GORGO

2501 x Know Hope for Cash Cans and Candy Festival

Ci spostiamo a Vienna in Austria dove sono partiti i lavori per la nuova edizione dell’ottimo Cash Cans and Candy Festival di quest’anno, qui troviamo con piacere il nostro 2501 che insieme a Know Hope ha da poco terminato questa nuova e splendida pittura.
Dal titolo “It Was Described As an Overcoming”, l’opera mette in mostra e catalizza entrambe le dialettiche visive e tematiche di ciascuno dei due interpreti, si tratta in questo senso di una ritrovata collaborazione che fa eco a quella proposta durante il Living Walls dello scorso anno che aveva visto i due grandi artisti realizzare assieme una bella installazione, qui potete trovare la nostra review. Quest’ultima fatica raccoglie piuttosto l’eredità pittorica dei due andando ad unificare il percorso altamente poetico dell’interprete Israeliano con le sperimentazioni stilistiche e visive che così tanto stanno influenzando l’operato di quello italiano.
Know Hope, attraverso la sua particolare e personale dialettica visiva e testuale, ha sempre avuto per noi un certo fasciano, spingendoci verso sensazioni e riflessioni profonde, e avvicinandoci ad una visione fortemente poetica, che è senza ombra di dubbio una delle spinte maggiori all’interno dei suoi lavori. Emblematica è la capacità di interagire con gli spazi ma soprattutto il suo entrare in contatto con le persone, con i loro sentimenti, stimolandone emozioni e riflessioni, il tratto è piuttosto pulito e viene sostenuto da tematiche e spunti sempre piuttosto impegnati che vanno a toccare tasti delicati spingendo chi ha l’opportunità di vedere i suoi a lavori a porsi dubbi e domande. Tutte le produzioni dell’artista vengono sospinte dai suoi caratteristici characters, sia per la parte istallativa, realizzata attraverso materiali di recupero, oppure sugli interventi su parete, le produzioni vengono accompagnate da frasi od un breve testo, quasi a decretarne la chiave di lettura ed alimentando i toni poetici e sensibili di una produzione assolutamente viva.
L’identità dei lavori di 2501 è sempre sospesa tra una visione prettamente mistica ed onirica ad una maggiormente emotiva e destinata a scuotere ed a pizzicare le corde interiori di chi osserva, questa particolare mistura si alimenta per mezzo di un continuo equilibrio, il bianco ed il nero negli interventi dell’interprete si inseguono, si rincorrono andando a tracciare percorsi e figure di volta in volta nuovi e differenti, al loro interno si inserisce spesso il color oro che rappresenta la terza identità, quella più terrena in una trama profonda e coinvolgente. Questo gioco ambivalente si sviluppa attraverso profonde linee nere e sinuose che in sovrapposizione con il background bianco, vanno a tracciare la forma oppure come in questo caso letteralmente ad inglobare la superfice di lavoro, ci si ritrova in questo modo proiettati all’interno di una visione profonda e costantemente in movimento che da una parte spinge l’osservatore a seguire la moltitudine di percorsi raffigurati e di conseguenza a spingerlo all’interno del tessuto elaborato, al contempo ne cela le trame interiori quasi schermandone la chiave di lettura innescando quindi in chi osserva l’esigenza di ritrovare tutti quegli elementi e le forme, all’interno di profondità, cascate e risalite, dove le linee che compongono le figure vanno ad assottigliarsi ed ad ingrossarsi tracciando si percorsi ma anche restituendoci emozioni e stati d’animo differenti che compongono la visione dell’interprete.
Nient’altro da aggiungere vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro certi che non mancherete di apprezzare, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics via San

2501 x Know Hope for Cash Cans and Candy Festival

Ci spostiamo a Vienna in Austria dove sono partiti i lavori per la nuova edizione dell’ottimo Cash Cans and Candy Festival di quest’anno, qui troviamo con piacere il nostro 2501 che insieme a Know Hope ha da poco terminato questa nuova e splendida pittura.
Dal titolo “It Was Described As an Overcoming”, l’opera mette in mostra e catalizza entrambe le dialettiche visive e tematiche di ciascuno dei due interpreti, si tratta in questo senso di una ritrovata collaborazione che fa eco a quella proposta durante il Living Walls dello scorso anno che aveva visto i due grandi artisti realizzare assieme una bella installazione, qui potete trovare la nostra review. Quest’ultima fatica raccoglie piuttosto l’eredità pittorica dei due andando ad unificare il percorso altamente poetico dell’interprete Israeliano con le sperimentazioni stilistiche e visive che così tanto stanno influenzando l’operato di quello italiano.
Know Hope, attraverso la sua particolare e personale dialettica visiva e testuale, ha sempre avuto per noi un certo fasciano, spingendoci verso sensazioni e riflessioni profonde, e avvicinandoci ad una visione fortemente poetica, che è senza ombra di dubbio una delle spinte maggiori all’interno dei suoi lavori. Emblematica è la capacità di interagire con gli spazi ma soprattutto il suo entrare in contatto con le persone, con i loro sentimenti, stimolandone emozioni e riflessioni, il tratto è piuttosto pulito e viene sostenuto da tematiche e spunti sempre piuttosto impegnati che vanno a toccare tasti delicati spingendo chi ha l’opportunità di vedere i suoi a lavori a porsi dubbi e domande. Tutte le produzioni dell’artista vengono sospinte dai suoi caratteristici characters, sia per la parte istallativa, realizzata attraverso materiali di recupero, oppure sugli interventi su parete, le produzioni vengono accompagnate da frasi od un breve testo, quasi a decretarne la chiave di lettura ed alimentando i toni poetici e sensibili di una produzione assolutamente viva.
L’identità dei lavori di 2501 è sempre sospesa tra una visione prettamente mistica ed onirica ad una maggiormente emotiva e destinata a scuotere ed a pizzicare le corde interiori di chi osserva, questa particolare mistura si alimenta per mezzo di un continuo equilibrio, il bianco ed il nero negli interventi dell’interprete si inseguono, si rincorrono andando a tracciare percorsi e figure di volta in volta nuovi e differenti, al loro interno si inserisce spesso il color oro che rappresenta la terza identità, quella più terrena in una trama profonda e coinvolgente. Questo gioco ambivalente si sviluppa attraverso profonde linee nere e sinuose che in sovrapposizione con il background bianco, vanno a tracciare la forma oppure come in questo caso letteralmente ad inglobare la superfice di lavoro, ci si ritrova in questo modo proiettati all’interno di una visione profonda e costantemente in movimento che da una parte spinge l’osservatore a seguire la moltitudine di percorsi raffigurati e di conseguenza a spingerlo all’interno del tessuto elaborato, al contempo ne cela le trame interiori quasi schermandone la chiave di lettura innescando quindi in chi osserva l’esigenza di ritrovare tutti quegli elementi e le forme, all’interno di profondità, cascate e risalite, dove le linee che compongono le figure vanno ad assottigliarsi ed ad ingrossarsi tracciando si percorsi ma anche restituendoci emozioni e stati d’animo differenti che compongono la visione dell’interprete.
Nient’altro da aggiungere vi lasciamo piuttosto ad una ricca serie di scatti con tutti i dettagli del lavoro certi che non mancherete di apprezzare, ma restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics via San