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GORGO

Andreco – New Installation in Pianoro

Nuovo aggiornamento per Andreco, il grande artista Italiano ha presentato nei giorni scorsi “Icone dalla Resistenza Ontologica” opera d’arte pubblica permanente ispirata dalla Lotta Partigiana per la Liberazione dal Nazi-Fascismo e dal Lavoro di ricostruzione Post- bellico.
L’intervento è stato realizzata per Cuore di pietra 2015, un nato con il supporto di Staff Serigrafia industriale e con la partecipazione di Nicola Albatici, Emma Bardiani, Jacopo Bonzagni, Ilenia Chereghali, Nicholas Perra, Gabriella Presutto, Mili Romano, Karin Schmuck, Eleonora Trovato, Martina Vannini. L’installazione presentata dall’artista è caratterizzata da una serie di icone che ricordano la resistenza e tutto il lavoro di ricostruzione della città di Pianoro, praticamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale.
Si tratta anzitutto di un opera partecipativa, espressione di una collettività quindi, e non poteva essere altrimenti. Un lavoro resistente, figlio dei sentimenti messi in campo da coloro che hanno saputo vincere le proprie paure e passare all’azione, le astuzie creative innescate durante quei difficili anni, la volontà di ripartire e di far ripartire il territorio. L’intervento ha coinvolto alcuni dei cittadini che in prima persona hanno vissuto la resistenza partigiana, insieme agli studenti che hanno partecipato al workshop tenuto da Mili Romano, curatrice del progetto, presso l’accademia delle belle arti di Bologna e del seminario tenuto dall’autore stesso.
L’elevata importanza del tema cardine del progetto, vede l’autore e gli studenti riflettere su un approccio partecipativo, prendendo spunto dagli avvenimenti storici, dalle testimonianze dei singoli Pianoresi incontrati. Ragionando su un icona e una frase chiave capace di riassumere i concetti di resistenza e lavoro al meglio, attraverso il lavoro di di Francesco Flamini della , capace di fornire una soluzione tecnica per la realizzazione, ecco ergersi le sagome che compongono l’installazione post infine sulla facciata della Biblioteca di Pianoro.
Tanti i temi trattati, capaci a 360^ di offrire spunti e riflessioni differenti sulla guerra, sulla resistenza particolarmente attiva qui e sulla successiva ricostruzione della città. Tra i vari simboli ed icone proposte troviamo quello relativa alla razzia dei mezzi di produzione e le deportazioni di lavoratori in Germania, gli scioperi politici del ‘43 per sabotare la guerra, le prime azioni partigiane, la stampa clandestina, la fondamentale resistenza delle donne, la riapertura dei primi esercizi. C’è anche la natura – e di questo non avevamo dubbi data la particolare fascinazione che accompagna il percorso di Andreco – con una riflessione sui danni causati dalla guerra all’intera biosfera, con la grande icona di un albero che ha resistito nonostante tutto, alla feroce guerra continuando a far crescere rami e radici in questo territorio.
Il risultato finale è una splendida installazione che raccoglie ed accoglie storie differenti, riflessioni e fascinazioni. Tredici sagome in laminato come ideale risultato visivo e tematico, uno stimolo fatto di relazioni e condivisioni, di avvenimenti, causa ed effetto, ma anche un simbolo di cambiamento positivo.

Thanks to The Artist for The Pics

Andreco – New Installation in Pianoro

Nuovo aggiornamento per Andreco, il grande artista Italiano ha presentato nei giorni scorsi “Icone dalla Resistenza Ontologica” opera d’arte pubblica permanente ispirata dalla Lotta Partigiana per la Liberazione dal Nazi-Fascismo e dal Lavoro di ricostruzione Post- bellico.
L’intervento è stato realizzata per Cuore di pietra 2015, un nato con il supporto di Staff Serigrafia industriale e con la partecipazione di Nicola Albatici, Emma Bardiani, Jacopo Bonzagni, Ilenia Chereghali, Nicholas Perra, Gabriella Presutto, Mili Romano, Karin Schmuck, Eleonora Trovato, Martina Vannini. L’installazione presentata dall’artista è caratterizzata da una serie di icone che ricordano la resistenza e tutto il lavoro di ricostruzione della città di Pianoro, praticamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale.
Si tratta anzitutto di un opera partecipativa, espressione di una collettività quindi, e non poteva essere altrimenti. Un lavoro resistente, figlio dei sentimenti messi in campo da coloro che hanno saputo vincere le proprie paure e passare all’azione, le astuzie creative innescate durante quei difficili anni, la volontà di ripartire e di far ripartire il territorio. L’intervento ha coinvolto alcuni dei cittadini che in prima persona hanno vissuto la resistenza partigiana, insieme agli studenti che hanno partecipato al workshop tenuto da Mili Romano, curatrice del progetto, presso l’accademia delle belle arti di Bologna e del seminario tenuto dall’autore stesso.
L’elevata importanza del tema cardine del progetto, vede l’autore e gli studenti riflettere su un approccio partecipativo, prendendo spunto dagli avvenimenti storici, dalle testimonianze dei singoli Pianoresi incontrati. Ragionando su un icona e una frase chiave capace di riassumere i concetti di resistenza e lavoro al meglio, attraverso il lavoro di di Francesco Flamini della , capace di fornire una soluzione tecnica per la realizzazione, ecco ergersi le sagome che compongono l’installazione post infine sulla facciata della Biblioteca di Pianoro.
Tanti i temi trattati, capaci a 360^ di offrire spunti e riflessioni differenti sulla guerra, sulla resistenza particolarmente attiva qui e sulla successiva ricostruzione della città. Tra i vari simboli ed icone proposte troviamo quello relativa alla razzia dei mezzi di produzione e le deportazioni di lavoratori in Germania, gli scioperi politici del ‘43 per sabotare la guerra, le prime azioni partigiane, la stampa clandestina, la fondamentale resistenza delle donne, la riapertura dei primi esercizi. C’è anche la natura – e di questo non avevamo dubbi data la particolare fascinazione che accompagna il percorso di Andreco – con una riflessione sui danni causati dalla guerra all’intera biosfera, con la grande icona di un albero che ha resistito nonostante tutto, alla feroce guerra continuando a far crescere rami e radici in questo territorio.
Il risultato finale è una splendida installazione che raccoglie ed accoglie storie differenti, riflessioni e fascinazioni. Tredici sagome in laminato come ideale risultato visivo e tematico, uno stimolo fatto di relazioni e condivisioni, di avvenimenti, causa ed effetto, ma anche un simbolo di cambiamento positivo.

Thanks to The Artist for The Pics