GORGO

Aryz – New Piece for Vilnius Street Art Festival

Ci spostiamo nuovamente a Vilnius qui ritroviamo con piacere il grande Aryz che ha da poco terminato di dipingere questa nuova parete per il Vilnius Street Art Festival, un nuovo lavoro che sà di sperimentazione e che mostra un nuovo ed inedito approccio per l’artista Spagnolo.

Ci risulta sempre un piacere guardare da vicino le creazione di Aryz, l’artista attraverso il proprio personalissimo tratto ci ha letteralmente fatto calare all’interno di un variegato universo fatto di lavoro basati sulla natura morta, le incursioni sui camioncini passando infine per le superbe pareti sulle quali prendono viti i suoi caratteristici personaggi. Una pittura dai forti torni evocativi, caratterizzata da un livello di dettaglio elevato, dall’utilizzo di tonalità differenti a rimarcare effetti visivi ed a giocare con la profondità e la tridimensionalità. Il sapore sognante dei lavori dell’interprete investe l’osservatore scaraventandolo all’interno di un mondo danzante, quasi in movimento dove grandi regioni di colore affondano le loro palette cromatiche per rivestire i corpi, gli sguardi e le sezioni dei suoi interventi, un vero e proprio percorso dove ritroviamo giochi di trasparenze, di luci e di ombre andando a stabilire un contatto diretto e ramificato con chi osserva che si ritrova in questo modo in balia di emozioni e stati d’animo differenti. La capacità dell’artista di muovere sezioni e configurazioni cromatiche differenti all’interno dello stesso tessuto visivo, rappresenta la sua impronta distintiva, osservando i lavori emerge infatti tutta la volontà del giovane Spagnolo di alimentare un sistema visivo che premia la scelta dei dettagli ma che va sopratutto a creare delle vere e proprie caselle, costituite da tinte piuttosto delicate, che giocano con la dimensione dello spazio, che intensificano gli effetti visivi e che danno l’impressione di trovarsi di fronte ad una sorta di mosaico denso ed equilibrato per una stilistica che abbraccia a piene mani uno stile fortemente vicino a quello illustrativo.

A differenza degli ultimissimi interventi, caratterizzati da una dinamicità pittorica e da una figurazione decisamente più marcata, non siamo totalmente convinti di quest’ultima fatica dell’artista. Con quest’ultima parete, da titolo “Kaip Nežmogus” (Come non umani) che rimanda al testo presente sul muro prima dell’inizio dei lavori, Aryz cambia completamente le carte in tavola. Proponendo un elaborato simile a quanto visto lo scorso anno a Rennes (Covered), lo Spagnolo spinge verso una pittura più legata a texture e pattern. Nel caso specifico l’autore divide letteralmente la parete in più sezioni dove si alternano ripetute le stesse figure, sia in orizzontale che in verticale, creando un risultato finale particolarmente complesso ed elaborato.

Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ai dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e sentitevi liberi di commentare nell’apposita sezione in basso, fateci sapere cosa ne pensate!

Sometimes while you are working on a piece you already know it’s not going to be great, but you have to finish it. I started working on this wall with no sketch of what it was going to be… and I think I learned the lesson”
The title “kaip nežmogus” refers to a writing that was done on the same wall some months ago, which means “as non human.

Pics by The Artist

Aryz – New Piece for Vilnius Street Art Festival

Ci spostiamo nuovamente a Vilnius qui ritroviamo con piacere il grande Aryz che ha da poco terminato di dipingere questa nuova parete per il Vilnius Street Art Festival, un nuovo lavoro che sà di sperimentazione e che mostra un nuovo ed inedito approccio per l’artista Spagnolo.

Ci risulta sempre un piacere guardare da vicino le creazione di Aryz, l’artista attraverso il proprio personalissimo tratto ci ha letteralmente fatto calare all’interno di un variegato universo fatto di lavoro basati sulla natura morta, le incursioni sui camioncini passando infine per le superbe pareti sulle quali prendono viti i suoi caratteristici personaggi. Una pittura dai forti torni evocativi, caratterizzata da un livello di dettaglio elevato, dall’utilizzo di tonalità differenti a rimarcare effetti visivi ed a giocare con la profondità e la tridimensionalità. Il sapore sognante dei lavori dell’interprete investe l’osservatore scaraventandolo all’interno di un mondo danzante, quasi in movimento dove grandi regioni di colore affondano le loro palette cromatiche per rivestire i corpi, gli sguardi e le sezioni dei suoi interventi, un vero e proprio percorso dove ritroviamo giochi di trasparenze, di luci e di ombre andando a stabilire un contatto diretto e ramificato con chi osserva che si ritrova in questo modo in balia di emozioni e stati d’animo differenti. La capacità dell’artista di muovere sezioni e configurazioni cromatiche differenti all’interno dello stesso tessuto visivo, rappresenta la sua impronta distintiva, osservando i lavori emerge infatti tutta la volontà del giovane Spagnolo di alimentare un sistema visivo che premia la scelta dei dettagli ma che va sopratutto a creare delle vere e proprie caselle, costituite da tinte piuttosto delicate, che giocano con la dimensione dello spazio, che intensificano gli effetti visivi e che danno l’impressione di trovarsi di fronte ad una sorta di mosaico denso ed equilibrato per una stilistica che abbraccia a piene mani uno stile fortemente vicino a quello illustrativo.

A differenza degli ultimissimi interventi, caratterizzati da una dinamicità pittorica e da una figurazione decisamente più marcata, non siamo totalmente convinti di quest’ultima fatica dell’artista. Con quest’ultima parete, da titolo “Kaip Nežmogus” (Come non umani) che rimanda al testo presente sul muro prima dell’inizio dei lavori, Aryz cambia completamente le carte in tavola. Proponendo un elaborato simile a quanto visto lo scorso anno a Rennes (Covered), lo Spagnolo spinge verso una pittura più legata a texture e pattern. Nel caso specifico l’autore divide letteralmente la parete in più sezioni dove si alternano ripetute le stesse figure, sia in orizzontale che in verticale, creando un risultato finale particolarmente complesso ed elaborato.

Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ai dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e sentitevi liberi di commentare nell’apposita sezione in basso, fateci sapere cosa ne pensate!

Sometimes while you are working on a piece you already know it’s not going to be great, but you have to finish it. I started working on this wall with no sketch of what it was going to be… and I think I learned the lesson”
The title “kaip nežmogus” refers to a writing that was done on the same wall some months ago, which means “as non human.

Pics by The Artist