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Daniel Muñoz SAN ad Angers per Echappées d’Art 2018

22/06/2018

Con il murale realizzato da Daniel Muñoz SAN chiudiamo il cerchio sulla terza edizione del festival Echappées d’Art 2018 di Angers in Francia curato da Eric Surmont.

La sensibilità e l’influenza dell’ambiente di lavoro continuano a caratterizzare a rappresentare il filo conduttore di ognuna delle produzioni di Daniel Muñoz SAN, per questa sua ultima fatica egli si è ispirato ad una tela di Jean Pierre Pincemin esposta all’interno del Musée des Beaux Arts d’Angers. Definita la forma il grande artista Spagnolo ha poi scelto di raffigurare alcune abitazioni e costruzioni tipiche del centro storico della cittadina Francese.

Tutti i dettagli dell’opera nella serie di scatti in galleria, dateci un occhiata e se volete approfondire gli altri due interventi realizzati durante il festival francese da Tellas e Hitnes vi rimandiamo alla nostra sezione.

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Schegge di paura: Il progetto di CHEAP e Santarcangelo Festival a Bologna

21/06/2018

CHEAP Street Poster Art e Santarcangelo Festival hanno unito gli sforzi per “Schegge di Paura”, un progetto congiunto sulle bacheche di Via Irnerio a Bologna.

La paura e la costante fuga dalla paura sono una delle condizioni più diffuse di questo particolare periodo storico. Parte da questo tema la 48^ edizione di Santarcangelo Festival – Cuore in Gola che dal 6 al 15 luglio 2018 presenterà un intenso programma dedicato alle arti della scena contemporanea internazionale. Grazie alla collaborazione tra CHEAP e la rassegna di Santarcangelo di Romagna (RN) alcuni frammenti del discorso critico sulle fobie sono giunti nei giorni scorsi sugli spazi pubblicitari di Bologna. CHEAP e Santarcangelo Festival hanno scelto di utilizzare alcuni testi tratti dai progetti artistici che Mallika Taneja e Muna Mussie presenteranno per il festival.

Mallika Taneja è giovane artista di Nuova Delhi fondatrice e direttrice di Lost & Found, un organizzazione no-profit impegnata nello sviluppo di progetti d’arte contemporanea all’interno delle periferie. Mallika a Santarcangelo di Romagna porterà Be Careful, progetto sugli stereotipi e sulle paure che opprimono le donne nella società indiana pensato per denunciare e far riflettere sull’ipocrisia che si cela dietro la visione di una donna come potenziale vittima.
Muna Mussie e un’artista e performer eritrea che vive a Bologna. Oasi, la sua nuova performance coprodotta da Ipercorpo e Santarcangelo Festival con il supporto di XING, pone l’accento sulle fragilità e fobie che caratterizzano ciascuno di noi.

Le paure decritte ed affrontate dalle due autrici si sono materializzate in poster che, intrecciati nel tessuto urbano di Bologna, veicolano le loro riflessioni all’interno dello spazio pubblico reinterpretandone il lavoro attraverso 17 differenti manifesti.

Photo Credit: Michele Lapini – CHEAP Festival

Cheap Festival Santarcangelo Festival Via Irnerio Bologna Poster

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Il murale di Tellas ad Angers per Echappées d’Art 2018

20/06/2018

Giunto alla terza edizione e curato quest’anno da Eric Surmont, il festival Echappées d’Art di Angers ha invitato Tellas lavorare ad una nuova pittura per le strade della cittadina francese. Il grande artista Italiano si è confrontato con uno spazio verticale, a pochi passi dal museo d’arte moderna di Angers, proponendo una nuova composizione astratta.

Come visto per il trittico realizzato ad Aggius, Tellas nelle sue ultime uscite sta sperimentando soluzioni differenti apportando modifiche sostanziali alle sue produzioni in strada.
In “Tropico“, la mostra presentata da Magma Gallery, avevamo intravisto la volontà dell’artista di unire elementi astratti fluttuanti e liquidi con sezioni maggiormente dettagliate. Tellas sta infatti utilizzando tutte le differenti incarnazioni del proprio immaginario per sviluppare composizioni articolate, ricche di dettagli e contraddistinte da una rinnovata profondità.

“Sunset”, questo il titolo dell’opera, risulta quindi caratterizzata da un intreccio di forme piene e piatte con sezioni organiche maggiormente dettagliate dove trovano spazio gli iconici intrecci naturali impreziositi da tonalità gradienti che si rifanno ai colori del tramonto.

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Milano: La mostra di 2501 da Wunderkammern Gallery

19/06/2018

A distanza di tre anni da “NOMADIC EXPERIMENT – on the brink of disaster” 2501 torna ad esporre negli spazi Wunderkammern Gallery con una nuova personale intitolata “Milano”. La mostra, presentata nella sede meneghina della galleria romana, come suggerisce il nome è interamente incentrata sul legame dell’artista con la sua città natale.

Il rapporto di 2501 con Milano risulta rafforzato grazie alla tipica connessione che gli artisti di arte urbana creano con lo spazio pubblico. Come anticipatoci dall’artista nel nostro podcast, la pratica in strada e le forti connessioni e legami stretti con professionalità e artigianalità di Milano rappresentano una costante nell’evoluzione e sviluppo della sua ricerca.
2501 in questa nuova personale inverte il legame: l’architettura della città si estranea dal ruolo di medium diventando parte stessa dell’opera. La mappa di Milano è ovunque, talvolta riconoscibile e talvolta celata dalle sue linee monocromatiche mentre le tracce si inseriscono sulle serigrafie su carta o alluminio rendendo le opere uniche nel loro genere.

Il corpo di lavoro è caratterizzato da una grande quantità e varietà di medium capaci di restituire tutta la diversità di una città come Milano. Troviamo opere in alluminio di medio e grande formato serigrafate su entrambi i lati, opere su carta di grande formato, una composizione di ceramiche che formano la mappa della città e infine una scultura site-specific realizzata con tubi lavorati con l’acido.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 28 di Luglio, nel frattempo in galleria un ampia selezione di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento.

Wunderkammern Gallery
Via Ausonio, 1
20123 Milano

Photo Credit: Filippo Armellin

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

L’ultima pittura di Seikon a Ibiza

19/06/2018

Aggiornamento per Seikon, l’artista polacco ha terminato di dipingere nei giorni scorsi una nuova pittura ad Ibiza.
In questa nuova opera Seikon prosegue lo sviluppo della personale ricerca astratta apportando alcune interessanti novità. La pratica dell’artista continua ad essere legata ad uno sviluppo pulito, geometrico e caratterizzato da composizioni di linee, moduli irregolari e texture realizzate in funzione dello spazio di lavoro.
Come visto per la serie di interventi realizzati in Vietnam e Polonia, anche qui l’artista sceglie un approccio meno rigido e regolare con figure frastagliate, toni gradienti e forme caratterizzate da riempimenti maggiormente corposi.

Photo Credit: The Artist

Seikon Street Art Ibiza

Seikon Street Art Ibiza

Seikon Street Art Ibiza

Il murale di Hitnes ad Angers per Echappées d’Art 2018

19/06/2018

Hitnes ha dipinto un nuovo murale ad Angers in Francia come parte dei lavori per la terza edizione del progetto Echappées d’Art.
Organizzato dal comune di Angers e curato quest’anno da Eric Surmont di Winterlong Galerie e Le 4ème Mur Festival, il festival in questa edizione ha visto al lavoro oltre al grande artista romano, Tellas e Daniel Muñoz SAN, il terzetto fa seguito agli interventi realizzati lo scorso anno da Okuda e Vhils.

Per questa sua ultima pittura Hitnes si è ispirato ed ha reinterpretato “La Tapisserie de l’Apocalypse”, lo splendido arazzo realizzato nel 13^ secolo e conservato all’interno del Castello di Angers.
Realizzato tra il 1373 e il 1377 dall’arazziere Robert Poisson con i disegni del pittore Jean de Bruges per il Duca Luigi D’Angiò, l’opera è un ciclo di arazzi composto da 7 pezzi (a noi ne sono giunti unicamente sei) per un totale di 140 metri e 90 scene diverse.
Ispirata dall’apocalisse di San Giovanni, l’opera è il più antico arazzo francese, uno dei capolavori del patrimonio artistico francese e una delle più importanti raffigurazioni dell’Apocalisse.

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

Il mito di Baba Jaga nel murale di Luca Zamoc a San Pietroburgo

18/06/2018

Per lo Street Art Museum di San Pietroburgo Luca Zamoc ha reinterpretato il mito di Baba Jaga, la strega suprema del folklore est europeo.

Prima dell’arrivo del cristianesimo Baba Jaga era vista come una bellissima donna legata alla foresta, uno spirito benigno, materno e creativo che proteggeva tutte le creature selvagge e non.
Successivamente la chiesa bandì tutte le figure precristiane e legate al paganesimo spesso trasformandole in entità negative, come accadde al Dio Pan che diventò emblema del demonio, oppure appropriandosene per meglio controllare la società. Questo approccio iconoclasta ha creato una versione deformata e feroce della figura di Baba Jaga trasformandola nell’uomo nero dell’est europeo.
Ad oggi Baba Jaga oscilla costantemente tra il bene e il male indipendentemente da chi si trova di fronte, nonostante gli sforzi della chiesa il mito è riuscito a mantenere il suo carattere primevo entrando infine nel linguaggio russo (baba- babushka vuol dire nonna).

Luca Zamoc conobbe il mito di Baba Jaga grazie ad un libro illustrato di Ivan Bilibin. La pittura realizzata in Russia è quindi sia un omaggio al grande pittore e illustratore, sia a tutte quelle figure spesso dimenticate e appartenenti all’emisfero immaginifico del passato. L’artista ha scelto di realizzare un opera meno ‘street’ lavorando piuttosto ad una estetica antica a capace di ricordare le copertina del libro dell’artista Russo.

Photo Credit: The Artist

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Il murale di Lucamaleonte a Rolo per TOTART Festival

18/06/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con TOTART Festival, la rassegna ha invitato Lucamaleonte ha realizzare una nuovo murale a Rolo.

Esattamente coma accaduto lo scorso anno l’Associazione TOTART prosegue nel proporre progetti di rigenerazione urbana e partecipazione attiva nei comuni colpiti dal terremoto dell’Emilia Romagna. Rolo è una piccola cittadina in provincia di Reggio Emilia e tra i centri abitati interessati dal terribile sisma di sei anni fa.

La pittura proposta da Lucamaleonte è ispirata agli elementi della tradizione agricola locale, l’artista romano in particolare ha rielaborato la mondina, la lavoratrice stagionale delle risaie, in un omaggio al pittore Angelo Morbelli e al suo dipinto del 1901 intitolato ‘Risaie’. L’opera è infine la pittura più colorata fin qui realizzata dall’artista e probabilmente l’inizio di una nuova serie di lavori.

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Anywhere, Out of this Mind: La mostra di BLO da Galerie 42B

16/06/2018

Dopo cinque mesi di lavoro BLO presenta “Anywhere, Out of this Mind”, una nuova personale negli spazi della Galerie 42B di Parigi. Al centro di questa nuova mostra l’idea di tornare ad un approccio figurativo frammentandolo e distruggendolo attraverso l’astrazione.

Negli ultimi mesi BLO ha sperimentato soluzioni differenti lavorando a composizioni frammentate che coinvolgono textures figurative ed elementi astratti, questi ultimi in particolare ricordano la gestualità delle tag dei graffiti. Le opere in mostra hanno i loro riferimenti iconografici nelle fotografie e nelle textures provenienti dall’ambiente urbano, come muri e manifesti rovinati, distrutte e ricomposte allo stesso modo dei collage surrealisti.

La mostra, il cui titolo si rifà al poema di Baudelaire “Anywhere Out Of This World”, riflette la volontà dell’artista di lavorare attraverso un approccio maggiormente introspettivo, intrecciando momenti figurativi con linee e trame astratte, così come giochi di luce e ombra, messe a fuoco e sfocature per imbastire un dialogo tra rappresentazione e subconscio. Forme astratte in scala di grigio attraversano ritratti femminili, tracce e textures si frappongono tra mani, gambe e corpi, mentre i volti rimangono sfocati in modo da trasportare chi osserva in un mondo nostalgico e onirico.

Galerie 42b
1 rue Notre Dame de Nazareth
75003 Paris

Photo Credit: Studio by Eli Cornejo – gallery set up by Nicolas Giquel

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

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BLO Galerie 42B

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BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

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BLO Galerie 42B

Tarocchi Politici: I Guerrilla Spam rielaborano l’antico mazzo di tarocchi fiorentino

15/06/2018

Per Copula Mundi Festival, progetto curato da Matteo Bidini e Gianluca Milli della Street Levels Gallery e Progeas Family di Firenze, i Guerrilla Spam hanno dipinto 70 metri di tela sul tema de “Le Minchiate” ovvero l’antico mazzo di tarocchi fiorentino.

Intitolato “Tarocchi Politici” il progetto è una scenografia caratterizzata da un gigantesco ciclo di affreschi orizzontali pensati per raccontare per immagini l’Italia dei nostri giorni sfruttando il simbolismo delle carte fiorentine e descrivendo la società italiana in tutte le sue decadenze, piccole ingiustizie e brutalità.

Nel 1377 Firenze vietò l’uso delle carte da gioco sul proprio territorio, il documento che attesa il divieto è la più antica prova che in Italia si giocava a carte. Nel 1434, Niccolò III faceva pagare al cartaro Ser Ristoro sette fiorini d’oro per due mazzi di carte che gli erano stata inviate a Ferrara di nascosto.
Nel 1450 venne regolamento il divertimento con le carte da gioco con il primo elenco di giochi permessi (dritta, vinciperdi, trenta, trionfo).
I Trionfi è il nome della più antica e unica edizione esistente di tarocchi fiorentini, attualmente è conservata alla National Gallery of Art di Washington nella collezione Rosenwald, per questo è nota anche come Mazzo Rosenwald.

L’iconografia scelta dai Guerrilla Spam riprende i disegni del mazzo di tarocchi Rosenwald mescolandola con quella dei pittori fiamminghi, con le citazioni a Beato Angelico, con riferimenti all’arte paleocristiana e quella dei popoli sub-sahariani e infine alle satire di Otto Dix e quelle di George Grosz dal libro “Il volto della classe dirigente”.
Si trovano così, sparsi nel ciclo pittorico, personaggi grotteschi che inseguono “Il Carro” per guadagnarsi due fili di grano (metafora fiamminga del denaro), o altri che bruciano e segano a pezzi una bilancia della “Giustizia” gridando “PRIMA IO! PRIMA IO!”. La “Casa del Diavolo” diventa l’allegoria di quell’Europa chiusa che costruisce muri di filo spinato e si tappa le orecchie. Invece “L’Impiccato” è un giovane skater succube degli sponsor e delle marche consumistiche che lo rivestono da capo e piedi. In questo inferno dantesco l’unica figura positiva è quella del “Matto” che, deriso dalla società, prosegue il suo cammino tra le incertezze di un percorso disseminato di spine, tra acqua e fuoco,.

Questi tarocchi hanno dunque una base di provenienza fedele al tema, ma sono poi libere interpretazioni, sono allegorie dei tempi bui in cui viviamo. La critica comune che lega tutti i disegni non è diretta allo Stato, alle istituzioni o ai poteri forti, ma al cittadino comune, all’uomo medio che incarna tutta la decadenza della società nella sua più deludente banalità.

Se volete vedere dal vivo l’opera, la scenografia resterà installata e visibile all’interno parco di villa Favard fino alla conclusione del festival Domenica 17 Giugno.

Copula Mundi Festival c/o Villa Favard di Rovezzano
Via di Rocca Tedalda 450
50136 Firenze

Photo Credit: Enrico Motsa Mai Tomassini

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

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Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

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Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

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Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Il trittico di murales di Tellas ad Aggius in Sardegna

15/06/2018

Aggius è una piccola cittadina situata nel nord-est della Sardegna nel cuore della Gallura, qui nei giorni scorsi Tellas ha realizzato una trittico di murales come parte del neonato Museo AAAperto.

Come accade già da diversi decenni in altre località della Sardegna da tempo Aggius può vantare una forte tradizione artistica. Il nuova museo prosegue sulla linea tracciata da Maria Lai e da diversi artisti che nel corso degli anni hanno lavorato a pitture, installazioni ed interventi site-specific per le strade della cittadina.
Il nuovo museo oltre a definire e strutturare le attività e i lavori degli artisti susseguitesi nel tempo, prosegue il lavoro di progettazione e cura di mostre ed eventi di arte contemporanea dell’Associazione Culturale Museo di Aggius Onlus andando ad affiancare il MEOC (Museo Etnografico Oliva Carta Cannase) e il Museo del Banditismo.

Le tre opere di Tellas sono ispirate e influenzate dal luogo in cui nascono, il grande artista ha raccolto a piene mani dal proprio immaginario realizzando tre interventi caratterizzati da approcci e stili differenti. “Behind” gioca con il paesaggio naturale che circonda Aggius riprendendone forma e sviluppo, “Gallura Sunset” omaggia il sole e la natura del posto mentre “Wool and Grids” è ispirato ai tappeti tradizionali locali.

Photo Credit: Mario Lufc Saragato

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Wisteria Autogena: L’installazione metrobotanica di Giorgio Bartocci e Matteo Foschi

14/06/2018

In occasione del Fuori Salone 2018 Giorgio Bartocci e il garden designer Matteo Foschi hanno presentato all’interno dell’Odd Garden di Milano “Wisteria Autogena”, un’installazione site-specific che unisce arte e natura.

L’intervento combina il comune background dei due artisti con le loro diverse e attuali attività. Giorgio Bartocci porta avanti una ricerca artistica legata all’espressività, alla volontà di tracciare un personale spaccato di tutte quelle sfaccettature emotive, viscerali e personali che caratterizzano ciascuno di noi.
Matteo Foschi è invece un garden designer legato da sempre al mondo dell’arte urbana, disciplina da cui trae tra l’altro ispirazione per lo sviluppo delle sue realizzazioni e composizioni.

Da una parte troviamo quindi la materia naturale e grezza di un grosso tronco di glicine (Wisteria) sospeso grazie a delle catene, dall’altra le sculture realizzate con il legno che la definiscono e la contengono esaltando al tempo stesso il concetto di arte metrobotanica.
Alla base del progetto la volontà di unire elementi artistici e presenza vegetale attraverso un continuo dialogo e contrasto. Il tempo che passa viene scandito dal costante mutamento degli elementi, dalla crescita delle piante che sovrappone e rimpiazza gli elementi inanimati che invece deteriorano nel corso del tempo.

Photo Credit: Dave Renoldi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Il murale di Roberto Ciredz ad Agliana

14/06/2018

Roberto Ciredz è stato invitato a realizzare una nuova pittura per l’edizione 2018 del progetto Street Art Agliana. Il progetto, promosso dal Comune di Agliana, organizzato da The Wall e Keras in collaborazione con l’Istituto scolastico Sestini e ideato e coordinato da Emanuel Carfora in collaborazione con Ambra Nardini, ha visto negli anni la realizzazione di numerose opere d’arte nel tessuto urbano di Agliana. L’opera di Ciredz si inserisce all’interno di un ricco programma di interventi e workshop che hanno caratterizzato questa quarta edizione.

Come accaduto a Pesaro ad Agliana Roberto Ciredz porta “Ephemeral Volume” progetto iniziato nel 2017 in Austrialia e interamente incentrato sui paesaggi glaciali e sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici.
La pittura è pensata per porre l’accento su problematiche globali e locali con l’intento di veicolare una riflessione sulla correlazione che esiste tra i luoghi della nostra quotidianità e un quelli ritenuti erroneamente distanti. L’opera è stata realizzata in contemporanea con un workshop rivolto a circa 200 alunni della scuola primaria Rodari di Agliana ed ha visto l’artista trasformare completamente una delle architetture dell’istituto.

Photo Credit: Fabrizio Bruno

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

L’ultima pittura di Bartek Świątecki a Olsztyn in Polonia

13/06/2018

Un nuovo aggiornamento da Bartek Świątecki aka Pener, l’artista polacco ha recentemente realizzato una nuova pittura nella sua Olsztyn in Polonia.

Ancora una volta l’opera è risulta intrisa da una forte tensione motoria tra le forme e i volumi dipinti. L’estetica di Bartek Świątecki è infatti caratterizzata da un approccio astratto, ereditato dal passato come writer, e soprattutto figlia di una impostazione altamente emotiva. Il processo dell’artista è infatti legato sia alle peculiarità della superfice e del luogo di lavoro sia alle sensazioni e stati d’animo del momento che inevitabilmente influiscono sul risultato finale.

In galleria le immagini del making of e dell’opera conclusa, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Photo Credit: Michał Kupisz

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Il murale di Vesod al Campus Luigi Einaudi di Torino

13/06/2018

Nei giorni scorsi Vesod ha terminato di dipingere una nuovo murale presso il Campus Universitario Luigi Einaudi di Torino. La zona è situata lungo le sponde del fiume Dora in quella che era l’area industriale ex Italgas a poca distanza dalla Mole Antonelliana.

Intitolato “APC” questo nuovo murale ha visto Vesod ispirarsi al tema dell’educazione. Al centro della pittura una figura femminile intenta a studiare mentre nello sfondo vediamo quella che sembra l’aula di una biblioteca. A metà tra astratto e figurativo la pittura mette in evidenza gli aspetti stilistici e tecnici del lavoro del grande artista Italiano, spazio quindi alla consueta sovrapposizione di piani visivi differenti dove gli elementi e le figure appaiono sfasati e sovrapposti all’interno di un unico livello.
In attesa di mostrarvi nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista potete dare un occhiata ai dettagli dell’opera e gli scatti finali nella galleria d’immagini.

Photo Credit: The Artist

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Marea: Il progetto di architettura mobile di Alberonero a Pozzallo

13/06/2018

Per il Festival Border Arts di Pozzallo in Sicilia Alberonero ha realizzato un nuova installazione con cui prosegue lo sviluppo del proprio percorso artistico. Il festival, ideato e organizzato dall’associazione RU_a in collaborazione con cufù, è una rassegna d’arte visiva pensata per mettere al centro la città di Pozzallo come simbolo di città di Frontiera e la sua identità legata al mare.

L’artista Italiano sta sempre più spostando l’interesse della sua pratica verso progetti architettonici capaci di dialogare in modo differente con lo spazio pubblico pur lasciando invariati i cardini della personale ricerca artistica.
Il progetto sul vulcano Etna, l’installazione realizzata a Buenos Aires e l’ultima personale da Magma Gallery hanno evidenziato la volontà di interagire e dialogare con lo spazio attraverso opere tangibili e capaci di modificarne la percezione finale.

“Marea” prosegue sulla linea tracciata dai precedenti interventi spostando però l’asticella ancora più in alto. Questo nuovo lavoro, realizzato insieme a Marco Boselli e pensato per dare una nuova identità ad uno spazio abbandonato su Piazza delle Sirene, unisce infatti pittura e installazione.
L’opera è un progetto di architettura mobile in cui Alberonero guarda al mare come forte elemento di identità e dialogo con la città. Nell’idea dell’artista il mare si interseca e si inserisce nelle architetture, la sua trasparenza diviene quella dei moduli mobili in tessuto, mentre la pittura sul muro diventa simbolo dello spazio cittadino, in questo modo un elemento trasparente si muove su un elemento pieno.
L’intervento stimola i fruitori a sperimentare giocando con il suo movimento mettendosi davanti o dietro alla parte mobile, offrendo nuovi e inediti punti di vista che modificano sia la visione del mare sia quella della struttura.

Photo Credit: Angelo Jaroszuk Bogasz

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

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Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Uscite: Sketches, la nuova fanzine di Sam3

12/06/2018

Il collettivo Corpus Delicti è da poco online con SKETCHES, una nuova fanzine del grande artista spagnolo Sam3.

SKETCHES è una raccolta di disegni degli ultimi anni selezionati da Sam3, l’uscita rappresenta senza dubbio la pubblicazione più intima dell’artista spagnolo, puoi infatti leggere appunti, idee veloci e vedere da vicino alcuni dei suoi splendidi schizzi realizzati negli ultimi anni.
Fotocopiata riciclata 100g ad Atene, esce in edizione limitata di 250 copie numerate, 78 pagine l’una con copertina stampata con tecnica Woodblock.

Se siete interessati potete acquistare la vostra copia QUI.

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

L’omaggio al carnevale di Parigi nel murale di HoNet al Pavillon Carré de Baudouin

12/06/2018

https://vimeo.com/273672551

Per un progetto curato da Art Azoï, HoNet ha realizzato una nuova pittura sul muro esterno del Pavillon Carré de Baudouin di Parigi.
Visibile fino alla fine dell’estate e realizzata in parallelo con la mostra fotografica di Willy Ronis presentata proprio all’interno del Pavillon Carré de Baudouin, l’opera è ispirata alla storia della città e del quartiere. HoNetha infatti reso omaggio al Carnevale di Parigi, una festa popolare gradualmente scomparsa nel corso del XX Secolo.

L’intervento è caratterizzato da diversi elementi riconoscibili dove i personaggi senza tempo dell’artista suggeriscono molteplici riferimenti mitici e popolari. Nella parte sinistra troviamo il tempio della Sibilla presente all’interno del Parc des Buttes-Chaumont dal quale si estendono una serie di raggi di luce. Il parco e il tempo sono considerati luoghi dell’esoterismo parigino del XIX secolo, entrambi sarebbero infatti il cuore di un pentagono mistico e magico.
Superati i raggi notiamo una processione simile a un carnevale con tre piccole figure incappucciate che precedono numerosi personaggi in costume. Nella parte finale dell’opera trova spazio una donna in piedi su una sfera nera, questa è rappresentazione della figura presente ne Le Triomphe de la République, statua situata su Place de la Nation.

HoNet ha voluto insistere sull’aspetto rituale del carnevale durante il quale le relazione gerarchiche vengono modificate e spesso invertite. L’intervento è inoltre contraddistinto dalla scelta di utilizzare il bianco e il nero come unici colori, due tinte opposte che si allontano da ogni realismo e suggeriscono una forma di dualità. Solo il grande smiley giallo si distingue dal resto e rappresenta il nostro tempo così fortemente legato ai simboli del digitale.

Photo Credit: Pablo Porlan

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

HoNet Pavillon Carré de Baudouin Paris

Il doppio freudiano nel murale dei Gods in Love a Tirana

12/06/2018

Nei giorni scorsi i Gods in Love hanno realizzato una nuova pittura a Tirana come parte dei lavori per il progetto Tirana call for street artist, evento promosso e organizzato dal comune di Tirana e pensato per sensibilizzare la cittadinanza sull’arte urbana e sull’impatto attivo che la stessa ha sul territorio. Il progetto prevede lo sviluppo di un vero e proprio museo a cielo aperto con l’obbiettivo di far crescere culturalmente la città.
Intitolata “Il Perturbante” in quest’ultima opera i Gods in Love hanno affrontato il tema del ‘doppio’ partendo dall’analisi Freudiana.

Per Freud, il Doppio è connesso al concetto di rimozione. L’Io attraverso la scissione proietta sull’Altro desideri rimossi e pulsioni inconsce e proprio questi aspetti, che lo differenziano dal Simile, gli garantiscono la negazione e gli permettono di affermare ‘Io non sono Lui’.
Freud aveva teorizzato come l’Io volesse mantenere una certa unitarietà individuale e combattere quella tendenza alla duplicazione, alla frammentazione e alla scissione che caratterizza ogni essere umano. Questa tendenza trova più libera espressione nei sogni, popolati da personaggi che sostanzialmente non sono altro che doppioni del sognatore. Essi rappresentano personificazioni di aspetti parziali della personalità, di suoi desideri e tendenze contraddittorie e censurate dalla coscienza della veglia.
Tramite questi doppioni i desideri proibiti possono finalmente trovare sfogo e appagamento proprio per mezzo del sogno notturno. Egli aveva perciò individuato una caratteristica fondamentale del Doppio e cioè la sua capacità di poter concretizzare tutte le occasioni non vissute dall’Io e tutte le possibilità che la persona non era stata in grado di sfruttare.

Il termine Unheimliche (il perturbante) descrive la sensazione di spaesamento e di estraniamento. È il non nascosto, è tutto ciò che non dovrebbe essere rappresentato e che dovrebbe restare segreto, nascosto, intimo ma che invece è riaffiora e riemerge. È l’estraneo segretamente familiare che ci perturba, ci mette in uno stato di incertezza e di inquietudine.
Secondo Freud il perturbante è qualcosa che prima era familiare nella vita psichica fin dai tempi antichissimi (credenze superate o rimosse che sopravvivono nei primitivi e soprattutto nei bambini) e che poi è stato estraniato dal soggetto attraverso il processo di rimozione. Quindi da una parte è qualcosa di superato e dall’altra di rimosso che ritorna.
Il perturbante è quindi quell’aspetto di noi che sconvolge perché corrisponde alla nostra oggettivazione, perché vi riconosciamo noi stessi al di fuori di noi. Esso può rappresentare un rafforzamento narcisistico dell’identità, ma può anche assumere il connotato inquietante della persecuzione.

La scelta di questo tema nasce da una riflessione sulla città di Tirana. L’opera assume infatti i connotati di una metafora su una città che sta vivendo un profondo senso di spaesamento dato dalla riscoperta di un qualcosa che è andato perso a causa delle sfortunate vicende storiche: la cultura, l’approccio all’arte e l’apertura mentale che porta a chi la fruisce.

Photo Credit: The Artist

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Gods in Love Tirana Street Art

Andrea Casciu a Imola per il progetto T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

11/06/2018

T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti) è un progetto d’arte pubblica promosso dall’Associazione Noigiovani in collaborazione con il Gruppo Hera che sta vedendo la trasformazione di otto torrette elettriche sparse per la città di Imola. Dopo la pittura realizzata da Fabio Petani è Andrea Casciu il secondo artista a prendere parte al progetto.

Dal fiume Santerno nasceva il Canale dei Molini di Imola: un’opera idraulica di 42 km realizzata durante il Medioevo e fondamentale per lo sviluppo e la crescita di Imola. Ad oggi dei 24 molini attivi all’inizio del ‘900 soltanto uno è a tutt’oggi in funzione sebbene le acque del fiume continuino ad essere utilizzate per l’irrigazione dei campi.
Andrea Casciu ha quindi raccolto l’eredità storica della città e del suo fiume raffigurando due enormi occhi, uno rivolto verso l’appennino e l’altro verso il Reno dove il fiume confluisce, e tutta una serie di figure intente a lavorare nei molini e con i sacchi di farina.

Photo Credit: Adrian Lungu

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Andrea Casciu Imola T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

Moneyless a Valencia per Poliniza Dos

11/06/2018

C’è un altro Italiano tra gli artisti al lavoro per la 13^ edizione del Poliniza Dos Festival, dopo CT Moneyless ha infatti realizzato una nuova pittura all’interno dell’Università Politecnica di Valencia.

L’artista ha lavorato su una porzione di parete verticale sulla quale ha elaborato una nuova e iconica composizione astratta. Legato alla forma del cerchio e ad un idea di caos ragionato Moneyless traccia qui una serie di forme irregolari caratterizzate da una profonda interazione con le peculiarità architettoniche della superfice di lavoro. Le due finestre divengono parte ed estensione della pittura per un risultato finale che abbiamo particolarmente apprezzato.

Photo Credit: Kike Sempere

Moneyless Valencia Poliniza Dos

Moneyless Valencia Poliniza Dos

Moneyless Valencia Poliniza Dos

Moneyless Valencia Poliniza Dos

Milu Correch a Valencia per Poliniza Dos

09/06/2018

Come annunciatovi Milu Correch è tra gli artisti che hanno presto parte ai lavori per la 13^ edizione del Poliniza Dos Festival di Valencia. L’artista Argentina ha lavorato su una delle grandi pareti all’interno dell’Università Politecnica di Valencia dipingendo un opera che porta con sé nuovi ed interessanti spunti.

L’immaginario di Milu Correch continua ad essere legato ad una pratica pittorica pensata per destare curiosità e mistero. Continuando lo sviluppo di questa idea, per il festival spagnolo l’autrice mette da parte le iconiche donne con maschera bianca e le automobili arrugginite per abbracciare in toto un idea di pittura criptica e capace di suscitare impressioni e sensazioni soggettive. Il risultato è un opera vibrante, densa e ricca di pennellate corpose, giochi di luce ed ombra che delineano l’atmosfera e le emozioni dell’intervento.

Photo Credit: Kike Sempere

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Milu Correch Valencia Poliniza Dos

Art Underground: Il progetto di Vlady sulle connessioni e influenze tra gli street artist

08/06/2018

“Art Underground” è un progetto teorico, artistico e partecipato realizzato da Vlady. L’artista italiano durante il 2017 ha tracciato una mappa non convenzionale sul mondo della street art italiana attraverso un diagramma con le sembianze di una metropolitana.
Intento del progetto è quello di approfondire quelle che sono le connessioni, influenze e relazione tra gli artisti. Vlady ha chiesto ad alcuni dei nomi più noti dell’arte urbana italiana di indicare tre nomi di artisti nazionali contemporanei che sono stati e sono influenti per il personale percorso di crescita artistica, con la possibilità di indicare tre ulteriori nomi di artisti esteri.

Il risultato è una lista di 136 nomi differenti (italiani, esteri, viventi o scomparsi) che compone un intricato diagramma di convergenze dal quale è possibile capire il passato, il presente e l’immaginario collettivo degli artisti della scena italiana.
Emergono ad esempio alcuni nomi cardine della storia dell’arte moderna, come Burri, Balla Kandinskij, Sol Lewit e Munari, alcuni rappresentanti della scena dei graffiti come Mode 2 e infine i nomi di alcuni dei più rilevanti e famosi artisti contemporanei come gli Os Gemeos, Jeroen Erosie, Momo e l’italiano 108.

Nonostante una scena varia ed articolata, priva di una leadership né tantomeno una identità unitaria, leggendo lo schema appare chiaro come vi siano convergenze e punti i comuni tra gli artisti nostrani.
Quella che emerge è una mappa capace di offrire uno spaccato identitario e stilistico sul movimento italiano. Il progetto sottolinea infatti il contatto e l’influenza reciproca tra artisti diversi e che, al netto delle diversità stilistiche, risultano avere tutta una serie di comuni denominatori, influenze e interconnessioni.

Come leggere il diagramma:
Ogni artista ha un su colore, una linea e una stazione che porta il suo nome (simbolo circolare). Lungo le linee e seguendo le frecce di direzione si trovano le preferenze.
Esempio: Basik ha citato 108, Aruzzo, Samorì, Ochoa, Aryz e Axel Void, gli ultimi tre cadono nella zona 2 quella degli artisti stranieri. A sua volta Basik è stato nominato da Carne (e non viceversa – notare le frecce di direzione) con cui genera una connessione di scambio. Lo scambio avviene pure con 108, ma in questo caso la stazione è multipla (interscambio) poiché 108 è uno “snodo” trafficatissimo e plurinominato.

Art Underground Vlady

Art Underground Vlady

CT a Valencia per Poliniza Dos

08/06/2018

Per la 13^ edizione del Polinzia Dos Festival CT ha realizzato una nuova pittura all’interno del campus universitario di Valencia.

Con un radicato background nei graffiti CT ha saputo sviluppare ed evolvere una personale ricerca estetica connessa alle lettere e caratterizzata da un aspetto minimale e pulito.
Le lettere c e t rappresentano la base di partenza per una personale manipolazione della forma diventando parte di un immagine nuova e più vicina all’idea di logo. L’artista nel suo processo decostruisce e costruisce moduli in funzione delle due lettere dialogando e lasciandosi influenzare dagli aspetti peculiari e caratteristici di un determinato ambiente di lavoro.

Interagendo con gli spazi dell’università politecnica di Valencia e cogliendo la ripetitività delle strutture architettoniche presenti all’interno dello stesso, CT ha elaborato una serie di forme geometriche caratterizzate da tonalità differenti. Nella galleria potete dare un occhiata alle fasi del making of e ai dettagli del risultato finale.

Photo Credit: Kike Sempere

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

CT Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ a Valencia per Poliniza Dos

07/06/2018

Franco Fasoli aka JAZ è tra gli artisti che hanno preso parte alla 13^ edizione del Poliniza Festival di Valencia, l’artista Argentino ha lavorato su porzione di parete situata all’ingresso della Facultad de Caminos, Canales y Puertos.

L’opera rappresenta l’ennesimo sviluppo nella pratica pittorica del grande artista Argentino che prosegue nel sperimentare nuovi e differenti approcci stilistici evolvendo e modificando in modo sostanziale il proprio lavoro. Dal collage, alla scultura e alla pittura murale JAZ in questi anni ha saputo muoversi agilmente tra differenti medium per sviluppare in modo inedito gli elementi e i cardini estetici del proprio immaginario. Il costante sviluppo della propria ricerca e l’utilizzo di materiali differenti rappresentano quindi un influenza costante nel lavoro dell’artista.
La pittura realizzata per il festival curato da Juan Bautista Peiro inaugura una nuova direzione di cui vi invitiamo a dare un occhiata ai dettagli negli scatti in galleria.

Photo Credit: Kike Sempere

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Franco Fasoli JAZ Valencia Poliniza Dos

Il murale di Roberto Ciredz a Pesaro

07/06/2018

Roberto Ciredz è stato invitato dall’Associazione RE/UR Reperti Urbani ha realizzare una nuova opera all’interno del campus scolastico di Pesaro. L’intervento si inserisce nella serie di progetti d’arte pubblica promossi dall’associazione marchigiana che da anni stanno arricchendo e promuovendo il territorio della città di Pesaro attraverso il lavoro di alcuni degli artisti più importanti del movimento italiano ed internazionale.

Roberto Ciredz porta a Pesaro “Ephemeral Volume”, progetto iniziato nel giugno 2017 in Australia in cui l’artista riflette sui paesaggi glaciali e in particolare sul problema del cambiamento climatico. L’intento è quello di sensibilizzare le persone sullo scioglimento dei ghiacciai cercando di abbattere quei muri ideologici dettati dalla distanza.
L’opera dipinta è una enorme pittura murale di 10 metri d’altezza e 18 metri di larghezza che si estende su tutta la superfice di lavoro. Ancora una volta Ciredz si serve di diverse tonalità di blu per creare un effetto tridimensionale capace di proiettare la coscienza dell’osservatore in un estemporaneo paesaggio glaciale.

Insieme alla pittura è stata prodotta una serigrafia in edizione limitata intitola “45 degrees view” che potete acquistare sullo shop dell’associazione sostenendone in questo modo le iniziative.

Photo Credit: Katia Boiani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Roberto Ciredz Pesaro RE/UR Reperti Urbani

Joy of Destruction: La mostra collettiva con Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser

06/06/2018

Il mese scorso la Galerie 42b di Parigi ha presentato “Joy of Destruction”, una interessante collettiva con in mostra le opere di Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser.

Ognuno degli artisti ha ereditato dai graffiti il senso dell’effimero, quell’ineluttabile destino che accompagna le opere e per il quale queste sono destinate a scomparire. Dipingere in strada significa cogliere uno spazio di liberà necessariamente temporaneo e che prima o dopo verrà cancellato, coperto, cambiato o distrutto.
Il titolo dello show risuona come una sorta di ossimoro ma in verità sottolinea la volontà di Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser di lasciare intatto questo sentimento e di orientare la personale ricerca verso un estetica spontanea, vera e caratterizzata da tracce e segni crudi, immagini impercettibili, forme ruvide ed irregolari che divengono ideale vocabolario grafico attraverso il quale sviluppare e portare avanti il proprio discorso artistico.

Come scrive Elodie Cabrera nel testo che accompagna lo show, “Joy of Destruction” più che una mostra collettiva è un cenacolo in cui ogni artista offre una personale riflessione sull’idea di impermanenza, sulla fugacità del gesto e sulla supremazia dell’inconscio.
Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser mettono costantemente in discussione la loro ricerca con l’intento di distruggere le proprie certezze, per sentirsi più liberi e per assecondare un idea di costante rinnovo.

Galerie 42b
1 rue Notre Dame de Nazareth
75003 Paris

Photo Credit: The Gallery

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Joy of Destruction Ed Bats, Ekta, Nelio, Duncan Passmore e Zeser Galerie 42b

Zebu a Valencia per Poliniza Dos

06/06/2018

Il duo berlinese Zebu ha realizzato una nuova pittura come parte dei lavori per l’ultima edizione del Poliniza Dos Festival di Valencia. La rassegna curata da Juan Bautista Peiro da dieci anni vede alcuni dei nomi più importanti dell’arte urbana spagnola e internazionale lavorare all’interno degli spazi del campus dell’Università Politecnica di Valencia.

L’immaginario degli artisti risulta fortemente influenzato dall’illustrazione, dalla grafica e prende ispirazione dai colori e dalle forme che scandiscono e circondano la vita di tutti i giorni. L’eccellente utilizzo dei colori e l’applicazione degli stessi all’interno di forme e soggetti di varia natura caratterizza in toto il lavoro degli Zebu.
La pittura astratta realizzata per il festival valenciano è un composizione equilibrata di colori e forme di irregolari, definite e rigide che modificano in toto la percezione dello spazio.

Photo Credit: Kike Sempere

Zebu Poliniza Dos Valencia

Zebu Poliniza Dos Valencia

Zebu Poliniza Dos Valencia

Zebu Poliniza Dos Valencia

Zebu Poliniza Dos Valencia

La pittura di MP5 per l’Helsinki Urban Art Festival

05/06/2018

Attivissima in quest’ultimo periodo, MP5 ha da poco terminato di dipingere una nuova pittura in Finlandia per Helsinki Urban Art Festival.
Intitolata “One Matter” l’opera si estende su una superfice irregolare che coinvolge i due piani di una unica struttura che funge da elevatore. Proprio lavorando in funzione degli elementi caratteristici ed architettonici dello spazio MP5 ha scelto qui approccio totalizzante.
Nella parte inferiore l’artista ha dipinto alcuni dei suoi iconici personaggi con lo sguardo rivolto verso l’alto, nella zona superiore troviamo invece un pattern a tema naturale. In attesa di nuovi aggiornamenti in galleria tutti i dettagli di quest’ultima pittura. Enjoy it.

Photo Credit: The Artist

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

MP5 Helsinki Urban Art Festival

La Plaza es Nuestra: Il murale di Escif a Sant Feliu de Llobregat

05/06/2018

Dopo aver lavorato sulla facciata esterna del Palais de Tokyo di Parigi, Escif ha da poco dipinto un nuovo murale a Sant Feliu de Llobregat.
Il progetto organizzato da Contorno Urbano e Kaligrafics (due pilastri dell’arte pubblica Spagnola) ha visto rielaborare dal grande artista Spagnolo uno degli avvenimenti più importanti legati alla storia della cittadina nei pressi di Barcellona. Con la sua opera Escif ha scelto di trasferire infatti la memoria storica e le speranze di una città che 40 anni fa sotto il regime di Franco ha lottato per rivendicare la proprietà della propria piazza.

Nel maggio del 1977, i residenti del quartiere di La Salud riuscirono a fermare la costruzione di una stazione di rifornimento. Durante la notte, mentre la città dormiva ancora, alcuni uomini coraggiosi decisero di spingere la betoniera nel buco dove stavano per costruire le fondamenta, comprendo il tutto con la terra e piantando infine un albero. La leggenda vuole che se un albero viene piantato in un lotto occupato, nessuno sarà in grado di rimuoverlo. A distanza di anni la betoniera è ancora sepolta sotto la piazza.

In un momento di profonda repressione e ineguaglianza (ne ha parlato anche Hyuro nel suo ultimo lavoro) Escif sottolinea l’importanza di combattere.
Intitolata “La Plaza es Nuestra”, l’opera ricorda le voci e le storie di coloro che non ci sono più e rappresenta un opera d’arte fatta da e per gli abitanti del quartiere: un muro che può essere ascoltato e che contiene i suoni del quartiere, la sua storia e quella di chi ha vissuto e vive qui. “La plaza es mía” (La piazza è mia) “Yo-Tu” (Io – Te) “Fue él” (Era lui) “DEP hormigonera” (RIP betoniera) “No callarem” (Non resteremo in silenzio) sotto tutti riferimenti, spunti e aneddoti con cui l’artista ha raccolto l’eredità storica del luogo. In questo modo il muro racconta e ricorda vite e storie che risalgono a 40 anni fa, le conversazioni di una piazza riconquistata, le sue aspirazioni e i suoi sogni.

Photo Credit: The Artist

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

Escif Sant Feliu de Llobregat

MONUMENT for VICTIMS: La scultura di Sergii Radkevych al PinchukArtCentre di Kiev

04/06/2018

Il PinchukArtCentre di Kiev ospita in questi giorni una collettiva con i 20 artisti finalisti della quinta edizione del Premio PinchukArtCentre, in mostra una serie di opere realizzate con il supporto della galleria.
Tra gli artisti finalisti della mostra curata da Tatiana Kochubinska troviamo Sergii Radkevych aka TECK che ha presentato un nuovo intervento dal titolo “MONUMENT for VICTIMS”.

L’opera è una scultura astratta realizzata con 16 patterns ortogonali e perpendicolari basati sulle forme delle divise militari (manica e frammenti della giacca) che insieme formano un oggetto cubico e spaziale.
La scultura è una rappresentazione della crudeltà umana che sta caratterizzando questo periodo storico, Sergii Radkevych riflette sul precipitare della coscienza umana, sulla mancanza di un pensiero solido e su come la negazione di qualsiasi valore umano stiano sempre più caratterizzando il 21^ secolo. Per l’artista siamo tornati al passato dove le guerre uccidevano migliaia di persone, dove l’odio e la vita umana sono un ostacolo agli obbiettivo di qualcuno che è in cima alla società.

Photo Credit: PinchukArtCentre

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Sergii Radkevych sculpture PinchukArtCentre Kiev

Il murale di Hyuro a Vila-Real sulla giustizia patriarcale spagnola

04/06/2018

Hyuro è stata invitata dal TEST Festival a realizzare un nuovo murale a Vila-Real in Spagna, per l’artista Argentina è stata l’occasione per tracciare una nuova riflessione sul sistema giudiziario spagnolo e sulla disparità di trattamento riservata alle donne.

Recentemente in Spagna è stata infatti emessa una sentenza per lo stupro perpetrato da un gruppo di cinque giovani ai danni di una ragazza di 18 anni. Secondo i giudici non vi è stata violenza o intimidazione e la corte ha dichiarato il gruppo colpevole di abusi sessuali anziché stupro, un crimine minore.
Sulla scia dello storico sciopero femminista dell’8 Marzo, indetto per dire basta alla violenza, alle disuguaglianze e alle discriminazioni subite dalle donne, la discussa sentenza ha spinto decine di migliaia di persone a protestare per le strade di diverse città spagnole.

Per Hyuro ciò dimostra come tutti i pregiudizi e gli stereotipi di genere vengano poi riprodotti all’interno del sistema giudiziario Spagnolo. C’è un’ideologia dietro, una struttura, un sistema patriarcale che si insinua in tutti gli spazi della socializzazione.
Attualmente la Corte Suprema in Spagna è composta da 12 giudici, 10 uomini e 2 donne. Il Consiglio di amministrazione della Corte suprema è composto da 13 membri, tutti uomini. L’Alta Corte è composta da 79 membri di cui 68 sono uomini. Per quanto riguarda il Consiglio Generale della Magistratura, dei suoi 22 membri solo 8 sono donne. La Sezione Penale della Commissione Generale di Codificazione è composta interamente da uomini la cui età media supera i 67 anni.

Intitolata “Patriarcado” quest’opera rappresenta una denuncia sull’iniquità della giustizia spagnola. In Spagna pesa ancora l’eredità storica machista, cattolica e classista del regime autoritario e fascista di Franco. Il paese viene infatti percepito dai cittadini come un’entità conservatrice forte o permissiva a seconda dei casi e delle persone.

Photo Credit: The Artist

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

Hyuro Vila-Real TEST Festival

L’ultima serie di Eliote

01/06/2018

Da tempo stiamo seguendo con interesse gli sviluppi della ricerca di Eliote sempre più affascinati dalle particolari atmosfere dei suoi interventi.
Dopo la bella pittura realizzata per PALMA Festival l’artista originario dei Paesi Bassi è tornato in strada con una nuova serie di pitture realizzate in queste ultime settimane. La volontà di evocare uno sorta di atmosfera e di suggerire di veri e proprio paesaggi, sono gli elementi distintivi di una pratica pittorica in costante mutamento. Partendo dalle lettere, modificando la loro forma e inserendo rifermenti futuristici e spaziali, Eliote plasma il personale universo visivo in cui fulmini e le iconiche sfere sospese sono solo alcuni degli elementi ricorrenti. Date un occhiata alla galleria di scatti!

Photo Credit: The Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Eliote Graffiti Artist

Uno sguardo al lavoro di Fortrose

31/05/2018

La città, i suoi elementi distintivi, le sue architetture e la sua diversità materiale come punto di contatto ed ispirazione principale. Per lo sviluppo della sua ricerca Fortrose osserva lo spazio urbano cogliendone le unicità e in particolare quegli aspetti estetici e materici che diventano in questo modo principale fonte di ispirazione.

Lo spazio urbano e l’interesse per la materialità e le sostanze sintetiche hanno portato l’artista originario di Adelaide (sud dell’Australia) a costruire una relazionare tra pittura, installazione e lavoro in digitale.
Guidato dall’interesse nel suscitare stimoli e sensazioni di diversa natura in chi osserva le sue produzioni, Fortrose esplora nuovi concetti al di fuori della pittura lavorando con il collage, l’installazione e la scultura. L’idea è quella di creare una personale libertà espressiva attraverso l’utilizzo di medium differenti per sviluppare lavori maggiormente concettuali, non-oggetti e composizioni astratte spontanee nella pittura come nelle fotografia. In questo modo si alimenta un discorso artistico in grado di implementare l’utilizzo di materiali sintetici e al tempo stesso di sviluppare nuovi concetti sull’ambiente.

I suoi lavori sono caratterizzati da una grande quantità di livelli sia che decida di articolare, sovrapporre, legare (letteralmente) e incastrare le forme, sia di lavorare attraverso composizioni maggiormente minimali, giochi di vuoto e pieno in netta relazione con la superficie di lavoro. In questo senso l’artista adotta colori e tonalità differenti in grado di imporre alle forme una spiccata profondità e tridimensionalità.

Nella galleria di immagini potete dare un’occhiata alle sue ultime pitture, nella parte finale alcuni lavori in studio che saranno presentati in occasione della prossima mostra in Agosto.

Photo Credit: The Artist

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Fortrose Artist Graffiti Mural Art

Il tributo alla resistenza partigiana nel murale di 2501 a Cascina Merlata, Milano

30/05/2018

Nei giorni scorsi 2501 ha realizzato un nuovo murale sulla facciata esterna di un grande edificio a Cascina Merlata, quartiere di Milano.
Intitolato “SUNSET/SUNRISE” l’intervento prende vita sulla superfice di un a vecchia fattoria nota per essere stata uno degli spazi della resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale. Vista la storia del luogo 2501 ha scelto di realizzare un tributo alla tenacia degli eroi partigiani: il sole che sorge e tramonta ogni giorno sulle prove della vita diviene un’allegoria della forza e della semplicità di un eroe.
L’opera gioca con le peculiarità architettoniche della struttura sviluppando un percorso di ascesa/discesa, di spazi vuoti e pieni, di luci ed ombre che non solo investono lo spazio ma ne modificano in modo totalizzante la percezione finale.

Photo Credit: The Artist

2501 mural Cascina Merlata, Milano

501 mural Cascina Merlata, Milano

501 mural Cascina Merlata, Milano

Reminder: Il murale di Bilos a Patrasso

29/05/2018

Bilos è tra gli artisti che hanno preso parte alla terza edizione dell’ArtWalk, festival internazionale d’arte urbana di Patrasso in Grecia. Per la rassegna l’artista ha avuto l’opportunità di confrontarsi con una superfice di lavoro davvero importante sulla quale ha sviluppato una nuova e personale composizione.

Intitolata “Υπενθύμιση / Reminder” l’opera è caratterizzata da specifica scala cromatica e da una divisione dello spazio in aree di lavoro di diversa dimensione all’interno delle quali Bilos ha lavorato a differenti elementi compositivi. Ciascuno di essi strizza l’occhio al mondo del writing e si interseca con elementi illustrativi minimali, forme, lettere, oggetti comuni e addirittura una sezione maggiormente figurativa.
I graffiti non solo rappresentano quindi il filo conduttore stilistico dell’opera ma anche il trait d’union tematico tra una caselle e l’altra.

Photo Credit: Ted Nikolakopoulos

Bilos Mural Patrasso Greece

Bilos Mural Patrasso Greece

Bilos Mural Patrasso Greece

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

29/05/2018

La M77 Gallery di Milano ospita in questi giorni “Gypsoteca”, un nuovo progetto espositivo site-specific di Agostino Iacurci.
Il titolo dello show richiama il luogo dove vengono conservati i modelli in gesso di statue busti, teste, rilievi e fregi antichi, il corpo di lavoro rappresenta invece il punto di arrivo di una ricerca durata quasi due anni in cui l’artista italiano ha riflettuto sul colore così come veniva concepito e utilizzato nella pratica della statuaria antica.

Il punto di partenza di questa specifica ricerca è la scultura greco-romana, una pratica che originariamente univa i materiali specifici della scultura (marmo, bronzo, legno o terracotta) con il colore. Nel corso del tempo ha prevalso un idea asettica e caratterizzata da patine monocromatiche che di fatto hanno cancellato il colore in favore di un gusto antico e artificiale.
Affascinato dalle ricostruzioni delle opere originali greche e romane, caratterizzate da colori vivaci, modelli violenti e quasi psichedelici, Agostino Iacurci prende le distanze dal neoclassicismo e dalla monocromia e in questa nuova mostra ha voluto creare un catalogo personale e contemporaneo del vecchio.
Gypsoteca assume quindi i contorni di un viaggio in un universo parallelo, ricco di immagini e invenzioni visive animate dal colore. Le opere in mostra catturano gli echi di quei linguaggi artistici remoti in cui il colore diviene simbolo arcaico e al tempo stesso emblema di una realtà contemporanea popolata da fantasmi virtuali con cui convivere. Gli eroi antichi e le divinità classiche ritrovano nelle opere dell’artista nuovi luoghi sacri a loro dedicati.

La mostra sarà visibile fino al prossimo 8 Settembre, nel frattempo in galleria un ampia serie di scatti con tutti i dettagli e le opere presenti nell’allestimento.

M77 Gallery
Via Mecenate 77
20138 Milano

Photo Credit: Lorenzo Palmieri

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Gypsoteca: La mostra di Agostino Iacurci da M77 Gallery

Simek nel Watson Institute della Brown University

28/05/2018

Recentemente Simek del duo greco Blaqk è stato invitato a realizzare un intervento all’interno del Watson Institute della Brown University.

Il Watson Institute ha come obbiettivo quello di promuovere un mondo giusto e pacifico attraverso la ricerca, l’insegnamento e l’impegno pubblico.
La povertà, la disuguaglianza, i disastri naturali, i conflitti etnici, la crescente urbanizzazione, i cambiamenti climatici, gli standard di lavoro globalizzati e le minacce informatiche, sono alcuni dei grandi temi che stanno caratterizzando questo periodo storico. L’istituto guarda a queste tematiche con l’intento di creare soluzioni e possibilità attraverso la ricerca e il pensiero creativo di studiosi, professionisti e studenti. L’obbiettivo finale è quello di aiutare le persone a comprendere e affrontare queste sfide critiche attraverso l’idea che una politica informata può portare ad un cambiamento.

In questo contesto Simek ha realizzato una nuova pittura giocando con gli elementi architettonici presenti all’interno dell’istituto. L’artista greco ha sviluppato una composizione geometrica che corre sulla scala centrale dell’edificio. Il progetto è stato curato da Grace Monk.

Photo Credit: The Artist

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Simek Watson Institute della Brown University

Il murale di Pastel a Espoo in Finlandia

28/05/2018

Per il progetto Karakallio Creative Pastel ha realizzato una nuovo e splendido murale nel quartiere di Karakallio ad Espoo in Finlandia. L’opera è curata dall’Upeart Festival, festival d’arte urbana che si tiene ogni anno ad Helsinki.
“Illman Täma ilman Länsi” (no east no west) è una composizione a tema naturale con alcune piante e fiori che si sviluppano sull’intera superfice di lavoro. Proseguendo lo sviluppo della personale ricerca pittorica, l’intervento di Pastel risulta caratterizzato da una rinnovata cura per il dettaglio e dall’utilizzo di tonalità più scure e differenti rispetto alle scale cromatiche a cui l’artista Argentino ci ha abituato in precedenza. Per apprezzare al meglio l’opera vi lasciamo alla serie di scatti in galleria, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di Pastel.

Photo Credit: The Artist

Pastel Mural Espoo

Pastel Mural Espoo

Pastel Mural Espoo

Pastel Mural Espoo

Pastel Mural Espoo

Felipe Pantone a Madrid per il progetto Urban Xcape

26/05/2018

Torniamo a parlarvi di Urban Xcape, il misterioso progetto curato da Anna Dimitrova di Nobulo all’interno delle vecchie officine della metropolitana Cuatro Caminos di Madrid.
Cuatro Caminos è uno spazio chiuso da un centinaio di anni e riaperto per la prima ed ultima volta proprio in occasione dell’evento. Qui alcuni dei nomi più importanti della scena internazionale e spagnola hanno lavorato ad una serie di interventi nel corso di una due giorni interamente incentrata sull’arte urbana con pitture, musica, workshop, laboratori e street food.
Dopo avervi mostrato bella pittura realizzata da Aryz, diamo ora uno sguardo all’intervento dipinto da Felipe Pantone e intitolato “Dinamismo Monocromático”. Nell’opera l’artista ha scelto di mettere da parte le combinazioni cromatiche per lavorare unicamente attraverso una scala di grigi con la quale modificare la percezione dell’intera piccola struttura.

Photo Credit: The Artist

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Felipe Pantone Urban Xcape Madrid

Save our Souls: Il murale di MP5 a Terni

25/05/2018

Per il progetto #Solocosebelle del Comune di Terni nei giorni scorsi MP5 ha realizzato una nuova murale a Terni dal titolo “Save our Souls”.
Curato da Chiara Ronchini della omonima galleria d’arte contemporanea, il progetto è un programma di rigenerazione urbana pensato per valorizzazione e innestare la street art all’interno del tessuto cittadino di Terni. Dopo la pittura realizzata da UNO sulla facciata della palazzina degli uffici informazione e accoglienza turistica di via Primo Maggio, è il turno di MP5 che ha lavorato su una lunga parete in Via Alceo Massarucci.
La strada è una via centrale che lambisce tre scuole: Leonardo Da Vinci (struttura di Mario Ridolfi), Liceo Classico Tacito, Primaria Anita Garibaldi, un zona quindi di riferimento e luogo di incontro per bambini, giovani ed adolescenti.

MP5 utilizza una simbologia forte, quella di una statua di epoca classica per aprire un nuovo dialogo e riflessione sulla nostra società. Il volto risulta sospeso in una equivocità percettiva tra l’affondare e l’affiorare e rappresenta un allegoria di un umanesimo filosofico e culturale che chiede di essere salvato per non sprofondare nell’oblio.
Per la grande artista italiana il naufragio è quello della civiltà, della cultura e della solidarietà. MP5 riflette sulla nostra società sottolineando come anche nel contesto quotidiano, che continuiamo a definire democratico ed evoluto, questi valori vengono continuamente messi in pericolo.
Le minoranze, le realtà che lavorano nella difesa dei diritti e nell’innovazione culturale, così come le azioni per preservare l’ambiente, vengono sistematicamente emarginati da politiche miopi e lasciate morire da una comunità ormai completamente rivolta su se stessa, egoriferita ed anestetizzata.
L’intervento è stata infine sostenuto dal lavoro della società ASM Terni spa che, proseguendo gli impegni per la valorizzazione dei monumenti e luoghi più significativi della città di Terni, ha lavorato per l’opera ad un progetto di illuminazione dedicata.

Photo Credit: Grazia Morace

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Mp5 Street Art Terni

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

24/05/2018

Proseguiamo il nostro recap sulle opere realizzate per la quarta edizione del JIDAR – Toiles de Rue Festival, tra gli artisti al lavoro per la rassegna di Rabat in Marocco c’era anche Milu Correch.
Dopo il tour europeo in cui l’artista ha toccato le città di Aberdeen ed Ostenda per prendere parte rispettivamente al Nuart Aberdeen e al The Crystal Ship Festival, eccola ora impegnata su questa grande parete in Marocco.
Al centro dell’opera un furgone arrugginito e l’iconica figura femminile con una maschera bianca in volto: il veicolo rappresenta lo scorrere inesorabile del tempo, il personaggio viene invece utilizzato per destare mistero, curiosità e per incentivare chi osserva ad interpretare l’opera in modo personale. Entrambe rappresentano i temi ricorrenti nelle produzioni di Milu Correch. Prossima fermata a Valencia per Poliniza Dos, stay tuned!

Photo Credit: Walid Ben Brahim e Hamza Nuino

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Milu Correch a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

Le paure e i falsi miti nel murale di Gio Pistone a San Pietroburgo

24/05/2018

Per lo Street Art Museum di San Pietroburgo Gio Pistone ha realizzato un nuovo murale in cui riflette sulle tendenze e paure comuni dettate da falsi miti.
È infatti nella natura dell’essere umano vivere immerso nei miti, non solo quelli legati alla mitologia classica in cui affondiamo le nostre radici, ma soprattutto di miti moderni in cui viviamo immersi senza spesso comprenderne appiano il senso. Il mito del progresso, della storia, dello sviluppo, quello della previsione del futuro a cui si aggiungono il vivere bene attraverso il denaro, l’amore e il cibo, sono tutti validi esempi dei miti quotidiani che scandiscono e caratterizzano la nostra esistenza.
La mitologia, come accade per la religione, li utilizza per comunicare pensieri retti alle comunità, per insegnare il giusto modo di vivere attraverso “istruzioni per l’uso” alla vita, velocizzando il processo di assimilazione e caricandoci di una buona dose di paura. Si tratta di un meccanismo quindi che tende a consolidare e rendere saldi alcuni valori condivisi.

Partendo da questi spunti Gio Pistone ha dipinto 6 differenti personaggi per raccontare e riflettere quelle che sono le tendenze e le paure comuni nelle comunità occidentali e non spesso dettate dai falsi miti.

Circe, la strega.
Rappresenta la paura delle donne libere, senza marito, senza figli. Donne diverse e da allontanare.

Ubu Re, il dittatore.
È un personaggio che viene dal teatro di Jearry e che rappresenta il terrore del potere che non si può contrastare, l’orrore del potere incontrollato, crudele e sadico che viene dall’alto.

Karisiri, vampiro boliviano.
Esso rappresenta la paura della solitudine interiore ed esteriore percepita anche nel bel mezzo di una folla. La paura di non avere nessuno, amico o familiare. Quando si è soli lui si avvicina come un amico e ti porta via la linfa vitale uccidendoti.

Ippopotamo, gatto mammone, il gatto nero.
La figura rappresenta la paura del non conoscere, di non poter controllare, l’occulto e la paura di chi non si manifesta subito. Il personaggio è presente in numerose mitologie come il servo del diavolo e in questo caso è ispirato dal romanzo dello scritto russo Michail Bulgakov: Il Maestro e Margherita.

Polifemo, il gigante.
Rappresenta la paura di chi è diverso, dunque isolato dagli altri, dunque feroce.

Ulisse, l’intelligenza e la razionalità.
Questo character è la chiave dell’opera. Rompe il cerchio, spezza i legami e usa la ragione per arrivare alle proprie verità senza paura.

Il titolo dell’opera “Oudeis” (dal greco: Nessuno) è il nome che Ulisse dirà di avere a Polifemo e grazie al quale si salverà la vita. La scelta di Gio Pistone non è affatto casuale, l’idea è infatti quella di sottolineare e dire che nessuno può dirci di cosa avere paura, nessuno può dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato per il semplice fatto che non esistono il bene e il male assoluti.

Photo Credit: The Artist

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Gio Pistone San Pietroburgo Street Art Museum

Mina Hamada a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

23/05/2018

L’artista Giapponese Mina Hamada è tra gli ospiti dell’ultima edizione del JIDAR – Toiles de Rue Festival, la rassegna d’arte urbana di Rabat in Marocco per la quale ha realizzato un nuovo e grande murale.
L’immaginario di Mina Hamada è caratterizzato da una commistione di forme astratte e organiche con colori tenui, luminosi e caldi. Alla base della sua ricerca la volontà di affidarsi ad un processo pittorico legato all’inconscio e all’improvvisazione dove lavorando attraverso un approccio spontaneo e diretto, l’artista interagisce in modo totalizzante con la superfice di lavoro.
Quelle che emergono sono composizione scandite dal ritmo dei colori scelti e capaci di trasformare in modo attivo la percezione di un determinato spazio. L’opera dipinta per il festival marocchino ben rappresenta il lavoro e la ricerca di Mina Hamada laddove, a differenza delle pitture realizzate in collaborazione con Zosen – da anni i due formano un duo artistico attivissimo in tutto il mondo – quest’ultima fatica è caratterizzate da forme più grandi e ravvicinate, riferimenti alle architetture magrebine e da alcuni istanti di pittura più sporca e grezza.

Photo Credit: Walid Ben Brahim e Hamza Nuino

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Mina Hamada Rabat JIDAR – Toiles de Rue

Open Borders: Il progetto di Escif al Palais de Tokyo di Parigi

23/05/2018

Per la decima sessione del LASCO PROJECT il Palais de Tokyo di Parigi ha invitato Escif a realizzare un dipinto monumentale sulla facciata posteriore dell’edificio per esaminare la storia e il patrimonio del Maggio ’68.

Avviato nel 2012 nei tunnel sotterranei del Palais de Tokyo, il LASCO PROJECT ha visto fino ad ora coinvolti 60 artisti internazionali che si sono confrontati con le architetture della struttura francese, con i suoi corridoi, scale, passaggi ed interstizi attraverso interventi site-specific, opere monumentali e lavori segreti, producendo un percorso che si estende per quasi 1 chilometro.
Il progetto di Escif si aggiunge ai lavori realizzati da lo scorso Luglio dall’artista Greco Stelios Faitakis che in due pitture murali ha analizzato l’eredità del pensiero situazionista e del Maggio ‘68 nelle rivolte contemporanee.

OPEN BORDERS è il titolo del progetto proposto da Escif, il grande artista Spagnolo ha riprodotto gli slogan che hanno accompagnato le insurrezioni studentesche del maggio 1968 insieme alle scritte scarabocchiate nei bagni del Palais de Tokyo, intrecciando il tutto con alcuni trompe-l’œil degli elementi architettonici dell’edificio.
Aldilà della sua dimensione estetica e tematica l’opera porta con sé tutta una serie di considerazioni e riflessioni con cui Escif esprime la sua visione sull’arte in strada, sui muri come opportunità e mezzo di comunicazione e su come egli stesso vede la pittura e il ruolo dell’artista. In questo modo abbiamo l’opportunità di comprendere i principi che stanno muovendo la ricerca di uno degli artisti più importanti dell’intero movimento.

Il muro per Escif è come un limite, uno strumento di potere con il quale si pianifica, controlla e manipola lo spazio delle città. Le mura preservano e proteggono l’intimità dell’essere umano ma allo stesso tempo delimitano e condizionano le sue relazioni. I graffiti abusano delle pareti umiliandole e ridicolizzandole, trasgredendo così la loro funzione originaria. Come un effetto a specchio, la pittura può quindi alterare la funzione con cui il cemento viene imposto alla popolazione.
In questo senso per l’artista il muro dipinto non è più un limite ma un vero e proprio canale trasversale che attacca direttamente la sua stessa natura: il muro dipinto è un muro cancellato, un difetto del sistema sotto forma di messaggio di speranza che rivela la possibilità di lavorare per un mondo migliore.
Al tempo stesso la pittura è vista dallo Spagnolo come uno strumento di segnalazione, come un accento che attira l’attenzione di chi osserva su un luogo specifico. L’intento è quello di lasciare che lo spazio parli per sé utilizzando l’arte come canale di comunicazione orizzontale tra le persone.

Il ruolo dell’artista per lo Spagnolo è quello di artigiano e di mediatore ai margini del discorso dove la cosa più interessante nell’intervenire nello spazio pubblico non è l’intervento ma lo spazio stesso. L’artista deve quindi rivendicare il dipinto lontano dalla pittura cercando di muoversi tra i confini di ciò che è e ciò che non è superando i limiti del prevedibile per creare un murale che non sia un murale.
OPEN BORDERS, prima ancora “COMENTARIO DEL SOLAR“, risponde a ciascuna di queste prerogative. La composizione finale è realizzata con elementi appartenenti al contesto, le architetture riprodotte sono in scala 1/1 così come i colori scelti si rifanno a quelli presenti sul luogo. L’opera segue quindi i parametri presenti nel suo ambiente inserendosi in maniera minima e preservando le specificità dello spazio di lavoro.
È evidente come Escif miri a eliminare la spettacolarità del nuovo muralismo riportando il dialogo al centro del discorso e facendo in modo che questo prevalga sulla costrizione, sull’imposizione di un opera priva di un legame con il luogo in cui è stata dipinta.
La facciata di un edificio diventa il riflesso di ciò che si cela al suo interno, la pittura diventa uno strumento per evidenziare tutti quegli aspetti nascosti e appartenenti alla storia di un luogo laddove è lo spazio a parlare e l’artista ha il compito di percepire, intercettare e tradurre.

Photo Credit: Nicolas Gzeley via The Artist

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

Escif Open Borders Palais de Tokyo Lasco Project

I graffiti di Bilos

22/05/2018

Bilos è un artista originario di Patrasso in Grecia che vive e lavora a Norwich in Inghilterra. In giovane età ha iniziato a fotografare tutti i lavori dei writer locali presenti in strada e la passione per i graffiti lo ha poi portato ha formare una propria crew con la quale fin da subito ha cercato di dipingere il più possibile affinando tecnica e ricerca.
Gli studi in ingegneria civile conseguiti in Grecia e il successivo percorso accademico in design della comunicazione a Norwich hanno inevitabilmente influenzato lo sviluppo del suo lavoro. Nell’ultimo periodo l’artista ha infatti iniziato a sperimentare nuove e differenti modalità di lavoro servendosi di software digitali.

Basato sulla lettera e sulla manipolazione della forma, l’immaginario di Bilos risulta caratterizzato da una combinazione di lettere con elementi illustrativi minimali o oggetti comuni. L’intento dell’artista è quello di creare una sorta di atmosfera che circonda i suoi lavori, lasciando al centro le lettere, utilizzando pochi colori e mettendo da parte eventuali effetti, manipolazioni o elementi fotorealistici.
Bilos è tra gli artisti che hanno preso parte a 36 Days of Type, progetto promosso dai graphic designer Nina Sans e Rafa Goicoechea di Barcellona che invita artisti, illustratori e grafici a esprimere la loro particolare visione sulle lettere e i numeri del nostro alfabeto.

In questi giorni l’artista è al lavoro su una grande parete a Patrasso in Grecia, parte dei lavori del progetto ArtWalk, di cui presto vi mostreremo il bel risultato finale. Nel frattempo in galleria una selezione di pezzi e opere realizzate in questi anni.

Photo Credit: The Artist

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Bilos Graffiti

Por México: ±MaisMenos± in residenza da Celaya Brothers Gallery

22/05/2018

L’artista portoghese Miguel Januário, meglio noto come ±MaisMenos±, ha trascorso l’ultimo mese in residenza da Celaya Brothers Gallery in vista dell’apertura della sua prima personale in Messico.

± MaisMenos ± è il progetto dell’artista portoghese Miguel Januário che offre una riflessione e una critica sul modello di organizzazione economica, sociale e politica che caratterizza le società contemporanee e in particolare sulla difficile relazione tra la democrazia e il modello economico neoliberale.
Come il nome suggerisce l’intero progetto si basa su una semplice contrapposizione di opposti: più/meno, positivo/negativo, nero/bianco, da un approccio virale, diretto e incisivo con il quale l’artista mira ad accrescere la consapevolezza comune ed apportare alcuni cambiamenti al mondo in cui viviamo.

¡Por México! è il progetto proposto da ±MaisMenos± per la sua residenza da Celaya Brothers. Egli in vista delle elezioni messicane che si terranno il prossimo 1 luglio 2018 si è proposto come candidato anonimo creando una campagna politica, incollando diversi poster in strada e organizzando una marcia, tenutasi il 21 aprile a Città del Messico, come protesta per il futuro del paese. Gli spazi della galleria sono quindi diventati sede di un partito politico, con alcune sculture, oggetti d’arte, installazioni a chiudere il cerchio sulla residenza.
Alla base del progetto l’esigenza di evidenziare l’importanza della consapevolezza sulle tattiche e retoriche che vengono utilizzate dai politici per ottenere voti. Attraverso la sua candidatura l’artista ha voluto fornire un pensiero differente per incentivare il dibattito politico su temi come l’educazione, la giustizia e la ridistribuzione della ricchezza.
La marcia, il confronto con la gente del posto con l’approfondimento dei problemi economici, sociali e politici del Messico e l’intera simulazione di campagna elettorale sono quindi stati pensati per rendere le persone più consapevoli dell’importanza delle elezioni e di come la scelta del voto debba essere affrontata con maggiore razionalità. La mostra sarà visibile fino al prossimo 16 di Giugno.

Celaya Brothers Gallery
Mérida 241, Col. Roma Norte
Mexico City

Thanks to The Gallery for The Pics

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

±MaisMenos± Mexico City Celaya Brothers Gallery

Il murale di Elian a Valencia per Poliniza Dos

22/05/2018

Curato da Juan Bautista Peiro dell’Università Politecnica di Valencia, il Poliniza Dos da più di dieci anni vede al lavoro all’interno degli spazi del campus universitario alcuni dei nomi più importante dell’arte urbana spagnola ed internazionale.
“Els rojos i els blaus” è il titolo del grande murale anamorfico (45x12mts) realizzato dall’Argentino Elian per l’edizione di quest’anno del festival. L’opera rappresenta un tassello importante per la ricerca dell’artista, egli sta infatti spostando la sua attenzione verso opere maggiormente minimali e caratterizzate da un dialogo più soft e dettagliato con l’ambiente circostante.
L’opera dipinta da Elian evidenzia e modifica le caratteristiche architettoniche dello spazio attraverso un approccio totalizzante. La pittura è impreziosita da un forte impatto cromatico dove la superficie da bianca diviene rossa mentre al centro la figura blu e il quadrato grigio modificano la percezione dell’intera struttura. La scelta dei colori non è casuale ma si rifà a quelli del trinquete valenciano, uno sport tradizionale praticato all’interno dello stabile, e a quelli del segnale di divieto di parcheggio presente nel cartello antistante la grande parete.

Photo Credit: The Artist

Elian Valencia Poliniza Dos

Elian Valencia Poliniza Dos

Elian Valencia Poliniza Dos

Elian Valencia Poliniza Dos

Violant a Praia Do Ribatejo in Portogallo

21/05/2018

Nei giorni scorsi l’artista Portoghese Violant ha realizzato una nuova pittura a Praia Do Ribatejo nel distretto di Santarem in Portogallo. L’opera segue il consueto canovaccio tematico e pittorico di tutte le produzioni Violant con l’artista questa volta ispirato dalla mitologia classica.
L’opera, intitolata “Pan” e realizzata all’interno di un vecchio edifico fatiscente, infatti una personale rielaborazione dell’omonimo dio greco. Pan era il dio della campagna, dei pascoli e delle selve e incarnazione dello spirito di tutte le creature animali, la sua figura veniva rappresentata con gambe e corna caprine, zampe irsute e zoccoli, la parte superiore del corpo è umana con il volto in particolare contraddistinto da una espressione terribile e da una folta barba (assente in questo caso).

Photo Credit: Junkyard Hounds

Violant Street Art Praia Do Ribatejo

Violant Street Art Praia Do Ribatejo

Moneyless a Lucca nel quartiere San Vito per stART Festival

21/05/2018

Si rinnova l’appuntamento con il progetto stART, la rassegna d’arte pubblica inaugura con quest’ultima pittura di Moneyless una nuova serie di progetti nel quartiere di San Vito a Lucca.
Curato da Gian Guido Grassi dell’Associazione StART – open your eyes in collaborazione con Simurg Ricerche e la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, il progetto mira a creare un vero e proprio distretto d’arte contemporanea sulla falsariga di quanto compiuto a Pisa lo scorso anno.

Questa prima pittura – un antipasto degli altri interventi che verranno realizzati durante l’estate – è stata dipinta su una delle pareti esterne della scuola ‘Donatelli’ a San Vito come omaggio di Moneyless alla città in cui è cresciuto. L’opera ha visto coinvolti i piccoli studenti delle quarte elementari che attraverso un workshop hanno preso parte sia all’elaborazione del bozzetto, sia alla sua fase preparatoria aiutando infine l’artista nella realizzazione del murale.
Durante il workshop bambini sono stati chiamati a individuare quei luoghi del quartiere che necessitavano di migliorie realizzando due disegni. Nel primo sono stati disegnati quegli spazi che i piccoli studenti desideravano cambiare, nel secondo le proposte per migliorare queste zone. Le soluzioni presentate dagli alunni si incentravano tutte sull’abbellimento delle case del quartiere attraverso murales e sulla creazione di parco giochi.
Unendo queste due esigenze, Moneyless ha creato un’opera-gioco dal titolo “Lucca01”. L’intervento oltre a mantenere intatte le prerogative stilistiche dell’artista si propone come un vero e proprio gioco: i bambini potranno vedere in ciascuna forma un bersaglio da colpire con la palla sulla base di punteggi prestabiliti.

Photo Credit: Carlo Regoli

Moneyless Lucca Scuola Donatelli stArt Festival

Moneyless Lucca Scuola Donatelli stArt Festival

Moneyless Lucca Scuola Donatelli stArt Festival

Moneyless Lucca Scuola Donatelli stArt Festival

Moneyless Lucca Scuola Donatelli stArt Festival

Sainer Etam Cru a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

19/05/2018

Tra gli artisti al lavoro per l’ultima edizione del JIDAR – Toiles de Rue Festival c’era anche Sainer degli Etam Cru il quale ha realizzato una enorme pittura per le strade di Rabat in Marocco.
C’è un profondo senso di malinconia nelle opere di Sainer, un labile equilibrio tra realtà e finzione dove l’intensità dei volti e dei corpi raffigurati si intreccia con scenari e situazioni surreali. In questo contesto il ritratto continua a rappresentare il vero il filo conduttore della sua ricerca d’artista e del lavoro congiunto con Bezt.
Attivissimo in quest’ultimo periodo l’artista Polacco sta apportando significative modifiche al suo impianto stilistico trasformando ed evolvendo l’aspetto delle sue opere attraverso diverse sperimentazioni con stili di pittura differenti. Dopo i murales realizzati ad Ostenda e Monaco di Baviera l’artista sceglie qui una differente impostazione stilistica lavorando attraverso piccole linee ripetute per definire l’aspetto e la forma delle figure.

Photo Credit: Walid Ben Brahim et Hamza Nuino

Sainer Etam Cru Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Sainer Etam Cru Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Sainer Etam Cru Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Sainer Etam Cru Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Sainer Etam Cru Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Sainer Etam Cru Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Sainer Etam Cru Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Felipe Pantone a Singapore per Disini Festival

18/05/2018

Felipe Pantone è volato a Singapore dove ha recentemente realizzato un nuovo intervento intitolato “Chromadynamica” come parte dei lavori per il Disini Festival. Nella moltitudine di progetti, mostre e interventi in strada, l’artista continua lo sviluppo della sua ricerca proseguendo la personale riflessione sui tempi moderni e sull’eccessivo utilizzo delle tecnologie come centro gravitazionale della vita quotidiana di ciascuno di noi.
Come visto più volte Pantone nel suo lavoro mira a sottolineare quella dipendenza e sovrabbondanza di informazioni e immagini che sempre più sta caratterizzando questo momento storico. L’idea è infatti quella di rendere reale la mole di dati a cui ogni giorno siamo sottoposti andando ad inserire all’interno dello spazio urbano le sue peculiari composizioni digitali. L’intento dell’artista è quello di tradurre in modo tangibile lo spazio digitale all’interno di un contesto reale riflettendo quella velocità, saturazione e alienazione tipica di questi tempi.

Photo Credit: Disini Festival

Felipe Pantone Singapore Disini Festival

Felipe Pantone Singapore Disini Festival

Felipe Pantone Singapore Disini Festival

Felipe Pantone Singapore Disini Festival

Felipe Pantone Singapore Disini Festival

Felipe Pantone Singapore Disini Festival

Nelio a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

18/05/2018

Con quest’ultima pittura di Nelio prosegue il nostro recap sulle opere dipinte a Rabat per l’ultima edizione del JIDAR – Toiles de Rue Festival. Per il festival d’arte urbana marocchino il Francese ha lavorato sulla superfice esterna di questa grande struttura attraverso un approccio totalizzante.
Noto per le sue composizioni astratte e per una ricerca in costante mutamento, Nelio a differenza di quanto visto nelle ultime uscite torna qui a servirsi di tonalità piene mettendo da parte le ultime sperimentazioni con riempimenti maggiormente corposi e pittorici.
Come accaduto per le pitture realizzate in Italia per Viavai Project, tutte caratterizzate da un netto dialogo con le specificità della superfice di lavoro, anche in questo caso l’artista ‘aggredisce’ lo spazio modificandone completamente la percezione finale. A differenze però dei lavori dipinti in Puglia, dove il colore risultava meno omogeneo e sporco, la scelta qui è ricaduta su una serie di volumi e forme piene caratterizzate da tonalità differenti in grado di irretire l’intera superfice di lavoro.

Photo Credit: Walid Ben Brahim

Nelio Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Nelio Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Nelio Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Nelio Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Nelio Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Nelio Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Decertor a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

17/05/2018

Durante il mese di Aprile a Rabat in Marocco si è tenuta l’ultima edizione del festival di arte urbana JIDAR – Toiles de Rue che ha visto tra i partecipanti l’artista Peruviano Decertor.
Per chi ci segue da parecchio tempo il nome dell’artista non è novità, Decertor rappresenta infatti uno degli esponenti più importanti dell’arte urbana Peruviana e tra i nomi più interessanti del ricco panorama artistico sudamericano.
Nelle sue pitture l’artista ha da sempre dimostrato una certa sensibilità nel trattare argomenti e tematiche spesso inerenti l’ambiente di lavoro o comunque legate a temi di natura riflessiva. Per JIDAR – Toiles de Rue Decertor ha lavorato su una grande parete presentando un opera dal titolo “El paso que trasciende al tiempo es el paso colectivo” (Il passo che trascende il tempo è il passo collettivo).
Decertor porta vanti una ricerca artistica basata sulla intersezione tra elementi e texture astratte e iper colorate con sezioni figurative a carattere iperrealistico. Questa sua ultima fatica ben rappresenta l’immaginario dell’artista sia nei temi che nell’esecuzione. Egli per l’occasione si è ispirato agli usi e ai costumi del luogo, così come la scelta degli elementi rappresentati è inevitabilmente influenzata dalla sua cultura.

Photo Credit: Walid Ben Brahim et Hamza Nuino

Decertor Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Decertor Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Decertor Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Decertor Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Decertor Rabat JIDAR - Toiles de Rue

Il murale di Hyuro a Sagunto come riflessione sul sistema educativo spagnolo

17/05/2018

Per il progetto Més Que Murs di Sagunto in Spagna Hyuro ha dipinto all’interno del cortile di una scuola primaria una personale riflessione sul sistema educativo spagnolo intitolata “Education”.

L’attuale sistema di istruzione in Spagna non accompagna ne incoraggia la curiosità, la creatività e la motivazione che ogni bambino porta dentro. Si tratta di un approccio ancorato alla precedente rivoluzione industriale dove le scuole continuano a privilegiare un metodo educativo rigido, privo di creatività, in cui la memoria continua a svolgere un ruolo centrale. Si tratta quindi di una formazione che punta semplicemente a una buona esecuzione degli esami.
I due figli dell’autrice Argentina frequentano le scuole pubbliche trascorrendo la maggior parte del tempo e delle attività all’interno della scuola (per un totale di otto ore al giorno) mentre la media dei corsi all’aperto è compresa tra cinque e sei ore all’anno con una diminuzione che va di pari passo con la crescita e lo sviluppo dei ragazzi. In questo modo i bambini finiscono per formarsi all’interno di spazi chiusi dove viene insegnato loro come sottomettersi all’interno di rapporti di potere e dominio.

Hyuro riflette quindi sulla necessità di cambiare questo paradigma. L’artista sottolinea l’esigenza di delineare un nuovo tipo di scuola capace di stimolare il desiderio di sfidare e mettere in discussione le dottrine stimolando i ragazzi a cercare alternative attraverso la loro immaginazione e a procedere liberamente utilizzando la loro intuizione.
Alla stato attuale il sistema educativo preferisce che le persone siano indottrinate, conformate e obbedienti per far si che svolgano in modo soddisfacente i ruoli assegnati.

Photo Credit: The Artist

Hyuro Sagunto Mesquemurs Sagunt

Hyuro Sagunto Mesquemurs Sagunt

Hyuro Sagunto Mesquemurs Sagunt

Hyuro Sagunto Mesquemurs Sagunt

Pietra Sonora: Il murale di Andrea Casciu a Fiorano Modenese

16/05/2018

Associazione il Nuraghe e il Comune di Fiorano Modenese hanno invitato Andrea Casciu a realizzare una nuova pittura nella cittadina Modenese. Curata da Giulia Caverni, l’opera è un omaggio all’artista sardo Pinuccio Sciola che negli anni novanta ha realizzato una serie di sculture a Fiorano Modenese.

Pinuccio Sciola è stato un noto scultore italiano famoso anche per la sua attività di promozione dei murales a San Sperate, suo paese natale in Sardegna. Durante gli anni ’90 Sciola ha focalizzato la sua ricerca sulla pietra e su alcune particolari tecniche di incisione che lo hanno portato verso una ricerca sulla musicalità.
Simili a grandi menhir, le pietre sonore dell’artista sono sculture che emettono suoni se lucidate con le mani o attraverso piccole rocce. Le incisioni parallele apportate sulla pietra dall’artista permettono infatti di generare diverse tipologie di suono che ricordano il metallo, il vetro e perfino la voce umana.

In “Pietra Sonora” Andrea Casciu si è ispirato a questa serie di lavori del grande scultore dipingendo un personale omaggio alla sua ricerca d’artista attraverso il proprio immaginario pittorico. L’opera, realizzata sulla parete laterale del teatro Astoria, è parte di un percorso più ampio dove è possibile ammirare una secondo murale realizzato dal CollettivoFx e tutte opere di Pinuccio Sciola presenti sul territorio.

Photo Credit: The Artist

Andrea Casciu Fiorano Modenese Street Art

Andrea Casciu Fiorano Modenese Street Art

Andrea Casciu Fiorano Modenese Street Art

Andrea Casciu Fiorano Modenese Street Art

Il murale di Escif nel quartiere di Patraix a Valencia

16/05/2018

Escif ha da poco realizzato una nuova pittura a Valencia come parte dei lavori del FAP (Factoria d’Arts de Patraix) festival culturale urbano nel quartiere di Patraix a Valencia.

Alla base della Factoria d’Arts de Patraix la volontà di incoraggiare l’incontro tra imprese, associazioni, abitanti ed artisti, appartenenti a differenti discipline, per stimolare attraverso l’arte e la cultura la vita del quartiere valenciano promuovendo la convivenza e l’integrazione.
Attraverso workshop, conferenze, mercatini, spettacoli musicali e laboratori per bambini e famiglie durante il festival le strade, i negozi e l’intero quartiere diventano parte di un unico laboratorio a cielo aperto pensato come grande luogo di incontro, aggregazione e riflessione. Al centro del progetto gli interventi in strada tra cui quest’ultimo realizzato dal grande artista Spagnolo.

Escif ha raffigurato Woody, il giocattolo protagonista di Toy Story accompagnandolo con la scritta “Todo va a salir bien” traducibile con ‘Tutto andrà bene’. La pittura vuole sottolineare l’importanza di cambiare il nostro punto di vista, osservando le cose da una diversa prospettiva, ed è al contempo una sferzata di energia positiva per l’intero quartiere di Patraix.

Photo Credit: Factoria d’Arts de Patraix

Escif Woody Patraix Valencia

Escif Woody Patraix Valencia

Escif Woody Patraix Valencia

Escif Woody Patraix Valencia

Gorgo Meets Podcast: 2501

16/05/2018

Golden Dark Age: BR1 in mostra a Palazzo Brami

15/05/2018

Nell’ambito di Fotografia Europea, festival culturale internazionale di Reggio Emilia dedicato alla fotografia contemporanea, BR1 ha presentato a Palazzo Brami un nuovo progetto espositivo che esplicita al meglio i temi della sua ricerca artistica.
Curata da Annalisa Pellino e aperta fino al prossimo 30 Giugno, la mostra è incentrata sul tema del confine, un tema caro all’artista che viene qui affrontato attraverso tre diversi percorsi concettuali legati tra loro.

In questa prima parte vediamo una serie di quattro fotografie, installate nel cortile di Palazzo Brami a Reggio Emilia, in cui l’identità delle donne ritratte è celata da una coperta isotermica solitamente utilizzata durante i soccorsi ai migranti in mare. Attraverso il contrasto tra il colore dorato della coperta isotermica, che evoca lo sfarzo e l’opulenza della società occidentale, e la desolazione di chi vi viene accolto, i ritratti invitato a riflettere sulla disgregazione dei valori democratici e liberali e sulle ambiguità della società globalizzata che crea nuovi livelli di esclusione sociale. In questo senso il velo assume un nuovo valore, diventando simbolo e protezione dell’intimità femminile che appare quanto mai minacciata da una società sempre più orientata allo spettacolo e all’apparire.
Per comprendere appieno la profondità del progetto Golden Dark Age, di seguito il testo integrale scritto da Annalisa Pellino.

Il velo produce una lacerazione profondamente inquietante nella nostra organizzazione del visibile non soltanto all’interno della fotografia, dell’immagine materiale, ma anche all’esterno, nel contesto dello spazio pubblico. (B. N. Aboudrar)

L’uso del velo nel mondo arabo è disciplinato da un sistema aniconico che stabilisce una netta separazione tra spazio pubblico e spazio privato. La radice della parola hijab – la tipologia più comune di velo – indica ciò che interdice qualcosa alla vista e, concepito come una cortina (1) che separa il mondo maschile da quello femminile, postula sì uno spazio di separazione, ma allo stesso tempo definisce un campo visivo che indica in absentia (2) ciò che non possiamo vedere.
Come ha fatto notare J. L. Nancy, anche nell’etimologia della parola ‘ritratto’ (dal latino trahere), troviamo il senso di ciò che viene negato, tirato fuori da una parte e richiamato alla mente dall’altra: l’immagine prende il posto del soggetto e ne ammette l’assenza, ma più di ogni altra cosa la rende possibile. Dov’è che il soggetto stesso ha la sua verità e la sua effettività? Si chiede il filosofo. E ancora: un ritratto non è anzitutto, e alla fine, un incontro?

In un classico gioco di sguardi tra spettatore e soggetto,le immagini di BR1 predicano un’esperienza del visivo di tipo dialogico (3) che si esercita anche da parte delle donne e non solo sulle donne. Nella possibilità di guardare senza esser viste, esse affermano la propria agency, producendo uno spazio di resistenza contro le regole di un regime di visibilità fallocentrico e misogino – ed esageratamente iconofilo nella cultura occidentale(4). Se da una parte il velo respinge lo sguardo maschile, dall’altra si fa immagine esso stesso e finisce letteralmente con il marcare la presenza femminile nello spazio pubblico, contravvenendo alla vulgata che lo vuole strumento di sottomissione anziché di autodeterminazione. Le donne che indossano volontariamente il velo lo usano infatti come simbolo di appartenenza religiosa o quantomeno culturale.
A ben guardare infatti, è proprio l’imposizione di un regime di visibilità basato sulla trasparenza – che nell’era del terrorismo-spettacolo si fa controllo e sorveglianza – che lo mette al centro di una dinamica di sottomissione.
Basti pensare a quanto il recente dibattito sull’uso del velo (il caso del burkini in Francia, per esempio) abbia assunto toni che riecheggiano le campagne di s-velamento coatto imposto nei territori soggetti a dominio coloniale tra XIX e XX secolo e sostenuto persino dalle sorelle femministe (5).
Ciò che emerge da questa antropologia dello sguardo esprime un aspetto specifico della ricerca sul concetto di confine, fisico e mentale, che l’artista conduce da vari anni, considerando il velo come una sineddoche, capace di sussumere simbolicamente la complessità culturale di un’intera area geografica – di cui l’occidente si è costruito un’immagine spuria, facendone una sorta di sè complementare (6) in cui trovare rincalzo e seduzione.

Oggetto sociale e performativo, semanticamente ambiguo e politicamente controverso, il velo interviene nell’orizzonte visivo funzionando dunque come dispositivo, in quanto disciplina il rapporto tra sapere e potere e il processo di soggettivazione che in esso si inscrive attraverso l’habitus. Nei ritratti di BR1 alcune donne ci osservano e lo fanno da uno spiraglio, come se stessero sbirciando da uno spioncino. I loro volti sono schermati da un drappo dorato. Mentre riconosciamo nella coperta isotermica(7) l’epitome del nostro tempo che quasi non necessita di commento, nessuna idea possibile di possesso ci viene offerta in quanto spettatori. Bastano pochi dettagli per comporre la messa in scena di una vestizione laica che, nell’interrogare lo stereotipo, lo rovescia. Il soggetto non è altro che ciò che emerge dalla piega o dall’incrinatura del dispositivo (8) ed è proprio questa feritoia che colpisce più di ogni altra cosa la nostra attenzione.
Chi è lei? Nessuno. Cosa sappiamo o siamo in grado di vedere? Niente. Nient’altro che il nostro esser visti e giudicati, perché è l’immagine che ci ri-guarda.

Palazzo Brami (Cortile)
Via Emilia S. Pietro, 21
42121 Reggio Emilia RE

note:
1 – Il velo funziona come la mashrabiyya, caratteristica grata usata nei paesi arabi, e in generale segue lo stesso principio aniconico proprio dell’architettura araba. Si veda B. N. Aboudrar, Il velo e il rischio delle immagini, in Come il velo è diventato musulmano, Milano, R. Cortina, 2015, pp. 149-194.

2 – J. L. Nancy, Il ritratto e il suo sguardo, Milano, R. Cortina, 2002. Si veda anche J. L. Nancy (a cura di), L’altro ritratto, catalogo della mostra MART di Rovereto, 2013-2014, Milano, Electa, 2013.

3 – Sulla natura deittica dello sguardo e sul suo valore come agente dialogico si veda Hans Belting, I canoni dello sguardo: storia della cultura visiva tra Oriente e Occidente, Torino, Bollati Boringhieri, 2010.

4 – Nei suoi studi sull’intima relazione tra modernità, modernismo e sessualità, Griselda Pollock ci ha insegnato a riconoscere lo spazio urbano fluido della flânerie moderna come un’area interdetta alle donne.
Si veda G. Pollock, Modernity and the Spaces of Femininity, in Vision and Difference: Feminism, Femininity and the Histories of Art, London and New York, Routledge, 1988, pp. 50-90.

5 – Il caso più noto è quello che ha avuto luogo durante la Guerra d’Indipendenza Algerina, testimoniato dagli scatti fatti da Marc Garanger alle donne berbere contro la loro volontà.

6 – E. W. Said, Orientalismo. L’immagine europea dell’Oriente, Milano, Feltrinelli, 2017.

7 – Sviluppato per la prima volta dalla NASA, il materiale è costituito da un sottile foglio di plastica rivestito con un agente metallico, solitamente color oro o argento, che riflette fino al 97% del calore irradiato.
Per questo motivo la coperta isotermica è utilizzata anche per ridurre la perdita di calore corporeo di una persona. Fonte Wikipedia.

8 – F. Carmagnola, Dispositivo. Da Foucault al gadget, Milano-Udine, Mimesis, 2015, p. 38.

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Golden Dark Age BR1 mostra Palazzo Brami

Genesi: Il trittico di Bosoletti dipinto a Bonito

15/05/2018

Chiudi gli occhi. Sono io la luce.
Cammina sulle mie macerie. Sono il fuoco che le ricostruisce.
Accostati al mio ventre. Sono il cosmo che respira.
Entrami dentro.

Il fuoco è da sempre un elemento simbolico celebrato dall’essere umano come principio di creazione e distruzione, illuminazione e purificazione, un entità tangibile e immateriale capace di mutare e restare simile, la forza primordiale che regola la legge degli opposti, principio vitale che riassorbe tutto ciò che da esso si è generato e che da esso dovrà nuovamente nascere. Giuseppina Ottieri traccia in questo modo i temi cardine di quest’ultima serie di pitture realizzate da Bosoletti a Bonito, cittadina in provincia di Avellino ridisegnata dalla potenza distruttiva di frane e movimenti tellurici.

L’artista Argentino, invitato dal Collettivo Boca, ha realizzato tre distinte pitture che hanno nel fuoco il loro tema cardine e che insieme formano un’unica evanescente figura.
In ciascuna sezione “Genesi” si rifà ad un aspetto simbolico del fuoco. Troviamo il ventre femminile come rappresentazione dell’universo, il nucleo di energia vitale, le mani che porgono l’oro liquido ovvero la scintilla vitale presente in tutte le cose e infine gli occhi che ci invitano a seguire quel tenue filo luminoso che guida le esistenze di ciascuno di noi nel mondo.

Photo Credit: Antonio Sena

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Bosoletti Bonito Collettivo Boca

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

14/05/2018

La Delimbo Gallery di Siviglia ha da poco aperto “Blind Spot” una nuova mostra con le opere di Jeroen Erosie e Stephen Smith, due tra i nomi più importanti delle arte astratta contemporanea.

Sia Jeroen Erosie che Stephen Smith sembrano vedere la pittura come un mezzo per un fine, entrambe le ricerche dei due artisti sono caratterizzate da un processo e un risultato finale figlio della somma di tentativi ed errori. I due accolgono la sorpresa e l’errore per raggiungere il passo successivo, lavorano in modo spontaneo attraverso un approccio iterativo per raggiungere il risultato desiderato.
Il titolo dello show riflette questo particolare modus operandi sottolineando come per entrambi il dipingere rappresenti un atto visivamente liberatorio nella sua esecuzione e al tempo stesso il risultato di uno specifico stato mentale ed emotivo dove la contemplazione di sé passa attraverso forme ed elementi astratti. In entrambi i casi le vari fasi di lavorazione delle opere risultano ancora visibili nel risultato finale, sottolineando come il processo sia prezioso quanto il risultato ottenuto.

La mostra ospita una selezione di opere recenti di entrambi gli artisti, dipinti su tela, disegni su carta e collages, tutti realizzati per quest’occasione.
Per tutti coloro che nei prossimi giornisi troveranno a Siviglia c’è tempo fino al 9 Giugno per andare a darci un occhiata di persona. Una volta terminata la mostra verrà spostata nella sede di Madrid della Delimbo gallery, uno spazio espositivo situato sulla centralissima Doctor Fouquet ovvero la principale arteria artistica della capitale spagnola.

Delimbo Gallery
I Pérez Galdós 1 acc
41004 Sevilla

Photo Credit: The Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Blind Spot: La mostra di Jeroen Erosie e Stephen Smith da Delimbo Gallery

Il murale di JOYS a Mantova per Without Frontiers Lunetta a Colori

14/05/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con Without Frontiers Lunetta a Colori. Il festival curato da Simona Gavioli e Giulia Giliberti in collaborazione con l’Associazione torinese Il Cerchio e le Gocce torna con una nuova edizione inaugurata nei giorni scorsi da JOYS. La rassegna di arte pubblica, che si svolge a Mantova all’interno del quartiere Lunetta, è parte dei progetti legati a Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 e del festival Mantova Cambia promosso dal Comune di Mantova.

Questa prima pittura, a cui seguiranno tutti gli altri interventi dal 18 al 24 giugno 2018, ha visto JOYS trasformare la facciata esterna del palazzo di Viale Piemonte situato all’ingresso del quartiere.
Intitolata “TSUNAMY” l’opera è un murale di 826 mq (seconda opera più grande fin qui dipinta dall’artista) pensato per dialogare sia con la particolare architettura dell’edificio sia con gli elementi naturali presenti nei pressi dello stesso. Il titolo è invece legato ad un evento verificatosi durante l’ultimo giorno di lavoro quando, con l’artista sull’elevatore intento a terminare l’opera, cadde un bidone di colore turchese schizzando la pavimentazione e un anziana signora.

Photo Credit: Rosy Dennetta

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

JOYS Mantova Lunetta Without Frontiers Lunetta a Colori

Il murale di Crisa ad Atene

12/05/2018

Invitato a prendere parte all’Athens Street Art Festival Crisa ha da poco realizzato una nuova pittura sulla facciata esterna di una scuola pubblica alla periferia di Atene.

L’Athens Street Art Festival è un festival di arte urbana senza scopo di lucro, privo di sovvenzioni e aiuti da parte del governo che viene portato avanti da volontari e appassionati. L’obiettivo è quello di promuovere la coscienza, l’azione e il cambiamento sociale attraverso l’arte e il lavoro degli artisti e pensatori coinvolti.
Fondato una decina di anni fa e curato da Andreas C Tsourapas, il festival ha ospitato più di 170 artisti da tutto il mondo, dipinto 8 di quartieri di Atene imponendosi come uno dei festival d’arte urbana più grandi al mondo.

Per questa sua ultima pittura Crisa si è ispirato alle discariche e alle città abbandonate dove la natura si è risvegliata riappropriandosi e recuperando il proprio spazio. L’opera è caratterizzata da un intreccio di tubi, corde e geometrie mescolate ad una varietà di elementi organici e naturali che formano una vera e propria foresta urbana. Il colore blu è ispirato alla bandiera della Grecia mentre il giallo è il colore maggiormente presente in questa zona di Atene.

Photo Credit: Athens Street Festival

Federico Carta Crisa Atene

Federico Carta Crisa Atene

Federico Carta Crisa Atene

Federico Carta Crisa Atene

Federico Carta Crisa Atene

Federico Carta Crisa Atene

Federico Carta Crisa Atene

Fabio Petani a Imola per il progetto T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti)

11/05/2018

T.A.G. (Torri, Arte e Graffiti) un progetto d’arte pubblica nato dalla collaborazione tra il Gruppo Hera e l’Associazione Noigiovani già organizzatrice del RestArt – Urban Festival. In questa prima fase la rassegna realizzerà una serie di pitture su 8 differenti torri dell’Hera sparse per la città di Imola. L’obbiettivo è quello di valorizzare il territorio imolese con l’arte e la cultura attraverso il lavoro di artisti provenienti da tutta Italia. Tra gli artisti coinvolti c’è anche Fabio Petani che ha da poco terminato di realizzare una nuovo intervento su una grande torretta situata sul lungo fiume in Via Graziade.
“Germanium & Rubus Villosus”, titolo dell’opera, ha visto Fabio Petani modificare completamente la percezione della struttura. L’artista ha infatti proposto una delle sue tipiche composizioni naturali qui caratterizzata da un uso intensivo di tonalità differenti su diversi livelli, forme naturali e veri e propri ‘strappi’.
Prima di scoprire gli altri artisti partecipanti al progetto, vi lasciamo agli scatti e al bel video recap, dateci un occhiata!

Photo Credit: The Artist

Fabio Petani TAG Festival Imola

Fabio Petani TAG Festival Imola

Fabio Petani TAG Festival Imola

Fabio Petani TAG Festival Imola

Fabio Petani TAG Festival Imola

Fabio Petani TAG Festival Imola

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless e Nelio in mostra da Plastic Murs

10/05/2018

Lo spazio espositivo Plastic Murs di Valencia ospita in questi giorni “R.P.M.” una nuova mostra collettiva con le opere di 108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless e Nelio.
Il titolo dello show è un riferimento ai Rotoreliefs realizzati da Marcel Duchamp nel 1935 in occasione della Concours Lépine inventor’s. Il famoso artista realizzò un set di 6 dischi a doppio lato pensati per essere girati su un grammofono con una velocità di 40-60 rpm. Il lavoro poneva l’accento sulle illusioni ottiche e in particolare sull’arte meccanica poiché i dischi bidimensionali quando girati alla gusta velocità creano un’illusione di profondità.

Alla base di questa collettiva l’idea quindi di guardare al processo creativo come una sorta di rotazione, come un gioco che parte dalle pareti delle città ai muri della galleria muovendosi da un lavoro ad un altro e viceversa. Osservate nel loro complesso le opere appaiono in crescendo e legate tra loro in un unico percorso in che trova la sua ragione d’essere nelle differenti manipolazioni delle forma proposte dagli artisti. Dalle figure nere e organiche di 108 alle sculture con gli inserti iridescenti presentati da Arnaud Liard, passando per i vividi lavori con il pennarello di Nelio e le strutture reticolari dei Graphic Surgery, che si strutturano e saturano pezzo dopo pezzo, e terminando con la ricerca sul cerchio tipica dell’immaginario di Moneyless.

Lo show è quindi caratterizzato da una serie di opere su carta, su tela e assemblaggi in legno per un totale di 23 pezzi in piccolo formato. Da osservare nel loro complesso e da diversi punti di vista, i lavori sono tutti caratterizzati da una ripetizione di elementi e forme differenti e da un processo creativo legato ad una idea di costruzione continua.
Se vi trovate in zona potete andare a dare un occhiata alla mostra fino al prossimo 15 di Giugno, nel frattempo in galleria un ampia selezione di immagini dell’allestimento.

Plastic Murs
Calle Denia, 45
46006 Valencia

Thanks to The Gallery for The Pics

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

108, Arnaud Liard, Graphic Surgery, Moneyless, Nelio in mostra da Plastic Murs

La residenza di Eltono per PALMA Festival

10/05/2018

L’ultima edizione del PALMA Festival di Caen ha visto tra gli artisti coinvolti Eltono che ha trascorso 15 giorni in residenza nella cittadina Francese. Il grande artista ha realizzato due distinti progetti come consuetudine caratterizzati da un approccio sperimentale e dall’esigenza di dialogare in modo personale con la città e con le sue peculiarità.

“Le Pavillon” è il luogo in cui si è svolta la residenza e dove Eltono ha mostrato i risultati dei suoi esperimenti in strada. La struttura è situata sulla punta della penisola di Caen, una zona al centro di una enorme trasformazione urbana e caratterizzata dalla presenza del porto turistico di St. Pierre Bassin, del Canale Caen à la Mer, del fiume Orne e del canale Victor Hugo. Le costruzioni moderne, le vecchie fabbriche, gli edifici abbandonati sono mescolati con aree verdi e terreni abbandonati che rendono la zona uno spazio aperto, ben definito e perfetto per il vagabondaggio aleatorio.

Tourbillon è il primo progetto realizzato da Eltono. L’artista attraversando il fiume Orne sull’Orne-Boom, una struttura costruita nel 1908 per regolare la marea, ha notato la presenza di alcuni vortici molto potenti dove i detriti rimangono imprigionati. L’artista ha deciso di gettare all’interno di questi alcune opere per vedere cosa sarebbe successo. A distanza di 5 giorni e con qualche difficoltà ha poi deciso di riprenderle e riportarle nello spazio espositivo.
Il secondo progetto è invece una nuova incarnazione di uno dei suoi più famosi esercizi: Random Routes.
L’artista ho definito 23 punti chiave attorno all’area con l’obiettivo di camminare da un punto all’altro scegliendo a caso quello successivo. Tutti i percorsi iniziano e terminano in uno specifico punto, a variare infatti sono 10 e differenti intersezioni all’interno del percorso.
Il risultato di ogni passeggiata ha generato un progetto che è stato poi convertito in alcune sculture in legno lavorate con il laser presso il Dôme Fablab. Eltono ha tracciato 11 percorsi mentre altri 6 sono stati realizzati dai partecipanti al workshop con Fablab. Ogni scultura, dipinta ed esposta presso Le Pavillon, rappresenta una passeggiata di circa 30/40 minuti su una distanza di 2 e 3 km.

Photo Credit: The Artist

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

Eltono Palma Festival

NeSpoon per il Museo delle Belle Arti e del Merletto di Alençon in Francia

09/05/2018

NeSpoon è stata recentemente invitata dal Museo delle Belle Arti e del Merletto di Alençon in Francia ha realizzare un nuova murale sulla facciata esterna della struttura.
L’autrice da anni porta avanti una ricerca interamente basata e ispirata all’antica arte del merletto che proprio nella cittadina Francese trova una delle sue più importanti incarnazioni. Con una lunga tradizione il merletto ad ago di Alençon è stato infatti nominato dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.
Oltre a presentare alcune splendide collezioni di merletti con una panoramica sulla produzione Francese, Italiana e Fiamminga, il museo ospita al suo interno alcuni dei più importanti prodotti locali legati al punto di Alençon.
NeSpoon per il motivo di questa sua ultima pittura si ispirata al design delle artiste Francesi Brigitte Lefebvre e Thérèse Lemoine realizzando una nuova pittura che va ad inserirsi alla perfezione all’interno degli elementi architettonici dell’edificio.

Photo Credit: The Artist

NeSpoon Street Art Musée des Beaux-arts et de la Dentelle

NeSpoon Street Art Musée des Beaux-arts et de la Dentelle

NeSpoon Street Art Musée des Beaux-arts et de la Dentelle

NeSpoon Street Art Musée des Beaux-arts et de la Dentelle

NeSpoon Street Art Musée des Beaux-arts et de la Dentelle

LIVELLI: La terza edizione della mostra di opere serigrafiche da Varsi

09/05/2018

La Galleria Varsi di Roma ospita in questi giorni la mostra serigrafica “Livelli” in collaborazione con Arturo Amitrano di 56Fili.
La mostra rinnova la collaborazione con l’artigiano romano proseguendo quell’indagine su questa tecnica di stampa antica avviata durante le due precedenti edizioni. In questo caso lo show si concentra sulle possibilità tecniche della stampa serigrafica con l’obbiettivo di far emergere le opere in modo unico. L’idea è quella di utilizzare medium differenti e in modo non tradizionale per avvicinarsi alle diverse esigenze di ciascun artista attraverso una ricerca e uno studio specifico e orientato ad ottenere opere originali create direttamente durante le fasi di stampa e non semplicemente riprodotte. 108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz si sono quindi confrontati con carta, tessuti, plexiglass e film lenticolare.

Le opere di 108 sono caratterizzate dallo stesso approccio che l’artista utilizza durante la creazione delle sue opere. Egli ha lavorato attraverso mascherature, disegno a mano libera su carta patinata lucida e spray su schermi tipografici creando una serie di dittici legati tra loro in maniera formale e materiale poiché le tracce lasciate dal colore sulla matrice del primo lavoro divengono la base per la costruzione del secondo.

I Graphic Surgery hanno creato due produzioni strettamente legate ai temi cardine della loro ricerca artistica basata sulla decostruzione minimale (Decrement) e su complesse opere multistrato (Increment). Le possibilità di stampa serigrafica sono espresse in sei soggetti, tradotti in ottanta opere uniche capaci di provocare una molteplicità di variazioni sullo stesso tema che si differenziano per colore e complessità compositiva.

Sten & Lex hanno lavorato per la prima volta con il film lenticolare. Utilizzato nella grafica pubblicitaria il materiale è stato qui gestito con la tecnica di stampa serigrafica offrendo la possibilità al duo romano di sperimentare soluzioni originali e suggerendo al tempo stesso nuovi input e idee basate sulle dinamiche peculiarità di questo particolare materiale.

Tellas si è invece confrontato con il tessuto. L’artista partendo da colori neutri ha realizzato varie sfumature di colore e soggetti differenti incollandoli e cucendoli su parti di tessuto che una volta combinati hanno generato i differenti lavori. La diversa composizione dei tessuti e la varietà di forme ed elementi presenti al loro interno forgiano una mosaico di colori, figure e forme tutti riconducibili all’immaginario dell’artista.

La tecnica serigrafica di Zedz è sviluppata partendo da una singola matrice in cui, a ciascun passaggio di stampa, una singola sezione del soggetto emerge attraverso le maschere. I suoi lavori si differenziano per l’utilizzo di carta e plexiglass sovrapposti in composizioni che possono raggiungere fino a quattro differenti livelli. È bene sottolineare l’importanza degli esperimenti su grande formato, una novità per la produzione serigrafica dell’artista.

La mostra è infine impreziosita dalle collaborazioni con Alice Siesto e Matteo De Santis, che hanno curato le proiezioni video e percezioni audio, e Libri Finti Clandestini di Milano che ha creato una serie di venti libri d’artista interamente realizzati con materiali di scarto provenienti dalla produzione serigrafica. La mostra sarà visibile fino al prossimo 27 di Maggio.

Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta 38
00186 Rome, Italy

Photo Credit: The Blind Eye Factory

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

108, Graphic Surgery, Sten & Lex, Tellas e Zedz Livelli Galleria Varsi Roma

Flickering Lights: L’ultima installazione dei Quintessenz

08/05/2018

Il duo tedesco Quintessenz, formato da Thomas Granseuer e Tomislav Topic, ha recentemente realizzato una nuova installazione all’interno della Panorama Fashion Week di Berlino.
Lo stile dei Quintessenz affonda le sue radici nella cultura dei graffiti, gli artisti attraverso gli studi accademici presso l’Università di scienze e arti applicate di Hildesheim portano avanti una personale ricerca caratterizzata da una spiccata sensibilità per il colore. Il duo si muove agilmente tra pittura e installazione, strizzando l’occhio all’architettura e guardando allo spazio come ispirazione fondamentale. Le loro opere interagisco infatti con l’ambiente circostante veicolando nuove e inaspettate percezioni nello spettatore.

L’installazione “Flickering Lights”, la più grande fin qui realizzata dal duo, è caratterizzata da 3000 metri quadrati di tessuto, colorato con circa 800 litri di vernice, per 34 differenti tonalità di colore che mutano e variano in base alle diversi condizioni di luce. Sospesa nello spazio, l’opera invita lo spettatore in un viaggio digitale dove le differenti percezioni diventano parte di una esperienza soggettiva.

Photo Credit: The Artists

Quintessenz Installation Panorama Fashion Week Berlino

Quintessenz Installation Panorama Fashion Week Berlino

Quintessenz Installation Panorama Fashion Week Berlino

Quintessenz Installation Panorama Fashion Week Berlino

Quintessenz Installation Panorama Fashion Week Berlino

Quintessenz Installation Panorama Fashion Week Berlino

Quintessenz Installation Panorama Fashion Week Berlino

Quintessenz Installation Panorama Fashion Week Berlino

Milu Correch per NUART Aberdeen

07/05/2018

Per NUART Aberdeen l’artista Argentina Milu Correch ha dipinto due murales che si rifanno alla caccia alle streghe del Nord Est della Scozia tra il XVI e l’inizio del XVII secolo. Attingendo a uno degli aspetti più oscuri del ricco patrimonio culturale di The Granite City, il nickname di Aberdeen, l’autrice ha realizzato due differenti interventi come omaggio alle molte donne perseguitate e uccise per aver praticato la “stregoneria” sotto il dominio di Re Giacomo VI.

Nel 1563 fu introdotto in Scozia una legge contro la stregoneria, l’atto stabiliva che nessuna persona doveva “usare qualsiasi tipo di stregoneria, magia o necromanzia, né impegnarsi a comprendere tale pratica”. La pena per essere condannata come strega era la morte.
A seguito di ciò seguirono due periodi di persecuzione delle streghe in Scozia nel 1590 e il secondo nel 1640. La prima persecuzione fu incoraggiata dal viaggio di ritorno di Re Giacomo VI e sua moglie della Danimarca. Il re fu influenzato dalle discussioni sulla stregoneria e sulla caccia alle streghe che erano già iniziate in quel paese, perciò quando il cattivo tempo mise in pericolo il suo convoglio di navi e una fu persa, egli credette che i venti forti fossero causati da alcune streghe riunite nella chiesa di North Berwick e a Copenaghen. A seguito di ciò tra il 1596 e il 1597 si registrarono più alti numeri di persecuzione alle streghe.

Photo Credit: Giulia Blocal

Milu Correch Nuart Aberdeen

Milu Correch Nuart Aberdeen

Milu Correch Nuart Aberdeen

Milu Correch Nuart Aberdeen

Milu Correch Nuart Aberdeen

Milu Correch Nuart Aberdeen

Milu Correch Nuart Aberdeen

Erosion: La mostra di Roberto Ciredz da Magma Gallery

07/05/2018

La Magma Gallery di Bologna ospita in questi giorni “Erosion” una nuova mostra personale di Roberto Ciredz. Con questo show lo spazio bolognese prosegue il suo sodalizio con uno dei nomi di spicco della scena Italiana che per l’occasione ha presentato una nuova serie di opere.

“Erosion” affonda le radici nella terra d’origine dell’artista. La Sardegna con i suoi contrasti paesaggistici, con la sua natura selvaggia, la sua energia, i suoi venti e le sue maree, continua a rappresentare l’elemento cardine della ricerca di Ciredz. Egli rivolge il proprio sguardo alla terra, allo studio della sua conformazione e alle mappe topografiche che divengono tracce e segni che dalla realtà conducono all’astrazione sottolineando quel rapporto mai sopito e anzi mutevole, instabile e per certi versi ingannevole tra uomo e natura.

Servendosi del cemento, della carta, della terra, resina e pietra, Roberto Ciredz in questa nuova personale esprime il proprio punto di vista sul ciclo della vita. Attraverso questi materiali poveri l’artista riflette sul concetto di erosione, su quel processo che precede la perdita e l’annullamento o meglio ancora quel disfacimento materiale di ciò che ricordavamo intatto. L’erosione, la sottrazione di materia, come sinonimo di trasformazione e poetica scoperta.
L’artista concentra la sua attenzione sull’istante successivo dove le forme divengono altro, attraverso nuove combinazioni e nuove amalgame caratterizzate in particolare dalla contrapposizione tra cemento, simbolo del paesaggio urbano e della memoria dell’uomo, e l’inedito utilizzo della resina blu.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 23 di Giugno.

Magma Gallery
Via Santo Stefano, 164
40125 Bologna BO

Photo Credit: The Gallery

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

Roberto Ciredz Magma Gallery Bologna

L’ultima serie di pitture di Seikon in Vietnam e Polonia

05/05/2018

Continuano a seguire con interesse gli sviluppi della ricerca di Seikon, l’artista Polacco ha recentemente realizzato una nuova serie di pitture in Vietnam e in Polonia caratterizzate da nuove ed interessanti sperimentazioni.
La pratica artistica di Seikon è caratterizzata da una personale ricerca sulla forma e sulla linea, l’interprete coniuga forme e volumi irregolari con texture e linee sviluppando composizioni astratte in funzione delle peculiarità dell’ambiente e della superficie di lavoro.
In quest’ultima serie di pitture Seikon ha lavorato unicamente attraverso il bianco e il nero e all’interno di spazi e strutture abbandonate. L’artista predilige qui un approccio meno regolare con forme e volumi frastagliati e non più omogenei, accompagnati da piccole texture basate sulla linea.
Aspettando un confronto con spazi di dimensione maggiore, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata!

Photo Credit: The Artist

Seikon Street Art Mural

Seikon Street Art Mural

Seikon Street Art Mural

Seikon Street Art Mural

Seikon Street Art Mural

Seikon Street Art Mural

EX VOTO la mostra collettiva all’Ex Dogana di Roma

04/05/2018

L’EX Dogana di Roma ospita in questi giorni EX VOTO mostra personale con i lavori di: Andreco, Borondo, Roberto Ciredz, Giannì, Puxeddu, Sbagliato, Scorcucchi, Tellas e Luca Grimaldi.
La totalità degli artisti, ad eccezione di Luca Grimaldi coinvolto in residenza, hanno un personale spazio di lavoro nello STUDIO VOLANTE, la factory situata all’interno dell’EX DOGANA.
Curata dal collettivo EX composto da Loredana Calvet, Silvia Marsano, Francesca Lacroce e con la collaborazione di Tiziano Tancredi, la mostra è pensata per consolidare l’esistenza dello studio e valorizzare il lavoro degli artisti che operano al suo interno. L’intento è quello di avviare una collaborazione interna pensata per promuovere un percorso di auto-sostenibilità e continuità progettuale in parallelo alla nascita di una nuova area espositiva inaugurata per l’occasione.

La mostra ha visto gli artisti riflettere sul concetto di EX VOTO utilizzando come supporto il marmo, un materiale storicamente lavorato nelle botteghe del quartiere romano di San Lorenzo sede dell’EX-DOGANA.
Le assonanze presenti nel titolo della mostra, nel nome del collettivo e del luogo, sottolinea ed enfatizza il senso di questa esposizione. Con la locuzione latina “ex-voto”, traducibile con “a seguito di un voto”, si intende quella pratica comune in ambito religioso di donare un oggetto a seguito di una promessa compiuta.
La mostra è caratterizzata da 27 differenti opere, 3 per ogni artista, pensate come testimonianza di un passaggio e di un segno che resta nel tempo. In occasione dell’esposizione è stata realizzata una pubblicazione (progetto grafico Apotheosi Studio) che affianca la mostra con i testi di Eugenio Massacesi, Francesco Romagnoli, Loredana Calvet, Tiziano Tancredi, Silvia Marsano, Francesca Lacroce. Per chi fosse interessato EX VOTO sarà visibile fino al prossimo 5 di Maggio.

Ex Dogana
Viale dello Scalo San Lorenzo, 10
00185 Roma RM

Photo Credit: Mattia Morelli

ex-voto-mostra-ex-dogana-roma Studio Volante

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ex-voto-mostra-ex-dogana-roma Studio Volante

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ex-voto-mostra-ex-dogana-roma Studio Volante

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ex-voto-mostra-ex-dogana-roma Studio Volante

Il murale di AEC Interesni Kazki a Querétaro in Messico

04/05/2018

Prosegue il tour Messicano di AEC degli Interesni Kazki, l’artista Ucraino ha recentemente realizzato una grande pittura Querétaro come parte dei lavori per il progetto Macromurales.
Intitolata “Year 1531 AD” l’opera è una personale reinterpretazione degli eventi accaduti nel 1531 quando i conquistadores spagnoli arrivarono su queste terre e incontrarono gli Otomi.
Secondo la leggenda gli Otomi accettarono di combattere senza armi per decidere il padrone di queste terre. Durante i lunghi combattimenti erano vicini alla vittoria quando il cielo all’improvviso si fece buio e un cavaliere scese dal cielo con una croce di fuoco decretando la sconfitta del popolo indigeno spaventato dall’eclissi di sole.
Come gli Spagnoli sapessero dell’eclissi rimane tutt’ora un mistero, ma è interessante notare come il cavaliere della leggenda sia in realtà il patrono dei conquistatori: l’apostolo di San Giacomo il Maggiore. Conosciuto anche come Il Moro, protettore degli spagnoli durante la reconquista di Spagna e Portogallo, secondo la leggenda San Giacomo nelle vesti di Santiago Matamoros (Ammazza-mori) e in sella a un cavallo bianco aiutò l’esercito asturiano contro le truppe islamiche durante la battaglia di Clavijo del 844.

Photo Credit: The Artist

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

AEC Interesni Kazki Querétaro Messico Macromurales project

INTREPIDA: La performance di Andreco nell’ex Teatro Verdi di Ferrara

03/05/2018

INTREPIDA è un progetto di riattivazione urbana presentato da Il Mestiere delle Arti sotto la direzione artistica di Andreco. Si tratta di un progetto artistico collettivo nato dal lavoro dei partecipanti al workshop tenuto dall’artista Italiano durante il corso regionale di formazione per giovani creativi tenuto da Il Mestiere delle Arti.
Il Mestiere delle Arti è un percorso di formazione per giovani creativi finanziato e supportato da enti pubblici e dalla Regione e realizzato dall’associazione GA/ER (composta da tutti i Comuni ex capoluogo di Provincia dell’Emilia-Romagna) che ha come finalità la realizzazione di attività̀ per supportare, incentivare e promuovere il lavoro dei giovani creativi della regione attraverso progetti in diverse discipline artistiche.

Se il titolo del progetto è ispirato al Teatro degli Intrepidi, uno dei nomi dell’ex Teatro Verdi di Ferrara, lo scopo è stato la riattivazione temporanea degli spazi da molto tempo inutilizzati dell’ex teatro ferrarese, oggi sede di un cantiere. Le installazioni e le performance realizzate sono state progettate attraverso una ricerca storica e sono ispirate al luogo e alla relazione tra ambiente costruito e ambiente naturale. INTREPIDA vive quindi nella contrapposizione tra ciò che è stato costruito dalla mano dell’uomo e l’elemento naturale che, proprio per la sua stessa indole, tende ad una riappropriazione degli spazi.
Tenutosi nei giorni 13, 14 e 15 Aprile, l’evento si è inserito in un limbo tra la fine del cantiere e l’assegnazione al nuovo gestore degli spazi del ex Teatro. Obiettivo degli artisti è stato quindi quello di interrogare e stimolare i visitatori sui futuri possibili di questo luogo.

PARTECIPANTI:
Barbara Baroncini, Silvia Biavati, Elisa De Nigris, Andrea Dolcetti, Alice Gaddi, Sabrina Gennari, Nicolò Maltoni, Matteo Messori, Amy Su, Francesca Susca.

Ex Teatro Verdi,
Via Camaleonte, 8
44121 Ferrara FE

Photo Credit: Nicolò Mattoni

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

Andreco Intrepida Ferrara Ex Teatro Verdi Performance

As far as the eye can see: La mostra di Alberonero da Magma Gallery

03/05/2018

In questi giorni la Magma Gallery di Bologna ospita “As far as the eye can see” nuova mostra personale di Alberonero. Lo show è parte di una duplice esposizione che ha visto coinvolti sia Alberonero che Roberto Ciredz
Attraverso un personale linguaggio visivo caratterizzato da forme minimali ed essenziali, Alberonero dà forma e sostanza a composizioni geometriche attraverso le quali rileggere lo spazio attraverso il colore. L’artista definisce una personale estetica mettendo in primo piano l’impatto emozionale ed energetico che le interazioni cromatiche hanno sulla forma e di conseguenza sullo spettatore. L’intento è quello di creare una connessione con quelle esperienze soggettive, determinate da immagini residue, illusioni e dejà vu, a cui ciascun spettatore risponde in maniere differente, personale ed automatica stuzzicando differenti percezioni visive attraverso volumi, contrasti e movimenti.
Quel grande insieme emozionale e formale che caratterizza un paesaggio viene tradotto in chiave cromatica per rappresentare quell’istante visibile e immobile. Il colore con i suoi accostamenti diviene sinonimo del visibile così come le interazioni tra singole tonalità stabiliscono le possibili variabili di trasformazione del paesaggio nel tempo.

Le opere presenti in questa nuova personale sono il risultato di un lungo periodo trascorso da Alberonero in Argentina. Qui l’artista è venuto a contatto con una natura incontaminata, con paesaggi sconfinati e avvolgenti, con architetture precarie caratterizzate da uno stile brutalista, con situazioni di vita difficile e con quell’arrangiarsi quotidiano tipico di questi luoghi.
Gli scenari naturali e i paesaggi urbani, assimilati e rielaborati attraverso la formazione in ambito architettonico e la particolare sensibilità artistica, rivivono nei colori delle grandi opere su tele così come nelle installazioni presenti in mostra. Quest’ultime stanno sempre più rappresentando in modo efficace gli spunti e gli sviluppi della ricerca dell’autore che lavora qui con materiali poveri come quelli visti e raccolti durante il periodo trascorso in Sudamerica.
“As far as the eye can see” è il ricordo di un’esperienza spirituale, una testimonianza evidente e concreta. Alberonero ci spinge a guardare oltre traducendo paesaggi in forme geometriche, sensazioni e stati d’animo in colori e accostamenti degli stessi per stabile un rapporto nuovo e differente tra chi osserva e l’opera d’arte.
Lo show sarà visibile fino al prossimo 23 di Giugno, se vi trovate in zona il consiglio è quello di farci un salto! Nel frattempo ampia selezione di scatti nella consueta galleria di immagini.

Magma Gallery
Via Santo Stefano, 164
40125 Bologna BO

Photo Credit: The Gallery

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

Alberonero mostra Magma Gallery Bologna

v

La Forme: La mostra di Zoer da SC Gallery

02/05/2018

La SC Gallery di Bilbao ospita in questi giorni “La Forme”, la prima mostra personale di ZOER in Spagna.
La ricerca di ZOER ruota intorno all’iconografia degli oggetti di uso comune, l’artista guarda a quei manufatti abbandonati che invadono lo spazio pubblico reinterpretandoli attraverso il suo immaginario. Nelle sue produzioni egli presenta oggetti accatastati e logori che rappresentano un momento di transizione tra natura morta e paesaggio. Si tratta di immagini che riflettono la debolezza di una società con bisogni sproporzionati.
In questo contesto le automobili sono uno dei leitmotiv ricorrenti nella produzione di ZOER. Si tratta di un aspetto ereditato dalla passione che l’artista aveva da bambino (dove era solito smontare veicoli per disegnarli in uno stato differente) e maturata in età adulta. L’auto è probabilmente l’oggetto che meglio definisce la complessità e l’accelerazione tipiche del 20 ° secolo sia nei suoi limiti tecnologici che negli impatti sociali degli stessi. L’artista utilizza i veicoli come soggetto sia come supporto vedendo in questi un simbolo della cultura, delle aspirazioni e del desiderio di progresso.

La pratica pittorica di Zoer ruota attorno all’esigenza di mettere in discussione la forma. “La Forme” è quindi anzitutto un momento di riflessione per l’artista che riflette su come la forma sia una nozione che definisce ciò che l’umanità ha ideato, modellato e trasformato.
La formazione come product designer ha indubbiamente amplificato la sensibilità di ZOER verso questo tema, l’artista sottolinea come la forma rappresenti il primo vettore sensoriale.
La mostra e il suo interamente inedito corpo di lavoro sono caratterizzati da una rappresentazione di tessuti e abiti scoloriti e lavati nel tempo contrapposti ad elementi artificiali ed industriali: carrozzerie e ceramiche entrano in risonanza rivendicando la natura contestuale degli oggetti d’uso quotidiano.
Esplorando i dettagli di questi elementi alterati ZOER gioca con il tempo e lo spazio definendo un linguaggio in cui il caos presente nelle immagini è paradossalmente bilanciato dall’accurata rappresentazione degli oggetti. Le forme sono definite dalla spontaneità e da una tendenza all’astrazione dove l’artista dona a questi oggetti un destino differente per guardare al reale sotto un ottica diversa. Sarà possibile visitare la mostra fino al prossimo 7 di Giugno.

SC Gallery
Calle Cortes 4
48003 Bilbao

Photo Credit: The Gallery

Zoer Show Sc Gallery Bilbao

Zoer Show Sc Gallery Bilbao

Zoer Show Sc Gallery Bilbao

Zoer Show Sc Gallery Bilbao

Zoer Show Sc Gallery Bilbao

Zoer Show Sc Gallery Bilbao

Zoer Show Sc Gallery Bilbao

L’omaggio alla working class nella pittura di Axel Void ad Aviá

02/05/2018

Quest’ultimo periodo ha visto Axel Void perlopiù concentrarsi sul lavoro in studio. Negli ultimi due anni l’artista ha infatti lavorato al progetto HOME, un nuovo corpo di lavoro esposto all’interno di una casa residenziale di Wynwood a Miami recentemente demolita insieme ai dipinti come parte del progetto. Se di quest’ultima serie di lavori ci occuperemo nei prossimi giorni, la recentemente pittura realizzata ad Avià segna il ‘ritorno’ dell’artista in strada.
Avià è una piccola cittadina Spagnola situata all’interno della comunità autonoma della Catalogna in Spagna, qui Axel Void ha realizzato una nuova pittura come omaggio alla working class. L’intervento è caratterizzato dalla peculiare sensibilità pittorica dell’artista con la rielaborazione di una fotografia scattata all’interno di una fabbrica.

Photo Credit: The Artist

Axel Void street art Aviá

Axel Void street art Aviá

Axel Void street art Aviá

Axel Void street art Aviá

Axel Void street art Aviá

L’omaggio alla cartografia nell’ultima pittura di Pablo S. Herrero a Salamanca

28/04/2018

Le forme della natura, in particolare quelle dei rami degli alberi, hanno da sempre rappresentato l’incpit delle produzioni di Pablo S. Herrero. L’artista Spagnolo utilizzando il bianco e il nero come uniche tonalità, anche se non sono mancate nel corso del tempo sperimentazioni con diversi colori, traccia dettagliatissime composizioni caratterizzate da una forte interazione con la superfice di lavoro e le sue peculiarità.
Recentemente Pablo S. Herrero ha realizzato una nuova pittura nel quartiere Garrido di Salamanca, l’opera dal titolo “Continent” è un omaggio alla prima mappa del mondo che ha incluso le Americhe e rappresenta un personale tributo dell’artista alla cartografia.

Photo Credit: The Artist

Pablo S. Herrero Street Art Salamanca

Pablo S. Herrero Street Art Salamanca

Pablo S. Herrero Street Art Salamanca

Pablo S. Herrero Street Art Salamanca

Let me help you: La mostra di Cody Hudson da Mini Galerie

27/04/2018

Continuiamo a seguire la programmazione della Mini Galerie, lo spazio di Amsterdam ha da poco presentato una mostra con i lavori di Cody Hudson.
Cody Hudson è un artista di Chicago famoso per il suo lavoro come graphic designer sotto lo pseudonimo di Struggle Inc.. Il suo immaginario è basato su un personale studio sulla forma e sul colore dal quale emergono composizioni spontanee e delicate.
L’artista è interessato ad un utilizzo elementare ed espressivo della forma con l’intento trasformare gli elementi dipinti in una estensione diretta del contenuto poetico della pittura stessa. Negli ultimi tempi ha orientato la propria ricerca verso la scultura, lavorando ad alcune forme colorate e costruite attraverso un sistema totemico.
In “Let me help you” Cody Hudson ha presentato una nuova serie di dipinti, sculture in acciaio verniciato a polvere e un murale di grandi dimensioni dipinto direttamente sulle pareti della galleria.
Se vi trovate in zona lo show sarà visibile fino al prossimo 12 di Maggio, nel frattempo in galleria alcuni scatti dell’allestimento e di alcune delle opere presenti in mostra. Enjoy it.

Mini Galerie
Kinkerstraat 12A
1053 DT Amsterdam

Photo Credit: The Gallery

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

Cody Hudson Mini Galerie Show

La pittura di Crisa nell’ex aereoporto militare di Monserrato

27/04/2018

Nei giorni scorsi Crisa ha realizzato una nuova pittura all’interno dell’ex aeroporto militare di Monserrato a nord est di Cagliari in Sardegna.
La struttura è stata realizzata nel 1918 per ospitare i reparti da addestramento e ricognizione marittima dell’esercito italiano e successivamente chiusa durante la metà degli anni 60’. Successivamente la zona fu interessata da una grande espansione edilizia che ha di fatto cancellato la sua originaria fisionomia. Ad oggi parte degli spazi ospitano una palestra da basket frequentata dalle persone che vivono nel quartiere.

Crisa ha lavorato sulla superfice di un hangar risalente alla Seconda Guerra Mondiali e oggi ricoperto di lamiere arrugginite. Intorno alla struttura si sviluppa un paesaggio variopinto caratterizzato dalle abitazioni del popolo Rom insediato sul territorio da diverse generazioni, una presenza che conferisce al luogo vivacità e colore.
Influenzato dall’ambiente circostante, Crisa ha interagito con la superfice metallica e arrugginita dell’hangar con l’obbiettivo di creare una sorta di habitat. L’opera è caratterizzata da una composizione di tubi pluviali ed elementi naturali che si celano tra le lamiere.

Photo Credit: The Artist

Crisa Cagliari ex aereoporto militare di Monserrato

Crisa Cagliari ex aereoporto militare di Monserrato

Crisa Cagliari ex aereoporto militare di Monserrato

Il murale di Etnik a Trento per il progetto Finestre Urbane

26/04/2018

Nelle scorse settimane Etnik ha realizzato un nuova pittura a Trento come parte dei lavori per il progetto Finestre Urbane.
Finestre Urbane è un progetto di arte pubblica curato da Luca Pichenstein che ha visto durante il mese di aprile Etnik, Mr Fijodor e Dado realizzare tre differenti interventi per le strade della cittadina.
L’artista prosegue nello sviluppo della sua personale ricerca con una nuova composizione caratterizzata da un intreccio di elementi naturali dai quale vediamo emergere alcune forme e volumi.
Le influenze dell’illustrazione e della scenotecnica hanno portato Etnik ha sganciarsi da uno studio puramente estetico delle lettere e ad abbracciare una riflessione sul concetto di città. Egli riflette sul legame tra uomo e spazio urbano e su come questo si sia sempre più isolato all’interno di cattedrali di cemento e mattoni da lui stesso costruite.
Per chi si trovasse in zona la pittura è visibile sul muro del cavalcavia di via Bassano (laterale tangenziale).

Etnik Street Art Trento

Etnik Street Art Trento

Etnik Street Art Trento

Etnik Street Art Trento

Etnik Street Art Trento

Time Gate: La struttura costruita e dipinta da AEC nella giungla di Quintana Roo

26/04/2018

AEC degli Interesni Kazki sta trascorrendo questo periodo in Messico dove ha recentemente realizzato una nuovo progetto all’interno della giungla di Quintana Roo.
Con l’aiuto dei locali l’artista Ucraino ha costruito una vera e propria struttura in mattoni, cemento e sabbia sulla quale ha successivamente realizzato una personale riflessione sul tempo. Intitolata “Time Gate” l’opera è dedicata alla relatività del tempo e ai diversi modi in cui viene percepito.
Per AEC questa differenza è sintomatica dei tempi moderni: molti vivono e lavorano in moderne megalopoli tecnologiche con uno stile di vita molto frenetico, altri in modo lento e semplice e con uno stile di vita vicino a quello dei loro antenati e all’interno di realtà non molto diverse da come apparivano centinaia di anni fa.
Lo stesso artista lavorando nella giungla, con il calore, l’umidità e la compagnia delle zanzare, ha avvertito il tempo in maniera differente, riflettendo su come questa percezione potesse essere alla base della civiltà Maya.

Photo Credit: The Artist

Aec Interesni Kazki Jungle Mexico

Aec Interesni Kazki Jungle Mexico

Aec Interesni Kazki Jungle Mexico

Aec Interesni Kazki Jungle Mexico

Aec Interesni Kazki Jungle Mexico

Aec Interesni Kazki Jungle Mexico

Aec Interesni Kazki Jungle Mexico

Aec Interesni Kazki Jungle Mexico

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Buscando la verdad: Il murale di Jade Rivera a Santiago del Cile

25/04/2018

Barrio Arte è un progetto di arte pubblica a Santiago del Cile promosso da una serie di istituzioni pubbliche come il museo delle Belle Arti, il museo d’Arte Contemporáneo MAC, il museo Artes visuales MAVI e la Galleria di arte Pubblica LIRA con il sostegno di Tuborg. Il progetto prevede la realizzazione di 6 murales su grande scala nel quartiere Bohemio a Santiago del Cile.
Jade Rivera è stato invitato a prendere parte al progetto per il quale ha realizzato un nuovo murale dal titolo “Buscando la verdad”. L’artista Peruviano a distanza di 10 anni torna in Cile dipingendo un opera caratterizzata dalla peculiare poetica pittorica.
Nelle sue opere Jade Rivera si concentra sulla rappresentazione di situazioni della vita quotidiana attraverso un immaginario che abbraccia le emozioni e la spiritualità dell’essere umano. Egli utilizza la strada anzitutto come strumento di comunicazione, stimolando riflessioni oppure sollevando domande sull’esistenza e sulla vita in generale.
Per chi si trovasse in zona, l’opera può essere vista su Merced 390 a Santiago del Cile.

Photo Credit: The Artist

Jade Rivera Barrio Arte Santiago del Cile

Jade Rivera Barrio Arte Santiago del Cile

Jade Rivera Barrio Arte Santiago del Cile

Eltono per Le MUR de St Etienne

25/04/2018

Ormai è da un po’ di tempo che seguiamo le iniziative legate a Le MUR de St Etienne apprezzandone sia la formula quanto la scelta degli artisti selezionati a prenderne parte. Il mese scorso, giusto prima dei Graphic Surgery, il grande artista Francese Eltono è stato ospite del progetto per il quale ha realizzato una nuovo intervento sull’iconico spazio pubblicitario.
Le MUR de St Etienne ogni mese offre ad un artista differente la possibilità di esprimersi all’interno di una superfice precedentemente adibita a spazio pubblicitario. L’idea è quella di creare un spazio dinamico e mutabile attraverso l’immaginario di alcuni degli artisti più importanti della scena Europea ed Internazionale. Al confronto con una superfice di 3 x 8 metri, Eltono ha presentato una nuova composizione astratta dal titolo “Modo n.°26”.

Photo Credit: Emmanuel Grange

Eltono Le MUR de St Etienne

Eltono Le MUR de St Etienne

Eltono Le MUR de St Etienne

Il murale di Phlegm per NUART Aberdeen

24/04/2018

Nei giorni scorsi Phlegm ha realizzato una nuova pittura per le strade di Aberdeen come parte dei lavori per il NUART Aberdeen di quest’anno. Giunta al secondo anno la rassegna è un estensione del famoso e iconico NUART Festival con sede a Stavanger in Norvegia e sta vedendo in questi giorni alcuni nomi di spessore lavorare per le strade della città scozzese.
Gli eccellenti risultati ottenuti con le sperimentazioni in studio con tecniche incisorie, ne abbiamo parlato qui, stanno occupando la maggior parte del tempo di Phlegm ed è quindi un piacere vedere nuovamente l’artista impegnato in strada.
Al lavoro su questa piccolo parete Phlegm ha elaborato una nuova pittura caratterizzata come sempre dalla presenza degli iconici personaggi. Se quest’ultimi rappresentano i protagonisti assoluti, l’intervento risulta impreziosito da una maggiore interazione con gli elementi architettonici presenti sulla superfice di lavoro, come ad esempio le finestre, incorporati nella composizione finale.

Photo Credit: Giulia Blocal

Phlegm Aberdeen street art Nuart Aberdeen

Phlegm Aberdeen street art Nuart Aberdeen

Phlegm Aberdeen street art Nuart Aberdeen

La mercificazione degli street artists nell’installazione di Biancoshock per Outdoor Festival 2018

24/04/2018

Si rinnova l’appuntamento con l’Outdoor Festival, la rassegna romana dal 14 aprile al 12 maggio apre le porte del ex Mattatoio di Testaccio con una nuova edizione.
Il 2018 è l’anno europeo dedicato al Patrimonio Culturale ed “Heritage”, ovvero il Patrimonio, è il tema centrale dell’Outdoor Festival 2018. Le differenti discipline artistiche del festival quest’anno indagano sulla cultura popolare di oggi attraverso diversi percorsi pensati per porre lo spettatore al centro dell’esperienza artistica e rendendolo di conseguenza protagonista.
Curati da Antonella Di Lullo e Christian Omodeo i percorsi del padiglione arte (Disobedience, Lightspeed, Retromania e Total Recall) sono interamente realizzati dal collettivo di architetti romani Orizzontale e risultano caratterizzati da differenti interventi di artisti italiani ed internazionali.

La line-up di Disobedience vede coinvolti Paolo Buggiani, Mathieu Tremblin, Berlin Kidz, Wasted Rita e Biancoshock, artisti di diverse generazioni accomunati dalla comune volontà di lottare e sognare un mondo diverso e capace di non riprodurre gli errori del passato, da una disobbedienza capace di ricercare quelle discontinuità legate al racconto storico. Per Outdoor Festival Biancoshock ha presentato una nuova e tagliente installazione intitolata “B.Toy”.

L’artista italiano riflette sul successo della street art e su quei meccanismi che stanno rendendo gli artisti degli strumenti economici. Per Biancoshock lo street artist sta sempre più diventando un ‘giocattolo’ all’interno di un mercato interessato all’economia dell’attenzione così come alla vendita di opere d’arte. In questo contesto l’artista diventa un eccellente prodotto a basso costo capace di distrarre, divertire, fare tendenza e attrarre followers e like, il tutto senza grandi pretese economiche e con tempistiche immediate vista l’ampia offerta artistica.
Partendo da questa riflessione B.Toy rappresenta una denuncia su quelli che sono i meccanismi economici alla base del precariato moderno. L’opera, caratterizzata dalla peculiare ironia che da sempre caratterizza le produzioni di Biancoshock, riproduce lo starter kit di un perfetto street artist armato di rullo, bomboletta, secchio e asta.
Il giocattolo imprigionato in scatola diventa il simbolo dell’insoddisfazione dell’artista a cui viene negata la possibilità di sperimentare, di sviluppare il proprio percorso artistico o di farsi portatore di messaggi di difficile assorbimento. L’opera assume le proporzioni di un ritratto per tutti quegli artisti che si guardano allo specchio per rimanere fedeli a loro stessi nonostante la spinta all’omologazione che il crescente successo dell’arte urbana sta imprimendo a ciascuno di loro.

L’intervento rappresenta per noi un occasione per riflettere su alcune questioni legate all’arte urbana: gli artisti stanno davvero beneficiando della grande mole di festival, progetti e pitture murali? In che modo le istituzioni, le gallerie, i media e la necessità di vendere ne stanno influenzando e modificando la ricerca? E soprattutto la grande quantità di offerta artistica presente in questo momento è davvero necessaria o rappresenta un ostacolo/limite alla qualità?

Outdoor Festival – Mattatoio Testaccio
Piazza Orazio Giustiniani, 4
00153 Roma RM

Photo Credit: Alberto Blasetti

Biancoshock Outdoor Fesitval Toy Street Artist

Biancoshock Outdoor Fesitval Toy Street Artist

Biancoshock Outdoor Fesitval Toy Street Artist

Biancoshock Outdoor Fesitval Toy Street Artist

Exucubic Nest: L’ultima pittura di Proembrion a Varsavia

23/04/2018

Un nuovo aggiornamento per Proembrion, l’artista Polacco ha realizzato una nuova piccola pittura a Varsavia dal titolo “Exucubic Nest”.
L’intervento, interamente realizzato con lo spray, ha visto l’artista confrontarsi con una porzione di parete dove ha sviluppato una nuova e iconica composizione. Il risultato finale restituisce un nuovo intreccio di elementi organici basati sulla volontà dell’artista di dare forma e sostanza al linguaggio visivo della natura. Lo sviluppo dell’opera passa quindi per una commistione di elementi astratti, con riferimenti alle strutture parametriche e generative così come al biomorfismo e alla biomimetica, intrecciati e rielaborati da Proembrion attraverso sensazioni e stimoli legati al momento e all’ambiente di lavoro.

Photo Credit: Rabbithearts.photo and The Artist

Proembrion graffiti Warsaw

Proembrion graffiti Warsaw

Proembrion graffiti Warsaw

Proembrion graffiti Warsaw

Proembrion graffiti Warsaw

Proembrion graffiti Warsaw

Proembrion graffiti Warsaw

Proembrion graffiti Warsaw

MP5 per La Cattedrale Immaginata

23/04/2018

Proseguono i lavori all’interno dell’Hangar Rosso Tiepido per La Cattedrale Immaginata, il progetto promosso dall’Associazione Culturale Rosso Tiepido in collaborazione con la Magma Gallery di Bologna.
Obbiettivo de La Cattedrale Immaginata è quello di dare vita ad una chiesa contemporanea con l’intento di proporre un istantanea del movimento urbano attraverso differenti interventi permanenti di alcuni dei nomi più importanti della scena Italiana. Tra questi MP5 che nei giorni scorsi ha terminato di dipingere una nuova pittura intitolata “ONE”.
L’opera è come sempre caratterizzata dall’utilizzo del bianco e del nero come uniche tonalità e da un estetica pulita, essenziale e vicina all’illustrazione, tutti elementi peculiari della pratica artistica dell’autrice Italiana, e vede una serie di corpi nudi e intrecciati intorno ad una apertura centrale.
Tutti i dettagli nelle immagini di lato, se volete approfondire il progetto e vedere gli altri lavori fin qui realizzati vi rimandiamo alla nostra sezione.

Photo Credit: The Artist

Mp5 La Cattedrale Immaginata

Mp5 La Cattedrale Immaginata

Mp5 La Cattedrale Immaginata

Mp5 La Cattedrale Immaginata

Mp5 La Cattedrale Immaginata

Milu Correch per The Crystal Ship ad Ostenda

21/04/2018

Dopo le opere monumentali che hanno caratterizzato le sue ultime uscite, la prima Belo Horizonte e la seconda a Buenos Aires, Milu Correch torna a confrontarsi con spazi di dimensione ridotta. L’artista Argentina nei giorni scorsi si trovava a Ostenda in Belgio per prendere parte ai lavori per il The Crystal Ship Festival di quest’anno.
La pittura riprende i temi che hanno contraddistinto la recente Among Ashes Series: una serie di interventi nati con l’intento principale di destare curiosità e mistero attraverso la rappresentazione di due ragazze con il volto mascherato. Ancora una volta Milu Correch incentiva l’osservatore a interpretare in modo personale le sue pitture servendosi infine dell’ormai iconica automobile arrugginita per suggerire una riflessione sullo scorrere inesorabile del tempo.
Tutti i dettagli nella galleria di fianco al nostro testo ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, l’autrice è infatti tra gli artisti invitati a prendere parte al NUART Aberdeen in Scozia per il quale realizzerà alcuni nuovi interventi.

Photo Credit: Giulia Blocal

Milu Correch Ostend The Crystal Ship

Milu Correch Ostend The Crystal Ship

Milu Correch Ostend The Crystal Ship

Milu Correch Ostend The Crystal Ship

Il murale di Sainer Etam Cru a Munich

21/04/2018

Scale-Munich è un progetto di arte pubblica a Monaco di Baviera in Germania che ha visto alcuni dei nomi più importanti dell’arte urbana internazionale lavorare ad una serie di interventi di grande dimensione.
Tra gli artisti che hanno preso parte al progetto c’era anche Sainer degli Etam Cru, l’artista Polacco ha dipinto un doppio intervento dal titolo “Time moves slow”.
L’opera non solo prosegue lo sviluppo della ricerca pittorica dell’artista ma mette soprattutto in evidenza le sue recenti sperimentazioni. Sainer, come già visto per la pittura realizzata a Ostend, sta rivolgendo la propria attenzione verso un approccio maggiormente pittorico, ricco di effetti di luce ed ombra e capace di evidenziare un maggiore interesse per il paesaggio piuttosto che la figurazione umana che sembrerebbe essere passata in secondo piano.
Curiosi di vedere un eventuale proseguo in questa direzione, che abbiamo accolto con estremo interesse, vi lasciamo agli scatti con i dettagli dell’intervento.

Photo Credit: The Artist

Sainer Etam Cru Street Art Munich Scale Munich

Sainer Etam Cru Street Art Munich Scale Munich

Sainer Etam Cru Street Art Munich Scale Munich

Colectivo Licuado per The Crystal Ship ad Ostenda

20/04/2018

Colectivo Licuado è un duo artistico di Montevideo in Uruguay formato da Florencia Durán e Camilo Nunez. Attivi da cinque anni gli artisti portano avanti una ricerca pittorica legata al realismo e sviluppata in funzione di spunti e riferimenti costanti all’ambiente di lavoro.
Il duo è tra i nomi che hanno preso parte all’ultima edizione del The Crystal Ship Festival di Ostenda in Belgio per il quale hanno realizzato un nuovo e grande murale che rende omaggio alla città e alla sua anima marittima.
Intitolata “El equilibrio” l’opera è una riflessione sull’equilibrio tra la calma e la tempesta in mare attraverso la rappresentazione di due figure femminili. La donna alta e bionda che tende i fili rappresenta la tempesta mentre la seconda mora, seduta e intenta a proteggere un imbarcazione, incarna la calma.
Tutti i dettagli nelle immagini in calce, nella nostra sezione alcuni dei lavori più interessanti realizzati per quest’edizione del Festival.

Photo Credit: wip by Giulia Blocal, final by Henrik Haven

Colectivo Licuado Ostend The Crystal Ship

Colectivo Licuado Ostend The Crystal Ship

Colectivo Licuado Ostend The Crystal Ship

Colectivo Licuado Ostend The Crystal Ship

Colectivo Licuado Ostend The Crystal Ship

Plástico transitable: L’installazione dei Luzinterruptus a Singapore

20/04/2018

Invitati a prendere parte all’I Light Marina Bay Festival lo scorso Marzo i Luzinterruptus sono volati a Singapore dove hanno realizzato una nuova installazione. L’opera prosegue il lavoro di sensibilizzazione portato avanti in questi anni dal collettivo sull’eccessivo utilizzo della plastica.
Per diversi mesi gli artisti hanno raccolto attraverso un bando pubblico prodotti e rifiuti in plastica da alberghi, ristoranti e centri commerciali raggiungendo le 20.000 unità necessarie per la realizzazione dell’intervento.
“Plástico transitable”, titolo dell’installazione, è composta da sette grandi pareti mobili appese ad una struttura situata sotto l’attraversamento dell’Esplanade Bridge, una delle zone più trafficate delle baia. L’opera è strutturato come un vero e proprio tour tra materie plastiche capaci di suggerire un senso di soffocamento e incentivare una presa di posizione circa l’utilizzo della plastica e l’inquinamento.
L’opera è rimasta installata per quattro settimane e una volta smontata i materiali sono stati separati e riciclati.

Photo credit: Colossal Pro

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Luzinterruptus plastic Esplanade Bridge Singapore

Graphic Surgery per Le MUR de St Etienne

19/04/2018

Le MUR de St Etienne vede a cadenza mensile un artista differente occupare gli spazi di un grande supporto pubblicitario a Saint Etienne in Francia.
Tra gli artisti a prendere parte al progetto troviamo i Graphic Surgery che i primi del mese hanno lavorato ad un nuovo intervento. Il risultato è un opera interamente dipinta a mano senza l’ausilio di nastro o di un proiettore e successivamente incollata su una superfice di 3 x 8 metri. Il soggetto è legato alla particolare ricerca del duo formato da Erris Huigens e Gysbert Zijlstra con una composizione in bianco e nero ispirata ai paesaggi industriali ed urbani, ad elementi in acciaio, ponteggi e gru che caratterizzano le città moderne.
Alcune immagini del making of e il bel risultato finale nella galleria di scatti, se vi trovate in zona potete andare a darci un occhiata di persona su Rue du Frère Maras.
Restate sintonizzati sul Gorgo per scoprire i prossimi artisti al lavoro per il progetto Francese.

Photo Credit: Benoit Roche, final by The Artists

Graphic Surgery Le Mur Saint Etienne

raphic Surgery Le Mur Saint Etienne

raphic Surgery Le Mur Saint Etienne

raphic Surgery Le Mur Saint Etienne

raphic Surgery Le Mur Saint Etienne

raphic Surgery Le Mur Saint Etienne

Lucy McLauchlan a Caen per Palma Festival 2018

19/04/2018

L’immaginario di Lucy McLauchlan è caratterizzato da una commistione di influenze antiche, quasi preistoriche, credenze animiste appartenenti ai nostri antenati sviluppate attraverso una spiccata sensibilità grafica modernista. Influenzata dall’art déco, dalla psichedelia e dal naturalismo, l’autrice Inglese lavora servendosi principalmente del bianco e del nero come uniche tonalità. Le sue pitture sono contraddistinte da forme organiche libere in combinazione con tracce pittoriche e sagome umane, quest’ultime sempre meno presenti nel corso del tempo.
Nelle scorse settimane Lucy McLauchlan ha preso parte all’ultima edizione del Palma Festival realizzando un nuovo murale a Caen in Francia. L’artista ha dipinto una nuova composizione organica trasformando completamente la percezione dell’edificio. Tutti i dettagli dell’opera nella galleria di scatti, qui invece potete dare un occhiata a tutti gli interventi realizzati per la rassegna Francese.

Photo Credit: Tomu

Lucy McLauchlan Caen Palma Festival

Lucy McLauchlan Caen Palma Festival

Lucy McLauchlan Caen Palma Festival

Lucy McLauchlan Caen Palma Festival

Lucy McLauchlan Caen Palma Festival

Lucy McLauchlan Caen Palma Festival

An affective bond: Hyuro ad Aberdeen per NUART Aberdeen

19/04/2018

Il NUART Festival anche quest’anno si sposta ad Aberdeen in Scozia con una nuova edizione parallela a quella di Stavanger in Norvegia. Hyuro, tra gli artisti invitati a prendere parte a questo secondo appuntamento, ha realizzato una nuova pittura dal titolo “An