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GORGO

2501 for Artmossphere, Biennale of Street Art

Con 2501 torniamo a Mosca dove in occasione dell’Artmossphere Biennale of Street Art 2014, il grande artista Italiano ha avuto l’opportunità di dipingere questa nuova e splendida parete attraverso il suo personale ed iconico stile visivo.
L’identità dei lavori di 2501 è sempre sospesa tra una visione prettamente mistica ed onirica ad una maggiormente emotiva e destinata a scuotere ed a pizzicare le corde interiori di chi osserva, questa particolare mistura si alimenta per mezzo di un continuo equilibrio, il bianco ed il nero negli interventi dell’interprete si inseguono, si rincorrono andando a tracciare percorsi e figure di volta in volta nuovi e differenti, al loro interno si inserisce spesso il color oro che rappresenta la terza identità, quella più terrena in una trama profonda e coinvolgente. Questo gioco ambivalente si sviluppa attraverso profonde linee nere e sinuose che in sovrapposizione con il background bianco, vanno a tracciare la forma oppure come in questo caso letteralmente ad inglobare la superficie di lavoro, ci si ritrova in questo modo proiettati all’interno di una visione profonda e costantemente in movimento che da una parte spinge l’osservatore a seguire la moltitudine di percorsi raffigurati e di conseguenza a spingerlo all’interno del tessuto elaborato, al contempo ne cela le trame interiori quasi schermandone la chiave di lettura innescando quindi in chi osserva l’esigenza di ritrovare tutti quegli elementi e le forme, all’interno di profondità, cascate e risalite, dove le linee che compongono le figure vanno ad assottigliarsi ed ad ingrossarsi tracciando si percorsi ma anche restituendoci emozioni e stati d’animo differenti che compongono la visione dell’interprete.
Per questa sua ultima fatica 2501 va a sviluppare un approccio decisamente meno concentrato, l’opera infatti si fa notare per uno sviluppo probabilmente più equilibrato, se il trinomio cromatico tra il bianco, il nero ed il color oro, continua ad essere il principale vettore dello sviluppo degli interventi, quest’ultimo lavoro è caratterizzato da forme più criptiche, quasi un equilibrio tra differenti astrazioni laddove, sviluppate tutte attraverso la consueta e sinuosa impostazione grafica, l’opera non diviene più un mero arricchimento visivo andando a coprire la totalità della superficie della parete, ma piuttosto si eleva andando a creare un vera e propria concentrazione di sviluppi emotivi e di sensibilità differenti, spettacolare.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto con una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dalla Biennale.

2501 for Artmossphere, Biennale of Street Art

Con 2501 torniamo a Mosca dove in occasione dell’Artmossphere Biennale of Street Art 2014, il grande artista Italiano ha avuto l’opportunità di dipingere questa nuova e splendida parete attraverso il suo personale ed iconico stile visivo.
L’identità dei lavori di 2501 è sempre sospesa tra una visione prettamente mistica ed onirica ad una maggiormente emotiva e destinata a scuotere ed a pizzicare le corde interiori di chi osserva, questa particolare mistura si alimenta per mezzo di un continuo equilibrio, il bianco ed il nero negli interventi dell’interprete si inseguono, si rincorrono andando a tracciare percorsi e figure di volta in volta nuovi e differenti, al loro interno si inserisce spesso il color oro che rappresenta la terza identità, quella più terrena in una trama profonda e coinvolgente. Questo gioco ambivalente si sviluppa attraverso profonde linee nere e sinuose che in sovrapposizione con il background bianco, vanno a tracciare la forma oppure come in questo caso letteralmente ad inglobare la superficie di lavoro, ci si ritrova in questo modo proiettati all’interno di una visione profonda e costantemente in movimento che da una parte spinge l’osservatore a seguire la moltitudine di percorsi raffigurati e di conseguenza a spingerlo all’interno del tessuto elaborato, al contempo ne cela le trame interiori quasi schermandone la chiave di lettura innescando quindi in chi osserva l’esigenza di ritrovare tutti quegli elementi e le forme, all’interno di profondità, cascate e risalite, dove le linee che compongono le figure vanno ad assottigliarsi ed ad ingrossarsi tracciando si percorsi ma anche restituendoci emozioni e stati d’animo differenti che compongono la visione dell’interprete.
Per questa sua ultima fatica 2501 va a sviluppare un approccio decisamente meno concentrato, l’opera infatti si fa notare per uno sviluppo probabilmente più equilibrato, se il trinomio cromatico tra il bianco, il nero ed il color oro, continua ad essere il principale vettore dello sviluppo degli interventi, quest’ultimo lavoro è caratterizzato da forme più criptiche, quasi un equilibrio tra differenti astrazioni laddove, sviluppate tutte attraverso la consueta e sinuosa impostazione grafica, l’opera non diviene più un mero arricchimento visivo andando a coprire la totalità della superficie della parete, ma piuttosto si eleva andando a creare un vera e propria concentrazione di sviluppi emotivi e di sensibilità differenti, spettacolare.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto con una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dalla Biennale.