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Cavalieri e Saraceni: Il murale di AEC Interesni Kazki a Pisa

AEC degli Interesni Kazki ha realizzato un nuovo murale a Pisa per il progetto START – Open your eyes, curato da Gian Guido Maria Grassi.
L’artista Ucraino ha lavorato in uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia della città, davanti alle antiche mura cittadine lì dove un tempo passava il Canale di Navicelli., ispirandosi alla storia di Pisa e in particolare al mito di Kinzica de’ Sismondi che secondo la leggenda salvò la città dall’invasione dei saraceni di Mujāhid al-ʿĀmirī detto Musetto.

Alla base dell’opera la volontà dell’artista di legare passato e presente attraverso una storia di incontro e scontro tra i popoli del Mediterraneo, un tema questo quanto mai attuale in questo particolare periodo storico.
AEC non solo cita eventi storici legati all’ambiente di lavoro, ma ne rielabora il senso attraverso un filtro personale legato ai tempi e alle criticità moderne. Egli lavora per simboli, come i copricapi presenti nei personaggi principali – l’elmo con la Croce dei Cavalieri di Santo Stefano e il turbante – che diventano qui l’emblema delle divisioni ideologiche e culturali, oppure la presenza nell’angolo destro di un piccolo drone che potrebbe essere letta come critica all’eccessiva dipendenza dalla tecnologia e a tutti i problemi che la stessa ha saputo portare in dote.

Il tema principale dell’opera è ovviamente quello della migrazione, AEC mette a confronto le guerre tra Saraceni e Cavalieri con le attuali spinte migratorie dal Medio Oriente e dall’Africa verso l’Europa. L’artista paragona gli atteggiamenti di queste differenti culture e ideologie nei confronto dell’una e dell’altra, sottolineando come gli Europei considerino coloro che arrivano come pirati saraceni e quindi tendenzialmente ostili.

Photo credit: The Artist
Video: Yulia Pilipenko

Cavalieri e Saraceni: Il murale di AEC Interesni Kazki a Pisa

AEC degli Interesni Kazki ha realizzato un nuovo murale a Pisa per il progetto START – Open your eyes, curato da Gian Guido Maria Grassi.
L’artista Ucraino ha lavorato in uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia della città, davanti alle antiche mura cittadine lì dove un tempo passava il Canale di Navicelli., ispirandosi alla storia di Pisa e in particolare al mito di Kinzica de’ Sismondi che secondo la leggenda salvò la città dall’invasione dei saraceni di Mujāhid al-ʿĀmirī detto Musetto.

Alla base dell’opera la volontà dell’artista di legare passato e presente attraverso una storia di incontro e scontro tra i popoli del Mediterraneo, un tema questo quanto mai attuale in questo particolare periodo storico.
AEC non solo cita eventi storici legati all’ambiente di lavoro, ma ne rielabora il senso attraverso un filtro personale legato ai tempi e alle criticità moderne. Egli lavora per simboli, come i copricapi presenti nei personaggi principali – l’elmo con la Croce dei Cavalieri di Santo Stefano e il turbante – che diventano qui l’emblema delle divisioni ideologiche e culturali, oppure la presenza nell’angolo destro di un piccolo drone che potrebbe essere letta come critica all’eccessiva dipendenza dalla tecnologia e a tutti i problemi che la stessa ha saputo portare in dote.

Il tema principale dell’opera è ovviamente quello della migrazione, AEC mette a confronto le guerre tra Saraceni e Cavalieri con le attuali spinte migratorie dal Medio Oriente e dall’Africa verso l’Europa. L’artista paragona gli atteggiamenti di queste differenti culture e ideologie nei confronto dell’una e dell’altra, sottolineando come gli Europei considerino coloro che arrivano come pirati saraceni e quindi tendenzialmente ostili.

Photo credit: The Artist
Video: Yulia Pilipenko