GORGO

2501 – “Negative Spaces 02” for CHEAP Festival (Final)

A distanza di qualche settimana, ed in occasione della call for artist del CHEAP Festival 2015, il grande 2501 torna per le strade di Bologna per completare la sua “Negative Spaces 02”, nuova opera che prende vita direttamente sulla lunga parete dell’autostazione cittadina.
Con la febbre da CHEAP Festival che continua a salire, in attesa di scoprire i partecipanti alla nuova edizione, appare chiaro come il connubio tra il festival e le bacheche in disuso presenti in città, continui ad essere uno dei pilastri di tutta l’esperienza alimentando quanto di buon fin qui fatto dalla rassegna. Questa particolare e vincente scelta, risiede nella volontà anzitutto di impostare un dialogo concreto con il passante casuale e con la gente del posto, attraverso una riuscitissima reinterpretazione delle potere comunicativo delle bacheche. Da spazi in disuso ed in stato di degrado, eccole diventare propellente e stimolo per una riflessione – ricordate l’esperienza con CHEAP Green? – o semplicemente ideali contenitori dei lavori dei differenti autori scelti come nel caso delle opere di James Kalinda e Signora K (Covered).
Quest’ultimo grande lavoro firmato da 2501, è bene dirlo, rappresenta l’ideale sintesi della ricerca fin qui condotta dal campione Italiano, una massimizzazione del personale impulso astratto, delle peculiari fascinazioni e dello studio sulle differenti superfici di lavoro. Il risultato finale è un opera ricchissima dal punto di vista visivo ed al tempo stesso capace di esaltare l’idea di contrapposizione tra pieno e vuoto, tematica cardine della nuova edizione del festival Bolognese.
Sulla lunghissima parete che corre lungo l’autostazione Bolognese, l’autore italiano si confronta con uno spazio lineare scandito da ben 43 spazi affissivi. L’opera parte da 13 moduli differenti, divisi in un trittico di bacheche in cui, quella centrale, di dimensioni maggiori, è affiancata ai lati da due di dimensione inferiore.
Lo sviluppo pittorico avviene attraverso una serie di fogli di carta da 70×100 cm, che rappresentano l’incipit per la successiva e viscerale pittura gestuale.
Il risultato finale è un onda continua, commutata attraverso l’intersecarsi delle consuete e ‘sporche’ linee sinuose, capace di generare elementi e forme differenti, di tratteggiare lo spazio negativo e positivo, giocando con le stesso e proponendo percezioni visive differenti. 2501 investe le bacheche, nonché le pareti che le circondano, attraverso un impulso irregolare e spontaneo, figlio delle sensazioni e degli stati percettivi del momento, andando a trasformare la fisionomia dell’intera e lunghissima superfice, in una corsa, un percorso che sa di viaggio introspettivo e catartico.
Per darvi modo di approfondire al meglio quest’ultima grande fatica dell’artista, vi lasciamo ad una lunga e dettagliata serie di scatti con tutti le immagini dell’intervento e di ciascuna delle bacheche realizzate, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

2501 – “Negative Spaces 02” for CHEAP Festival (Final)

A distanza di qualche settimana, ed in occasione della call for artist del CHEAP Festival 2015, il grande 2501 torna per le strade di Bologna per completare la sua “Negative Spaces 02”, nuova opera che prende vita direttamente sulla lunga parete dell’autostazione cittadina.
Con la febbre da CHEAP Festival che continua a salire, in attesa di scoprire i partecipanti alla nuova edizione, appare chiaro come il connubio tra il festival e le bacheche in disuso presenti in città, continui ad essere uno dei pilastri di tutta l’esperienza alimentando quanto di buon fin qui fatto dalla rassegna. Questa particolare e vincente scelta, risiede nella volontà anzitutto di impostare un dialogo concreto con il passante casuale e con la gente del posto, attraverso una riuscitissima reinterpretazione delle potere comunicativo delle bacheche. Da spazi in disuso ed in stato di degrado, eccole diventare propellente e stimolo per una riflessione – ricordate l’esperienza con CHEAP Green? – o semplicemente ideali contenitori dei lavori dei differenti autori scelti come nel caso delle opere di James Kalinda e Signora K (Covered).
Quest’ultimo grande lavoro firmato da 2501, è bene dirlo, rappresenta l’ideale sintesi della ricerca fin qui condotta dal campione Italiano, una massimizzazione del personale impulso astratto, delle peculiari fascinazioni e dello studio sulle differenti superfici di lavoro. Il risultato finale è un opera ricchissima dal punto di vista visivo ed al tempo stesso capace di esaltare l’idea di contrapposizione tra pieno e vuoto, tematica cardine della nuova edizione del festival Bolognese.
Sulla lunghissima parete che corre lungo l’autostazione Bolognese, l’autore italiano si confronta con uno spazio lineare scandito da ben 43 spazi affissivi. L’opera parte da 13 moduli differenti, divisi in un trittico di bacheche in cui, quella centrale, di dimensioni maggiori, è affiancata ai lati da due di dimensione inferiore.
Lo sviluppo pittorico avviene attraverso una serie di fogli di carta da 70×100 cm, che rappresentano l’incipit per la successiva e viscerale pittura gestuale.
Il risultato finale è un onda continua, commutata attraverso l’intersecarsi delle consuete e ‘sporche’ linee sinuose, capace di generare elementi e forme differenti, di tratteggiare lo spazio negativo e positivo, giocando con le stesso e proponendo percezioni visive differenti. 2501 investe le bacheche, nonché le pareti che le circondano, attraverso un impulso irregolare e spontaneo, figlio delle sensazioni e degli stati percettivi del momento, andando a trasformare la fisionomia dell’intera e lunghissima superfice, in una corsa, un percorso che sa di viaggio introspettivo e catartico.
Per darvi modo di approfondire al meglio quest’ultima grande fatica dell’artista, vi lasciamo ad una lunga e dettagliata serie di scatti con tutti le immagini dell’intervento e di ciascuna delle bacheche realizzate, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics