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Alex Chinneck – New Installation in London

Ci spostiamo a Londra per andare a dare un occhiata all’ultima fatica firmata da Alex Chinneck, l’artista Inglese presenta “Take my lightning but don’t steal my thunder”, massiccia installazione dove un enorme architettura viene letteralmente sezionata in due parti sospese.
Quasi per caso ci siamo avvicinati al lavoro di Alex Chinneck, una di quelle scoperte che lasciano a bocca aperta e che ha saputo particolarmente scuoterci. L’autore osserva la città facendo propri gli elementi architettonici, non si tratta di una sottrazione quanto piuttosto di una addizione che passa inevitabilmente per la trasformazione dello spazio cittadino attraverso elementi, forme e figure direttamente appartenenti allo stesso. Particolarità dell’artista è quella però, a differenza di altri autori di questo tipo, di portare avanti un lavoro incentrato direttamente sulla casa, sulle strutture urbane che divengono protagoniste di una commutazione forte e radicale.
Le tipiche architetture inglese vengono quindi scomposte, trasformate e riarrangiate attraverso un impulso materico e che, specialmente per questo motivo, ne sottolinea a realisticità sebbene si tratta di impulsi e commutazioni del tutto impossibili.
L’impossibile appare essere il principale impulso di questa sua ultima fatica. Realizzata verso la fine dello scorso anno direttamente presso l’iconico mercato di Covent Garden a Londra, l’installazione sviluppata da Chinneck è una costruzione apparentemente fluttuante in aria, con le fondamenta sganciate, una frattura assurda ed impossibile.
Ben 2500 ore in strada con il lavoro di oltre 100 collaboratori, consulenti di architettura, costruttori in acciaio, falegnami, intagliatori, muratori, consulenti di architettura ed ingegneri strutturali, in aggiunta a pittori di scenario, costruttori di set cinematografici, un robot, 14 tonnellate di acciaio, 1 di vernice e 4 di contrappeso. Numeri che ben rendono l’idea dell’epicità dell’intervento.
Alex Chinneck per questa sua ultima follia lavora creando un illusione, un concentrato di discipline differenti, fino a creare il grande squarcio che letteralmente investe tutta la struttura. L’opera è stata possibile grazie all’impiego del filcor, particolare ed innovativo materiale – si tratta di un polistirolo espanso – che permette una forte malleabilità e trasformazioni fisica.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Inglese.

Pics by Jeff Moore

Alex Chinneck – New Installation in London

Ci spostiamo a Londra per andare a dare un occhiata all’ultima fatica firmata da Alex Chinneck, l’artista Inglese presenta “Take my lightning but don’t steal my thunder”, massiccia installazione dove un enorme architettura viene letteralmente sezionata in due parti sospese.
Quasi per caso ci siamo avvicinati al lavoro di Alex Chinneck, una di quelle scoperte che lasciano a bocca aperta e che ha saputo particolarmente scuoterci. L’autore osserva la città facendo propri gli elementi architettonici, non si tratta di una sottrazione quanto piuttosto di una addizione che passa inevitabilmente per la trasformazione dello spazio cittadino attraverso elementi, forme e figure direttamente appartenenti allo stesso. Particolarità dell’artista è quella però, a differenza di altri autori di questo tipo, di portare avanti un lavoro incentrato direttamente sulla casa, sulle strutture urbane che divengono protagoniste di una commutazione forte e radicale.
Le tipiche architetture inglese vengono quindi scomposte, trasformate e riarrangiate attraverso un impulso materico e che, specialmente per questo motivo, ne sottolinea a realisticità sebbene si tratta di impulsi e commutazioni del tutto impossibili.
L’impossibile appare essere il principale impulso di questa sua ultima fatica. Realizzata verso la fine dello scorso anno direttamente presso l’iconico mercato di Covent Garden a Londra, l’installazione sviluppata da Chinneck è una costruzione apparentemente fluttuante in aria, con le fondamenta sganciate, una frattura assurda ed impossibile.
Ben 2500 ore in strada con il lavoro di oltre 100 collaboratori, consulenti di architettura, costruttori in acciaio, falegnami, intagliatori, muratori, consulenti di architettura ed ingegneri strutturali, in aggiunta a pittori di scenario, costruttori di set cinematografici, un robot, 14 tonnellate di acciaio, 1 di vernice e 4 di contrappeso. Numeri che ben rendono l’idea dell’epicità dell’intervento.
Alex Chinneck per questa sua ultima follia lavora creando un illusione, un concentrato di discipline differenti, fino a creare il grande squarcio che letteralmente investe tutta la struttura. L’opera è stata possibile grazie all’impiego del filcor, particolare ed innovativo materiale – si tratta di un polistirolo espanso – che permette una forte malleabilità e trasformazioni fisica.
Ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Inglese.

Pics by Jeff Moore