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GORGO

Alexey Luka x Dmitri Aske “Long Tomorrow” Show (Recap)

Aperta lo scorso mese andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Long Tomorrow” bel duo show con le opere di Alexey Luka e Dmitri Aske aka Sicksystems presentato parallelamente ai lavori per Artmossphere, Biennale of Street Art di Mosca.
Osservando il percorso di ciascuno dei due artisti, è importante sottolineare come ambedue porti avanti un idea astratta personale, una visione che scompone la realtà attraverso uno studio della forma e della sue differenti declinazioni. Le divergenze sono piuttosto marcate e vengono caratterizzate dalla differenti ricerche portate avanti dai due, risulta quindi quanto mai interessante e stimolante osservare come, partendo da una comune tematica, gli artisti abbiano elaborato in modo differente e personale la proposta per lo show.
Alexey Luka agisce per mezzo di una personale rielaborazione visiva, fulcro delle produzioni dell’artista risulta essere la continua scomposizione con la quale lo stesso da vita alle sue opere, all’interno delle stesse si muovono forme e configurazione differenti, vere e proprie visioni che vanno a suggerire allo spettatore elementi più o meno conosciuti in quella che diviene quindi una personale rielaborazione, sotto forma di geometrie, linee e forme, di volti, forme e soggetti differenti. Un lavoro intricato quindi che attraverso un puzzle di percezioni e figurazioni riesce a stimolare la mente di chi osserva.
L’operato di Dmitri Aske aka Sicksystems si fonde con discipline ed influenze differenti, come l’illustrazione, il personale lavoro da graphic designer, che senza dubbio hanno contribuito a creare quella che a tutt’oggi è la particolare impronta visiva delle produzioni dell’interprete. L’artista muove scampoli di forme e di sezioni geometriche attraverso le quali scompone le forme e le figure rappresentate andando a creare quello che si sviluppa con una grande puzzle di caselle che unite assieme danno vita al risultato finale. In questo senso non si tratta di una applicazione sulla superfice del lavoro, ma di un vero e proprio tratto visivo con il quale le forme, i soggetti e le ambientazioni delle sue opere prendono vita. È importante infine sottolineare come la totalità degli interventi proposti dal autore siano certamente influenzati da una forte componente cromatica, i colori saturi, così come le spesse outlines che li imbrigliano, vanno a dare carattere alle sue peculiari rappresentazioni.
Aperto all’interno della Pechersky Gallery lo show mette in scena un imponente allestimento di due tra i più rappresentativi autori Russi, sia Alexey Luka che Dmitri Aske aka Sicksystems sviluppano un corpo di lavoro incentrato sull’omonimo romanzo della scrittrice Americana Leigh Brackett ‘The Long Tomorrow’. L’opera, scritta nel 1955, esattamente come l’esibizione è una riflessione sullo sviluppo tecnologico e sul possibile futuro della nostra civiltà in base ad esso. Da questo spunto i due interpreti elaborano un corpo di lavoro composto da nuove opere, dalle scena di vita quotidiana moderna elaborate dal primo passando per l’ispirazione fantascientifica del secondo per un allestimento assolutamente spettacolare.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dai due interpreti e con alcune immagini durante l’inaugurazione, dateci un occhiata!

Thanks to The Artists for The Pics

Alexey Luka x Dmitri Aske “Long Tomorrow” Show (Recap)

Aperta lo scorso mese andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Long Tomorrow” bel duo show con le opere di Alexey Luka e Dmitri Aske aka Sicksystems presentato parallelamente ai lavori per Artmossphere, Biennale of Street Art di Mosca.
Osservando il percorso di ciascuno dei due artisti, è importante sottolineare come ambedue porti avanti un idea astratta personale, una visione che scompone la realtà attraverso uno studio della forma e della sue differenti declinazioni. Le divergenze sono piuttosto marcate e vengono caratterizzate dalla differenti ricerche portate avanti dai due, risulta quindi quanto mai interessante e stimolante osservare come, partendo da una comune tematica, gli artisti abbiano elaborato in modo differente e personale la proposta per lo show.
Alexey Luka agisce per mezzo di una personale rielaborazione visiva, fulcro delle produzioni dell’artista risulta essere la continua scomposizione con la quale lo stesso da vita alle sue opere, all’interno delle stesse si muovono forme e configurazione differenti, vere e proprie visioni che vanno a suggerire allo spettatore elementi più o meno conosciuti in quella che diviene quindi una personale rielaborazione, sotto forma di geometrie, linee e forme, di volti, forme e soggetti differenti. Un lavoro intricato quindi che attraverso un puzzle di percezioni e figurazioni riesce a stimolare la mente di chi osserva.
L’operato di Dmitri Aske aka Sicksystems si fonde con discipline ed influenze differenti, come l’illustrazione, il personale lavoro da graphic designer, che senza dubbio hanno contribuito a creare quella che a tutt’oggi è la particolare impronta visiva delle produzioni dell’interprete. L’artista muove scampoli di forme e di sezioni geometriche attraverso le quali scompone le forme e le figure rappresentate andando a creare quello che si sviluppa con una grande puzzle di caselle che unite assieme danno vita al risultato finale. In questo senso non si tratta di una applicazione sulla superfice del lavoro, ma di un vero e proprio tratto visivo con il quale le forme, i soggetti e le ambientazioni delle sue opere prendono vita. È importante infine sottolineare come la totalità degli interventi proposti dal autore siano certamente influenzati da una forte componente cromatica, i colori saturi, così come le spesse outlines che li imbrigliano, vanno a dare carattere alle sue peculiari rappresentazioni.
Aperto all’interno della Pechersky Gallery lo show mette in scena un imponente allestimento di due tra i più rappresentativi autori Russi, sia Alexey Luka che Dmitri Aske aka Sicksystems sviluppano un corpo di lavoro incentrato sull’omonimo romanzo della scrittrice Americana Leigh Brackett ‘The Long Tomorrow’. L’opera, scritta nel 1955, esattamente come l’esibizione è una riflessione sullo sviluppo tecnologico e sul possibile futuro della nostra civiltà in base ad esso. Da questo spunto i due interpreti elaborano un corpo di lavoro composto da nuove opere, dalle scena di vita quotidiana moderna elaborate dal primo passando per l’ispirazione fantascientifica del secondo per un allestimento assolutamente spettacolare.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto dai due interpreti e con alcune immagini durante l’inaugurazione, dateci un occhiata!

Thanks to The Artists for The Pics