GORGO

Archive for dicembre, 2017

I due murales realizzati da Gaia a Pisa

22/12/2017

Gaia Street Art Pisa

Nelle opere di Gaia abbiamo sempre apprezzato la forte connessione con l’ambiente di lavoro ed il suo tessuto sociale. Recentemente invitato a Pisa a prendere parte ai lavori per il progetto stART l’artista Statunitense ha realizzato un doppio intervento caratterizzato da una riflessione sul rapporto tra umanità e lavoro. Entrambe le opere affrontano questa delicata tematica attraverso una rielaborazione di contenuti, eventi e storie legate alla città di Pisa.
Per il progetto, ideato e curato da Gian Guido Maria Grassi, Gaia ha lavorato sulla superfice esterna della vetreria Saint Gobain nel quartiere di Porta Mare, per poi spostarsi, come accaduto per gli altri artisti partecipanti al progetto, su uno dei piloni dove si interseca la Darsena Pisana.

In Re-Nasci, l’opera più grande, Gaia attraverso la parola Nasci, dal latino natio radice sia di nazione che di Rinascimento, riflette sulla storia del lavoro in Italia e, per estensione storica, nel mondo.
L’autore riflette sull’evoluzione dell’automazione, sempre più centrale nei processi produttivi a discapito della forza lavoro umana. Questa realtà, uno dei grandi temi e paure al giorno d’oggi, porta l’artista ad interrogarsi sui cambiamenti che tutto ciò porterà nel rapporto tra uomo, lavoro e produttività.
Considerato che lo spazio è parte della storica fabbrica di vetro Saint Gobain, il prefisso ‘Re’ è utilizzato come cornice concettuale con lo scopo di incorporare la storia ed il futuro all’interno della stessa composizione. Stilisticamente l’intervento è infine pensato come una allegoria, facendo eco ai fasti Italiani del Rinascimento ed alla pittura paesaggistica.

Il secondo lavoro, quello dipinto sul pilone, ha visto Gaia lavorare per contrasti e contrapposizioni. Da una parte il soggetto principale: la manifestazione per protestare contro la Saint Gobain a Pisa durante il periodo di drammatica deindustrializzazione in Italia tra la fine degli anni ’70 e inizio degli anni ’80. Dall’altra all’interno dell’opera è presente un riferimento alla classica regata pisana del Palio di San Ranieri – una corsa sul fiume Arno che risale al XIII Secolo – utilizzata simbolo della tradizione medievale della città e come immagine di ‘rottura’.Infine l’autore dipinge un paesaggio toscano con sopra la frase Automazione / Automatizzazione.

Photo Credit: Charles Regoli from The Festival

Gaia Street Art Pisa

Gaia Street Art Pisa

Il murale di Seikon a Catania per AMT Art Project

21/12/2017

Seikon Street Art Catania AMT Art Project

Da anni al lavoro a Giardini Naxos, quest’anno l’Emergence Festival torna a Catania per un nuovo progetto: AMT Art Project. Il progetto, curato da Giuseppe Stagnitta, ha visto la riqualificazione attraverso il lavoro di artisti nazionali ed internazionali, degli edifici all’interno della R1, l’azienda metropolitana trasporti di Catania.
Tra gli artisti coinvolti ritroviamo con piacere Seikon che si è confrontato con gli spazi di questa struttura all’interno del sito di Via Plebiscito.
Lavorando attraverso il consueto impasto di forme, elementi astratti e linee, Seikon ha proposto un intervento caratterizzato da un forte dialogo con gli elementi e le peculiarità dello spazio di lavoro, come porte e finestre, racchiusi all’interno della composizione finale.

Photo Credit: Alka Murat

Seikon Street Art Catania AMT Art Project

Seikon Street Art Catania AMT Art Project

Seikon Street Art Catania AMT Art Project

Seikon Street Art Catania AMT Art Project

Ingranaggi Emotivi: Il murale di Giorgio Bartocci a Bologna

20/12/2017

Giorgio Bartocci Street Art Corticella Bologna Zona NG 6.16

Nelle scorse settimane Giorgio Bartocci ha realizzato un nuovo e grande intervento sulla superfice esterna del Teatro Centofiori, nel quartiere Corticella di Bologna, parte dei lavori per il progetto Zona NG 6.16 promosso dall’associazione Serendippo.

Il quartiere Corticella, che rappresenta la porta di accesso a Bologna dalla pianura Nord, è una zona prevalentemente residenziale e sviluppata verticalmente tra due infrastrutture: la zona verde del Navile e l’autostrada.
Negli anni Settanta Corticella era una zona all’avanguardia. Nel 1978 fu costruito il Centro Civico dove si trovavano una scuola immersa nel verde pubblico, un day hospital, un poliambulatorio, un centro commerciale, una sala polivalente, una sala proiezioni, una sala per l’ascolto e la produzione musicale, una biblioteca, una palestra, un consultorio, un punto di ascolto per le tossicodipendenze, sale da ping pong, laboratori di artigianato, falegnameria, fotografia e teatro.
Il Centro Civico, recentemente intitolato al partigiano William Michelini, fù progettato Carlo Salomoni senza barriere architettoniche con l’idea di permettere a chiunque l’accesso ai servizi ed alle attività ricreative. Alla base del progetto la volontà di creare un centro servizi di eccellenza all’interno di un quartiere periferico.

L’associazione Serendippo con Zona NG 6.16 ha voluto recuperare quell’idea di partecipazione civica ed attiva. Anzitutto il progetto nasce dal basso attraverso una campagna di crowdfunding, una raccolta fondi attraverso i social e cene di auto-finanziamento pensate per coinvolgere in maniera attiva la cittadinanza. Il progetto, curato da ATHENA e Serendippo ha poi visto artisti da tutto Europa, ospitati dagli abitanti del quartiere, lavorare proprio nel Centro Civico con l’intento riconsiderare questi spazi attraverso un recupero urbano per la realizzazione di un polo artistico.

L’opera proposta da Giorgio Bartocci, in parallelo con la mostra presentata da Portanova12, proseguo lo sviluppo dei temi e degli spunti legati al concetto di “Ingranaggi Emotivi”.
Bartocci esplora il complesso rapporto tra uomo e il territorio in cui abita attraverso un approccio viscerale. L’artista, guardando al proprio universo interiore, si confronta con lo spazio in modo diretto, una sorta di corpo a corpo con la superfice di lavoro che si manifesta attraverso una tensione pittorica dove il gesto e l’espressione sfociano in forme fluide, primitive e spirituali.
Attraverso uno sviluppo verticale l’opera irretisce la superfice del Teatro Centofiori. L’iconico camouflage liquido dell’artista dà vita ad un labirinto di sensazioni e percezioni che si spinge verso l’alto, in principio attraverso tonalità leggere, successivamente attraverso una accelerazione gestuale che ne aumenta l’impatto cromatico.

Photo Credit: Wip by Virna Lisi – Final by Bologna Stickers

La cultura: Il murale di Aryz a Cardedeu in Spagna

19/12/2017

Aryz Street Art Cardedeu

Nei giorni scorsi Aryz ha realizzato una nuova e grande pittura dal titolo “La Cultura” a Cardedeu, piccola cittadina nella Catalogna in Spagna.
Dopo molti anni in cui Aryz ha dipinto in giro per il mondo, finalmente ha avuto l’occasione di realizzare un intervento nella propria città Natale.

Thanks to The Artist for The Pics

Aryz Street Art Cardedeu

Aryz Street Art Cardedeu

Urban Layers: La mostra di Aris da Docks74 Art Gallery

18/12/2017

Ad inaugurare la programmazione della Docks74 Art Gallery la mostra “Urban Layers” di Aris.
Lo spazio nasce per volontà diretta dell’Associazione Culturale Il Cerchio e Le Gocce. Nata a Torino nel 2001, l’associazione da anni porta avanti progetti di spessore tra Italia ed Europa come ad esempio Street Attitudes (dal 2002 al 2011), Picturin (dal 2010 al 2012) e Murarte (nato nel 1999 ad oggi sviluppato insieme all’Associazione Monkeys Evolution in collaborazione con il Comune di Torino) Inkmap, la mappa dei graffiti di Torino, e gli Urban Art Tour.
Da questo impegno e passione nasce Docks 74 con l’intento di ospitare artisti Italiani ed Internazionali provenienti dal mondo dei graffiti e dell’arte urbana, con un occhio di riguardo verso la scena underground e verso quegli artisti che prediligono interventi in luoghi abbandonati, treni merci e strutture dismesse e che hanno quindi una forte empatia con la città, la ruggine e supporto inusuali e presenti nell’ambito urbano.
La galleria prende vita all’interno della suggestiva location dei Docks Dora: vecchio complesso di magazzini generali nel quartiere di Barriera di Milano alla periferia di Torino.

In “Urban Layers” Aris ha presentato una serie di lavori su carta e su tela in cui approfondisce il concetto di stratificazione urbana.
La città ed il suo territorio si sviluppano sui residui della storia recente dove il paesaggio muta attraverso le sue superfici ricche di layers differenti e capaci di dettarne l’intrinseca mutabilità. Partendo da questi concetti Aris propone un corpo di lavoro non sistematico: tracce ed indizi di paesaggi effimeri e criptici sostenuti da una narrazione ricca di significati.
Se l’approccio legato ad uno sviluppo di forme piatte ed astratte rimane invariato, attraverso una costruzione di figure di corpi ed agglomerati degli stessi, il passaggio su tela porta lo sviluppo di sfondi capaci di staccarsi dagli elementi figurativi. I background appaiono costruiti da un insieme caotico di elementi, veri e propri residui dei passaggi su muri dove stampe e pitture sovrapposte giungono ad una saturazione e dalle quali altro non si può fare che ripartire, cancellare, ripulire, riportare a zero, lasciando però traccia dei passaggi precedenti.
Esattamente coma accade sui muri e sui veicoli delle città, dove le storie si sovrappongono alla vecchie, il nuovo livello di ‘buff’ – quell’azione di ricoprire a scopo di pulitare – fa nascere quindi una nuova figura.

Docks74 Art Gallery
Via Valprato 68, Padiglione G Interno 74
10155 Torino

Photo Credit: Il Cerchio e Le Gocce

Rivers Stories: Il murale di Tellas a Pisa

18/12/2017

Tellas Street Art Pisa

Ideato e curato da Gian Guido Maria Grassi il progetto stART di Pisa ha coinvolti alcuni dei nomi più importanti della nostra scena. Dopo Alberonero (Covered) Moneyless (Covered) ed infine Ozmo (Covered), diamo un occhiata all’intervento realizzato da Tellas.

Seguendo il tema generale del progetto, ovvero l’acqua come elemento vitale della città di Pisa, Tellas ha realizzato un nuovo murale dal titolo “Rivers Stories”. L’opera segue gli ultimi sviluppi della ricerca pittorica dell’artista, avvicinandosi in modo evidente con le ultime produzioni in studio viste da Magma Gallery per TROPICO.
L’autore, al lavoro all’interno dello storico quartiere di Porta a Mare, si è confrontato con gli spazi esterni di una grande struttura sviluppando un intervento in grado di irretire completamente la superfice di lavoro, cambiando di conseguenza l’aspetto e la percezione finale dello spazio.Tellas infine, come accaduto con gli altri artisti, ha lavorato su uno dei piloni dove si interseca la Darsena Pisana.

Photo Credit: Charles Regoli from The Festival

Tellas Street Art Pisa

Tellas Street Art Pisa

Tellas Street Art Pisa

Geometricbang all’Officina degli Esordi di Bari

17/12/2017

Geometricbang Street Art Officina degli Esordi Bari Pigment Workroom

Nei giorni scorsi Geometricbang è stato invitato dagli amici di Pigment Workroom ha lavorare all’interno dell’Officina degli Esordi di Bari.
Situato a cavallo tra i quartieri Murat e Libertà, l’Officina degli Esordi è il laboratorio urbano del comune di Bari. Si tratta per la precisione di un grande spazio di circa 2700 mq sede di un centro culturale in piena trasformazione, un luogo accogliente che offre strumenti adeguati alla valorizzazione del talento e dell’attività e produzione artistica.
Proprio la grande spinta al cambiamento che questi spazi offrono, diventa il tema dell’opera proposta da Geometricbang. L’artista Italiano attraverso il proprio immaginario trasforma l’ingresso della struttura da Via Crispi in una sorta di giardino fantastico, una selva naturale che si affaccia sull’ignoto e che invita ad addentrarsi al suo intervento e nella vita dello spazio e delle sue tante attività.

Photo credit: Pigment Workroom

Space: La mostra di Zedz da Mini Galerie

16/12/2017

Zedz Space Show Mini Galerie

Quest’anno l’Olanda celebra l’anniversario del De Stijl, movimento artistico di 100 anni basato su linee rette e colori primari. Le opere di Zedz possono essere viste come un omaggio al De Stijl e contemporaneamente un rifiuto delle sue regole fondamentali.
L’autore porta avanti una nuova interpretazione di tecniche utilizzata da artisti come Piet Mondrian dove la geometria, e la sua intrinseca natura sperimentale ed astratta, è vista e vissuta come uno strumento di auto espressione.
Con un radicato background nei graffiti ed influenzato dall’architettura, in particolare dalle piante architettoniche, e dalle tecniche tipografiche, Zedz ha quindi sviluppato una personale estetica capace di abbracciare medium differenti, dai murales e dipinti passando per la computer grafica e la scultura.

Le opere dell’autore Olandese appaiono come intricati labirinti astratti caratterizzati da una meticolosa cura del dettaglio lineare e da una precisa angolazione che crea un effetto tridimensionale noto come isometria.
Per lo show Zedz ha presentato una nuova serie di opere, dieci assemblaggi di carta realizzati negli ultimi anni, una nuova serie di serigrafie, un full-colour magazine ed una fanzine hand-printed in edizione limitata. Lo show sarà visitabile fino al prossimo 6 Gennaio.

Mini Galerie
Kinkerstraat 12AH
1053 DT Amsterdam

Photo Credit: Wytske Averink via The Gallery

M-City a Charkiv in Ucraina

15/12/2017

M-City Street Art Charkiv Ucraina

Mariusz Waras aka M-City ha da poco realizzato una nuovo intervento nella città di Charkiv in Ucraina.
Dopo le recenti sperimentazioni con l’utilizzo del colore, il grande artista Polacco torna a lavorare unicamente attraverso il bianco ed il nero, concentrando i propri sforzi sui soggetti e sul contenuto visivo dell’opera.
Realizzato interamente con la tecnica dello stencil attraverso moduli iper dettagliati, l’intervento risulta caratterizzato dalla personale ed essenziale sintesi grafica dell’artista, influenzata dagli studi di architettura, e da una personale attrazione per forme e figure industriali e meccaniche.

Photo via isupportstreetart

M-City Street Art Charkiv Ucraina

M-City Street Art Charkiv Ucraina

La scultura di Andreco a Venezia per il CLIMATE Project “Sea Level Rise”

15/12/2017

Andreco Climate Project Sea level rise Venezia

Chiudiamo il cerchio sugli interventi realizzati da Andreco a Venezia per il CLIMATE Project.
Presentato a Parigi durante la COP21, la conferenza sui cambiamenti climatici delle nazioni unite, il progetto si è spostato a Bologna e Bari, fino a questa quarta tappa veneziana.

CLIMATE Project interseca arte e scienza per stimolare una riflessione ed azione attiva sulle conseguenze del cambiamento climatico. Se il tema rappresenta uno dei grandi argomenti di questo periodo storico, la realizzazione del progetto è legata ad una serie di interventi differenti, come installazioni e pitture murali, incontri e seminari, capaci di sottolineare quelle specifiche vulnerabilità legate al territorio in cui le azioni e gli interventi vanno ad inserirsi.

“Sea Level Rise”, quarta tappa del progetto, ha visto Andreco presentare una pittura murale, un seminario sui cambiamenti climatici analizzati attraverso la disciplina artistica e scientifica, ed infine un installazione.
La pittura murale – realizzata a pochi passi dalla stazione di Venezia Santa Lucia, lato Piazzale Roma – Ponte di Calatrava – è basata sulle ricerche condotte da IPCC, Delta Committee o WGBU e dagli studi pubblicati dal Prof. Rahmstorf e dai ricercatori del CNR-ISMAR in merito agli effetti dell’innalzamento del mare nel mondo e soprattutto a Venezia.
L’installazione, che ospita alcune piante autoctone, è invece figlia di una riflessione sui benefici ambientali delle piante costiere ed il loro contributo all’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici e nella salvaguardia della città. Secondo gli studi e le previsioni effettuate Venezia è potenzialmente destinata ad essere sommersa dall’innalzamento del livello del mare. Nelle immagini tutti i dettagli dell’opera.

Thanks to The Artist for The Pics
Photo Credit: Giovanni Fiamminghi e Like Agency

Andreco Climate Project Sea level rise Venezia

Andreco Climate Project Sea level rise Venezia

Andreco Climate Project Sea level rise Venezia

Andreco Climate Project Sea level rise Venezia

Andreco Climate Project Sea level rise Venezia

Afterimage: La mostra in realtà aumentata di Felipe Pantone da Kolly Gallery

14/12/2017

Felipe Pantone AR Show Kolly Gallery

Per Felipe Pantone lo spazio digitale è reale. La velocità, la tecnologia ed il movimento continuano a rappresentare gli elementi chiave della sua pratica artistica. L’evoluzione digitale, con la sua spinta frenetica, schizofrenica ed effimera rappresentano per l’artista lo spirito dei tempi in cui viviamo oltre che ispirazione per la sua produzione artistica.
Se questi sono i concetti cardine dell’esperienza di Pantone, lo show proposto da Kolly Gallery ben incarna lo spirito della ricerca dell’autore.

Il titolo è una metafora sul concetto di illusione ottica tipico dell’immagine residua, ovvero quell’immagine che continua a manifestarsi nonostante il termine della sua visione originale. La mostra è infatti caratterizzata da una interazione tra realtà fisica e realtà aumentata, con alcuni artwork letteralmente nascosti all’interno del cyberspazio e visibili unicamente attraverso uno smartphone all’interno della galleria.
Ancora una volta Felipe Pantone cerca di rimuovere le barriere della pratica artistica attraverso la tecnologia, stimolando al contempo l’osservatore ad interagire in modo dinamico con il proprio lavoro. In mostra fino al prossimo 6 gennaio 2018.

Kolly Gallery
Seefeldstrasse 56,
8008 Zürich

Pics by The Gallery

L’omaggio di Ozmo a Galileo Galilei dipinto a Pisa

14/12/2017

Ozmo Street Art Galileo Galilei Pisa

Nell’ambito di stART Ozmo ha realizzato una personale omaggio alla figura di Galileo Galilei. Ancora una volta il grande artista Italiano guarda al territorio ed alla storia dell’ambiente di lavoro per lo sviluppo del suo intervento. La figura di Galileo Galilei rappresenta infatti per Pisa un elemento iconografico e simbolico, con l’opera che vuole quindi essere un simbolo per la città ed un monumento alla figura del famoso scienziato ed astronomo pisano.
Ozmo sceglie di raffigurare il profilo di Galilei, con all’interno i pianeti e le stelle, circondando la figura centrale con gli strumenti usati per lo studio del cielo tra i quali spicca il telescopio inventato dalla scienziato.
Come accaduto per gli altri artisti invitati a prendere parti ai lavori per il progetto, l’artista ha infine realizzato un’altra pittura su uno dei piloni dove si interseca la Darsena Pisana.

StART è il nome del progetto curato da Gian Guido Maria Grassi a Pisa. Il progetto prevede la realizzazione di un vero e proprio distretto di arte contemporanea in grado di proseguire sulla linea tracciata da Keith Haring e dal suo ‘Tuttomondo’, ultima opera pubblica del famoso artista datata 1989. I temi del festival sono l’acqua, quale elemento vitale della città di Pisa e la prestigiosa storia del quartiere Porta a Mare, tradizionale porta di accesso alla città toscana in direzione del litorale.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Charles Regoli

Ozmo Street Art Galileo Galilei Pisa

Guerrilla Spam – New Murals in Santa Croce di Magliano

13/12/2017

Uno degli elementi ricorrenti nella produzione in strada dei Guerrilla Spam continua ad essere la volontà di interagire e dialogare sia con lo spazio quanto con il tessuto sociale di uno specifico ambiente di lavoro. È infatti il dialogo e l’interazione con le persone del posto a suggerire molto spesso una scelta specifica nei temi e nei soggetti poi dipinti.
Alla seconda partecipazione consecutiva al PAG – Premio Antonio Giordano di Santa Croce di Magliano i Guerrilla Spam hanno rielaborato in chiave personale alcuni proverbi e modi di dire del posto.

Il progetto, dal titolo “Tu parle ngifreche e quille te responne ngiafreche”, è figlio del dialogo con la gente che vive in questi luoghi e dello studio del dialetto Santacrocese partendo dal testo ‘Lessico santacrocese’ a cura del prof. Michele Castelli.
L’intento è quello di parlare la stessa lingua di chi vive qui, gettando un ponte comunicativo tra la pratica artistica in strada e cittadini di Santa Croce di Magliano, e riportando alla memoria modi di dire e proverbi in dialetto.

Per il progetto gli autori guardano ai concetti espressi da Tullio de Mauro. Il linguista sottolinea come i dialetti abbiano, da un lato, contribuito alla conservazione delle identità territoriali – nonostante le influenze della realtà multiculturale in cui viviamo – dall’altro rappresentano una garanzia di autenticità per l’evoluzione e la diffusione dell’italiano.
Gli Italiani infatti parlano anche in dialetto: “In una conversazione, non sempre in maniera programmata, si passa dall’italiano al dialetto e viceversa molto facilmente. Ovviamente rivolgendosi a un interlocutore che il dialetto possa capirlo. Gli inglesi lo chiamano code switching o code mixing. È uno strumento prezioso per arricchire il parlato, migliorando l’espressività” – T. De Mauro, Storia linguistica dell’Italia repubblicana. Dal 1946 ai nostri giorni, Roma-Bari, Editori Laterza, 2014.

Proverbi e modi di dire illustrati:

Tu parlə ngifrəchə e quillə tə rəspónnə ngiafrəchə.
Tu parli un linguaggio astruso e quello ti risponde con un altro ancora più incomprensibile.

Təné a vócchə cómə nu furnə.
Avere la bocca come un forno; dicesi del mangione.

Cómə iè l’albərə ccuscì a muréjə.
Com’è l’albero, così la sua ombra; tale padre tale figlio.

U scarpàrə va scavəzə.
Il calzolaio va scalzo; dicesi di chi fa un mestiere o una professione e non provvede per sé delle cose che produce.

A allina nanə iè sèmbə pəcinə.
La gallina nana è sempre un pulcino; si dice della donna bassa di statura che conserva sempre l’aspetto giovanile.

Capìllə luónghə e cəruvèlla córtə.
Capelli lunghi e mente corta; era convinzione che i calvi fossero intelligenti.

Capìllə e uàjə ne mànghənə majə.
Capelli e guai non mancano mai; sia i capelli che i guai sono spesso sempre in abbondanza.

Caccià a cóccə du sacchə.
Tirare la testa fuori dal sacco; si dice quando si pretende andare oltre le proprie possibilità.

Thanks to The Artist for The Pics

TROPICO: La mostra di Tellas da Magma Gallery

13/12/2017

tellas tropico magma gallery

TROPICO è frutto del viaggio compiuto da Tellas nello Stato del Queensland in Australia lo scorso Giugno. Le opere che compongono questa nuova mostra sono figlie dei ricordi e delle suggestioni dell’artista che, attraverso il proprio immaginario, rielabora i paesaggi, i colori e i profumi che contraddistinguono questo angolo di mondo.

Il Queensland è un territorio vastissimo, suddiviso tra foreste pluviali, barriere coralline e foreste tropicali, che si estende per quasi due milioni di chilometri quadrati nell’Australia Nord-Orientale.
Osservando le opere emerge tutta la forza di questi ambienti selvaggi: le atmosfere delle mangrovie impenetrabili della foresta di Daintree – la foresta tropicale più vecchia del mondo – il verde dell’eucalipto, il magnifico rosso della banksia, le palme che si alzano verso il blu del cielo ed il sole che durante il solstizio d’inverno culmina allo zenit, sono catalizzati dall’autore attraverso un flusso ininterrotto di colori e vibranti dettagli.

Le forme dell’artista, caratterizzate qui da campionature di colore più larghe e da una rinnovata liquidità, sembrano gravitare nell’aria, quasi sospese, celando tutta varietà di stili che hanno e continuano a contraddistinguere la sua ricerca. La natura rigogliosa, asfissiante e misteriosa che caratterizza questa zona d’Australia caratterizza anche le opere su carta, dove il ritmo della composizione è scandito dall’utilizzo del bianco e da una rinnovata profondità del nero.

Attraverso un processo meditativo che combina lo spazio e la forma Tellas in TROPICO descrive una natura primordiale, una visione personale e intima degli elementi del paesaggio visti in prima persona. In mostra fino al 13 Gennaio 2017.

MAGMA Gallery
Via Santo Stefano, 164
40125 Bologna BO

Andrea Casciu – “Camouflage” New Mural in Cosenza

12/12/2017

Andrea Casciu Street Art Cosenza BoCSArt

Nelle scorse settimane Andrea Casciu ha realizzato una nuova pittura a Cosenza nell’ambito della residenza artistica BoCSArt.
La residenza artistica internazionale Bocs Art è un progetto dell’amministrazione comunale e dal sindaco e architetto Mario Occhiuto di Cosenza. Dal 2015 sono stati ospitati più di trecento artisti internazionali e nazionali sotto la curatela di Alberto Dambruoso e la con la collaborazione dell’associazione ‘I Martedì Critici’ e dell’associazione di promozione sociale ‘Raku’.
Ospite di Bocs Art Andrea Casciu ha realizzato uno dei suoi iconici volti divertendosi a far emergere e mostrare il viso direttamente dalle forme blu irregolari dipinte.

Thanks to The Artist for The Pics

Andrea Casciu Street Art Cosenza BoCSArt

Andrea Casciu Street Art Cosenza BoCSArt

Giorgio Bartocci – “Ingranaggi Emotivi” at Portanova12 (Recap)

12/12/2017

Giorgio Bartocci Ingranaggi Emotivi Portanova12

A caratterizzare negli ultimi mesi le produzioni in strada di Giorgio Bartocci un approccio liquido, maggiormente gestuale, con l’artista concentrato nel sviscerare tutta una varietà di sensazioni, stati d’animo, stimoli e percezioni differenti. Nell’opera realizzata ad Iglesias (Covered) così come per gli interventi proposti a Certaldo (Covered) e Novi di Modena (Covered) l’autore si lascia guidare dalle personali suggestioni, dalle influenze legate all’ambiente di lavoro, riversando tutta la personale profondità emotiva sulle superfici a disposizione.
Con “Ingranaggi Emotivi” Giorgio Bartocci approfondisce questi concetti ridefinendo, attraverso il proprio immaginario e la propria iconografia, il concetto di universo interiore. Il risultato è un impasto vibrante ed organico arricchito da dettagli di congiunzione che si rifanno ai concetti di legame e connessione, ingranaggi appunto. Il corpo di lavoro è quindi caratterizzato da una grande installazione, cuore pulsante dello show, e da una serie di opere mixed media sviluppate in verticale, articolate attraverso sagome nette, textures e tracce gestuali, come metafora al legame antropico tra il proprio habitat e la propria spiritualità.
Dopo il salto alcuni scatti, se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 30 Dicembre per andare a darci un occhiata di persona.

Portanova12
Via Porta Nova, 12
40123 Bologna BO

Pics by Bologna Stickers and Gorgo

Nicola Alessandrini x Lisa Gelli – New Mural in Jesi

12/12/2017

Nicola Alessandrini Lisa Gelli Street Art Jesi Specie Migranti

Nicola Alessandrini e Lisa Gelli proseguono lo sviluppo del loro progetto Specie Migranti con un nuovo intervento realizzato a Jesi.
Il progetto è una riflessione sul concetto di migrazione, sul bisogno naturale di ricercare una condizione di vita migliore attraverso una fuga dalle avversità. Lo sviluppo di questa tematica passa per una ibridazione tra le specie presenti o che transitano nell’ambiente di lavoro, con le textures che richiamano il tessuto sociale e le etnie presenti all’interno dello stesso.
La Nitticora, airone dal collo corto che nidifica nell’oasi di Ripa Bianca (riserva naturale alle porte di Jesi) ed il Martin Pescatore sono quindi i protagonisti di quest’ultima opera. L’intervento prende vita all’interno del quartiere San Giuseppe, una zona popolare dove convivono extracomunitari ed italiani entrambi in condizione di indigenza. Il duo ha chiesto loro di mostrargli tele, stoffe ed abiti tipici del loro luogo di provenienza con l’intento di integrare questi pattern con i piumaggi degli uccelli migratori raffigurati.

Thanks to The Artists for The Pics

L’Atlas – “CRYPTOGRAMS” at Wunderkammern Milano (Recap)

11/12/2017

L'Atlas

A distanza di 3 anni da “Transversal” inaugurata nel 2014 nella sede romana, L’Atlas torna ad esporre negli spazi della Wunderkammern Gallery, nella sede di Milano, con una nuova personale dal titolo “CRYPTOGRAMS”.
Il titolo dello show è un riferimento all’idea di crittogramma, ovvero un codice o un testo cifrato di difficile interpretazione e traduzione. All’interno della propria pratica artistica L’Atlas ha fatto suo questo concetto attraverso lo sviluppo di corposi labirinti astratti che celano lettere all’interno di geometrie e linee.
Con la calligrafia che si unisce all’arte cinetica, il risultato finale gioca con la percezione di chi osserva esplorando la linea ed i confini tra ciò che risulta visibile e ciò che apparentemente non lo è.
Per questa sua nuova mostra L’Atlas espone una nuova serie di tele di medio formato, la maggior parte caratterizzate dal bianco, dal nero e da variazioni della scala di grigi come uniche tonalità. Per lo show l’artista ha anche introdotto due opere realizzate attraverso un colore che in reazione alla luce ultravioletta crea un effetto fluorescente.
In mostra fino al 21 Dicembre.

Wunderkammern Gallery Milano
Via Ausonio, 1a
20123 Milano MI

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by by Mogni Beatrice

L'Atlas

L'Atlas

L'Atlas

L'Atlas

L'Atlas

L'Atlas

Escif sui limiti dell’Arte Pubblica Istituzionale

11/12/2017

Recentemente Escif ha realizzato un nuovo murale a Saint Malo in Francia all’interno di un progetto supportato dall’amministrazione locale. Al suo ritorno in studio l’artista ha ricevuto una mail dove gli organizzatori dell’evento spiegavano come l’amministrazione fosse in disaccordo con quanto dipinto, in particolare con i messaggi presenti all’interno dell’opera prontamente cancellati.
L’artista ha quindi colto l’occasione per scrivere alcune riflessioni su quanto accaduto e più in generale sui limiti dell’arte pubblica istituzionale. Di seguito riportiamo la traduzione.

Qualsiasi intervento pubblico è politico in quanto modifica la vita quotidiana delle persone all’interno delle città. Questa modifica può essere diretta in due direzioni: avvicinare le persone alla loro realtà o allontanarle dalla stessa.

Anche se la pittura rientra inevitabilmente nei parametri dello spettacolo, voglio pensare che ci siano modi per avvicinare la pittura alla realtà. Ad esempio per indicare i limiti tra vita e spettacolo, tra presentazione e rappresentazione, tra contemplazione ed esperienza, tra paesaggio e territorio, tra potere delle istituzioni e potere delle persone.

Credo infatti che questa connessione con la realtà sia proprio ciò che ha permesso ai Graffiti di sedurre il grande pubblico, le istituzioni, i grandi poteri e la storia. Il dipinto e i murales esistevano già prima dell’arrivo dei Graffiti nelle città. Ciò che i Graffiti hanno portato nella pittura murale, e anche alla storia dell’arte, è proprio la spontaneità dell’espressione popolare sui muri, lontano dai filtri istituzionali e dalle strategie di business. Solo comprendendo ciò, possiamo comprendere l’attuale esplosione del muralismo e la sua importanza nella società contemporanea. Non stiamo parlando solo di pittura, ma soprattutto di azione, esperienze, vita, persone e città.

Viviamo in un periodo turbolento in cui i governi corrotti saccheggiano le casse pubbliche senza vergogna, protetti dai media mainstream e da un sistema giudiziario inefficace. Una delle chiavi di questa relazione perversa è il sostegno dei poteri ad una cultura anodina, frivola e silenziosa. È lo spettacolo per lo spettacolo, dove nessuno ha il diritto di annoiarsi. Un tipo di cultura il cui unico obiettivo è quello di allontanarsi da noi stessi.

Qualche giorno fa ho dipinto un muro a Saint Malo nella Bretagna Francese per un progetto supportato dall’amministrazione locale. Come tante altre volte, il mio intervento è stato costruito su una narrativa incrociata che ha messo in relazione diverse storie tratte dal contesto locale. Tra gli altri elementi dipinti ho deciso di incorporare graffiti e frasi che ho trovato nei dintorni. Tutto ciò, già realizzato in precedenti occasioni, mi consente di porre in relazione diversi piani e linguaggi all’interno dello stesso spazio. Da un lato è un modo per amplificare il rumore della strada, dall’altro serve a sottolineare e onorare le origini del muralismo contemporaneo.

Di ritorno nella mia città, ho ricevuto un’email dall’organizzazione dell’evento che spiegava come l’amministrazione locale era in disaccordo con quanto dipinto. Nella sua lettera il governo ha dichiarato che il murale sembrava giusto, ma che hanno trovato inappropriati i messaggi scritti per via della natura politica degli stessi su un edificio di dominio pubblico. Hanno quindi chiesto la loro cancellazione sostenendo che la concessione di tali azioni non include la mescolanza della politica con la cultura.
Nella lettera si fa riferimento ai messaggi ‘Notre Dame des Landes’(*) e ‘La muerte del capitalismo’.

Così, aderendo al contratto di cessione del muro, i messaggi scritti sono stati eliminati, lasciando solo il disegno centrale e uno dei testi che recita ‘Zona di Speranza’. Tutto un atto di terrorismo poetico.

Non mi sorprende ciò che è successo considerato che questo esercizio si è confrontato con due livelli di cultura praticamente opposti: l’arte istituzionale legittimata e la libera espressione popolare. Quello che è successo è solo un’altra prova che ci consente di riaprire il dibattito su quali sono i limiti dell’arte pubblica istituzionalizzata.

(*)

Notre Dame des Landes è un territorio vicino a Saint Malo, dove la Francia sta cercando di costruire un aeroporto dal 1960. Fin da subito il progetto è stato fortemente criticato e ha incontrato numerose mobilitazioni ed opposizioni da parte di agricoltori e ambientalisti, dal momento che il progetto prevede espropriazioni di terreni ed l’espulsione degli abitanti, così come la distruzione delle terre coltivate e dell’ecosistema.

Thanks to The Artist for The Pics

“Among Ashes” A Series of Murals by Milu Correch

10/12/2017

Milu Correch Street Art Among Ashes Series Murals

“Among Ashes” è il titolo dell’ultimo progetto pittorico di Milu Correch. L’artista Argentina nei mesi scorsi ha realizzato una serie di interventi rispettivamente a Vienna per il progetto Calle Libre, ad Airola per In Wall We Trust e Sapri per Incipit, a Fanzara in Spagna per il Miau Fanzara ed infine a Quilmes in Argentina per il progetto Pinta Tu Barrio.
In questa serie l’obiettivo dell’autrice è quello di creare immagini capaci di generare curiosità e mistero. Riproponendo di volta in volta le stesse protagoniste, due ragazze con al volto una maschera bianca, l’artista tratteggia scene differenti di una storia oscura che oscilla tra il detto ed il non detto, tra ciò che è visibile e ciò che non lo è, con chi osserva che diviene parte attiva nell’interpretazione finale dell’opera.
Elemento ricorrente nella serie è la presenza della automobili bruciate o di elementi arrugginiti (come nel caso dell’opera di Airola) che vogliono essere una prova del fuoco e del tempo ora intrappolato nella loro staticità.
Tutti i dettagli degli interventi dopo salto, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

Milu Correch Street Art Among Ashes Series Murals

Milu Correch Street Art Among Ashes Series Murals

Milu Correch Street Art Among Ashes Series Murals

Milu Correch Street Art Among Ashes Series Murals

Dmitri Aske “Through The Mist” at RuArts Gallery (Recap)

09/12/2017

Dmitri Aske ha aperto una nuova e grande mostra personale negli spazi della Galleria RuArt di Mosca. Dal titolo “Through The Mist” lo show è il risultato di nove mesi di lavoro con esposti 24 rilievi in compensato e 4 sculture in compensato di media grandezza.

Il titolo della mostra è un riferimento alla vita moderna, in particolare alla difficoltà delle persone nel trovare la propria strada mentre vagano nella ‘nebbia informatica’. I personaggi di tutte le opere sono caratterizzati da un forte stato di incertezza, con dubbi, ripensamenti ed ansie riguardo al passato, al presente ed al futuro che sta dietro al rumore bianco della nostra era digitale.
L’autore Russo guarda quindi al constante flusso di informazioni che passano attraverso i social network, internet e la televisione, una nebbia che rende complesso e difficile costruire una personale visione del mondo. Per Dmitri Aske una eccessiva informazione ci impedisce di pensare e concentrarci sul nostro cosmo interiore oscurando i nostri obiettivi ed il nostro modo di vivere.

Le opere presentate dall’artista sono realizzate sotto forma di dittici in cui ad ogni quadro figurativo ne segue uno astratto e composto dallo stesso insieme di dettagli in compensato. L’idea di trasformare le immagini di persone e oggetti in composizione astratte, si rifà ai concetti cardine della mostra sottolineando come le persone percepiscono il mondo in modo frammentato.

Thanks to The Artist for The Pics

OX – A New Series of Pieces

08/12/2017

OX Street Art

Nuovo aggiornamento per l’artista Francese OX con una nuova serie di paste-up realizzati a La Chapelle-Saint-Luc, Le Bourget, Villeneuve-St-Georges, Auxon e Vauchassis in Francia.
Caratterizzata dalla consueta interazione con l’ambiente di lavoro e con gli elementi presenti intorno agli spazi pubblicitari, questa nuova serie è impreziosita da un composizione astratta e gestuale che riprende le texture presenti sull’edificio che ospita il cartellone pubblicitario.

Pics by The Artist

OX Street Art

OX Street Art

OX Street Art

OX Street Art

Corn79 x Ufocinque for Fallout Walls 2017 in Trino

07/12/2017

Corn79 Ufocinque Street Art Fallout Walls Trino

Torniamo per le strade di Trino in Piemonte per dare uno sguardo all’intervento congiunto realizzato da Corn79 e Ufocinque per Fallout Walls.
Curato da El Euro il progetto anche quest’anno ha visto alcuni artisti della scena Italiana al lavoro per le strade della cittadina Piemontese famosa per ospitare una delle poche centrali nucleari presenti in Italia. Con quest’ultimo intervento realizzato da Ufocinque e Corn79 Fallout Walls continua lo sviluppo di un percorso ed indagine sull’evoluzione dei graffiti negli ultimi 20 anni.
Al lavoro su una serie di piccole strutture, i due autori intrecciano i rispettivi immaginari: gli elementi e le forme astratte di Corn79 catalizzano scenari eterei dai quali vediamo emergere le architetture in bianco e nero dipinte da Ufocinque. In galleria le fasi del making of ed i dettagli di questo lavoro, dateci un occhiata!

Felipe Pantone – New Mural in New York

07/12/2017

Felipe Pantone

Nelle scorse settimane Felipe Pantone ha realizzato un nuovo intervento su Broom & Elizabeth a New York per il L.I.S.A. Project.
Curato da Wayne P. Rada, il L.I.S.A. Project dal 2012 sviluppa la propria programmazione all’interno del quartiere Little Italy di New York, nella storica Mulberry Street. A distanza di anni il progetto ha avviato una serie di distretti d’arte coinvolgendo altre zone come SoHo, Lower Eastside, East Village, Chinatown e Chelsea. L’idea è quella di incoraggiare, attraverso il lavoro di artisti nazionali ed internazionali, i newyorkesi, gli appassionati d’arte e i turisti a visitare tutta la Lower Manhattan.
In questo contesto nasce quest’ultima fatica di Felipe Pantone. L’opera è una nuova composizione come sempre caratterizzata da forme ed elementi astratti declinati attraverso la peculiare influenza dal mondo digitale.

Pics by The Artist

TWOONE – “GETTOGETHER ” New Mural in Miami

06/12/2017

Twoone Street Art Miami

Nei giorni scorsi l’artista Giapponese TWOONE ha realizzato una nuova e grande pittura su una lunga parete a Miami in Florida. L’intervento è stato realizzato con il supporto di SPOKE nell’ambito dell’iniziativa Spoke Arts Education presso il Pace Center for Girls di Miami.
Dal titolo “GETTOGETHER”, l’opera ha visto Twoone dipingere alcune specie native ed introdotte in Florida. Da sinistra verso destra vediamo un avvoltoio della Turchia, un mimo, una pantera della Florida, un ibis bianco americano, una sterna ed infine un anatra muta.

Thanks to The Artist for The Pics

Twoone Street Art Miami

Twoone Street Art Miami

Twoone Street Art Miami

Twoone Street Art Miami

2501 and Martina Merlini “Traiettorie” at Galería Libertad (Recap)

06/12/2017

2501 Martina Merlini

Curato dalla Galería Balneario “Traiettorie” è il progetto espositivo di 2501 e Martina Merlini presentato negli spazi della Galería Libertad di Querétaro in Messico.
Il titolo dello show è un riferimento alla traiettoria incrociata dei processi creativi dei due artisti Italiani che, ospitati in residenza, hanno prodotto un corpo di lavoro incentrato sul concetto di ‘architettura del tempo’.
Partendo dall’idea che i murales sono per loro natura effimeri, un esperienza quindi piuttosto che un oggetto, il duo riflette sulla varietà di spazi e dislocazioni temporali pensati attraverso nuove forme di rappresentazione e nuovi strumenti analitici e produttivi. L’ambiente di lavoro così come il suo tessuto sociale contaminano ed influenzano profondamente il processo creativo ed il suo risultato.
Le immagini, i simboli e le forme sono il risultato di una sperimentazione, di un approccio concettuale e grafico o semplicemente una ripetizione di un modello passato, parti di un flusso che definisce una pratica artistica in costante equilibrio tra rischio e controllo.
In mostra una trentina di pezzi e due installazioni realizzate Martina Merlini e 2501 durante la loro residenza artistica a Querétaro. Dopo il salto i dettagli dell’allestimento, nei prossimi giorni le immagini degli interventi realizzati in strada, stay tuned!

Galería Libertad
Andador libertad No. 56 Poniente, Col. Centro
76000 Querétaro

Thanks to The Artists for The Pics

Alberonero and Sirio Vanelli “Altro Paesaggio” at Ritmo (Recap)

05/12/2017

Alberonero Sirio Vanelli Altro Paesaggio Ritmo Vulcano Etna Catania

“Altro Paesaggio” è il progetto presentato da Alberonero e Sirio Vanelli all’interno degli spazi di Ritmo a Catania. Il progetto, un viaggio di più giorni attraverso il paesaggio lavico e boschivo del lato sud del vulcano Etna, è figlio della volontà degli artisti di voler rivelare le percezioni invisibili del luogo.
Il processo creativo del vulcano Etna, la sua topografia, il suo paesaggio e gli elementi che lo costituiscono, offrono agli artisti un ideale contesto per la formulazione di un immaginario profondo, capace di sovrapporsi e dissolversi all’interno dell’ambiente in cui è immerso.

Alberonero e Sirio Vanelli esplorano questi luoghi alla ricerca di piccoli accadimenti, registrando immagini momentanee di un paesaggio che si svela gradualmente, attraverso momenti di interazione e omaggio al vulcano stesso.
L’esplorazione ed interazione degli artisti coinvolge piccoli accadimenti dove la stagione, l’altitudine, l’ora del giorno, l’incidenza delle nuvole e del vento, divengono parametri alla base dello studio. Questi determinano sia gli elementi dell’artista, sia i momenti di lavoro e gli scenari proposti poi dal fotografo.
Il progetto ha visto l’utilizzo di dispositivi di distorsione percettiva, trasparenze, mimesi, modulazioni della luce e l’uso materico di tinte e cromie, per lo sviluppo di installazioni effimere e temporanee legate ad elementi primordiali come il ghiaccio, la terra, il fumo.
Le tracce di questa ricerca, realizzata studiando il luogo con approccio scientifico oltre che percettivo, confluiscono nell’allestimento proposto negli spazi di Ritmo. In mostra fino 10 Dicembre.

Ritmo
Via Grotte Bianche, 62
95129 Catania CT

Thanks to Ritmo for The Pics

Ravo – New Mural in Rome

05/12/2017

Ravo Street Art Policlinico Gemelli Roma

Nei giorni scorsi Ravo ha realizzato un nuovo intervento presso la Residenza Gemelli del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.
Con quest’opera Ravo prosegue lo sviluppo del suo progetto ‘Ritorno del Classicismo nel Contemporaneo’ con cui sta rielaborando e contestualizzando le opere di alcuni dei nomi più importanti della pittura Italiana tra il 500 ed il 700. Ciascuno degli interventi, tutti realizzati con l’ausilio della bomboletta, mira ha stimolare un momento di riflessione sulla nostra contemporaneità affrontando temi legati all’esistenza, alla caducità della vita ed a tutte quelle differenti sfaccettature che caratterizzano l’uomo e questo momento storico.
Per questa suo ultimo intervento Ravo ripropone “Le sette opere della Misericordia” di Caravaggio, tutti i dettagli dell’opera dopo il salto.

Thanks to The Artist for The Pics

Ravo Street Art Policlinico Gemelli Roma

Ravo Street Art Policlinico Gemelli Roma

Ravo Street Art Policlinico Gemelli Roma

Ravo Street Art Policlinico Gemelli Roma

Ravo Street Art Policlinico Gemelli Roma

Ravo Street Art Policlinico Gemelli Roma

CT for Fallout Walls 2017 in Trino

05/12/2017

CT Street Art Trino Fallout Walls

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con Fallout Walls, il progetto curato da El Euro torna con una nuova serie di interventi all’interno del Comune di Trino in Piemonte.
Trino è un centro abitato di origini romane alle porte del Monferrato, sulle rive del Po. La città è soprattutto nota per ospitare una delle poche centrali nucleari italiane. Fallout Walls prende spunto da questa particolare ambientazione per sviluppare un percorso ed un indagine sull’evoluzione dei graffiti negli ultimi 20 anni.
Tra gli artisti ospiti di questa nuova edizione ritroviamo con piacere CT. Proseguendo lo sviluppo della personale ricerca l’artista ha lavorato sulla superfice di una piccola struttura realizzando una nuova ed iconica composizione minimale.

Pics by Manuel Scalas

Agostino Iacurci – “Trompe-l’œil” at Celaya Brothers Gallery (Recap)

04/12/2017

Agostino Iacurci

La Celaya Brothers Gallery di Città del Messico ospita in questi giorni “Trompe-l’œil”, nuova mostra di Agostino Iacurci.
Lo show è il risultato della residenza dell’artista presso la galleria Messicana ed è caratterizzato da una nuova serie di sculture, dipinti e disegni in cui l’interprete indaga sui confini tra arte e decorazione.
Il corpo di lavoro e la tavolozza di colori sono ispirati e riprendono gli elementi, le decorazioni e le tonalità delle case ed elementi in cui l’artista Italiano si è imbattuto durante le sue passeggiate nel quartiere Roma di Città del Messico.
Durante la sua esplorazione Agostino Iacurci si è concentrato su ciò che è comunemente percepito come marginale. Cornici per porte e finestre, fregi e balconate, diventano gli oggetti di quadri simmetrici e colorati in cui le cornici pittoriche coincidono con i bordi della tela e dove la parte centrale è priva di ogni elemento pittorico incorniciato. Al tempo stesso vediamo come agavi, cactus e felci diventino sculture vegetali interamente realizzate in legno, per ironizzare sull’idea di fare piante con ciò che una volta era una pianta, ed impreziosite da tronchi allungati anche essi ispirati ad elementi ornamentali.
L’intera mostra risulta quindi caratterizzata da un approccio maggiormente concettuale, un trompe-l’oeil in senso figurato in grado di restituire l’essenza di qualcosa o, nello specifico, l’identità di un luogo attraverso le sue forme ed i suoi elementi architettonici e floreali.

Celaya Brothers Gallery
Mérida 241, Col. Roma Norte
Mexico City

Thanks to The Gallery for The Pics

SatONE – “Breaking Monotony” New Mural in Giessen

04/12/2017

SatOne Street Art Giessen Rivertales Festival

Nei giorni scorsi SatOne è stato invitato a prendere parti ai lavori per il Rivertales Festival di Giessen in Germania. Il grande artista ha realizzato un nuovo murale sul livello più alto di un parcheggio nei pressi del centro città.
Influenzato dall’ambiente di lavoro l’artista in questa nuova composizione, intitolata “Breaking Monotony”, si è ispirato alle parti anteriori e posteriori dei veicoli parcheggiati ed alle loro forme che si ripetono e che si notano di fronte al muro tra le fila di automobili. Nello sviluppo l’artista ha poi rielaborato le forme delle auto e soprattutto i colori ricorrenti delle stesse ovvero il nero, il grigio e l’argento. SatOne ha poi inserito elementi distorti e pattern caotici per disturbare visivamente questa monotonia, mantenendo infine la forma rettangolare del parcheggio come frame della composizione.

Pics via Montana Cans

SatOne Street Art Giessen Rivertales Festival

SatOne Street Art Giessen Rivertales Festival

SatOne Street Art Giessen Rivertales Festival

SatOne Street Art Giessen Rivertales Festival

SatOne Street Art Giessen Rivertales Festival

SatOne Street Art Giessen Rivertales Festival

Peeta – New Mural in Agropoli

04/12/2017

Invitato da a.DNA Collective per il progetto Urban Area, Peeta ha realizzato un nuovo murale sulla facciata d’ingresso del Liceo Scientifico Statale “A. Gatto” di Agropoli, in Provincia di Salerno.
L’intervento riformula la composizione architettonica dell’edificio stimolando una nuova e differente percezione del contesto paesaggistico ed urbano che studenti, docenti e cittadini di Agropoli sono soliti attraversare. L’idea è ancora una volta quella di proporre una rilettura dell’architettura preesistente, scomposta e ricomposta attraverso uno studio meticoloso dell’edificio e dell’ambiente in cui lo stesso è inserito. Più livelli interpretativi quindi che fanno eco alla peculiarità di Agropoli, una cittadina sospesa tra terra e mare, storia e modernità.
L’intervento ha visto coinvolti gli studenti, prima con una graduale introduzione al progetto attraverso un incontro con Mirko Pierri – curatore d’arte dell’associazione a.DNA – successivamente osservando l’artista all’opera durante in numerosi passaggi necessari per completare l’opera.
Il risultato finale è un pittura anamorfica che si estende su quattro e differenti facciate dell’edificio. L’opera risulta visibile da uno specifico punto di osservazione: la soglia interna del cancello di ingresso pedonale dal quale si accede al piazzale principale dell’Istituto.

Thanks to a.DNA collective for The Pics

Phlegm – New Piece in Werchter, Belgium

03/12/2017

Phlegm Street Art Werchter North West Walls

Con quest’ultima opera di Phlegm continuiamo a seguire gli sviluppi dell’interessante North West Walls di Werchter in Belgio.
Curato da Arne Quinze, il progetto da anni offre l’opportunità agli artisti invitati di lavorare su una serie di container e strutture, accatastate in maniera irregolare, con l’idea di stimolare una forte interazione con lo spazio e l’ambiente circostanti.
Intitolata “We fight each other while it devours us” quest’ultima pittura è figlia di un particolare stato emotivo di Phlegm. L’artista raffigura una gigantesca creatura, che vediamo muoversi sull’intera superfice di lavoro, intenta a divorare alcune persone mentre queste sono occupate a combattersi a vicenda.
Dai differenti e soggettivi significati l’opera è frutto di una particolare riflessione dell’artista che identifica nel gigantesco mostro i media mainstream.

Pics by The Artist

Phlegm Street Art Werchter North West Walls

Phlegm Street Art Werchter North West Walls

HuskMitNavn – “Work It” and “Framework” at V1 Gallery (Recap)

02/12/2017

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

L’ultimo progetto espositivo del HuskMitNavn è un doppio show aperto all’interno degli spazi della V1 Gallery di Copenaghen. L’artista Danese presenta un duplice corpo di lavoro in cui il suo personale immaginario traduce due differenti e grandi tematiche.
Ancora una volta attraverso un approccio umoristico ed irriverente l’autore affronta la realtà e la quotidianità in modo complesso ed articolato. Attraverso 16 dipinti e 18 disegni inediti ed una installazione, “Work It” segna la volontà di HuskMitNavn di rappresentare il concetto di lavoro attraverso i differenti significati ed interpretazioni. D’altro canto “Framework” risulta invece caratterizzata da una serie di opere multi strato e disegni in cui l’idea di cornice è il tema ricorrente. In mostra fino al 2 Dicembre.

V1 Gallery
Flæsketorvet 69-71
DK 1711 Copenhagen

Pics by Jan Søndergaard via The Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

HuskMitNavn Street Art V1 Gallery

Johannes Mundinger x Elias Errerd – “Zur Freiheit” New Mural in Offenburg

01/12/2017

Johannes Mundinger Elias Errerd Street Art Mural Offenburg

Al lavoro per l’apertura di “Flurstück”, prossima mostra personale ospitata negli spazi del centro Kunstverein, Johannes Mundinger ha dipinto insieme a Elias Errerd la superfice esterna di questo grande palazzo a Offenburg.
Dal titolo “Zur Freiheit” il murale, situato nei pressi dello spazio espositivo, è stato realizzato sul palazzo dove vivevano gli antenati dell’artista quando entrambi erano stati imprigionati per contrabbando in Germania di un giornale socialista proibito. Offenburg è infatti la città natale di Johannes Mundinger dove, a distanza di parecchio tempo, l’autore torna per questo nuovo progetto espositivo.

La parola tedesca “Flurstück” è un riferimento diretto sia al corpo di lavoro che Johannes Mundinger si appresta a presentare, sia alle particolarità dello spazio espositivo. Il Kunstverein è infatti composto da otto grandi stanze, disposte su una linea, collegate e divise da un lungo corridoio.
L’idea dello show è quella di stimolare il visitatore a percorrere e visitare ciascuna delle stanze, ognuna delle quali è dedicata ad una parte od una serie specifica di lavori firmati dall’artista.
Dopo il salto i dettagli dell’intervento ed alcune immagini in anteprima dello show. Se vi trovate in zona l’apertura è per il 1 Dicembre e lo show sarà visitabile fino al 28 Gennaio, diversamente nei prossimi giorni ad attendervi il consueto recap.

Kunstverein Offenburg-Mittelbaden e.V.
Kulturforum an der Weingartenstraße
Amand-Goegg-Straße 2, 77654 Offenburg

Thanks to The Artist for The Pics

Johannes Mundinger Elias Errerd Street Art Mural Offenburg

Johannes Mundinger Elias Errerd Street Art Mural Offenburg

Johannes Mundinger Elias Errerd Street Art Mural Offenburg

Johannes Mundinger Elias Errerd Street Art Mural Offenburg

Johannes Mundinger Elias Errerd Street Art Mural Offenburg

Johannes Mundinger Elias Errerd Street Art Mural Offenburg

Roberto Ciredz – “Residui” at Galleria Varsi (Recap)

01/12/2017

Roberto Ciredz Residui Galleria Varsi Roma

Lo scorso 24 Novembre Roberto Ciredz ha aperto “Residui”, mostra personale ospitata negli spazi della Galleria Varsi di Roma. Lo show rappresenta l’opportunità per una immersione all’interno della ricerca e dell’immaginario dell’artista attraverso una serie di opere materiche, fulcro dello show, disegni ed infine serigrafie.
Influenzato dalla natura forte e dominante della Sardegna l’artista ha fatto del paesaggio il cardine della sua ricerca. Da qui l’autore instaura una relazione attiva con la sua terra di origine, con i suoi spazi incolti, i paesaggi desolati con sprazzi di tracce umane: luoghi e non luoghi più che mai adatti a sviluppare e stimolare il personale immaginario.
La relazione spaziale tra natura e antropico, tra verde e cemento, è il fulcro della produzione scultorea dell’artista. Negli ultimi anni Ciredz si è infatti concentrato nella produzione di sculture in terra e cemento arricchite in alcuni casi dall’utilizzo di erba artificiale. Dal titolo ‘Residui’, la serie è caratterizzata da spaccati di materia che raccontano l’uomo attraverso la relazione spaziale tra natura e antropico, rielaborata graficamente dall’autore attraverso forme geometriche.

Curata da Chiara Pietropaoli la mostra presentata da Varsi vuole sottolineare la presenza del ‘Terzo Paesaggio’, termine coniato nel 2003 da Gilles Clément, paesaggista, scrittore, entomologo ed ingegnere agronomo Francese.
Gilles è l’autore del Manifesto del Terzo Paesaggio, riferimento centrale nella formazione di Roberto Ciredz, in cui classifica come Terzo Paesaggio tutti quegli ‘spazi indecisi’, privi di pianificazione ed attività dell’uomo, accomunati dall’essere un ‘rifugio per la diversità’ biologica. I residui di Gilles sono luoghi abbandonati, esito di uno sfruttamento che avviene altrove, che diventano stimolo per un differente modo di pensare il paesaggio attraverso una inclusione di tutte le sue complessità.
Esattamente come Clément anche Ciredz è attratto dai residui che raccontano la Storia. Attraverso la personale sensibilità l’artista ne ricerca l’origine, cogliendola in questi frammenti incerti che sanno di ‘spazio del futuro’.
In mostra fino al 5 Gennaio.

Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta 38
00186 Roma

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by The Blind Eye Factory