GORGO

Aris x Moneyless x Giorgio Bartocci in Tuscany

Aris, Moneyless e Giorgo Bartocci nei giorni scorsi si sono dati appuntamento in Toscana, il trio si è lanciato in una nuova collaborazione pittorica andando a intersecare le differenti identità estetiche e stilistiche del proprio lavoro.
Ammaliante, è forse questo il primo aggettivo che descrive l’impatto con quest’ultima bella pittura firmata da tre, tra gli artisti, che maggiormente apprezziamo qui sul Gorgo. Alla base di quest’ultimo intervento c’è anzitutto la volontà di coniugare le differenti ricerche, cuore pulsante di ciascun processo pittorico degli interpreti, attraverso un impronta espressiva, scandita da una comune impostazione tonale. Servendosi quindi un unico colore, variandone le tonalità, gli autori vanno ad impostare una trama visiva che raccogliere gli elementi distintivi di ciascuna delle loro ricerche estetiche. E tutto riesce alla perfezione.
Movimento è il secondo aggettivo e ci trascina alla scoperta dei dettagli di quest’ultima opera. Osservando la pittura, è innegabile come vi sia una costante sensazione di mobilità. Le tracce di Moneyless fungono da propellente, con i cerchi accennati che alimentano un flusso, un passaggio ciclico capace di svilupparsi e ricoprire la totalità dello spazio a disposizione. L’interprete continua a sviluppare questa sua ultima direzione. Maggiormente essenziale, pulita e tesa, continuando a intrecciare ragione ed istinto, proseguendo la peculiare commutazione del cerchio, l’idea di caos ragionato.
Parte da qui lo sviluppo dell’opera che cela al suo interno una duplice e differente alterazione della forma. Quella di Aris, continua ad essere legata ad uno sviluppo spontaneo, con forme, figure e livelli differenti sovrapposti, intrecciati ed intersecati tra loro. Si tratta di un moto assolutamente irregolare, scandito da differenti tonalità, da figure e forme irregolari, capace di stuzzicare l’immaginazione di chi osserva. Il confronto passa per una lettura soggettiva, all’interno di queste grandi macchie pittoriche emergono volti, corpi e sguardi, offrendo allo spettatore l’opportunità di comporre e di plasmare una personale chiave di lettura.
A completare il mosaico Giorgio Bartocci. La particolare miscela estetica di quest’ultimo si lega alla perfezione con l’idea di movimento, di introspezione e caos che l’opera riesce a suggerire. Le iconiche figure dell’autore tracciano una nuova e peculiare rappresentazione di tutto quello spettro emotivo che caratterizza l’essere umano. Le paure, le fragilità e gli stimoli emotivi, vengono tutti traslati in funzione di questi soggetti. Si tratta di ombre, figure erranti all’interno della superficie. Si aprono e si accartocciano, rimbalzano, esplodono e si muovono su tutto lo spazio fino a creare una vera e propria matassa
That’s it! Ad accompagnare le nostre parole una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata! Pollice in su!

Thanks to The Artists for The Pics

Aris x Moneyless x Giorgio Bartocci in Tuscany

Aris, Moneyless e Giorgo Bartocci nei giorni scorsi si sono dati appuntamento in Toscana, il trio si è lanciato in una nuova collaborazione pittorica andando a intersecare le differenti identità estetiche e stilistiche del proprio lavoro.
Ammaliante, è forse questo il primo aggettivo che descrive l’impatto con quest’ultima bella pittura firmata da tre, tra gli artisti, che maggiormente apprezziamo qui sul Gorgo. Alla base di quest’ultimo intervento c’è anzitutto la volontà di coniugare le differenti ricerche, cuore pulsante di ciascun processo pittorico degli interpreti, attraverso un impronta espressiva, scandita da una comune impostazione tonale. Servendosi quindi un unico colore, variandone le tonalità, gli autori vanno ad impostare una trama visiva che raccogliere gli elementi distintivi di ciascuna delle loro ricerche estetiche. E tutto riesce alla perfezione.
Movimento è il secondo aggettivo e ci trascina alla scoperta dei dettagli di quest’ultima opera. Osservando la pittura, è innegabile come vi sia una costante sensazione di mobilità. Le tracce di Moneyless fungono da propellente, con i cerchi accennati che alimentano un flusso, un passaggio ciclico capace di svilupparsi e ricoprire la totalità dello spazio a disposizione. L’interprete continua a sviluppare questa sua ultima direzione. Maggiormente essenziale, pulita e tesa, continuando a intrecciare ragione ed istinto, proseguendo la peculiare commutazione del cerchio, l’idea di caos ragionato.
Parte da qui lo sviluppo dell’opera che cela al suo interno una duplice e differente alterazione della forma. Quella di Aris, continua ad essere legata ad uno sviluppo spontaneo, con forme, figure e livelli differenti sovrapposti, intrecciati ed intersecati tra loro. Si tratta di un moto assolutamente irregolare, scandito da differenti tonalità, da figure e forme irregolari, capace di stuzzicare l’immaginazione di chi osserva. Il confronto passa per una lettura soggettiva, all’interno di queste grandi macchie pittoriche emergono volti, corpi e sguardi, offrendo allo spettatore l’opportunità di comporre e di plasmare una personale chiave di lettura.
A completare il mosaico Giorgio Bartocci. La particolare miscela estetica di quest’ultimo si lega alla perfezione con l’idea di movimento, di introspezione e caos che l’opera riesce a suggerire. Le iconiche figure dell’autore tracciano una nuova e peculiare rappresentazione di tutto quello spettro emotivo che caratterizza l’essere umano. Le paure, le fragilità e gli stimoli emotivi, vengono tutti traslati in funzione di questi soggetti. Si tratta di ombre, figure erranti all’interno della superficie. Si aprono e si accartocciano, rimbalzano, esplodono e si muovono su tutto lo spazio fino a creare una vera e propria matassa
That’s it! Ad accompagnare le nostre parole una bella serie di immagini con i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata! Pollice in su!

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