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Abitare: Il nuovo progetto di Gola Hundun

13/12/2018

La ricerca di Gola Hundun ruota attorno ad una riflessione sul delicato rapporto tra l’essere umano e l’intera biosfera. Attraverso il proprio immaginario, fatto di piante, forme ed elementi grafici legati alle forme naturali, l’artista italiano porta avanti un idea di rinnovata armonia tra uomo e natura, un nuovo equilibrio capace di sovvertire i grandi sconvolgimenti apportati alla terra nel corso dei secoli.

Con il suo ultimo progetto dal titolo ABITARE Gola Hundun prosegue lo sviluppo di questi temi evidenziandone nuovi aspetti.
L’artista italiano in questa nuova serie si sofferma sui limiti tra spazio naturale e spazio antropomorfo. Egli sottolinea come l’uomo abbia modificato pesantemente il pianeta per renderlo confortevole attraverso leggi e funzioni diverse, apportando trasformazioni complesse ed articolate che vanno a colpire tutte le altre specie e di riflesso anche la nostra.
L’idea di coesistenza e coabitazione sono infatti state spazzate via dal comportamento dell’uomo: la specie dominante che gestisce ed utilizza tutte le risorse del pianeta non considerando il resto della biosfera. Problemi come il cambiamento climatico, per quanto difficili da ‘toccare’ con mano, rappresentano il perfetto esempio di un rapporto di convivenza ora più che mai inclinato.

ABITARE è quindi una riflessione sul limite dello spazio umano rispetto a quello delle altre specie. L’idea è quella di forzare il confine tra questi due emisferi lavorando all’interno di quegli spazi modificati e costruiti dall’uomo, ora abbondati e riconsegnati alla natura che attraverso una crescita spontanea se ne sta riappropriando.
Gola Hundun ha lavorato all’interno di una vecchia struttura abbandonata nei pressi di Rimini interagendo con alcune rovine che testimoniano la mano dell’uomo, uno spazio occupato non più utile e di conseguenza lasciato a se stesso e restituito al pianeta.
Per l’artista si tratta di un opera d’arte già pronta, il simbolo della frontiera tra spazio umano e naturale, il punto di contatto che testimonia la nostra lotta interiore, secondo una visione razionalista, con la natura.

Photo credit: Tommaso Campana e Johanna Invrea

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

ABITARE Gola Hundun Street Art

Limes: L’installazione di Edoardo Tresoldi per L’Illa Diagonal di Barcellona

12/12/2018

Edoardo Tresoldi ha da poco presentato Limes, una nuova opera pubblica site-specific realizzata per il 25° anniversario de L’Illa Diagonal di Barcellona in Spagna.

L’Illa Diagonal è un edificio progettato dall’architetto Premio Pritzker Rafael Moneo e da Manuel de Solà-Morales. Il complesso si affaccia su Avinguda Diagonal, una delle maggiori arterie della città catalana, ed ha vinto diversi premi internazionali come il FAD Architecture Award nel 1994. L’opera è esposta sulla sua copertura e si estende lungo il punto più alto (56 metri) sfruttandone lo sviluppo angolare.

Limes segna il ritorno per Edoardo Tresoldi alla scultura figurativa e rappresenta una nuova riflessione sullo spazio pubblico. Questo viene visto dall’artista come teatro delle interazioni umane, un luogo dove le percezioni spaziali e gli incontri casuali generano esperienze soggettive nelle persone. L’installazione è quindi pensata come un architettura umana che oscilla tra soggetto e contesto, i volti appaiono e recedono interagendo sia con le forme dell’edificio, sia con lo spazio pubblico in cui si affaccia e infine con il pubblico che si sposta intorno ad esso. A seconda del punto di vista quindi l’opera cambia.

L’installazione è composta da sei volumi trasparenti alti 5,50 metri, disposti lungo il margine della copertura, dai quali emergono altrettanti volti. Se vi trovate in zona sarà possibile ammirare l’installazione fino al 26 gennaio, successivamente l’opera verrà in parte riallestita negli spazi interni dell’edificio.

Photo credit: Roberto Conte

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

Edoardo Tresoldi installation L’Illa Diagonal Barcelona

L’ultima serie di murales di Elian

11/12/2018

Elian nelle ultime settimane ha realizzato una nuova serie di murales rispettivamente a Barcellona in Spagna, Córdoba in Argentina e Fortaleza in Brasile. L’artista argentino è ben noto per le sue composizioni astratte ed anamorfiche con cui riflette e modifica la percezione degli spazi architettonici in cui ha modo di intervenire.

La prima pittura, intitolata ASFIXIA, è stata dipinta negli spazi esterni del Nau Bostik Cultural Center, centro culturale occupato di Barcellona. Qui l’artista non solo ha realizzato un murale ma ha avuto modo di lavorare con alcuni ragazzi della zona e di presentare una piccola esposizione di lavori all’interno del centro.

Il secondo progetto ha visto Elian tornare a dipingere nella sua Córdoba. Maquillaje electrico para momias è una composizione astratta che abbraccia in toto i grandi spazi del 220 Cultura Contemporanea Art Center. Grazie ad una superfice di 2400 metri quadrati si tratta della più grande opera murale fin qui realizzata dall’artista.

Infine l’ultimo progetto, una pittura realizzata a Fortaleza in Brasile come parte dei lavori per l’ultima edizione del Festival Concreto. Per la rassegna d’arte pubblica curata da Narcelio Grud Elian ha dipinto un opera dai toni scuri, un segnale della disfatta politica del Brasile ora guidato da un personaggio particolarmente ambiguo come Jair Bolsonaro.

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Elian Street Art

Gio Pistone a Livorno rielabora il mito della Dea Diana

30/11/2018

Dopo il primo embrionale anno di lavoro legato ad un progetto di rigenerazione urbana all’interno di uno dei quartieri più difficili di Livorno, Uovo alla Pop apre le porte del suo spazio espositivo con un nuovo progetto. La galleria d’arte, curata Valeria Aretusi (architetto), Viola Barbara (poetessa), Giulia Bernini (designer) e Libera Capezzone (pittrice), ha da poco avviato i lavori di Parete Aperta, un festival permanente e itinerante con cui il collettivo contaminerà e lavorerà su diverse zone della città attraverso interventi di arte pubblica, mostre, eventi e incontri.
Ad inaugurare il programma è stata Gio Pistone che, ispirata dal mito della Dea Diana, per l’occasione ha dipinto un murale e presentato una nuova serie di opere presso gli spazi della neonata galleria.

Il nome Diana deriva dal latino Dyos e significa celeste, luminosa, splendente. Diana, anche nota come Ecate negli inferi, Luna o Febea in cielo o Diana interra e Artemide in Grecia, è la dea dei boschi, della caccia e della femminilità, abitava nelle selve guidata dai suoi cani e veniva raffigurata su un carro trainato dai cervi e armata di un arco. Tutto porta a pensare che in tempi più antichi fosse identificata come la Grande Madre.
Diana è stata oggetto di culto nella stregoneria della tradizione italiana ed europea, quella delle streghe era infatti una religione che ha le sue origini molto prima del cristianesimo. Si trattava di un culto matriarcale e panteista affiancato a quello di Diano/Giano, simbolo del principio maschile. La stregoneria rituale così come il culto di Diana rappresentano la forma femminile ed il corpo delle cosiddette streghe, ma anche il potere di contenere, conoscere, non cacciare via e predominare, quest’ultimi aspetti legati invece al potere maschile.

Partendo dalla figura della Dea per il progetto Gio Pistone sviluppa alcuni temi fondamentali della vita e cari alle sacerdotesse di Diana quali la morte, l’amore, la conoscenza, l’amicizia e l’invidia. Si tratta di sentimenti poco trattati dalla scienza e della religione e che, specialmente nell’antichità, trovavano risposte attraverso culti pagani e la stregoneria.
L’artista italiana per la mostra ha quindi presentato una serie di opere che ripercorrono il carattere di Diana e i temi che venivano affidati al suo potere. Il murale invece amplia questi spunti attraverso una contestualizzazione del periodo storico e sociale che stiamo vivendo.
L’opera prende vita su uno spazio circolare, privo di vertici in alto e dall’aspetto misterioso e sacrale. La pittura è una dedica a Diana, la Dea di tutti e delle differenze, un simbolo e ‘scusa’ per parlare di uguaglianza, di bene comune e di accoglienza in un momento in cui queste tematiche appaiono particolarmente minacciate.

Uovo alla Pop
Via Scali delle Cantine, 36
57122 Livorno LI

Photo Credit: Massimaliano Gionti

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Gio Pistone Livorno Diana Uovo alla Pop

Tellas e Imos allo Strike – Spazio Pubblico Autogestito di Roma

29/11/2018

La notte tra il 17 e 18 Ottobre 2002 un corteo di 5000 persone tra studenti/esse, precari/e e migranti attraversa le strade di Roma. Inizia così la storia dello Strike – Spazio Pubblico Autogestito di Casal Bertone a Roma, con uno sciopero e una presa di coscienza che, durante le ore della notte, porta all’occupazione di uno spazio privato e abbandonato da diversi anni. Doveva essere un occupazione dimostrativa di tre giorni ma si è rapidamente trasformata in fucina di idee e progetti aperti a e per tutti e tutte e che vanno avanti da ormai 16 anni.

È in questo contesto che nasce la collaborazione tra Tellas e Imos. La pittura che riporta l’arte urbana e i due artisti all’interno di mura ‘amiche’ piuttosto che in quelle ben delimitate e rigide dei contenitori istituzionalizzati, delle commissioni e più in generale dei muri legali.
La pittura parte dall’idea di miscelare l’estetica e la ricerca dei due artisti in un unico lavoro. Nel risultato finale troviamo quindi sia gli elementi naturali e le forme astratte tipiche dell’immaginario di Tellas, sia le composizioni e colori legati ad un estetica vicina alla psichedelia degli anni ’70 appartenenti al lavoro di Imos, uno dei writers più influenti e importanti degli ultimi 10 anni a Roma, in Italia ed Europa.

Tellas Imos Strike - Spazio Pubblico Autogestito Graffiti Street Art

Tellas Imos Strike - Spazio Pubblico Autogestito Graffiti Street Art

Tellas Imos Strike - Spazio Pubblico Autogestito Graffiti Street Art

Tellas Imos Strike - Spazio Pubblico Autogestito Graffiti Street Art

Tellas Imos Strike - Spazio Pubblico Autogestito Graffiti Street Art

Tellas Imos Strike - Spazio Pubblico Autogestito Graffiti Street Art

Tellas Imos Strike - Spazio Pubblico Autogestito Graffiti Street Art

Uscite: In Transito, il nuovo libro di Guido Bisagni 108

28/11/2018

Dopo mesi di preparazione è finalmente uscito In Transito – 180 drawings from 2009 to 2018 & 17 dreams, il nuovo libro di Guido Bisagni 108 edito dallo studio milanese Press-Press.
Realizzata con estrema cura, l’edizione è composta da 208 pagine interamente rilegate a mano, stampate da Press-Press in serigrafia e risograph su carta Favini presso lo Spazio Florida di Milano. L’introduzione è curata da Dr. Pira mentre il graphic design da Ilaria Pittassi.

Il libro ci offre l’opportunità di vedere da vicino gli ultimi 10 anni di ricerca di uno degli artisti che maggiormente apprezziamo e seguiamo, nonché uno dei nomi di spicco della scena urbana italiana ed internazionale. Guido Bisagni inizia infatti il suo percorso artistico nei graffiti e sul finire del secolo scorso ha sviluppato, sia formalmente che concettualmente, la sua personale ricerca diventando uno dei primissimi artisti post-graffiti europei a lavorare con forme astratte.

In questa nuova uscita 108 raccoglie tutti gli sketch realizzati durante i suoi viaggi in treno nel corso degli ultimi 10 anni. Alla base dei lavori l’idea di scrittura automatica, istinto e spontaneità. Presenti infine i testi di 17 sogni che fungono da collante tra gli aspetti più reconditi, introspettivi, onirici e magici dell’artista e la sua ricerca.

Il libro esce in edizione limitata di 250 copie numerate ed è disponibile per l’acquisto direttamente QUI sullo shop di Press-Press. MUST HAVE!

108 Libro In Transito

108 Libro In Transito

108 Libro In Transito

108 Libro In Transito

108 Libro In Transito

108 Libro In Transito

108 Libro In Transito

108 Libro In Transito

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108 Libro In Transito

108 Libro In Transito

Il murale di Basik nel quartiere La Kalsa di Palermo

28/11/2018

Se c’è una città aperta alle contaminazioni quella è sicuramente Palermo. Nel corso del tempo diverse stratificazioni culturali e influssi internazionali si sono mescolate creando qui una delle esperienze urbane più interessanti al mondo. È in questo contesto che nasce il progetto Pangrel – Arte Meticcia, un esperimento di arte pubblica, promosso dalla Fondazione Federico II e curato da Alessandro Mininno, durante il quale Basik, Camilla Falsini, Rosk, Loste e Ambra Grassi hanno dipinto le pareti di cinque palazzi in Piazza Ventimiglia nel quartiere La Kalsa di Palermo.

Sorta nel X secolo durante il dominio arabo in Sicilia, la Kalsa, il cui nome deriva dalla parola al Khalisa (la pura o l’eletta) è il primo quartiere costruito esternamente alle antiche mura della città. La zona, un area pianeggiante situata in prossimità del porto e dell’arsenale, fu pensata come polo difensivo e politico al di fuori del vecchio centro. Al suo interno era infatti presente la cittadella fortificata alla quale era possibile accedere attraverso quattro porte.
Proprio a causa della sua posizione la zona è rimasta a lungo isolata rispetto alla città medievale sviluppando tradizioni, abitudini e perfino una leggera flessione dialettale frutto della commistione tra cultura araba ed autoctona. Oggi il quartiere è una zona popolare e pittoresca dove si respira la mescolanza di diverse culture.

St. Rosalia aligns to center the image of Palermo è il titolo dell’opera realizzata da Basik per Pangrel – Arte Meticcia. Il murale presenta una figura principale al di fuori dell’inquadratura delimitata dalla parete. Al centro della scena troviamo un insieme di oggetti legati alla simbologia dei principali patroni della città di Palermo appartenenti all’epoca cristina e pre-cristiana.
Nella pentola d’oro troviamo i tradizionali simboli di Santa Rosalia, Santa Cristina di Bolsena, Santa Ninfa, Santa Olivia e Santa Agata, la corona e il vaso sono invece un riferimento al Genio di Palermo, genius loci, emblema e patrono della città.
La composizione di still-life è inserita all’interno di uno spazio nero, verticale, lungo e vuoto ai bordi. Questa scelta, così come quella di inserire la grande varietà di oggetti, rappresenta una metafora sull’abbondanza ‘barocca’ di una terra fertile dove, nel corso dei secoli, molte culture si sono intrecciate ed arricchite a vicenda. Tutto ciò per sottolineare come la città di Palermo rappresenti un esempio unico di integrazione ed inclusività.
Al tempo stesso l’opera, attraverso un secondo livello di lettura, rappresenta una riflessione sui limiti del lavorare su spazi predefiniti quali sono i muri. A differenza di quanto accade su tela o su qualunque altro supporto, qui si crea un gioco di forza tra artista e supporto e l’aver lasciato tutto lo spazio nero alle estremità dell’opera rappresenta una estremizzazione di questo concetto.

Photo Credit: Mauro Filippi e Rori Palazzo

Basik Street Art Kalsa Palermo Pangrel - Arte Meticcia

Basik Street Art Kalsa Palermo Pangrel - Arte Meticcia

Basik Street Art Kalsa Palermo Pangrel - Arte Meticcia

All of a sudden: La mostra di Nelio da Galerie 42b

27/11/2018

La velocità è un vettore dell’astrazione, un potente siero della verità. Offusca la vista, destabilizza il pensiero. Distrugge la nostra capacità di prendere decisioni misurate e ponderate per risvegliare lo slancio nascosto, l’intuizione. Parte da questa idea e premessa All of a sudden, ultima mostra di Nelio da poco aperta presso la Galerie 42b di Parigi.

Negli ultimi mesi l’artista francese ha scelto di rompere con la logica costruttivista che ha interessato la sua produzione fino ad ora orientando la propria ricerca verso un approccio maggiormente intuitivo e spontaneo. Il risultato è un impeto capace non solo di dare continuità al suo lavoro ma soprattutto di cambiarne drasticamente e profondamente l’aspetto.
Per arrivare a ciò Nelio ha adottato un ritmo frenetico di creazione. Lavorando su più dipinti contemporaneamente, passando senza transizione da uno all’altro, utilizzando la velocità come strumento al servizio dell’istinto per contrastare qualsiasi tentativo di premeditazione.

Le opere in mostra rivelano quindi un esito imprevedibile dove l’artista ha lottato contro e per superare se stesso. In questo modo le linee e le forme risultano meno rigide e statiche, le composizioni acquistano una nuova energia, vibrano e saturano lo spazio. È l’inconscio al potere, espressionismo puro.
Nelio si muove tra composizioni impetuose, grezze, nebbiose e minimaliste, gioca con la sovrapposizione e con la saturazione dei colori, lasciando intravedere sia le tracce di raschiature sia quelle degli impasti cromatici utilizzati.
Le visoni astratte dell’artista richiamano paesaggi che corrono dalla finestra di un treno e si trasformano in una successione di linee instabili, forme e colori casuali e sfocati. Quegli stessi paesaggi precipitosi in cui la nostra mente ama perdersi.

Galerie 42b
1 rue Notre dame de Nazareth
75003 Paris

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

Nelio All of a sudden Galerie 42b

NO POVERTY: Il murale di Zed1 a Torino sulla povertà

22/11/2018

La Città di Torino in collaborazione con Lavazza ha deciso di coinvolgere 17 artisti urbani per la realizzazione di altrettanti murales in città. A ciascun artista il compito di reinterpretare i Global Goals delle Nazioni Unite attraverso il proprio e personale stile pittorico.

I Global Goals for sustainable development (Obiettivi di sviluppo sostenibile) sono un insieme di obiettivi promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per il futuro dello sviluppo internazionale. Si tratta di 17 traguardi da raggiungere entro il 2030 tra cui figurano: sconfiggere la fame, garantire una vita sana e un istruzione a chiunque, concretizzare la parità di genere e sconfiggere la povertà.
Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo non è soltanto una questione economica, o almeno non direttamente. Questa può infatti presentarsi attraverso differenti forme e cause scatenanti come le guerre, la fame, l’accesso limitato ad un’istruzione adeguata, le condizioni sociali o culturali, la discriminazione o la mancanza di partecipazione nei processi decisionali. Durante il 2014, 42.000 persone al giorno hanno abbandonato la propria casa a causa di conflitti. Oggi circa 836 milioni di esseri umani vivono ancora in condizioni di estrema povertà, specialmente nei paesi Africani e in quelli dell’Asia meridionale.

La povertà è un tema complesso e ricco di sfaccettature, in NO POVERTY Zed1 ha quindi scelto di non creare una composizione didascalica ma di proporre anzi un opera che avesse bisogno di una lettura approfondita. La pittura, ricca di spunti e di chiavi di interpretazione, tocca infatti tematiche differenti attraverso i consueti toni poetici dell’artista.
Il sole splendente che filtra le nuvole illumina un portafoglio ricolmo di terra dove affiora un bocciolo/personaggio che porta con sé una moneta, una casa e del pane, al contrario delle zone d’ombra dove i fiori appassiscono in un terreno sterile.
Le nuvole rappresentano la guerra, la fame, lo sfruttamento, l’inquinamento, la corruzione e le malattie attraverso diverse rielaborazioni. Ad esempio la corruzione è tratteggiata come un uomo in passamontagna che stringe una valigetta piena di soldi, la mancanza di un’istruzione adeguata diventa un libro rotto, un mitra e del filo spinato rappresentano la guerra e la prigionia, la malasanità è un cartello cadente della croce rossa, così come un palazzo diroccato diventa il simbolo della mancanza di un’abitazione, un rastrello rotto la mancanza di mezzi ed un barile di petrolio per l’inquinamento.
Le mani che sorreggono il portafoglio sono le stesse che si preoccupano di allontanare le nuvole sottolineando come soltanto l’azione consapevole dell’uomo può portare ad un reale cambiamento di rotta.

Zed1 Torino Poverty Lavazza Global Goals

Zed1 Torino Poverty Lavazza Global Goals

Zed1 Torino Poverty Lavazza Global Goals

Zed1 Torino Poverty Lavazza Global Goals

Zed1 Torino Poverty Lavazza Global Goals

Uscite: OZMO 1998-2018

21/11/2018

OZMO 1998-2018 è il racconto in 232 pagine dell’evoluzione Ozmo, di una generazione di artisti e la storia di una avanguardia. L’uscita non solo rappresenta un opportunità per approfondire al meglio il lavoro di uno degli artisti più importanti della scena nostrana, ma è anche un fermo immagine dell’evoluzione e sviluppo, dai graffiti al muralismo, dalle gallerie d’arte ai museo, di una forme espressiva sempre più presente, consapevole e riconoscibile tanto da poter essere letta dal punto di vista sociale, politico ed artistico.

Realizzato con l’art direction di Achille Filipponi ed attraverso la curatela di Francesca Holsenn, Ozmo 1998-2018 è accompagnato da 5 testi critici che trattano altrettanti temi. Illegalità, simbolo, sistema, immagine e rapporto tra pop ed élite, affidati rispettivamente a Pietro Rivasi, Alessandro Benassi, Alessandro Giammei, Cyrille Gouyette e Pierluigi Sacco, indagano il lavoro e la ricerca dell’artista offrendo al contempo una cornice imprescindibile per comprenderne al meglio l’estetica nonché il rapporto e la relazione che ogni suo intervento instaura con l’ambiente e il contesto di lavoro.
Piero Rivasi ci racconta gli albori del lavoro di Ozmo, quando da Writer illegale diventa pioniere della street art italiana, Alessandro Benassi ne analizza la simbologia religiosa, esoterica, archetipica, Alessandro Giammei ne sottolinea il rapporto conflittuale e paradossale col sistema. Cyrille Gouyette propone una interessantissima rilettura del rapporto tra l’opera di Ozmo e la street art stessa attraverso l’uso del potere dell’immagine. Infine Pierluigi Sacco lo inserisce nel dibattito sul senso del nuovo muralismo e del suo rapporto con l’arte tradizionale.

L’uscita, realizzata con il supporto di Artrust e Galleria Pack, è disponibile in pre-ordine sulla piattaforma Crowdbooks in tre differenti versioni (base, limitata, da collezione) e verrà presentata in anteprima in occasione della prima mostra dell’artista in Svizzera dal 25 novembre 2018 al 1 febbraio 2019.

OZMO 1998-2018

OZMO 1998-2018

OZMO 1998-2018

OZMO 1998-2018

OZMO 1998-2018

Non Plus Ultra: L’installazione di Borondo al MACRO ASILO

21/11/2018

N̶O̶N̶ PLUS ULTRA | Gonzalo Borondo a MACRO Asilo

Fino al 25 novembre, Gonzalo Borondo presenta, nel cortile di MACRO Asilo, N̶O̶N̶ PLUS ULTRA, la monumentale installazione serigrafica percorribile composta da cinquantadue lastre di vetro di due metri e mezzo stampate su entrambi i lati. In collaborazione con 56FILIuna produzione Ex Doganaa cura di Chiara Pietropaolipartners Studio Volante.Video © Monkeys VideoLabMusica © Indian Wells

Pubblicato da MACRO – Museo d'Arte Contemporanea Roma su Mercoledì 21 novembre 2018

Il MACRO ASILO di Roma ospita in questi giorni Non Plus Ultra, una nuova installazione di Borondo. Curata da Chiara Pietropaoli e realizzata in collaborazione con lo studio 56Fili di Arturo Amitrano, l’opera è un’installazione praticabile in serigrafia su vetro composta da cinquantasei lastre di due metri e cinquanta centimetri di altezza per ottanta centimetri di larghezza stampate. All’interno di queste coabitano due immagini grafico-pittoriche: una colonna e una figura di spalle con le braccia distese che rimanda all’iconografia della crocifissione.

Non Plus Ultra è una riflessione sul concetto di limite e sul bisogno sacro dell’uomo di varcare la soglia del conosciuto e della logica, di superarsi. Con questo nuovo progetto, che fa eco a quello realizzato per Altrove all’interno del Complesso monumentale del San Giovanni di Catanzaro, Borondo prosegue la personale indagine sul tema del sacro e della natura umana tornado a lavorare su vetro. Dalle opere realizzate con la tecnica del scratching glass fino all’attuale evoluzione l’artista ha infatti trovato in quest’ultimo una materia interessante con cui sperimentare.
La tecnica di Borondo si trova a metà tra pittura ed incisione e vede alla base del procedimento la sottrazione della materia. La vernice viene applicata con pennelli e rulli sul supporto trasparente e poi graffiata via con strumenti appuntiti. Il processo si basa quindi sul concetto di sottrazione, dove l’assenza rappresenta gli elementi del reale, per raccontare una condizione intima che oscilla tra certezza e incertezza, visibile e invisibile.
Per chi volesse vedere da vicino l’installazione sarà possibile farlo dal 16 al 25 novembre all’interno del MACRO ASILO e dal 30 novembre al 30 Dicembre all’interno dell’Ex-Dogana.

MACRO ASILO: 16/11 – 25/11 2018
Via Nizza 138
00198 Roma

EX DOGANA: 30/11 – 30/12 2018
Viale dello Scalo S. Lorenzo, 10
00185 Roma

Photo credit: Giorgio Benni

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Borondo Non Plus Ultra Macro Asilo

Mundane: Axel Void in mostra da Delimbo Gallery

20/11/2018

L’elemento distintivo della pittura di Axel Void è lo storytelling, l’artista attraverso il proprio immaginario si sofferma sugli aspetti culturali e sociali che regolano le interazioni e le abitudine delle persone. Attraverso la pittura, la fotografia, la scultura e l’installazione video, l’artista riflette nei suoi personaggi la condizione umana contestualizzandola attraverso l’idea di memoria collettiva.

La mostra ospitata da Delimbo Gallery prosegue lo sviluppo di questi temi, Mundane è infatti un saggio poetico e filosofico tradotto in linguaggio pittorico. Il punto di partenza della mostra è il significato distorto e l’uso dispregiativo attribuito alla parola mondano. Il corpo di lavoro, composto da una serie di dipinti su tela, animazioni e installazioni, propone infatti di esplorare questa caratterizzazione tratteggiando la vita quotidiana da una prospettiva oggettiva.
La mostra è presentata come un saggio visivo ed attraverso una divisione in sette aree tematiche basate sull’influenza metafisica e sul rapporto con i costrutti che adottiamo nel regolare le nostre vite. I sette temi sono: Conoscenza e Credo, Contesto o Natura, Dialogo / Noi, Tempo, Identità ed Ego, Costrutti sociali e Amore. La mostra sarà visibile fino al prossimo 9 di Febbraio.

Delimbo Gallery
Calle Pérez Galdós, 1
41004 Sevilla, Spagna

Photo credit: Courtesy of Delimbo

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

Axel Void Delimbo Gallery

INCREASE: I Graphic Surgery in mostra da CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea

14/11/2018

Ad un anno dalla sua apertura la galleria CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea di Terni propone SO REAL/UNREAL, un nuovo ciclo di mostre dedicato al reale e all’irreale.
La nuova stagione espositiva continua a lasciare ampio spazio agli artisti coinvolti e rappresenta una opportunità di riflessione su quello che vediamo e viviamo tutti i giorni, ovvero quella conseguenza di emozioni e sensazioni contrastanti capaci di confonderci fino a non distinguere più cosa sia reale e cosa irreale. Ad inaugurare questo nuovo ciclo di mostre il duo olandese Graphic Surgery.

La produzione dei Graphic Surgery è legata e ispirata al paesaggio urbano/industriale ed a tutte quelle strutture funzionali, come ponteggi e gru, che caratterizzano le città. Con INCREASE Gysbert Zijlstra e Erris Huigens espongono le diverse sfaccettature della loro personale ricerca affrontando un tema a loro caro, la densità, attraverso una combinazione di opere recenti ed inedite.
In mostra troviamo quindi sia le opere della serie Decrement che quelle della serie Increment. Le prime sono basate sul concetto di decostruzione, attraverso una ricerca che parte dalla complessità strutturale e arriva al minimalismo, le seconde invece sulla realizzazione di opere multistrato attraverso una ricerca crescente che parte dal minimalismo per giungere al complesso. Il corpo di lavoro risulta costituto da lavori estremamente pieni e altri estremamente vuoti dove la linea viene enfatizzata all’infinito oppure ridotta fino all’impercettibile.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 1 Dicembre.

CRAC – Chiara Ronchini Arte Contemporanea
Via Paolo Braccini 30
05100 Terni

Photo by Alberto Bravini courtesy of CRAC

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Graphic Surgery INCREASE CRAC - Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Cracks in the Soft Spot: Clemens Behr in mostra da Mini Galerie

10/11/2018

La Mini Galerie prosegue la sua programmazione con una nuova mostra di Clemens Behr dal titolo Cracks in the Soft Spot. Si tratta della seconda personale dell’artista berlinese nella galleria di Amsterdam a distanza di 3 anni da Small Works.

Clemens Behr è ben noto per il suo lavoro caratterizzato dall’uso e assemblaggio di materiali, dalla sua inclinazione alla spontaneità e dal desiderio di esplorare lo spazio. L’artista lavora attraverso un approccio site-specific, sia per quanto riguarda le complesse installazioni sia per gli imponenti murales. In entrambi i casi le composizioni riflettono l’ambiente circostante con lo spazio che agisce come elemento determinante all’interno del processo di lavoro.

Per questa nuova personale Clemens Behr propone una nuovo e inedito corpo di lavoro dove le opere sono interamente realizzate con materiale di scarto e da costruzione. L’utilizzo di questa tipologia di materiali è un modo per ripensare e ridefinire l’architettura degli interni, interrompendone la regolarità con cui di solito appare. Le opere si presentano frammentate, al confine tra completezza e incompletezza, come se fossero state rotte o danneggiate, suggerendo una precisa scelta dell’artista. Behr prosegue infatti in questa mostra ad esplorare quel fugace attimo in cui un opera si rompe proprio nel momento del suo completamento.
In galleria le immagini dell’allestimento e delle opere in mostra, se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 1 Dicembre per andare a darci un occhiata di persona.

Mini Galerie
Kinkerstraat 12AH
1053 DT Amsterdam

Photo credit: Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

Clemens Behr Cracks in the Soft Spot Mini Galerie

L’installazione di Gola Hundun come riflessione sullo spazio costruito e sottratto alla natura

08/11/2018

Nell’ambito della rassegna Vie Periferiche curata da Cristallino Artivisive Gola Hundun ha realizzato una nuova installazione in Piazza della Libertà a Cesena.
Intitolata Diramazioni, l’opera è una riflessione sullo spazio costruito e sottratto alla natura e più in generale sull’abitare. L’installazione si rifà infatti alle forme primordiali delle prime costruzioni umane realizzate con materiali naturali.
Il progetto rappresenta un nuovo punto di partenza per Gola Hundun. Restando fedele al proprio lavoro di ricerca legato alla natura e al rapporto tra uomo e biosfera, l’artista sta infatti indirizzando il proprio lavoro nella creazione di strutture con materiali organici all’interno degli spazi urbani. Durante il processo ha invitato i fruitori e i passanti casuali a prendere parte alla costruzione in modo non guidato. L’obbiettivo è quello di una riscoperta legata al primordiale per riavvicinare l’essere umano alla natura attraverso una pratica ormai (quasi) del tutto scomparsa.

Photo credit: Tommaso Campana

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Gola Hundun installazione Cesena Piazza della Libertà Vie Periferiche

Il granaio del cielo non può mai essere pieno: Guerrilla Spam in mostra da USB Gallery

08/11/2018

La USB Gallery di Jesi ospita in questi giorni Il granaio del cielo non può mai essere pieno, prima mostra personale di Guerrilla Spam. Il titolo dello show, un proverbio africano, allude alla parzialità della conoscenza occidentale del continente Africa e più in generale delle culture straniere.

In un periodo dominato dalla xenofobia e dalla paura verso il prossimo Guerrilla Spam si ispira alle parole di Ryszard Kapuscinski e del suo saggio “Ebano“. Per il saggista e scrittore polacco l’Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere, un cosmo vario e ricchissimo chiamato così per pura comodità e denominazione geografica. La mostra è quindi un occasione per proseguire la personale esplorazione e riflessione sulla cultura africana, unendo letture ed esperienze personali per incentivare una visione differente del continente rispetto a quella stereotipata da parte dell’occidente.

Curata da Annalisa Filonzi, la personale assume i connotati di una mostra di politica culturale, un rito e soprattutto un opportunità di apprendimento. Le 13 diverse installazioni in carta e foglia d’oro raccontano storie, riti, usanze ed episodi legati alla tradizione africana per svelare aspetti poco noti e profondi della cultura di un continente con cui stiamo sempre più entrando in contatto.
Educare e stimolare il pensiero critico rappresentano infatti da sempre la base dell’esperienza artistica di Guerrilla Spam, solo attraverso la conoscenza abbiamo l’opportunità di meglio comprendere determinati temi ed argomenti. Da qui la scelta non casuale di utilizzare il colore oro, una prima assoluta che acquisisce valore simbolico, una metafora della luce del sapere e un richiamo all’uso dell’oro nei cieli delle pale medievali, simbolo non solo di potere ma di approccio interiorizzato e spirituale alla conoscenza.

Il granaio del cielo non può mai essere pieno è quindi una mostra per tutti noi, un istante di riflessione in un periodo storico in cui le società sono in crisi, dove l’appiattimento culturale, la globalizzazione, il costante flusso di informazioni, l’individualismo e la diffidenza per il prossimo stanno incentivando il bisogno di rendere simbolica e conservare la propria identità, con una conseguente crisi dell’organizzazione sociale. Lo show rifiuta la paura di una contaminazione, anzi attraverso le storie e gli spunti rielaborati riusciamo a meglio avvicinarci e comprendere culture distanti e diverse dalla nostra, scacciando la paura del diverso e di ciò che non conosciamo. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 18 Novembre.

USB GALLERY
Via mura occidentali, 25a/27.
60035 Jesi

Photo by Renato Gasperini

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

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Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

Guerrilla Spam Il granaio del cielo non può mai essere pieno USB Gallery

The Abstract Painters Gathering: Una conversazione astratta dipinta su muro

07/11/2018

Le collaborazioni tra artisti da sempre fanno parte del DNA di tutto ciò che viene dipinto in strada. Special modo nei graffiti, e di conseguenza nelle diverse e successive forme della pittura in strada, questa tipologia di approccio è figlia della condivisione e del dialogo, della volontà di sperimentare in comunione lasciando che diverse contaminazioni esterne influenzino il processo pittorico. A beneficare di tutto ciò sono gli artisti stessi che attraverso il lavoro congiunto hanno modo di confrontarsi e di conseguenza evolvere e sviluppare la propria ricerca.

Partendo da questi concetti nasce The Abstract Painters Gathering, un evento pubblico per tutti coloro che portano avanti un ricerca pittorica astratta. Il progetto ha visto riunirsi a Berlino diverse personalità per dipingere le pareti della vecchia caserma dei pompieri di Kreuzberg.
Il progetto fa suoi i principi legati alla collaborazione tra artisti differenti, amplificandone però gli intenti. Vi è infatti volontà di gettare le basi per una vera e propria conversazione pittorica basata sulle differenti e personali espressioni artistiche di ciascuno dei partecipanti.
Ad unire Kidcash, Blazej Rusin, Ludwig Schult, Iaro Kusch, Jack Coyle, Sascha Missfeldt, Daniel Hahn e Johannes Mundinger è senza dubbio una comune matrice astratta riconducibile ai graffiti e caratterizzata da differenti e peculiari ricerche pittoriche.
Il gruppo ha lavorato su uno spazio comune, coniugando le differenti identità attraverso un confronto ed un processo condiviso e spontaneo, lavorando per addizione e sottrazione fino ad arrivare al risultato finale.

The Abstract Painters Gathering

The Abstract Painters Gathering

The Abstract Painters Gathering

The Abstract Painters Gathering

The Abstract Painters Gathering

The Abstract Painters Gathering

Memoria Y Recuerdo: Franco Fasoli JAZ in mostra da Wunderkammern

07/11/2018

La Wunderkammern Gallery ospita in questi giorni Memoria y Recuerdo, prima personale in Italia dell’artista argentino Franco Fasoli JAZ.
A caratterizzare la ricerca dell’artista sono senza dubbio i differenti percorsi accademici intrapresi nel corso del tempo. Gli studi in ceramica, pittura e disegno, uniti a quelli di scenografia, gli permettono infatti di variare tecniche e materiali.
L’uso di diversi mezzi artistici è funzionale a creare dinamismo all’interno delle sue opere, queste infatti ruotano attorno a temi come l’identità, la condizione umana, il conflitto e la dualità. In questo modo Franco Fasoli porta avanti una riflessione sull’esistenza umana, riflettendo ad esempio sul contesto sociopolitico argentino, servendosi di elementi derivanti dalla cultura latinoamericana come la tigre, le maschere o raffigurazioni di lotte in simmetrie compositive.

Allestita negli spazi milanesi della Wunderkammern Gallery, Memoria Y Recuerdo rappresenta una riflessione sul patrimonio monumentale di Buenos Aires. Al centro dello show troviamo infatti una personale riproduzione e rielaborazione della statua presente in Plaza San Martín a Buenos Aires. La statua è dedicata a José de San Martín, eroe nazionale dell’Argentina, Cile e Perù e figura di spicco nell’indipendenza dei paesi sudamericani dalla Spagna.
Franco Fasoli ha percorso insieme alla statua Spagna e Francia per giungere infine in Milano. Proprio il viaggio è al centro di una performance legata alla memorie e alle sue radici, un ricordo condiviso con gli spettatori dello show attraverso alcuni scatti fotografici. Oltre ciò presenti in mostra alcuni collage di medio e grande formato insieme ad alcune piccole sculture in ceramica. 


Wunderkammern Gallery
Via Ausonio, 1a
20123 Milano

Photo by Giulia Girardi courtesy of Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Franco Fasoli Jaz Memoria Y Recuerdo Wunderkammern

Coming Back Is Half The Trip: Geoff McFetridge in mostra da Eighteen Gallery

06/11/2018

La Eighteen Gallery di Copenaghen ospita in questi giorni Coming Back Is Half The Trip, una nuova mostra personale di Geoff McFetridge.

La ricerca di Geoff McFetridge è legata ad una personale riflessione sulla condizione umana. L’artista nei suo dipinti, disegni e sculture esprime concetti che ruotano attorno a temi come l’inizio e la fine, le relazioni o le personali percezioni, fino ad arrivare al trascendentale e l’inconscio. Egli si sporge oltre il loro semplice significato, suggerendo la necessità di una indagine introspettiva in grado di farci meglio comprendere la nostra vita. Tutti questi spunti vengono indagati attraverso una leggerezza visiva e un approccio grafico dove forma e colore risultano essenziali. Proprio l’essenzialità e il consueto utilizzo di tonalità calde sono nuovamente i protagonisti dell’ultima personale dell’illustratore, designer ed artista di Los Angeles.

In Coming Back Is Half The Trip Geoff McFetridge riflette sulla routine e sugli schemi quotidiani attraverso un corpo di lavoro variegato. Presenti in mostra 8 dipinti su tela e una serie di sculture in acciaio verniciato a polvere ispirate ad alcuni animali. Il tutto viene disposto in circolo e risulta caratterizzato da uno sviluppo delle forme verso l’astrazione. La scelta non è casuale ma vuole suggerire quel modo automatico e inconscio con cui spesso approcciamo alla nostra stessa e complessa esistenza. La mostra sarà visibile fino al prossimo 24 di Novembre.

Photo via AM

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Geoff McFetridge Coming Back Is Half The Trip Eighteen Gallery

Escif a Valencia per Greenpeace sulla città sostenibile

06/11/2018

In occasione del World Cities Day 2018 Greenpeace ha chiesto ad Escif di realizzare un murale a Valencia come parte dei lavori di Neopolitan, nuova campagna di sensibilizzazione basata sul concetto di città sostenibile e sulla riduzione dei consumi. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e indirizzare le persone verso un nuovo tipo di consumo responsabile ed etico in modo da cambiare le nostre città e di conseguenza il pianeta.

Il progetto evidenzia ancora una volta la necessità di una trasformazione dei modelli di consumo delle città moderne per invertire il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. Si tratta di temi quanto mai attuali e che, sfortunatamente, non vengono ancora affrontati nel modo giusto.
La città è infatti il principale luogo dove lo persone vivono sul pianeta (in Spagna ad esempio l’80% dei cittadini spagnoli vive già in città) con il conseguente aumento dei consumi di acqua, energia, inquinamento dei veicoli e produzione di rifiuti. Entro il 2050 oltre il 66% della popolazione mondiale vivrà in città e tra queste circa il 15% in metropoli da 10 milioni di abitanti. Leggere questi dati è importante per comprendere sia gli scenari futuri, sia le difficoltà a cui andremo incontro se non iniziamo ad intervenire ora.

Come accade spesso per le opere di Escif le chiavi di letture sono molteplici. Da una parte il murale, dipinto sulla facciata del Barreira A + D Center for Advanced Design Studies, è pensato per suscitare una riflessione sul nostro consumo giornaliero e sul quale tipo di città vogliamo, sottolineando la necessità di immaginare e trasformare le città in spazi più umani, sani, efficienti. Luoghi meno inquinati ed inquinanti. La vida es otra cosa, una delle frasi più utilizzate dall’artista e titolo di quest’opera, sposta però la riflessione ancora più in là.
Escif prosegue anche qui la sua critica alla società moderna, al consumo sfrenato, all’individualismo, al capitalismo senza controllo, ai social network e al modo in cui stanno modificando i rapporti tra le persone. L’artista valenciano accompagna l’opera con un breve testo che ben rappresenta i temi racchiusi all’interno di questa sua ultima fatica:

Acquista molto e buon mercato. Alzati sul lato destro del letto. Mangia, bevi e saccheggia. Consuma le risorse del pianeta senza fermarti, senza voltarti indietro. Accelera. Competi con tutto e tutti. Sii il primo. Guadagna un sacco di soldi. Corri. Grida. Taglia gli alberi, buca le montagne. Cambia cellulare al ritmo di Instagram. Aggiornati! Brucia la macchina sull’asfalto. Abbi più follower che amici. Milioni. Tutti poveri. Sii meglio di chiunque altro a non amare nessuno. Copriti di plastica e brucia il mare. Uccidi tutti i pesci. Non piangere. Nuova giacca. Africa. Dov’è? Salta da un grattacielo perché vuoi andare più in alto. I bambini stanno morendo. Muoiono. Un messaggio sullo schermo. Prendi un bel respiro. Respira.

Per chi volesse vederla dal vivo l’opera si trova su Gran vía Fernando el Católico 69 a Valencia.

Photo courtesy of Greenpeace

La vida es otra cosa Escif Valencia Greenpeace

La vida es otra cosa Escif Valencia Greenpeace

La vida es otra cosa Escif Valencia Greenpeace

Oltremare: Il murale di RUN a Falconara Marittima

05/11/2018

Falconara Marittina è una cittadina marchigiana situata lungo la costa del mare Adriatico nei pressi di Ancona. Qui nei giorni scorsi RUN ha realizzato un nuovo murale di 30 metri dal titolo “Oltremare”.
L’opera, la prima mai realizzata in città, è ispirata ad un disegno dell’artista e vede come protagonisti una coppia di innamorati intenti a guardare verso il futuro mentre indicano il litorale marittimo che così profondamente caratterizza la città.

Photo credit: Courtesy of the artist

RUN oltremare Falconara Marittima

RUN oltremare Falconara Marittima

RUN oltremare Falconara Marittima

RUN oltremare Falconara Marittima

RUN oltremare Falconara Marittima

RUN oltremare Falconara Marittima

MissMe a Bologna per CHEAP sull’autodeterminazione delle donne

31/10/2018

Il collettivo bolognese CHEAP da anni porta avanti progetti d’arte pubblica in cui vengono veicolati, perlopiù attraverso azioni di poster art, temi di interesse collettivo e spesso legati ad argomenti di attualità. Non si tratta di un approccio superficiale quanto piuttosto di un azione diretta e ragionata capace di stimolare una presa di coscienza su tematiche spesso distorte, spesso manipolate e ancora più spesso del tutto assenti dal dibattito pubblico.
È accaduto con VOTA per ME e più recentemente con la serie di poster antifascisti e con il progetto Schegge di Paura. Partendo proprio da quest’ultimo CHEAP riprende il discorso legato all’universo femminile con un nuovo progetto realizzato in collaborazione con il Festival della Violenza Illustrata e che ha visto come ospite MissMe.

MissMe realizza i suoi interventi in strada sviluppando temi legati all’identità di genere, al corpo delle donne, al potere e all’abuso maschile, alla violenza sistematica e ricorrente che si abbatte sui corpi femminili. Per l’artista: “Nascere in un corpo di donna significa farsi carico di un indesiderato fardello, quello del rapporto irrisolto dell’umanità col sesso. Le donne imparano ad adattarsi ad un sistema patriarcale che le colpevolizza per la cattiva condotta maschile. Alle donne viene insegnato di provare vergogna per la propria sessualità, di scusarsi per il potere racchiuso nei loro corpi.”

Il progetto realizzato su Viale Masini, già location di alcuni degli interventi più riusciti del collettivo, vede su uno sfondo rosso sangue susseguirsi i corpi delle ‘vandals’ di MissMe alternati a poster tipografici – realizzati per l’occasione da Benedetta Bartolucci aka Redville – basati sui claims che l’artista ha utilizzato negli anni. Dal suggestivo “I didn’t came from your rib, you cam from my VAGINA”, fino al “Don’t blame women for the misbehavior of MEN”, insieme a “It’s not me, it’s YOU”, passando per il definitivo “FUCK your judgment”. Presenti inoltre alcuni poster in italiano come “Sui nostri corpi, sulla nostra salute, sul nostro piacere DECIDIAMO NOI”, basato sullo striscione che ha aperto uno dei cortei del movimento Non Una Di Meno, e “TACI, ANZI PARLA”, citazione da un libro di Carla Lonzi legata a doppio filo con i temi racchiusi nel movimento #MeToo.

La grande varietà di argomenti affrontati a Bologna da MissMe rappresentano quindi quel vasto insieme di contraddizioni e limiti legati al ruolo e alla visione della donna nella società moderna. L’impatto esercitato dai poster, sia dal punto di vista testuale quanto prettamente grafico, rappresenta un opportunità per una riflessione, sia da parte delle donne che da parte degli uomini, su come la società di stampo maschilista impone la propria visione agli uni e agli altri sulla figura femminile. C’è ad esempio il concetto di un ruolo davvero paritario tra i due sessi, cosi come viene stracciata l’idea di colpevolezza delle donne per il comportamento scorretto degli uomini e di una riappropriazione del potere decisionale su corpo, salute e piacere non più filtrata attraverso sistemi patriarcali o maschilisti.
Si tratta in definitiva di una presa di coscienza energica, a tratti rabbiosa, priva di sconti e buone maniere che vuole ridefinire l’idea stessa di donna partendo da una nuova e diversa premessa di autodeterminazione priva di imposizioni.

Photos by Michele Lapini courtesy of CHEAP

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

MissMe CHEAP Bologna Street Art

SOLAR: La mostra di David Petroni sulle possibilità visive e sensoriali della luce

27/10/2018

La Casa de la Cultura de Vicente López di Buenos Aires ospita fino al prossimo 23 di novembre SOLAR, una nuova personale di David Petroni.
La produzione di David Petroni ruota attorno al colore e alla geometria. Partendo dall’idea che tutto ciò che ci circonda è energia, l’artista sviluppa la propria ricerca attraverso effetti visivi ed ottici dove elementi diversi vengono combinati con l’intento di modificare la materialità degli oggetti con cui interagiscono. La produzione in strada così come quella in studio è quindi basata sulla presenza di elementi geometrici e sull’interazione tra questi e la luce naturale.
La ricerca sull’illuminotecnica ha permesso all’artista di raccogliere questi concetti per sviluppare una nuova serie di opere caratterizzate da formati differenti e da una spiccata interazione con il pubblico. Proprio il sole e la luce, fonti naturali e fondamentali di energia, sono quindi alla base di questa nuova personale.

Il corpo del lavoro di SOLAR si basa sull’immaterialità, sugli effetti e sulle possibilità visive e sensoriali della decomposizione della luce. David Petroni manipola la luce presentando una serie di opere in cui il colore non appare come pigmento o materia ma come irradiazione.
Nel grande ovale presente in sala la luce è scomposta in diversi colori ed è visibile attraverso il suo stesso alone. L’opera ispirata invece ai raggi ultravioletti risulta caratterizzata da piccole forme più complesse e contratte: uno specchio genera un doppio effetto riflettente che produce un illusione ottica che si rifà all’idea di non materialità dei raggi ultravioletti, questi hanno infatti una lunghezza d’onda immediatamente inferiore alla luce visibile dall’occhio umano. Lo show è completato da una serie di lavori in acrilico che emergono letteralmente dal muro. I colori simboleggiano differenti livelli di temperatura e i giochi di luce ed ombra permettono al visitatore di interagire con l’opera simulando il passaggio del sole e trasformandone di conseguenza il colore.

Casa de la Cultura de Vicente López
Ricardo Gutiérrez 1060, Olivos
Buenos Aires, Argentina

Photo courtesy of the artist

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

David Petroni Solar Casa de la Cultura de Vicente López

Le Volet Jaune: La mostra di Jean Jullien da ENCORE sul concetto di framing

26/10/2018

L’ultimo progetto di ENCORE ha coinvolto l’artista, illustratore e visual artist francese Jean Jullien in un personale intitolata Le Volet Jaune. ENCORE è un piccolo spazio espositivo e creato dal team della Alice Gallery di Bruxelles che presenta il lavoro di creativi, artisti, designer, editori e musicisti appartenenti a diversi ambiti. Le mostre e gli eventi non sono programmati ma seguono una logica legata alla spontaneità, l’obbiettivo è infatti quello di sperimentare diversi modi di promuovere l’arte in tutte le sue molteplici forme.

Alla base di Le Volet Jaune una serie di dipinti su tela intitolati The Yellow Shutter e incentrati sul tema del framing, un concetto questo quanto mai importante per capire le dinamiche legate all’informazione e ai media odierni.
Il framing è un processo di influenza selettiva sulla percezione dei significati che un individuo attribuisce a frasi o parole. Può essere interpretato come una ‘cornice di senso’, capace di incoraggiare o scoraggiare interpretazioni differenti in base a come viene presentato un concetto. Lo stesso messaggio infatti può essere espresso in termini positivi o negativi (es. la carne di manzo è per l’70% magra oppure la carne di manzo è per il 30% grassa) e se il contenuto è lo stesso a variare è il punto di vista, il lato che si sceglie di mettere in evidenza.

Partendo da questa idea Jean Jullien propone una serie di lavori in cui le immagini sono prive di protagonisti in primo piano. Le opere sono infatti caratterizzate da un visione legata al punto di vista dello spettatore. Attraverso un gioco di ricerca tra osservatore e soggetto della tela, l’artista manipola la percezione di chi osserva rivelando un filtro tra due mondi.
Le opere rappresentano un opportunità di riflessione sull’effetto framing che così fortemente limita la nostra visione del mondo. L’artista ci catapulta all’interno di uno spazio immaginìfico e in grado di mostrarci una cornice più ampia e di conseguenza una interpretazione più ricca. La mostra sarà visibile fino al prossimo 27 di ottobre.

ENCORE
Rue de Flandre 91
1000 Bruxelles, Belgio

Photo courtesy of The Gallery

Jean Jullien Le Volet Jaune ENCORE Bruxelles

Jean Jullien Le Volet Jaune ENCORE Bruxelles

Jean Jullien Le Volet Jaune ENCORE Bruxelles

Jean Jullien Le Volet Jaune ENCORE Bruxelles

Jean Jullien Le Volet Jaune ENCORE Bruxelles

Jean Jullien Le Volet Jaune ENCORE Bruxelles

Jean Jullien Le Volet Jaune ENCORE Bruxelles

Jean Jullien Le Volet Jaune ENCORE Bruxelles

NEUDECO: James Reka da Vertical Gallery esplora e reinterpreta l’Art Déco

25/10/2018

La Vertical Gallery di Chicago ospita in questi giorni NEUDECO, una nuova mostra personale dell’artista e muralista australiano James Reka. Lo show è ispirato all’Art Déco attraverso una personale esplorazione e reinterpretazione di un’estetica fortemente presente a Chicago durante la prima metà del novecento.

L’Art Déco, il cui nome deriva dalla sintesi della dicitura Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes tenutasi a Parigi nel 1925, non è propriamente un movimento artistico ma viene definita come un fenomeno del gusto, sviluppatasi in Europa a cavallo tra il 1919 e il 1930 e negli Stati Uniti fino al 1940, che riguardò le arti decorative e visive, l’architettura e la moda.

Nell’idea dell’artista berlinese NEUDECO è una versione moderna del glamour dell’epoca Art Déco unita ad alcuni elementi tratti dai colori, dalle architetture e dalla cultura dell’Isola di Malta. La genesi di questa nuova personale è quindi legata a due distinte e divergenti fonti di ispirazione, due stili culturali combinati in una reinterpretazione contemporanea e rivisitata dell’Art Déco attraverso una tavolozza di colori e forme lineari ispirati ai tre mesi di residenza maltese dell’artista.

La mostra si sviluppa attraverso un costante equilibrio tra vecchio e nuovo, passato e presente ed è composta da una combinazione di tele e da una collezione di sculture dipinte in acrilico. Il costante gioco di trame e il posizionamento simbolico della figura femminile permette a James Reka di esplorare l’estetica dell’Art Déco e della metropoli statunitense in modo personale.
Il corpo di lavoro risulta infatti caratterizzato dall’utilizzo di elementi duri, riconducibili alle architetture di Chicago, a contrasto con linee più morbide e ispirate a forme femminili sia in costume che in figura. Queste imitano statue e sculture in pietra e sono impreziosite da una precisa scelta tonale. Da una parte una palette di colori tenui che riprendono quelli delle arenarie maltesi, dall’altra una scala grigio, blu e nero a contrasto ispirata all’epoca del proibizionismo. Per migliorare ulteriormente la localizzazione del corpo del lavoro, James Reka ha infatti scelto di denominare i pezzi con i nome dei famosi underground bar che hanno prosperato a Chicago durante gli anni ’20. La personale sarà visibile fino al prossimo 27 di ottobre.

Vertical Gallery
1016 N Western Ave
IL 60622 Chicago Stati Uniti

Photo courtesy of The Artist

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

James Reka NEUDECO Vertical Gallery Chicago

PGSD Post-Graffiti Stress Disorder: La mostra di Altrove al Museo MARCA di Catanzaro

24/10/2018

Gli artisti sono sono tra le persone più sensibili ai cambiamenti e proprio per questo rivestono un importante ruolo sociale all’interno della società. La loro produzione analizza il contesto storico attraverso differenti e personali punti di vista ed è proprio in questo modo che si restituisce dignità all’arte. Questo è un aspetto importante, assolutamente centrale per capire l’esperienza Altrove.
Parlo di esperienza perché sarebbe riduttivo e superficiale etichettare un progetto come quello calabrese come un semplice festival d’arte urbana. Edoardo Suraci e Vincenzo Costantino hanno costruito un qualcosa di reale attraverso una forza proveniente dal basso, alimentata da uno spirito collaborativo ed inclusivo e da una estetica in netto contrasto con le rassegne e i progetti d’arte pubblica che stanno sempre più ‘occupando’ gli spazi delle nostre città.

Fin dal principio Altrove si è sviluppato attraverso un rapporto diretto e imprescindibile da Catanzaro e con la sua collettività. C’è stata la volontà di dialogare con una città spenta, rassegnata e falcidiata dal degrado estetico e sociale per creare un tipo diverso di narrazione capace di dare forma e sostanza ad un futuro non solo diverso ma sopratutto possibile. Si è scelto di lavorare attraverso il mantra della condivisione, alimentando lo scambio tra gli artisti, gli organizzatori e le persone che vivono e respirano la città giorno dopo giorno.
Tutto ciò si traduce in un contatto diretto e distante dalle dinamiche di “riqualificazione delle città attraverso il colore”, un approccio figlio dell’esigenza di proporre un linguaggio non facilmente comprensibile e proprio per questo capace di alzare il livello della cultura delle persone. Gli artisti attraverso la loro sensibilità a Catanzaro trovano una realtà unica nel suo genere dove hanno l’opportunità di sperimentare liberamente, di agire nello spazio per osmosi, intercettatando e rielaborando, attraverso i propri sentimenti ed emozioni, le singole, condivise e personali esperienze legate al posto.

Fedele alla propria idea di esperienza artistica contemporanea, la quinta edizione di Altrove è una precisa presa di posizione in netto contrasto con le dinamiche rodate e scariche di contenuto che stanno sempre più interessando l’arte urbana. Post-Graffiti Stress Disorder, titolo della quinta incarnazione di Altrove, prosegue sul tracciato della sperimentazione condivisa orientando il proprio sguardo agli spazi museali con una collettiva presso il Museo MARCA di Catanzaro.
Il titolo dell’esposizione deriva da PTSD Post-Traumatic Stress Disorder, disturbo da stress post traumatico caratterizzato da forti sofferenze psicologiche derivanti da un evento traumatico. Il trauma in questione sono i graffiti e la loro diffusione a livello mondiale che ha generato un fastidio ‘visuale’ capace di condizionare la percezione di massa di una forma d’arte figlia dei nostri tempi.

La collettiva consolida una specifica idea d’avanguardia artistica contemporanea rappresentata in questa occasione da: Abcdef, Alexandre Bavard, Boris Tellegen, Canemorto, Jeroen Erosie, Gruppo OK, Mafia Tabak, Saeio, Sbagliato e Tybet, con l’intento di sottolineare definitivamente l’importanza e la contemporaneità critica ed estetica dei graffiti e di ciò che dagli anni ’70 ad oggi hanno saputo scatenare. Non solo, i temi della mostra vanno di pari passo con l’esigenza di dissociarsi da quei progetti scarichi di contenuto con i quali si sceglie di ‘abbellire’ la città attraverso opere ed interventi distruttivi per la ricerca artistica e legati all’accontentamento del gusto comune storicamente distante dai linguaggi dell’arte moderna e contemporanea.
In risposta a ciò PGSD è stata strutturata come una mostra collettiva interamente realizzata in residenza. Gli artisti, riprendendo quelle dinamiche di velocità, incontro e contaminazione tipiche dei graffiti, hanno lavorato all’interno degli spazi museali per una settimana producendo in loco tutte le circa 40 opere esposte.

Museo Marca
Via Alessandro Turco, 63
88100 Catanzaro CZ

Photo by Angelo Jaroszuk Bogasz courtesy of Altrove

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Altrove PGSD Post-Graffiti Stress Disorder Museo Marca Catanzaro

Nicola Alessandrini e Lisa Gelli a Sansepolcro sul diritto di migrare per vivere

23/10/2018

La quinta tappa di Specie Migranti ha visto Nicola Alessandrini e Lisa Gelli realizzare una nuova pittura a Sansepolcro in provincia di Arezzo. L’opera nasce dalla collaborazione dei due artisti con l’associazione Casermarcheologica e rappresenta l’ideale proseguo del progetto Specie Migranti e delle riflessioni ad esso legate.

Con Specie Migranti da circa due anni i due artisti stanno riflettendo sull’importanza di migrare per vivere, su come ciò rappresenti un bisogno e diritto naturale di ciascun essere umano legato alla ricerca di una condizione di vita migliore.
Alcuni animali migrano ogni stagione, si spostano per trovare luoghi dove possono vivere meglio e sopravvivere. Migrare è quindi una cosa naturale, un passaggio semplice, automatico ed universale, perché per l’uomo deve essere una condanna?
Il duo rifiuta la concezione e le idee che i media stanno costruendo attorno ai migranti. Da una parte descritti come una massa appiattita, dove le parole ‘migrante’, ‘richiedente asilo’e ‘clandestino’ stanno subendo sempre più un’operazione di demonizzazione mass-mediatica. Dall’altra sempre più strumento politico per distogliere l’attenzione sui reali problemi del paese.
Nicola Alessandrini e Lisa Gelli attraverso questo progetto vogliono quindi indagare dentro e fuori le storie di coloro che per scelta, bisogno o necessità cambiano luogo in cui vivere. I due, visto il periodo storico avaro di un dialogo collettivo pubblico e falcidiato da interventi d’arte urbana di natura decorativa più che riflessiva, si pongono in controtendenza legandosi ad una tradizione muralista capace di porre l’aspetto narrativo e sociale al primo posto. Le storie di chi la strada la vive e l’urgenza di raccontarle divengono gli incipit di una serie giunta a Sansepolcro alla sua quinta incarnazione.

Lisa Gelli e Nicola Alessandrini studiano gli animali migratori del posto e li mescoliamo a textures ed elementi tipici dei migranti (nel senso più ampio del termine) che abitano quelle zone. Il processo creativo vede una raccolta di storie, simboli, oggetti sia figurati che figurali, attraverso l’incontro con chi abita l’ambiente di lavoro. Le pitture sono quindi sia una sintesi delle impressioni raccolte, sia un modo di narrare storie a-biografiche in cui ognuno possa ritrovare all’interno il proprio personale viaggio, la propria intima migrazione.
Quest’ultima pittura è ispirata al concetto di unione di più storni in un unico e grande stormo. Un idea che si rifà al concetto di comunità, sia visivamente sia concettualmente, dove un corpo societario unico risulta composto da tante singolarità. Ecco quindi comparire una serie di personaggi diversi e caratterizzati da una propria storia personale che si uniscono e diventano un’unica opera.

Photo credit: Courtesy of The Artists

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Sansepolcro Specie Migranti

La pittura di Borondo sull’Isola di Utsira in Norvegia

20/10/2018

Utsira è una piccola isola nel Mare del Nord, si tratta del comune norvegese più piccolo, sia in termini di abitanti che in termini di superficie, percorribile a piedi da nord a sud in soltanto 20 minuti.
In questa piccola comunità di 240 persone non vi è alcun crimine, nessun pericolo né tanto meno la polizia. Le persone vivono all’interno di un ambiente naturale incontaminato, privo di muri e limiti e sono accomunate da un forte senso di comunità, sostegno reciproco e una sensazione diffusa di godere della stessa ed unica condizione di vita.
Borondo ha avuto modo di trascorrere del tempo sull’isola, scoprendone i paesaggi e confrontandosi con la gente del posto, per realizzare una pittura ispirata al luogo e ai suoi simboli. Nell’opera l’artista Spagnolo riflette sul forte senso di comunità e appartenenza che lega la piccola comunità all’isola.

Photo credit: The Artist

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Borondo Street Art Utsira Norway

Il murale di Hyuro a Dolo, Venezia

19/10/2018

Le pitture di Hyuro esercitano da sempre un fascino tutto particolare. L’artista argentina ha saputo consolidare nel tempo la sua pratica artistica attraverso un approccio strettamente connesso al territorio e legato alla figura della donna. Si tratta di racconti, storie di donne e vita quotidiana spesso pensati per porre l’accento sulle disparità di sesso che ancora tutt’oggi persiste nelle nostre società.
L’opera dipinta a Dolo per l’ultima edizione dell’IDoLove Festival prosegue su questo percorso attraverso una natura morta capace di evocare ricordi e spunti dal passato.

L’autrice ha dipinto un frammento dal passato che ritrae un ambiente domestico dove su un tavolo sono stati abbandonati alla rinfusa cibi, giocattoli e oggetti d’uso quotidiano. Illuminata da una candela la scena suggerisce la presenza/assenza di una figura femminile.
Pensata come dedica al lavoro delle donne svolto dentro e fuori dalle mura domestiche, l’opera rievoca la storia di due sorelle che durante il difficile periodo del dopoguerra italiano aprirono un negozio di giocattoli nel centro della città. I giocattoli scintillanti, sistemati con cura dalle due donne nella loro vetrina, segnarono i ricordi e i desideri dei bambini dell’epoca.

Photo credit: The Artist

Hyuro Street Art Dolo Idolove Festival

Hyuro Street Art Dolo Idolove Festival

Hyuro Street Art Dolo Idolove Festival

Hyuro Street Art Dolo Idolove Festival

Adaptation: La mostra di Andreco da Galleria Varsi

18/10/2018

Fino al prossimo 10 novembre la Galleria Varsi ospita Adaptation, una mostra personale di Andreco, artista visivo trasversale e dottore di ricerca in ingegneria ambientale specializzato nella progettazione sostenibile in diverse condizioni climatiche.
Come visto più volte nel corso degli anni la ricerca di Andreco fonde scienza ed arte con l’obbiettivo di stimolare una riflessione sul rapporto tra essere umano e natura, tra spazio naturale e costruito. Nello specifico l’artista è impegnato in una indagine sugli impatti antropici e sulle possibilità offerte dalle piante nel ripristino ambientale e nella fitodepurazione delle acque.
Attraverso un approccio trans-disciplinare egli porta le sue riflessione ad un livello accessibile dove i dati vengono rielaborati in simboli mentre le immagini veicolano la complessità dei processi naturali. Il risultato è uno spostamento della prospettiva da antropocentrica a ecocentrica.

Con Adaptation Andreco riflette sui mutamenti prodotti dall’interazione tra uomo e ambiente. L’essere umano è infatti il principale agente di trasformazione degli equilibri naturali (da qui il termine antropocene che indica l’attuale era geologica). Tra le conseguenze più evidenti dell’azione umana sull’ecosistema troviamo: l’aumento delle temperature, l’innalzamento dei mari, l’inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo, la diminuzione della biodiversità, tutti fenomeni in crescita costante.
In questa nuova personale l’artista indaga il cambio di prospettiva nella gestione degli effetti di tale impatto. Se dapprima le politiche e gli sforzi tecnico-scientifici erano incentrati su come evitare la catastrofe, oggi che la catastrofe è già avvenuta si cercano strategie di adattamento ad un contesto avverso.
Non stupisce quindi la volontà di guardare alla piante, queste infatti si distinguono per la loro tollerabilità nei confronti delle ostilità, per la loro capacità di rigenerarsi dopo un danno subito reagendo a fattori sfavorevoli e resistendo di conseguenza per sopravvivere.

Adaptation nasce quindi come atto di consapevolezza ma soprattutto è un omaggio alla resistenza e alla complessità biologica. La mostra rappresenta da una parte una critica alla società dall’altra una esortazione a riprendere contatto con noi stessi, a ripensarci come parti di un tutto di cui dobbiamo avere cura per sopravvivere.

Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta 38,
00186 Rome, Italy

Photo credit: TheBlindEyeFactory courtesy of VARSI

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

Adaptation Andreco Galleria Varsi

L’omaggio di Alberonero a la Cité Radieuse di Le Corbusier

18/10/2018

Costruita a Marsiglia tra il 1947 e il 1952 La Unité d’Habitation, nota anche come Cité Radieuse perché esposta al sole sia a ovest che a est, fu ideata dal celebre architetto francese Le Corbusier. L’intento era quello di creare un piccolo quartiere con sale comuni, negozi e addirittura una scuola al suo interno in aggiunta ad un sistema di interfono con il quale i condomini potevano parlare liberamente tra di loro. Fin dalla sua nascita il complesso è stato etichettato come bizzarro e brutto per via della facciata esterna in cemento.
Oggi La Cité Radieuse è considerata uno degli esempi migliori di architettura brutalista grazie all’utilizzo del cemento a vista per evidenziare la struttura ed accentuare i suoi volumi. Il palazzo è costituito da 17 piani con una capienza di circa 1600 persone divise in circa 300 appartamenti diversi per tipologia e spazi. La struttura ospita tutt’oggi una piscina, un teatro, un cinema, un orto condiviso, corsi di pittura, yoga e inglese mentre la terrazza è stata trasformata in un museo di arte contemporanea chiamato MaMo.

Esponente di un nuovo spazialismo urbano, per la terza edizione dell’IDoLove Festival di Dolo Alberonero ha progettato un personale omaggio al progetto di Le Corbusier.
L’opera è stata realizzata su un edificio risalente agli anni ’70, già ex sede del tribunale di Dolo, ed ha visto l’artista italiano ispirarsi al complesso marsigliese. Alberonero ha utilizzato il colore per trasformare le forme e la percezione del palazzo inserendo all’interno degli spazi in cemento una serie ripetuta di diversi quadrati colorati.
Le 147 cromie stravolgono la percezione dell’edificio: i colori più forti sono rivolti verso la strada e quelli più chiari verso la piazzetta. L’intento è quello di suggerire uno spazio contemplativo.
Muovendosi infatti intorno alla struttura l’effetto cromatico cambia radicalmente. Grazie ai giochi prospettici, da una parte troviamo una scala gradiente di colori che fa arretrare le fasce verticali in cemento dell’edificio, dall’altra il bianco assoluto che per via della rifrazione della luce naturale scompare con il passare delle ore.

Photo credit: The Artist

Alberonero Street Art Cité Radieuse Le Corbusier Dolo IDoLove Festival

Alberonero Street Art Cité Radieuse Le Corbusier Dolo IDoLove Festival

Alberonero Street Art Cité Radieuse Le Corbusier Dolo IDoLove Festival

Alberonero Street Art Cité Radieuse Le Corbusier Dolo IDoLove Festival

Alberonero Street Art Cité Radieuse Le Corbusier Dolo IDoLove Festival

Alberonero Street Art Cité Radieuse Le Corbusier Dolo IDoLove Festival

Alberonero Street Art Cité Radieuse Le Corbusier Dolo IDoLove Festival

Alberonero Street Art Cité Radieuse Le Corbusier Dolo IDoLove Festival

Transformable Systems: Felipe Pantone da Joshua Liner Gallery

17/10/2018

Joshua Liner Gallery ospita in questi giorni Transformable Systems una nuova mostra personale di Felipe Pantone.
L’intento di Felipe Pantone è quello di evocare una sorta di esperienza digitale attraverso oggetti inanimati e integrando la tecnologia all’interno della sua arte. Come “figlio dell’era di Internet” il suo lavoro ruota attorno all’idea di trasformazione, dinamismo e impermanenza. Ciascuna delle opere presenti in mostra utilizza processi meccanici come mezzo per indagare la natura transitoria e pervasiva della cultura digitale rendendola allo stesso tempo accessibile e coinvolgente.

Nella sua pratica Pantone mira a creare arte che rifletta il modo in cui consumiamo le informazioni.Tradizionalmente infatti le tecnologie visive funzionano come sistemi chiusi trasmettendo segnali visivi e uditivi a senso unico. L’artista produce invece sistemi aperti e caratterizzati da una interazione con lo spettatore, ciascuno può infatti interagire fisicamente con le opere cambiandone ad esempio le dinamiche cromatiche. In questo senso Pantone aggiunge un aspetto personale alla tecnologia, un luogo spesso descritto come alienante e freddo.

Le composizioni astratte di Pantone presentano spesso pixel ingranditi, codici QR e griglie con i quali l’artista riflette sull’era digitale e sui modi in cui ci confrontiamo le informazioni visive.
Nella serie Chromadynamica Pantone simula un movimento dinamico manipolando il colore sul piano x-y. Uno strato di acrilico installato davanti al dipinto offusca i pixel luminosi e colorati trasformando l’opera originale in qualcosa di nuovo. I lavori della serie Subtractive Variability hanno registri di colore simili, tuttavia questo gruppo è realizzato attraverso un intervento meccanico. Utilizzando una stampante industriale Pantone applica inchiostri UV ciano, magenta e giallo direttamente su un pannello di alluminio. Spostando il pannello durante il processo di stampa, l’artista ottiene un controllo sull’interazione casuale tra i colori. La serie Optichromie combina invece modalità di produzione sia meccaniche che non meccaniche per esplorare la meccanica visiva di televisori, smartphone e computer. I gradienti e gli accenti psichedelici che caratterizzano questi tre distinti ma correlati corpi di lavoro tentano di catturare il dinamismo e la velocità distintivi dei media digitali del 21^ secolo.

Joshua Liner Gallery
540 West 28th Street
New York, NY 10001

Photo credit: The Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Felipe Pantone Transformable Systems Joshua Liner Gallery

Il doppio murale di Agostino Iacurci a Satka in Russia

17/10/2018

Satka è una cittadina industriale di circa 50mila abitanti situata sui Monti Urali dove, grazie al sostegno della Fondazione Sobranie di Mosca, vengono ospitati artisti di fama internazionale per la realizzazione di diverse pitture murali. La città dipende interamente dall’enorme cava di magnesite e dalla fabbrica di ferro e di conseguenza i temi della rassegna sono spesso legati all’ecologia e allo sfruttamento delle risorse naturali.

Per la seconda edizione del Satka Street Art Festival Agostino Iacurci ha realizzato una doppia pittura sulle pareti esterne della Secondary school n°4 di Satka. Ddddddddom è in totale controtendenza rispetto alle tipiche pitture dellì’artista italiano che sceglie qui di lavorare attraverso una composizione astratta di forme geometriche che giocano con le peculiarità architettoniche delle due facciate.

Photo credit: The Artist

Agostino Iacurci street art Satka Russia

Agostino Iacurci street art Satka Russi

Agostino Iacurci street art Satka Russi

Agostino Iacurci street art Satka Russi

Agostino Iacurci street art Satka Russi

Agostino Iacurci street art Satka Russi

Agostino Iacurci street art Satka Russi

Agostino Iacurci street art Satka Russi

Hense a Ragusa per FestiWall

16/10/2018

HENSE ha terminato in questi giorni la sua opera per FestiWall progettando una pittura orizzontale all’interno del cortile del Liceo Scientifico E. Fermi di Ragusa. Per la prima volta in Italia l’artista statunitense ha realizzato un intervento che si estende per una superfice di 14×45 metri ed è caratterizzato da una composizione astratta che abbraccia e modifica in toto la percezione dello spazio.
Le difficoltà realizzative, tra cui quella di dipingere la superfice stando attenti a non distruggere le aree precedenti camminandoci sopra, hanno richiesto un intenso processo collaborativo e interattivo con lo spazio di lavoro.
Visibile nella sua interezza dall’alto Ragusa Sun, titolo dell’opera, è pensata per diventare un elemento di ispirazione e curiosità per gli studenti della scuola. I colori sono stati scelti per generare un netto contrasto con le architetture esistenti così come le forme e le linee dipinte animano una composizione capace di prestarsi a diverse e personali interpretazioni.

Photo credti: Piero Sabatino

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Hense Street Art Ragusa FestiWall

Nordic Breath: Il murale di GUE a Seinäjoki, Finlandia

16/10/2018

GUE è tra gli artisti che hanno preso parte all’Upeart Festival per il quale ha realizzato una nuovo murale a Seinäjoki in Finlandia.
L’Upeart Festival è una rassegna d’arte pubblica diffusa che sta vedendo al lavoro in diverse città della Finlandia alcuni dei nomi più interessanti dell’arte urbana internazionale offrendo a ciascun artisti l’opportunità di lavorare su grandi spazi e superfici pubbliche. Ispirato dai paesaggi e dalle atmosfere del nord Europa GUE per il festival ha dipinto “Nordic Breath”. L’opera si sviluppa su una grande palazzina attraverso una composizione astratta che corre e gioca con le peculiarità della superfice di lavoro.

Photo credit: BD Studio

GUE Street Art Seinäjoki Finland Upeart Festival

GUE Street Art Seinäjoki Finland Upeart Festival

GUE Street Art Seinäjoki Finland Upeart Festival

GUE Street Art Seinäjoki Finland Upeart Festival

GUE Street Art Seinäjoki Finland Upeart Festival

GUE Street Art Seinäjoki Finland Upeart Festival

Alejar a la muerte: Il murale di Zed1 a Santander

15/10/2018

Non si può scampare alla morte è una frase ricorrente che fin da bambini ci siamo sentiti ripetere in continuazione dai nonni, dai libri o nei film. L’ultimo murales dipinto da Zed1 a Santander ci insegna però che non è del tutto vero.
Per il Desvelarte Festival di Santander in Spagna Zed1 riflette su come conducendo una vita equilibrata e facendo attenzione a ciò che mangiamo abbiamo la possibilità il nostro corpo giovane prolungandoci la vita ed allontanando il fatidico momento dell’incontro con il Tristo Mietitore.

“Alejar a la muerte” ovvero ‘Allontanare la morte’ racchiude il sé questo messaggio attraverso la rappresentazione di un coraggioso cavaliere che solca il mare trasportando sulla sua nave spinaci, mirtilli, zenzero e aglio. Nella pittura vediamo come il protagonista vada intrepido incontro alla morte affrontandola con una spada di carota e difendendosi con uno scudo di melograno. La scelta degli alimenti non è casuale in quanto questi sono considerati fondamentali nell’aiutare a mantenere il corpo sano e forte.

L’ispirazione dell’opera è arrivata diversi mesi fa quando Zed1 decise di fare più attenzione alla sua alimentazione ed al cibo che abitualmente consumava. Fino a quest’oggi il bozzetto di questo muro era stato rifiutato in più occasioni a causa della presenza della morte, vista come una figura eccessivamente tetra.

Photo credit: The Artist

Zed1 Street Art Santander

Zed1 Street Art Santander

Zed1 Street Art Santander

Zed1 Street Art Santander

Eron a Santarcangelo di Romagna sulla pace e libertà dei popoli

15/10/2018

Per la quarta edizione del festival culturale Cantiere Poetico 2018 Eron ha realizzato una nuova opera d’arte murale a Santarcangelo di Romagna.
Intitolata “Tower to the People”, l’opera ha visto l’artista trasformare una torretta per l’energia elettrica urbana in un monumento che esprime il desiderio di pace e di libertà dei popoli.
Eron utilizzando unicamente la bomboletta spray ha raffigurato un insieme di fiori che formano la silhouette di un pugno alzato al cielo. L’effetto chiaroscuro definisce un opera capace di esprimere con delicatezza la forza della non violenza, la vittoria della gentilezza e dell’amore contro l’odio, l’intensità della poesia, la perfezione dell’armonia, il desiderio di libertà e di pace delle persone in tutto il mondo.

Photo credit: Davide Gasparetti & The Artist

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Eron Street Art Santarcangelo di Romagna

Transcendental Moment: Waone Interesni Kazki a Cluj-Napoca in Romania

13/10/2018

Waone degli Interesni Kazki è stato invitato dall’assocazione Launloc ha dipingere la parete esterna dell’istituto Școala Gimnasia Octavian Goga di Cluj-Napoca in Romania.
Il progetto è stata l’opportunità per Waone di tornare indietro nel tempo, a quando da bambino vide per la prima volta dei murales sugli spazi della sua scuola elementare con le scene di alcuni racconti popolari.
Influenzata da queste reminiscenze, “Transcendental Moment” rappresenta quella forza creativa indefinibile basata sulla conoscenza e trasformata in piacere visivo.
Tutti i dettagli in galleria.

Photo credit: The Artist

Waone Interesni Kazki Street Art Cluj-Napoca

Waone Interesni Kazki Street Art Cluj-Napoca

Waone Interesni Kazki Street Art Cluj-Napoca

Waone Interesni Kazki Street Art Cluj-Napoca

Waone Interesni Kazki Street Art Cluj-Napoca

Basik a Santa Croce di Magliano

12/10/2018

Per la quinta edizione di PAG – Premio Antonio Giordano Basik ha dipinto una nuovo murale a Santa Croce di Magliano in provincia di Campobasso dal titolo “S.Antonio da Padova che predica ai suoi seguaci”.

Basik sceglie di utilizzare la figura del Santo e patrono della città per imbastire una riflessione sulle nuove dinamiche in atto nel legame tra arte, artista e spettatore nell’era dei social media.
Utilizzando questo parallelismo Basik riflette su come i social, che consentano una relazione più diretta e rapida tra le parti (?), al tempo stesso facciano emergere nuovi spunti e domande sull’attuale stato dell’arte. L’artista si chiede quanto possa cambiare la percezione di un’opera d’arte e le idee ad essa legate quando viene filtrata attraverso le lenti “perfettificate” dei social media e su come questo filtro invisibile influisca sulle parole, domande, risposte e commenti portando infine ad una mancanza di autenticità.
Il consumo veloce che sempre più sta caratterizzando questo periodo storico porta davvero dei vantaggi all’arte e agli spettatori?

Photo credit: Pasquale Marino

Basik Street Art Santa Croce di Magliano PAG Premio Antonio Giordano

Basik Street Art Santa Croce di Magliano PAG Premio Antonio Giordano

Basik Street Art Santa Croce di Magliano PAG Premio Antonio Giordano

Basik Street Art Santa Croce di Magliano PAG Premio Antonio Giordano

Basik Street Art Santa Croce di Magliano PAG Premio Antonio Giordano

Il murale di Sebas Velasco ad Alcoy in Spagna

11/10/2018

Sebas Velasco è tra gli artisti che hanno preso parte alla prima edizione del progetto Urban Skills di Alcoy in Spagna. La rassegna nasce con l’intento di generare una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale e sociologico della cittadina spagnola attraverso il lavoro di alcuni nomi di spicco della scena spagnola ed internazionale tra cui oltre a Velasco, Dulk, Smithe, Demsky e Nuria Mora.

Intitolata “Solbes Arjona en su estudio” l’opera è caratterizzata dal consueto stile pittorico di Sebas Velasco e rappresenta un omaggio all’artista e musicista e scrittore Manolo Solbes Arjona che per l’occasione ha realizzato un breve testo che accompagna l’intervento.

La espiral del consentimiento
roza su límite cuando los ojos trashumantes,
perciben como se alborota su mimesis
en el horizonte de la Osadía.

Mientras escribo
y Vincent se columpia en sus dibujos,
recuerdo una perfección en tu diáspora;
a los colores acariciando la Imagen,
y a los aborígenes del Territorio Serpis
atónitos, al ver aparecer sobre su estar
una sensación que, por azar, inercia
y armonía de los creativos
que invocaron al espejismo,
pudimos ver otra vez, a la belleza bailar
alrededor de una hoguera donde
la Pitecantra Madre aún nos llama.

Photo credit: Jordi Arques

Sebas Velasco Street Art Alcoy Urban Skills

Sebas Velasco Street Art Alcoy Urban Skills

Sebas Velasco Street Art Alcoy Urban Skills

Sebas Velasco Street Art Alcoy Urban Skills

Il murale di Fikos a Almetyevsk, Tatarstan in Russia

10/10/2018

L’artista greco Fikos ha nei giorni scorsi realizzato un nuovo murale a Almetyevsk, nella Repubblica Autonoma del Tatarstan in Russia. L’opera rappresenta l’ennesima occasione per l’artista di combinare il proprio stile bizantino con la cultura e le tradizioni locali.

Dipinta per il progetto “The Tales if Golden Apples” promosso da Паблик-арт программа в Альметьевске e TATNEFT, “Hero, The Myth of The Golden Bird” è la versione tartara della storia dell’eroe che uccide il drago per salvare la principessa, un racconto che esiste in numerose culture, epoche e religioni di tutto il mondo.
L’opera porta con se tutta una serie di considerazione e riflessioni in cui Fikos sottolinea come attraverso lo studio dei miti e delle leggende di uno specifico luogo e la loro successiva rielaborazione, vi sia una rara opportunità di comprendere meglio le differenze così come i punti in comune tra culture differenti e distanti tra loro.

Photo credit: The Artist

Fikos street art Almetyevsk Tatarstan Russia

Fikos street art Almetyevsk Tatarstan Russia

Fikos street art Almetyevsk Tatarstan Russia

Fikos street art Almetyevsk Tatarstan Russia

Il murale di Ozmo ad Angone, Darfo Boario Terme

10/10/2018

Chiudiamo il cerchio sull’ultima edizione di Wall in Art con uno sguardo al murale realizzato da Ozmo ad Angone, una frazione del comune di Darfo Boario Terme in Lombardia.
Ozmo, già direttore artistico della rassegna, ha dipinto la parete esterna della prima palazzina situata in Via Silone, quella che accoglie chi raggiunge il quartiere, appropriandosi e rielaborando il più celebre dipinto al mondo: La Gioconda.

Nel lavoro dell’artista italiano l’aspetto territoriale e ambientale rappresenta il primo incipit, il punto di partenza per lo sviluppo dell’opera. Nel dipinto di Leonardo da Vinci si possono riscontrare intriganti corrispondenze con gli scenari del posto e in particolar modo con lo scorcio che si può intravedere percorrendo la strada che da Angone porta al Convento dell’Annunciata, una via situata proprio a monte della parete dipinta.
“Pixeleted Mona Lisa with destructured Donald Duck in Valle Camonica” non solo è un omaggio al genio di Leonardo da Vinci ma mette in discussione le modalità espressive tradizionali del muralismo. Ozmo si e ci interroga sull’uso e sul potere delle immagini artistiche andando a modificare pesantemente la composizione finale con una serie di elementi spiccatamente dadaisti. Il risultato vede l’opera attraversata da un segno rosso, il volto della misteriosa donna coperto con una serie di pixel e l’anatra, animale emblematico del luogo e migrante per eccellenza, decostruita e raffigurata nella sua incarnazione più pop: il Paperino della Disney.

Photo credit: Davide Bassanesi

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Ozmo street art wall in art Angone Darfo Boario Terme

Archivio: La mostra di Martina Merlini da First Amendment

09/10/2018

Lo scorso mese Martina Merlini ha aperto “Archivio”, una nuova mostra personale ospitata negli spazi della First Amendment Gallery di San Francisco.
Archivio mette in mostra gli ultimi lavori di Martina Merlini ponendo l’attenzione sull’evoluzione della sua pratica artistica a distanza di anni dalla sua prima collaborazione con il curatore Brock Brake datata 2015.
L’allestimento è caratterizzato da opere di formato e dimensioni differenti e da materiali come cera e vernici che, applicati su supporti poveri come la carta e il legno, esprimono al meglio la costante ricerca di un equilibrio compositivo tranquillo e potente tipico delle produzoni dell’artista. Le linee pittoriche spesse e simmetriche appaiono improvvisamente disgiunte da nuove forze e forme che sembrano seguire istinti e impulsi naturali. Tutti i dettagli nell’ampia galleria di immagini.

First Amendment Gallery
1000 Howard St. Downtown
San Francisco, CA 94103, Stati Uniti

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Martina Merlini Archivio First Amendment Gallery

Mites terram possident: Il murale di Borondo a Malegno

09/10/2018

“Mites terram possident” segna il ritorno di Borondo in strada con un opera site-specific pensata, ispirata e strettamente legata all’ambiente di lavoro. Il grande artista spagnolo per Wall in Art ha lavorato sul grande muro che si affaccia su Piazza Casari a Malegno, piccola comunità della Valle Camonica in Lombardia, dipingendo un opera aperta e dai diversi spunti.

Il murale è ispirato dalla fascinazione di Borondo per l’atto di scavare una superfice e lasciarvi un segno e dalla consapevolezza che la natura non solo rappresenta la fonte di ricerca spirituale per l’uomo, ma anche l’archetipo del suo modo di abitare e costruire lo spazio.
La pittura si sviluppa attraverso un dialogo tra lo spirito del luogo e le percezioni dell’artista sul contesto che lo circonda ed attraverso un processo di assorbimento, elaborazione, ricerca tecnica e restituzione.

Al centro della raffigurazione una grotta, ispirata a quella che si trova nei pressi del paese, si espande seguendo le regole di una prospettiva frontale, fino ad abbracciare la sequenza di archi, colonne e pilastri di una navata. La parte inferiore è stata invece trattata e preparata affinché i bambini camuni – circa un centinaio di ragazzi di età diverse al loro primo giorni di scuola – potessero lavorare e segnare l’opera in un processo in netta continuità con gli antichi abitanti della Valle Camonica.
La Valle Camonica è infatti riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità grazie alle circa 250 mila incisioni rupestri presenti su tutto il territorio. L’obbiettivo di Wall in Art è quello di gettare le basi per un dialogo tra la pratica contemporanea del nuovo muralismo e le opere preistoriche ivi presenti.

Il risultato finale è caratterizzato da diversi elementi figurativi appartenenti ad epoche diverse e soprattutto tutti riconducibili al territorio. Questi si celano e svelano all’interno dello spazio pittorico come ad esempio il motto Mites terram possident, che non solo dà il titolo all’opera di Borondo ma è presente nei vecchi portali e nello stemma della città, le incisioni rupestri e quelle realizzate dagli studenti, le raffigurazioni di tecniche di restauro così come i richiami ad affreschi e pezzi mancanti.
La presenza di questa grande varietà di segni, simboli e loro stratificazioni e l’approccio pittorico altamente espressivo trasformano l’opera in una pittura aperta a differenti livelli di lettura ed interpretazione.

Photo credit: Davide Bassanesi

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

Borondo Malegno Valle Camonica Wall in Art

The Allure of Devotion: Pablo Benzo in mostra da BC Gallery

08/10/2018

La BC Gallery di Berlino ospita in questi giorni “The Allure of Devotion”, una nuova mostra personale dell’artista cileno Pablo Benzo.
Lo show è frutto di un intenso anno di lavoro e rappresenta l’ideale proseguo della ricerca dell’artista cileno a distanza di due anni da “Willow Waltz“. Pablo Benzo prosegue la sua indagine artistica lavorando a nuove ed efficaci interazioni tra forme astratte ed elementi organici. Piante e fiori rappresentano infatti il filo conduttore tra la precedente e quest’ultima personale, entrambe ospitate dalla galleria berlinese.

Osservando le opere è evidente lo sviluppo della pittura dell’artista, gli elementi cubici appaiono curatissimi, ricchi di tonalità e raffigurati all’interno stanze distorte oppure lasciati liberi di spaziare all’interno di background aperti. Pablo Benzo sembra aver abbracciato un impostazione a metà tra la metafisica e il cubismo dove l’effetto di natura morta viene utilizzato per creare un senso di calma nei confronti dello spettatore, mentre le palette di colori tenui e i diversi livelli di sfondo veicolano un forte senso di profondità.
Il corpo di lavoro è infine caratterizzato dalla scelta di utilizzare vecchie cornici per restituire un aspetto più classico e da una dimensione e quantità pensate in funzione delle specificità dello spazio espositivo. Se vi trovate a Berlino potete andare a darci un occhiata di persona fino al prossimo 17 di Novembre.

BC Gallery
Libauerstraße 17 /
10245 Berlin-Friedrichshain

Photo credit: Courtesy of The Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Pablo Benzo The Allure of Devotion BC Gallery

Radici: Il murale del Collettivo Fx ad Angone, Darfo Boario Terme

08/10/2018

Per il progetto Wall in Art il Collettivo FX ha dipinto un nuovo murale ad Angone, una frazione del comune di Darfo Boario Terme in Lombardia.

Wall in Art è un progetto d’arte pubblica, promosso dalle istituzioni locali e con la direzione artistica di Ozmo e il coordinamento di Sergio Cotti Piccinelli e Simona Nava, che da due anni sta ospitando alcuni degli artisti più affermati della scena italiana ed internazionale all’interno dei paesaggi e dei comuni della Valle Camonica.
La Valle Camonica è situata nella Lombardia orientale ed è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, qui sono infatti presenti circa 250 mila incisioni rupestri. Obbiettivo del progetto è quello di promuovere il territorio gettando le basi per una relazione tra le opere preistoriche presenti e una pratica artistica contemporanea come il nuovo muralismo.

Dopo Eron e il suo Soul of the Wall Cevo è il gruppo reggiano a partecipare al progetto con una nuova pittura dal titolo “Radici”.
L’opera è stata realizzata nel cuore del quartiere di Via Silone ed è ispirata alla pianta urbanistica della zona e soprattutto alla sua comunità. Il Collettivo FX sceglie le tonalità suggerite dal contesto e con le quali vediamo prendere forma una serie di volti appena abbozzati sotto la linea del suolo – che coincide con l’estremità superiore del dipinto – e mano a mano sempre più definiti.
I volti che emergono dalle radici sono ritratti di persone comuni, residenti e personaggi conosciuti come: Ignazio Silone, il rivoluzionario marocchino Ben Barka, Carletto Mazzone e Pirandello, Didone (prima regina di Cartagine) il patrono di Angone San Matteo, il calciatore Dybala e Madre Teresa. La scelta non è casuale ma è frutto di un confronto con la comunità, adulti e bambini senza distinzione alcuna, con l’obbiettivo di evocare l’appartenenza e le connessioni del posto raccontando e rappresentando la multiculturalità e l’intergenerazionalità che contraddistinguono questo particolare quartiere.

Photo credit: Davide Bassanesi

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

Collettivo Fx Street Art Wall in Art Valle Camonica Angone Darfo Boario Terme

L’importanza del passato nel murale di Jorge Rodriguez Gerada a Arguedas

05/10/2018

Jorge Rodriguez Gerada ha realizzato un nuovo murale a Arguedas in Spagna come parte dei lavori per la sesta edizione del festival Avant Garde Tudela.

Curato dallo stesso artista, Arcadi Poch e Javier Gomez Vidal, il progetto è organizzato dal dipartimento della cultura della città di Tudela ed ha visto coinvolti i piccoli comuni di Arguedas e Peralta. Tra gli artisti partecipanti oltre Gerada segnaliamo SpY, Miquel Wert, Kenor e Lucas Milà. Il programma di quest’anno è infine completato da un workshop di Andrea Michaelsson – Btoy, una mostra, tavole rotonde e conference con speakers nazionali ed internazionali.

L’intervento dipinto da Jorge Rodriguez Gerada è un opera contestuale ed ispirata alla vita di Rufina, una signora di centodue anni che vive ad Arguedas. La donna è nata durante la prima guerra mondiale ed ha vissuto tanto a lungo da vedere i primi televisori, la scoperta della penicillina, i cavalli sostituiti da automobili e trattori, sperimentando gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, della Guerra Civile e della dittatura Spagnola, fino ad arrivare ai giorni nostri con l’avvento di internet e degli smartphone.
La pittura è pensata non solo per onorare la vita della donna ma rappresenta un momento di riflessione sul passato e sulla sua importanza per evitare gli stessi errori in futuro.

Jorge Rodriguez Gerada Rufina Avant Garde Tudela

Jorge Rodriguez Gerada Rufina Avant Garde Tudela

Jorge Rodriguez Gerada Rufina Avant Garde Tudela

Electric Ritual: La mostra di Todd REAS James da Alice Gallery

04/10/2018

A distanza di tre anni da “Pump Pump“, il grande Todd REAS James torna ad esporre negli spazi della Alice Gallery di Bruxelles con una nuova personale dal titolo “Electric Ritual”.

Lo show, il terzo in otto anni dell’artista newyorkese, è caratterizzato da due diverse serie di lavori con cui Todd REAS James prosegue lo sviluppo della personale ricerca. Nella prima traspare il tocco intimo di Matisse imbevuto di un latente erotismo rappresentato dalla donne lascive raffigurate. La seconda serie è invece più astratta, con i contorni degli elementi rappresentati che si intrecciano in forme e volumi irregolari.
In entrambi i casi la mostra sembra offrire un personale interpretazione pop di concetti freudiani legati ad impulsi vitali e antagonistici della vita come l’eros e morte. In mostra fino al prossimo 27 ottobre.

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège

1000 Brussels Belgium

Photo credit: The Gallery

Todd REAS James Electric Ritual Alice Gallery

Todd REAS James Electric Ritual Alice Gallery

Todd REAS James Electric Ritual Alice Gallery

Todd REAS James Electric Ritual Alice Gallery

Todd REAS James Electric Ritual Alice Gallery

Todd REAS James Electric Ritual Alice Gallery

Todd REAS James Electric Ritual Alice Gallery

Il murale di Phlegm a Croydon, Londra

04/10/2018

Phlegm è tra gli artisti che hanno preso parte alla prima edizione del Croydon Rise Festival, festival d’arte pubblica nel sobborgo di Croydon nei pressi di Londra.

Curato da Monoprixx, Where theres walls e RISE Gallery il festival vuole celebrare l’arte urbana di Londra attraverso il coinvolgimenti di artisti locali, nazionali e internazionali provenienti da tutto il mondo e una programmazione ricca di appuntamenti come musica dal vivo, workshop, tour e proiezioni di film indipendenti.

Dopo “The Thinker Child” del nostro RUN in galleria le immagini di quest’ultima pittura di Phlegm.

Photo credit: Mike Peckett and Fifthwalltv

Phlegm Croydon Croydon Rise Festival

Phlegm Croydon Croydon Rise Festival

ANNEX: Akay, Jeroen Erosie e Boris Tellegen in mostra da Concordia Beeldende Kunst

03/10/2018

Akay, Jeroen Erosie e Boris Tellegen sono i protagonisti di ANNEX, mostra collettiva ospitata presso la Concordia Film Theater Beeldende Kunst di Enschede nei Paesi Bassi.

Curato da Jord Schöppink e Petra Boonstra, lo show parte dall’idea di creare una mostra sull’espressività, ospitando tre artisti differenti per ricerca e tecnica ma accomunati da una comune radice nei graffiti e dall’utilizzo dello spazio pubblico. ANNEX significata annesso, combinato: due cose separate eppure interconnesse tra loro, questo è il punto focale della mostra: l’influenza dei graffiti nel lavoro contemporaneo degli artisti coinvolti. La mostra sottolinea efficacemente la tensione tra il background da writers e la loro attuale ricerca d’artista sottolineando i differenti stili, media e metodologie di lavoro con cui il terzetto sviluppa il proprio immaginario.

Jeroen Erosie per lo show ha realizzato sei diversi murales che dividono lo spazio espositivo in diversi piani in ognuno dei quali troviamo disegni, serigrafie, film e dipinti. C’è una vetrina che contiene alcune pagine del suo sketchbook mentre l’installazione combina nuove opere con una documentazione ben ponderata di come l’artista è arrivato alla sua personale cifra stilistica.

Per ANNEX Boris Tellegen ha progettato una presentazione sulla forma base che ha usato come writer e che tutt’oggi utilizza per i suoi disegni e le sue sculture: Un lungo quadrato allungato dove l’artista, sfruttando le tre facciate, gioca con le lettere arrotolandole attorno alla figura di base. Presenti anche schizzi, film, sculture e treni in miniatura della Deutsche Bahn train
In mostra c’è infine anche nuovo lavoro, CopyPlot: un dipinto in cui la carta del sotto è piegata con l’obbiettivo di creare un opera spaziale e tridimensionale.

Restando fedele al suo atteggiamento anticonformista e giocoso nei confronti dell’ambiente urbano, Akay per la collettiva ha utilizzato gli spazi a disposizione come un luogo isolato, un luogo in cui sentirsi a proprio agio e non osservati. L’installazione è un ‘salotto’ interamente composto da cose trovate, materiali di scarto e apparecchi dismessi con cui l’artista si è appropriato degli spazi. L’intento è quello di ricreare le personali esperienze e le modalità in cui l’artista realizza i suoi interventi, compresa le sfida di rimanere inosservato.

Concordia Film | Theater | Beeldende Kunst
Oude Markt 15/Langestraat 56, 7511HC Enschede
The Netherlands

Photo credit: Ralph_Roelse

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

ANNEX Akay, Jeroen Erosie, Boris Tellegen Concordia Beeldende Kunst

Landmark rurale: L’ultima affissione di RO.BO.COOP.

03/10/2018

RO.BO.COOP. (acronimo di RomaBolognaCooperazione) è tornato in strada con una nuova affissione realizzata su Via Aurelia, nei pressi di Montalto di Castro.

La ricerca dell’artista parte dagli studi in architettura per abbracciare un approccio multidisciplinare e capace di intrecciare disegno, fotografia e composizione digitale. Il risultato sono immagini in cui il classico si miscela ad elementi contemporanei e moderni creando non solo una contrapposizione visiva tra passato e presente, ma soprattutto l’opportunità per una riflessione diversa sullo spazio.

Intitolata “Landmark rurale” quest’ultima affissione è stata disegnata a mano con una sovrapposizione di diversi livelli di lucido e successivamente riprodotta, stampata ed incollata su un magazzino in disuso in prossimità di Montalto di Castro, nella Maremma toscano-laziale.
L’opera si inserisce all’interno di un’indagine più ampia sul tema del landmark e del rapporto di questi con il paesaggio circostante. L’idea è quella di voler investigare la relazione e l’interazione fra il paesaggio rurale e l’evoluzione del costruito in Italia.
RO.BO.COOP. sottolinea come la torre, esente da qualsiasi riconoscenza formale, sia un elemento che a livello funzionale riveste un ruolo quasi nascosto e sottovalutato eppure ha un fortissimo valore a livello percettivo, soprattutto per chi percorre la Via Aurelia tra Lazio e Toscana.

Photo credit: The Artist

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

RO.BO.COOP. Street Art Poster Art

64 Tones of Buenos Aires: Il murale di Jorge Pomar a Buenos Aires

02/10/2018

Qual è la canzone che meglio identifica una città? È questa la domanda da cui è partito l’artista argentino Jorge Pomar per lo sviluppo della sua ultima pittura: “64 Tones of Buenos Aires”.

Il murale nasce dalla pura autogestione dell’artista, per tre mesi Pomar ha parlato con molte persone cercando di definire la canzone capace di identificare al meglio la capitale argentina. A poco a poco ha quindi ascoltato e raggruppato le risposte in un playlist su YouTube.
Imbeccato da un amico, l’artista ha successivamente iniziato a pensare oltre la semplice musica prestando piuttosto attenzione ai suoni della città. “64 Tones of Buenos Aires” nasce da qui, dalla volontà di rendere visibili i suoni che caratterizzano la città.

L’opera è una pittura di circa 31 metri di altezza situata all’incrocio tra Avenue Corrientes e Avenue Callao, un punto nevralgico dal punto di vista politico, culturale ed economico. Il lavoro offre uno spettro di 64 tonalità differenti che rappresentano il cielo blu, il rosso della linea B della metropolitana, il giallo dei taxi, il verde di un fazzoletto, il bianco dell’obelisco, il grigio dell’asfalto, l’arancione di un trasporto scolastico, i mattoni, il nero di una piastrella, il verde di un’edicola, i colori di un autobus, le bandiere di una manifestazione, i grigi delle architetture di Buenos Aires e i riflessi del sole su di esse.
Questi colori rappresentano la città e i suoi suoni a tutto tondo, Jorge Pomar non ha trovato la canzone di Buenos Aires tuttavia ha trovato una città che dirige un’orchestra.

Photo credit: The Artist

Jorge Pomar Street Art Buenos Aires

Jorge Pomar Street Art Buenos Aires

Jorge Pomar Street Art Buenos Aires

Autodiffusione: La pittura liquida di Giorgio Bartocci a Bologna

02/10/2018

“Autodiffusione” è il progetto site-specific realizzato da Giorgio Bartocci su un edificio acquisito dalla catena di palestre McFIT in vista dell’apertura di una nuova sede a Bologna.
Dopo “Ingranaggi Emotivi” l’artista italiano torna a Bologna presentando un opera in aperta continuità con il personale e rinnovato percorso di ricerca pittorica inaugurato ad Iglesias con “Architettura Liquida n. 3“. Proprio l’opera realizzata in Sardegna ha infatti catapultato l’artista verso un approccio si spiccatamente neoespressionista, ma soprattutto figlio di una riflessione maggiormente approfondita sulla superfice di lavoro.

In risposta a tutto ciò Bartocci ha infatti adottato un impostazione liquida e capace di modificare pesantemente la linearità e dimensionalità dello spazio: non più mera superficie da campire ma area attraversata da correnti dinamiche e mutabili figlie di sensazioni e stati d’animo personali. Lo sviluppo passa per un processo impulsivo e gestuale, quasi performativo, all’interno del quale (sempre meno) troviamo le iconiche figure antropomorfe capaci di evocare primordiali creature mitologiche.

Quest’ultimo progetto bolognese e le ultime uscite dell’artista stanno sottolineando una specifica scelta anche nelle campionature di colore adottate. Le tonalità qui utilizzate sono state scelte e rifanno ai colori ambientali della città di Bologna (il rosso mattone nelle sue varie declinazioni) ma non solo, Giorgio Bartocci aggiunge alcuni pigmenti metallizzati addizionati di quarzo che riflettono la luce in modo sempre differente. La scelta non è casuale ma rifà alla storia dell’edificio – uno spazio precedentemente adibito a magazzino di illuminotecnica – e permette all’artista di aggiungere al risultato finale effetti di mutabilità visiva legati al fenomeno della triboluminescenza, una particolare emissione luminosa generata da alcuni materiali sottoposti a sforzi meccanici che liberano parte dell’energia assorbita sotto forma di onde elettromagnetiche.

Il risultato finale è una massa fluida ed energica capace di avvolgere l’edificio, romperne la linearità, attraversarne le sezioni e le particolarità architettoniche, al fine di creare una prospettiva e percezione nuova ed inedita dello spazio. Tutto ciò è conseguente al dialogo tra ambiente circostante e il microcosmo di sensazioni e stati d’animo proprio dell’artista ed emerso durante il processo pittorico.

Photo credit: Virna Lisi

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

Giorgio Bartocci Street Art McFit Bologna murale

I murales di Hyuro a Heerlen, Girona e Valencia

01/10/2018

Attivissima in quest’ultimo periodo l’artista argentina Hyuro ha dipinto tre nuovi murales rispettivamente ad Heerlen nei Paesi Bassi, Girona e Valencia in Spagna.

A catturare la nostra attenzione è senza dubbio la grande opera realizzata nei Paesi Bassi in cui Hyuro riflette sul concetto di crescita e decrescita partendo dalla storia della cittadina olandese.
L’industria del carbone, da cui dipendeva l’economica di Heerlen, nel 1950 inizio la sua decrescita a causa della concorrenza di Polonia e Stati Uniti e la scoperta del gas naturale. Le miniere di carbone furono tutte chiuse in breve tempo provocando un difficile periodo di aggiustamento economico. Ancora oggi la città non si è completamente ripresa dalla perdita di decine di migliaia di posti di lavoro.

Partendo da questi concetti e traendo ispirazione dall’antica pratica giapponese del Kintsugi, dove si riparano oggetti in ceramica usando l’oro o l’argento liquido per saldare insieme i frammenti, Hyuro ha presentato una personale metafora della vita.
L’opera affronta quei problemi difficili, le difficoltà, sofferenze, dolori e ferite che ci portiamo dietro da un punto di vista personale. L’artista sottolinea infatti come sia importante cercare di affrontare ed apprendere quanto più possibile da queste esperienze per diventare ancora più forti, accettando queste opportunità come qualcosa di prezioso, come un dono che ci dà la vita per trasformarci in qualcosa di più grande.

Dipinta a Girona “Times of an Applause” è stata realizzata per uno dei progetti d’arte pubblica più rinomati e longevi della Spagna, il Milestone Project. Il murale di Valencia, dal titolo “Delimitación del espacio público” pare essere invece una presa di posizione dell’artista circa la delimitazione nell’utilizzo degli spazi pubblici da parte delle istituzioni.

Photo credit: The Artist and Sanne from Street Art Herlen

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Hyuro Street Art

Elian ha dipinto un campo da calcetto a Montevideo, Uruguay

01/10/2018

Sempre più spesso stiamo assistendo a progetti di natura differente che attraverso il coinvolgimento di nomi affermati stanno modificando pesantemente l’aspetto di elementi urbani diversi rispetto a quelli solitamente utilizzati. È il caso dei campi da gioco che negli ultimi anni si sono trasformati in terreno fertile sul quale intervenire e lavorare.

L’artista argentino Elian è l’ultimo in ordine di tempo a modificare totalmente l’aspetto e la percezione di un campo da gioco a Montevideo in Uruguay. Dopo aver visto quelli di Alberonero e GUE ecco un altro artista astratto che presta il proprio immaginario per una rielaborazione attiva dello spazio.
La ricerca di Elian, come in parte quella dei due artisti italiani, è basata su uno studio degli elementi architettonici e peculiari di uno specifico spazio. Attraverso il dialogo con questi l’artista sviluppa le personali composizioni astratte geometriche cercando un equilibrio e un armonia formale tra pittura, spazio, architettura e ambiente circostante.

Elian non solo è intervenuto sulla superfice del campo da gioco ma ha scelto di accompagnare l’opera con una breve poesia dedicata al gioco del calcio:

Un futbol doblado
torcido de su matriz de macho
con un otro erotismo destapado
disca, gordo, enano, un futbol enano
una utopia del juegofuego
un futbol que prefigure el tormento,
el hastío, el plasma violento
que desinfecte la glándula social del abandono y del desafecto
y transforme al barrio en un cuento.
Un futbol donde el asunto sea el silencio
los roces, los besos
deportivamente incorrecto
indisciplinado, feo y bello
un futbol corporalmente diverso
políticamente terso,
en competencia con nadie, pero en contra de estos
de los que siempre están en el gobierno
un futbol que reivindique el pozo negro
y la pelota de barro espeso
un futbol de cancha dibujada por agua servida,
desbordada de caricias antimundialistas
de camiseta insumisa, radical, sentida
pero en contra
siempre en contra
muy en contra de ya sabemos quien
del mundo normalizado, extremosegmentado
del futbol extractivista-negacionista-colonizador
de la ternura exterminada
del futbol gentrificador
que entre otros tácticas de control, nos desautoriza a nosotras dos.
Pero se que solo es un deseo,
que los transformadores siguen escupiendo
desidia, hambre, mal juego
que la realidad enjambra resentimiento
que el heterofutbol es justamente todo esto
y que si alguno zafa, no es por merito.
Se que esta la romántica idea de pirarse del barrio
que messi que el diego que la droga que el fuego
la cosa sacro, la obstinación, el desvelo
y yo no se
por ahi es una buena idea
y quien soy yo
para hablar de esta manera?

Photo credit: The Artist

Elian Street Art football court

Elian Street Art football court

Blessings: Il murale di Sepe a Jyvaskyla in Finlandia

29/09/2018

Tra gli artisti al lavoro per l’ultima edizione del Upeart Festival c’è anche Sepe che ha da poco terminato di dipingere un nuovo murale a Jyvaskyla. Intitolata “Blessing”, l’opera è una riflessione sull’effimero e prende spunto dagli eventi accaduti all’artista prima della sua partecipazione al festival.

Tre città coinvolte nel festival hanno infatti rifiutato la sua partecipazione senza nemmeno aver chiesto o visionato una bozza preparatorio. Il motivo? Un estetica troppo oscura e temi troppo vicini alla guerra. La città di Jyvaskyla ha invece dato a Sepe questa opportunità offrendogli di lavorare sugli spazi di un edificio che verrà demolito nei prossimi 4 anni. Da qui l’artista ha iniziato a riflettere sul concetto di effimero.

L’opera, dipinta con una vernice speciale che si ossida in circa 5-6 mesi rivelando uno strato d’oro opaco, diviene per Sepe una metafora dello scorrere del tempo, dell’entropia ma soprattutto dell’interpretazione errata di eventi o situazioni esistenti. L’artista sottolinea come senza un contesto, senza un visione e un quadro generale sia impossibile valutare in modo efficace gli eventi che ci accadono.

Photo credit: The Artist

Sepe Street Art Jyvaskyla Finlandia Upeart Festival

Sepe Street Art Jyvaskyla Finlandia Upeart Festival

Sepe Street Art Jyvaskyla Finlandia Upeart Festival

Sepe Street Art Jyvaskyla Finlandia Upeart Festival

Sepe Street Art Jyvaskyla Finlandia Upeart Festival

Sepe Street Art Jyvaskyla Finlandia Upeart Festival

Sepe Street Art Jyvaskyla Finlandia Upeart Festival

PROABSTRACTION+: Una collettiva sull’importanza del processo nella pratica astratta

28/09/2018

La Swinton Gallery di Madrid ospita in questi giorni “PROABSTRACTION +”, una mostra collettiva di artisti astratti accomunati da una spiccata sensibilità per il processo creativo. Il duo greco Blaqk, Dafne Tree, Duncan Passmore, Elbi Elem, Julia Benz, MadC, Martina Merlini, Seikon, Srger e Sue975 sono i protagonisti di uno show eterogeneo e capace di spaziare dalla pittura, scultura ed installazione.

Attraverso il variegato lavoro degli artisti in mostra lo show si prefigge di riflettere sul concetto di astrazione e sul posto che questa pratica artistica occupa oggi. In particolare alla base della collettiva la volontà di cogliere le derive, le contaminazioni e influenze nel lavoro di dieci artisti che hanno adottato questa espressione come propria e la cui identità di stile risulta indubbiamente legata al valore del processo come parte imprescindibile del lavoro.

Calligrafia e i numeri rappresentano gli elementi nella cultura umana meglio esemplificano l’idea di processo di astrazione. Attraverso il distacco, la riduzione e isolamento l’astrazione si è poi evoluta fino a produrre un’emancipazione dal segno in cui la lettera non rimanda più a riferimento esterno: diviene unicamente forma, linea, colore e gesto.
Gli artisti di PROABSTRACTION + sono accomunati da una pratica rivolta allo sviluppo del gesto, alla spontaneità del segno, dove l’errore diviene parte integrante del processo creativo in una costante base di partenza liquida che abbraccia il cambiamento e l’imprevisto all’interno di specifici e personali punti fermi.

In galleria una lunga serie di scatti con tutti i dettagli dei lavori presentati, se vi trovate a Madrid sarà possibile andare a darci un occhiata di persona fino al prossimo 20 di ottobre.

Swinton Gallery
Miguel Servet, 21
28012 Madrid

Photo credit: The Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

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PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

PROABSTRACTION+ Show Swinton Gallery

Spirit of antique book: Il murale di Waone Interesni Kazki a Kotka in Finlandia

28/09/2018

Waone degli Interesni Kazki è tra gli artisti invitati a prendere parte ai lavori per l’Upeart Festival per il quale ha da poco terminato di dipingere un nuovo murale a Kotka in Finlandia.
L’artista Ucraino per la rassegna nord europea ha realizzato “Spirit of antique book”, una personale dedica a tutti gli amanti dei libri.

Leggere libri stampati nell’era della tecnologia e di internet può sembrare raro e un po’ antiquato, ma non per l’artista che spiega come la sua passione per i testi sia iniziata molti anni fa. Il padre aveva infatti una grande collezioni di libri in cui da bambino era solito perdersi e che nel tempo lo ha portato a collezionare e raccogliere edizioni rare ed antiche da tutto il mondo. L’opera rappresenta e descrive quel momento magico ed intenso in cui leggendo un libro ci perdiamo al suo interno, fuggendo dalla vita ordinaria ed abbracciando mondi straordinari.

Photo credit: The Artist

Waone Interesni Kazki Street Art Upeart Festival Kotka Finland

Waone Interesni Kazki Street Art Upeart Festival Kotka Finland

Waone Interesni Kazki Street Art Upeart Festival Kotka Finland

Waone Interesni Kazki Street Art Upeart Festival Kotka Finland

Waone Interesni Kazki Street Art Upeart Festival Kotka Finland

Waone Interesni Kazki Street Art Upeart Festival Kotka Finland

Waone Interesni Kazki Street Art Upeart Festival Kotka Finland

Waone Interesni Kazki Street Art Upeart Festival Kotka Finland

The Image Hunter: La mostra di Hitnes all’Halsey Institute of Contemporary Art

27/09/2018

L’Halsey Institute of Contemporary Art del College of Charleston ospita in questi giorni “The Image Hunter: On the Trail di John James Audubon”, nuova personale di Hitnes.
La mostra, dopo le residenze di Hitnes a Charleston presso l’Halsey Institute nelle estati del 2017 e 2018, rappresenta il culmine del progetto The Image Hunter, in cui il grande artista italiano ha ripercorso i viaggi di Audubon negli Stati Uniti.

John James Audubon trascorse i primi decenni del XIX secolo a inseguire e disegnare gli uccelli con l’obiettivo di creare un compendio di tutti quelli presenti negli Stati Uniti. Ispirato dal lavoro dell’ornitologo, naturalista, pittore ed esploratore americano, quasi duecento anni dopo Hitnes ha intrapreso un analogo viaggio per ripercorrere e riscoprire l’America che Audubon attraversò per la realizzazione della sua opera The Birds of America (1827-1839).

Viaggiando lungo le rotte esplorative di Audubon, Hitnes ha disegnato e dipinto ciò che vedeva, creando una documentazione visiva aggiornata degli uccelli che Audubon dipingeva e realizzando infine alcuni murales.
La mostra ospitata presso il rinomato istituto raccoglie tutta la produzione di Hitnes per questo progetto. Troviamo la documentazione del viaggio, alcuni esemplari di storia naturale appartenenti al Charleston Museum, 15 shadowbox di acrilico e acquerelli degli uccelli incontrati dall’artista italiano durante il suo viaggio, alcuni schizzi, 53 minuscole e splendide incisioni in rame e infine una riproduzione a grandezza naturale di The Birds of America.

La mostra non solo rappresenta la summa dell’esperienza maturata da Hitnes ma documenta la perdita di alcune specie, lo stato di minaccia di altre e i nuovi ecosistemi in cui alcune specie vivono oggi. Se vi trovate in zona sarà possibile vedere The Image Hunter: On the Trail di John James Audubon fino al prossimo 29 Settembre.

Halsey Institute of Contemporary Art at The College of Charleston
161 Calhoun St, Charleston,
SC 29424, Stati Uniti

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

Hitnes The Image Hunter Halsey Institute of Contemporary Art

L’installazione di SBAGLIATO al Museo ​Orto Botanico di Roma

27/09/2018

SBAGLIATO sono tra i protagonisti della serie di interventi realizzati all’interno del Museo Orto Botanico di Roma e curati da CultRise.

Lo scorso 15 settembre CultRise ha infatti presentato un progetto curatoriale in aperto dialogo con l’ecosistema dell’Orto Botanico di Roma. Alla base del progetto l’idea di unire in dialogo arte contemporanea, musica ambient sperimentale e natura.
Il risultato finale è un percorso sensoriale che ha visto protagonisti James Hillman, Andrew Iacobucci, Jerico, M_O, Giulia Mangoni, SBAGLIATO, Moneyless e Gianfranco Toso. Gli artisti hanno realizzato otto interventi site-specific progettati per invogliare i visitatori a scoprire gli spazi museali.

Fedeli alla loro ricerca SBAGLIATO hanno proposto una nuova installazione caratterizzata dalla consueta ri-contestualizzazione di architetture ed elementi urbani. L’opera non solo illude lo sguardo piegando la morfologia dell’ambiente di lavoro ma rappresenta una nuovo varco immaginario e capace di proiettare chi osserva verso una dimensione inedita.

Photo credit: Angelo Jaroszuk Bogasz

SBAGLIATO Museo ​Orto Botanico di Roma

SBAGLIATO Museo ​Orto Botanico di Roma

SBAGLIATO Museo ​Orto Botanico di Roma

SBAGLIATO Museo ​Orto Botanico di Roma

SBAGLIATO Museo ​Orto Botanico di Roma

SBAGLIATO Museo ​Orto Botanico di Roma

Surreal Irreverence: Hell’O, Okuda e Zebu da Magma Gallery

26/09/2018

Lo scorso 15 settembre la Magma Gallery di Bologna ha presentato “Surreal Irreverence” mostra collettiva con opere di Okuda, il collettivo Hell’O e il duo Zebu, tutti alla loro prima esposizione in Italia.

Lo show espone i lavori più recenti degli artisti evidenziando come, nonostante le differenti ricerche e background, essi condividano una naturale predilezione verso composizioni surreali, geometriche ed organiche. La mostra contrappone quindi le esplosioni cromatiche e pop di Okuda con il mistero e l’umorismo degli Hell’O fino ad arrivare alle composizioni astratte ed irriverenti del duo Zebu.

Il corpo di lavoro è caratterizzato dalla presenza di piccole e grandi tele e da una installazione su parete. Okuda insiste nel lavorare attraverso una accesa contrapposizione cromatica di elementi geometrici atti a definire corpi e soggetti, gli Hell’O adottano invece un approccio maggiormente rivolto al dettaglio con pennellate corpose, effetti gradienti e sezioni realizzate con l’aerografo. Le opere degli Zebu, tutte di grande dimensione, sono invece caratterizzate da una comune scala cromatica in cui l’energia e la vitalità degli elementi compositivi è veicolata da forme astratte e geometriche essenziali. Se vi trovate in zona, la mostra sarà visibile fino al prossimo 3 Novembre.

Magma Gallery
Via Santo Stefano, 164
40125 Bologna BO

Photo credit: The Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Surreal Irreverence: Hell’O Okuda Zebu Magma Gallery

Guarda: Wasteland Wanderers, la dilogia sul Black Circle Festival

26/09/2018

La dilogia Wasteland Wanderers è un tentativo di esaminare la relazione poetica tra artista e ambiente attraverso l’esplorazione della pratica post-graffiti contemporanea nell’Europa orientale.
Il progetto si compone in due parti: “WW / Night” e “WW / Day” ciascuna delle quale si concentra sulle opere realizzate da più di 20 artisti durante l’ottava edizione del Black Circle Festival.

Il Black Circle Festival è un progetto sperimentale legato alla pittura quanto alla condivisione e all’esplorazione di ambienti naturali, incontaminati ed ai limiti della società.
Ogni anno viene scelta una differente location dell’Est Europa che, tenuta segreta agli stessi artisti partecipanti, offre l’opportunità di lavorare in assoluta libertà condividendo spazi ed esperienze. L’ottava edizione del festival si è tenuta nell’area di una vecchia stazione termale sovietica abbandonata nell’Ucraina occidentale ed ha visto al lavoro: Akey, Am-Am, Anton Varga, BGJA, CXCVIII, Don Forty, Eas, Fruits of the Lump, Kuba, Maniac, Mihail Melnichenko, Nazar Sladkovsky, Nick Viska, No Future, O.K., Orma, Raspazjan Jan, Seikon, Sewer, Serhii Radkevich aka TECK, Serhii Torbinov aka York, Simek, Stanislav Turina, SC Szyman, Tabu, Vave.

In armonia con lo spirito della rassegna Wasteland Wanderers rappresenta quindi il recap sperimentale del festival. Entrambe le parti funzionano come corti indipendenti mentre insieme i due film riescono a centrare gli elementi distintivi di uno dei festival a cui ci sentiamo maggiormente legati. I video mostrano infatti sia la realizzazione delle opere sia il loro possibile incontro accidentale nel mezzo di un territorio abbandonato.

WW / Night si focalizza sull’approccio specifico utilizzato dalla comunità post-graffiti. Il film sottolinea i sentimenti e le emozioni legati alle architetture abbandonate e soprattutto il lavoro in netta relazione con l’ambiente naturale e gli elementi architettonici.
Questa prima parte vuole dimostrare una certa somiglianza tra la natura e le opere d’arte che sono state deliberatamente integrate in essa. Una dualità questa che si basa sull’idea di distruzione all’interno del processo di creazione. Pertanto, il confine tra creazione e distruzione è diventato il tema principale della parte notturna.

Questa prima parte della dilogia è narrata, i testi sono infatti degli estratti dei saggi scritti dagli artisti per il progetto. Troviamo dichiarazioni molto personali, citazioni di Haruki Murakami o allusioni a storie religiose.
La maggior parte degli artisti non rivela il proprio volto, lavorano sotto pseudonimo e alcuni di loro non firmano le opere sui muri. Ecco perché la narrazione è stata fatta da terze parti: una voce che rappresenta quella dei 20 artisti ma nessuno in particolare.

WW / Day assume le sembianze di un viaggio meditativo attraverso la varietà delle pratiche artistiche unite dall’azione, dal luogo e dal tempo. L’idea è quella di imitare l’esperienza di un incontro improvviso nella vita reale come se accidentalmente incontrassimo un’opera d’arte priva di firma in mezzo alle rovine. Quello che ci troveremmo di fronte sarebbero gli echi lasciati da coloro che erano in questo posto un momento prima di noi.
Questa seconda parte non è narrata. Proprio come nella vita reale, le voci degli artisti si sono trasformate in linee e forme sui muri della landa desolata. Prima che se ne andassero, le persone qui hanno lasciato il loro segno e gli artisti a loro volta hanno tentato di ripensare e rielaborare quei segni ricomponendo storie e dando vita a narrazioni silenziose.

Il formato di questa seconda parte è ispirato al documentario “Homo Sapiens” di Nikolaus Geyrhalter. Presente in questo film anche un colonna sonora. La musica, che gioca un ruolo importante all’interno della narrazione, è stata composta dall’artista americano Isaac Helsen ed è pensata per esaltare l’effetto del viaggio tra presenza umana e assenza disegnando un parallelo tra le storie umane sussurrate e l’arte lasciata sui muri abbandonati dagli artisti partecipanti al Black Circle Festival.

Wasteland Wanderers è un progetto di MZM Projects.

Wasteland Wanderers Black Circle Festival MZM Projects

Wasteland Wanderers Black Circle Festival MZM Projects

Wasteland Wanderers Black Circle Festival MZM Projects

Wasteland Wanderers Black Circle Festival MZM Projects

Wasteland Wanderers Black Circle Festival MZM Projects

Wasteland Wanderers Black Circle Festival MZM Projects

La folla dei folli: Il murale di Gods in Love a Stornara

26/09/2018

Gods in Love è tra gli artisti che hanno preso parte alla prima edizione di Stramurales, progetto artistico organizzato a Stornara, piccola cittadina nel foggiano.
Il progetto, organizzato da Stornara Life e dalle associazioni stornaresi Giovani per L’Europa, Stornara in Movimento, Pro Loco di Stornara, CittadinanzAttiva sede di Stornara e Le Giovani Aquile con il patrocinio del Comune, nasce con l’intento di portare l’arte laddove non c’è mai stata trasformando un paesino relativamente piccolo come Stornara in uno dei punti di interesse per gli appassionati di street art.

La pittura realizzata da Gods in Love nasce questa volta dalla pura improvvisazione pittorica. L’artista italiano ha infatti lavorato senza progetto preliminare lasciando che le influenze dell’ambiente di lavoro e l’atmosfera circostante influenzassero il processo. Attraverso un approccio in divenire Gods in Love ha quindi dipinto “La folla dei folli”, una rappresentazione del flusso di persone che circolava nell’affollata via dove il murale è collocato. Le varie opinioni contrastanti, il vociferare continuo, i personaggi del paese, i vari pettegolezzi ed eventi hanno dato vita ad una pittura strettamente legata al suo contesto.

Photo credit: The Artist

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

Gods in Love Street Art Stornara Stramurales

La pittura di Tant dei Broken Fingaz nei pressi del Mar Morto

25/09/2018

Torniamo ad immergerci nell’immaginario del collettivo israeliano Broken Fingaz con quest’ultima pittura realizzata da Tant in un inedito spot.
Dopo il recente viaggio in Vietnam, questa volta Tant ha lavorato nei pressi del Mar Morto dove ha dipinto la superfice esterna ed interna di una lunga struttura fatiscente. Qui l’artista ha realizzato una serie di donne frame by frame richiamando lo stile tipico dei Broken Fingaz.

Photo credit: The Artist

Tant Broken Fingaz Street Art Dead Sea

Tant Broken Fingaz Street Art Dead Sea

Tant Broken Fingaz Street Art Dead Sea

Tant Broken Fingaz Street Art Dead Sea

Alexey Luka a Ragusa per FestiWall

25/09/2018

Alexey Luka è tra gli artisti che hanno preso parte all’ultima edizione di FestiWall, festival d’arte pubblica di Ragusa.

L’artista russo ha lavorato su una grande parete adiacente a “Preparato“, il murale realizzato dal duo olandese TelmoMiel. Come sempre per le produzioni di Alexey Luka l’opera si presta a differenti e personali livelli di interpretazione, l’artista ha infatti realizzato una nuova composizione geometrica ed astratta in cui le forme e gli elementi dipinti raccontano una storia.

Il murale è pensato per dialogare con il paesaggio circostante e attraverso le differenti tonalità a contrasto cela al suo interno le sagome di due persone. Sebbene Alexey Luka sottolinei come le sue produzioni vadano osservate in totale libertà, l’opera qui dipinta vede una persona staccarsi da un’altra, come chi cerca di staccarsi da tutto ciò che pensa non sia normale, ma allo stesso tempo cerca di controllare tutto.

Photo credit: Marcello Bocchieri

alexey luka street art ragusa festiwall

alexey luka street art ragusa festiwall

alexey luka street art ragusa festiwall

alexey luka street art ragusa festiwall

alexey luka street art ragusa festiwall

Corn79 a Mantova per Without Frontiers Lunetta a Colori

24/09/2018

Torniamo nel quartiere Lunetta di Mantova per dare uno sguardo all’intervento dipinto da Corn79 per il progetto Without Frontiers Lunetta a Colori. Alla terza edizione La rassegna, curata da Simona Gavioli e Giulia Giliberti in collaborazione con l’Associazione torinese Il Cerchio e le Gocce, ha portato a Mantova alcuni dei nomi più importanti della scena italiana ed internazionale trasformando il volto del quartiere.

Per la sua terza partecipazione al progetto, qui potete dare un occhiata alla prima e qui invece alla seconda opera, Corn79 ha lavorato sugli spazi di un sottopassaggio realizzando una composizione geometrica che avvolge in toto piloni e pareti.

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Las pandereteras: Il murale dei Colectivo Licuado a Oviedo

24/09/2018

Il Parees Festival di Oviedo in Spagna promuove murales contestualizzati, partecipativi e strettamente legati alla comunità. Alla base del progetto c’è infatti la volontà di intervenire nello spazio pubblico in modo sensato istaurando un rapporto tra comunità e artista. Questi ultimi sono accompagnati da mediatori locali che facilitano gli incontri con persone ed entità significative del territorio. In questo modo da una parte gli artisti sviluppano il loro lavoro sulla base di informazioni dettagliate e contatti con la comunità che vive all’interno di uno specifico ambiente, dall’altra la comunità sperimenta in prima persona il processo creativo aiutando l’artista ha svilupparlo.
Il risultato finale è un lavoro collettivo capace di generare dibattito e promuovere il legame tra i cittadini e il quartiere in cui vivono trasformando l’artista in un agente del cambiamento.

Ad inaugurare il festival la pittura realizzata dal duo uruguagio Colectivo Licuado, i due artisti hanno dipinto un nuovo murale incentrato sulla rivendicazione delle donne.
Gli artisti hanno avuto l’opportunità di incontrare un grande gruppo di donne che si incontrano per suonare il tamburello e che con le loro canzoni salvano la lingua asturiana affrontando temi femministi. Per queste donne il tamburello diventa un scusa per un incontro personale e collettivo e per connettersi con il loro lato femminile.

Photo credit: Fer Alcalá and Mirahaciaatrás

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Fabio Petani a Salo in Finlandia per Upeart Festival

22/09/2018

Dopo la pittura realizzata a Rognan prosegue il tour nord europeo di Fabio Petani, l’artista italiano ha preso parte ai lavori dell’Upeart Festival 2018 realizzando un grande murale a Salo, nel sud della Finlandia.
L’opera, intitolata “METHANOL & ANEMONE CORONARIA”, è una pittura di 36 metri di altezza e 2200 metri quadrati di superfice che come un abbraccio si sviluppa sui tutti e tre i lati dei grandi silos situati nei pressi della ferrovia che copre il percorso Turku – Helsinki.
Per questa sua ultima fatica Fabio Petani si è ispirato agli elementi distintivi del luogo di lavoro: il metanolo è abitualmente chiamato l’alcol del legno e la città di Salo è comunemente definita la città di legno. La pianta rappresenta invece un fiore tipico di queste zone, l’Anemone Coronaria, in finlandese Sinivuokko.

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Il murale di Peeta a Gainesville in Florida

22/09/2018

Peeta è stato invitato da Iryna Kanishcheva della GNV URBAN ART LLC a realizzare un nuovo murale a Gainesville in Florida. L’artista italiano ha dipinto una nuova composizione anamorfica e astratta caratterizzata dal consueto effetto tridimensionale.

A differenza degli ultimi interventi Peeta torna a lavorare dopo molto tempo con una scala monocromatica, l’opera riprende infatti il colore dell’edificio per creare un effetto scultoreo tono su tono. Il risultato finale è un intervento che partendo dalle particolarità architettoniche della struttura, come le finestre ad esempio, riesce a modificarne totalmente la percezione finale escludendo e distorcendo i confini del palazzo. Se vi trovate in zona l’opera può essere vista su 204 West University Avenue a Gainesville.

Photo credit: Iryna Kanishcheva

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Struttura Vivente: Il murale di Crisa a Treviglio

21/09/2018

'STRUTTURA VIVENTE' Parco della Biblioteca civica di Treviglio

l intervento dello street artist Crisa presso il parco della biblioteca civica di Treviglio. Music video by: Kong – BonoboLicensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttps://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/Documentation by Ruggero Spadavecchia

Pubblicato da Pianura Urbana su Martedì 18 settembre 2018

Crisa è tra gli artisti che hanno preso parte a Pianura Urbana, progetto artistico di valorizzazione del territorio a Treviglio in provincia di Bergamo.

Pianura Urbana nasce con l’obiettivo di rieducare al concetto di bellezza quei contesti urbani trascurati, valorizzando l’esistente e contribuendo alla creazione di una cittadinanza attiva e partecipativa nella cura degli spazi comuni. L’idea è quella di realizzare interventi specifici in grado di mettere in relazione il cittadino con l’artista e di conseguenza con il territorio.

In questo contesto Crisa ha lavorato all’interno del parco pubblico della biblioteca civica di Treviglio dipingendo “Stuttura Vivente”, una nuova composizione caratterizzata dal consueto intreccio di elementi naturali, come piante e travi in legno, che diviene punto di congiunzione tra l’architettura dell’edificio e la natura del parco.

Video: Ruggero Spadavecchia

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Dimitris Taxis a Ragusa per FestiWall

21/09/2018

Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi di FestiWall, tra gli ospiti della rassegna troviamo l’artista greco Dimitris Taxis che ha da poco terminato di dipingere la parete esterna dell’Istituto Tecnico Rosario Gagliardi di Ragusa.

Fortemente influenzato dal fumetto, l’artista è ben noto per le sue scene di vita quotidiana dove è solito soffermarsi su aspetti squisitamente emotivi ed introspettivi. Dimitris Taxis predilige infatti un approccio sensibile ed atto a suscitare nello spettatore sentimenti e sensazioni differenti con le quali riflettere sulla propria esistenza.

La pittura realizzata a Ragusa da una parte esercita tutto il fascino dello stile dell’artista, con tonalità calde, gli splendidi effetti di luce e ombra e un setting particolarmente vicino al fumetto e più in generale all’illustrazione, dall’altra rappresenta un suo personale omaggio alla bellezza dei paesaggi siciliani.

Photo credit: Marcello Bocchieri

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Il murale di Phlegm a Ventnor nell’Isola di Wight

20/09/2018

Gli ultimi mesi per Phlegm hanno significato un momento di pausa dall’attività in strada, l’artista inglese ha infatti concentrato i propri sforzi nel lavoro in studio orientando la propria ricerca verso tecniche e procedimenti di stampa di tipo artigianale. In particolare le incisioni come visto stanno rappresentando uno stimolo e soprattutto un importante motivo di evoluzione della sua ricerca.

Recentemente Phlegm è stato invitato a realizzare una nuova pittura Ventnor, cittadina di 7000 abitanti situata nell’Isola di Wight in Inghilterra. Dopo parecchio tempo l’artista torna quindi a lavorare in strada portando con sé tutta l’esperienza maturata nel lavoro in studio. Se i temi e i protagonisti risultano invariati, è impossibile non notare come l’autore abbia aumentato il livello di dettaglio, con un tratto più fine e un incredibile resa finale.

Photo credit: Julian Winslow via San

Phlegm Street Art Ventnor Isle of Wight

Phlegm Street Art Ventnor Isle of Wight

Phlegm Street Art Ventnor Isle of Wight

Uscite: Canemeorto Soldiers

20/09/2018

Canemorto sugli scudi, il terzetto italiano ha da poco presentato Canemorto Soldiers, una serie limitata di soldatini interamente realizzati a mano.
Prendendo spunto da quanto realizzato per “TOYS“, progetto espositivo presentato due anni fa negli spazi di Superfluo a Milano, i Canemorto tornano a progettare una serie inedita di figure ispirate agli iconici soldatini. Ciascun personaggio misura 16 x 9 x 5 cm ed esce in edizione limitata di 100 pezzi, tutti numerati e firmati. All’interno della serie è presente un soldatino dorato, chi lo troverà riceverà premio speciale.
Se siete interessati potete acquistare il tutto su Wordout Editions, le spedizioni verranno effettuate a partire dal 24 settembre.

Photos and Video: ISO3200

Canemorto Soldiers

Canemorto Soldiers

Canemorto Soldiers

Canemorto Soldiers

Sta rottura de cojoni dei fascisti: L’ultima street poster action di CHEAP

19/09/2018

CHEAP ha aperto la sua nuova stagione di poster nei miglior modo possibile, il collettivo bolognese ha affisso in Via San Giacomo a Bologna una serie di poster antifascisti realizzati da Testi Manifesti.

Inizialmente lanciato sul web e successivamente reso disponibile in free download, il contenuto del poster è ispirato alle parole di Ivano, un semplice cittadino che lo scorso agosto ai microfoni di La7 si era rivolto contro la manifestazione di Casapound per l’arrivo a Rocca di Papa di 100 migranti sbarcati dalla nave delle Guardia Costiera Diciotti.
Se grazie al fermo imposto dal Viminale la situazione della nave è ben nota a tutti, le parole di Ivano sono rapidamente divenute virali: “..‘Sti poracci, che oltre a essersi fatti la navigata, la sosta… mo se stanno a fa’ pure diec’ore de pullman, e quando arriveno qua se devono gode’ pure sta rottura de cojoni dei fascisti”

Sensibile a temi di questo tipo CHEAP cala l’asso con una serie di attacchinaggi il cui contenuto è proprio quello del poster realizzato da Testi Manifesti. Tutto ciò non solo rappresenta una presa di posizione e un modo per ben sottolineare il clima di tensione e contrapposizione che sta caratterizzando il paese, ma diventa anche un simbolo di un sentimento popolare e condiviso che sta attraversando in lungo e in largo il paese.

Photo credit: Michele Lapini

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

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Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

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Narayana: La pittura di Luca Zamoc ispirata al caos primordiale

19/09/2018

Making of #Narayana piece at fuse / video by @ecoltex

Pubblicato da Luca Zamoc su Martedì 18 settembre 2018

Per il suo decimo anniversario la Fuse Factory di Campogalliano in provincia di Modena ha chiesto a Luca Zamoc di realizzare una nuova pittura all’interno del suo headquarter.
Per questa nuova opera l’artista italiano si è largamente ispirato al “Narayana”, termine sanscrito che indica il caos primordiale rappresentato da Dio Vishnu sdraiato sul naga a sette teste Shesha mentre galleggia sull’oceano cosmico.

Il Narayana é una delle supreme manifestazioni divine dell’induismo in quanto rappresenta lo stato di latenza dell’universo subito dopo essere stato distrutto da Shiva e prima di essere rigenerato.
Il CERN di Ginevra si è espresso riguardo al Narayana come ad una possibile interpretazione fisica delle leggi del caos, traducendo in questo modo i brodo primordiale composto da gluoni e quark nella visione del mare cosmico e nella costante distruzione/creazione dell’universo.

Luca Zamoc prosegue quindi lo sviluppo della personale ricerca incentrata sulla relazione uomo/natura/divinità reinterpretando questo potente simbolo. L’artista sceglie di affidarsi ad una crescente e decrescente successone di Fibonacci (sequenza della sezione aurea) inscrivendo nella materia (solidi) gli elementi che ne compongono l’alternarsi (oceano e spazio). La successione aurea sottolinea inoltre la relazione tra macrocosmo e microcosmo che in ambito ermetico ed esoterico designano due entità di cui l’una è riproduzione in scala dell’altra e che per via della loro somiglianza formano un insieme indivisibile, un’unità dove le parti (il microcosmo) sono in rapporto al tutto (il macrocosmo).

Photo credit: Emmanuele Coltellacci

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Uscite: Il libro di Brad Downey “Slapstick Formalism: Process, Project, Object”

18/09/2018

Possibile Books in collaborazione con Dokument Press ha da poco presentato “Slapstick Formalism: Process, Project, Object”, il nuovo libro del grande Brad Downey.

Originario del Kentucky e da anni a Berlino, Brad Downey è ben noto per le sue opere d’arte radicali, per il suo umorismo, sensibilità e intuizione. Ispirato dagli oggetti e dalle attività di vita quotidiana l’artista esamina il tessuto urbano delle nostre città, dei nostri luoghi santi così come degli ambienti dimenticati e ai margini della società intrecciando narrazioni inedite che si pongono a metà tra strada tra arte e quotidianità.

Questa nuova uscita di 432 pagine presenta la prima e completa collezione e valutazione di tutti i suoi interventi. Troviamo sculture, architetture, performance, installazioni, film, disegni, collage e attivismo che si intersecano in un’unica e ricca ricerca.
Curata da Lukas Feireiss, l’uscita è infine accompagnata dai testi critici di Jimmie Durham, Hrag Vartanian, Alain Bieber, Rafael Schacter, Matthew Murphy, Angelique Spaninks, Jennifer Thatcher, Marc Wellmann e Ed Zipco.

Se siete interessati potete acquistare in pre-order la vostra copia QUI.

Photo credit: Possible Books

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Mohamed L’Ghacham a Ragusa per FestiWall

18/09/2018

Mohamed L'Ghacham | FestiWall 2018

#FestiWall2018 dà la parola agli artisti >> online l'intervista a Mohamed Lghacham, la sua poetica, la sua esperienza nella città di Ragusa e le opere realizzate "El baile" e "Antesala II"#MuroFazioNeon

Pubblicato da FestiWall su Martedì 18 settembre 2018

L’artista spagnolo Mohamed L’Ghacham ha realizzato una doppia pittura a Ragusa per la quarta edizione di FestiWall.

Nel suo lavoro il giovane artista è solito ispirarsi alla realtà che lo circonda e più in generale alle scene di vita quotidiana che, immortalate su fotografia, vengono poi rielaborate su parete attraverso uno stile pittorico altamente espressivo.

Per la rassegna di Ragusa Mohamed L’Ghacham ha realizzato due distinti interventi su Viale Europa connessi da una comune poetica. “El Baile” raffigura due anziani in un momento intimo mentre sono intenti a ballare, in “Antesala” l’artista riporta invece alla luce un ricordo personale e universale al tempo stesso, quello di una vecchia casa piena di oggetti e foto su un grande tavolo.

Photo credit: Marcello Bocchieri & The Artist

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

RAME Project: Luca Font, Koes, Lucamaleonte e Peeta a Verona

17/09/2018

La Cooperativa Sociale L’Officina dell’AIAS ONLUS ha inaugurato lo scorso luglio a Verona lo Stravagante Hostel, una struttura ricettiva interamente gestita da persone disabili.
Lo stabile è un edificio di 800 mq acquistato e ristrutturato con lo scopo di creare collaborazione e solidarietà, rendere la vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie migliore e sottolineare quanto sia importante far cadere le barriere del pregiudizio, dando la possibilità a ciascuno di essere di ausilio all’altro.

Con l’avvio dei lavori la cooperativa ha affidato a RAME Project la realizzazione di una serie di opere all’interno degli spazi dell’ostello. All’interno dell’ostello veronese hanno quindi lavorato Luca Font, Koes, Lucamaleonte e Peeta modificando in modo permanente la percezione dell’intera struttura.

Nato due anni fa, RAME Project è un aggregatore di artisti e writer che porta avanti una serie di progetti all’interno dello spazio pubblico. RAME promuove l’arte urbana attraverso l’organizzazione di eventi ed interventi di murales, graffiti e street art per stimolare una nuova visione della città attraverso la riqualificazione urbana e modifica del valore visivo e semantico degli spazi cittadini.

Negli spazi esterni dell’ostello hanno dipinto Luca Font, che ha realizzato una lunga pittura astratta e geometrica, e Koes che è invece intervenuto attraverso una composizione a tema naturale. Lucamaleonte ha dipinto l’interno scala con un pattern di pappagalli e infine Peeta che ha realizzato una delle sue iconiche composizioni 3d e anamorfiche.

Photo credit: Studio Ramon Zuliani & Giorgio Zanetti

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Peeta Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Peeta Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Peeta Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Peeta Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Ghettification: Il murale di Pastel a Ragusa sugli effetti della gentrificazione

17/09/2018

Pastel è tra gli ospiti internazionali della quarta edizione di FestiWall, l’artista argentino ha realizzato a Ragusa una grande pittura dal titolo “Ghettification”.

La ricerca di Pastel è da sempre legata alla specificità dell’ambiente di lavoro, in particolare l’artista ha saputo legare il proprio operato a temi di carattere sociale, storico ed economico per veicolare riflessioni circa gli stravolgimenti antropologici che stanno caratterizzando lo sviluppo delle società e città moderne. Come visto diverse volte l’approccio a queste tematiche passa per uno specifico linguaggio che trova nelle piante la sua personale simbologia.

Uno dei temi ricorrenti nella pratica dell’artista e quello legato alla gentrificazione, ovvero la trasformazione di un quartiere popolare in zona abitativa di pregio attraverso il cambiamento e spostamento della composizione sociale conseguente all’aumento dei prezzi delle abitazioni. A Ragusa Pastel raffigura una pianta di fichi contenuta in un piccolo vaso come simbolo degli effetti della gentrificazione.
L’artista sottolinea come diversi gruppi di persone che hanno sempre vissuto in uno specifico luogo o quartiere, si sono dovuti allontanare verso i confini del territorio modificando di conseguenza la loro qualità di vita. Il risultato è una realtà con meno comunicazione, meno dialogo con l’ambiente e con gli spazi pubblici.
Queste persone per via di uno svantaggio economico si sono gradualmente allontanate dal centro, lasciando le loro case per abitare in zone difficili. Per loro, come per un albero di fico in vaso, il futuro non potrà che essere incerto.

Photo credit: The Artist

Pastel Street Art Ragusa FestiWall

Pastel Street Art Ragusa FestiWall

Pastel Street Art Ragusa FestiWall

Pastel Street Art Ragusa FestiWall

L’ultima serie di pitture di Simek a New York e Providence

15/09/2018

Durante il periodo estivo l’artista greco Simek, metà del duo Blaqk, è volato negli Stati Uniti dove ha avuto l’opportunità di realizzare una nuova serie di pitture.

Fedele al suo approccio minimale, astratto e geometrico, Simek ha continuano anche in questa spedizione oltreoceano a sperimentare soluzioni differenti. In particolare l’artista sembra sempre più concentrato nello sviluppo di lavori basati su linee parallele, effetti profondità e tridimensionalità.
In galleria alcuni scatti tra gli iconici tetti newyorkesi e gli altri lavori, dateci un occhiata! Presto nuovi aggiornamenti.

Photo credit: The Artist

Simek street art

Simek street art

Simek street art

Simek street art

Simek street art

Il murale dei TelmoMiel a Ragusa dedicato alla maternità

15/09/2018

Telmo Miel | FestiWall 2018

Parlano gli artisti di #FestiWall2018 >> online l'intervista a TELMO MIEL che hanno realizzato per questa quarta il #MuroCanova, dal titolo "Preparato".Video credits Andrea Pizzalis / Arianna NacciDrone Pietro Sabatino

Pubblicato da FestiWall su Venerdì 14 settembre 2018

Il duo olandese TelmoMiel è tra gli ospiti della quarta edizione di FestiWall, i due artisti hanno da poco terminato di dipingere una grande parete su Via Canova a Ragusa.

Intitolata “Preparato” l’opera ritrae una madre intenta ad aiutare suo figlio, completamente equipaggiato per affrontare il futuro , ad indossare un casco. Nell’idea dei TelmoMiel l’intervento non solo racconta l’amore di una madre verso il proprio figlio, ma vuole sottolineare l’importanza della famiglia e la protezione che questa fornisce. Il bambino ‘del futuro’ grazie alla sua armatura si prepara al futuro, a tutto ciò che potrebbe accadere in funzione di tutto ciò che sta accadendo nel mondo di oggi.

Photo credit: The Artist

TelmoMiel Street Art Ragusa FestiWall

TelmoMiel Street Art Ragusa FestiWall

TelmoMiel Street Art Ragusa FestiWall

TelmoMiel Street Art Ragusa FestiWall

Ragusa FestiWall 2018: I progetti espositivi

14/09/2018

Per la quarta edizione FestiWall ha invitato Clemens Behr, Alex FaKso, Luca Font e gli architetti Gurrieri/Sciveres ha creare una serie eterogenea di progetti espositivi all’interno del quartier generale del festival, un ex fabbrica tessile realizzata agli inizi degli anni ’60 nonché di uno dei più importanti siti di archeologia industriale della città di Ragusa.

Clemens Behr ha realizzato due installazioni site specific con materiali di recupero trovati all’interno della fabbrica come condotte di areazione e porte in disuso. Alex Fakso ha invece presentato “Unseen Places”, una nuova mostra personale caratterizzata da una serie di lavori inediti, realizzati tra il 2013 e oggi, che interagiscono e si fondono con gli spazi dell’ex lanificio fino a modificarne la percezione.
Luca Font in collaborazione con Alkanoids, studio di animazione milanese, ha invece presentato un progetto espositivo e partecipativo in realtà aumentata. L’idea alla base del progetto è quella di raccontare una storia legata a doppio filo con la terra che lo ospita, a quella del Mediterraneo, delle sue rotte commerciali e di quelle migratorie.
Presente infine lo studio condotto dagli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres sul recupero dell’area di archeologia industriale del Lanificio. Insieme a un team di giovani professionisti composto da Alessandro Bontà, Salvatore Formica, Marzia Iacono, Serena Pappalardo, Giorgio Antonio Russo, Orazio Saluci e l’agenzia di comunicazione Go Marketing & Co è stato infatti redatto “Cose dell’altro mondo”, un masterplan dell’area alla ricerca di nuove e inedite strategie urbane.

FestiWall Headquarter c/o Lanificio
Via Feliciano Rossitto 7
97100 Ragusa RG

Photo credit: Marcello Bocchieri

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font