GORGO

2501 – New Mural at Traffic Design Festival

Continua senza sosta il cammino stilistico di 2501, il grande artista italiano sembra aver trovato la giusta alchimia con il colore oro – è da un po’ che ne vediamo i frutti – realizzando qui a Gdynia una delle pareti più belle dell’intera rassegna a nostro avviso.
Con spazi veramente fuori misura, pareti alte, lisce e belle pronte per essere dipinte il Traffic Design Festival si candida ad essere uno degli eventi più interessanti di questa estate. 2501 con “I Live on the Chines Rock” ci lascia letteralmente esterrefatti, osserviamo impietriti le linee morbide che si muovono sulla superficie, intersecano fra loro fino a formare configurazioni diverse, con silhouette di corpi oppure forme e articolazioni che ci spingono ad osservare nel dettaglio quanto proposto, emergono così ancora altre forme all’interno delle stesse, in un gioco di dimensioni e livelli in cui scorgiamo anche tratti di paesaggio, tutto sapientemente articolato dall’artista attraverso il suo canoniche stile. Il bianco e nero delle linee viene nuovamente affiancato dal colore oro, vero e proprio anello di giunzione cromatico e stilistico del lavoro dell’artista, assistiamo a dei veri e proprio blocchi che si ergono all’interno dell’opera, stacchi cromatici potenti e ridondanti che concludono lo scrutare dello spettatore finalmente concentrato sull’opera nel suo maestoso insieme.

Thanks to The Artist for The Pics

2501 – New Mural at Traffic Design Festival

Continua senza sosta il cammino stilistico di 2501, il grande artista italiano sembra aver trovato la giusta alchimia con il colore oro – è da un po’ che ne vediamo i frutti – realizzando qui a Gdynia una delle pareti più belle dell’intera rassegna a nostro avviso.
Con spazi veramente fuori misura, pareti alte, lisce e belle pronte per essere dipinte il Traffic Design Festival si candida ad essere uno degli eventi più interessanti di questa estate. 2501 con “I Live on the Chines Rock” ci lascia letteralmente esterrefatti, osserviamo impietriti le linee morbide che si muovono sulla superficie, intersecano fra loro fino a formare configurazioni diverse, con silhouette di corpi oppure forme e articolazioni che ci spingono ad osservare nel dettaglio quanto proposto, emergono così ancora altre forme all’interno delle stesse, in un gioco di dimensioni e livelli in cui scorgiamo anche tratti di paesaggio, tutto sapientemente articolato dall’artista attraverso il suo canoniche stile. Il bianco e nero delle linee viene nuovamente affiancato dal colore oro, vero e proprio anello di giunzione cromatico e stilistico del lavoro dell’artista, assistiamo a dei veri e proprio blocchi che si ergono all’interno dell’opera, stacchi cromatici potenti e ridondanti che concludono lo scrutare dello spettatore finalmente concentrato sull’opera nel suo maestoso insieme.

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