GORGO

Art Basel Miami 2012: The Wild Bunch

The Wild Bunch è il titolo di un vecchio film western, la scelta di intitolare così questo speciale non è a caso, la tradizione degli spaghetti western è l’esatta unione tra ambienti e tematiche legate al territorio statunitense e produzione e tocco artistico italiano, esattamente quello che hanno fatto i nostri 2501 e Pixel Pancho in quel di Miami, hanno tirato fuori tutto il loro repertorio artistico ed hanno proposto tra le migliori opere in giro per i territori Americani concludendo, con grandissimo stile, all’Art Basel di quest’anno con collaborazioni con nomi altisonanti della scena internazionale. Un piccolo speciale dove dopo immagini leaked, piccoli particolari possiamo finalmente dare un’occhiata a quanto di buono fatto dai due all’importante rassegna.
Il grande viaggio dei due è iniziato con la partecipazione al Baltimore Articulate, con tanto di incontro ravvicinato con l’uragano Sandy e relativa fermata ai Bushwick 5 Points, successivamente il duo si è diretto in Arizona per dare il proprio contributo allo splendido The Painted Desert Project. Nella seconda parte del tour i due si sono diretti prima a Los Angeles per partecipare al Sarasota Chalk Festival, per poi dividersi con 2501 che ha avuto modo di portare a termine alcune splendide facciate in quel di San Paolo in Brasile.
Il pezzo forte però doveva ancora arrivare, l’Art Basel di Miami è il giusto palcoscenico per proporre e sperimentare nuove combinazioni, grazie anche alla massiccia partecipazione di grandi esponenti internazionali tutti qui riuniti per la kermesse, i due non hanno perso tempo instaurando subito un grande sodalizio con Ever.
I lavori con l’artista argentino sono ben due, al Fountain Art Fair i tre hanno dato vita ad un incredibile combinazione, due volti ai lati dell’opera, a sinistra quello di un robot con le fattezze cinesi ad opera di Pixel Pancho, a destra invece quello di Ever coi i canonici fasci che escono dagli occhi, qui interviene 2501 che prosegue con la potente sfera centrale dipinta utilizzando il rosso, e le sue ondulate linee bianche e nere con tanto di incredibili dettagli come l’uccello e e l’uomo, tocco finale di Pixel Pancho che ha offerto una delle sue scenografie industriali, ma non basta.

La seconda collaborazione è se possibile ancora più incredibile, questa volta all’esterno del Fountain Art Fair gli artisti si sono uniti ad un incredibile roster composto da: JAZ, Lunarnewyear, Pastel, Elian, Molly Rose Frean e per finire il leggendario COPE2, solo in nomi fanno paura ma il risultato finale è sbalorditivo. Un susseguirsi di stili diversi, incredibili dettagli, cambi repentini di colore e potenti effetti scenici, non solo nonostante a lavorare sulla facciata siano in tanti il lavoro esce ben strutturato ed efficace con il personale tocco di ogni artista ben visibile e soprattutto riconoscibile. Uno spettacolo.
L’ultimo lavoro per questo Art Basel ha visto impegnati 2501 e Pixel Pancho un ultima volta con Ever e Topocopy, questa volta però la parete è ben più grande offrendo ai tre la possibilità di compiere un trittico se possibile ancora più interessante. Sulla grande facciata infatti ognuno degli artisti a dipinto un gigantesco cerchio, all’interno l’esplosione dello stile personale di ciascuno, quindi a sinistra ancora un volto per Ever disegnato con il consueto stile fatto di colori che strizzano l’occhio ad un mondo psichedelico, con fasci che partono dagli occhi e coprono tutta la superficie del cerchio. Al centro 2501 invece si è divertito a proporre una serie di maschere e demoni ed animali il tutto con il suo spettacolare tratto distintivo, last but not least Pixel Pancho che spara fuori una spettacolare cavallo robot completamente attorniato di piante e fiori, in basso anche se poco visibile si trova il pattern dipinto da Topocopy. Letteralmente una bomba.

Siamo letteralmente saltati dalla sedia e speriamo che come noi apprezzerete le splendide immagini ad alta risoluzione, con tutti i dettagli di questi splendidi lavori.
Enjoy It.

Thanks to The Artist for the pics
Pics by Alice Schillaci

Art Basel Miami 2012: The Wild Bunch

The Wild Bunch è il titolo di un vecchio film western, la scelta di intitolare così questo speciale non è a caso, la tradizione degli spaghetti western è l’esatta unione tra ambienti e tematiche legate al territorio statunitense e produzione e tocco artistico italiano, esattamente quello che hanno fatto i nostri 2501 e Pixel Pancho in quel di Miami, hanno tirato fuori tutto il loro repertorio artistico ed hanno proposto tra le migliori opere in giro per i territori Americani concludendo, con grandissimo stile, all’Art Basel di quest’anno con collaborazioni con nomi altisonanti della scena internazionale. Un piccolo speciale dove dopo immagini leaked, piccoli particolari possiamo finalmente dare un’occhiata a quanto di buono fatto dai due all’importante rassegna.
Il grande viaggio dei due è iniziato con la partecipazione al Baltimore Articulate, con tanto di incontro ravvicinato con l’uragano Sandy e relativa fermata ai Bushwick 5 Points, successivamente il duo si è diretto in Arizona per dare il proprio contributo allo splendido The Painted Desert Project. Nella seconda parte del tour i due si sono diretti prima a Los Angeles per partecipare al Sarasota Chalk Festival, per poi dividersi con 2501 che ha avuto modo di portare a termine alcune splendide facciate in quel di San Paolo in Brasile.
Il pezzo forte però doveva ancora arrivare, l’Art Basel di Miami è il giusto palcoscenico per proporre e sperimentare nuove combinazioni, grazie anche alla massiccia partecipazione di grandi esponenti internazionali tutti qui riuniti per la kermesse, i due non hanno perso tempo instaurando subito un grande sodalizio con Ever.
I lavori con l’artista argentino sono ben due, al Fountain Art Fair i tre hanno dato vita ad un incredibile combinazione, due volti ai lati dell’opera, a sinistra quello di un robot con le fattezze cinesi ad opera di Pixel Pancho, a destra invece quello di Ever coi i canonici fasci che escono dagli occhi, qui interviene 2501 che prosegue con la potente sfera centrale dipinta utilizzando il rosso, e le sue ondulate linee bianche e nere con tanto di incredibili dettagli come l’uccello e e l’uomo, tocco finale di Pixel Pancho che ha offerto una delle sue scenografie industriali, ma non basta.

La seconda collaborazione è se possibile ancora più incredibile, questa volta all’esterno del Fountain Art Fair gli artisti si sono uniti ad un incredibile roster composto da: JAZ, Lunarnewyear, Pastel, Elian, Molly Rose Frean e per finire il leggendario COPE2, solo in nomi fanno paura ma il risultato finale è sbalorditivo. Un susseguirsi di stili diversi, incredibili dettagli, cambi repentini di colore e potenti effetti scenici, non solo nonostante a lavorare sulla facciata siano in tanti il lavoro esce ben strutturato ed efficace con il personale tocco di ogni artista ben visibile e soprattutto riconoscibile. Uno spettacolo.
L’ultimo lavoro per questo Art Basel ha visto impegnati 2501 e Pixel Pancho un ultima volta con Ever e Topocopy, questa volta però la parete è ben più grande offrendo ai tre la possibilità di compiere un trittico se possibile ancora più interessante. Sulla grande facciata infatti ognuno degli artisti a dipinto un gigantesco cerchio, all’interno l’esplosione dello stile personale di ciascuno, quindi a sinistra ancora un volto per Ever disegnato con il consueto stile fatto di colori che strizzano l’occhio ad un mondo psichedelico, con fasci che partono dagli occhi e coprono tutta la superficie del cerchio. Al centro 2501 invece si è divertito a proporre una serie di maschere e demoni ed animali il tutto con il suo spettacolare tratto distintivo, last but not least Pixel Pancho che spara fuori una spettacolare cavallo robot completamente attorniato di piante e fiori, in basso anche se poco visibile si trova il pattern dipinto da Topocopy. Letteralmente una bomba.

Siamo letteralmente saltati dalla sedia e speriamo che come noi apprezzerete le splendide immagini ad alta risoluzione, con tutti i dettagli di questi splendidi lavori.
Enjoy It.

Thanks to The Artist for the pics
Pics by Alice Schillaci