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Corn79 a Mantova per Without Frontiers Lunetta a Colori

24/09/2018

Torniamo nel quartiere Lunetta di Mantova per dare uno sguardo all’intervento dipinto da Corn79 per il progetto Without Frontiers Lunetta a Colori. Alla terza edizione La rassegna, curata da Simona Gavioli e Giulia Giliberti in collaborazione con l’Associazione torinese Il Cerchio e le Gocce, ha portato a Mantova alcuni dei nomi più importanti della scena italiana ed internazionale trasformando il volto del quartiere.

Per la sua terza partecipazione al progetto, qui potete dare un occhiata alla prima e qui invece alla seconda opera, Corn79 ha lavorato sugli spazi di un sottopassaggio realizzando una composizione geometrica che avvolge in toto piloni e pareti.

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Corn79 Mantova Without Frontiers Lunetta a Colori

Las pandereteras: Il murale dei Colectivo Licuado a Oviedo

24/09/2018

Il Parees Festival di Oviedo in Spagna promuove murales contestualizzati, partecipativi e strettamente legati alla comunità. Alla base del progetto c’è infatti la volontà di intervenire nello spazio pubblico in modo sensato istaurando un rapporto tra comunità e artista. Questi ultimi sono accompagnati da mediatori locali che facilitano gli incontri con persone ed entità significative del territorio. In questo modo da una parte gli artisti sviluppano il loro lavoro sulla base di informazioni dettagliate e contatti con la comunità che vive all’interno di uno specifico ambiente, dall’altra la comunità sperimenta in prima persona il processo creativo aiutando l’artista ha svilupparlo.
Il risultato finale è un lavoro collettivo capace di generare dibattito e promuovere il legame tra i cittadini e il quartiere in cui vivono trasformando l’artista in un agente del cambiamento.

Ad inaugurare il festival la pittura realizzata dal duo uruguagio Colectivo Licuado, i due artisti hanno dipinto un nuovo murale incentrato sulla rivendicazione delle donne.
Gli artisti hanno avuto l’opportunità di incontrare un grande gruppo di donne che si incontrano per suonare il tamburello e che con le loro canzoni salvano la lingua asturiana affrontando temi femministi. Per queste donne il tamburello diventa un scusa per un incontro personale e collettivo e per connettersi con il loro lato femminile.

Photo credit: Fer Alcalá and Mirahaciaatrás

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Colectivo Licuado Street Art Oviedo Parees Festival

Fabio Petani a Salo in Finlandia per Upeart Festival

22/09/2018

Dopo la pittura realizzata a Rognan prosegue il tour nord europeo di Fabio Petani, l’artista italiano ha preso parte ai lavori dell’Upeart Festival 2018 realizzando un grande murale a Salo, nel sud della Finlandia.
L’opera, intitolata “METHANOL & ANEMONE CORONARIA”, è una pittura di 36 metri di altezza e 2200 metri quadrati di superfice che come un abbraccio si sviluppa sui tutti e tre i lati dei grandi silos situati nei pressi della ferrovia che copre il percorso Turku – Helsinki.
Per questa sua ultima fatica Fabio Petani si è ispirato agli elementi distintivi del luogo di lavoro: il metanolo è abitualmente chiamato l’alcol del legno e la città di Salo è comunemente definita la città di legno. La pianta rappresenta invece un fiore tipico di queste zone, l’Anemone Coronaria, in finlandese Sinivuokko.

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Fabio Petani Salo Finland Upeart Festival

Il murale di Peeta a Gainesville in Florida

22/09/2018

Peeta è stato invitato da Iryna Kanishcheva della GNV URBAN ART LLC a realizzare un nuovo murale a Gainesville in Florida. L’artista italiano ha dipinto una nuova composizione anamorfica e astratta caratterizzata dal consueto effetto tridimensionale.

A differenza degli ultimi interventi Peeta torna a lavorare dopo molto tempo con una scala monocromatica, l’opera riprende infatti il colore dell’edificio per creare un effetto scultoreo tono su tono. Il risultato finale è un intervento che partendo dalle particolarità architettoniche della struttura, come le finestre ad esempio, riesce a modificarne totalmente la percezione finale escludendo e distorcendo i confini del palazzo. Se vi trovate in zona l’opera può essere vista su 204 West University Avenue a Gainesville.

Photo credit: Iryna Kanishcheva

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Peeta Street Art Gainesville Florida

Struttura Vivente: Il murale di Crisa a Treviglio

21/09/2018

'STRUTTURA VIVENTE' Parco della Biblioteca civica di Treviglio

l intervento dello street artist Crisa presso il parco della biblioteca civica di Treviglio. Music video by: Kong – BonoboLicensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttps://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/Documentation by Ruggero Spadavecchia

Pubblicato da Pianura Urbana su Martedì 18 settembre 2018

Crisa è tra gli artisti che hanno preso parte a Pianura Urbana, progetto artistico di valorizzazione del territorio a Treviglio in provincia di Bergamo.

Pianura Urbana nasce con l’obiettivo di rieducare al concetto di bellezza quei contesti urbani trascurati, valorizzando l’esistente e contribuendo alla creazione di una cittadinanza attiva e partecipativa nella cura degli spazi comuni. L’idea è quella di realizzare interventi specifici in grado di mettere in relazione il cittadino con l’artista e di conseguenza con il territorio.

In questo contesto Crisa ha lavorato all’interno del parco pubblico della biblioteca civica di Treviglio dipingendo “Stuttura Vivente”, una nuova composizione caratterizzata dal consueto intreccio di elementi naturali, come piante e travi in legno, che diviene punto di congiunzione tra l’architettura dell’edificio e la natura del parco.

Video: Ruggero Spadavecchia

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Crisa Street Art Pianura Urban Treviglio

Dimitris Taxis a Ragusa per FestiWall

21/09/2018

Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi di FestiWall, tra gli ospiti della rassegna troviamo l’artista greco Dimitris Taxis che ha da poco terminato di dipingere la parete esterna dell’Istituto Tecnico Rosario Gagliardi di Ragusa.

Fortemente influenzato dal fumetto, l’artista è ben noto per le sue scene di vita quotidiana dove è solito soffermarsi su aspetti squisitamente emotivi ed introspettivi. Dimitris Taxis predilige infatti un approccio sensibile ed atto a suscitare nello spettatore sentimenti e sensazioni differenti con le quali riflettere sulla propria esistenza.

La pittura realizzata a Ragusa da una parte esercita tutto il fascino dello stile dell’artista, con tonalità calde, gli splendidi effetti di luce e ombra e un setting particolarmente vicino al fumetto e più in generale all’illustrazione, dall’altra rappresenta un suo personale omaggio alla bellezza dei paesaggi siciliani.

Photo credit: Marcello Bocchieri

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Dimitris Taxis Street Art Ragusa FestiWall

Il murale di Phlegm a Ventnor nell’Isola di Wight

20/09/2018

Gli ultimi mesi per Phlegm hanno significato un momento di pausa dall’attività in strada, l’artista inglese ha infatti concentrato i propri sforzi nel lavoro in studio orientando la propria ricerca verso tecniche e procedimenti di stampa di tipo artigianale. In particolare le incisioni come visto stanno rappresentando uno stimolo e soprattutto un importante motivo di evoluzione della sua ricerca.

Recentemente Phlegm è stato invitato a realizzare una nuova pittura Ventnor, cittadina di 7000 abitanti situata nell’Isola di Wight in Inghilterra. Dopo parecchio tempo l’artista torna quindi a lavorare in strada portando con sé tutta l’esperienza maturata nel lavoro in studio. Se i temi e i protagonisti risultano invariati, è impossibile non notare come l’autore abbia aumentato il livello di dettaglio, con un tratto più fine e un incredibile resa finale.

Photo credit: Julian Winslow via San

Phlegm Street Art Ventnor Isle of Wight

Phlegm Street Art Ventnor Isle of Wight

Phlegm Street Art Ventnor Isle of Wight

Uscite: Canemeorto Soldiers

20/09/2018

Canemorto sugli scudi, il terzetto italiano ha da poco presentato Canemorto Soldiers, una serie limitata di soldatini interamente realizzati a mano.
Prendendo spunto da quanto realizzato per “TOYS“, progetto espositivo presentato due anni fa negli spazi di Superfluo a Milano, i Canemorto tornano a progettare una serie inedita di figure ispirate agli iconici soldatini. Ciascun personaggio misura 16 x 9 x 5 cm ed esce in edizione limitata di 100 pezzi, tutti numerati e firmati. All’interno della serie è presente un soldatino dorato, chi lo troverà riceverà premio speciale.
Se siete interessati potete acquistare il tutto su Wordout Editions, le spedizioni verranno effettuate a partire dal 24 settembre.

Photos and Video: ISO3200

Canemorto Soldiers

Canemorto Soldiers

Canemorto Soldiers

Canemorto Soldiers

Sta rottura de cojoni dei fascisti: L’ultima street poster action di CHEAP

19/09/2018

CHEAP ha aperto la sua nuova stagione di poster nei miglior modo possibile, il collettivo bolognese ha affisso in Via San Giacomo a Bologna una serie di poster antifascisti realizzati da Testi Manifesti.

Inizialmente lanciato sul web e successivamente reso disponibile in free download, il contenuto del poster è ispirato alle parole di Ivano, un semplice cittadino che lo scorso agosto ai microfoni di La7 si era rivolto contro la manifestazione di Casapound per l’arrivo a Rocca di Papa di 100 migranti sbarcati dalla nave delle Guardia Costiera Diciotti.
Se grazie al fermo imposto dal Viminale la situazione della nave è ben nota a tutti, le parole di Ivano sono rapidamente divenute virali: “..‘Sti poracci, che oltre a essersi fatti la navigata, la sosta… mo se stanno a fa’ pure diec’ore de pullman, e quando arriveno qua se devono gode’ pure sta rottura de cojoni dei fascisti”

Sensibile a temi di questo tipo CHEAP cala l’asso con una serie di attacchinaggi il cui contenuto è proprio quello del poster realizzato da Testi Manifesti. Tutto ciò non solo rappresenta una presa di posizione e un modo per ben sottolineare il clima di tensione e contrapposizione che sta caratterizzando il paese, ma diventa anche un simbolo di un sentimento popolare e condiviso che sta attraversando in lungo e in largo il paese.

Photo credit: Michele Lapini

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

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Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

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Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Sta rottura de cojoni dei fascisti Bologna Cheap Poster

Narayana: La pittura di Luca Zamoc ispirata al caos primordiale

19/09/2018

Making of #Narayana piece at fuse / video by @ecoltex

Pubblicato da Luca Zamoc su Martedì 18 settembre 2018

Per il suo decimo anniversario la Fuse Factory di Campogalliano in provincia di Modena ha chiesto a Luca Zamoc di realizzare una nuova pittura all’interno del suo headquarter.
Per questa nuova opera l’artista italiano si è largamente ispirato al “Narayana”, termine sanscrito che indica il caos primordiale rappresentato da Dio Vishnu sdraiato sul naga a sette teste Shesha mentre galleggia sull’oceano cosmico.

Il Narayana é una delle supreme manifestazioni divine dell’induismo in quanto rappresenta lo stato di latenza dell’universo subito dopo essere stato distrutto da Shiva e prima di essere rigenerato.
Il CERN di Ginevra si è espresso riguardo al Narayana come ad una possibile interpretazione fisica delle leggi del caos, traducendo in questo modo i brodo primordiale composto da gluoni e quark nella visione del mare cosmico e nella costante distruzione/creazione dell’universo.

Luca Zamoc prosegue quindi lo sviluppo della personale ricerca incentrata sulla relazione uomo/natura/divinità reinterpretando questo potente simbolo. L’artista sceglie di affidarsi ad una crescente e decrescente successone di Fibonacci (sequenza della sezione aurea) inscrivendo nella materia (solidi) gli elementi che ne compongono l’alternarsi (oceano e spazio). La successione aurea sottolinea inoltre la relazione tra macrocosmo e microcosmo che in ambito ermetico ed esoterico designano due entità di cui l’una è riproduzione in scala dell’altra e che per via della loro somiglianza formano un insieme indivisibile, un’unità dove le parti (il microcosmo) sono in rapporto al tutto (il macrocosmo).

Photo credit: Emmanuele Coltellacci

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Luca Zamoc Street Art Fuse Factory

Uscite: Il libro di Brad Downey “Slapstick Formalism: Process, Project, Object”

18/09/2018

Possibile Books in collaborazione con Dokument Press ha da poco presentato “Slapstick Formalism: Process, Project, Object”, il nuovo libro del grande Brad Downey.

Originario del Kentucky e da anni a Berlino, Brad Downey è ben noto per le sue opere d’arte radicali, per il suo umorismo, sensibilità e intuizione. Ispirato dagli oggetti e dalle attività di vita quotidiana l’artista esamina il tessuto urbano delle nostre città, dei nostri luoghi santi così come degli ambienti dimenticati e ai margini della società intrecciando narrazioni inedite che si pongono a metà tra strada tra arte e quotidianità.

Questa nuova uscita di 432 pagine presenta la prima e completa collezione e valutazione di tutti i suoi interventi. Troviamo sculture, architetture, performance, installazioni, film, disegni, collage e attivismo che si intersecano in un’unica e ricca ricerca.
Curata da Lukas Feireiss, l’uscita è infine accompagnata dai testi critici di Jimmie Durham, Hrag Vartanian, Alain Bieber, Rafael Schacter, Matthew Murphy, Angelique Spaninks, Jennifer Thatcher, Marc Wellmann e Ed Zipco.

Se siete interessati potete acquistare in pre-order la vostra copia QUI.

Photo credit: Possible Books

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Brad Downey Book Slapstick Formalism: Process, Project, Object

Mohamed L’Ghacham a Ragusa per FestiWall

18/09/2018

Mohamed L'Ghacham | FestiWall 2018

#FestiWall2018 dà la parola agli artisti >> online l'intervista a Mohamed Lghacham, la sua poetica, la sua esperienza nella città di Ragusa e le opere realizzate "El baile" e "Antesala II"#MuroFazioNeon

Pubblicato da FestiWall su Martedì 18 settembre 2018

L’artista spagnolo Mohamed L’Ghacham ha realizzato una doppia pittura a Ragusa per la quarta edizione di FestiWall.

Nel suo lavoro il giovane artista è solito ispirarsi alla realtà che lo circonda e più in generale alle scene di vita quotidiana che, immortalate su fotografia, vengono poi rielaborate su parete attraverso uno stile pittorico altamente espressivo.

Per la rassegna di Ragusa Mohamed L’Ghacham ha realizzato due distinti interventi su Viale Europa connessi da una comune poetica. “El Baile” raffigura due anziani in un momento intimo mentre sono intenti a ballare, in “Antesala” l’artista riporta invece alla luce un ricordo personale e universale al tempo stesso, quello di una vecchia casa piena di oggetti e foto su un grande tavolo.

Photo credit: Marcello Bocchieri & The Artist

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

Mohamed L’Ghacham Street Art Ragusa FestiWall

RAME Project: Luca Font, Koes, Lucamaleonte e Peeta a Verona

17/09/2018

La Cooperativa Sociale L’Officina dell’AIAS ONLUS ha inaugurato lo scorso luglio a Verona lo Stravagante Hostel, una struttura ricettiva interamente gestita da persone disabili.
Lo stabile è un edificio di 800 mq acquistato e ristrutturato con lo scopo di creare collaborazione e solidarietà, rendere la vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie migliore e sottolineare quanto sia importante far cadere le barriere del pregiudizio, dando la possibilità a ciascuno di essere di ausilio all’altro.

Con l’avvio dei lavori la cooperativa ha affidato a RAME Project la realizzazione di una serie di opere all’interno degli spazi dell’ostello. All’interno dell’ostello veronese hanno quindi lavorato Luca Font, Koes, Lucamaleonte e Peeta modificando in modo permanente la percezione dell’intera struttura.

Nato due anni fa, RAME Project è un aggregatore di artisti e writer che porta avanti una serie di progetti all’interno dello spazio pubblico. RAME promuove l’arte urbana attraverso l’organizzazione di eventi ed interventi di murales, graffiti e street art per stimolare una nuova visione della città attraverso la riqualificazione urbana e modifica del valore visivo e semantico degli spazi cittadini.

Negli spazi esterni dell’ostello hanno dipinto Luca Font, che ha realizzato una lunga pittura astratta e geometrica, e Koes che è invece intervenuto attraverso una composizione a tema naturale. Lucamaleonte ha dipinto l’interno scala con un pattern di pappagalli e infine Peeta che ha realizzato una delle sue iconiche composizioni 3d e anamorfiche.

Photo credit: Studio Ramon Zuliani & Giorgio Zanetti

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Luca Font Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Koes Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Lucamaleonte Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Peeta Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Peeta Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Peeta Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Peeta Street Art Rame Project Verona Stravagante Hostel

Ghettification: Il murale di Pastel a Ragusa sugli effetti della gentrificazione

17/09/2018

Pastel è tra gli ospiti internazionali della quarta edizione di FestiWall, l’artista argentino ha realizzato a Ragusa una grande pittura dal titolo “Ghettification”.

La ricerca di Pastel è da sempre legata alla specificità dell’ambiente di lavoro, in particolare l’artista ha saputo legare il proprio operato a temi di carattere sociale, storico ed economico per veicolare riflessioni circa gli stravolgimenti antropologici che stanno caratterizzando lo sviluppo delle società e città moderne. Come visto diverse volte l’approccio a queste tematiche passa per uno specifico linguaggio che trova nelle piante la sua personale simbologia.

Uno dei temi ricorrenti nella pratica dell’artista e quello legato alla gentrificazione, ovvero la trasformazione di un quartiere popolare in zona abitativa di pregio attraverso il cambiamento e spostamento della composizione sociale conseguente all’aumento dei prezzi delle abitazioni. A Ragusa Pastel raffigura una pianta di fichi contenuta in un piccolo vaso come simbolo degli effetti della gentrificazione.
L’artista sottolinea come diversi gruppi di persone che hanno sempre vissuto in uno specifico luogo o quartiere, si sono dovuti allontanare verso i confini del territorio modificando di conseguenza la loro qualità di vita. Il risultato è una realtà con meno comunicazione, meno dialogo con l’ambiente e con gli spazi pubblici.
Queste persone per via di uno svantaggio economico si sono gradualmente allontanate dal centro, lasciando le loro case per abitare in zone difficili. Per loro, come per un albero di fico in vaso, il futuro non potrà che essere incerto.

Photo credit: The Artist

Pastel Street Art Ragusa FestiWall

Pastel Street Art Ragusa FestiWall

Pastel Street Art Ragusa FestiWall

Pastel Street Art Ragusa FestiWall

L’ultima serie di pitture di Simek a New York e Providence

15/09/2018

Durante il periodo estivo l’artista greco Simek, metà del duo Blaqk, è volato negli Stati Uniti dove ha avuto l’opportunità di realizzare una nuova serie di pitture.

Fedele al suo approccio minimale, astratto e geometrico, Simek ha continuano anche in questa spedizione oltreoceano a sperimentare soluzioni differenti. In particolare l’artista sembra sempre più concentrato nello sviluppo di lavori basati su linee parallele, effetti profondità e tridimensionalità.
In galleria alcuni scatti tra gli iconici tetti newyorkesi e gli altri lavori, dateci un occhiata! Presto nuovi aggiornamenti.

Photo credit: The Artist

Simek street art

Simek street art

Simek street art

Simek street art

Simek street art

Il murale dei TelmoMiel a Ragusa dedicato alla maternità

15/09/2018

Telmo Miel | FestiWall 2018

Parlano gli artisti di #FestiWall2018 >> online l'intervista a TELMO MIEL che hanno realizzato per questa quarta il #MuroCanova, dal titolo "Preparato".Video credits Andrea Pizzalis / Arianna NacciDrone Pietro Sabatino

Pubblicato da FestiWall su Venerdì 14 settembre 2018

Il duo olandese TelmoMiel è tra gli ospiti della quarta edizione di FestiWall, i due artisti hanno da poco terminato di dipingere una grande parete su Via Canova a Ragusa.

Intitolata “Preparato” l’opera ritrae una madre intenta ad aiutare suo figlio, completamente equipaggiato per affrontare il futuro , ad indossare un casco. Nell’idea dei TelmoMiel l’intervento non solo racconta l’amore di una madre verso il proprio figlio, ma vuole sottolineare l’importanza della famiglia e la protezione che questa fornisce. Il bambino ‘del futuro’ grazie alla sua armatura si prepara al futuro, a tutto ciò che potrebbe accadere in funzione di tutto ciò che sta accadendo nel mondo di oggi.

Photo credit: The Artist

TelmoMiel Street Art Ragusa FestiWall

TelmoMiel Street Art Ragusa FestiWall

TelmoMiel Street Art Ragusa FestiWall

TelmoMiel Street Art Ragusa FestiWall

Ragusa FestiWall 2018: I progetti espositivi

14/09/2018

Per la quarta edizione FestiWall ha invitato Clemens Behr, Alex FaKso, Luca Font e gli architetti Gurrieri/Sciveres ha creare una serie eterogenea di progetti espositivi all’interno del quartier generale del festival, un ex fabbrica tessile realizzata agli inizi degli anni ’60 nonché di uno dei più importanti siti di archeologia industriale della città di Ragusa.

Clemens Behr ha realizzato due installazioni site specific con materiali di recupero trovati all’interno della fabbrica come condotte di areazione e porte in disuso. Alex Fakso ha invece presentato “Unseen Places”, una nuova mostra personale caratterizzata da una serie di lavori inediti, realizzati tra il 2013 e oggi, che interagiscono e si fondono con gli spazi dell’ex lanificio fino a modificarne la percezione.
Luca Font in collaborazione con Alkanoids, studio di animazione milanese, ha invece presentato un progetto espositivo e partecipativo in realtà aumentata. L’idea alla base del progetto è quella di raccontare una storia legata a doppio filo con la terra che lo ospita, a quella del Mediterraneo, delle sue rotte commerciali e di quelle migratorie.
Presente infine lo studio condotto dagli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres sul recupero dell’area di archeologia industriale del Lanificio. Insieme a un team di giovani professionisti composto da Alessandro Bontà, Salvatore Formica, Marzia Iacono, Serena Pappalardo, Giorgio Antonio Russo, Orazio Saluci e l’agenzia di comunicazione Go Marketing & Co è stato infatti redatto “Cose dell’altro mondo”, un masterplan dell’area alla ricerca di nuove e inedite strategie urbane.

FestiWall Headquarter c/o Lanificio
Via Feliciano Rossitto 7
97100 Ragusa RG

Photo credit: Marcello Bocchieri

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

Festiwall 2018 Ragusa Mostre Alex Fakso Clemens Behr Luca Font

The Thinker Child: Il murale di RUN a Croydon, Londra

14/09/2018

Dopo tre giorni lavoro Giacomo Bufarini aka RUN ha terminato un nuovo murale nel sobborgo di Croydon nei pressi di Londra.
“The Thinker Child”, oltre a segnare il ritorno dell’artista su grande dimensione rappresenta un opportunità per approfondirne tematiche e stimoli. La pittura porta infatti con sé tutta una serie di considerazioni e riflessioni che riescono a centrare in maniera efficace quelle che sono le prerogative dell’artista e soprattutto i temi alla base del suo lavoro.

“Quando vedo le metropoli che stanno perdendo la loro identità o stanno abbracciando l’identità dettata da corporation, tecnologia e freddo disumano sviluppo – spiega l’artista – sento il dovere di offrire alle persone qualcosa che li faccia tornare alle loro origini”.
Si tratta di tema centrale nella pratica artistica di RUN, una direzione ben precisa che in maniera evidente si pone in totale contrapposizione con un approccio decorativo e scarico di significati che sempre più sta segnando gli sviluppi dell’arte in strada.
Tutto ciò si traduce in un significato molto profondo, una vera e propria mission. Egli vede nella strada l’opportunità di parlare e raggiungere un vasto pubblico al quale raccontare le storie dei luoghi che ha attraversato. In maniera diretta o indiretta, politica o sottile l’artista italiano tratta argomenti diversi, vuole smuovere le corde più profonde tracciando riflessioni interpersonali, affrontando l’esigenza di ripristinare un rapporto diretto con il pianeta.

Il bambino pensatore qui raffigurato è un segnalibro sulla nostra storia (o preistoria) per ricordarci che siamo fatti di sentimenti e polvere di stelle, per ricordarci che siamo umani e lo saremo sempre.
Partendo da questi spunti “The Thinker Child” è un’opera che reclama le stelle, la luna e il pianeta, il cielo e la terra: l’enorme figura tocca la sua fronte stringendo delicatamente la luna e l’altra mano va dolcemente a sfiorare il terreno stabilendo una connessione tra i due pianeti. Tutto ciò che è in mezzo, sei tu.

Photo credit: The Artist

RUN Giacomo Bufarini Street Art Croydon London

RUN Giacomo Bufarini Street Art Croydon London

RUN Giacomo Bufarini Street Art Croydon London

RUN Giacomo Bufarini Street Art Croydon London

RUN Giacomo Bufarini Street Art Croydon London

Il murale di Fabio Petani a Rognan in Norvegia

13/09/2018

Fabio Petani è tra gli artisti che hanno preso parte all’ultima edizione dell’UpNorth Festival, l’italiano per rassegna di Bodø, nel nord della Norvegia, ha dipinto una enorme struttura a Rognan.
L’edificio è la Slipen Sceneuna, una vecchia fabbrica di barche trasformata in una sala concerti tra le maggiori della Norvegia in cui ogni anno si esibiscono alcuni degli migliori artisti europei.

Seguendo le prerogative tipiche del proprio lavoro Fabio Petani ha completamente trasformato gli spazi estreni dell’edificio attraverso una nuova composizione che interseca elementi naturali e chimici. L’opera si intitola “Pinene e Sorbus Aucuparia” ed ha visto l’artista ispirarsi alla Sorbus Aucuparia, particolare pianta dalla quale prende il nome la città di Rognan, e il Pinene, un composto chimico usato per mescolare i colori e le resine per le barche.

Photo credit: The Artist

Fabio Petani Street Art Slipen Sceneuna Rognan UpNorth Festival

Fabio Petani Street Art Slipen Sceneuna Rognan UpNorth Festival

Fabio Petani Street Art Slipen Sceneuna Rognan UpNorth Festival

Fabio Petani Street Art Slipen Sceneuna Rognan UpNorth Festival

Fabio Petani Street Art Slipen Sceneuna Rognan UpNorth Festival

Fabio Petani Street Art Slipen Sceneuna Rognan UpNorth Festival

Cavalieri e Saraceni: Il murale di AEC Interesni Kazki a Pisa

13/09/2018

AEC degli Interesni Kazki ha realizzato un nuovo murale a Pisa per il progetto START – Open your eyes, curato da Gian Guido Maria Grassi.
L’artista Ucraino ha lavorato in uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia della città, davanti alle antiche mura cittadine lì dove un tempo passava il Canale di Navicelli., ispirandosi alla storia di Pisa e in particolare al mito di Kinzica de’ Sismondi che secondo la leggenda salvò la città dall’invasione dei saraceni di Mujāhid al-ʿĀmirī detto Musetto.

Alla base dell’opera la volontà dell’artista di legare passato e presente attraverso una storia di incontro e scontro tra i popoli del Mediterraneo, un tema questo quanto mai attuale in questo particolare periodo storico.
AEC non solo cita eventi storici legati all’ambiente di lavoro, ma ne rielabora il senso attraverso un filtro personale legato ai tempi e alle criticità moderne. Egli lavora per simboli, come i copricapi presenti nei personaggi principali – l’elmo con la Croce dei Cavalieri di Santo Stefano e il turbante – che diventano qui l’emblema delle divisioni ideologiche e culturali, oppure la presenza nell’angolo destro di un piccolo drone che potrebbe essere letta come critica all’eccessiva dipendenza dalla tecnologia e a tutti i problemi che la stessa ha saputo portare in dote.

Il tema principale dell’opera è ovviamente quello della migrazione, AEC mette a confronto le guerre tra Saraceni e Cavalieri con le attuali spinte migratorie dal Medio Oriente e dall’Africa verso l’Europa. L’artista paragona gli atteggiamenti di queste differenti culture e ideologie nei confronto dell’una e dell’altra, sottolineando come gli Europei considerino coloro che arrivano come pirati saraceni e quindi tendenzialmente ostili.

Photo credit: The Artist
Video: Yulia Pilipenko

Aec Interesni kazki murale Pisa

Aec Interesni kazki murale Pisa

Aec Interesni kazki murale Pisa

Aec Interesni kazki murale Pisa

Aec Interesni kazki murale Pisa

Aec Interesni kazki murale Pisa

Aec Interesni kazki murale Pisa

Soda a Santa Croce di Magliano

12/09/2018

PAG – Premio Antonio Giordano da anni sta portando a Santa Croce di Magliano alcuni dei nomi più importanti della scena italiana ed internazionale, ultimo in ordine di tempo Soda. L’artista italiano ha lavorato ad una nuova pittura capace di esercitare tutto il fascino delle sue produzioni.

La ricerca di Soda risulta profondamente legata al writing così come ad una personale rielaborazione e commutazione della forma attraverso un idea di caos simulato.
Attraverso uno studio approfondito della superfice di lavoro egli dà forma e sostanza a volumi tridimensionali che sembrano muoversi all’interno della superfice di lavoro scontrandosi, rompendosi e deflagrando. Questi appaiono altamente realistici nell’aspetto, grazie agli eccellenti effetti di luce e ombra, e vengono sviluppati attraverso continui effetti di profondità e tridimensionalità con l’intento di modificare la linearità dello spazio e giocare con le percezioni di chi osserva.

In galleria le immagini del making of e del risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti da Santa Croce di Magliano e dal PAG Premio Antonio Giordano.

Photo credit: The Artist & PAG – Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Soda Santa Croce di Magliano Premio Antonio Giordano

Uscite: Servadio “BODY OF REVERBS” Libro + LP

12/09/2018

BODY OF REVERBS è la performance di Servadio che unisce suoni e tatuaggio in un’unica esperienza che mira a connettere spazio, corpo e suono.
Come scrivevamo alcuni mesi fa, si tratta di una pratica di post-tatuaggio che vede la macchina da tatuaggio diventare strumento musicale. Quello che emerge è un rituale dove le vibrazioni dell’ago ed il suo suono vengono amplificate con l’intento di stimolare una connessione tra il dolore e il propagarsi della vibrazione sonora nello spazio circostante creando in questo modo un ciclo unico.

A distanza di 2 anni dall’inizio del progetto, Servadio esce ora con una doppia pubblicazione: un LP che raccoglie le registrazioni delle due sessioni realizzate durante la prima performance a Hackney Wick (Londra) nel 2016 con Years of Denial e HEXN e un libro impreziosito dai contributi di Alex Bonnie, Betty Marenko, Caro Ley, Riccardo Balli, Steve Hopkins, Sofia Sacchetti, Piera Offelli Talin e Michele Zucca. Si tratta di un supporto visivo e teorico per collocare correttamente questa pratica all’interno della cultura contemporanea.

Se siete interessati potete acquistare la vostra copia nello shop di VARSI. Vi rimandiamo al nostro precedente post per aprofondire e rivedere alcuni video delle perfomance fin qui realizzate dall’artista.

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Servadio

Ejercicio de escala: Il murale di Franco Fasoli JAZ a Buenos Aires

12/09/2018

Nuovo aggiornamento per Franco Fasoli JAZ, il grande artista Argentino ha da poco realizzato una nuova pittura a Buenos Aires dal titolo “Ejercicio de escala”.

L’intervento sottolinea ancora un volta il passaggio dell’artista ad uno stile pittorico maggiormente grafico e fortemente legato alle produzioni in studio. In particolare questa sua ultima fatica appare più che mai legate alle continue sperimentazioni con la tecnica del collage, che così fortemente hanno caratterizzato gli ultimi anni della sua ricerca, e come queste siano ormai state assorbite anche nel lavoro outdoor.

In galleria alcuni scatti di quest’ultimo intervento, presto nuovi aggiornamenti tra cui le immagini della prima mostra personale dell’artista in Italia negli spazi della Wunderkammern Gallery di Milano. Stay tuned!

Photo credit: The Artist

Franco Fasoli JAZ Mural Buenos Aires

Franco Fasoli JAZ Mural Buenos Aires

Vision of Hózhó: Il murale di Gola Hundun per The Painted Desert Project

11/09/2018

The Painted Desert Project è un progetto artistico promosso da Chip Thomas aka Jetsonorama all’interno della riserva navajo nel deserto dell’Arizona.

Nel corso degli anni abbiamo seguito con interesse i suoi sviluppi raccontandovi e mostrandovi i lavori realizzati da alcuni degli artisti più importanti a livello internazionale e sottolineando l’efficacia di un progetto che fa dell’interazione con l’ambiente e con la comunità indiana locale il suo principale motore. Alla base del The Painted Desert Project vi è infatti la volontà di sostenere e invogliare il turismo creativo all’interno della riserva, una comunità dove le persone vivono un esistenza tranquilla e dedita alla pastorizia e alla vendita di chincaglierie.

Ultimo in ordine di tempo a partecipare al progetto è il nostro Gola Hundun che ha realizzata una pittura su una vecchia stazione di servizio abbandonata. L’artista prima di iniziare a dipingere ha passato tre giorni nel deserto, per visitare alcuni celebri monumenti e soprattutto per entrare maggiormente in contatto con i nativi cercando di comprenderne meglio la cultura e le tradizioni.

Ispirato da questo processo Gola Hundun ha quindi cercato di combinare due elementi diversi tra loro con l’intento di generare un immagine unitaria. L’artista in questo modo ha voluto intercettare e rappresentare al meglio le proprie sensazioni e gli stati d’animo così come il cuore e la mente della comunità locale Dinè (popolo in lingua navajo).
Il risultato finale combina la Navajo Mountain, testa del loro dio principale e generatore di tutto il loro mondo, e una reinterpretazione dell’ Hózhó attraverso una spirale situata nel mezzo della montagna. Hózhó è il fondamento della religione Navajo, una combinazione dello stato esistente di equilibrio, armonia, pace e completezza e che loro stessi sono soliti chiamare “camminare nella bellezza”.

Photo credit: The Artist

Gola Hundun The Painted Desert Project

Gola Hundun The Painted Desert Project

Gola Hundun The Painted Desert Project

Gola Hundun The Painted Desert Project

Gola Hundun The Painted Desert Project

Gola Hundun The Painted Desert Project

Il murale di Sebastian Pren e LostOptics a Sibiu in Romania

11/09/2018

Per il Sibiu International Street Art Festival Sebastian Pren e LostOptics hanno dipinto e trasformato gli spazi esterni un grande edificio a Sibiu in Romania.

L’opera dipinta dai due artisti di origine rumena è intitolata “OPTICS No.009” ed ha visto entrambi modificare pesantemente la percezione dell’intera struttura attraverso un intreccio di elementi astratti e geometrici che corrono sulle pareti esterne dell’edificio. Il risultato finale sia nei colori sia nella conformazione degli elementi raffigurati, sembra più che mai ispirato alle opere di Piet Mondrian e più in generale al movimento artistico De Stijl.

Photo credit: The Artists

Sebastian Pren street art mural Sibiu Romania

Sebastian Pren street art mural Sibiu Romania

Sebastian Pren street art mural Sibiu Romania

Sebastian Pren street art mural Sibiu Romania

Sebastian Pren street art mural Sibiu Romania

Sebastian Pren street art mural Sibiu Romania

Pennelli Ribelli: Festival di street art dedicato alla memoria ed alla simbolicità di Marzabotto

11/09/2018

Pennelli Ribelli è un festival di street art interamente dedicato alla memoria ed alla simbolicità di Marzabotto. La rassegna è organizzata dall’omonima associazione e vedrà coinvolti alcuni dei nomi di spicco della scena italiana e internazionale.

Obbiettivo del progetto è la riqualificazione di alcuni fabbricati fatiscenti presenti nell’area della vallata e protagonisti della sua storia industriale. Si tratta in gran parte degli edifici dell’ex cartiera dismessa di Lama di Reno, di varie cabine Enel ed altri fabbricati presenti in zona. Le opere saranno tutti interventi di grande dimensione pensati per creare dei segni forti e caratterizzanti del paesaggio e soprattutto della storia del luogo.
Andrea Casciu, Collettivo FX, Ericailcane, Guerrilla Spam, Kiki Skipi e Nemo’s lavoreranno in questi luoghi con la volontà di dare una nuova linfa all’ex zona industriale e con l’idea di sviluppare un progetto in grado di restituire al meglio l’elevato valore simbolico e storico di Marzabotto.

Marzabotto è una località simbolica della Resistenza e viene ricordata per una serie di stragi compiute dai nazi-fascisti tra il 1943 e 1944. Il 25 settembre 1949 il Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi insignì Marzabotto della Medaglia d’Oro al Valore Militare, per il sacrificio dei suoi abitanti nella lotta di liberazione. Il testo della medaglia indica 1830 caduti, come dato complessivo degli uccisi dai nazifascisti all’interno un territorio più ampio di quello comunale.

L’esecuzione del progetto verrà garantita sia da fondi pubblici che da una campagna di autofinanziamento necessaria a garantire la partecipazione più ampia e sostanziale possibile. Il tema scelto per il crowdfunding è quello del lupo, un omaggio a Mario Musolesi partigiano della Brigata Stella Rossa che scelse quest’animale come nome di battaglia per la propria clandestinità. Le opere ( stampe, calamite, magliette, shopping bag) sono tutte in serie limitata e sono acquistabili QUI.

Pennelli Ribelli Marzabotto

Pennelli Ribelli Marzabotto

Pennelli Ribelli Marzabotto

Pennelli Ribelli Marzabotto

Pennelli Ribelli Marzabotto

Pennelli Ribelli Marzabotto

Pennelli Ribelli Marzabotto

Empathy/a: La mostra di Nicolas EVER Romero da The Diogenes Club

10/09/2018

Nicolas Romero, meglio conosciuto come Ever, ha da poco aperto una nuova mostra personale intitolata “Empathy/a” negli spazi de The Diogenes Club di Los Angeles.

La mostra affronta e riflette su tutte quelle relazioni che abbiamo con gli oggetti ed è interamente composto da lavori allegorici che nell’idea dell’artista argentino rappresentano le nostre percezioni delle cose aldilà del loro semplice uso e simbolismo. In questo modo possiamo vedere la proiezioni dei nostri sentimenti su oggetti che, sebbene inerti, rivelano aspetti interiori e personali di noi stessi.

Le opere in mostra sono caratterizzate da uno stile pittorico realistico ma soprattutto sono interamente e volutamente basate su elementi autobiografici riferiti allo sviluppo delle connessioni personali dell’artista. Ever si apre a 360^ parlandoci del rapporto con sua madre o di quello con gli elementi maggiormente artificiali come internet. L’idea è quella di sottolineare e farci riflettere sull’importanza di metterci ciascuno nei panni dell’altro.

The Diogenes Club
2915 Knox Avenue Los Angeles, CA
90039 United States

Photo credit: The Artist & The Gallery

Empathy/a Nicolas Romero Ever The Diogenes Club

Empathy/a Nicolas Romero Ever The Diogenes Club

Empathy/a Nicolas Romero Ever The Diogenes Club

Empathy/a Nicolas Romero Ever The Diogenes Club

Empathy/a Nicolas Romero Ever The Diogenes Club

Empathy/a Nicolas Romero Ever The Diogenes Club

Empathy/a Nicolas Romero Ever The Diogenes Club

Empathy/a Nicolas Romero Ever The Diogenes Club

Il murale di Eltono a Lynn in Massachusetts

10/09/2018

Eltono è stato invitato a Lynn in Massachusetts negli Stati Uniti per prendere parte ai lavori del Beyond Walls Festival di quest’anno.

Beyond Walls collabora con organizzazioni locali, comuni, membri della comunità e consulenti per progettare, produrre e gestire progetti e programmi per lo sviluppo dell’arte pubblica in spazi inutilizzati, abbandonati o trascurati.

Con l’aiuto di alcuni partecipanti al RAW Art Works, Eltono ha lavorato su una lunga parete situata in Tremont Street realizzando una delle sue iconiche composizioni astratte. RAW è una organizzazione artistica giovanile che porta avanti una serie di programmi gratuiti, dalla pittura al cinema, espressamente pensati per una fascia d’età che va dai 7 ai 19 anni. Ciascun progetto nasce dalla volontà di voler offrire a ciascuno dei ragazzi coinvolti una possibilità di espressione, sfogo e dialogo attraverso l’arte.

Photo Credit: The Artist

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

Eltono Street Art Lynn Massachusetts Beyond Walls Festival RAW Art Works

James Reka a Brøndby Strand, Danimarca

08/09/2018

“Mor og Datter” è il titolo dell’ultimo murale realizzato da James Reka a Brøndby Strand, subborgo nei pressi di Copenaghen in Danimarca.

L’intervento ha visto l’artista lavorare su una superfice di 40 metri di lunghezza all’interno di un grande blocco di alloggi statali. La posizione del muro e soprattutto l’incontro e l’interazione tra Reka e la gente del posto sono alla base di quest’ultima pittura.
Il titolo dell’opera, traducibile con “Madre e figlia”, è un esplicito riferimento al ruolo di madre e al rapporto con i bambini dell’intero vicinato. Reka ha dipinto alcuni ritratti degli abitanti del quartiere aggiungendo al risultato finale alcuni elementi naturali da sempre presenti all’interno delle sue produzioni.

Photo credit: The Artist

James Reka Brøndby Strand Mural

James Reka Brøndby Strand Mural

James Reka Brøndby Strand Mural

James Reka Brøndby Strand Mural

James Reka Brøndby Strand Mural

James Reka Brøndby Strand Mural

L’ultima serie di interventi di BR1

08/09/2018

A distanza di tempo dall’ultimo aggiornamento diamo uno sguardo all’ultima serie di interventi realizzati da BR1 nei mesi scorsi.

Il lavoro dell’artista italiano è caratterizzato da un accentuato contenuto sociale e riflessivo, egli attraverso le sue produzioni intente veicolare riflessioni e spunti circa le contraddizioni alla base della contrapposizione tra modello culturale occidentale e quello dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo.
Si tratta di un argomento vasto che vede nel mare la sua centralità e che abbraccia grandi questioni come l’immigrazione, l’integrazione tra i popoli, i rapporti multietnici, il razzismo fino ad arrivare alla fragilità e alle ambiguità della società globalizzata.

Partendo da queste tematiche l’artista sta modificando ed evolvendo la natura delle sue opere. In particolare BR1 pare sempre più interessato ad introdurre la fotografia di paesaggio all’interno dei lavori con l’idea di contestualizzare maggiormente gli interventi. Qui uno sguardo all’ultima serie di lavori, presto nuovi aggiornamenti!

Photo credit: The Artist

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

BR1 Poster Art Street Art

Transformation: Il murale di Waone Interesni Kazki a Victoria in Canada

07/09/2018

Dopo undici giorni di intenso lavoro Waone degli Interesni Kazki ha terminato di dipingere un nuovo murale a Victoria nella British Columbia Canadese.

L’opera, il primo progetto murale in città, si trova all’interno di una zona industriale, un quartiere rumoroso, polveroso, sporco e maleodorante, ed è pensata per avviare le trasformazioni dell’area di Rock Bay. Intitolato “Transformation”, l’intervento è stato fortemente ispirato dall’ambiente di lavoro, Waone riflette qui sulla quantità di spazzatura che ogni giorni ciascuno di noi crea e che, quando raccolta in un unico posto, assomiglia ad un vero e proprio oceano di rifiuti.

Nella pittura le piccole figure umane colorate, che rappresentano la varietà di popoli e nazioni sulla Terra, stanno cadendo in una sorta di massa fusa che si trasforma in una grande figura multicolore che rappresenta l’umanità intera. L’uomo multicolore sembra spingere il pianeta da qualche parte. Dove? Per l’artista dipende da ciascuno di noi.
Alla base dell’opera c’è infatti la volontà di Waone di sottolineare la necessità di una presa di coscienza sull’inquinamento e sull’eccessiva quantità di rifiuti che ogni giorni generiamo. Se vi trovate in zona potete andare a darci un occhiata su Victoria’s Rock Bay, 401 David St..

Photo credit: The Artist

Waone Interesni Kazki Victoria Canada Street Art

Waone Interesni Kazki Victoria Canada Street Art

Waone Interesni Kazki Victoria Canada Street Art

Waone Interesni Kazki Victoria Canada Street Art

Zilda sulla Chapelle du Tertre Alix in Francia

07/09/2018

Dopo aver lavorato a Noyal-Pontivy, sulla Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy e sul Castello di Rustéphan, Zilda ha da poco terminato un nuovo paste-up sulla Chapelle du Tertre Alix in Francia.

Osservando le sue produzioni è evidente come l’artista Francese abbia scelto un approccio lavorativo ragionato e minuzioso. La scelta del luogo è preceduta da un suo studio approfondito, da una indagine per sensazioni che anticipa quella dei soggetti scelti. Una volta trovato lo spazio più adatto l’autore non impone la propria visione al suo interno piuttosto cerca di restituirne e amplificarne le peculiarità, le sensazioni e la storia cosicché location ed intervento artistico possano lavorare in tutt’uno veicolando sensazioni e spunti personali.
Gli interventi appaiono in questo modo particolarmente ricercati e funzionali ad una specifico ambiente, con i risultati finali che spesso dialogano con il circostante e le sue specificità.

Negli ultimi mesi Zilda ha smesso di lavorare per le strade di Napoli, vera e propria terra di conquista con decine di interventi sparsi nel corso del tempo, orientando il proprio lavoro all’interno di zone rurali e lontane dalle città. In particolare l’autore ha gettato le basi di quello che sembra un vero e proprio progetto che ha nelle piccole chiese, nelle strutture antiche e abbandonate e nelle storie che si celano dietro le stesse il suo trait d’union.
Dopo aver lavorato a Noyal-Pontivy, sulla Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy e sul Castello di Rustéphan, Zilda ha da poco terminato un nuovo paste-up sulla Chapelle du Tertre Alix in Francia.

Osservando le produzioni di Zilda è evidente come l’artista Francese abbia scelto un approccio lavorativo ragionato e minuzioso. La scelta del luogo è preceduta da un suo studio approfondito, da una indagine per sensazioni che anticipa di molto quella dei soggetti scelti. Una volta trovato lo spazio più adatto l’autore non impone la propria visione al suo interno piuttosto cerca di restituirne e amplificarne le peculiarità e le sensazioni cosicché location ed intervento artistico possano lavorare in tutt’uno veicolando sensazioni e spunti personali.
Gli interventi appaiono in questo modo particolarmente ricercati e funzionali ad una specifico ambiente, con i risultati finali che spesso dialogano con il circostante e le sue specificità.

Negli ultimi mesi Zilda ha smesso di lavorare per le strade di Napoli, vera e propria terra di conquista con decine di interventi sparsi realizzati nel corso del tempo, orientando il proprio lavoro all’interno di zone rurali e lontane dalle città. In particolare l’autore ha gettato le basi di quello che sembra un vero e proprio progetto che ha nelle piccole chiese, complessi e strutture antiche il suo trait d’union.

“Alix de Villauran” è il titolo dell’ultimo lavoro realizzato nei pressi di Louvigné-du-Désert. Zilda ha lavorato sugli spazi della Chapelle du Tertre Alix, una piccola struttura a circa un chilometro dalla cittadina francese interamente sorretta da una vecchia quercia. A questo luogo sono associate diverse leggende, a cui probabilmente l’artista si è ispirato per questo suo ultimo intervento, tra cui quella di Lord Alix Villauran che inseguito dai lupi si sarebbe salvato rifugiandosi all’interno del cavo dell’albero.

Photo Credit: The Artist

Zilda Oratoire du Tertre Alix

Zilda Oratoire du Tertre Alix

Zilda Oratoire du Tertre Alix

Zilda Oratoire du Tertre Alix

Zilda Oratoire du Tertre Alix

Zilda Oratoire du Tertre Alix

Zilda Oratoire du Tertre Alix

La nuova collaborazione tra 108, CT e Nelio

06/09/2018

Nelle scorse settimane 108, CT e Nelio hanno dipinto insieme all’interno di un vecchio edificio abbandonato in una location sconosciuta del nord ovest d’Italia.

Gli artisti non sono nuovi a uscite di questo tipo ma anzi approfittando della tranquillità di questa tipologia di spazi, della possibilità di lavorare in modo ravvicinato e in maniera più intima rispetto alle pareti di grande dimensione, hanno realizzato una bella collaborazione basata su una comune scala cromatica e sui rispettivi e differenti immaginari.

Il risultato finale rappresenta un continuum con il passato da writer del terzetto ma sopratutto permette un rapporto senza dubbio maggiore e diretto tra lo spazio, l’artista e il gesto. Thumbs up!

Photo credit: The Artists

108 CT Nelio

108 CT Nelio

108 CT Nelio

108 CT Nelio

Uscite: La fanzine di Jeroen Erosie per Stickit

06/09/2018

Stickit è un progetto di editoria indipendente con sede ad Utrecht nei Paesi Bassi. Fin dalla sua nascita ha collaborato con diversi artisti tra cui alcuni dei nomi più importanti della scena urbana europea ed internazionale attraverso la realizzazione di progetti editoriali.

A distanza di anni da “Ad Infinitum” l’editore torna a collaborare con il grande Jeroen Erosie in una nuova fanzine da poco online.
Intitolata “Flight Mode”, questa seconda uscita rappresenta il seguito della pubblicazione precedente e nasce con l’intento di mostrare come la ricerca dell’artista si sia in questi anni evoluta.

La fanzine esce in edizione limitata di 200 copie, 32 pagine ad un prezzo di 7 Euro. Se siete interessati potete acquistare la vostra copia QUI.

Photo credit: Stickit

Jeroen Erosie Stickit Fanzine

Jeroen Erosie Stickit Fanzin

Jeroen Erosie Stickit Fanzin

Jeroen Erosie Stickit Fanzin

Jeroen Erosie Stickit Fanzin

Jeroen Erosie Stickit Fanzin

Jeroen Erosie Stickit Fanzin

I murales di Aryz a Manresa e Linz

05/09/2018

Aryz ha da poco dipinto due grandi murales rispettivamente a Manresa, piccola cittadina nella Catalogna e a Linz in Austria, in entrambi i casi l’artista spagnolo ha lavorato attraverso una stilistica più vicina ai suoi lavori in studio.

Con il crowdfunding del suo prossimo libro ormai concluso (l’uscita è prevista per il prossimo autunno), Aryz torna a lavorare in strada attraverso una rinnovata sensibilità. Entrambe le opere appaiono caratterizzate da una palette di colori più vibrante con pennellate mirate e decise per costruire le fattezze dei due diversi protagonisti.
L’impressione è quella di un profondo avvicinamento tra le produzioni in studio e la pittura in strada con i due risultati finali che somigliano molto ai disegni a colori e agli schizzi tipici dell’autore. Al tempo stesso è innegabile come lavori di questi tipo allontanino Aryz da una pratica decorativa, accorciando inoltre le distanza tra muralismo e disegno puro.

Photo credit: The Artist

Aryz street art Manresa Linz

Aryz street art Manresa Linz

Aryz street art Manresa Linz

Ragusa FestiWall 2018 – Public Art Festival 10 – 16 settembre 2018

05/09/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con FestiWall il festival internazionale di arte pubblica che per il quarto anno animerà la città di Ragusa.

Il festival prosegue un percorso di ricerca nell’ambito della migliore arte pubblica internazionale, con lo scopo di offrire alla città un panorama completo delle ultime produzioni della street art e confrontarsi con i alcuni dei rappresentanti più interessanti.
Le 6 opere murali di quest’anno si sommeranno ai 16 muri delle passate edizioni, opere permanenti consegnate alla comunità che hanno attivato un processo di rigenerazione urbana e hanno dato la possibilità ai cittadini di vivere in maniera partecipata il proprio territorio.

Se nelle prime tre edizioni il festival si è rivolto prima al nuovo centro cittadino, poi alla zona popolare del quartiere Selvaggio, e infine al centro storico di Ragusa, ora si concentra sulla zona nord della città, quella industriale, densamente popolata, ma priva di punti di socializzazione.
Per questa edizione gli artisti coinvolti ovvero Hense, Mohamed L’Ghacham, Alexey Luka, Telmo Miel, Pastel, Dimitris Taxis, lavoreranno nell’area della città che va da viale Europa a via Archimede fino al viale dei Platani.

Anche in questa nuova edizione FestiWall sceglie di trasformare uno spazio esistente nel suo quartier generale. Il cuore della manifestazione sarà all’interno degli spazi del Lanificio: un’ex fabbrica tessile realizzata agli inizi degli anni ’60 da un imprenditore illuminato, con sistemi costruttivi e architetture all’avanguardia, uno dei più importanti siti di archeologia industriale della città.

All’interno degli spazi dell’ex fabbrica le 4 esposizioni site specific di Clemens Behr, che realizzerà un’installazione con i materiali trovati all’interno dello stabile, Alex FaKso con una mostra di opere fotografiche inedite dal 2013 ad oggi, Luca Font con un progetto site specific in realtà aumentata e infine Gurrieri/Sciveres dai cognomi degli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres, che hanno condotto uno studio sul recupero dell’area di archeologia industriale del Lanificio. Insieme a un team di giovani professionisti e all’agenzia di comunicazione Go Marketing & Co. è stato redatto un masterplan dell’area alla ricerca di nuove e inedite strategie urbane. Il gruppo di architetti ragusani espone la ricerca condotta in questi mesi dal titolo Cose dell’altro mondo, che prevede il riuso dell’area privata per generare, anche solo temporaneamente, nuovi spazi di aggregazione in una zona che, pur essendo di recente costruzione e ricco di abitanti, risulta priva di spazi di socializzazione.

Oltre alle mostre, il Quartier Generale ospiterà tutti gli eventi della manifestazione: due workshop, uno con Luca Barcellona, calligrafo tra i più noti in Italia e in Europa, e l’altro di linocut, tecnica di stampa diretta su carta, cartone o stoffa con Elena Campa; la proiezione del documentario FAME di StudioCromie; una serata dedicata alla Stand Up Comedy con Pietro Sparacino; il talk La città possibile a cura degli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres con Francesco Pagliari; e infine i live de L’Elfo, Gigante, Amato Jazz Trio, Go Dugong, Tama Sumo e molti altri.

L’indipendenza del progetto, la capacità di innescare relazioni durature con partner attivi sul territorio, la ricchezza dell’offerta culturale e la puntuale analisi delle dinamiche urbane, rendono FestiWall un unicum sulla scena artistica italiana e contribuiscono a trasformare Ragusa in una delle mete di riferimento per gli appassionati di street art.

Artisti e location FestiWall 2018:

Headquarter: Lanificio – Via Feliciano Rossitto 7
Clemens Behr + Alex FaKso + Luca Font + Gurrieri / Sciveres

Muri:
Hense – Cantiere Argo Software – Viale Europa, Liceo Scientifico E. Fermi
Mohamed L’Ghacham – Muro Fazio Neon – Viale Europa
Alexey Luka – Muro La Torre – Via Canova / Via Pio La Torre
Telmo Miel – Muro Canova – Via Canova / Via Pio La Torre
Pastel – Muro Siet, Via Archimede
Dimitris Taxis – Muro Geometra – Via G. la Pira / Viale dei Platani, Istituto Tecnico Rosario Gagliardi

Ragusa FestiWall 2018 - Public Art Festival 2018

Il murale di Gods in Love e Raffaele Fiorella a San Vito dei Normanni

05/09/2018

Dopo la bella collaborazione realizzata lo scorso anno a Barletta Gods in Love e Raffaele Fiorella uniscono nuovamente gli sforzi in un nuova pittura realizzata nei giorni scorsi a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi.

Intitolata “15” l’opera ha visto Gods in Love e Raffaele Fiorella unire la loro estetica con lo scopo di crearne una assolutamente nuova e caratterizzata dalla fusione dei personali universi stilistici, diversi, ma molto vicini.
L’intervento è promosso dall’ associazione culturale “La Chimera” sugli spazi esterni del laboratorio urbano “EX Fadda”. Il laboratorio è anche sede delle attività dell’associazione, una scuola d’arte contemporanea per bambini e bambine nata per far immergere i ragazzi nelle pratiche artistiche contemporanee attraverso una esperienza tra pedagogia ed arte.

Gods in Love e Raffaele Fiorella hanno quindi lavorato a stretto contatto con i bambini de “La Chimera”, tutti ragazzi dai 7 ai 10 anni, stuzzicandone la fantasia e le impressioni man mano che la pittura veniva ultimata. Per questi ragazzi osservare i particolari personaggi che prendono vita a due passi dai loro piedi, ha dato modo di creare e sviluppare altre idee altrettanto interessanti. Una volta ultimata l’opera hanno infatti reinterpretato in modo personale i characters fino a sviluppare con gli stessi artisti alcuni modelli 3d ora collocati all’interno del laboratorio.

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Gods in Love Raffaele Fiorella San Vito dei Normanni Murales Street Art

Liqen a Monaco di Baviera per Positive Propaganda

04/09/2018

Si rinnova la collaborazione tra Liqen e gli amici di Positive-Propaganda, l’artista Spagnolo ha infatti da poco realizzato un nuovo e grande murale a Monaco di Baviera.

Per questa suo secondo progetto Liqen, dopo Visions of today in the hallucinatory of Adan and Eva, cambia registro abbracciando appieno un impostazione maggiormente criptica.
Se sulla precedente pittura egli esprimeva tutta la fragilità, le discrepanze e le problematiche di una società moderna accelerata e sempre più in crisi, in questa nuova fatica sceglie di lavorare in maniera maggiormente introspettiva esprimendo sulla grande superficie a disposizione alcune personali riflessioni.

“The Cabinet of curiosities”, titolo di quest’opera, viene definita dall’artista un compendio di motivi, rarità e oggetti che sono apparsi nella sua mente durante tutto l’arco della sua vita. Accade così che le preoccupazioni, i ricordi durante le intense fasi di osservazione e disegno, il gusto per la morfologia animale e la personale inclinazione a mutare e trascendere la propria coscienza di sé, diventino i protagonisti di questa nuova fatica.
In questo modo l’opera restituisce alcuni degli elementi che da sempre contraddistinguono le produzioni di Liqen sottolineando (semmai ce ne fosse il bisogno) la grande capacità dell’artista di intrecciare e combinare natura, tecnologia e oggetti di uso comune all’interno di un unico immaginario. Quest’ultimo continua ad essere abitato da personaggi irreali, eppure appare vivo e quanto mai capace di rispecchiare sia i pensieri e le diverse sensibilità dell’artista, sia di intercettare tutte quelle problematiche che stanno caratterizzando questo momento storico.

Photo credit: The Artist

Liqen Munchen Street Art Positive Propaganda

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Un viaggio per le stelle: Il murale di ZED1 a Montegranaro

04/09/2018

Zed1 è stato invitato a Montegranaro nelle Marche per prendere parte ai lavori per il Veregra Street Festival, l’artista per la rassegna ha realizzato una imponente pittura caratterizzata da diversi livelli di lettura e molteplici spunti.

Ispirato dalla particolare struttura architettonica, “Un viaggio per le stelle”, questo il titolo dell’opera, prende vita sulla facciata esterna del cinema ‘La Perla’. Zed1 ne divide lo spazio attraverso una narrazione in quattro differenti parti pensata per dare l’impressione di osservare dentro a delle scatole sovrapposte tra loro ed abbandonate in un vecchio ripostiglio o in cantina. La lettura dell’opera, da sinistra verso destra per poi finire sulla sezione in alto con l’ultima parte, restituisce la storia di un sogno che si realizza.

La prima parte dell’opera s’intitola “Quei tesori nascosti in cantina”. Qui troviamo rappresentate scatole ed oggetti accumulati in una cantina, fra cui un vestito e delle scarpe da ballerina, un binocolo ed un libro con sopra scritto ‘Una vita da danzare’. Una giovane ragazza sta afferrando il libro e, metaforicamente attraverso il ritrovamento di questi oggetti, sta scoprendo la sua passione per la danza.

La seconda parte ha il titolo “La visione di un sogno”. Qui la ragazza brama il successo guardando il cielo con il binocolo ritrovato in cantina, osserva le stelle sognando di diventare una danzatrice affermata, ma si trova ancora in una fase di transizione perché indossa le scarpette ed il vestito da ballerina sopra ai suoi vecchi abiti, dei quali non si è ancora completamente liberata.

La terza sezione è intitolata “Sfiorando il cielo”. La protagonista è diventata ormai una ballerina ed impila vari oggetti, tra cui quelli trovati in cantina, per salire fino al cielo ed afferrare le tanto desiderate stelle. Questa parte del racconto vuole educarci sull’importanza di saper riorganizzare la propria vita per raggiungere gli obiettivi preposti ed afferrare il successo.

La quarta ed ultima parte del racconto è “Smarrirsi tra le stelle” e rappresenta il finale e la morale di questa storia. La ballerina sta sotto un cielo sereno, ormai immersa tra le stelle e all’apice del suo successo; le stesse però la seppelliscono quasi interamente, senza lasciarle fiato. Così facendo l’artista ha rappresentato quel successo che, se non saputo ben amministrare, rischia di farci perdere la strada maestra e farci naufragare.

Zed1 articola così un nuova opera densa di riflessioni dove sottolinea l’importanza di vivere cercando di raggiungere i propri sogni mantenendo i piedi ben saldi a terra per evitare che le personali aspirazioni diventino una disfatta.

Photo credit: Matteo Cognigni

Zed1 Montegranaro Street Art

Zed1 Montegranaro Street Art

Zed1 Montegranaro Street Art

Zed1 Montegranaro Street Art

Zed1 Montegranaro Street Art

Cardo del Montgó: Il murale di Pastel a Valencia

03/09/2018

Nelle scorse settimane l’artista Argentino Pastel ha realizzato una nuova e grande pittura a Valencia sulla sede dell’azienda Spagnola FERMAX.

Specializzata nella progettazione di sistemi di comunicazione e controllo accessi, la FERMAX ha offerto all’artista una superfice di lavoro di circa 1600m2 convertiti da Pastel in un nuovo e iconico grande intreccio di fiori e piante che avvolgono l’intero stabile.

Dal titolo “Cardo del Montgó” l’opera di Pastel è il secondo lavoro in pochi anni a prendere vita sugli spazi esterni dell’edificio, la precedente pittura era stato realizzata nel 2012 dalla XLF Crew.

Photo credit: The Artist

Pastel Valencia Mural Fermax

Pastel Valencia Mural Fermax

Pastel Valencia Mural Fermax

Pastel Valencia Mural Fermax

Auðumbla: Il murale di AEC Interesni Kazki a Skien in Norvegia

03/09/2018

AEC degli Interesni Kazki è stato invitato a Skien in Norvegia per realizzare una nuova pittura per il progetto Art For All In The World, l’opera fa seguito a “Trekkfuge“, intervento realizzato lo scorso anno dall’artista Ucraino a Sandefjord sempre in Norvegia.

Per questa nuova grande pittura AEC ha preso ispirazione dalla cultura e mitologia norvegese, intitolato “Auðumbla”, il dipinto è infatti una personale rielaborazione della mucca primordiale Audhumbla presente in diversi miti e credenze del nord Europa.

Photo Credit: The Artist

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

AEC Interesni Kazki Skien Norvegia

Jeroen Erosie e Sobekcis insieme a Rotterdam

04/08/2018

I gemelli Sobekcis e Jeroen Erosie sono stati invitati da Foundation MESH a realizzare una nuova a Rotterdam nei Paesi Bassi per il progetto Color Block.

La Fondation MESH è impegnata nella creazione di collaborazioni tra artisti locali e internazionali gettando le basi per uno scambio, sviluppo e valorizzazione di reti internazionali nel mondo dell’arte. I progetti realizzati da MESH sono pensati per essere accessibili da un vasto pubblico e soprattutto mirano ad avere una forte rilevanza all’interno di uno specifico ambiente di lavoro.
Color Block è il progetto della fondazione che combina la creazione di un opera d’arte pubblica con un laboratorio educativo per i giovani. L’idea è quella di far apprendere ai ragazzi come dipingere un murale prendendo ispirazione dagli artisti che di volta in volta partecipano al progetto.

Per la terza edizione di Color Block Jeroen Erosie e Sobekcis hanno unito gli sforzi su una lunga parete di 400 metri quadrati, gli artisti hanno realizzato una composizione astratta caratterizzata dall’intreccio dei rispettivi immaginari e da una comune scala cromatica.

Photo Credit: Erosie

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

Jeroen Erosie Sobekcis Rotterdam

L’installazione dei Quintessenz nell’Isola di Paxos

03/08/2018

Kagkatikas Secret è l’installazione realizzata da Thomas Granseuer e Tomislav Topic aka Quintessenz nell’Isola di Paxos in Grecia per il Paxos Contemporary Art Project.

Interamente finanziato attraverso una compagnia su Kickstarter il Paxos Contemporary Art Project ha coinvolto otto differenti artisti. Ciascuno di essi si è misurato e confrontato con la natura selvaggia della splendida isola greca, intervenendo all’interno di strutture esistenti e siti naturali a cielo aperto attraverso opere su carta, sculture, performance, murales e installazioni audio / video.

Il duo tedesco ha lavorato nel villaggio di Kagatika all’interno di una piccola rovina risalente a circa 400 anni fa. L’installazione è infatti pensata per suscitare un contrasto tra il vecchio e il nuovo, in attesa che il pubblico possa contemplare l’opera.
I Quintessenz hanno quindi realizzato 120 differenti tonalità divise in altrettanti strati di materiale verniciato con lo spray. Muovendosi all’interno della piccola struttura ogni strato diventa più prominente quando si cammina verso la finestra dalla quale è possibile vedere l’opera in tutta la sua ampiezza.

Ad accompagnare il nostro tempo un bel video recap e i dettagli di questa nuova installazione, dateci un occhiata e se vi trovate in zona sarà possibile vedere da vicino il lavoro fino al prossimo 9 di Settembre.

Photo Credit: The Artist

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Quintessenz Installation Paxos Contemporary Art Project

Work & Play: Il murale di Otecki a Buffalo

03/08/2018

Wojciech Kołacz meglio noto come Otecki è stato invitato dalla galleria Albright Knox per un progetto d’arte pubblica all’interno dell’ex distretto polacco di Buffalo, New York.

“Work & Play” è un opera caratterizzata dalla miscela di elementi astratti e geometrici con soggetti figurati. Otecki ha dipinto diverse figure umane: una madre che tiene in braccio un bambino, un uomo che scrive o schizza qualcosa sulla carta, alcune persone con strumenti, una ragazza che pianta fiori, una figura con in mano una palla blu, simbolo del pianeta, della forza e della perfezione universale.

Le azioni quotidiane che si mescolano con attività di gioco/divertimento in un opera che sottolinea come il lavoro e il gioco definiscano il ritmo naturale della nostra esistenza – la psicologia e scienza sottolineano il ruolo e l’importanza del gioco nell’educazione e nella crescita personale – insegnandoci come utilizzare la nostra energia in modo creativo in un processo che è esso stesso fonte di gioia.

L’intreccio imbastito da Otecki stimola l’osservatore a utilizzare la propria immaginazione attraverso una interpretazione personale della composizione finale. Lo stesso artista sottolinea come l’arte si realizzi pienamente nel momento in cui lo spettatore interpreta ciò che è invisibile utilizzando le sue emozioni, la sua sensibilità e le sua intelligenza.

Photo Credit: Jeff Mace and The Artist

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

Otecki Street Art Buffalo Ny

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I murales di Morik a Kiev e Horsens

02/08/2018

Nuovo aggiornamento per Morik, l’artista Russo ha lavorato a due nuovi grandi murales a Kiev in Ucraina e Horsens in Danimarca.

Curato da Oleg Sosnov, il primo intervento è stato dipinto sulla parete esterna di un ospedale per la riabilitazione. In quest’opera l’artista ha scelto di lavorare attraverso temi legati al restauro e al ringiovanimento con l’intento di imbastire una metafora sul rimettere insieme i pezzi di qualcosa che precedentemente era intero.
La pittura dipinta a Horsens è invece ispirata agli elementi presenti intorno allo spazio e in particolare alla forte spinta industriale che ha caratterizzato la storia della cittadina danese.

Entrambe le pitture dimostrano la sensibilità e volontà di Morik di dipingere opere fortemente legate all’ambiente di lavoro. Egli guarda ancora una volta a quegli elementi e peculiarità tipiche di un luogo con l’intento quindi di inserirsi in uno specifico tessuto urbano senza alcun tipo di imposizione ma abbracciando piuttosto quelle che sono le sue caratteristiche.

Photo Credit: Stefan Serhiy and The Artist

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

Marat Morik Street Art

L’Árzdora: Il doppio murale di Hyuro a Cotignola

02/08/2018

Con quest’ultima doppia pittura realizzata da Hyuro continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del progetto Dal Museo al Paesaggio di Cotignola. Curato dal Museo Varoli, il progetto da anni sta arricchendo il tessuto urbano della cittadina in provincia di Ravenna attraverso interventi specifici e pensati per riflettere la memoria collettiva, la storia e l’identità del territorio.

In “L’Árzdora” Hyuro evoca quella che era la struttura e la composizione della famiglia durante il Settecento, una struttura multigenerazionale, profondamente gerarchica e codificata attraverso regole severe e comunemente accettate.
In questo regime tutte le donne e le mogli vivevano sotto l’autorità matrimoniale e paradossalmente quella che era l’unica forma di emancipazione dall’autorità paterna, vale a dire il matrimonio, dava origine a una nuova sottomissione, quella al marito. Nelle gerarchie della famiglia la donna dopo il matrimonio veniva trattata quindi come l’ultima ruota del carro.

Tradizionalmente a Cotignola l’ingresso della sposa all’interno della nuova famiglia veniva accompagnato dal rituale della suocera, che accoglieva la nuora sulle scale con un grosso cucchiaio. Un offerta e simbolo di incarico per le faccende domestiche. La donna che voleva competere con gli uomini in Romagna veniva chiamata “Árzdora” ovvero colei che vuole andare oltre le funzioni assegnate dalla società patriarcale e mostrare le sue capacità competendo con il marito.

Photo Credit: The Artist

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Hyuro Street Art Cotignola Dal Museo al Paesaggio

La tragicità della guerra nel murale di Eron a Cevo in Valle Camonica

02/08/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con Wall in Art, rassegna d’arte pubblica sostenuta da enti ed istituzioni locali e dalla direzione artistica di Ozmo e il coordinamento di Sergio Cotti Piccinelli e Simona Nava, che da due anni sta portando alcuni dei nomi più importanti della scena italiana e internazionale a contatto con i suggestivi paesaggi della Valle Camonica.
La Valle Camonica è situata nella Lombardia orientale ed è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità grazie alle circa 250 mila incisioni rupestri presenti su tutto il territorio. Obbiettivo della rassegna è quello non solo di promuovere il territorio ma anche di porre in relazione le opere preistoriche con una pratica artistica contemporanea come il nuovo muralismo.

Il primo artista di questa nuova edizione è Eron che ha realizzato una nuovo intervento sulla parete dell’ex scuola comunale del piccolo centro di Cevo in Valsaviore. L’opera miscela pittura e fenomeni percettivi omaggiando la memoria storica e collettiva del luogo ed ergendosi inoltre come riflessione sulla tragicità della guerra.
L’intervento è parte di “Soul of the Wall” serie di lavori realizzati dall’artista che prendono spunto dal fenomeno percettivo della pareidolìa in cui egli fa letteralmente ‘trasudare’ dalle pareti le figure e le immagini desiderate.

“Soul of the Wall Cevo”, questo il titolo dell’opera, vede una serie di figure legate al vissuto dell’edificio e alla storia del comune emergere dalle macchie di fuliggine ricreate dall’artista. Eron rievoca l’incendio del 3 Luglio 1944 in cui l’intero paese venne bruciato in un atto di rappresaglia contro i Partigiani e in cui 800 persone rimasero senza un casa (su una popolazione di circa 1200 abitanti).
Nell’opera è presente il volto evanescente di Maddalena Bazzana detta ‘Nena’, maestra e prima donna a praticare l’alpinismo a Cevo. Alla sue spalle invece tre scene legate alla Resistenza e alle battaglia in alta quota: il maestro Bartolomeo Cesare Bazzana, padre di Maddelena, guida autorevole della comunità e partigiano colto nell’istante drammatico del controllo documenti, l’ultimo abbraccio tra un soldato e la sua donna e infine la scalata al fronte dell’alpino.
Eron rievoca momenti cruenti e dolorosi al fine di riflettere e farci interrogare sul senso della guerra, ancora una volta l’artista inserisce infatti le colombe, un simbolo di pace, mentre fuggono dall’oscurità dell’incendio e dalla devastazione della guerra che così profondamente ha colpito questi luoghi.

Photo Credit: The Artist e Bassanesi

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

Eron Street Art Cevo Valle Camonica Wall in Art

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Italian Gateways: Il progetto di SBAGLIATO a Monaco di Baviera

01/08/2018

A caratterizzare la totalità delle produzioni di SBAGLIATO la grande capacità degli artisti di piegare, modificare e distorcere il paesaggio urbano attraverso l’inserimento di elementi architettonici appartenenti a luoghi diversi. Manipolando la realtà attraverso l’installazione di scorci e immagini campionate in strada, le opere degli artisti suggeriscono a chi osserva varchi e possibilità infinite ed inedite.

Il terzetto con base a Roma è stato recentemente invitato da The Trip Magazine ha realizzare una serie di interventi per le strade di Monaco di Baviera in Germania.
Il progetto, intitolato “Italian Gateways”, ha visto SBAGLIATO installare alcuni scorci di Bari, Bologna, Firenze, Venezia e Verona, ovvero le cinque città che è possibile raggiungere da Monaco di Baviera grazie ad Air Dolomiti, compagnia aerea coinvolta nella realizzazione del progetto. Date un occhiata ai dettagli degli interventi in galleria e al bel video del making of!

Photo/Video credit: Luca Imberi

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

SBAGLIATO Italian Gateways Munchen Air Dolomiti The Trip Magazine

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La matematica del colore nell’opera di Alberonero a Mazara del Vallo

01/08/2018

Quest’ultimo anno per Alberonero ha coinciso con un deciso spostamento verso una pratica artistica maggiormente relazionale nei confronti dello spazio pubblico. Alle molteplici installazioni realizzate negli ultimi mesi l’artista ha saputo affiancare progetti pittorici con i quali mantenere ben saldo il rapporto con la pittura su parete, ultimo questo realizzato a Mazara del Vallo in Sicilia.

Intitolata “86+73” l’opera prende vita negli spazi di Periferica, progetto di rigenerazione urbana avviato nella periferia di Mazara del Vallo all’interno dell’area dismessa di oltre 3000 metri quadri che comprende una cava di tufo ed un ex-asilo degli anni ’80.
Con il supporto di Linvea, industria di vernici italiana leader nel settore che ha fornito oltre 300 litri di vernice e con la curatela di Viavai Project, Alberonero ha realizzato una pittura che trasforma completamente la sede di Periferica attraverso l’utilizzo della matematica del colore.

Se il colore rappresenta l’elemento centrale del lavoro, alla base dell’opera la volontà di modificare la percezione dello spazio attraverso l’interazione delle tinte (159 toni di colori differenti) con tutti i corpi edilizi presenti al fine di creare una nuova visione. Il progetto è infatti caratterizzato da una duplice percezione, bidimensionale e tridimensionale, che si sviluppa fra tetti, pavimenti e pareti.

L’artista ha studiato lo spazio architettonico ricercando le sensazioni che lo stesso può trasmettere. La forma viene azzerata grazie all’uso del bianco mentre il quadrato diviene ancora una volta mezzo di espressione puro di ogni singola cromia. In questo modo in base alla disposizione ogni colore genera diverse possibilità di interpretazione e trasmissione sensoriale ed emotiva dello spazio, un esempio di arte pubblica che ci piace.

Photo Credit: Matteo Bandiello

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Alberonero Mazara del Vallo Periferica Viavai Project

Il murale di Tellas a Matino in Puglia

01/08/2018

Prosegue la fruttuosa collaborazione tra gli amici di Viavai Project e Tellas, l’artista italiano ha infatti da poco terminato di dipingere una nuovo intervento a Matino in provincia di Lecce in Puglia.

Dopo la pittura realizzata per Incoho, Tellas ha trasformato gli spazi esterni di FVF Fortunato, laboratorio di serigrafia tessile con sede a Matino. L’opera segue gli ultimi exploit dell’artista con una nuova combinazione di elementi grafici saturi e astratti e sezioni naturali che modificano completamente la percezione dell’intera struttura architettonica. Tutti i dettagli dell’intervento e gli scatti del making of nella galleria di immagini, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di Tellas.

Photo Credit: Matteo Bandiello

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Tellas Matino Puglia FVF Fortunato

Il murale di Fikos a Patrasso ispirato alla battaglia dei centauri

20/07/2018

Fikos è tra gli artisti che hanno preso parte alla terza edizione dell’Art Walk Festival di Patrasso in Grecia per il quale ha realizzato un nuovo murale ispirato alla Battaglia dei Centauri.
La Battaglia dei Centauri o Centauromachia è un tema classico della mitologia greco presente anche sul Partenone dell’Acropoli di Atene e, secondo alcuni studiosi, rappresenta la vittoria della civiltà contro le barbarie.
Realizzata con il consueto stile vicino all’arte bizantina, l’opera è stata dipinta sul Palazzo della Regione della Grecia Occidentale e illustra una delle scene del mito, nello specifico quella in cui Teseo sta sconfiggendo il centauro Eurytion per salvare Ippodamia.
Fikos ha aggiunto alla pittura una citazione di Niccolò Machiavelli che richiama proprio al tema dell’opera: “Ci sono due modi di contestare. Quello della legge, l’altro dalla forza; il primo metodo è appropriato per gli uomini, il secondo per le bestie”.

Photo Credit: The Artist

Fikos Street Art Patras Art Walk Festival

Fikos Street Art Patras Art Walk Festival

Fikos Street Art Patras Art Walk Festival

Fikos Street Art Patras Art Walk Festival

Eltono ha dipinto l’intero piano di un grattacielo a Miami

19/07/2018

Per X Miami, progetto curato da Biinary Studios, Eltono ha dipinto un intero piano di un grattacielo a Miami.
X Miami è un progetto d’arte pubblica all’interno di un grande grattacielo a Miami, la struttura è un complesso di appartamenti e spazi per il co-working che nell’ultimo periodo ha ospitato diversi interventi, perlopiù installazioni e opere site-specific, di alcuni degli artisti più interessanti del panorama internazionale, tra cui Eltono.
L’artista Francese ha lavorato su tutta la superfice a disposizione, dalle pareti al pavimento e fino al soffitto, realizzando una delle sue iconiche pitture astratte. L’opera, un’unica composizione geometrica che avvolge l’intero piano, modifica in modo totalizzante la percezione dello spazio.

Photo credit: @parcialmentenublada

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Eltono X Miami Biinary Studios

Zoer a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

19/07/2018

Torniamo per le strade di Rabat in Marocco per dare uno sguardo alla pittura realizzata da Zoer per il JIDAR – Toiles de Rue Festival di quest’anno, a distanza di qualche mese l’artista ha infatti completato il suo intervento chiudendo in questo modo l’eccellente edizione 2018.

Zoer ha saputo sviluppare una personale iconografia basata su elementi e manufatti logori, abbandonati e di uso comune che, disposti come oggetti accatastati, rappresentano un ideale metafora della transizione tra natura morta e paesaggio. L’artista Francese utilizza le automobili come il simbolo perfetto, una rappresentazione della cultura, delle aspirazioni e dei desideri di questo particolare momento storico. L’obbiettivo è infatti quello di riflettere la fragilità e la debolezza di una società caratterizzata da bisogni sempre più sproporzionati.

“Un temps suspendu”, titolo dell’opera dipinta in Marocco, eredita proprio queste riflessioni. Zoer dipinge su uno spazio di lavoro di dimensioni davvero importanti una serie di automobili accumulate nello spazio e frapposte ad alcune scritte. I dettagli dell’opera in galleria, qui invece potete dare uno sguardo a tutti i murales dipinti per il festival.

Photo Credit: Hamza Nuino

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Zoer Rabat street art Jidar

Sunrise: Il murale di GUE ad Alcamo in Sicilia

18/07/2018

A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di GUE, l’artista nei giorni scorsi ha terminato di dipingere una grande parete ad Alcamo in provincia di Trapani in Sicilia.

L’opera dipinta nella cittadina siciliana mette in evidenza gli aspetti tipici della ricerca dell’artista. GUE rimane fedele ad una personale stilistica astratta dove lo studio e sviluppo delle forma, le tonalità delicate e i colori tenuti rappresentano le basi su cui si poggiano le sue pitture.

Oltre ciò è altresì importante sottolineare come egli prediliga un approccio ragionato e pensato per interagire e modificare lo spazio di lavoro. Questa precisa scelta, visibile anche in questa sua ultima fatica intitolata “Sunrise”, riflette la volontà di GUE di suggerire differenti modi di percepire lo spazio pubblico, raccogliendo ad esempio l’eredità paesaggistica, i colori e le peculiarità architettoniche del territorio per lo sviluppo della composizione finale. In questo modo l’opera si inserisce nel contesto urbano in modo delicato, senza imposizioni e dialogando con lo stesso.
I dettagli di questa sua ultima fatica nella galleria di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Photo credit: BD Studio

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

GUE murale Alcamo Sicilia Street Art

Il murale dipinto da Ozmo a Bolgheri

18/07/2018

Ozmo ha da poco terminato di realizzare un nuovo murale a Bolgheri, frazione del comune di Castagneto Carducci in provincia di Livorno.
Lasciandosi influenzare ed ispirare dall’ambiente di lavoro e lavorando come sempre attraverso differenti livelli di interpretazione, l’artista ha dipinto il muro esterno de Le Macchiole, prestigiosa cantina del bolgherese.

La pittura è interamente realizzata in chiaroscuro e spicca per la grande quantità di elementi rappresentati da Ozmo. L’artista dà forma e sostanza a figure e scene differenti , alcune esplicitamente riferite al territorio come il volto di Giosuè Carducci e il Viale dei Cipressi, il castello di Bolgheri, il cinghiale (simbolo della Maremma) la vite e Pinocchio, altre maggiormente libere come La Libertà che guida il popolo, ripresa dal famoso quadro di Delacroix.
Ancora una volta Ozmo sviluppa un opera contestuale all’ambiente di lavoro e al tempo stesso stimolante per chi osserva attraverso quel vagare libero, all’interno di una visione aperta a differenti e possibili combinazioni e significazioni, tipico della sua ricerca pittorica.

Photo credit: The Artist

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

ozmo murale bolgheri le macchiole

Jump through time: Il murale di Waone Interesni Kazki a Mannheim

17/07/2018

Waone degli Interesni Kazki ha da poco terminato di realizzare un nuovo murale per il progetto Stadt.Wand.Kunst di Mannheim in Germania.
L’artista Ucraino è l’ultima di una lunga lista di personalità di livello internazionale che hanno prestato il proprio talento all’interessante progetto tedesco (qui potete dare un occhiata ai precedenti).

Intitolata “Jump Through Time”, l’opera di Waone risulta caratterizzata da una estremo dialogo con le peculiarità dell’ambiente di lavoro. L’artista ha infatti scelto di riprendere parte degli elementi naturali presenti a ridosso dello spazio, come gli alberi ad esempio, per sviluppare un opera altamente dimensionale.
Ricco di dettagli e basato su una litografia realizzata dall’artista con Idem Paris, l’intervento veicola i consueti toni surreali che da sempre accompagnano e caratterizzano il lavoro di Waone attraverso una metafora sui viaggi nel tempo. In galleria i dettagli e le fasi del making of.

Photo Credit: Alexander Krziwanie

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

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Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

Waone Interesni Kazki Mannheim Stadt Wand Kunst

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Il murale di Pastel a Covilhã in Portogallo

17/07/2018

Covilhã è un cittadina situata nell’entroterra portoghese, il suo passato è strettamente legato alla lana e alla sua trasformazione industriale attraverso diverse e numerose fabbriche sparse sul territorio. Dal 2011 si svolge qui il WOOL Urban Art Festival che vede tra gli artisti di quest’anno anche l’argentino Pastel.
Oltre a rendere omaggio al passato della città, l’obbiettivo del festival è quello di rendere Covilhã un centro di arte urbana a livello nazionale attraverso una serie di interventi in strada e progetti paralleli come workshop e conferenze.

Inserita in questo contesto e intitolata “Hidden” l’opera di Pastel è una nuova rappresentazione a tema naturale in cui l’artista prosegue lo sviluppo della propria pratica pittorica. Come visto nelle sue ultime uscite a Espoo in Finlandia ed a Villa Ballester di Buenos Aires, l’artista sta insistendo su tonalità maggiormente fredde e su una maggiore propensione al dettaglio. Tutti i particolari di questa sua ultima fatica nella serie di scatti in galleria.

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Pastel murales Covilhã Portugal

Il murale dei Broken Fingaz a Gerusalemme

12/07/2018

Per il Walls Festival sei artisti di spicco provenienti da Israele e dall’estero sono stati invitati a Gerusalemme per dipingere una serie di murales su larga scala per le strade della città. Tra questi i Broken Fingaz che hanno realizzato una nuova grande pittura nel quartiere Talpiot.

Progettato inizialmente come una ‘città moderna’, Talpiot non ha rispettato il piano urbanistico iniziale diventando una delle zone dimenticate e isolate di Gerusalemme, un quartiere remoto, sporco e ruvido che agli occhi dei locali assomiglia più a una città fantasma. Proprio al suo interno prende vita il Walls Festival come azione di rigenerazione urbana e rinnovamento, un luogo ideale dove far esprimere artisti di fama internazionale.

In questo contesto i Broken Fingaz hanno trasformato una lunga parete lavorando ad un nuovo e iconico pattern con l’esplicito intento di modificare completamente la percezione finale dello spazio. Tutti i dettagli dell’opera negli scatti in galleria.

Photo credit: Yaeli Gabriely

Broken Fingaz Walls Festival Jerusalem

Broken Fingaz Walls Festival Jerusalem

Broken Fingaz Walls Festival Jerusalem

New Song: Il murale di Geometricbang a Genova

11/07/2018

Geometricbang ha da poco terminato di dipingere una grande parete nel quartiere San Pietro di Pra’ di Genova come parte dei lavori per il progetto LAVATART.

Curato dall’Associazione LinkinArt, la stessa che si occupa di Walk the Line, il progetto LAVATART ha visto da gennaio a giugno di quest’anno 42 ragazzi impegnati in tre differenti laboratori (teatro, giardinaggio e arte urbana) all’interno del quartiere San Pietro di Pra’, una zona nota anche con il nome Le Lavatrici. Nell’ambito del progetto i ragazzi sono stati protagonisti insieme a diversi artisti nella trasformazione attiva degli spazi comuni del quartiere.

Intitolato “New Song”, il murale di Geometricbang oltre a concludere il progetto rappresenta una dedica a tutti gli abitanti del quartiere come augurio per un nuovo futuro. L’artista italiano ha diviso lo spazio in una serie di caselle di dimensione differente all’interno delle quali ha raffigurato personaggi ed elementi ispirati all’ambiente di lavoro.

Photo Credit: Stefano Zino

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Geometricbang murale Genova Le lavatrici Lavart

Il murale di Gio Pistone a Cotignola

10/07/2018

Gio Pistone è stata invitata dal Museo Varoli a Cotignola per dipingere nuovo murale come parte dei lavori del progetto Dal Museo al Paesaggio. Il progetto da anni sta arricchendo il tessuto urbano della cittadina in provincia di Ravenna attraverso interventi specifici e pensati per riflettere la memoria, l’identità e le suggestioni legate al territorio.

Proseguendo il dialogo con la zona, l’opera dipinta da Gio Pistone è anzitutto un esercizio sperimentale. All’artista è infatti stato chiesto di rielaborare l’antico stemma di Cotignola attraverso il proprio immaginario e partendo unicamente dal testo della descrizione medioevale dell’emblema.
In “Fragrantia durat herculea capta manu”, titolo dell’opera e motto dello stemma, Gio Pistone ha adottato un approccio maggiormente solenne rielaborando il leone rampante e il drago dal volto umano che compongono il simbolo della città.

Photo Credit: The Artist

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Gio Pistone Cotignola Dal Museo al Paesaggio

Il murale di Gola Hundun a Parigi

09/07/2018

Gola Hundun è stato invitato a realizzare una nuova e grande pittura sulla facciata esterna dell’Hotel Belleval di Parigi, una nuova opportunità per l’artista di sviluppare e veicolare le personali riflessioni.

La ricerca di Gola Hundun è legata a doppio filo con la natura, sia dal punto di vista prettamente visivo quanto tematico, egli riflette infatti sul delicato rapporto tra uomo e biosfera sottolineando l’esigenza di un nuovo tipo di equilibrio. I suoi lavori vanno quindi ad inserirsi all’interno di un dibattito che, specialmente negli ultimi anni e viste le problematiche ambientali e climatiche, rappresenta uno dei grandi temi a cui l’uomo deve e dovrà necessariamente interessarsi.

Fedele al proprio immaginario Gola Hundun ha lavorato su un grande spazio verticale sul quale ha reso omaggio alla api, responsabili dell’impollinazione della maggior parte dei fiori e tra le specie fondamentali per l’esistenza e la vita sulla terra.
Continuando a portare la natura dove l’uomo ha interrotto quel suo ciclo di creazione spontanea, l’artista ha dipinto una grande pianta che cresce lungo tutta parete e che nel suo sviluppo verticale suggerisce una sensazione di slancio verso l’alto, verso il sole, verso la sua fonte di energia.

Per apprezzare al meglio l’opera vi lasciamo al video e alle immagini, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Gola Hundun Hotel Belleval Paris

Ánfora: Il murale di Sam3 ad Atene

09/07/2018

Sam3 ha realizzato un nuovo murale nel quartiere Koukaki di Atene come parte dei progetti legati all’Athens Street Art Festival.

Avviato una decina di anni fa e curato da Andreas C Tsourapas, l’Athens Street Art Festival è un progetto di arte pubblica dal basso. Privo di alcun intento economico e senza sovvenzioni e aiuti da parte del governo, il festival viene portato avanti da volontari e appassionati uniti dalla volontà di promuovere la coscienza, l’azione e il cambiamento sociale attraverso l’arte urbana e il lavoro degli artisti coinvolti. In questi anni il progetto ha visto al lavoro per le strade e i quartieri di Atene circa 170 artisti da tutto il mondo.

Ispirato dalla cultura e dalla forte tradizione locale, Sam3 in “Ánfora” ha rielaborato un tipico vaso greco. Tutti i dettagli dell’opera nella serie di scatti in galleria, dateci un occhiata!

Photo Credit: Athens Street Art Festival

Sam3 Koukaki Athens

Sam3 Koukaki Athens

Sam3 Koukaki Athens

Sam3 Koukaki Athens

BRD SHT: La mostra di Mark Jenkins da Lazinc

07/07/2018

Mark Jenkins, insieme alla sua collaboratrice Sandra Fernandez, crea installazioni scultoree site-specific dall’aspetto di veri e propri corpi umani a grandezza naturale. L’artista interagisce con lo spazio pubblico con l’obbiettivo di stimolare una riflessione sul modo in cui vediamo e viviamo i labili confini tra arte e vita.

Per la terza volta l’artista espone negli spazi della Lazinc con una nuova mostra personale intitolata “BRD SHT”, lo show segue il successo della sua ultima installazione sul suicidio maschile realizzata in cima all’edificio della ITV di Londra per Project84.
Il titolo è un riferimento alla targa automobilista presente nel film Brewster McCloud (da noi conosciuto come: Anche gli uccelli uccidono) del regista statunitense Robert Altman. Jenkins utilizza il film come metafora sulla vita e sulla capacità dell’uomo di ‘volare’ con la propria mente purché abbandoni i propri bagagli e pesi emotivi.

Lo show è costituito da nove sculture differenti, alcuni in procinto di perdere l’equilibrio e cadere altre caratterizzate invece dagli iconici mash-up, tre tele e opere su carta. Al centro troviamo il corpo di un uomo letteralmente schiantato sul pavimento della galleria, un opera che che ben sintetizza la metafora adottata dall’artista per questa sua ultima personale.

Lazinc Sackville
29 Sackville St, Mayfair
London W1S 3DX, UK

Photo Credit: The Gallery

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Mark Jenkins Lazinc BRD SHT

Il murale di Ericailcane e Bastardilla a Mantova

06/07/2018

Ericailcane e Bastardilla hanno da poco terminato di dipingere una grande parete a Mantova per il progetto Without Frontiers Lunetta a Colori.

La rassegna, giunta alla terza edizione e curata da Simona Gavioli e Giulia Giliberti in collaborazione con l’Associazione torinese Il Cerchio e le Gocce, ha realizzato fin qui 20 differenti interventi portando nel quartiere Lunetta di Mantova alcuni dei nomi più importanti dell’arte urbana italiana ed internazionale. Without Frontiers è parte dei progetti legati a Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 e del festival Mantova Cambia promosso dal Comune di Mantova.

Per il festival Ericailcane e Bastardilla proseguono la fruttuosa collaborazione realizzando una pittura aperta a diversi significati. Se il primo raffigura un orso, l’autrice colombiana tratteggia un gigantesco alveare con le sembianze di una donna e da cui fuoriescono piccole api antropomorfe. Tutti i dettagli in galleria.

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

Ericailcane Bastardilla Mantova Lunetta a Colori Without Frontiers

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana al Museo Gagliardi di Noto

05/07/2018

Il Museo Gagliardi di Noto ospita in questi giorni ABSTRACTA, una mostra collettiva che ripercorre un secolo di pittura astratta italiana partendo dai precursori del Futurismo fino alle ultime sperimentazioni legate al nuovo muralismo.

La mostra, aperta lo scorso 15 Giugno e curata da Giuseppe Stagnitta, Giancarlo Carpi e Raffaella Bozzini, è inserita all’interno della programmazione dell’Emergence Festival vede gli artisti storici italiani dialogare con le opere dei contemporanei all’interno di un percorso immersivo e variegato.
La cornice di Palazzo Trigona, dimora del neonato Museo Gagliardi, un nuovo spazio espositivo della città totalmente dedicato all’arte contemporanea, ospita oltre 70 opere provenienti da fondazioni, gallerie, archivi e collezioni private.
La mostra descrive e guida lo spettatore nell’evoluzione dell’astrattismo italiano partendo dai primi esperimenti di Giacomo Balla e arrivando alle ricerche astratte di alcuni dei nomi più importanti legati alla scena urbana del nostro paese.

La collettiva sarà visibile fino al prossimo 30 Settembre e ospita le opere di: Balla, Depero, Evola, Prampolini, Ciacelli, Dottori, Radice, Rho, Reggiani, Soldati, Badiali, Magnelli, Melotti, Bertini, Biglione, Bogliardi, Bordoni, Galvano, Nigro, Pantaleoni, Pecciarini, Leppien, Parisot, Regina, Di Salvatore, Bozzola, Dorazio, Accardi, Perilli, Turcato, Sanfilippo, Fontana, Crippa, Cagli, Ruggieri, Capogrossi, Afro, Biggi, Verna, Cossyro, Leinardi, Catani, Hafif, Alviani, Biasi, Varisco, Nido, Pan, Montanino, Parres, fino ad arrivare al lavoro di 108, 2501, Alberonero, Bros, CT, Etnik, GUE, Moneyless, Salvo Ligama, Sten & Lex e Tellas.

Museo Gagliardi di Noto c/o Palazzo Trigona
Via Camillo Benso Conte di Cavour 95
96017 Noto

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

ABSTRACTA: Un secolo di pittura astratta italiana Museo Gagliardi

Le sculture di Boris Tellegen per celebrare il movimento De Stijl

05/07/2018

In onore del Mondrian to Dutch Design Year la provincia di Utrecht ha lanciato un iniziativa per celebrare il movimento artistico De Stijl. Il progetto unisce innovazione e creazione artistica per costruire una pista ciclabile tra Utrecht e Amersfoort, le due città natali di Gerrit Rietveld e Piet Mondrian.
Dopo due anni di lavoro le due città sono ora collegata dalla De Stijl Bicycle Route, una pista ciclabile lunga 20 km e cadenzata da 10 differenti sculture realizzate dal grande Boris Tellegen aka DELTA.

Utilizzando le idee e l’estetica del movimento De Stijl, Boris Tellegen ha progettato 10 grandi opere, ciascuna misura 55 cm di larghezza e circa 6,5 metri di altezza, prodotte utilizzando differenti materiali come legno, acciaio e calcestruzzo e superfici specchiate.
Più simili a dei veri e propri totem, le sculture sono pensate per dialogare con le differenti specificità del percorso. L’artista ha infatti interagito con sia con gli elementi urbani sia con la natura più incontaminata, lavorando in funzione dell’ambiente circostante e realizzando in questo modo dieci opere armoniche seppur differenti.

Nella galleria tutti i dettagli delle sculture, se siete interessati a percorrere la strada qui potete invece dare un occhiata all’intero percorso.

Photo Credit: Dirk Verwoerd

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Boris Tellegen De Stijl Bicycle Route

Il murale di Nicola Alessandrini a Barbiano di Cotignola

04/07/2018

Per la rassegna “Dal Museo al Paesaggio” Nicola Alessandrini ha realizzato un nuovo murale a Barbiano, una frazione del comune di Cotignola in provincia di Ravenna.

L’opera è una personale rappresentazione e reinterpretazione di Alberico da Barbiano, capitano di ventura vissuto nella seconda metà del 1300 e famoso per la sua crudeltà e violenza. Il suo motto, attribuitogli dal Papa Urbano VI per aver combattuto e sconfitto le truppe bretoni dell’antipapa Clemente XII di Avignone, era “LI IT AB EXT” (Italia dagli stranieri liberata) una sigla successivamente ripresa nella propaganda mitologica fascista e che proprio ad Alberico dedicò una nave-incrociatore.

Partendo da questi spunti Nicola Alessandrini ricontestualizza la poetica del personaggio in una nuova pittura che prende vita sugli spazi di una casa abitata da richiedenti asilo e rifugiati. Visto il periodo di forte tensione sociale e culturale, con sentimenti nazionalistici, retorica fascista e razzista in costante ascesa, l’artista sceglie di decostruirne il mito svuotando e ridicolizzando la sua figura e quella di chi mitizza l’approccio violento e irrazionale ai problemi e contrasti tipici di questo periodo storico.

Alla base della pittura la volontà di sottolineare e inibire quella dialettica contemporanea che paragona i migranti ad un esercito invasore, che parla di un oscuro progetto di sostituzione etnica e che prosegue nell’arroccarsi nella strenua difesa di una cultura ‘messa in pericolo’ da naturali processi di meticciato culturale.
A tutto ciò Nicola Alessandrini risponde con una figura grassoccia, che gioca a fare la guerra con un elmo di cartone – realizzato sulla falsa riga di quello storicamente indossato dal capitano di ventura – in sella ad un cavallo di legno. L’artista ribalta anche il suo motto che diviene qui “Stranieri dall’Italia liberati” intendendo una liberazione dall’idea che abbiamo noi di loro, una liberazione dalla paura e dalla non conoscenza dell’altro e infine da una situazione stagnante dove senza alcun documento queste persone vivono una non-vita senza poter lavorare, senza potersi muovere liberamente, senza potersi creare i presupposti per una felicità sommo diritto di ogni essere vivente.

Photo Credit: Daniele Casadio

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Nicola Alessandrini Barbiano di Cotignola

Alberonero a Civitacampomarano per CVTÀ Street Fest

04/07/2018

Alberonero è tra gli artisti partecipanti alla terza edizione del CVTÀ Street Fest per il quale ha realizzato una nuova installazione a Civitacampomarano.

Civitacampomarano è un piccolo gioiello medioevale situato nel Molise, il borgo dai 3500 abitanti che del dopoguerra ha subito un costante spopolamento arrivando dai 1000 dei primi anni novanta fino ai 400 odierni. Da tre anni a questa parte CVTÀ Street Fest raccoglie l’eredità e la storia del luogo per promuovere una riscoperta e una valorizzazione del territorio attraverso il lavoro di artisti di fama internazionale. Al crescente spopolamento e alle frame che continuano ad interessare questi luoghi (l’ultima circa un anno fa) la rassegna curata da Alice Pasquini risponde con un progetto inclusivo e forgiato dall’entusiasmo e dalla condivisione.

Come visto in questi mesi Alberonero sta orientando la propria ricerca verso un approccio maggiormente relazionale con lo spazio pubblico, un impostazione questa che trova nell’installazione il suo ideale sviluppo. Il percorso iniziato a con il progetto Altro Paesaggio e proseguito con il monumento realizzato a Buenos Aires e l’architettura mobile di Pozzallo, giunge qui ad un nuovo step.

Dopo un approfondito studio dello spazio di lavoro Alberonero per CVTÀ Street Fest presenta “Supercivita”, una installazione come tributo alla città e a Superstudio, il famoso studio di architettura fondato nel 1966 a Firenze e parte importante del movimento di architettura radicale italiana della fine degli anni ’60.
L’opera è un totem formato da tre blocchi di 1mt per 1mt di differenti materiali che favoriscono nuove e inedite percezioni del circostante. Le fondamenta della scultura sono in metallo e rappresentano il brutalismo e la relazione tra uomo e architettura. Il secondo blocco, incollato con il silicone su un armatura in legno, è in vetro specchiato e rappresenta la città e il paesaggio circostante. Gli specchi mostrano infatti le porte e il castello della città, sottolineando la volontà dell’artista di riflettere gli elementi di Civitacampomarano all’interno dell’opera. L’ultimo blocco è invece stato realizzato con diversi layer di reti in fibra di vetro dipinti con lo spray che creano differenti livelli di profondità e saturazione.

Photo Credit: Alessia Di Risio e Ian Cox

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Alberonero Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Il murale di 1010 a Mannheim

03/07/2018

Continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del progetto Stadt.Wand.Kunst, nei giorni scorsi 1010 ha infatti terminato di dipingere una nuova e grande parete a Mannheim.
Come visto diverse volte nel corso degli anni il progetto tedesco sta ospitando alcuni dei nomi più importanti della scena tedesca ed internazionale, offrendo loro ampi spazi dove esprimersi e avviando tutta una serie di iniziative ed eventi collaterali rivolti a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.

L’opera dipinta da 1010 si unisce alla serie di impressionati interventi realizzati nell’ambito del progetto (qui potete darci un occhiata) e risulta caratterizzata dall’inconfondibile stile dell’artista tedesco. L’immaginario di 1010 è basato su una personale commutazione delle forma in funzione dell’ambiente di lavoro e delle peculiarità della superfice. L’artista lavora attraverso forme irregolari concentriche, sviluppando gli iconici portali caratterizzati dall’utilizzo di diverse scale di colore.
Se vi trovate in zona la pittura è visibile su Mittelstraße 9, nel frattempo in galleria alcuni scatti del work in progress e le immagini del risultato finale.

Photo Credit: Alexander Krziwanie

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

1010 Mannheim Stadt.Wand.Kunst

Il murale di Luigi Loquarto ad Atene per Athens Street Art Festival

03/07/2018

Per l’Athens Street Art Festival Luigi Loquarto aka Gig nei giorni scorsi ha terminato di dipingere un nuovo murale ad Atene.

Fondato una decina di anni fa e curato da Andreas C Tsourapas, l’Athens Street Art Festival è un festival di arte urbana senza scopo di lucro, privo di sovvenzioni e aiuti da parte del governo che viene portato avanti da volontari e appassionati con l’intento di promuovere la coscienza, l’azione e il cambiamento sociale attraverso l’arte e il lavoro degli artisti e pensatori coinvolti. In questi anni la rassegna ha ospitato più di 170 artisti da tutto il mondo, lavorato su 8 quartieri di Atene, imponendosi in questo modo come uno dei festival d’arte urbana più grandi al mondo.

Il murale dipinto da Luigi Loquarto ben rappresenta la sua personale ricerca, egli porta avanti un immaginario in cui la natura viene definita dalla geometria e dove il bianco e nero interagiscono per definire nuovi equilibri. Si tratta di una “Geometria Organica” che ordina la spazialità circostante.
Le pietre dipinte dell’artista, ispirate a quelle della sua città natale Trani, vengono accumulate per comporre nuove superfici caratterizzate da giochi di pieni e vuoti che si rifanno all’equilibrio precarico e delicato che è alla base della natura stessa.

Photo Credit: Athens Street Art Festival

Luigi Loquarto Gig Athens Street Art Festival

Luigi Loquarto Gig Athens Street Art Festival

Luigi Loquarto Gig Athens Street Art Festival

Luigi Loquarto Gig Athens Street Art Festival

L’installazione di Dilen Tigreblu nel Parco Delle Groane

03/07/2018

Per il progetto SHOT – Inneschi Contemporanei in Polveriera Dilen Tigreblu ha realizzato una nuova installazione all’interno del Parco delle Groane situato nell’area metropolitana di Milano.

Il progetto-residenza SHOT individua l’ex-Polveriera all’interno del Parco Groane come luogo ideale per l’innesco di processi di contaminazione del territorio. L’idea è quella di incentivare un confronto e scambio con la natura e le particolarità di questi luoghi attraverso il lavoro di artisti legati ad una pratica contemporanea.

Nel 1914 i terreni delle Groane grazie alle loro caratteristiche strategiche furono scelti ed espropriati dallo stato italiano diventando un grande deposito di munizioni. Grazie all’aiuto della resistenza partigiana nel Dicembre del 1944 questa area geografica fu individuata a rasa al suolo dagli aerei inglesi.
Ad oggi il sito della ex-Polveriera è trattato come inagibile e percorribile solo con l’accompagnamento di guide esperte. Le strutture militari sono invece ancora li, avvolte dalla natura che negli anni ha coperto le macerie e i crateri lasciati dalla bombe.
All’interno di questo scenario le architetture che meglio riescono a dialogare con la natura sono le torri di avvistamento, queste, situate ai limiti di un perimetro sensibile, permettevano di vedere in anticipo i pericoli assicurando in questo modo la sopravvivenza. Persa la loro funzione primaria grazie agli sviluppi tecnologici, ad oggi delle torri rimangono i pali in ferro verticali, alti quanto gli alberi e a tratti quasi irriconoscibili nella natura.

Il soggetto dell’intervento di Dilen Tigreblu è una delle torri di avvistamento situate all’interno del parco, egli ha lavorato ad un progetto di vestizione con l’intento di dare alla struttura un diverso significato.
L’opera segue fedelmente la struttura architettonica della torre in quanto non intende modificarne la forma ma rappresenta un atto di vestizione effimero. L’atto di coprire, inibendo la funzione per la quale è stata costruita e impedendo la visione in entrambe le direzioni, è stato realizzato attraverso alcuni teli in nylon dipinti a mano con disegni anti-camouflage. L’idea è quella di utilizzare pattern naturali caratterizzati da colori in aperto contrasto con il contesto per rendere la torre evidente e individuabile all’occhio umano. L’artista in questo modo nasconde e riflette sulla memoria storica del luogo sottolineando invece la presenza di una memoria collettiva in stato di abbandono.

Photo Credit: Angelo Jaroszuk Bogasz e Luca Gerace

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

Dilen Tigreblu Parco delle Groane SHOT - Inneschi Contemporanei in Polveriera

La serie di murales di Zosen e Mina Hamada a Corbeil-Essonnes in Francia

03/07/2018

Zosen e Mina Hamada sono stati invitata dal Wall Street Art Festival 2018 a realizzare una serie di murales a Corbeil-Essonnes, nella periferia sud di Parigi. Il progetto curato da Gautier Jourdain di LE MUR, 100 Walls of Youth e Galerie Mathgoth, ha visto il duo dipingere cinque differenti interventi sugli spazi esterni dell’istituto Paul Langevin.

Gli artisti sottolineano come progetti come questo, dove il lavoro prende vita all’interno di luoghi difficili e dove spesso persistono tensioni tra culture differenti, possano incoraggiare l’unione, l’equilibrio e la pace all’interno di comunità caratterizzate da diverse etnie. La Francia come diversi paesi in tutto il mondo sta infatti attraversando un momento delicato con l’aumento dei flussi migratori, dei sentimenti di destra e degli atteggiamenti xenofobi verso popolazioni che differiscono dalla cultura dominante.

Per il progetto Zosen e Mina Hamada hanno presentato “Spring Color” una serie di interventi pensati per celebrare l’arrivo della primavera attraverso fiori, piante e forme astratte che favoriscono l’immaginazione.

Photo Credit: Galerie Mathgoth
Video: Thomas Granovsky

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Zosen Mina Hamada Corbeil-Essonnes

Revolução dos Cravos: Eron a Pombal celebra la Rivoluzione dei Garofani

02/07/2018

Nelle scorse settimane Eron è stato invitato a Pombal in Portogallo per prendere parte ai lavori del Festival internazionale Sete Sòis Sete Luas. L’artista italiano ha realizzato una nuova opera murale come dedica alla Rivoluzione dei Garofani del 1974 in Portogallo che abbatte il più antico regime fascista europeo.

“Revolução dos Cravos”, questo il titolo dell’opera, ha visto Eron lavorare sulla facciata ceca di un edificio situato di fronte alla stazione ferroviaria della cittadina portoghese. L’intervento si affaccia sulla piazza dedicata a Fernando José Salgueiro Maia, famoso ufficiale portoghese e tra le figure più importanti per il ribaltamento del regime fascista.
Rispetto agli altri il colpo di Stato quello portoghese fu anomalo poiché privo di spargimenti di sangue, i militari ebbero infatti l’appoggio della popolazione nonostante fu chiesto ai civili di restare in casa. Il nome Revolução dos Cravos deriva dal gesto di una fioraia, Celeste Caeiro, che in una piazza di Lisbona offrì garofani rossi ai soldati, questi furono infilati nelle canne dei fucili divenendo in questo modo il simbolo della rivoluzione e segnale alle truppe governative di non opporre resistenza.

Ispirato dalla storia della rivoluzione Eron ha lavorato ad un opera minimale e altamente poetica. L’artista, utilizzando come sempre gli spray, ha modificato in toto l’architettura dell’edificio inserendo sulla facciata una finestra. Su questa vediamo un vaso di garofani rossi e il volto di una donna anziana intenta ad osservare le colombe fuori. Queste ultime hanno colori differenti e simboleggiano concetti come la pace, l’armonia, la convivenza, l’accoglienza e la libertà.

Photo Credit: The Artist

Eron Pombal Rivoluzione dei Garofani Festival internazionale Sete Sòis Sete Luas

Eron Pombal Rivoluzione dei Garofani Festival internazionale Sete Sòis Sete Luas

Il murale di Alexey Luka a Satka in Russia

02/07/2018

Alexey Luka è stato invitato a prendere parti ai lavori del Satka Street Art Festival di quest’anno per il quale ha realizzato una nuova e iconica pittura.

Satka è una cittadina industriale russa di circa 50mila abitanti situata sui Monti Urali, qui ogni anno grazie al sostegno della Fondazione Sobranie di Mosca vengono ospitati artisti di fama internazionale per la realizzazione di diverse pitture murali.
Satka è un luogo remoto la cui vita dipende completamente dalla gigantesca cava di magnesite e dalla adiacente fabbrica di ferro. L’ecologia e lo sfruttamento delle risorse naturali rappresentano i temi cardine della rassegna d’arte urbana.

Per il festival Alexey Luka si è confrontato con gli spazi di una struttura industriale sulla quale ha realizzato una nuova composizione astratta. L’artista Russo prosegue la personale scomposizione di forme ed elementi geometrici attraverso diversi giochi di percezione dove vediamo alternarsi volti, personaggi, colori e paesaggi.

Photo Credit: The Artist

Alexey Luka Satka Street Art Fest

Alexey Luka Satka Street Art Fest

Nobody’s Home: La mostra di Sebas Velasco da VARSI

30/06/2018

Lo scorso 9 giugno Sebas Velasco ha presentato negli spazi della Galleria Varsi di Roma “Nobody’s home”, una nuova mostra personale.
Per la sua prima italiana l’artista Spagnolo ha scelto di accompagnarci in un viaggio tra i paesi dell’ex-Jugoslavia, lo show nasce infatti dalla sua passione per il calcio e in particolare per i nomi delle squadre e i giocatori dell’ex stato. Nel tempo questa curiosità ha abbracciato l’architettura, la storia e la cultura dei paesi balcanici, luoghi complessi il cui difficile passato è ancora troppo vicino per essere compreso fino in fondo.

Partendo da questo egli ha presentato un corpo di lavoro inedito e caratterizzato da immagini, suggestioni, reminiscenze e ricordi legati a questi luoghi. Senza pregiudizi e posizioni politiche Sebas Velasco si è ispirato alle contraddizioni e al fascino di una società sospesa tra il passato legato al socialismo e il presente capitalista, un mondo dove sul cemento grigio delle architetture brutaliste ribalzano i colori delle insegne al neon dei prodotti commercializzati dalle grandi multinazionali.
Le opere su legno, lino e tela presentate in questa mostra sottolineano tutto il paradosso delle grandi città moderne in cui la vicinanza fisica si traduce in una forte distanza emotiva. La città e i suoi palazzi assumono i connotati di una prigione, sinonimo di isolamento e solitudine, mentre i colori delle insegne, dei lampioni e delle luci attraversano le vedute notturne presenti nelle tele esposte.
A tutto ciò l’artista contrappone istanti di vita quotidiana: il calcio, la politica, la musica, le tradizioni, oggetti, volti e attimi custoditi in vecchie foto ritrovate e rielaborate dall’artista. Si tratta di frammenti di un passato che rivivono grazie alla pittura nel tentativo di conservare la memoria di un passato recente da rileggere attraverso gli occhi del presente. La mostra sarà visibile fino al prossimo 1 di Luglio.

Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta 38
00186 Roma RM

Photo Credit: The Blind Eye Factory

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Sebas Velasco Galleria Varsi

Excès de vitesse: La mostra di Felipe Pantone da Alice Gallery

29/06/2018

Lo scorso mese Felipe Pantone ha aperto “Excès de vitesse”, una nuova mostra personale negli spazi della Alice Gallery di Bruxelles.

Felipe Pantone continua a reinterpretare i codici estetici classici e contemporanei attraverso una pratica artistica capace di riflettere nel migliore dei modi questo particolare momento storico. Era digitale, la sua spinta e dipendenza tecnologica, la sovrabbondanza di informazioni e immagini sono alcuni dei temi e delle riflessioni che l’artista Argentino sta sviluppando nel proprio lavoro.

Felipe Pantone raccoglie l’eredità dei dati a cui ogni giorno siamo sottoposti rielaborando lo spazio digitale intangibile all’interno di un contesto reale e percepibile. In “Excès de vitesse” l’artista ha preso possesso degli spazi della Alice Gallery proponendo un corpo di lavoro variegato e caratterizzato dall’utilizzo di medium differenti con i quali porre in relazione pittura, scultura e installazione attraverso la miscela di glitch art, arte cinetica, graffiti e modellazione 3d.

Ad accompagnare questa nuova esposizione una nuova serigrafia dal titolo “Chromadynamica 66” che potete acquistare sullo shop della galleria, la mostra invece sarà visibile fino al prossimo 30 Giugno.

Alice Gallery
4 rue du pays de Liège

1000 Brussels Belgium

Photo Credit: The Artist and The Gallery

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

Felipe Pantone Excès de vitesse Alice Gallery Bruxelles

2501 a Civitacampomarano per CVTÀ Street Fest

28/06/2018

2501 è tra gli artisti che hanno preso parta alla terza edizione del CVTÀ Street Fest per il quale ha dipinto una grande parete a Civitacampomarano.

Civitacampomarano è un piccolo gioiello medioevale situato nel Molise, il borgo dai 3500 abitanti che del dopoguerra ha subito un costante spopolamento arrivando dai 1000 dei primi anni novanta fino ai 400 odierni. Da tre anni a questa parte CVTÀ Street Fest raccoglie l’eredità e la storia del luogo per promuovere una riscoperta e una valorizzazione del territorio attraverso il lavoro di artisti di fama internazionale. Al crescente spopolamento e alle frame che continuano ad interessare questi luoghi (l’ultima circa un anno fa) la rassegna curata da Alice Pasquini risponde con un progetto inclusivo e forgiato dall’entusiasmo e dalla condivisione.

Dopo la recente apertura di “Milano“, 2501 torna a lavorare in strada realizzando una nuova ed iconica pittura. Intitolata “Dorge Shugden” l’opera riflette la relazione tra spazio positivo e negativo partendo dalla presenza di un nido ubicato nel sottotetto del palazzo.

Photo Credit: Alessia Di Risio e Ian Cox

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

2501 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Terra: Il murale di Tellas a Faenza

27/06/2018

Prima parte del progetto Terra e Mare in cui Tellas ha unito idealmente con due opere collegate fra loro le città di Faenza e Palermo.

Il progetto, promosso dall’Associazione Distretto A – Faenza Art District e l’Associazione Punta Comune di Palermo all’interno dell’Urban Art Contest, ha visto l’artista Italiano cimentarsi in due differenti murales.
Obbiettivo delle due opere quello di congiungere idealmente due città diverse ma unite dal legame con il proprio territorio. Alle spalle di Faenza i monti, davanti Palermo il mare, l’acqua e la terra, i colori freddi a contrasto con quelli caldi.

Gli elementi caratteristici dei due territori entrano quindi in contatto tra loro diventando incipit per entrambe le opere. In questa prima parte diamo uno sguardo a “Terra”, la pittura realizzata Faenza. Nei prossimi giorni le immagini del secondo intervento realizzato a Palermo.

Photo Credit: The Artist

Tellas Faenza Terra e Mare

Tellas Faenza Terra e Mare

Tellas Faenza Terra e Mare

Tellas Faenza Terra e Mare

MP5 a Civitacampomarano per CVTÀ Street Fest

26/06/2018

Per la terza edizione del CVTÀ Street Fest MP5 ha realizzato un nuovo murale a Civitacampomarano come riflessione sulla storia del paese.

Civitacampomarano è un piccolo gioiello medioevale situato nel Molise, il borgo dai 3500 abitanti che del dopoguerra ha subito un costante spopolamento arrivando dai 1000 dei primi anni novanta fino ai 400 odierni. Da tre anni a questa parte CVTÀ Street Fest raccoglie l’eredità e la storia del luogo per promuovere una riscoperta e una valorizzazione del territorio attraverso il lavoro di artisti di fama internazionale. Al crescente spopolamento e alle frame che continuano ad interessare questi luoghi (l’ultima circa un anno fa) la rassegna curata da Alice Pasquini risponde con un progetto inclusivo e forgiato dall’entusiasmo e dalla condivisione.

Lo spirito combattivo e la voglia di costruire un nuovo futuro sono al centro di quest’ultimo intervento dipinto da MP5. Realizzata su due pareti ad angolo e intitolata “ONE ARMY”, l’opera dell’artista italiana rappresenta una citazione simbolica dei disastri geologici a cui da tempo è sottoposto questo territorio. Al tempo stesso il murale sottolinea tutta la forza dei cittadini di Civitacampomarano e la loro capacità di andare avanti e di affrontare il presente in modo resiliente.

Photo Credit: Alessia Di Risio e Ian Cox

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

MP5 Civitacampomarano CVTÀ Street Fest

Plastic Waste Labyrinth: L’installazione dei Luzinterruptus a Buenos Aires

25/06/2018

In occasione della giornata mondiale del riciclaggio i Luzinterruptus sono stati invitati dal Dipartimento dell’Ambiente e delle aree pubbliche del governo della città di Buenos Aires a realizzare una nuova installazione. Il collettivo spagnolo ha presentato uno dei suoi interventi più rappresentativi “Plastic Waste Labyrinth”, già precedentemente installato a Madrid e Katowice, e proposto qui in uno dei luoghi più emblematici della città Plaza Vaticano, di fronte al Teatro Colón.

Gli artisti con l’aiuto delle cooperative di riciclaggio urbano hanno raccolto più di 15.000 bottiglie riciclate mentre per la realizzazione dell’opera hanno collaborato con alcuni gruppi locali che lavorano su questioni ambientali e che li hanno aiutati a capire il sistema di riciclaggio della città.
Una volta che le bottiglie sono state pulite e illuminate, i Luzinterruptus hanno costruito un labirinto lungo 200 metri e con un’area di 12 × 12 metri caratterizzato da una inversione a U nel mezzo pensata per creare un vero sentimento di disorientamento.

Come visto già in precedenza l’opera vuole stimolare un pensiero critico sull’eccessivo utilizzo della plastica attraverso un esperienza disorientante ed ansiogena. In quest’occasione i Luzinterruptus hanno inoltre voluto mostrare quali sono i marchi di bevande maggiormente coinvolti nell’inquinamento legato alla plastica. Alla base di ciò la volontà di sottolineare come i bacini idrici e quindi l’acqua, la risorsa più importante del nostro pianeta e diritto fondamentale per ogni essere umano, siano in mano a grandi aziende private. Come sempre al termine dell’installazione tutti i prodotti sono stati smantellati e riciclati.

Photo Credit: Melisa Hernández

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Luzinterruptus Plastic Waste Labyrinth Buenos Aires

Il murale degli OSGEMEOS a Düsseldorf

23/06/2018

I gemelli Gustavo e Otavio Pandolfo aka OSGEMEOS hanno da poco terminato di dipingere una grande parete a Düsseldorf in Germania.

Realizzata con il sostegno del graffiti shop Hood Company, “The Giant of Dusseldorf”, questo il titolo dell’opera, presenta tutti gli elementi caratteristici della pratica in strada dei due fratelli brasiliani.
Gli OSGEMEOS interagiscono ancora una volta con lo spazio di lavoro sfruttandone le sue peculiarità cosicché la particolare forma dell’edificio, una parete verticale caratterizzata da un grande tetto spiovente, risulti parte stessa dell’opera. L’opera è infine caratterizzata dalla consueta cura per i dettagli grazie alla moltitudine di personaggi, elementi e spunti che emergono dalla composizione finale.

Tutti i dettagli dell’opera nella galleria di scatti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul tour europeo duo brasiliano.

Photo via Juxtapoz

OSGEMEOS Düsseldorf

OSGEMEOS Düsseldorf

OSGEMEOS Düsseldorf

OSGEMEOS Düsseldorf

OSGEMEOS Düsseldorf

Daniel Muñoz SAN ad Angers per Echappées d’Art 2018

22/06/2018

Con il murale realizzato da Daniel Muñoz SAN chiudiamo il cerchio sulla terza edizione del festival Echappées d’Art 2018 di Angers in Francia curato da Eric Surmont.

La sensibilità e l’influenza dell’ambiente di lavoro continuano a caratterizzare a rappresentare il filo conduttore di ognuna delle produzioni di Daniel Muñoz SAN, per questa sua ultima fatica egli si è ispirato ad una tela di Jean Pierre Pincemin esposta all’interno del Musée des Beaux Arts d’Angers. Definita la forma il grande artista Spagnolo ha poi scelto di raffigurare alcune abitazioni e costruzioni tipiche del centro storico della cittadina Francese.

Tutti i dettagli dell’opera nella serie di scatti in galleria, dateci un occhiata e se volete approfondire gli altri due interventi realizzati durante il festival francese da Tellas e Hitnes vi rimandiamo alla nostra sezione.

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Daniel Muñoz SAN Angers Street Art Echappées d’Art 2018

Schegge di paura: Il progetto di CHEAP e Santarcangelo Festival a Bologna

21/06/2018

CHEAP Street Poster Art e Santarcangelo Festival hanno unito gli sforzi per “Schegge di Paura”, un progetto congiunto sulle bacheche di Via Irnerio a Bologna.

La paura e la costante fuga dalla paura sono una delle condizioni più diffuse di questo particolare periodo storico. Parte da questo tema la 48^ edizione di Santarcangelo Festival – Cuore in Gola che dal 6 al 15 luglio 2018 presenterà un intenso programma dedicato alle arti della scena contemporanea internazionale. Grazie alla collaborazione tra CHEAP e la rassegna di Santarcangelo di Romagna (RN) alcuni frammenti del discorso critico sulle fobie sono giunti nei giorni scorsi sugli spazi pubblicitari di Bologna. CHEAP e Santarcangelo Festival hanno scelto di utilizzare alcuni testi tratti dai progetti artistici che Mallika Taneja e Muna Mussie presenteranno per il festival.

Mallika Taneja è giovane artista di Nuova Delhi fondatrice e direttrice di Lost & Found, un organizzazione no-profit impegnata nello sviluppo di progetti d’arte contemporanea all’interno delle periferie. Mallika a Santarcangelo di Romagna porterà Be Careful, progetto sugli stereotipi e sulle paure che opprimono le donne nella società indiana pensato per denunciare e far riflettere sull’ipocrisia che si cela dietro la visione di una donna come potenziale vittima.
Muna Mussie e un’artista e performer eritrea che vive a Bologna. Oasi, la sua nuova performance coprodotta da Ipercorpo e Santarcangelo Festival con il supporto di XING, pone l’accento sulle fragilità e fobie che caratterizzano ciascuno di noi.

Le paure decritte ed affrontate dalle due autrici si sono materializzate in poster che, intrecciati nel tessuto urbano di Bologna, veicolano le loro riflessioni all’interno dello spazio pubblico reinterpretandone il lavoro attraverso 17 differenti manifesti.

Photo Credit: Michele Lapini – CHEAP Festival

Cheap Festival Santarcangelo Festival Via Irnerio Bologna Poster

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Il murale di Tellas ad Angers per Echappées d’Art 2018

20/06/2018

Giunto alla terza edizione e curato quest’anno da Eric Surmont, il festival Echappées d’Art di Angers ha invitato Tellas lavorare ad una nuova pittura per le strade della cittadina francese. Il grande artista Italiano si è confrontato con uno spazio verticale, a pochi passi dal museo d’arte moderna di Angers, proponendo una nuova composizione astratta.

Come visto per il trittico realizzato ad Aggius, Tellas nelle sue ultime uscite sta sperimentando soluzioni differenti apportando modifiche sostanziali alle sue produzioni in strada.
In “Tropico“, la mostra presentata da Magma Gallery, avevamo intravisto la volontà dell’artista di unire elementi astratti fluttuanti e liquidi con sezioni maggiormente dettagliate. Tellas sta infatti utilizzando tutte le differenti incarnazioni del proprio immaginario per sviluppare composizioni articolate, ricche di dettagli e contraddistinte da una rinnovata profondità.

“Sunset”, questo il titolo dell’opera, risulta quindi caratterizzata da un intreccio di forme piene e piatte con sezioni organiche maggiormente dettagliate dove trovano spazio gli iconici intrecci naturali impreziositi da tonalità gradienti che si rifanno ai colori del tramonto.

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Tellas Angers Echappées d’Art 2018 street art

Milano: La mostra di 2501 da Wunderkammern Gallery

19/06/2018

A distanza di tre anni da “NOMADIC EXPERIMENT – on the brink of disaster” 2501 torna ad esporre negli spazi Wunderkammern Gallery con una nuova personale intitolata “Milano”. La mostra, presentata nella sede meneghina della galleria romana, come suggerisce il nome è interamente incentrata sul legame dell’artista con la sua città natale.

Il rapporto di 2501 con Milano risulta rafforzato grazie alla tipica connessione che gli artisti di arte urbana creano con lo spazio pubblico. Come anticipatoci dall’artista nel nostro podcast, la pratica in strada e le forti connessioni e legami stretti con professionalità e artigianalità di Milano rappresentano una costante nell’evoluzione e sviluppo della sua ricerca.
2501 in questa nuova personale inverte il legame: l’architettura della città si estranea dal ruolo di medium diventando parte stessa dell’opera. La mappa di Milano è ovunque, talvolta riconoscibile e talvolta celata dalle sue linee monocromatiche mentre le tracce si inseriscono sulle serigrafie su carta o alluminio rendendo le opere uniche nel loro genere.

Il corpo di lavoro è caratterizzato da una grande quantità e varietà di medium capaci di restituire tutta la diversità di una città come Milano. Troviamo opere in alluminio di medio e grande formato serigrafate su entrambi i lati, opere su carta di grande formato, una composizione di ceramiche che formano la mappa della città e infine una scultura site-specific realizzata con tubi lavorati con l’acido.
La mostra sarà visibile fino al prossimo 28 di Luglio, nel frattempo in galleria un ampia selezione di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento.

Wunderkammern Gallery
Via Ausonio, 1
20123 Milano

Photo Credit: Filippo Armellin

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

2501 Milano Wunderkammern Gallery

L’ultima pittura di Seikon a Ibiza

19/06/2018

Aggiornamento per Seikon, l’artista polacco ha terminato di dipingere nei giorni scorsi una nuova pittura ad Ibiza.
In questa nuova opera Seikon prosegue lo sviluppo della personale ricerca astratta apportando alcune interessanti novità. La pratica dell’artista continua ad essere legata ad uno sviluppo pulito, geometrico e caratterizzato da composizioni di linee, moduli irregolari e texture realizzate in funzione dello spazio di lavoro.
Come visto per la serie di interventi realizzati in Vietnam e Polonia, anche qui l’artista sceglie un approccio meno rigido e regolare con figure frastagliate, toni gradienti e forme caratterizzate da riempimenti maggiormente corposi.

Photo Credit: The Artist

Seikon Street Art Ibiza

Seikon Street Art Ibiza

Seikon Street Art Ibiza

Il murale di Hitnes ad Angers per Echappées d’Art 2018

19/06/2018

Hitnes ha dipinto un nuovo murale ad Angers in Francia come parte dei lavori per la terza edizione del progetto Echappées d’Art.
Organizzato dal comune di Angers e curato quest’anno da Eric Surmont di Winterlong Galerie e Le 4ème Mur Festival, il festival in questa edizione ha visto al lavoro oltre al grande artista romano, Tellas e Daniel Muñoz SAN, il terzetto fa seguito agli interventi realizzati lo scorso anno da Okuda e Vhils.

Per questa sua ultima pittura Hitnes si è ispirato ed ha reinterpretato “La Tapisserie de l’Apocalypse”, lo splendido arazzo realizzato nel 13^ secolo e conservato all’interno del Castello di Angers.
Realizzato tra il 1373 e il 1377 dall’arazziere Robert Poisson con i disegni del pittore Jean de Bruges per il Duca Luigi D’Angiò, l’opera è un ciclo di arazzi composto da 7 pezzi (a noi ne sono giunti unicamente sei) per un totale di 140 metri e 90 scene diverse.
Ispirata dall’apocalisse di San Giovanni, l’opera è il più antico arazzo francese, uno dei capolavori del patrimonio artistico francese e una delle più importanti raffigurazioni dell’Apocalisse.

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

hitnes Angers La Tapisserie de l'Apocalypse street art

Il mito di Baba Jaga nel murale di Luca Zamoc a San Pietroburgo

18/06/2018

Per lo Street Art Museum di San Pietroburgo Luca Zamoc ha reinterpretato il mito di Baba Jaga, la strega suprema del folklore est europeo.

Prima dell’arrivo del cristianesimo Baba Jaga era vista come una bellissima donna legata alla foresta, uno spirito benigno, materno e creativo che proteggeva tutte le creature selvagge e non.
Successivamente la chiesa bandì tutte le figure precristiane e legate al paganesimo spesso trasformandole in entità negative, come accadde al Dio Pan che diventò emblema del demonio, oppure appropriandosene per meglio controllare la società. Questo approccio iconoclasta ha creato una versione deformata e feroce della figura di Baba Jaga trasformandola nell’uomo nero dell’est europeo.
Ad oggi Baba Jaga oscilla costantemente tra il bene e il male indipendentemente da chi si trova di fronte, nonostante gli sforzi della chiesa il mito è riuscito a mantenere il suo carattere primevo entrando infine nel linguaggio russo (baba- babushka vuol dire nonna).

Luca Zamoc conobbe il mito di Baba Jaga grazie ad un libro illustrato di Ivan Bilibin. La pittura realizzata in Russia è quindi sia un omaggio al grande pittore e illustratore, sia a tutte quelle figure spesso dimenticate e appartenenti all’emisfero immaginifico del passato. L’artista ha scelto di realizzare un opera meno ‘street’ lavorando piuttosto ad una estetica antica a capace di ricordare le copertina del libro dell’artista Russo.

Photo Credit: The Artist

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Luca Zamoc Baba Jaga Street Art Museum St. Petersburg

Il murale di Lucamaleonte a Rolo per TOTART Festival

18/06/2018

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con TOTART Festival, la rassegna ha invitato Lucamaleonte ha realizzare una nuovo murale a Rolo.

Esattamente coma accaduto lo scorso anno l’Associazione TOTART prosegue nel proporre progetti di rigenerazione urbana e partecipazione attiva nei comuni colpiti dal terremoto dell’Emilia Romagna. Rolo è una piccola cittadina in provincia di Reggio Emilia e tra i centri abitati interessati dal terribile sisma di sei anni fa.

La pittura proposta da Lucamaleonte è ispirata agli elementi della tradizione agricola locale, l’artista romano in particolare ha rielaborato la mondina, la lavoratrice stagionale delle risaie, in un omaggio al pittore Angelo Morbelli e al suo dipinto del 1901 intitolato ‘Risaie’. L’opera è infine la pittura più colorata fin qui realizzata dall’artista e probabilmente l’inizio di una nuova serie di lavori.

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Lucamaleonte Rolo TOTART Festival

Anywhere, Out of this Mind: La mostra di BLO da Galerie 42B

16/06/2018

Dopo cinque mesi di lavoro BLO presenta “Anywhere, Out of this Mind”, una nuova personale negli spazi della Galerie 42B di Parigi. Al centro di questa nuova mostra l’idea di tornare ad un approccio figurativo frammentandolo e distruggendolo attraverso l’astrazione.

Negli ultimi mesi BLO ha sperimentato soluzioni differenti lavorando a composizioni frammentate che coinvolgono textures figurative ed elementi astratti, questi ultimi in particolare ricordano la gestualità delle tag dei graffiti. Le opere in mostra hanno i loro riferimenti iconografici nelle fotografie e nelle textures provenienti dall’ambiente urbano, come muri e manifesti rovinati, distrutte e ricomposte allo stesso modo dei collage surrealisti.

La mostra, il cui titolo si rifà al poema di Baudelaire “Anywhere Out Of This World”, riflette la volontà dell’artista di lavorare attraverso un approccio maggiormente introspettivo, intrecciando momenti figurativi con linee e trame astratte, così come giochi di luce e ombra, messe a fuoco e sfocature per imbastire un dialogo tra rappresentazione e subconscio. Forme astratte in scala di grigio attraversano ritratti femminili, tracce e textures si frappongono tra mani, gambe e corpi, mentre i volti rimangono sfocati in modo da trasportare chi osserva in un mondo nostalgico e onirico.

Galerie 42b
1 rue Notre Dame de Nazareth
75003 Paris

Photo Credit: Studio by Eli Cornejo – gallery set up by Nicolas Giquel

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

BLO Galerie 42B

Tarocchi Politici: I Guerrilla Spam rielaborano l’antico mazzo di tarocchi fiorentino

15/06/2018

Per Copula Mundi Festival, progetto curato da Matteo Bidini e Gianluca Milli della Street Levels Gallery e Progeas Family di Firenze, i Guerrilla Spam hanno dipinto 70 metri di tela sul tema de “Le Minchiate” ovvero l’antico mazzo di tarocchi fiorentino.

Intitolato “Tarocchi Politici” il progetto è una scenografia caratterizzata da un gigantesco ciclo di affreschi orizzontali pensati per raccontare per immagini l’Italia dei nostri giorni sfruttando il simbolismo delle carte fiorentine e descrivendo la società italiana in tutte le sue decadenze, piccole ingiustizie e brutalità.

Nel 1377 Firenze vietò l’uso delle carte da gioco sul proprio territorio, il documento che attesa il divieto è la più antica prova che in Italia si giocava a carte. Nel 1434, Niccolò III faceva pagare al cartaro Ser Ristoro sette fiorini d’oro per due mazzi di carte che gli erano stata inviate a Ferrara di nascosto.
Nel 1450 venne regolamento il divertimento con le carte da gioco con il primo elenco di giochi permessi (dritta, vinciperdi, trenta, trionfo).
I Trionfi è il nome della più antica e unica edizione esistente di tarocchi fiorentini, attualmente è conservata alla National Gallery of Art di Washington nella collezione Rosenwald, per questo è nota anche come Mazzo Rosenwald.

L’iconografia scelta dai Guerrilla Spam riprende i disegni del mazzo di tarocchi Rosenwald mescolandola con quella dei pittori fiamminghi, con le citazioni a Beato Angelico, con riferimenti all’arte paleocristiana e quella dei popoli sub-sahariani e infine alle satire di Otto Dix e quelle di George Grosz dal libro “Il volto della classe dirigente”.
Si trovano così, sparsi nel ciclo pittorico, personaggi grotteschi che inseguono “Il Carro” per guadagnarsi due fili di grano (metafora fiamminga del denaro), o altri che bruciano e segano a pezzi una bilancia della “Giustizia” gridando “PRIMA IO! PRIMA IO!”. La “Casa del Diavolo” diventa l’allegoria di quell’Europa chiusa che costruisce muri di filo spinato e si tappa le orecchie. Invece “L’Impiccato” è un giovane skater succube degli sponsor e delle marche consumistiche che lo rivestono da capo e piedi. In questo inferno dantesco l’unica figura positiva è quella del “Matto” che, deriso dalla società, prosegue il suo cammino tra le incertezze di un percorso disseminato di spine, tra acqua e fuoco,.

Questi tarocchi hanno dunque una base di provenienza fedele al tema, ma sono poi libere interpretazioni, sono allegorie dei tempi bui in cui viviamo. La critica comune che lega tutti i disegni non è diretta allo Stato, alle istituzioni o ai poteri forti, ma al cittadino comune, all’uomo medio che incarna tutta la decadenza della società nella sua più deludente banalità.

Se volete vedere dal vivo l’opera, la scenografia resterà installata e visibile all’interno parco di villa Favard fino alla conclusione del festival Domenica 17 Giugno.

Copula Mundi Festival c/o Villa Favard di Rovezzano
Via di Rocca Tedalda 450
50136 Firenze

Photo Credit: Enrico Motsa Mai Tomassini

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Guerrilla Spam Copula Mundi Le Minchiate Mazzo Rosenwald

Il trittico di murales di Tellas ad Aggius in Sardegna

15/06/2018

Aggius è una piccola cittadina situata nel nord-est della Sardegna nel cuore della Gallura, qui nei giorni scorsi Tellas ha realizzato una trittico di murales come parte del neonato Museo AAAperto.

Come accade già da diversi decenni in altre località della Sardegna da tempo Aggius può vantare una forte tradizione artistica. Il nuova museo prosegue sulla linea tracciata da Maria Lai e da diversi artisti che nel corso degli anni hanno lavorato a pitture, installazioni ed interventi site-specific per le strade della cittadina.
Il nuovo museo oltre a definire e strutturare le attività e i lavori degli artisti susseguitesi nel tempo, prosegue il lavoro di progettazione e cura di mostre ed eventi di arte contemporanea dell’Associazione Culturale Museo di Aggius Onlus andando ad affiancare il MEOC (Museo Etnografico Oliva Carta Cannase) e il Museo del Banditismo.

Le tre opere di Tellas sono ispirate e influenzate dal luogo in cui nascono, il grande artista ha raccolto a piene mani dal proprio immaginario realizzando tre interventi caratterizzati da approcci e stili differenti. “Behind” gioca con il paesaggio naturale che circonda Aggius riprendendone forma e sviluppo, “Gallura Sunset” omaggia il sole e la natura del posto mentre “Wool and Grids” è ispirato ai tappeti tradizionali locali.

Photo Credit: Mario Lufc Saragato

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Tellas Aggius Museo AAAperto

Wisteria Autogena: L’installazione metrobotanica di Giorgio Bartocci e Matteo Foschi

14/06/2018

In occasione del Fuori Salone 2018 Giorgio Bartocci e il garden designer Matteo Foschi hanno presentato all’interno dell’Odd Garden di Milano “Wisteria Autogena”, un’installazione site-specific che unisce arte e natura.

L’intervento combina il comune background dei due artisti con le loro diverse e attuali attività. Giorgio Bartocci porta avanti una ricerca artistica legata all’espressività, alla volontà di tracciare un personale spaccato di tutte quelle sfaccettature emotive, viscerali e personali che caratterizzano ciascuno di noi.
Matteo Foschi è invece un garden designer legato da sempre al mondo dell’arte urbana, disciplina da cui trae tra l’altro ispirazione per lo sviluppo delle sue realizzazioni e composizioni.

Da una parte troviamo quindi la materia naturale e grezza di un grosso tronco di glicine (Wisteria) sospeso grazie a delle catene, dall’altra le sculture realizzate con il legno che la definiscono e la contengono esaltando al tempo stesso il concetto di arte metrobotanica.
Alla base del progetto la volontà di unire elementi artistici e presenza vegetale attraverso un continuo dialogo e contrasto. Il tempo che passa viene scandito dal costante mutamento degli elementi, dalla crescita delle piante che sovrappone e rimpiazza gli elementi inanimati che invece deteriorano nel corso del tempo.

Photo Credit: Dave Renoldi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Wisteria Autogena Odd Garden Giorgio Bartocci Matteo Foschi

Il murale di Roberto Ciredz ad Agliana

14/06/2018

Roberto Ciredz è stato invitato a realizzare una nuova pittura per l’edizione 2018 del progetto Street Art Agliana. Il progetto, promosso dal Comune di Agliana, organizzato da The Wall e Keras in collaborazione con l’Istituto scolastico Sestini e ideato e coordinato da Emanuel Carfora in collaborazione con Ambra Nardini, ha visto negli anni la realizzazione di numerose opere d’arte nel tessuto urbano di Agliana. L’opera di Ciredz si inserisce all’interno di un ricco programma di interventi e workshop che hanno caratterizzato questa quarta edizione.

Come accaduto a Pesaro ad Agliana Roberto Ciredz porta “Ephemeral Volume” progetto iniziato nel 2017 in Austrialia e interamente incentrato sui paesaggi glaciali e sulle problematiche legate ai cambiamenti climatici.
La pittura è pensata per porre l’accento su problematiche globali e locali con l’intento di veicolare una riflessione sulla correlazione che esiste tra i luoghi della nostra quotidianità e un quelli ritenuti erroneamente distanti. L’opera è stata realizzata in contemporanea con un workshop rivolto a circa 200 alunni della scuola primaria Rodari di Agliana ed ha visto l’artista trasformare completamente una delle architetture dell’istituto.

Photo Credit: Fabrizio Bruno

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

Roberto Ciredz Agliana street art

L’ultima pittura di Bartek Świątecki a Olsztyn in Polonia

13/06/2018

Un nuovo aggiornamento da Bartek Świątecki aka Pener, l’artista polacco ha recentemente realizzato una nuova pittura nella sua Olsztyn in Polonia.

Ancora una volta l’opera è risulta intrisa da una forte tensione motoria tra le forme e i volumi dipinti. L’estetica di Bartek Świątecki è infatti caratterizzata da un approccio astratto, ereditato dal passato come writer, e soprattutto figlia di una impostazione altamente emotiva. Il processo dell’artista è infatti legato sia alle peculiarità della superfice e del luogo di lavoro sia alle sensazioni e stati d’animo del momento che inevitabilmente influiscono sul risultato finale.

In galleria le immagini del making of e dell’opera conclusa, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Photo Credit: Michał Kupisz

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Bartek Świątecki Pener Olsztyn Poland

Il murale di Vesod al Campus Luigi Einaudi di Torino

13/06/2018

Nei giorni scorsi Vesod ha terminato di dipingere una nuovo murale presso il Campus Universitario Luigi Einaudi di Torino. La zona è situata lungo le sponde del fiume Dora in quella che era l’area industriale ex Italgas a poca distanza dalla Mole Antonelliana.

Intitolato “APC” questo nuovo murale ha visto Vesod ispirarsi al tema dell’educazione. Al centro della pittura una figura femminile intenta a studiare mentre nello sfondo vediamo quella che sembra l’aula di una biblioteca. A metà tra astratto e figurativo la pittura mette in evidenza gli aspetti stilistici e tecnici del lavoro del grande artista Italiano, spazio quindi alla consueta sovrapposizione di piani visivi differenti dove gli elementi e le figure appaiono sfasati e sovrapposti all’interno di un unico livello.
In attesa di mostrarvi nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista potete dare un occhiata ai dettagli dell’opera e gli scatti finali nella galleria d’immagini.

Photo Credit: The Artist

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Vesod Campus Luigi Einaudi di Torino street art

Marea: Il progetto di architettura mobile di Alberonero a Pozzallo

13/06/2018

Per il Festival Border Arts di Pozzallo in Sicilia Alberonero ha realizzato un nuova installazione con cui prosegue lo sviluppo del proprio percorso artistico. Il festival, ideato e organizzato dall’associazione RU_a in collaborazione con cufù, è una rassegna d’arte visiva pensata per mettere al centro la città di Pozzallo come simbolo di città di Frontiera e la sua identità legata al mare.

L’artista Italiano sta sempre più spostando l’interesse della sua pratica verso progetti architettonici capaci di dialogare in modo differente con lo spazio pubblico pur lasciando invariati i cardini della personale ricerca artistica.
Il progetto sul vulcano Etna, l’installazione realizzata a Buenos Aires e l’ultima personale da Magma Gallery hanno evidenziato la volontà di interagire e dialogare con lo spazio attraverso opere tangibili e capaci di modificarne la percezione finale.

“Marea” prosegue sulla linea tracciata dai precedenti interventi spostando però l’asticella ancora più in alto. Questo nuovo lavoro, realizzato insieme a Marco Boselli e pensato per dare una nuova identità ad uno spazio abbandonato su Piazza delle Sirene, unisce infatti pittura e installazione.
L’opera è un progetto di architettura mobile in cui Alberonero guarda al mare come forte elemento di identità e dialogo con la città. Nell’idea dell’artista il mare si interseca e si inserisce nelle architetture, la sua trasparenza diviene quella dei moduli mobili in tessuto, mentre la pittura sul muro diventa simbolo dello spazio cittadino, in questo modo un elemento trasparente si muove su un elemento pieno.
L’intervento stimola i fruitori a sperimentare giocando con il suo movimento mettendosi davanti o dietro alla parte mobile, offrendo nuovi e inediti punti di vista che modificano sia la visione del mare sia quella della struttura.

Photo Credit: Angelo Jaroszuk Bogasz

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

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Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Alberonero architettura mobile Pozzallo Festival Border Arts

Uscite: Sketches, la nuova fanzine di Sam3

12/06/2018

Il collettivo Corpus Delicti è da poco online con SKETCHES, una nuova fanzine del grande artista spagnolo Sam3.

SKETCHES è una raccolta di disegni degli ultimi anni selezionati da Sam3, l’uscita rappresenta senza dubbio la pubblicazione più intima dell’artista spagnolo, puoi infatti leggere appunti, idee veloci e vedere da vicino alcuni dei suoi splendidi schizzi realizzati negli ultimi anni.
Fotocopiata riciclata 100g ad Atene, esce in edizione limitata di 250 copie numerate, 78 pagine l’una con copertina stampata con tecnica Woodblock.

Se siete interessati potete acquistare la vostra copia QUI.

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

Sam3 Fanzine Sketches

L’omaggio al carnevale di Parigi nel murale di HoNet al Pavillon Carré de Baudouin

12/06/2018

https://vimeo.com/273672551

Per un progetto curato da Art Azoï, HoNet ha realizzato una nuova pittura sul muro esterno del Pavillon Carré de Baudouin di Parigi.
Visibile fino alla fine dell’estate e realizzata in parallelo con la mostra fotografica di Willy Ronis presentata proprio all’interno del Pavillon Carré de Baudouin, l’opera è ispirata alla storia della città e del quartiere. HoNetha infatti reso omaggio al Carnevale di Parigi, una festa popolare gradualmente scomparsa nel corso del XX Secolo.

L’intervento è caratterizzato da diversi elementi riconoscibili dove i personaggi senza tempo dell’artista suggeriscono molteplici riferimenti mitici e popolari. Nella parte sinistra troviamo il tempio della Sibilla presente all’interno del Parc des Buttes-Chaumont dal quale si estendono una serie di raggi di luce. Il parco e il tempo sono considerati luoghi dell’esoterismo parigino del XIX secolo, entrambi sarebbero infatti il cuore di un pentagono mistico e magico.
Superati i raggi notiamo una processione simile a un carnevale con tre piccole figure incappucciate che precedono numerosi personaggi in costume. Nella parte finale dell’opera trova spazio una donna in piedi su una sfera nera, questa è rappresentazione della figura presente ne Le Triomphe de la République, statua situata su Place de la Nation.

HoNet ha voluto insistere sull’aspetto rituale del carnevale durante il quale le relazione gerarchiche vengono modificate e spesso invertite. L’intervento è inoltre contraddistinto dalla scelta di utilizzare il bianco e il nero come unici colori, due tinte opposte che si allontano da ogni realismo e suggeriscono una forma di dualità. Solo il grande smiley giallo si distingue dal resto e rappresenta il nostro tempo così fortemente legato ai simboli del digitale.

Photo Credit: Pablo Porlan