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GORGO

2501 – New Stunning Mural in Rome

Così profondamente intrisa di un sapore antico, costantemente brutalizzata dagli avvenimenti ed accadimenti sociali e politici, nonostante tutto questo, Roma continua ad essere una città che affascina. Tutto questo è certamente inevitabile, per chi come me sente dentro di sé, tutto il profondo senso di apparenza che la capitale riesce a trasmettere. Sono un po’ di parte è vero, ma la cornice, i paesaggi che fanno di Roma ciò che è, dubito si possano trovare in altre città del mondo.

Questo è il palcoscenico dell’ultima pittura realizzata da 2501, un opera che, come spesso accade in questi casi, rappresenta una gustoso antipasto dello show che l’artista si appresta ad aprire all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery il prossimo 9 di Giugno. Al tempo stesso il murale è un punto fermo, una spaziatura nella carriera del grande autore italiano: il primo enorme muro a disposizione qui in Italia, che fa da ideale legame a quella che è la sua particolare ricerca estetica.
L’idea di movimento costante abbraccia a 360^ gradi le produzioni dell’artista. Sia dal punto di vista tematico, quanto quello estetico. In questo senso 2501 sta portando avanti un progetto a lunghissima scadenza, si parla di 10 anni, all’interno del quale sviluppare le differenti direzioni artistiche del proprio credo estetico. ‘Nomadic Experiment’ assume quindi la valenza di un contenitore, nonché incipit generale per ciascuna delle opere e dei progetti che l’interprete svilupperà da qui in avanti nel corso del tempo.

La sperimentazione, insieme ad un continuo spostarsi senza avere uno studio fisso, sono gli elementi cardine di ‘Nomadic Experiment’. Nella riflessione dell’artista, questa esigenza emerge come naturale conseguenza dei tempi moderni, scanditi da ritmi frenetici, veloci in cui inevitabilmente veniamo sottoposti ad un continuo cambiamento che abbraccia differenti aspetti ed ambiti della nostra vita. La nostra esistenza è ininterrottamente influenzata da idee, spunti, riflessioni, e soprattutto da esperienze personale che plasmano, cambiano e dirigono, il nostro vivere.
Nell’idea di 2501 questa riflessione diviene una sorta di onda continua ed infinita che investe ciascuno di noi. Piuttosto che fermare o contenere ciò, l’autore sceglie di assecondarne il flusso andando a spostarsi, a muoversi come una sorta di nomade, sedimentando il proprio lavoro prima di ripartire per un’altra metà.
Ad accompagnare questo primo incipit, è importante sottolineare l’aspetto di forte sperimentazione che accompagna questa precisa impronta. Come infatti abbiamo avuto modo di notare le opere che si fanno mutevoli, presentano variazioni significative nella forma e nell’aspetto, pur lasciando inalterate le basi della peculiare ricerca estetica dell’interprete. Le alterazioni delle iconiche linee sinuose, attraverso l’utilizzo di pennelli di dimensione differente, ma soprattutto la costante influenza dei luoghi in cui l’artista opera, scombinano e trasformano costantemente l’estetica delle sue produzioni.
Appare chiaro come il progetto, oltre ad avere una connotazione ‘fisica’, racchiuda in se una forte sperimentazione emotiva, con le sensazioni, gli stati d’animo e le percezioni del momento che, ora più mai, cambiano e trasformano la gestualità e l’aspetto delle figure e delle forme astratte dipinte dall’autore italiano.

I costanti ed inediti sviluppi che questa pratica sta lasciando emergere, incontrano infine lo spettatore. Ora più che mai 2501 lascia a quest’ultimo l’opportunità di una lettura soggettiva. Investe lo spazio tratteggiando forme irregolari e criptiche, capaci di scavare affondo ed entrare così dannatamente sotto pelle.
La scintilla è dettata dalla capacità dell’artista Italiano di generare un moto pittorico in costante evoluzione, ricco di nuove forme, soluzioni, intrecci, direttamente legati a quelle che sono le esperienze e gli spunti maturati sul posto, e perciò legate a doppio filo con chi osserva.

L’opera realizzata a Roma racchiude in se tutto la sensibilità di 2501, attraverso un impatto ed un fragore inauditi. La serie di cerchi differenti, scanditi da tratteggi eterogenei, muove sensazioni, mette in circolo un moto complesso ed articolato di emozioni ed impulsi differenti.
Vibra di un moto concentrico la superficie, scossa da due grandi figure, due mulinelli che trascinano e investono completamente. Scanditi come sempre dal nero, dalle differenti identità dei pennelli utilizzati, dalle matrici e dalle linee che si intrecciano ed intersecano andando a generare profondità, textures, livelli. Passo dopo passo si alimentano sezioni e canovacci eterogenei, attimi in cui il nero diviene più insistente, cambi di direzione, per una numero incredibile di sensazioni ed opportunità emotivi tutte accogliere e percepire.

Thanks to The Blind Eye Factory for The Pics

2501 – New Stunning Mural in Rome

Così profondamente intrisa di un sapore antico, costantemente brutalizzata dagli avvenimenti ed accadimenti sociali e politici, nonostante tutto questo, Roma continua ad essere una città che affascina. Tutto questo è certamente inevitabile, per chi come me sente dentro di sé, tutto il profondo senso di apparenza che la capitale riesce a trasmettere. Sono un po’ di parte è vero, ma la cornice, i paesaggi che fanno di Roma ciò che è, dubito si possano trovare in altre città del mondo.

Questo è il palcoscenico dell’ultima pittura realizzata da 2501, un opera che, come spesso accade in questi casi, rappresenta una gustoso antipasto dello show che l’artista si appresta ad aprire all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery il prossimo 9 di Giugno. Al tempo stesso il murale è un punto fermo, una spaziatura nella carriera del grande autore italiano: il primo enorme muro a disposizione qui in Italia, che fa da ideale legame a quella che è la sua particolare ricerca estetica.
L’idea di movimento costante abbraccia a 360^ gradi le produzioni dell’artista. Sia dal punto di vista tematico, quanto quello estetico. In questo senso 2501 sta portando avanti un progetto a lunghissima scadenza, si parla di 10 anni, all’interno del quale sviluppare le differenti direzioni artistiche del proprio credo estetico. ‘Nomadic Experiment’ assume quindi la valenza di un contenitore, nonché incipit generale per ciascuna delle opere e dei progetti che l’interprete svilupperà da qui in avanti nel corso del tempo.

La sperimentazione, insieme ad un continuo spostarsi senza avere uno studio fisso, sono gli elementi cardine di ‘Nomadic Experiment’. Nella riflessione dell’artista, questa esigenza emerge come naturale conseguenza dei tempi moderni, scanditi da ritmi frenetici, veloci in cui inevitabilmente veniamo sottoposti ad un continuo cambiamento che abbraccia differenti aspetti ed ambiti della nostra vita. La nostra esistenza è ininterrottamente influenzata da idee, spunti, riflessioni, e soprattutto da esperienze personale che plasmano, cambiano e dirigono, il nostro vivere.
Nell’idea di 2501 questa riflessione diviene una sorta di onda continua ed infinita che investe ciascuno di noi. Piuttosto che fermare o contenere ciò, l’autore sceglie di assecondarne il flusso andando a spostarsi, a muoversi come una sorta di nomade, sedimentando il proprio lavoro prima di ripartire per un’altra metà.
Ad accompagnare questo primo incipit, è importante sottolineare l’aspetto di forte sperimentazione che accompagna questa precisa impronta. Come infatti abbiamo avuto modo di notare le opere che si fanno mutevoli, presentano variazioni significative nella forma e nell’aspetto, pur lasciando inalterate le basi della peculiare ricerca estetica dell’interprete. Le alterazioni delle iconiche linee sinuose, attraverso l’utilizzo di pennelli di dimensione differente, ma soprattutto la costante influenza dei luoghi in cui l’artista opera, scombinano e trasformano costantemente l’estetica delle sue produzioni.
Appare chiaro come il progetto, oltre ad avere una connotazione ‘fisica’, racchiuda in se una forte sperimentazione emotiva, con le sensazioni, gli stati d’animo e le percezioni del momento che, ora più mai, cambiano e trasformano la gestualità e l’aspetto delle figure e delle forme astratte dipinte dall’autore italiano.

I costanti ed inediti sviluppi che questa pratica sta lasciando emergere, incontrano infine lo spettatore. Ora più che mai 2501 lascia a quest’ultimo l’opportunità di una lettura soggettiva. Investe lo spazio tratteggiando forme irregolari e criptiche, capaci di scavare affondo ed entrare così dannatamente sotto pelle.
La scintilla è dettata dalla capacità dell’artista Italiano di generare un moto pittorico in costante evoluzione, ricco di nuove forme, soluzioni, intrecci, direttamente legati a quelle che sono le esperienze e gli spunti maturati sul posto, e perciò legate a doppio filo con chi osserva.

L’opera realizzata a Roma racchiude in se tutto la sensibilità di 2501, attraverso un impatto ed un fragore inauditi. La serie di cerchi differenti, scanditi da tratteggi eterogenei, muove sensazioni, mette in circolo un moto complesso ed articolato di emozioni ed impulsi differenti.
Vibra di un moto concentrico la superficie, scossa da due grandi figure, due mulinelli che trascinano e investono completamente. Scanditi come sempre dal nero, dalle differenti identità dei pennelli utilizzati, dalle matrici e dalle linee che si intrecciano ed intersecano andando a generare profondità, textures, livelli. Passo dopo passo si alimentano sezioni e canovacci eterogenei, attimi in cui il nero diviene più insistente, cambi di direzione, per una numero incredibile di sensazioni ed opportunità emotivi tutte accogliere e percepire.

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