano le basi su cui si poggiano le sue pitture.

Oltre ciò è altresì importante sottolineare come egli prediliga un approccio ragionato e pensato per interagire e modificare lo spazio di lavoro. Questa precisa scelta, visibile anche in questa sua ultima fatica intitolata “Sunrise”, riflette la volontà di GUE di suggerire differenti modi di percepire lo spazio pubblico, raccogliendo ad esempio l’eredità paesaggistica, i colori e le peculiarità architettoniche del territorio per lo sviluppo della composizione finale. In questo modo l’opera si inserisce nel contesto urbano in modo delicato, senza imposizioni e dialogando con lo stesso.
I dettagli di questa sua ultima fatica nella galleria di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Photo credit: BD Studio

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

Il murale dipinto da Ozmo a Bolgheri

18/07/2018

Ozmo ha da poco terminato di realizzare un nuovo murale a Bolgheri, frazione del comune di Castagneto Carducci in provincia di Livorno.
Lasciandosi influenzare ed ispirare dall’ambiente di lavoro e lavorando come sempre attraverso differenti livelli di interpretazione, l’artista ha dipinto il muro esterno de Le Macchiole, prestigiosa cantina del bolgherese.

La pittura è interamente realizzata in chiaroscuro e spicca per la grande quantità di elementi rappresentati da Ozmo. L’artista dà forma e sostanza a figure e scene differenti , alcune esplicitamente riferite al territorio come il volto di Giosuè Carducci e il Viale dei Cipressi, il castello di Bolgheri, il cinghiale (simbolo della Maremma) la vite e Pinocchio, altre maggiormente libere come La Libertà che guida il popolo, ripresa dal famoso quadro di Delacroix.
Ancora una volta Ozmo sviluppa un opera contestuale all’ambiente di lavoro e al tempo stesso stimolante per chi osserva attraverso quel vagare libero, all’interno di una visione aperta a differenti e possibili combinazioni e significazioni, tipico della sua ricerca pittorica.

Photo credit: The Artist

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

Jump through time: Il murale di Waone Interesni Kazki a Mannheim

17/07/2018

Waone degli Interesni Kazki ha da poco terminato di realizzare un nuovo murale per il progetto Stadt.Wand.Kunst di Mannheim in Germania.
L’artista Ucraino è l’ultima di una lunga lista di personalità di livello internazionale che hanno prestato il proprio talento all’interessante progetto tedesco (qui potete dare un occhiata ai precedenti).

Intitolata “Jump Through Time”, l’opera di Waone risulta caratterizzata da una estremo dialogo con le peculiarità dell’ambiente di lavoro. L’artista ha infatti scelto di riprendere parte degli elementi naturali presenti a ridosso dello spazio, come gli alberi ad esempio, per sviluppare un opera altamente dimensionale.
Ricco di dettagli e basato su una litografia realizzata dall’artista con Idem Paris, l’intervento veicola i consueti toni surreali che da sempre accompagnano e caratterizzano il lavoro di Waone attraverso una metafora sui viaggi nel tempo. In galleria i dettagli e le fasi del making of.

Photo Credit: Alexander Krziwanie

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Il murale di Pastel a Covilhã in Portogallo

17/07/2018

Covilhã è un cittadina situata nell’entroterra portoghese, il suo passato è strettamente legato alla lana e alla sua trasformazione industriale attraverso diverse e numerose fabbriche sparse sul territorio. Dal 2011 si svolge qui il WOOL Urban Art Festival che vede tra gli artisti di quest’anno anche l’argentino Pastel.
Oltre a rendere omaggio al passato della città, l’obbiettivo del festival è quello di rendere Covilhã un centro di arte urbana a livello nazionale attraverso una serie di interventi in strada e progetti paralleli come workshop e conferenze.

Inserita in questo contesto e intitolata “Hidden” l’opera di Pastel è una nuova rappresentazione a tema naturale in cui l’artista prosegue lo sviluppo della propria pratica pittorica. Come visto nelle sue ultime uscite a Espoo in Finlandia ed a Villa Ballester di Buenos Aires, l’artista sta insistendo su tonalità maggiormente fredde e su una maggiore propensione al dettaglio. Tutti i particolari di questa sua ultima fatica nella serie di scatti in galleria.

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Il murale dei Broken Fingaz a Gerusalemme

12/07/2018

Per il Walls Festival sei artisti di spicco provenienti da Israele e dall’estero sono stati invitati a Gerusalemme per dipingere una serie di murales su larga scala per le strade della città. Tra questi i Broken Fingaz che hanno realizzato una nuova grande pittura nel quartiere Talpiot.

Progettato inizialmente come una ‘città moderna’, Talpiot non ha rispettato il piano urbanistico iniziale diventando una delle zone dimenticate e isolate di Gerusalemme, un quartiere remoto, sporco e ruvido che agli occhi dei locali assomiglia più a una città fantasma. Proprio al suo interno prende vita il Walls Festival come azione di rigenerazione urbana e rinnovamento, un luogo ideale dove far esprimere artisti di fama internazionale.

In questo contesto i Broken Fingaz hanno trasformato una lunga parete lavorando ad un nuovo e iconico pattern con l’esplicito intento di modificare completamente la percezione finale dello spazio. Tutti i dettagli dell’opera negli scatti in galleria.

Photo credit: Yaeli Gabriely

Broken Fingaz Walls Festival Jerusalem

Broken Fingaz Walls Festival Jerusalem

Broken Fingaz Walls Festival Jerusalem

New Song: Il murale di Geometricbang a Genova

11/07/2018

Geometricbang ha da poco terminato di dipingere una grande parete nel quartiere San Pietro di Pra’ di Genova come parte dei lavori per il progetto LAVATART.

Curato dall’Associazione LinkinArt, la stessa che si occupa di Walk the Line, il progetto LAVATART ha visto da gennaio a giugno di quest’anno 42 ragazzi impegnati in tre differenti laboratori (teatro, giardinaggio e arte urbana) all’interno del quartiere San Pietro di Pra’, una zona nota anche con il nome Le Lavatrici. Nell’ambito del progetto i ragazzi sono stati protagonisti insieme a diversi artisti nella trasformazione attiva degli spazi comuni del quartiere.

Intitolato “New Song”, il murale di Geometricbang oltre a concludere il progetto rappresenta una dedica a tutti gli abitanti del quartiere come augurio per un nuovo futuro. L’artista italiano ha diviso lo spazio in una serie di caselle di dimensione differente all’interno delle quali ha raffigurato personaggi ed elementi ispirati all’ambiente di lavoro.

Photo Credit: Stefano Zino

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Il murale di Gio Pistone a Cotignola

10/07/2018

Gio Pistone è stata invitata dal Museo Varoli a Cotignola per dipingere nuovo murale come parte dei lavori del progetto Dal Museo al Paesaggio. Il progetto da anni sta arricchendo il tessuto urbano della cittadina in provincia di Ravenna attraverso interventi specifici e pensati per riflettere la memoria, l’identità e le suggestioni legate al territorio.

Proseguendo il dialogo con la zona, l’opera dipinta da Gio Pistone è anzitutto un esercizio sperimentale. All’artista è infatti stato chiesto di rielaborare l’antico stemma di Cotignola attraverso il proprio immaginario e partendo unicamente dal testo della descrizione medioevale dell’emblema.
In “Fragrantia durat herculea capta manu”, titolo dell’opera e motto dello stemma, Gio Pistone ha adottato un approccio maggiormente solenne rielaborando il leone rampante e il drago dal volto umano che compongono il simbolo della città.

Photo Credit: The Artist

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Il murale di Gola Hundun a Parigi

09/07/2018

Gola Hundun è stato invitato a realizzare una nuova e grande pittura sulla facciata esterna dell’Hotel Belleval di Parigi, una nuova opportunità per l’artista di sviluppare e veicolare le personali riflessioni.

La ricerca di Gola Hundun è legata a doppio filo con la natura, sia dal punto di vista prettamente visivo quanto tematico, egli riflette infatti sul delicato rapporto tra uomo e biosfera sottolineando l’esigenza di un nuovo tipo di equilibrio. I suoi lavori vanno quindi ad inserirsi all’interno di un dibattito che, specialmente negli ultimi anni e viste le problematiche ambientali e climatiche, rappresenta uno dei grandi temi a cui l’uomo deve e dovrà necessariamente interessarsi.

Fedele al proprio immaginario Gola Hundun ha lavorato su un grande spazio verticale sul quale ha reso omaggio alla api, responsabili dell’impollinazione della maggior parte dei fiori e tra le specie fondamentali per l’esistenza e la vita sulla terra.
Continuando a portare la natura dove l’uomo ha interrotto quel suo ciclo di creazione spontanea, l’artista ha dipinto una grande pianta che cresce lungo tutta parete e che nel suo sviluppo verticale suggerisce una sensazione di slancio verso l’alto, verso il sole, verso la sua fonte di energia.

Per apprezzare al meglio l’opera vi lasciamo al video e alle immagini, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Ánfora: Il murale di Sam3 ad Atene

09/07/2018

Sam3 ha realizzato un nuovo murale nel quartiere Koukaki di Atene come parte dei progetti legati all’Athens Street Art Festival.

Avviato una decina di anni fa e curato da Andreas C Tsourapas, l’Athens Street Art Festival è un progetto di arte pubblica dal basso. Privo di alcun intento economico e senza sovvenzioni e aiuti da parte del governo, il festival viene portato avanti da volontari e appassionati uniti dalla volontà di promuovere la coscienza, l’azione e il cambiamento sociale attraverso l’arte urbana e il lavoro degli artisti coinvolti. In questi anni il progetto ha visto al lavoro per le strade e i quartieri di Atene circa 170 artisti da tutto il mondo.

Ispirato dalla cultura e dalla forte tradizione locale, Sam3 in “Ánfora” ha rielaborato un tipico vaso greco. Tutti i dettagli dell’opera nella serie di scatti in galleria, dateci un occhiata!

Photo Credit: Athens Street Art Festival

Sam3 Koukaki Athens

Sam3 Koukaki Athens

Sam3 Koukaki Athens

Sam3 Koukaki Athens

BRD SHT: La mostra di Mark Jenkins da Lazinc

07/07/2018

Mark Jenkins, insieme alla sua collaboratrice Sandra Fernandez, crea installazioni scultoree site-specific dall’aspetto di veri e propri corpi umani a grandezza naturale. L’artista interagisce con lo spazio pubblico con l’obbiettivo di stimolare una riflessione sul modo in cui vediamo e viviamo i labili confini tra arte e vita.

Per la terza volta l’artista espone negli spazi della Lazinc con una nuova mostra personale intitolata “BRD SHT”, lo show segue il successo della sua ultima installazione sul suicidio maschile realizzata in cima all’edificio della ITV di Londra per Project84.
Il titolo è un riferimento alla targa automobilista presente nel film Brewster McCloud (da noi conosciuto come: Anche gli uccelli uccidono) del regista statunitense Robert Altman. Jenkins utilizza il film come metafora sulla vita e sulla capacità dell’uomo di ‘volare’ con la propria mente purché abbandoni i propri bagagli e pesi emotivi.

Lo show è costituito da nove sculture differenti, alcuni in procinto di perdere l’equilibrio e cadere altre caratterizzate invece dagli iconici mash-up, tre tele e opere su carta. Al centro troviamo il corpo di un uomo letteralmente schiantato sul pavimento della galleria, un opera che che ben sintetizza la metafora adottata dall’artista per questa sua ultima personale.

Lazinc Sackville
29 Sackville St, Mayfair
London W1S 3DX, UK

Photo Credit: The Gallery

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Il murale di Ericailcane e Bastardilla a Mantova

06/07/2018

Ericailcane e Bastardilla hanno da poco terminato di dipingere una grande parete a Mantova per il progetto Without Frontiers Lunetta a Colori.

La rassegna, giunta alla terza edizione e curata da Simona Gavioli e Giulia Giliberti in collaborazione con l’Associazione torinese Il Cerchio e le Gocce, ha realizzato fin qui 20 differenti interventi portando nel quartiere Lunetta di Mantova alcuni dei nomi più importanti dell’arte urbana italiana ed internazionale. Without Frontiers è parte dei progetti legati a Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 e del festival Mantova Cambia promosso dal Comune di Mantova.

Per il festival Ericailcane e Bastardilla proseguono la fruttuosa collaborazione realizzando una pittura aperta a diversi significati. Se il primo raffigura un orso, l’autrice colombiana tratteggia un gigantesco alveare con le sembianze di una donna e da cui fuoriescono piccole api antropomorfe. Tutti i dettagli in galleria.

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana al Museo Gagliardi di Noto

05/07/2018

Il Museo Gagliardi di Noto ospita in questi giorni ABSTRACTA, una mostra collettiva che ripercorre un secolo di pittura astratta italiana partendo dai precursori del Futurismo fino alle ultime sperimentazioni legate al nuovo muralismo.

La mostra, aperta lo scorso 15 Giugno e curata da Giuseppe Stagnitta, Giancarlo Carpi e Raffaella Bozzini, è inserita all’interno della programmazione dell’Emergence Festival vede gli artisti storici italiani dialogare con le opere dei contemporanei all’interno di un percorso immersivo e variegato.
La cornice di Palazzo Trigona, dimora del neonato Museo Gagliardi, un nuovo spazio espositivo della città totalmente dedicato all’arte contemporanea, ospita oltre 70 opere provenienti da fondazioni, gallerie, archivi e collezioni private.
La mostra descrive e guida lo spettatore nell’evoluzione dell’astrattismo italiano partendo dai primi esperimenti di Giacomo Balla e arrivando alle ricerche astratte di alcuni dei nomi più importanti legati alla scena urbana del nostro paese.

La collettiva sarà visibile fino al prossimo 30 Settembre e ospita le opere di: Balla, Depero, Evola, Prampolini, Ciacelli, Dottori, Radice, Rho, Reggiani, Soldati, Badiali, Magnelli, Melotti, Bertini, Biglione, Bogliardi, Bordoni, Galvano, Nigro, Pantaleoni, Pecciarini, Leppien, Parisot, Regina, Di Salvatore, Bozzola, Dorazio, Accardi, Perilli, Turcato, Sanfilippo, Fontana, Crippa, Cagli, Ruggieri, Capogrossi, Afro, Biggi, Verna, Cossyro, Leinardi, Catani, Hafif, Alviani, Biasi, Varisco, Nido, Pan, Montanino, Parres, fino ad arrivare al lavoro di 108, 2501, Alberonero, Bros, CT, Etnik, GUE, Moneyless, Salvo Ligama, Sten & Lex e Tellas.

Museo Gagliardi di Noto c/o Palazzo Trigona
Via Camillo Benso Conte di Cavour 95
96017 Noto

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

Le sculture di Boris Tellegen per celebrare il movimento De Stijl

05/07/2018

In onore del Mondrian to Dutch Design Year la provincia di Utrecht ha lanciato un iniziativa per celebrare il movimento artistico De Stijl. Il progetto unisce innovazione e creazione artistica per costruire una pista ciclabile tra Utrecht e Amersfoort, le due città natali di Gerrit Rietveld e Piet Mondrian.
Dopo due anni di lavoro le due città sono ora collegata dalla De Stijl Bicycle Route, una pista ciclabile lunga 20 km e cadenzata da 10 differenti sculture realizzate dal grande Boris Tellegen aka DELTA.

Utilizzando le idee e l’estetica del movimento De Stijl, Boris Tellegen ha progettato 10 grandi opere, ciascuna misura 55 cm di larghezza e circa 6,5 metri di altezza, prodotte utilizzando differenti materiali come legno, acciaio e calcestruzzo e superfici specchiate.
Più simili a dei veri e propri totem, le sculture sono pensate per dialogare con le differenti specificità del percorso. L’artista ha infatti interagito con sia con gli elementi urbani sia con la natura più incontaminata, lavorando in funzione dell’ambiente circostante e realizzando in questo modo dieci opere armoniche seppur differenti.

Nella galleria tutti i dettagli delle sculture, se siete interessati a percorrere la strada qui potete invece dare un occhiata all’intero percorso.

Photo Credit: Dirk Verwoerd

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Il murale di Nicola Alessandrini a Barbiano di Cotignola

04/07/2018

Per la rassegna “Dal Museo al Paesaggio” Nicola Alessandrini ha realizzato un nuovo murale a Barbiano, una frazione del comune di Cotignola in provincia di Ravenna.

L’opera è una personale rappresentazione e reinterpretazione di Alberico da Barbiano, capitano di ventura vissuto nella seconda metà del 1300 e famoso per la sua crudeltà e violenza. Il suo motto, attribuitogli dal Papa Urbano VI per aver combattuto e sconfitto le truppe bretoni dell’antipapa Clemente XII di Avignone, era “LI IT AB EXT” (Italia dagli stranieri liberata) una sigla successivamente ripresa nella propaganda mitologica fascista e che proprio ad Alberico dedicò una nave-incrociatore.

Partendo da questi spunti Nicola Alessandrini ricontestualizza la poetica del personaggio in una nuova pittura che prende vita sugli spazi di una casa abitata da richiedenti asilo e rifugiati. Visto il periodo di forte tensione sociale e culturale, con sentimenti nazionalistici, retorica fascista e razzista in costante ascesa, l’artista sceglie di decostruirne il mito svuotando e ridicolizzando la sua figura e quella di chi mitizza l’approccio violento e irrazionale ai problemi e contrasti tipici di questo periodo storico.

Alla base della pittura la volontà di sottolineare e inibire quella dialettica contemporanea che paragona i migranti ad un esercito invasore, che parla di un oscuro progetto di sostituzione etnica e che prosegue nell’arroccarsi nella strenua difesa di una cultura ‘messa in pericolo’ da naturali processi di meticciato culturale.
A tutto ciò Nicola Alessandrini risponde con una figura grassoccia, che gioca a fare la guerra con un elmo di cartone – realizzato sulla falsa riga di quello storicamente indossato dal capitano di ventura – in sella ad un cavallo di legno. L’artista ribalta anche il suo motto che diviene qui “Stranieri dall’Italia liberati” intendendo una liberazione dall’idea che abbiamo noi di loro, una liberazione dalla paura e dalla non conoscenza dell’altro e infine da una situazione stagnante dove senza alcun documento queste persone vivono una non-vita senza poter lavorare, senza potersi muovere liberamente, senza potersi creare i presupposti per una felicità sommo diritto di ogni essere vivente.

Photo Credit: Daniele Casadio

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Alberonero a Civitacampomarano per CVTÀ Street Fest

04/07/2018

Alberonero è tra gli artisti partecipanti alla terza edizione del CVTÀ Street Fest per il quale ha realizzato una nuova installazione a Civitacampomarano.

Civitacampomarano è un piccolo gioiello medioevale situato nel Molise, il borgo dai 3500 abitanti che del dopoguerra ha subito un costante spopolamento arrivando dai 1000 dei primi anni novanta fino ai 400 odierni. Da tre anni a questa parte CVTÀ Street Fest raccoglie l’eredità e la storia del luogo per promuovere una riscoperta e una valorizzazione del territorio attraverso il lavoro di artisti di fama internazionale. Al crescente spopolamento e alle frame che continuano ad interessare questi luoghi (l’ultima circa un anno fa) la rassegna curata da Alice Pasquini risponde con un progetto inclusivo e forgiato dall’entusiasmo e dalla condivisione.

Come visto in questi mesi Alberonero sta orientando la propria ricerca verso un approccio maggiormente relazionale con lo spazio pubblico, un impostazione questa che trova nell’installazione il suo ideale sviluppo. Il percorso iniziato a con il progetto Altro Paesaggio e proseguito con il monumento realizzato a Buenos Aires e l’architettura mobile di Pozzallo, giunge qui ad un nuovo step.

Dopo un approfondito studio dello spazio di lavoro Alberonero per CVTÀ Street Fest presenta “Supercivita”, una installazione come tributo alla città e a Superstudio, il famoso studio di architettura fondato nel 1966 a Firenze e parte importante del movimento di architettura radicale italiana della fine degli anni ’60.
L’opera è un totem formato da tre blocchi di 1mt per 1mt di differenti materiali che favoriscono nuove e inedite percezioni del circostante. Le fondamenta della scultura sono in metallo e rappresentano il brutalismo e la relazione tra uomo e architettura. Il secondo blocco, incollato con il silicone su un armatura in legno, è in vetro specchiato e rappresenta la città e il paesaggio circostante. Gli specchi mostrano infatti le porte e il castello della città, sottolineando la volontà dell’artista di riflettere gli elementi di Civitacampomarano all’interno dell’opera. L’ultimo blocco è invece stato realizzato con diversi layer di reti in fibra di vetro dipinti con lo spray che creano differenti livelli di profondità e saturazione.

Photo Credit: Alessia Di Risio e Ian Cox

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Il murale di 1010 a Mannheim

03/07/2018

Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del progetto Stadt.Wand.Kunst, nei giorni scorsi 1010 ha infatti terminato di dipingere una nuova e grande parete a Mannheim.
Come visto diverse volte nel corso degli anni il progetto tedesco sta ospitando alcuni dei nomi più importanti della scena tedesca ed internazionale, offrendo loro ampi spazi dove esprimersi e avviando tutta una serie di iniziative ed eventi collaterali rivolti a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.

L’opera dipinta da 1010 si unisce alla serie di impressionati interventi realizzati nell’ambito del progetto (qui potete darci un occhiata) e risulta caratterizzata dall’inconfondibile stile dell’artista tedesco. L’immaginario di 1010 è basato su una personale commutazione delle forma in funzione dell’ambiente di lavoro e delle peculiarità della superfice. L’artista lavora attraverso forme irregolari concentriche, sviluppando gli iconici portali caratterizzati dall’utilizzo di diverse scale di colore.
Se vi trovate in zona la pittura è visibile su Mittelstraße 9, nel frattempo in galleria alcuni scatti del work in progress e le immagini del risultato finale.

Photo Credit: Alexander Krziwanie

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

Il murale di Luigi Loquarto ad Atene per Athens Street Art Festival

03/07/2018

Per l’Athens Street Art Festival Luigi Loquarto aka Gig nei giorni scorsi ha terminato di dipingere un nuovo murale ad Atene.

Fondato una decina di anni fa e curato da Andreas C Tsourapas, l’Athens Street Art Festival è un festival di arte urbana senza scopo di lucro, privo di sovvenzioni e aiuti da parte del governo che viene portato avanti da volontari e appassionati con l’intento di promuovere la coscienza, l’azione e il cambiamento sociale attraverso l’arte e il lavoro degli artisti e pensatori coinvolti. In questi anni la rassegna ha ospitato più di 170 artisti da tutto il mondo, lavorato su 8 quartieri di Atene, imponendosi in questo modo come uno dei festival d’arte urbana più grandi al mondo.

Il murale dipinto da Luigi Loquarto ben rappresenta la sua personale ricerca, egli porta avanti un immaginario in cui la natura viene definita dalla geometria e dove il bianco e nero interagiscono per definire nuovi equilibri. Si tratta di una “Geometria Organica” che ordina la spazialità circostante.
Le pietre dipinte dell’artista, ispirate a quelle della sua città natale Trani, vengono accumulate per comporre nuove superfici caratterizzate da giochi di pieni e vuoti che si rifanno all’equilibrio precarico e delicato che è alla base della natura stessa.

Photo Credit: Athens Street Art Festival

Luigi Loquarto Gig Athens Street Art Festival

Luigi Loquarto Gig Athens Street Art Festival

Luigi Loquarto Gig Athens Street Art Festival

Luigi Loquarto Gig Athens Street Art Festival

L’installazione di Dilen Tigreblu nel Parco Delle Groane

03/07/2018

Per il progetto SHOT – Inneschi Contemporanei in Polveriera Dilen Tigreblu ha realizzato una nuova installazione all’interno del Parco delle Groane situato nell’area metropolitana di Milano.

Il progetto-residenza SHOT individua l’ex-Polveriera all’interno del Parco Groane come luogo ideale per l’innesco di processi di contaminazione del territorio. L’idea è quella di incentivare un confronto e scambio con la natura e le particolarità di questi luoghi attraverso il lavoro di artisti legati ad una pratica contemporanea.

Nel 1914 i terreni delle Groane grazie alle loro caratteristiche strategiche furono scelti ed espropriati dallo stato italiano diventando un grande deposito di munizioni. Grazie all’aiuto della resistenza partigiana nel Dicembre del 1944 questa area geografica fu individuata a rasa al suolo dagli aerei inglesi.
Ad oggi il sito della ex-Polveriera è trattato come inagibile e percorribile solo con l’accompagnamento di guide esperte. Le strutture militari sono invece ancora li, avvolte dalla natura che negli anni ha coperto le macerie e i crateri lasciati dalla bombe.
All’interno di questo scenario le architetture che meglio riescono a dialogare con la natura sono le torri di avvistamento, queste, situate ai limiti di un perimetro sensibile, permettevano di vedere in anticipo i pericoli assicurando in questo modo la sopravvivenza. Persa la loro funzione primaria grazie agli sviluppi tecnologici, ad oggi delle torri rimangono i pali in ferro verticali, alti quanto gli alberi e a tratti quasi irriconoscibili nella natura.

Il soggetto dell’intervento di Dilen Tigreblu è una delle torri di avvistamento situate all’interno del parco, egli ha lavorato ad un progetto di vestizione con l’intento di dare alla struttura un diverso significato.
L’opera segue fedelmente la struttura architettonica della torre in quanto non intende modificarne la forma ma rappresenta un atto di vestizione effimero. L’atto di coprire, inibendo la funzione per la quale è stata costruita e impedendo la visione in entrambe le direzioni, è stato realizzato attraverso alcuni teli in nylon dipinti a mano con disegni anti-camouflage. L’idea è quella di utilizzare pattern naturali caratterizzati da colori in aperto contrasto con il contesto per rendere la torre evidente e individuabile all’occhio umano. L’artista in questo modo nasconde e riflette sulla memoria storica del luogo sottolineando invece la presenza di una memoria collettiva in stato di abbandono.

Photo Credit: Angelo Jaroszuk Bogasz e Luca Gerace

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

La serie di murales di Zosen e Mina Hamada a Corbeil-Essonnes in Francia

03/07/2018

Zosen e Mina Hamada sono stati invitata dal Wall Street Art Festival 2018 a realizzare una serie di murales a Corbeil-Essonnes, nella periferia sud di Parigi. Il progetto curato da Gautier Jourdain di LE MUR, 100 Walls of Youth e Galerie Mathgoth, ha visto il duo dipingere cinque differenti interventi sugli spazi esterni dell’istituto Paul Langevin.

Gli artisti sottolineano come progetti come questo, dove il lavoro prende vita all’interno di luoghi difficili e dove spesso persistono tensioni tra culture differenti, possano incoraggiare l’unione, l’equilibrio e la pace all’interno di comunità caratterizzate da diverse etnie. La Francia come diversi paesi in tutto il mondo sta infatti attraversando un momento delicato con l’aumento dei flussi migratori, dei sentimenti di destra e degli atteggiamenti xenofobi verso popolazioni che differiscono dalla cultura dominante.

Per il progetto Zosen e Mina Hamada hanno presentato “Spring Color” una serie di interventi pensati per celebrare l’arrivo della primavera attraverso fiori, piante e forme astratte che favoriscono l’immaginazione.

Photo Credit: Galerie Mathgoth
Video: Thomas Granovsky

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Revolução dos Cravos: Eron a Pombal celebra la Rivoluzione dei Garofani

02/07/2018

Nelle scorse settimane Eron è stato invitato a Pombal in Portogallo per prendere parte ai lavori del Festival internazionale Sete Sòis Sete Luas. L’artista italiano ha realizzato una nuova opera murale come dedica alla Rivoluzione dei Garofani del 1974 in Portogallo che abbatte il più antico regime fascista europeo.

“Revolução dos Cravos”, questo il titolo dell’opera, ha visto Eron lavorare sulla facciata ceca di un edificio situato di fronte alla stazione ferroviaria della cittadina portoghese. L’intervento si affaccia sulla piazza dedicata a Fernando José Salgueiro Maia, famoso ufficiale portoghese e tra le figure più importanti per il ribaltamento del regime fascista.
Rispetto agli altri il colpo di Stato quello portoghese fu anomalo poiché privo di spargimenti di sangue, i militari ebbero infatti l’appoggio della popolazione nonostante fu chiesto ai civili di restare in casa. Il nome Revolução dos Cravos deriva dal gesto di una fioraia, Celeste Caeiro, che in una piazza di Lisbona offrì garofani rossi ai soldati, questi furono infilati nelle canne dei fucili divenendo in questo modo il simbolo della rivoluzione e segnale alle truppe governative di non opporre resistenza.

Ispirato dalla storia della rivoluzione Eron ha lavorato ad un opera minimale e altamente poetica. L’artista, utilizzando come sempre gli spray, ha modificato in toto l’architettura dell’edificio inserendo sulla facciata una finestra. Su questa vediamo un vaso di garofani rossi e il volto di una donna anziana intenta ad osservare le colombe fuori. Queste ultime hanno colori differenti e simboleggiano concetti come la pace, l’armonia, la convivenza, l’accoglienza e la libertà.

Photo Credit: The Artist

Eron Pombal Rivoluzione dei Garofani Festival internazionale Sete Sòis Sete Luas

Eron Pombal Rivoluzione dei Garofani Festival internazionale Sete Sòis Sete Luas

Il murale di Alexey Luka a Satka in Russia

02/07/2018

Alexey Luka è stato invitato a prendere parti ai lavori del Satka Street Art Festival di quest’anno per il quale ha realizzato una nuova e iconica pittura.

Satka è una cittadina industriale russa di circa 50mila abitanti situata sui Monti Urali, qui ogni anno grazie al sostegno della Fondazione Sobranie di Mosca vengono ospitati artisti di fama internazionale per la realizzazione di diverse pitture murali.
Satka è un luogo remoto la cui vita dipende completamente dalla gigantesca cava di magnesite e dalla adiacente fabbrica di ferro. L’ecologia e lo sfruttamento delle risorse naturali rappresentano i temi cardine della rassegna d’arte urbana.

Per il festival Alexey Luka si è confrontato con gli spazi di una struttura industriale sulla quale ha realizzato una nuova composizione astratta. L’artista Russo prosegue la personale scomposizione di forme ed elementi geometrici attraverso diversi giochi di percezione dove vediamo alternarsi volti, personaggi, colori e paesaggi.

Photo Credit: The Artist

Alexey Luka Satka Street Art Fest

Alexey Luka Satka Street Art Fest

Nobody’s Home: La mostra di Sebas Velasco da VARSI

30/06/2018

Lo scorso 9 giugno Sebas Velasco ha presentato negli spazi della Galleria Varsi di Roma “Nobody’s home”, una nuova mostra personale.
Per la sua prima italiana l’artista Spagnolo ha scelto di accompagnarci in un viaggio tra i paesi dell’ex-Jugoslavia, lo show nasce infatti dalla sua passione per il calcio e in particolare per i nomi delle squadre e i giocatori dell’ex stato. Nel tempo questa curiosità ha abbracciato l’architettura, la storia e la cultura dei paesi balcanici, luoghi complessi il cui difficile passato è ancora troppo vicino per essere compreso fino in fondo.

Partendo da questo egli ha presentato un corpo di lavoro inedito e caratterizzato da immagini, suggestioni, reminiscenze e ricordi legati a questi luoghi. Senza pregiudizi e posizioni politiche Sebas Velasco si è ispirato alle contraddizioni e al fascino di una società sospesa tra il passato legato al socialismo e il presente capitalista, un mondo dove sul cemento grigio delle architetture brutaliste ribalzano i colori delle insegne al neon dei prodotti commercializzati dalle grandi multinazionali.
Le opere su legno, lino e tela presentate in questa mostra sottolineano tutto il paradosso delle grandi città moderne in cui la vicinanza fisica si traduce in una forte distanza emotiva. La città e i suoi palazzi assumono i connotati di una prigione, sinonimo di isolamento e solitudine, mentre i colori delle insegne, dei lampioni e delle luci attraversano le vedute notturne presenti nelle tele esposte.
A tutto ciò l’artista contrappone istanti di vita quotidiana: il calcio, la politica, la musica, le tradizioni, oggetti, volti e attimi custoditi in vecchie foto ritrovate e rielaborate dall’artista. Si tratta di frammenti di un passato che rivivono grazie alla pittura nel tentativo di conservare la memoria di un passato recente da rileggere attraverso gli occhi del presente. La mostra sarà visibile fino al prossimo 1 di Luglio.

Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta 38
00186 Roma RM

Photo Credit: The Blind Eye Factory

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Excès de vitesse: La mostra di Felipe Pantone da Alice Gallery

29/06/2018

Lo scorso mese Felipe Pantone ha aperto “Excès de vitesse”, una nuova mostra personale negli spazi della Alice Gallery di Bruxelles.

Felipe Pantone continua a reinterpretare i codici estetici classici e contemporanei attraverso una pratica artistica capace di riflettere nel migliore dei modi questo particolare momento storico. Era digitale, la sua spinta e dipendenza tecnologica, la sovrabbondanza di informazioni e immagini sono alcuni dei temi e delle riflessioni che l’artista Argentino sta sviluppando nel proprio lavoro.

Felipe Pantone raccoglie l’eredità dei dati a cui ogni giorno siamo sottoposti rielaborando lo spazio digitale intangibile all’interno di un contesto reale e percepibile. In “Excès de vitesse” l’artista ha preso possesso degli spazi della Alice Gallery proponendo un corpo di lavoro variegato e caratterizzato dall’utilizzo di medium differenti con i quali porre in relazione pittura, scultura e installazione attraverso la miscela di glitch art, arte cinetica, graffiti e modellazione 3d.

Ad accompagnare questa nuova esposizione una nuova serigrafia dal titolo “Chromadynamica 66” che potete acquistare sullo shop della galleria, la mostra invece sarà visibile fino al prossimo 30 Giugno.

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège

1000 Brussels Belgium

Photo Credit: The Artist and The Gallery

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

2501 a Civitacampomarano per CVTÀ Street Fest

28/06/2018

2501 è tra gli artisti che hanno preso parta alla terza edizione del CVTÀ Street Fest per il quale ha dipinto una grande parete a Civitacampomarano.

Civitacampomarano è un piccolo gioiello medioevale situato nel Molise, il borgo dai 3500 abitanti che del dopoguerra ha subito un costante spopolamento arrivando dai 1000 dei primi anni novanta fino ai 400 odierni. Da tre anni a questa parte CVTÀ Street Fest raccoglie l’eredità e la storia del luogo per promuovere una riscoperta e una valorizzazione del territorio attraverso il lavoro di artisti di fama internazionale. Al crescente spopolamento e alle frame che continuano ad interessare questi luoghi (l’ultima circa un anno fa) la rassegna curata da Alice Pasquini risponde con un progetto inclusivo e forgiato dall’entusiasmo e dalla condivisione.

Dopo la recente apertura di “Milano“, 2501 torna a lavorare in strada realizzando una nuova ed iconica pittura. Intitolata “Dorge Shugden” l’opera riflette la relazione tra spazio positivo e negativo partendo dalla presenza di un nido ubicato nel sottotetto del palazzo.

Photo Credit: Alessia Di Risio e Ian Cox

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Terra: Il murale di Tellas a Faenza

27/06/2018

Prima parte del progetto Terra e Mare in cui Tellas ha unito idealmente con due opere collegate fra loro le città di Faenza e Palermo.

Il progetto, promosso dall’Associazione Distretto A – Faenza Art District e l’Associazione Punta Comune di Palermo all’interno dell’Urban Art Contest, ha visto l’artista Italiano cimentarsi in due differenti murales.
Obbiettivo delle due opere quello di congiungere idealmente due città diverse ma unite dal legame con il proprio territorio. Alle spalle di Faenza i monti, davanti Palermo il mare, l’acqua e la terra, i colori freddi a contrasto con quelli caldi.

Gli elementi caratteristici dei due territori entrano quindi in contatto tra loro diventando incipit per entrambe le opere. In questa prima parte diamo uno sguardo a “Terra”, la pittura realizzata Faenza. Nei prossimi giorni le immagini del secondo intervento realizzato a Palermo.

Photo Credit: The Artist

Tellas Faenza Terra e Mare

Tellas Faenza Terra e Mare

Tellas Faenza Terra e Mare

Tellas Faenza Terra e Mare

MP5 a Civitacampomarano per CVTÀ Street Fest

26/06/2018

Per la terza edizione del CVTÀ Street Fest MP5 ha realizzato un nuovo murale a Civitacampomarano come riflessione sulla storia del paese.

Civitacampomarano è un piccolo gioiello medioevale situato nel Molise, il borgo dai 3500 abitanti che del dopoguerra ha subito un costante spopolamento arrivando dai 1000 dei primi anni novanta fino ai 400 odierni. Da tre anni a questa parte CVTÀ Street Fest raccoglie l’eredità e la storia del luogo per promuovere una riscoperta e una valorizzazione del territorio attraverso il lavoro di artisti di fama internazionale. Al crescente spopolamento e alle frame che continuano ad interessare questi luoghi (l’ultima circa un anno fa) la rassegna curata da Alice Pasquini risponde con un progetto inclusivo e forgiato dall’entusiasmo e dalla condivisione.

Lo spirito combattivo e la voglia di costruire un nuovo futuro sono al centro di quest’ultimo intervento dipinto da MP5. Realizzata su due pareti ad angolo e intitolata “ONE ARMY”, l’opera dell’artista italiana rappresenta una citazione simbolica dei disastri geologici a cui da tempo è sottoposto questo territorio. Al tempo stesso il murale sottolinea tutta la forza dei cittadini di Civitacampomarano e la loro capacità di andare avanti e di affrontare il presente in modo resiliente.

Photo Credit: Alessia Di Risio e Ian Cox

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Plastic Waste Labyrinth: L’installazione dei Luzinterruptus a Buenos Aires

25/06/2018

In occasione della giornata mondiale del riciclaggio i Luzinterruptus sono stati invitati dal Dipartimento dell’Ambiente e delle aree pubbliche del governo della città di Buenos Aires a realizzare una nuova installazione. Il collettivo spagnolo ha presentato uno dei suoi interventi più rappresentativi “Plastic Waste Labyrinth”, già precedentemente installato a Madrid e Katowice, e proposto qui in uno dei luoghi più emblematici della città Plaza Vaticano, di fronte al Teatro Colón.

Gli artisti con l’aiuto delle cooperative di riciclaggio urbano hanno raccolto più di 15.000 bottiglie riciclate mentre per la realizzazione dell’opera hanno collaborato con alcuni gruppi locali che lavorano su questioni ambientali e che li hanno aiutati a capire il sistema di riciclaggio della città.
Una volta che le bottiglie sono state pulite e illuminate, i Luzinterruptus hanno costruito un labirinto lungo 200 metri e con un’area di 12 × 12 metri caratterizzato da una inversione a U nel mezzo pensata per creare un vero sentimento di disorientamento.

Come visto già in precedenza l’opera vuole stimolare un pensiero critico sull’eccessivo utilizzo della plastica attraverso un esperienza disorientante ed ansiogena. In quest’occasione i Luzinterruptus hanno inoltre voluto mostrare quali sono i marchi di bevande maggiormente coinvolti nell’inquinamento legato alla plastica. Alla base di ciò la volontà di sottolineare come i bacini idrici e quindi l’acqua, la risorsa più importante del nostro pianeta e diritto fondamentale per ogni essere umano, siano in mano a grandi aziende private. Come sempre al termine dell’installazione tutti i prodotti sono stati smantellati e riciclati.

Photo Credit: Melisa Hernández

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Il murale degli OSGEMEOS a Düsseldorf

23/06/2018

I gemelli Gustavo e Otavio Pandolfo aka OSGEMEOS hanno da poco terminato di dipingere una grande parete a Düsseldorf in Germania.

Realizzata con il sostegno del graffiti shop Hood Company, “The Giant of Dusseldorf”, questo il titolo dell’opera, presenta tutti gli elementi caratteristici della pratica in strada dei due fratelli brasiliani.
Gli OSGEMEOS interagiscono ancora una volta con lo spazio di lavoro sfruttandone le sue peculiarità cosicché la particolare forma dell’edificio, una parete verticale caratterizzata da un grande tetto spiovente, risulti parte stessa dell’opera. L’opera è infine caratterizzata dalla consueta cura per i dettagli grazie alla moltitudine di personaggi, elementi e spunti che emergono dalla composizione finale.

Tutti i dettagli dell’opera nella galleria di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul tour europeo duo brasiliano.

Photo via Juxtapoz

OSGEMEOS Düsseldorf

OSGEMEOS Düsseldorf

OSGEMEOS Düsseldorf

OSGEMEOS Düsseldorf

OSGEMEOS Düsseldorf

Daniel Muñoz SAN ad Angers per Echappées d’Art 2018

22/06/2018

Con il murale realizzato da Daniel Muñoz SAN chiudiamo il cerchio sulla terza edizione del festival Echappées d’Art 2018 di Angers in Francia curato da Eric Surmont.

La sensibilità e l’influenza dell’ambiente di lavoro continuano a caratterizzare a rappresentare il filo conduttore di ognuna delle produzioni di Daniel Muñoz SAN, per questa sua ultima fatica egli si è ispirato ad una tela di Jean Pierre Pincemin esposta all’interno del Musée des Beaux Arts d’Angers. Definita la forma il grande artista Spagnolo ha poi scelto di raffigurare alcune abitazioni e costruzioni tipiche del centro storico della cittadina Francese.

Tutti i dettagli dell’opera nella serie di scatti in galleria, dateci un occhiata e se volete approfondire gli altri due interventi realizzati durante il festival francese da Tellas e Hitnes vi rimandiamo alla nostra sezione.

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Schegge di paura: Il progetto di CHEAP e Santarcangelo Festival a Bologna

21/06/2018

CHEAP Street Poster Art e Santarcangelo Festival hanno unito gli sforzi per “Schegge di Paura”, un progetto congiunto sulle bacheche di Via Irnerio a Bologna.

La paura e la costante fuga dalla paura sono una delle condizioni più diffuse di questo particolare periodo storico. Parte da questo tema la 48^ edizione di Santarcangelo Festival – Cuore in Gola che dal 6 al 15 luglio 2018 presenterà un intenso programma dedicato alle arti della scena contemporanea internazionale. Grazie alla collaborazione tra CHEAP e la rassegna di Santarcangelo di Romagna (RN) alcuni frammenti del discorso critico sulle fobie sono giunti nei giorni scorsi sugli spazi pubblicitari di Bologna. CHEAP e Santarcangelo Festival hanno scelto di utilizzare alcuni testi tratti dai progetti artistici che Mallika Taneja e Muna Mussie presenteranno per il festival.

Mallika Taneja è giovane artista di Nuova Delhi fondatrice e direttrice di Lost & Found, un organizzazione no-profit impegnata nello sviluppo di progetti d’arte contemporanea all’interno delle periferie. Mallika a Santarcangelo di Romagna porterà Be Careful, progetto sugli stereotipi e sulle paure che opprimono le donne nella società indiana pensato per denunciare e far riflettere sull’ipocrisia che si cela dietro la visione di una donna come potenziale vittima.
Muna Mussie e un’artista e performer eritrea che vive a Bologna. Oasi, la sua nuova performance coprodotta da Ipercorpo e Santarcangelo Festival con il supporto di XING, pone l’accento sulle fragilità e fobie che caratterizzano ciascuno di noi.

Le paure decritte ed affrontate dalle due autrici si sono materializzate in poster che, intrecciati nel tessuto urbano di Bologna, veicolano le loro riflessioni all’interno dello spazio pubblico reinterpretandone il lavoro attraverso 17 differenti manifesti.

Photo Credit: Michele Lapini – CHEAP Festival

Cheap Festival Santarcangelo Festival Via Irnerio Bologna Poster

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Il murale di Tellas ad Angers per Echappées d’Art 2018

20/06/2018

Giunto alla terza edizione e curato quest’anno da Eric Surmont, il festival Echappées d’Art di Angers ha invitato Tellas lavorare ad una nuova pittura per le strade della cittadina francese. Il grande artista Italiano si è confrontato con uno spazio verticale, a pochi passi dal museo d’arte moderna di Angers, proponendo una nuova composizione astratta.

Come visto per il trittico realizzato ad Aggius, Tellas nelle sue ultime uscite sta sperimentando soluzioni differenti apportando modifiche sostanziali alle sue produzioni in strada.
In “Tropico“, la mostra presentata da Magma Gallery, avevamo intravisto la volontà dell’artista di unire elementi astratti fluttuanti e liquidi con sezioni maggiormente dettagliate. Tellas sta infatti utilizzando tutte le differenti incarnazioni del proprio immaginario per sviluppare composizioni articolate, ricche di dettagli e contraddistinte da una rinnovata profondità.

“Sunset”, questo il titolo dell’opera, risulta quindi caratterizzata da un intreccio di forme piene e piatte con sezioni organiche maggiormente dettagliate dove trovano spazio gli iconici intrecci naturali impreziositi da tonalità gradienti che si rifanno ai colori del tramonto.

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Milano: La mostra di 2501 da Wunderkammern Gallery

19/06/2018

A distanza di tre anni da “NOMADIC EXPERIMENT – on the brink of disaster” 2501 torna ad esporre negli spazi Wunderkammern Gallery con una nuova personale intitolata “Milano”. La mostra, presentata nella sede meneghina della galleria romana, come suggerisce il nome è interamente incentrata sul legame dell’artista con la sua città natale.

Il rapporto di 2501 con Milano risulta rafforzato grazie alla tipica connessione che gli artisti di arte urbana creano con lo spazio pubblico. Come anticipatoci dall’artista nel nostro podcast, la pratica in strada e le forti connessioni e legami stretti con professionalità e artigianalità di Milano rappresentano una costante nell’evoluzione e sviluppo della sua ricerca.
2501 in questa nuova personale inverte il legame: l’architettura della città si estranea dal ruolo di medium diventando parte stessa dell’opera. La mappa di Milano è ovunque, talvolta riconoscibile e talvolta celata dalle sue linee monocromatiche mentre le tracce si inseriscono sulle serigrafie su carta o alluminio rendendo le opere uniche nel loro genere.

Il corpo di lavoro è caratterizzato da una grande quantità e varietà di medium capaci di restituire tutta la diversità di una città come Milano. Troviamo opere in alluminio di medio e grande formato serigrafate su entrambi i lati, opere su carta di grande formato, una composizione di ceramiche che formano la mappa della città e infine una scultura site-specific realizzata con tubi lavorati con l’acido.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 28 di Luglio, nel frattempo in galleria un ampia selezione di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento.

Wunderkammern Gallery
Via Ausonio, 1
20123 Milano

Photo Credit: Filippo Armellin

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

L’ultima pittura di Seikon a Ibiza

19/06/2018

Aggiornamento per Seikon, l’artista polacco ha terminato di dipingere nei giorni scorsi una nuova pittura ad Ibiza.
In questa nuova opera Seikon prosegue lo sviluppo della personale ricerca astratta apportando alcune interessanti novità. La pratica dell’artista continua ad essere legata ad uno sviluppo pulito, geometrico e caratterizzato da composizioni di linee, moduli irregolari e texture realizzate in funzione dello spazio di lavoro.
Come visto per la serie di interventi realizzati in Vietnam e Polonia, anche qui l’artista sceglie un approccio meno rigido e regolare con figure frastagliate, toni gradienti e forme caratterizzate da riempimenti maggiormente corposi.

Photo Credit: The Artist

Seikon Street Art Ibiza

Seikon Street Art Ibiza

Seikon Street Art Ibiza

Il murale di Hitnes ad Angers per Echappées d’Art 2018

19/06/2018

Hitnes ha dipinto un nuovo murale ad Angers in Francia come parte dei lavori per la terza edizione del progetto Echappées d’Art.
Organizzato dal comune di Angers e curato quest’anno da Eric Surmont di Winterlong Galerie e Le 4ème Mur Festival, il festival in questa edizione ha visto al lavoro oltre al grande artista romano, Tellas e Daniel Muñoz SAN, il terzetto fa seguito agli interventi realizzati lo scorso anno da Okuda e Vhils.

Per questa sua ultima pittura Hitnes si è ispirato ed ha reinterpretato “La Tapisserie de l’Apocalypse”, lo splendido arazzo realizzato nel 13^ secolo e conservato all’interno del Castello di Angers.
Realizzato tra il 1373 e il 1377 dall’arazziere Robert Poisson con i disegni del pittore Jean de Bruges per il Duca Luigi D’Angiò, l’opera è un ciclo di arazzi composto da 7 pezzi (a noi ne sono giunti unicamente sei) per un totale di 140 metri e 90 scene diverse.
Ispirata dall’apocalisse di San Giovanni, l’opera è il più antico arazzo francese, uno dei capolavori del patrimonio artistico francese e una delle più importanti raffigurazioni dell’Apocalisse.

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

Il mito di Baba Jaga nel murale di Luca Zamoc a San Pietroburgo

18/06/2018

Per lo Street Art Museum di San Pietroburgo Luca Zamoc ha reinterpretato il mito di Baba Jaga, la strega suprema del folklore est europeo.

Prima dell’arrivo del cristianesimo Baba Jaga era vista come una bellissima donna legata alla foresta, uno spirito benigno, materno e creativo che proteggeva tutte le creature selvagge e non.
Successivamente la chiesa bandì tutte le figure precristiane e legate al paganesimo spesso trasformandole in entità negative, come accadde al Dio Pan che diventò emblema del demonio, oppure appropriandosene per meglio controllare la società. Questo approccio iconoclasta ha creato una versione deformata e feroce della figura di Baba Jaga trasformandola nell’uomo nero dell’est europeo.
Ad oggi Baba Jaga oscilla costantemente tra il bene e il male indipendentemente da chi si trova di fronte, nonostante gli sforzi della chiesa il mito è riuscito a mantenere il suo carattere primevo entrando infine nel linguaggio russo (baba- babushka vuol dire nonna).

Luca Zamoc conobbe il mito di Baba Jaga grazie ad un libro illustrato di Ivan Bilibin. La pittura realizzata in Russia è quindi sia un omaggio al grande pittore e illustratore, sia a tutte quelle figure spesso dimenticate e appartenenti all’emisfero immaginifico del passato. L’artista ha scelto di realizzare un opera meno ‘street’ lavorando piuttosto ad una estetica antica a capace di ricordare le copertina del libro dell’artista Russo.

Photo Credit: The Artist

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Il murale di Lucamaleonte a Rolo per TOTART Festival

18/06/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con TOTART Festival, la rassegna ha invitato Lucamaleonte ha realizzare una nuovo murale a Rolo.

Esattamente coma accaduto lo scorso anno l’Associazione TOTART prosegue nel proporre progetti di rigenerazione urbana e partecipazione attiva nei comuni colpiti dal terremoto dell’Emilia Romagna. Rolo è una piccola cittadina in provincia di Reggio Emilia e tra i centri abitati interessati dal terribile sisma di sei anni fa.

La pittura proposta da Lucamaleonte è ispirata agli elementi della tradizione agricola locale, l’artista romano in particolare ha rielaborato la mondina, la lavoratrice stagionale delle risaie, in un omaggio al pittore Angelo Morbelli e al suo dipinto del 1901 intitolato ‘Risaie’. L’opera è infine la pittura più colorata fin qui realizzata dall’artista e probabilmente l’inizio di una nuova serie di lavori.

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Anywhere, Out of this Mind: La mostra di BLO da Galerie 42B

16/06/2018

Dopo cinque mesi di lavoro BLO presenta “Anywhere, Out of this Mind”, una nuova personale negli spazi della Galerie 42B di Parigi. Al centro di questa nuova mostra l’idea di tornare ad un approccio figurativo frammentandolo e distruggendolo attraverso l’astrazione.

Negli ultimi mesi BLO ha sperimentato soluzioni differenti lavorando a composizioni frammentate che coinvolgono textures figurative ed elementi astratti, questi ultimi in particolare ricordano la gestualità delle tag dei graffiti. Le opere in mostra hanno i loro riferimenti iconografici nelle fotografie e nelle textures provenienti dall’ambiente urbano, come muri e manifesti rovinati, distrutte e ricomposte allo stesso modo dei collage surrealisti.

La mostra, il cui titolo si rifà al poema di Baudelaire “Anywhere Out Of This World”, riflette la volontà dell’artista di lavorare attraverso un approccio maggiormente introspettivo, intrecciando momenti figurativi con linee e trame astratte, così come giochi di luce e ombra, messe a fuoco e sfocature per imbastire un dialogo tra rappresentazione e subconscio. Forme astratte in scala di grigio attraversano ritratti femminili, tracce e textures si frappongono tra mani, gambe e corpi, mentre i volti rimangono sfocati in modo da trasportare chi osserva in un mondo nostalgico e onirico.

Galerie 42b
1 rue Notre Dame de Nazareth
75003 Paris

Photo Credit: Studio by Eli Cornejo – gallery set up by Nicolas Giquel

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

Tarocchi Politici: I Guerrilla Spam rielaborano l’antico mazzo di tarocchi fiorentino

15/06/2018

Per Copula Mundi Festival, progetto curato da Matteo Bidini e Gianluca Milli della Street Levels Gallery e Progeas Family di Firenze, i Guerrilla Spam hanno dipinto 70 metri di tela sul tema de “Le Minchiate” ovvero l’antico mazzo di tarocchi fiorentino.

Intitolato “Tarocchi Politici” il progetto è una scenografia caratterizzata da un gigantesco ciclo di affreschi orizzontali pensati per raccontare per immagini l’Italia dei nostri giorni sfruttando il simbolismo delle carte fiorentine e descrivendo la società italiana in tutte le sue decadenze, piccole ingiustizie e brutalità.

Nel 1377 Firenze vietò l’uso delle carte da gioco sul proprio territorio, il documento che attesa il divieto è la più antica prova che in Italia si giocava a carte. Nel 1434, Niccolò III faceva pagare al cartaro Ser Ristoro sette fiorini d’oro per due mazzi di carte che gli erano stata inviate a Ferrara di nascosto.
Nel 1450 venne regolamento il divertimento con le carte da gioco con il primo elenco di giochi permessi (dritta, vinciperdi, trenta, trionfo).
I Trionfi è il nome della più antica e unica edizione esistente di tarocchi fiorentini, attualmente è conservata alla National Gallery of Art di Washington nella collezione Rosenwald, per questo è nota anche come Mazzo Rosenwald.

L’iconografia scelta dai Guerrilla Spam riprende i disegni del mazzo di tarocchi Rosenwald mescolandola con quella dei pittori fiamminghi, con le citazioni a Beato Angelico, con riferimenti all’arte paleocristiana e quella dei popoli sub-sahariani e infine alle satire di Otto Dix e quelle di George Grosz dal libro “Il volto della classe dirigente”.
Si trovano così, sparsi nel ciclo pittorico, personaggi grotteschi che inseguono “Il Carro” per guadagnarsi due fili di grano (metafora fiamminga del denaro), o altri che bruciano e segano a pezzi una bilancia della “Giustizia” gridando “PRIMA IO! PRIMA IO!”. La “Casa del Diavolo” diventa l’allegoria di quell’Europa chiusa che costruisce muri di filo spinato e si tappa le orecchie. Invece “L’Impiccato” è un giovane skater succube degli sponsor e delle marche consumistiche che lo rivestono da capo e piedi. In questo inferno dantesco l’unica figura positiva è quella del “Matto” che, deriso dalla società, prosegue il suo cammino tra le incertezze di un percorso disseminato di spine, tra acqua e fuoco,.

Questi tarocchi hanno dunque una base di provenienza fedele al tema, ma sono poi libere interpretazioni, sono allegorie dei tempi bui in cui viviamo. La critica comune che lega tutti i disegni non è diretta allo Stato, alle istituzioni o ai poteri forti, ma al cittadino comune, all’uomo medio che incarna tutta la decadenza della società nella sua più deludente banalità.

Se volete vedere dal vivo l’opera, la scenografia resterà installata e visibile all’interno parco di villa Favard fino alla conclusione del festival Domenica 17 Giugno.

Copula Mundi Festival c/o Villa Favard di Rovezzano
Via di Rocca Tedalda 450
50136 Firenze

Photo Credit: Enrico Motsa Mai Tomassini

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Il trittico di murales di Tellas ad Aggius in Sardegna

15/06/2018

Aggius è una piccola cittadina situata nel nord-est della Sardegna nel cuore della Gallura, qui nei giorni scorsi Tellas ha realizzato una trittico di murales come parte del neonato Museo AAAperto.

Come accade già da diversi decenni in altre località della Sardegna da tempo Aggius può vantare una forte tradizione artistica. Il nuova museo prosegue sulla linea tracciata da Maria Lai e da diversi artisti che nel corso degli anni hanno lavorato a pitture, installazioni ed interventi site-specific per le strade della cittadina.
Il nuovo museo oltre a definire e strutturare le attività e i lavori degli artisti susseguitesi nel tempo, prosegue il lavoro di progettazione e cura di mostre ed eventi di arte contemporanea dell’Associazione Culturale Museo di Aggius Onlus andando ad affiancare il MEOC (Museo Etnografico Oliva Carta Cannase) e il Museo del Banditismo.

Le tre opere di Tellas sono ispirate e influenzate dal luogo in cui nascono, il grande artista ha raccolto a piene mani dal proprio immaginario realizzando tre interventi caratterizzati da approcci e stili differenti. “Behind” gioca con il paesaggio naturale che circonda Aggius riprendendone forma e sviluppo, “Gallura Sunset” omaggia il sole e la natura del posto mentre “Wool and Grids” è ispirato ai tappeti tradizionali locali.

Photo Credit: Mario Lufc Saragato

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Wisteria Autogena: L’installazione metrobotanica di Giorgio Bartocci e Matteo Foschi

14/06/2018

In occasione del Fuori Salone 2018 Giorgio Bartocci e il garden designer Matteo Foschi hanno presentato all’interno dell’Odd Garden di Milano “Wisteria Autogena”, un’installazione site-specific che unisce arte e natura.

L’intervento combina il comune background dei due artisti con le loro diverse e attuali attività. Giorgio Bartocci porta avanti una ricerca artistica legata all’espressività, alla volontà di tracciare un personale spaccato di tutte quelle sfaccettature emotive, viscerali e personali che caratterizzano ciascuno di noi.
Matteo Foschi è invece un garden designer legato da sempre al mondo dell’arte urbana, disciplina da cui trae tra l’altro ispirazione per lo sviluppo delle sue realizzazioni e composizioni.

Da una parte troviamo quindi la materia naturale e grezza di un grosso tronco di glicine (Wisteria) sospeso grazie a delle catene, dall’altra le sculture realizzate con il legno che la definiscono e la contengono esaltando al tempo stesso il concetto di arte metrobotanica.
Alla base del progetto la volontà di unire elementi artistici e presenza vegetale attraverso un continuo dialogo e contrasto. Il tempo che passa viene scandito dal costante mutamento degli elementi, dalla crescita delle piante che sovrappone e rimpiazza gli elementi inanimati che invece deteriorano nel corso del tempo.

Photo Credit: Dave Renoldi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Il murale di Roberto Ciredz ad Agliana

14/06/2018

Roberto Ciredz è stato invitato a realizzare una nuova pittura per l’edizione 2018 del progetto Street Art Agliana. Il progetto, promosso dal Comune di Agliana, organizzato da The Wall e Keras in collaborazione con l’Istituto scolastico Sestini e ideato e coordinato da Emanuel Carfora in collaborazione con Ambra Nardini, ha visto negli anni la realizzazione di numerose opere d’arte nel tessuto urbano di Agliana. L’opera di Ciredz si inserisce all’interno di un ricco programma di interventi e workshop che hanno caratterizzato questa quarta edizione.

Come accaduto a Pesaro ad Agliana Roberto Ciredz porta “Ephemeral Volume” progetto iniziato nel 2017 in Austrialia e interamente incentrato sui paesaggi glaciali e sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici.
La pittura è pensata per porre l’accento su problematiche globali e locali con l’intento di veicolare una riflessione sulla correlazione che esiste tra i luoghi della nostra quotidianità e un quelli ritenuti erroneamente distanti. L’opera è stata realizzata in contemporanea con un workshop rivolto a circa 200 alunni della scuola primaria Rodari di Agliana ed ha visto l’artista trasformare completamente una delle architetture dell’istituto.

Photo Credit: Fabrizio Bruno

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

L’ultima pittura di Bartek Świątecki a Olsztyn in Polonia

13/06/2018

Un nuovo aggiornamento da Bartek Świątecki aka Pener, l’artista polacco ha recentemente realizzato una nuova pittura nella sua Olsztyn in Polonia.

Ancora una volta l’opera è risulta intrisa da una forte tensione motoria tra le forme e i volumi dipinti. L’estetica di Bartek Świątecki è infatti caratterizzata da un approccio astratto, ereditato dal passato come writer, e soprattutto figlia di una impostazione altamente emotiva. Il processo dell’artista è infatti legato sia alle peculiarità della superfice e del luogo di lavoro sia alle sensazioni e stati d’animo del momento che inevitabilmente influiscono sul risultato finale.

In galleria le immagini del making of e dell’opera conclusa, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Photo Credit: Michał Kupisz

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Il murale di Vesod al Campus Luigi Einaudi di Torino

13/06/2018

Nei giorni scorsi Vesod ha terminato di dipingere una nuovo murale presso il Campus Universitario Luigi Einaudi di Torino. La zona è situata lungo le sponde del fiume Dora in quella che era l’area industriale ex Italgas a poca distanza dalla Mole Antonelliana.

Intitolato “APC” questo nuovo murale ha visto Vesod ispirarsi al tema dell’educazione. Al centro della pittura una figura femminile intenta a studiare mentre nello sfondo vediamo quella che sembra l’aula di una biblioteca. A metà tra astratto e figurativo la pittura mette in evidenza gli aspetti stilistici e tecnici del lavoro del grande artista Italiano, spazio quindi alla consueta sovrapposizione di piani visivi differenti dove gli elementi e le figure appaiono sfasati e sovrapposti all’interno di un unico livello.
In attesa di mostrarvi nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista potete dare un occhiata ai dettagli dell’opera e gli scatti finali nella galleria d’immagini.

Photo Credit: The Artist

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Marea: Il progetto di architettura mobile di Alberonero a Pozzallo

13/06/2018

Per il Festival Border Arts di Pozzallo in Sicilia Alberonero ha realizzato un nuova installazione con cui prosegue lo sviluppo del proprio percorso artistico. Il festival, ideato e organizzato dall’associazione RU_a in collaborazione con cufù, è una rassegna d’arte visiva pensata per mettere al centro la città di Pozzallo come simbolo di città di Frontiera e la sua identità legata al mare.

L’artista Italiano sta sempre più spostando l’interesse della sua pratica verso progetti architettonici capaci di dialogare in modo differente con lo spazio pubblico pur lasciando invariati i cardini della personale ricerca artistica.
Il progetto sul vulcano Etna, l’installazione realizzata a Buenos Aires e l’ultima personale da Magma Gallery hanno evidenziato la volontà di interagire e dialogare con lo spazio attraverso opere tangibili e capaci di modificarne la percezione finale.

“Marea” prosegue sulla linea tracciata dai precedenti interventi spostando però l’asticella ancora più in alto. Questo nuovo lavoro, realizzato insieme a Marco Boselli e pensato per dare una nuova identità ad uno spazio abbandonato su Piazza delle Sirene, unisce infatti pittura e installazione.
L’opera è un progetto di architettura mobile in cui Alberonero guarda al mare come forte elemento di identità e dialogo con la città. Nell’idea dell’artista il mare si interseca e si inserisce nelle architetture, la sua trasparenza diviene quella dei moduli mobili in tessuto, mentre la pittura sul muro diventa simbolo dello spazio cittadino, in questo modo un elemento trasparente si muove su un elemento pieno.
L’intervento stimola i fruitori a sperimentare giocando con il suo movimento mettendosi davanti o dietro alla parte mobile, offrendo nuovi e inediti punti di vista che modificano sia la visione del mare sia quella della struttura.

Photo Credit: Angelo Jaroszuk Bogasz

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Uscite: Sketches, la nuova fanzine di Sam3

12/06/2018

Il collettivo Corpus Delicti è da poco online con SKETCHES, una nuova fanzine del grande artista spagnolo Sam3.

SKETCHES è una raccolta di disegni degli ultimi anni selezionati da Sam3, l’uscita rappresenta senza dubbio la pubblicazione più intima dell’artista spagnolo, puoi infatti leggere appunti, idee veloci e vedere da vicino alcuni dei suoi splendidi schizzi realizzati negli ultimi anni.
Fotocopiata riciclata 100g ad Atene, esce in edizione limitata di 250 copie numerate, 78 pagine l’una con copertina stampata con tecnica Woodblock.

Se siete interessati potete acquistare la vostra copia QUI.

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

L’omaggio al carnevale di Parigi nel murale di HoNet al Pavillon Carré de Baudouin

12/06/2018

https://vimeo.com/273672551

Per un progetto curato da Art Azoï, HoNet ha realizzato una nuova pittura sul muro esterno del Pavillon Carré de Baudouin di Parigi.
Visibile fino alla fine dell’estate e realizzata in parallelo con la mostra fotografica di Willy Ronis presentata proprio all’interno del Pavillon Carré de Baudouin, l’opera è ispirata alla storia della città e del quartiere. HoNetha infatti reso omaggio al Carnevale di Parigi, una festa popolare gradualmente scomparsa nel corso del XX Secolo.

L’intervento è caratterizzato da diversi elementi riconoscibili dove i personaggi senza tempo dell’artista suggeriscono molteplici riferimenti mitici e popolari. Nella parte sinistra troviamo il tempio della Sibilla presente all’interno del Parc des Buttes-Chaumont dal quale si estendono una serie di raggi di luce. Il parco e il tempo sono considerati luoghi dell’esoterismo parigino del XIX secolo, entrambi sarebbero infatti il cuore di un pentagono mistico e magico.
Superati i raggi notiamo una processione simile a un carnevale con tre piccole figure incappucciate che precedono numerosi personaggi in costume. Nella parte finale dell’opera trova spazio una donna in piedi su una sfera nera, questa è rappresentazione della figura presente ne Le Triomphe de la République, statua situata su Place de la Nation.

HoNet ha voluto insistere sull’aspetto rituale del carnevale durante il quale le relazione gerarchiche vengono modificate e spesso invertite. L’intervento è inoltre contraddistinto dalla scelta di utilizzare il bianco e il nero come unici colori, due tinte opposte che si allontano da ogni realismo e suggeriscono una forma di dualità. Solo il grande smiley giallo si distingue dal resto e rappresenta il nostro tempo così fortemente legato ai simboli del digitale.

Photo Credit: Pablo Porlan

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

Il doppio freudiano nel murale dei Gods in Love a Tirana

12/06/2018

Nei giorni scorsi i Gods in Love hanno realizzato una nuova pittura a Tirana come parte dei lavori per il progetto Tirana call for street artist, evento promosso e organizzato dal comune di Tirana e pensato per sensibilizzare la cittadinanza sull’arte urbana e sull’impatto attivo che la stessa ha sul territorio. Il progetto prevede lo sviluppo di un vero e proprio museo a cielo aperto con l’obbiettivo di far crescere culturalmente la città.
Intitolata “Il Perturbante” in quest’ultima opera i Gods in Love hanno affrontato il tema del ‘doppio’ partendo dall’analisi Freudiana.

Per Freud, il Doppio è connesso al concetto di rimozione. L’Io attraverso la scissione proietta sull’Altro desideri rimossi e pulsioni inconsce e proprio questi aspetti, che lo differenziano dal Simile, gli garantiscono la negazione e gli permettono di affermare ‘Io non sono Lui’.
Freud aveva teorizzato come l’Io volesse mantenere una certa unitarietà individuale e combattere quella tendenza alla duplicazione, alla frammentazione e alla scissione che caratterizza ogni essere umano. Questa tendenza trova più libera espressione nei sogni, popolati da personaggi che sostanzialmente non sono altro che doppioni del sognatore. Essi rappresentano personificazioni di aspetti parziali della personalità, di suoi desideri e tendenze contraddittorie e censurate dalla coscienza della veglia.
Tramite questi doppioni i desideri proibiti possono finalmente trovare sfogo e appagamento proprio per mezzo del sogno notturno. Egli aveva perciò individuato una caratteristica fondamentale del Doppio e cioè la sua capacità di poter concretizzare tutte le occasioni non vissute dall’Io e tutte le possibilità che la persona non era stata in grado di sfruttare.

Il termine Unheimliche (il perturbante) descrive la sensazione di spaesamento e di estraniamento. È il non nascosto, è tutto ciò che non dovrebbe essere rappresentato e che dovrebbe restare segreto, nascosto, intimo ma che invece è riaffiora e riemerge. È l’estraneo segretamente familiare che ci perturba, ci mette in uno stato di incertezza e di inquietudine.
Secondo Freud il perturbante è qualcosa che prima era familiare nella vita psichica fin dai tempi antichissimi (credenze superate o rimosse che sopravvivono nei primitivi e soprattutto nei bambini) e che poi è stato estraniato dal soggetto attraverso il processo di rimozione. Quindi da una parte è qualcosa di superato e dall’altra di rimosso che ritorna.
Il perturbante è quindi quell’aspetto di noi che sconvolge perché corrisponde alla nostra oggettivazione, perché vi riconosciamo noi stessi al di fuori di noi. Esso può rappresentare un rafforzamento narcisistico dell’identità, ma può anche assumere il connotato inquietante della persecuzione.

La scelta di questo tema nasce da una riflessione sulla città di Tirana. L’opera assume infatti i connotati di una metafora su una città che sta vivendo un profondo senso di spaesamento dato dalla riscoperta di un qualcosa che è andato perso a causa delle sfortunate vicende storiche: la cultura, l’approccio all’arte e l’apertura mentale che porta a chi la fruisce.

Photo Credit: The Artist

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Andrea Casciu a Imola per il progetto T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

11/06/2018

T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti) è un progetto d’arte pubblica promosso dall’Associazione Noigiovani in collaborazione con il Gruppo Hera che sta vedendo la trasformazione di otto torrette elettriche sparse per la città di Imola. Dopo la pittura realizzata da Fabio Petani è Andrea Casciu il secondo artista a prendere parte al progetto.

Dal fiume Santerno nasceva il Canale dei Molini di Imola: un’opera idraulica di 42 km realizzata durante il Medioevo e fondamentale per lo sviluppo e la crescita di Imola. Ad oggi dei 24 molini attivi all’inizio del ‘900 soltanto uno è a tutt’oggi in funzione sebbene le acque del fiume continuino ad essere utilizzate per l’irrigazione dei campi.
Andrea Casciu ha quindi raccolto l’eredità storica della città e del suo fiume raffigurando due enormi occhi, uno rivolto verso l’appennino e l’altro verso il Reno dove il fiume confluisce, e tutta una serie di figure intente a lavorare nei molini e con i sacchi di farina.

Photo Credit: Adrian Lungu

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Moneyless a Valencia per Poliniza Dos

11/06/2018

C’è un altro Italiano tra gli artisti al lavoro per la 13^ edizione del Poliniza Dos Festival, dopo CT Moneyless ha infatti realizzato una nuova pittura all’interno dell’Università Politecnica di Valencia.

L’artista ha lavorato su una porzione di parete verticale sulla quale ha elaborato una nuova e iconica composizione astratta. Legato alla forma del cerchio e ad un idea di caos ragionato Moneyless traccia qui una serie di forme irregolari caratterizzate da una profonda interazione con le peculiarità architettoniche della superfice di lavoro. Le due finestre divengono parte ed estensione della pittura per un risultato finale che abbiamo particolarmente apprezzato.

Photo Credit: Kike Sempere

Moneyless Valencia Poliniza Dos

Moneyless Valencia Poliniza Dos

Moneyless Valencia Poliniza Dos

Moneyless Valencia Poliniza Dos

Milu Correch a Valencia per Poliniza Dos

09/06/2018

Come annunciatovi Milu Correch è tra gli artisti che hanno presto parte ai lavori per la 13^ edizione del Poliniza Dos Festival di Valencia. L’artista Argentina ha lavorato su una delle grandi pareti all’interno dell’Università Politecnica di Valencia dipingendo un opera che porta con sé nuovi ed interessanti spunti.

L’immaginario di Milu Correch continua ad essere legato ad una pratica pittorica pensata per destare curiosità e mistero. Continuando lo sviluppo di questa idea, per il festival spagnolo l’autrice mette da parte le iconiche donne con maschera bianca e le automobili arrugginite per abbracciare in toto un idea di pittura criptica e capace di suscitare impressioni e sensazioni soggettive. Il risultato è un opera vibrante, densa e ricca di pennellate corpose, giochi di luce ed ombra che delineano l’atmosfera e le emozioni dell’intervento.

Photo Credit: Kike Sempere

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Art Underground: Il progetto di Vlady sulle connessioni e influenze tra gli street artist

08/06/2018

“Art Underground” è un progetto teorico, artistico e partecipato realizzato da Vlady. L’artista italiano durante il 2017 ha tracciato una mappa non convenzionale sul mondo della street art italiana attraverso un diagramma con le sembianze di una metropolitana.
Intento del progetto è quello di approfondire quelle che sono le connessioni, influenze e relazione tra gli artisti. Vlady ha chiesto ad alcuni dei nomi più noti dell’arte urbana italiana di indicare tre nomi di artisti nazionali contemporanei che sono stati e sono influenti per il personale percorso di crescita artistica, con la possibilità di indicare tre ulteriori nomi di artisti esteri.

Il risultato è una lista di 136 nomi differenti (italiani, esteri, viventi o scomparsi) che compone un intricato diagramma di convergenze dal quale è possibile capire il passato, il presente e l’immaginario collettivo degli artisti della scena italiana.
Emergono ad esempio alcuni nomi cardine della storia dell’arte moderna, come Burri, Balla Kandinskij, Sol Lewit e Munari, alcuni rappresentanti della scena dei graffiti come Mode 2 e infine i nomi di alcuni dei più rilevanti e famosi artisti contemporanei come gli Os Gemeos, Jeroen Erosie, Momo e l’italiano 108.

Nonostante una scena varia ed articolata, priva di una leadership né tantomeno una identità unitaria, leggendo lo schema appare chiaro come vi siano convergenze e punti i comuni tra gli artisti nostrani.
Quella che emerge è una mappa capace di offrire uno spaccato identitario e stilistico sul movimento italiano. Il progetto sottolinea infatti il contatto e l’influenza reciproca tra artisti diversi e che, al netto delle diversità stilistiche, risultano avere tutta una serie di comuni denominatori, influenze e interconnessioni.

Come leggere il diagramma:
Ogni artista ha un su colore, una linea e una stazione che porta il suo nome (simbolo circolare). Lungo le linee e seguendo le frecce di direzione si trovano le preferenze.
Esempio: Basik ha citato 108, Aruzzo, Samorì, Ochoa, Aryz e Axel Void, gli ultimi tre cadono nella zona 2 quella degli artisti stranieri. A sua volta Basik è stato nominato da Carne (e non viceversa – notare le frecce di direzione) con cui genera una connessione di scambio. Lo scambio avviene pure con 108, ma in questo caso la stazione è multipla (interscambio) poiché 108 è uno “snodo” trafficatissimo e plurinominato.

Art Underground Vlady

Art Underground Vlady

CT a Valencia per Poliniza Dos

08/06/2018

Per la 13^ edizione del Polinzia Dos Festival CT ha realizzato una nuova pittura all’interno del campus universitario di Valencia.

Con un radicato background nei graffiti CT ha saputo sviluppare ed evolvere una personale ricerca estetica connessa alle lettere e caratterizzata da un aspetto minimale e pulito.
Le lettere c e t rappresentano la base di partenza per una personale manipolazione della forma diventando parte di un immagine nuova e più vicina all’idea di logo. L’artista nel suo processo decostruisce e costruisce moduli in funzione delle due lettere dialogando e lasciandosi influenzare dagli aspetti peculiari e caratteristici di un determinato ambiente di lavoro.

Interagendo con gli spazi dell’università politecnica di Valencia e cogliendo la ripetitività delle strutture architettoniche presenti all’interno dello stesso, CT ha elaborato una serie di forme geometriche caratterizzate da tonalità differenti. Nella galleria potete dare un occhiata alle fasi del making of e ai dettagli del risultato finale.

Photo Credit: Kike Sempere

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ a Valencia per Poliniza Dos

07/06/2018

Franco Fasoli aka JAZ è tra gli artisti che hanno preso parte alla 13^ edizione del Poliniza Festival di Valencia, l’artista Argentino ha lavorato su porzione di parete situata all’ingresso della Facultad de Caminos, Canales y Puertos.

L’opera rappresenta l’ennesimo sviluppo nella pratica pittorica del grande artista Argentino che prosegue nel sperimentare nuovi e differenti approcci stilistici evolvendo e modificando in modo sostanziale il proprio lavoro. Dal collage, alla scultura e alla pittura murale JAZ in questi anni ha saputo muoversi agilmente tra differenti medium per sviluppare in modo inedito gli elementi e i cardini estetici del proprio immaginario. Il costante sviluppo della propria ricerca e l’utilizzo di materiali differenti rappresentano quindi un influenza costante nel lavoro dell’artista.
La pittura realizzata per il festival curato da Juan Bautista Peiro inaugura una nuova direzione di cui vi invitiamo a dare un occhiata ai dettagli negli scatti in galleria.

Photo Credit: Kike Sempere

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Il murale di Roberto Ciredz a Pesaro

07/06/2018

Roberto Ciredz è stato invitato dall’Associazione RE/UR Reperti Urbani ha realizzare una nuova opera all’interno del campus scolastico di Pesaro. L’intervento si inserisce nella serie di progetti d’arte pubblica promossi dall’associazione marchigiana che da anni stanno arricchendo e promuovendo il territorio della città di Pesaro attraverso il lavoro di alcuni degli artisti più importanti del movimento italiano ed internazionale.

Roberto Ciredz porta a Pesaro “Ephemeral Volume”, progetto iniziato nel giugno 2017 in Australia in cui l’artista riflette sui paesaggi glaciali e in particolare sul problema del cambiamento climatico. L’intento è quello di sensibilizzare le persone sullo scioglimento dei ghiacciai cercando di abbattere quei muri ideologici dettati dalla distanza.
L’opera dipinta è una enorme pittura murale di 10 metri d’altezza e 18 metri di larghezza che si estende su tutta la superfice di lavoro. Ancora una volta Ciredz si serve di diverse tonalità di blu per creare un effetto tridimensionale capace di proiettare la coscienza dell’osservatore in un estemporaneo paesaggio glaciale.

Insieme alla pittura è stata prodotta una serigrafia in edizione limitata intitola “45 degrees view” che potete acquistare sullo shop dell’associazione sostenendone in questo modo le iniziative.

Photo Credit: Katia Boiani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Joy of Destruction: La mostra collettiva con Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser

06/06/2018

Il mese scorso la Galerie 42b di Parigi ha presentato “Joy of Destruction”, una interessante collettiva con in mostra le opere di Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser.

Ognuno degli artisti ha ereditato dai graffiti il senso dell’effimero, quell’ineluttabile destino che accompagna le opere e per il quale queste sono destinate a scomparire. Dipingere in strada significa cogliere uno spazio di liberà necessariamente temporaneo e che prima o dopo verrà cancellato, coperto, cambiato o distrutto.
Il titolo dello show risuona come una sorta di ossimoro ma in verità sottolinea la volontà di Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser di lasciare intatto questo sentimento e di orientare la personale ricerca verso un estetica spontanea, vera e caratterizzata da tracce e segni crudi, immagini impercettibili, forme ruvide ed irregolari che divengono ideale vocabolario grafico attraverso il quale sviluppare e portare avanti il proprio discorso artistico.

Come scrive Elodie Cabrera nel testo che accompagna lo show, “Joy of Destruction” più che una mostra collettiva è un cenacolo in cui ogni artista offre una personale riflessione sull’idea di impermanenza, sulla fugacità del gesto e sulla supremazia dell’inconscio.
Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser mettono costantemente in discussione la loro ricerca con l’intento di distruggere le proprie certezze, per sentirsi più liberi e per assecondare un idea di costante rinnovo.

Galerie 42b
1 rue Notre Dame de Nazareth
75003 Paris

Photo Credit: The Gallery

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Zebu a Valencia per Poliniza Dos

06/06/2018

Il duo berlinese Zebu ha realizzato una nuova pittura come parte dei lavori per l’ultima edizione del Poliniza Dos Festival di Valencia. La rassegna curata da Juan Bautista Peiro da dieci anni vede alcuni dei nomi più importanti dell’arte urbana spagnola e internazionale lavorare all’interno degli spazi del campus dell’Università Politecnica di Valencia.

L’immaginario degli artisti risulta fortemente influenzato dall’illustrazione, dalla grafica e prende ispirazione dai colori e dalle forme che scandiscono e circondano la vita di tutti i giorni. L’eccellente utilizzo dei colori e l’applicazione degli stessi all’interno di forme e soggetti di varia natura caratterizza in toto il lavoro degli Zebu.
La pittura astratta realizzata per il festival valenciano è un composizione equilibrata di colori e forme di irregolari, definite e rigide che modificano in toto la percezione dello spazio.

Photo Credit: Kike Sempere

Zebu Poliniza Dos Valencia

Zebu Poliniza Dos Valencia

Zebu Poliniza Dos Valencia

Zebu Poliniza Dos Valencia

Zebu Poliniza Dos Valencia

La pittura di MP5 per l’Helsinki Urban Art Festival

05/06/2018

Attivissima in quest’ultimo periodo, MP5 ha da poco terminato di dipingere una nuova pittura in Finlandia per Helsinki Urban Art Festival.
Intitolata “One Matter” l’opera si estende su una superfice irregolare che coinvolge i due piani di una unica struttura che funge da elevatore. Proprio lavorando in funzione degli elementi caratteristici ed architettonici dello spazio MP5 ha scelto qui approccio totalizzante.
Nella parte inferiore l’artista ha dipinto alcuni dei suoi iconici personaggi con lo sguardo rivolto verso l’alto, nella zona superiore troviamo invece un pattern a tema naturale. In attesa di nuovi aggiornamenti in galleria tutti i dettagli di quest’ultima pittura. Enjoy it.

Photo Credit: The Artist

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

La Plaza es Nuestra: Il murale di Escif a Sant Feliu de Llobregat

05/06/2018

Dopo aver lavorato sulla facciata esterna del Palais de Tokyo di Parigi, Escif ha da poco dipinto un nuovo murale a Sant Feliu de Llobregat.
Il progetto organizzato da Contorno Urbano e Kaligrafics (due pilastri dell’arte pubblica Spagnola) ha visto rielaborare dal grande artista Spagnolo uno degli avvenimenti più importanti legati alla storia della cittadina nei pressi di Barcellona. Con la sua opera Escif ha scelto di trasferire infatti la memoria storica e le speranze di una città che 40 anni fa sotto il regime di Franco ha lottato per rivendicare la proprietà della propria piazza.

Nel maggio del 1977, i residenti del quartiere di La Salud riuscirono a fermare la costruzione di una stazione di rifornimento. Durante la notte, mentre la città dormiva ancora, alcuni uomini coraggiosi decisero di spingere la betoniera nel buco dove stavano per costruire le fondamenta, comprendo il tutto con la terra e piantando infine un albero. La leggenda vuole che se un albero viene piantato in un lotto occupato, nessuno sarà in grado di rimuoverlo. A distanza di anni la betoniera è ancora sepolta sotto la piazza.

In un momento di profonda repressione e ineguaglianza (ne ha parlato anche Hyuro nel suo ultimo lavoro) Escif sottolinea l’importanza di combattere.
Intitolata “La Plaza es Nuestra”, l’opera ricorda le voci e le storie di coloro che non ci sono più e rappresenta un opera d’arte fatta da e per gli abitanti del quartiere: un muro che può essere ascoltato e che contiene i suoni del quartiere, la sua storia e quella di chi ha vissuto e vive qui. “La plaza es mía” (La piazza è mia) “Yo-Tu” (Io – Te) “Fue él” (Era lui) “DEP hormigonera” (RIP betoniera) “No callarem” (Non resteremo in silenzio) sotto tutti riferimenti, spunti e aneddoti con cui l’artista ha raccolto l’eredità storica del luogo. In questo modo il muro racconta e ricorda vite e storie che risalgono a 40 anni fa, le conversazioni di una piazza riconquistata, le sue aspirazioni e i suoi sogni.

Photo Credit: The Artist

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

MONUMENT for VICTIMS: La scultura di Sergii Radkevych al PinchukArtCentre di Kiev

04/06/2018

Il PinchukArtCentre di Kiev ospita in questi giorni una collettiva con i 20 artisti finalisti della quinta edizione del Premio PinchukArtCentre, in mostra una serie di opere realizzate con il supporto della galleria.
Tra gli artisti finalisti della mostra curata da Tatiana Kochubinska troviamo Sergii Radkevych aka TECK che ha presentato un nuovo intervento dal titolo “MONUMENT for VICTIMS”.

L’opera è una scultura astratta realizzata con 16 patterns ortogonali e perpendicolari basati sulle forme delle divise militari (manica e frammenti della giacca) che insieme formano un oggetto cubico e spaziale.
La scultura è una rappresentazione della crudeltà umana che sta caratterizzando questo periodo storico, Sergii Radkevych riflette sul precipitare della coscienza umana, sulla mancanza di un pensiero solido e su come la negazione di qualsiasi valore umano stiano sempre più caratterizzando il 21^ secolo. Per l’artista siamo tornati al passato dove le guerre uccidevano migliaia di persone, dove l’odio e la vita umana sono un ostacolo agli obbiettivo di qualcuno che è in cima alla società.

Photo Credit: PinchukArtCentre

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Il murale di Hyuro a Vila-Real sulla giustizia patriarcale spagnola

04/06/2018

Hyuro è stata invitata dal TEST Festival a realizzare un nuovo murale a Vila-Real in Spagna, per l’artista Argentina è stata l’occasione per tracciare una nuova riflessione sul sistema giudiziario spagnolo e sulla disparità di trattamento riservata alle donne.

Recentemente in Spagna è stata infatti emessa una sentenza per lo stupro perpetrato da un gruppo di cinque giovani ai danni di una ragazza di 18 anni. Secondo i giudici non vi è stata violenza o intimidazione e la corte ha dichiarato il gruppo colpevole di abusi sessuali anziché stupro, un crimine minore.
Sulla scia dello storico sciopero femminista dell’8 Marzo, indetto per dire basta alla violenza, alle disuguaglianze e alle discriminazioni subite dalle donne, la discussa sentenza ha spinto decine di migliaia di persone a protestare per le strade di diverse città spagnole.

Per Hyuro ciò dimostra come tutti i pregiudizi e gli stereotipi di genere vengano poi riprodotti all’interno del sistema giudiziario Spagnolo. C’è un’ideologia dietro, una struttura, un sistema patriarcale che si insinua in tutti gli spazi della socializzazione.
Attualmente la Corte Suprema in Spagna è composta da 12 giudici, 10 uomini e 2 donne. Il Consiglio di amministrazione della Corte suprema è composto da 13 membri, tutti uomini. L’Alta Corte è composta da 79 membri di cui 68 sono uomini. Per quanto riguarda il Consiglio Generale della Magistratura, dei suoi 22 membri solo 8 sono donne. La Sezione Penale della Commissione Generale di Codificazione è composta interamente da uomini la cui età media supera i 67 anni.

Intitolata “Patriarcado” quest’opera rappresenta una denuncia sull’iniquità della giustizia spagnola. In Spagna pesa ancora l’eredità storica machista, cattolica e classista del regime autoritario e fascista di Franco. Il paese viene infatti percepito dai cittadini come un’entità conservatrice forte o permissiva a seconda dei casi e delle persone.

Photo Credit: The Artist

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

L’ultima serie di Eliote

01/06/2018

Da tempo stiamo seguendo con interesse gli sviluppi della ricerca di Eliote sempre più affascinati dalle particolari atmosfere dei suoi interventi.
Dopo la bella pittura realizzata per PALMA Festival l’artista originario dei Paesi Bassi è tornato in strada con una nuova serie di pitture realizzate in queste ultime settimane. La volontà di evocare uno sorta di atmosfera e di suggerire di veri e proprio paesaggi, sono gli elementi distintivi di una pratica pittorica in costante mutamento. Partendo dalle lettere, modificando la loro forma e inserendo rifermenti futuristici e spaziali, Eliote plasma il personale universo visivo in cui fulmini e le iconiche sfere sospese sono solo alcuni degli elementi ricorrenti. Date un occhiata alla galleria di scatti!

Photo Credit: The Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Uno sguardo al lavoro di Fortrose

31/05/2018

La città, i suoi elementi distintivi, le sue architetture e la sua diversità materiale come punto di contatto ed ispirazione principale. Per lo sviluppo della sua ricerca Fortrose osserva lo spazio urbano cogliendone le unicità e in particolare quegli aspetti estetici e materici che diventano in questo modo principale fonte di ispirazione.

Lo spazio urbano e l’interesse per la materialità e le sostanze sintetiche hanno portato l’artista originario di Adelaide (sud dell’Australia) a costruire una relazionare tra pittura, installazione e lavoro in digitale.
Guidato dall’interesse nel suscitare stimoli e sensazioni di diversa natura in chi osserva le sue produzioni, Fortrose esplora nuovi concetti al di fuori della pittura lavorando con il collage, l’installazione e la scultura. L’idea è quella di creare una personale libertà espressiva attraverso l’utilizzo di medium differenti per sviluppare lavori maggiormente concettuali, non-oggetti e composizioni astratte spontanee nella pittura come nelle fotografia. In questo modo si alimenta un discorso artistico in grado di implementare l’utilizzo di materiali sintetici e al tempo stesso di sviluppare nuovi concetti sull’ambiente.

I suoi lavori sono caratterizzati da una grande quantità di livelli sia che decida di articolare, sovrapporre, legare (letteralmente) e incastrare le forme, sia di lavorare attraverso composizioni maggiormente minimali, giochi di vuoto e pieno in netta relazione con la superficie di lavoro. In questo senso l’artista adotta colori e tonalità differenti in grado di imporre alle forme una spiccata profondità e tridimensionalità.

Nella galleria di immagini potete dare un’occhiata alle sue ultime pitture, nella parte finale alcuni lavori in studio che saranno presentati in occasione della prossima mostra in Agosto.

Photo Credit: The Artist

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Il tributo alla resistenza partigiana nel murale di 2501 a Cascina Merlata, Milano

30/05/2018

Nei giorni scorsi 2501 ha realizzato un nuovo murale sulla facciata esterna di un grande edificio a Cascina Merlata, quartiere di Milano.
Intitolato “SUNSET/SUNRISE” l’intervento prende vita sulla superfice di un a vecchia fattoria nota per essere stata uno degli spazi della resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale. Vista la storia del luogo 2501 ha scelto di realizzare un tributo alla tenacia degli eroi partigiani: il sole che sorge e tramonta ogni giorno sulle prove della vita diviene un’allegoria della forza e della semplicità di un eroe.
L’opera gioca con le peculiarità architettoniche della struttura sviluppando un percorso di ascesa/discesa, di spazi vuoti e pieni, di luci ed ombre che non solo investono lo spazio ma ne modificano in modo totalizzante la percezione finale.

Photo Credit: The Artist

2501 mural Cascina Merlata, Milano

501 mural Cascina Merlata, Milano

501 mural Cascina Merlata, Milano

Reminder: Il murale di Bilos a Patrasso

29/05/2018

Bilos è tra gli artisti che hanno preso parte alla terza edizione dell’ArtWalk, festival internazionale d’arte urbana di Patrasso in Grecia. Per la rassegna l’artista ha avuto l’opportunità di confrontarsi con una superfice di lavoro davvero importante sulla quale ha sviluppato una nuova e personale composizione.

Intitolata “Υπενθύμιση / Reminder” l’opera è caratterizzata da specifica scala cromatica e da una divisione dello spazio in aree di lavoro di diversa dimensione all’interno delle quali Bilos ha lavorato a differenti elementi compositivi. Ciascuno di essi strizza l’occhio al mondo del writing e si interseca con elementi illustrativi minimali, forme, lettere, oggetti comuni e addirittura una sezione maggiormente figurativa.
I graffiti non solo rappresentano quindi il filo conduttore stilistico dell’opera ma anche il trait d’union tematico tra una caselle e l’altra.

Photo Credit: Ted Nikolakopoulos

Bilos Mural Patrasso Greece

Bilos Mural Patrasso Greece

Bilos Mural Patrasso Greece

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

29/05/2018

La M77 Gallery di Milano ospita in questi giorni “Gypsoteca”, un nuovo progetto espositivo site-specific di Agostino Iacurci.
Il titolo dello show richiama il luogo dove vengono conservati i modelli in gesso di statue busti, teste, rilievi e fregi antichi, il corpo di lavoro rappresenta invece il punto di arrivo di una ricerca durata quasi due anni in cui l’artista italiano ha riflettuto sul colore così come veniva concepito e utilizzato nella pratica della statuaria antica.

Il punto di partenza di questa specifica ricerca è la scultura greco-romana, una pratica che originariamente univa i materiali specifici della scultura (marmo, bronzo, legno o terracotta) con il colore. Nel corso del tempo ha prevalso un idea asettica e caratterizzata da patine monocromatiche che di fatto hanno cancellato il colore in favore di un gusto antico e artificiale.
Affascinato dalle ricostruzioni delle opere originali greche e romane, caratterizzate da colori vivaci, modelli violenti e quasi psichedelici, Agostino Iacurci prende le distanze dal neoclassicismo e dalla monocromia e in questa nuova mostra ha voluto creare un catalogo personale e contemporaneo del vecchio.
Gypsoteca assume quindi i contorni di un viaggio in un universo parallelo, ricco di immagini e invenzioni visive animate dal colore. Le opere in mostra catturano gli echi di quei linguaggi artistici remoti in cui il colore diviene simbolo arcaico e al tempo stesso emblema di una realtà contemporanea popolata da fantasmi virtuali con cui convivere. Gli eroi antichi e le divinità classiche ritrovano nelle opere dell’artista nuovi luoghi sacri a loro dedicati.

La mostra sarà visibile fino al prossimo 8 Settembre, nel frattempo in galleria un ampia serie di scatti con tutti i dettagli e le opere presenti nell’allestimento.

M77 Gallery
Via Mecenate 77
20138 Milano

Photo Credit: Lorenzo Palmieri

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Simek nel Watson Institute della Brown University

28/05/2018

Recentemente Simek del duo greco Blaqk è stato invitato a realizzare un intervento all’interno del Watson Institute della Brown University.

Il Watson Institute ha come obbiettivo quello di promuovere un mondo giusto e pacifico attraverso la ricerca, l’insegnamento e l’impegno pubblico.
La povertà, la disuguaglianza, i disastri naturali, i conflitti etnici, la crescente urbanizzazione, i cambiamenti climatici, gli standard di lavoro globalizzati e le minacce informatiche, sono alcuni dei grandi temi che stanno caratterizzando questo periodo storico. L’istituto guarda a queste tematiche con l’intento di creare soluzioni e possibilità attraverso la ricerca e il pensiero creativo di studiosi, professionisti e studenti. L’obbiettivo finale è quello di aiutare le persone a comprendere e affrontare queste sfide critiche attraverso l’idea che una politica informata può portare ad un cambiamento.

In questo contesto Simek ha realizzato una nuova pittura giocando con gli elementi architettonici presenti all’interno dell’istituto. L’artista greco ha sviluppato una composizione geometrica che corre sulla scala centrale dell’edificio. Il progetto è stato curato da Grace Monk.

Photo Credit: The Artist

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Il murale di Pastel a Espoo in Finlandia

28/05/2018

Per il progetto Karakallio Creative Pastel ha realizzato una nuovo e splendido murale nel quartiere di Karakallio ad Espoo in Finlandia. L’opera è curata dall’Upeart Festival, festival d’arte urbana che si tiene ogni anno ad Helsinki.
“Illman Täma ilman Länsi” (no east no west) è una composizione a tema naturale con alcune piante e fiori che si sviluppano sull’intera superfice di lavoro. Proseguendo lo sviluppo della personale ricerca pittorica, l’intervento di Pastel risulta caratterizzato da una rinnovata cura per il dettaglio e dall’utilizzo di tonalità più scure e differenti rispetto alle scale cromatiche a cui l’artista Argentino ci ha abituato in precedenza. Per apprezzare al meglio l’opera vi lasciamo alla serie di scatti in galleria, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di Pastel.

Photo Credit: The Artist

Pastel Mural Espoo

Pastel Mural Espoo

Pastel Mural Espoo

Pastel Mural Espoo

Pastel Mural Espoo

Felipe Pantone a Madrid per il progetto Urban Xcape

26/05/2018

Torniamo a parlarvi di Urban Xcape, il misterioso progetto curato da Anna Dimitrova di Nobulo all’interno delle vecchie officine della metropolitana Cuatro Caminos di Madrid.
Cuatro Caminos è uno spazio chiuso da un centinaio di anni e riaperto per la prima ed ultima volta proprio in occasione dell’evento. Qui alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale e spagnola hanno lavorato ad una serie di interventi nel corso di una due giorni interamente incentrata sull’arte urbana con pitture, musica, workshop, laboratori e street food.
Dopo avervi mostrato bella pittura realizzata da Aryz, diamo ora uno sguardo all’intervento dipinto da Felipe Pantone e intitolato “Dinamismo Monocromático”. Nell’opera l’artista ha scelto di mettere da parte le combinazioni cromatiche per lavorare unicamente attraverso una scala di grigi con la quale modificare la percezione dell’intera piccola struttura.

Photo Credit: The Artist

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Save our Souls: Il murale di MP5 a Terni

25/05/2018

Per il progetto #Solocosebelle del Comune di Terni nei giorni scorsi MP5 ha realizzato una nuova murale a Terni dal titolo “Save our Souls”.
Curato da Chiara Ronchini della omonima galleria d’arte contemporanea, il progetto è un programma di rigenerazione urbana pensato per valorizzazione e innestare la street art all’interno del tessuto cittadino di Terni. Dopo la pittura realizzata da UNO sulla facciata della palazzina degli uffici informazione e accoglienza turistica di via Primo Maggio, è il turno di MP5 che ha lavorato su una lunga parete in Via Alceo Massarucci.
La strada è una via centrale che lambisce tre scuole: Leonardo Da Vinci (struttura di Mario Ridolfi), Liceo Classico Tacito, Primaria Anita Garibaldi, un zona quindi di riferimento e luogo di incontro per bambini, giovani ed adolescenti.

MP5 utilizza una simbologia forte, quella di una statua di epoca classica per aprire un nuovo dialogo e riflessione sulla nostra società. Il volto risulta sospeso in una equivocità percettiva tra l’affondare e l’affiorare e rappresenta un allegoria di un umanesimo filosofico e culturale che chiede di essere salvato per non sprofondare nell’oblio.
Per la grande artista italiana il naufragio è quello della civiltà, della cultura e della solidarietà. MP5 riflette sulla nostra società sottolineando come anche nel contesto quotidiano, che continuiamo a definire democratico ed evoluto, questi valori vengono continuamente messi in pericolo.
Le minoranze, le realtà che lavorano nella difesa dei diritti e nell’innovazione culturale, così come le azioni per preservare l’ambiente, vengono sistematicamente emarginati da politiche miopi e lasciate morire da una comunità ormai completamente rivolta su se stessa, egoriferita ed anestetizzata.
L’intervento è stata infine sostenuto dal lavoro della società ASM Terni spa che, proseguendo gli impegni per la valorizzazione dei monumenti e luoghi più significativi della città di Terni, ha lavorato per l’opera ad un progetto di illuminazione dedicata.

Photo Credit: Grazia Morace

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

24/05/2018

Proseguiamo il nostro recap sulle opere realizzate per la quarta edizione del JIDAR – Toiles de Rue Festival, tra gli artisti al lavoro per la rassegna di Rabat in Marocco c’era anche Milu Correch.
Dopo il tour europeo in cui l’artista ha toccato le città di Aberdeen ed Ostenda per prendere parte rispettivamente al Nuart Aberdeen e al The Crystal Ship Festival, eccola ora impegnata su questa grande parete in Marocco.
Al centro dell’opera un furgone arrugginito e l’iconica figura femminile con una maschera bianca in volto: il veicolo rappresenta lo scorrere inesorabile del tempo, il personaggio viene invece utilizzato per destare mistero, curiosità e per incentivare chi osserva ad interpretare l’opera in modo personale. Entrambe rappresentano i temi ricorrenti nelle produzioni di Milu Correch. Prossima fermata a Valencia per Poliniza Dos, stay tuned!

Photo Credit: Walid Ben Brahim e Hamza Nuino

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Le paure e i falsi miti nel murale di Gio Pistone a San Pietroburgo

24/05/2018

Per lo Street Art Museum di San Pietroburgo Gio Pistone ha realizzato un nuovo murale in cui riflette sulle tendenze e paure comuni dettate da falsi miti.
È infatti nella natura dell’essere umano vivere immerso nei miti, non solo quelli legati alla mitologia classica in cui affondiamo le nostre radici, ma soprattutto di miti moderni in cui viviamo immersi senza spesso comprenderne appiano il senso. Il mito del progresso, della storia, dello sviluppo, quello della previsione del futuro a cui si aggiungono il vivere bene attraverso il denaro, l’amore e il cibo, sono tutti validi esempi dei miti quotidiani che scandiscono e caratterizzano la nostra esistenza.
La mitologia, come accade per la religione, li utilizza per comunicare pensieri retti alle comunità, per insegnare il giusto modo di vivere attraverso “istruzioni per l’uso” alla vita, velocizzando il processo di assimilazione e caricandoci di una buona dose di paura. Si tratta di un meccanismo quindi che tende a consolidare e rendere saldi alcuni valori condivisi.

Partendo da questi spunti Gio Pistone ha dipinto 6 differenti personaggi per raccontare e riflettere quelle che sono le tendenze e le paure comuni nelle comunità occidentali e non spesso dettate dai falsi miti.

Circe, la strega.
Rappresenta la paura delle donne libere, senza marito, senza figli. Donne diverse e da allontanare.

Ubu Re, il dittatore.
È un personaggio che viene dal teatro di Jearry e che rappresenta il terrore del potere che non si può contrastare, l’orrore del potere incontrollato, crudele e sadico che viene dall’alto.

Karisiri, vampiro boliviano.
Esso rappresenta la paura della solitudine interiore ed esteriore percepita anche nel bel mezzo di una folla. La paura di non avere nessuno, amico o familiare. Quando si è soli lui si avvicina come un amico e ti porta via la linfa vitale uccidendoti.

Ippopotamo, gatto mammone, il gatto nero.
La figura rappresenta la paura del non conoscere, di non poter controllare, l’occulto e la paura di chi non si manifesta subito. Il personaggio è presente in numerose mitologie come il servo del diavolo e in questo caso è ispirato dal romanzo dello scritto russo Michail Bulgakov: Il Maestro e Margherita.

Polifemo, il gigante.
Rappresenta la paura di chi è diverso, dunque isolato dagli altri, dunque feroce.

Ulisse, l’intelligenza e la razionalità.
Questo character è la chiave dell’opera. Rompe il cerchio, spezza i legami e usa la ragione per arrivare alle proprie verità senza paura.

Il titolo dell’opera “Oudeis” (dal greco: Nessuno) è il nome che Ulisse dirà di avere a Polifemo e grazie al quale si salverà la vita. La scelta di Gio Pistone non è affatto casuale, l’idea è infatti quella di sottolineare e dire che nessuno può dirci di cosa avere paura, nessuno può dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato per il semplice fatto che non esistono il bene e il male assoluti.

Photo Credit: The Artist

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Mina Hamada a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

23/05/2018

L’artista Giapponese Mina Hamada è tra gli ospiti dell’ultima edizione del JIDAR – Toiles de Rue Festival, la rassegna d’arte urbana di Rabat in Marocco per la quale ha realizzato un nuovo e grande murale.
L’immaginario di Mina Hamada è caratterizzato da una commistione di forme astratte e organiche con colori tenui, luminosi e caldi. Alla base della sua ricerca la volontà di affidarsi ad un processo pittorico legato all’inconscio e all’improvvisazione dove lavorando attraverso un approccio spontaneo e diretto, l’artista interagisce in modo totalizzante con la superfice di lavoro.
Quelle che emergono sono composizione scandite dal ritmo dei colori scelti e capaci di trasformare in modo attivo la percezione di un determinato spazio. L’opera dipinta per il festival marocchino ben rappresenta il lavoro e la ricerca di Mina Hamada laddove, a differenza delle pitture realizzate in collaborazione con Zosen – da anni i due formano un duo artistico attivissimo in tutto il mondo – quest’ultima fatica è caratterizzate da forme più grandi e ravvicinate, riferimenti alle architetture magrebine e da alcuni istanti di pittura più sporca e grezza.

Photo Credit: Walid Ben Brahim e Hamza Nuino

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Open Borders: Il progetto di Escif al Palais de Tokyo di Parigi

23/05/2018

Per la decima sessione del LASCO PROJECT il Palais de Tokyo di Parigi ha invitato Escif a realizzare un dipinto monumentale sulla facciata posteriore dell’edificio per esaminare la storia e il patrimonio del Maggio ’68.

Avviato nel 2012 nei tunnel sotterranei del Palais de Tokyo, il LASCO PROJECT ha visto fino ad ora coinvolti 60 artisti internazionali che si sono confrontati con le architetture della struttura francese, con i suoi corridoi, scale, passaggi ed interstizi attraverso interventi site-specific, opere monumentali e lavori segreti, producendo un percorso che si estende per quasi 1 chilometro.
Il progetto di Escif si aggiunge ai lavori realizzati da lo scorso Luglio dall’artista Greco Stelios Faitakis che in due pitture murali ha analizzato l’eredità del pensiero situazionista e del Maggio ‘68 nelle rivolte contemporanee.

OPEN BORDERS è il titolo del progetto proposto da Escif, il grande artista Spagnolo ha riprodotto gli slogan che hanno accompagnato le insurrezioni studentesche del maggio 1968 insieme alle scritte scarabocchiate nei bagni del Palais de Tokyo, intrecciando il tutto con alcuni trompe-l’œil degli elementi architettonici dell’edificio.
Aldilà della sua dimensione estetica e tematica l’opera porta con sé tutta una serie di considerazioni e riflessioni con cui Escif esprime la sua visione sull’arte in strada, sui muri come opportunità e mezzo di comunicazione e su come egli stesso vede la pittura e il ruolo dell’artista. In questo modo abbiamo l’opportunità di comprendere i principi che stanno muovendo la ricerca di uno degli artisti più importanti dell’intero movimento.

Il muro per Escif è come un limite, uno strumento di potere con il quale si pianifica, controlla e manipola lo spazio delle città. Le mura preservano e proteggono l’intimità dell’essere umano ma allo stesso tempo delimitano e condizionano le sue relazioni. I graffiti abusano delle pareti umiliandole e ridicolizzandole, trasgredendo così la loro funzione originaria. Come un effetto a specchio, la pittura può quindi alterare la funzione con cui il cemento viene imposto alla popolazione.
In questo senso per l’artista il muro dipinto non è più un limite ma un vero e proprio canale trasversale che attacca direttamente la sua stessa natura: il muro dipinto è un muro cancellato, un difetto del sistema sotto forma di messaggio di speranza che rivela la possibilità di lavorare per un mondo migliore.
Al tempo stesso la pittura è vista dallo Spagnolo come uno strumento di segnalazione, come un accento che attira l’attenzione di chi osserva su un luogo specifico. L’intento è quello di lasciare che lo spazio parli per sé utilizzando l’arte come canale di comunicazione orizzontale tra le persone.

Il ruolo dell’artista per lo Spagnolo è quello di artigiano e di mediatore ai margini del discorso dove la cosa più interessante nell’intervenire nello spazio pubblico non è l’intervento ma lo spazio stesso. L’artista deve quindi rivendicare il dipinto lontano dalla pittura cercando di muoversi tra i confini di ciò che è e ciò che non è superando i limiti del prevedibile per creare un murale che non sia un murale.
OPEN BORDERS, prima ancora “COMENTARIO DEL SOLAR“, risponde a ciascuna di queste prerogative. La composizione finale è realizzata con elementi appartenenti al contesto, le architetture riprodotte sono in scala 1/1 così come i colori scelti si rifanno a quelli presenti sul luogo. L’opera segue quindi i parametri presenti nel suo ambiente inserendosi in maniera minima e preservando le specificità dello spazio di lavoro.
È evidente come Escif miri a eliminare la spettacolarità del nuovo muralismo riportando il dialogo al centro del discorso e facendo in modo che questo prevalga sulla costrizione, sull’imposizione di un opera priva di un legame con il luogo in cui è stata dipinta.
La facciata di un edificio diventa il riflesso di ciò che si cela al suo interno, la pittura diventa uno strumento per evidenziare tutti quegli aspetti nascosti e appartenenti alla storia di un luogo laddove è lo spazio a parlare e l’artista ha il compito di percepire, intercettare e tradurre.

Photo Credit: Nicolas Gzeley via The Artist

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

I graffiti di Bilos

22/05/2018

Bilos è un artista originario di Patrasso in Grecia che vive e lavora a Norwich in Inghilterra. In giovane età ha iniziato a fotografare tutti i lavori dei writer locali presenti in strada e la passione per i graffiti lo ha poi portato ha formare una propria crew con la quale fin da subito ha cercato di dipingere il più possibile affinando tecnica e ricerca.
Gli studi in ingegneria civile conseguiti in Grecia e il successivo percorso accademico in design della comunicazione a Norwich hanno inevitabilmente influenzato lo sviluppo del suo lavoro. Nell’ultimo periodo l’artista ha infatti iniziato a sperimentare nuove e differenti modalità di lavoro servendosi di software digitali.

Basato sulla lettera e sulla manipolazione della forma, l’immaginario di Bilos risulta caratterizzato da una combinazione di lettere con elementi illustrativi minimali o oggetti comuni. L’intento dell’artista è quello di creare una sorta di atmosfera che circonda i suoi lavori, lasciando al centro le lettere, utilizzando pochi colori e mettendo da parte eventuali effetti, manipolazioni o elementi fotorealistici.
Bilos è tra gli artisti che hanno preso parte a 36 Days of Type, progetto promosso dai graphic designer Nina Sans e Rafa Goicoechea di Barcellona che invita artisti, illustratori e grafici a esprimere la loro particolare visione sulle lettere e i numeri del nostro alfabeto.

In questi giorni l’artista è al lavoro su una grande parete a Patrasso in Grecia, parte dei lavori del progetto ArtWalk, di cui presto vi mostreremo il bel risultato finale. Nel frattempo in galleria una selezione di pezzi e opere realizzate in questi anni.

Photo Credit: The Artist

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Por México: ±MaisMenos± in residenza da Celaya Brothers Gallery

22/05/2018

L’artista portoghese Miguel Januário, meglio noto come ±MaisMenos±, ha trascorso l’ultimo mese in residenza da Celaya Brothers Gallery in vista dell’apertura della sua prima personale in Messico.

± MaisMenos ± è il progetto dell’artista portoghese Miguel Januário che offre una riflessione e una critica sul modello di organizzazione economica, sociale e politica che caratterizza le società contemporanee e in particolare sulla difficile relazione tra la democrazia e il modello economico neoliberale.
Come il nome suggerisce l’intero progetto si basa su una semplice contrapposizione di opposti: più/meno, positivo/negativo, nero/bianco, da un approccio virale, diretto e incisivo con il quale l’artista mira ad accrescere la consapevolezza comune ed apportare alcuni cambiamenti al mondo in cui viviamo.

¡Por México! è il progetto proposto da ±MaisMenos± per la sua residenza da Celaya Brothers. Egli in vista delle elezioni messicane che si terranno il prossimo 1 luglio 2018 si è proposto come candidato anonimo creando una campagna politica, incollando diversi poster in strada e organizzando una marcia, tenutasi il 21 aprile a Città del Messico, come protesta per il futuro del paese. Gli spazi della galleria sono quindi diventati sede di un partito politico, con alcune sculture, oggetti d’arte, installazioni a chiudere il cerchio sulla residenza.
Alla base del progetto l’esigenza di evidenziare l’importanza della consapevolezza sulle tattiche e retoriche che vengono utilizzate dai politici per ottenere voti. Attraverso la sua candidatura l’artista ha voluto fornire un pensiero differente per incentivare il dibattito politico su temi come l’educazione, la giustizia e la ridistribuzione della ricchezza.
La marcia, il confronto con la gente del posto con l’approfondimento dei problemi economici, sociali e politici del Messico e l’intera simulazione di campagna elettorale sono quindi stati pensati per rendere le persone più consapevoli dell’importanza delle elezioni e di come la scelta del voto debba essere affrontata con maggiore razionalità. La mostra sarà visibile fino al prossimo 16 di Giugno.

Celaya Brothers Gallery
Mérida 241, Col. Roma Norte
Mexico City

Thanks to The Gallery for The Pics

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

Il murale di Elian a Valencia per Poliniza Dos

22/05/2018

Curato da Juan Bautista Peiro dell’Università Politecnica di Valencia, il Poliniza Dos da più di dieci anni vede al lavoro all’interno degli spazi del campus universitario alcuni dei nomi più importante dell’arte urbana spagnola ed internazionale.
“Els rojos i els blaus” è il titolo del grande murale anamorfico (45x12mts) realizzato dall’Argentino Elian per l’edizione di quest’anno del festival. L’opera rappresenta un tassello importante per la ricerca dell’artista, egli sta infatti spostando la sua attenzione verso opere maggiormente minimali e caratterizzate da un dialogo più soft e dettagliato con l’ambiente circostante.
L’opera dipinta da Elian evidenzia e modifica le caratteristiche architettoniche dello spazio attraverso un approccio totalizzante. La pittura è impr