fbpx
GORGO

Alexey Luka “Being Here” at Wunderkammern Gallery (Recap)

Ci spostiamo a Roma, aperta lo scorso 18 di Aprile, andiamo a dare un occhiata a “Being Here”, splendida esibizione firmata da Alexey Luka ed allestita all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma.
Come già precedentemente annunciatovi, l’esibizione, in collaborazione con la fondazione “Centro per lo sviluppo dei rapporti Italia Russia”, prosegue ‘Limitless’, indagine nonché ciclo espositivo dello spazio romano. In questo penultimo appuntamento, che fa seguito a Sam3 (Covered) L’Atlas (Covered) e Sten & Lex (Covered), ancora una volta il concetto cardine è quello di limite. L’idea è quella di porre in essere una riflessione sulla capacità, attraverso l’arte, di plasmare e dare forma e contenuto a visioni ed elementi differenti in grado di abbattere barriere cognitive che così tanto caratterizzano la nostra vita. Si tratta quindi un percorso in cui protagonista indiscussa, vista attraverso gli occhi degli artisti invitati in mostra, è la realtà illimitata, che assume in quest’ultima incarnazione, l’aspetto e la forma degli iconici collages firmata da Alexey Luka.
Abbiamo avuto modo personalmente di visitare l’allestimento proposto dal campione Russo, raccogliendo appieno la molteplicità espressiva e percettiva degli elementi e delle opere proposte in mostra. Uno show completamente inedito, capace di gravitare intorno a medium e stimoli differenti. Collages di carta, assemblages in legno e compensato, sculture, arrivando infine alle opere su tela, l’artista ha saputo imprimere in ciascuno dei suoi lavori, tutto il valore di una ricerca profonda e sfaccettata.
La produzione dell’autore è la diretta conseguenza dell’avvicendarsi dei personali studi di architettura ed un piglio stilistico legato ad una sintesi astratta che trova nelle geometrie e nell’essenzialità delle forme, il suo ideale propellente grafico. Quello che caratterizza ciascuna delle opere è una profondità espressività, la capacità dell’interprete si suggerire, sussurrare e stimolare attraverso le sue tavole, immagino conosciute, volti, personaggi e paesaggi differenti. Il puzzle composito in cui l’artista ci spinge a calarci, viene quindi scandito da una costante variazione tonale, gli elementi distruggono e ricompongono, suggeriscono e lasciano interdetti, in una costante altalena percettiva ed introspettiva.
Per questo suo nuovo show Alexey Luka indaga sul concetto di casa, non come senso prettamente fisico, quanto piuttosto su come quest’ultima vada ad incidere sulla personalità e sulla coscienza di una persona. L’autore riflettere sul background, sulle storie familiari, sulla cultura del paese in cui si è nati, la quotidianità e gli usi locali. Tra passato e presente ed inevitabilmente futuro, spunti questi che imprimono la loro presenza all’interno di ciascuno di noi, modellandoci e trasformandoci. Approfondendo l’interprete suggerisce un passaggio successivo, una introspezione che inevitabilmente sfocia in una analisi personale in grado di controvertere schemi mentali autoimposti. Un inno alla interiorità, all’indipendenza, lontano da un contesto ambientale e sociale che chiamiamo comunemente casa.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto, se vi trovate in zona invece c’è tempo fino al prossimo

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni 124
00176 Roma

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Giorgio Coen Cagli

Alexey Luka “Being Here” at Wunderkammern Gallery (Recap)

Ci spostiamo a Roma, aperta lo scorso 18 di Aprile, andiamo a dare un occhiata a “Being Here”, splendida esibizione firmata da Alexey Luka ed allestita all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma.
Come già precedentemente annunciatovi, l’esibizione, in collaborazione con la fondazione “Centro per lo sviluppo dei rapporti Italia Russia”, prosegue ‘Limitless’, indagine nonché ciclo espositivo dello spazio romano. In questo penultimo appuntamento, che fa seguito a Sam3 (Covered) L’Atlas (Covered) e Sten & Lex (Covered), ancora una volta il concetto cardine è quello di limite. L’idea è quella di porre in essere una riflessione sulla capacità, attraverso l’arte, di plasmare e dare forma e contenuto a visioni ed elementi differenti in grado di abbattere barriere cognitive che così tanto caratterizzano la nostra vita. Si tratta quindi un percorso in cui protagonista indiscussa, vista attraverso gli occhi degli artisti invitati in mostra, è la realtà illimitata, che assume in quest’ultima incarnazione, l’aspetto e la forma degli iconici collages firmata da Alexey Luka.
Abbiamo avuto modo personalmente di visitare l’allestimento proposto dal campione Russo, raccogliendo appieno la molteplicità espressiva e percettiva degli elementi e delle opere proposte in mostra. Uno show completamente inedito, capace di gravitare intorno a medium e stimoli differenti. Collages di carta, assemblages in legno e compensato, sculture, arrivando infine alle opere su tela, l’artista ha saputo imprimere in ciascuno dei suoi lavori, tutto il valore di una ricerca profonda e sfaccettata.
La produzione dell’autore è la diretta conseguenza dell’avvicendarsi dei personali studi di architettura ed un piglio stilistico legato ad una sintesi astratta che trova nelle geometrie e nell’essenzialità delle forme, il suo ideale propellente grafico. Quello che caratterizza ciascuna delle opere è una profondità espressività, la capacità dell’interprete si suggerire, sussurrare e stimolare attraverso le sue tavole, immagino conosciute, volti, personaggi e paesaggi differenti. Il puzzle composito in cui l’artista ci spinge a calarci, viene quindi scandito da una costante variazione tonale, gli elementi distruggono e ricompongono, suggeriscono e lasciano interdetti, in una costante altalena percettiva ed introspettiva.
Per questo suo nuovo show Alexey Luka indaga sul concetto di casa, non come senso prettamente fisico, quanto piuttosto su come quest’ultima vada ad incidere sulla personalità e sulla coscienza di una persona. L’autore riflettere sul background, sulle storie familiari, sulla cultura del paese in cui si è nati, la quotidianità e gli usi locali. Tra passato e presente ed inevitabilmente futuro, spunti questi che imprimono la loro presenza all’interno di ciascuno di noi, modellandoci e trasformandoci. Approfondendo l’interprete suggerisce un passaggio successivo, una introspezione che inevitabilmente sfocia in una analisi personale in grado di controvertere schemi mentali autoimposti. Un inno alla interiorità, all’indipendenza, lontano da un contesto ambientale e sociale che chiamiamo comunemente casa.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento proposto, se vi trovate in zona invece c’è tempo fino al prossimo

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni 124
00176 Roma

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Giorgio Coen Cagli