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Andreco – “Nomadic Landscape Elements” Project in Torino

Continuiamo a seguire con interesse il lavoro di Andreco, il grande artista italiano è tra gli ospiti presenti alla The Other Fair dove ha portato avanti con il suo personale progetto “Nomadic Landscape Elements” tutto l’intrinseco rapporto con la natura che da sempre ne caratterizza l’operato.
Gli interventi sono due, il primo è un dipinto site specific mentre il secondo è l’allestimento già presentato per la prima volta alla Adiacenze Gallery a Bologna in corrispondenza di Arte Fiera, poi in concomitanza di Arte Verona, ed infine appunto a Torino, per quello quindi che è ha assunto in quest’anno le sembianze di un lavoro itinerante e che l’interprete ha deciso di portare avanti nel corso del tempo avvalendosi dell’aiuto di Luca Colite, videoartista che si occupa della parte visiva e musicale del lavoro.
Vogliamo anzitutto soffermarci proprio su quest’ultimo che rispecchia in modo eccellente la particolare visione artistica e tematica di Andreco, l’interprete parte infatti da una riflessione scientifica e da una personale ricerca per sviluppare la sua visione del rapporto tra uomo e natura. L’intervento non è unicamente la parte visibile ad occhio nudo, quindi la grande scultura che vediamo in sospensione, ma piuttosto negli scambi di sostanze e nelle trasformazioni chimiche che avvengono in modo impercettibile risiede tutta la sua dirompenza tematica. L’uomo stesso e la sorgente inquinante, mentre l’albero, appositamente scelto da Andreco per la sua grande proprietà di assorbimento di fattori inquinanti, diviene il ricettore degli stessi. L’intervento è qui che si rivela per la sua profondità tematica, l’interprete mira ad una coscienziosa rappresentazione dei meccanismi naturali, in particolare porta in risalto questo scambio tra uomo e natura, in un rapporto nuovo ed intrinseco, in parte accidentale, che esalta ed ancora una volta e pone in evidenza la relazione tra noi e la natura, mostrandoci gli incredibili meccanismi di uno scambio personale tra uomo e piante.
Con il secondo intervento, quello appositamente dipinto, Andreco realizza tre elementi in serie, una gabbia, un macigno ed una nuvola di vapore, nell’intenzioni dell’artista c’è la volontà di realizzare una sublimazione fisica, una sparizione a seguito di una trasformazione metafisica. L’idea scaturisce dalla stessa location della fiera, ci troviamo all’interno di un ex grande edificio carcerario, che affida ad ogni galleria espositrice una cella dove poter sviluppare i lavori degli artisti in mostra. Da qui l’interprete riflette sulla capacità di mutare il proprio corpo, specialmente se ci si ritrova rinchiusi all’interno di un carcere, prosegue inoltre il lavoro e la ricerca che interseca arte e scienza, ambiente e simbolismo, inserendo quest’ultimo in quei lavori sulle trasformazioni tanto cari all’autore che infine erige un piccolo omaggio al grande mago Houdini ed alle sue famose performance di sparizione.
Dopo il salto potete apprezzare tutto il percorso installativo e le opere realizzate e portate in mostra dall’interprete, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi, in particolare vi mostriamo l’incredibile ed inaspettata fioritura dell’albero stesso, un evento che nella sua straordinaria unicità ci ha seriamente impressionato.

Thanks to The Artist for The Pics

Andreco – “Nomadic Landscape Elements” Project in Torino

Continuiamo a seguire con interesse il lavoro di Andreco, il grande artista italiano è tra gli ospiti presenti alla The Other Fair dove ha portato avanti con il suo personale progetto “Nomadic Landscape Elements” tutto l’intrinseco rapporto con la natura che da sempre ne caratterizza l’operato.
Gli interventi sono due, il primo è un dipinto site specific mentre il secondo è l’allestimento già presentato per la prima volta alla Adiacenze Gallery a Bologna in corrispondenza di Arte Fiera, poi in concomitanza di Arte Verona, ed infine appunto a Torino, per quello quindi che è ha assunto in quest’anno le sembianze di un lavoro itinerante e che l’interprete ha deciso di portare avanti nel corso del tempo avvalendosi dell’aiuto di Luca Colite, videoartista che si occupa della parte visiva e musicale del lavoro.
Vogliamo anzitutto soffermarci proprio su quest’ultimo che rispecchia in modo eccellente la particolare visione artistica e tematica di Andreco, l’interprete parte infatti da una riflessione scientifica e da una personale ricerca per sviluppare la sua visione del rapporto tra uomo e natura. L’intervento non è unicamente la parte visibile ad occhio nudo, quindi la grande scultura che vediamo in sospensione, ma piuttosto negli scambi di sostanze e nelle trasformazioni chimiche che avvengono in modo impercettibile risiede tutta la sua dirompenza tematica. L’uomo stesso e la sorgente inquinante, mentre l’albero, appositamente scelto da Andreco per la sua grande proprietà di assorbimento di fattori inquinanti, diviene il ricettore degli stessi. L’intervento è qui che si rivela per la sua profondità tematica, l’interprete mira ad una coscienziosa rappresentazione dei meccanismi naturali, in particolare porta in risalto questo scambio tra uomo e natura, in un rapporto nuovo ed intrinseco, in parte accidentale, che esalta ed ancora una volta e pone in evidenza la relazione tra noi e la natura, mostrandoci gli incredibili meccanismi di uno scambio personale tra uomo e piante.
Con il secondo intervento, quello appositamente dipinto, Andreco realizza tre elementi in serie, una gabbia, un macigno ed una nuvola di vapore, nell’intenzioni dell’artista c’è la volontà di realizzare una sublimazione fisica, una sparizione a seguito di una trasformazione metafisica. L’idea scaturisce dalla stessa location della fiera, ci troviamo all’interno di un ex grande edificio carcerario, che affida ad ogni galleria espositrice una cella dove poter sviluppare i lavori degli artisti in mostra. Da qui l’interprete riflette sulla capacità di mutare il proprio corpo, specialmente se ci si ritrova rinchiusi all’interno di un carcere, prosegue inoltre il lavoro e la ricerca che interseca arte e scienza, ambiente e simbolismo, inserendo quest’ultimo in quei lavori sulle trasformazioni tanto cari all’autore che infine erige un piccolo omaggio al grande mago Houdini ed alle sue famose performance di sparizione.
Dopo il salto potete apprezzare tutto il percorso installativo e le opere realizzate e portate in mostra dall’interprete, dateci un occhiata siamo certi che non ne rimarrete affatto delusi, in particolare vi mostriamo l’incredibile ed inaspettata fioritura dell’albero stesso, un evento che nella sua straordinaria unicità ci ha seriamente impressionato.

Thanks to The Artist for The Pics