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Archive for novembre, 2017

Eltono – New Mural in São Vicente, Cape Verde

30/11/2017

Eltono street art São Vicente, Cape Verde

L’ultimo murale di Eltono prende vita sugli spazi esterni di una abitazione a São Vicente nell’arcipelago di Capo Verde.
Eltono modifica in modo assoluto la percezione della superfice di lavoro dialogando con le peculiarità architettoniche della struttura attraverso la consueta decostruzione e costruzione di volumi e forme geometriche. Con uno sguardo all’ambiente di lavoro, il grande artista sceglie un palette cromatica pastello che richiama gli elementi circostanti alla struttura.
Tutti i dettagli dopo il salto.

Pics by The Artist

Eltono street art São Vicente, Cape Verde

Eltono street art São Vicente, Cape Verde

Eltono street art São Vicente, Cape Verde

SBAGLIATO – “Finestre Rotte” New Project for TEDxBari 2017

30/11/2017

Un muro pulito significa una città più sicura? Sì, se prendiamo per buona la Teoria delle finestre rotte. Secondo James Q. Wilson e George Kelling, i due criminologi americani che la formularono nel 1982, gli individui sarebbero più propensi a commettere crimini in aree urbane poco curate. Segni di disordine e incuria come una finestra rotta, un muro sporcato da scritte o anche la presenza di mendicanti porterebbero, quindi, a un incremento delle attività criminali.
Nel 1993 la teoria ha ispirato una delle più celebri campagne repressive contro i senza fissa dimora, i lavavetri abusivi e i graffiti writers, portata avanti dall’allora sindaco di New York Rudolph Giuliani, e conosciuta come Zero Tolerance.
L’esito più pericoloso della teoria delle finestre rotte è proprio quello di equiparare un’infrazione minore ad un crimine, e di punire senza possibilità d’appello persone appartenenti alle classi sociali più basse, facendo leva sulle paure del cittadino per bene e sulla percezione di sicurezza di quest’ultimo.

A distanza di più di trent’anni, quella stessa ideologia del decoro continua ad esercitare il suo fascino su politici e amministratori italiani, fornendo loro una scorciatoia per costruire consenso sulla paura sempre più diffusa per il diverso. Ne è una prova il recente decreto Minniti e le sue misure repressive in favore dell’ordine pubblico, su tutte quella conosciuta come “daspo urbano”.

Dalla teoria di Wilson e Kelling questo nostro progetto prende il nome: Finestre rotte. Esso mira, attraverso la sedimentazione di più linguaggi artistici – fotografia, trompe l’oeil architettonico e graffiti – a ragionare simbolicamente sul diritto allo spazio pubblico: una finestra rotta è la causa o l’effetto di una situazione di disagio sociale e urbano? Una tag su un muro è davvero così inaccettabile rispetto alle tante insegne, ai cartelloni pubblicitari, ai manifesti elettorali che soffocano lo spazio pubblico?
Facendoci queste domande, abbiamo incollato alcuni poster fotografici a grandezza naturale, raffiguranti finestre dai vetri infranti e dalle tapparelle arrugginite sui muri di quartieri periferici come San Girolamo e San Giorgio. Ne abbiamo affissi altri, raffiguranti saracinesche, nel salotto buono cittadino, in centro e nella città vecchia. Alcune di queste finte saracinesche sono poi state taggate con pennarelli e bombolette spray.

La nostra idea è di giocare con la percezione del disordine urbano attraverso l’introduzione di elementi architettonici disfunzionali nello spazio che percorriamo quotidianamente. Finestre rotte o saracinesche ricoperte di tag appaiono all’improvviso dove prima era una superficie vuota: illusionistici e effimeri, questi elementi sono lì per simulare il degrado, per rendere lo spazio pubblico più brutto, più sciatto, più indecoroso.

Cosa accade, però, quando ci accorgiamo che quella finestra rotta o quella saracinesca sporca sono una simulazione? E quando scopriamo che quella simulazione è parte di un progetto artistico, che addirittura essa gode della cornice rassicurante e istituzionale di un’organizzazione come TEDx? Tutt’a un tratto quel disordine e quella sporcizia diventano più accettabili. Quella bruttura è improvvisamente più rassicurante, più ordinata, più bella. Lo stesso accade nel film The Square di Ruben Östlund palma d’oro a Cannes, dove l’accoglienza del diverso trova spazio unicamente dentro il quadrato magico del museo, ma al tempo stesso è ridotta a motivo di spettacolo e di moralità ostentata tra gli insiders del mondo dell’arte.

Quanto più l’arte autorizzata, istituzionale, lecita si interessa alla marginalità, tanto più essa rivela il suo potere gentrificante: quello di trasvalutare secondo le necessità del buon senso comune ciò che altrimenti, fuori dalla sua cornice, risulta inaccettabile, sconveniente o addirittura ripugnante. Finestre rotte prova a rendere manifesta l’ineluttabilità di questo paradosso, e della parentela che lo lega all’ideologia del decoro e ai suoi dispositivi repressivi.

“Finestre Rotte” è un progetto di SBAGLIATO curato da Vittorio Parisi in occasione di TEDxBari 2017 sul tema del disordine. Il progetto è stato realizzato con la partecipazione di Pigment Workroom.

Pics by Mario Nardulli

Watch: CANEMORTO X STUDIOCROMIE – Golden Age

29/11/2017

Fuori ora Golden Age, ultimo cortometraggio realizzato dai Canemorto in collaborazione con lo Studio Cromie di Grottaglie.
Il progetto è diretto da Marco Proserpio, co-prodotto da Studio Cromie con le musiche di Matteo Pansana e la color correction di Domenico Nicoletti.
Con l’uscita del video, fuori anche il Golden Age EP: un disco in vinile (12” – 30×30 cm) con 4 tracce inedite sul lato A e una stampa serigrafica sul lato B. Oltre all’edizione standard di 100 copie, è disponibile anche un’edizione limitata di 10 copie con le cover interamente dipinte a mano.
Mettetevi comodi e schiacciate play.

Canemorto StudioCromie Golden Age

Canemorto StudioCromie Golden Age

Alleg for Draw the Line Festival 2017

29/11/2017

Alleg Street Art Campobasso Draw The Line Festival

Dopo 6 anni Malatesta Associati per il loro Draw The Line Festival tornano a proporre un intervento negli spazi del Terminal Bus di Campobasso.
Lo spazio è un ecomostro che vede ogni giorno il passaggio di centinaia di studenti e lavoratori. A distanza di anni la situazione non sembra essere cambiata: servizi inesistenti per pendolari, studenti ed autisti, biglietterie nei container, nessuna indicazione che orienti viaggiatori, una mega struttura chiusa ed in forte stato di abbandono, problemi legati al transito pedonale nella rotonda della tangenziale (un passaggio questo che ogni giorno fa rischiare la vita alle persone che devono raggiungere il terminale). Persiste la sporcizia e la poca cura del luogo, con raccoglitori dell’immondizia assenti eccetto di fronte all’unico bar che fa anche da biglietteria e centro informazioni.

Da 20 anni il terminal bus è al centro delle campagne elettorali di tutti i partiti senza che nella realtà delle cose venga fatto o cambiato qualcosa. L’opera di Alleg, un intervento enorme su una parete di 45 metri di lunghezza per 9 di altezza, vuole rappresentare quello che siamo e produciamo, quello che non siamo capaci di gestire.
Qui, dove la dignità di chi vive ogni giorno questo luogo viene calpesta, l’artista italiano raffigura uomini busta e uomini bidone che scivolano e cadono sui loro stessi rifiuti. Un immagine forte che vuole portare l’attenzione sul tema della raccolta differenziata, che vuole sottolineare la volontà dei cittadini di non voler più continuare a scivolare sulla loro stessa immondizia, proprio come le figure dipinte da Alleg.

Thanks to The Artist for The Pics

Alleg Street Art Campobasso Draw The Line Festival

Alleg Street Art Campobasso Draw The Line Festival

Alleg Street Art Campobasso Draw The Line Festival

Alleg Street Art Campobasso Draw The Line Festival

Sten & Lex – “Paesaggio” New Mural in Monterrey, Mexico

29/11/2017

Nelle scorse settimane Sten & Lex hanno realizzato un nuovo intervento sulla superfice esterna dell’Auditorio Luis Elizondo di Monterrey in Messico. “Paesaggio”, questo il titolo dell’opera, è parte del progetti legati al Districto Tec’s Public Art Program che dopo Nuria Mora (Covered) e Agostino Iacurci (Covered) vede coinvolto quindi il duo romano.
Curato dal ARTO Studio il Public Art Program è un iniziativa del DistricoTec – progetto del Tecnológico de Monterrey University la più grande università del Messico – che mira a creare connessione e legami all’interno della comunità attraverso esperienze artistiche nello spazio pubblico. Gli interventi, cinque in tutto fin qui, hanno avuto un impatto sulla vita di circa 20.000 persone che vivono nell’area del distretto attraverso una partecipazione attiva.

Thanks to The Artists for The Pics

Sten & Lex Street Art Auditorio Luis Elizondo Monterrey Districto Tec

Sten & Lex Street Art Auditorio Luis Elizondo Monterrey Districto Tec

Sten & Lex Street Art Auditorio Luis Elizondo Monterrey Districto Tec

Sten & Lex Street Art Auditorio Luis Elizondo Monterrey Districto Tec

Hell’O – “Dystopia” at First Amendment Gallery (Recap)

28/11/2017

Hell'O Collective Street Art Dystopia Show First Amendment Gallery

Aperta il 2 di Novembre negli spazi della First Amendment Gallery “Dystopia” raccoglie ed esercita tutto il fascino delle produzioni degli Hell’O. Al loro esordio negli Stati Uniti, Jerôme Meynen e Antoine Detaille hanno proposto un corpo di lavoro variegato e caratterizzato da una nuova serie di pitture, disegni ed installazioni.
Il complesso immaginario degli Hell’O è caratterizzato da un approccio creativo libero dove i protagonisti assoluti sono i particolari personaggi. Ispirati dall’iconografia antica, dalle fiabe, dalle allegorie medievali, mitologie antiche e contemporanee ma anche vanità, esoterismo e surrealismo, queste particolari figure stimolano una riflessione sulla natura e condizione umana. La morte, la speranza, il fallimento, l’ottimismo, la frivolezza, l’animalismo, la crudeltà, la costrizione e il desiderio di controllare, sono temi ricorrenti che vengono affrontati dagli Hell’O attraverso un approccio giocoso, umoristico e spesso satirico.
Dopo il salto gli scatti dell’allestimento, qui invece le immagini dei due murali realizzati dagli artisti a San Francisco in occasione dell’apertura dello show.

First Amendment Gallery
1000 Howard St.
San Francisco, CA 94103

Pics by The Gallery

Ericailcane and Bastardilla for TOTART Festival in Novi di Modena

28/11/2017

Ericailcane Bastardilla Street Art Novi di Modena

Promosso dall’omonima associazione il TOTART Festival ha visto al lavoro per le strade di Novi di Modena alcuni dei nomi di spicco della scena Italiana. Novi di Modena è una delle città più colpite dal terremoto dell’Emilia Romagna. Proprio qui e nonostante le difficoltà del caso, l’associazione ha voluto promuovere un processo di riqualificazione e rigenerazione urbana con l’obbiettivo di fare della città un laboratorio a cielo aperto basato sulla cittadinanza attiva, coesione e la sostenibilità economica.
Esattamente come accaduto per le precedenti opere anche gli interventi di Ericailcane e Bastardilla mirano a creare quel fermento e quella partecipazione collettiva in grado di contrastare le terribili conseguenze del sisma.
Dopo il salto alcuni scatti dei due interventi, nella nostra sezione tutti i lavori realizzati per la rassegna, dateci un occhiata!

Thanks to TOTART for The Pics

Ericailcane Bastardilla Street Art Novi di Modena

Ericailcane Bastardilla Street Art Novi di Modena

Ericailcane Bastardilla Street Art Novi di Modena

Guerrilla Spam – New Mural in Macomer

28/11/2017

Guerrilla Spam Street Art Macomer Festival della Resilienza

Una delle fonti sull’origine del popolo sardo racconta di un’antica migrazione proveniente dalla Libia – nell’antichità tutti quei territori africani dall’Egitto al Marocco che si affacciavano sul Mediterraneo – capitanata da una figura chiamata ‘Sardus Pater’. Arrivata con una nave sull’Isola, questa popolazione si è poi integrata con gli autoctoni cambiando il nome del paese da ‘Argyròphleps Nesos’ a ‘Sardò – Sardinia’.
Intitolata “Sardus Pater”, il murale realizzato dai Guerrilla Spam a Macomer per il Festival della Resilienza celebra l’unione tra l’antico viaggiatore Libico e la Sardegna. L’intervento vuole altresì ricordare come tutti noi siamo stati un popolo di migranti e che da sempre l’essere umano ha viaggiato in cerca di un posto sicuro in cui vivere.
L’intera composizione è costruita partendo dalla figura del cerchio. Un simbolo di unione e forma ricorrente all’interno della cultura Sarda (nel ballo, il pane carasau, la Pintadera ad esempio). La base del disegno, il mare nero, i cerchi che formano l’isola e la barca, anche le teste e la pintadera centrale, sono tutti stati dipinti utilizzando come dima di base un pane Sardo.

Thanks to The Artist for The Pics

Guerrilla Spam Street Art Macomer Festival della Resilienza

Guerrilla Spam Street Art Macomer Festival della Resilienza

Guerrilla Spam Street Art Macomer Festival della Resilienza

Guerrilla Spam Street Art Macomer Festival della Resilienza

Guerrilla Spam Street Art Macomer Festival della Resilienza

Guerrilla Spam Street Art Macomer Festival della Resilienza

Guerrilla Spam Street Art Macomer Festival della Resilienza

Clemens Behr for Sassoon Dock Art Project in Mumbai

27/11/2017

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Nelle scorse settimane Clemens Behr si trovava a Mumbai in India per il Sassoon Dock Art Project. Il progetto, parte della seconda edizione del St + art Mumbai Urban Art Festival, è promosso dalla St + art India Foundation che invitato 25 artisti a trasformare il Sassoon Dock, una delle più antiche banchine di Mumbai, attraverso dipinti murali, esperienze audiovisive ed installazioni in aggiunta a proiezioni e conferenze. All’interno del progetto Clemens Behr ha proposto due differenti interventi.
Realizzate con materiali di scarto trovati nelle zone vicine, entrambe le opere risultano caratterizzate da una combinazioni di pittura ed installazione. Il secondo lavoro, quello più colorato, è una rappresentazione di un paesaggio urbano con elementi e spunti legati alla città.

Pics via Mini Galerie

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Clemens Behr Street Art Sassoon Dock Art Project Mumbai India

Daniel Muñoz SAN – New Mural in Avilés, Spain

27/11/2017

Daniel Muñoz SAN Street Art Avilés

Per un progetto coordinato dall’Asalto Festival, Daniel Muñoz SAN ha trascorso un mese in residenza ad Avilés in Spagna. Durante questo lungo periodo il grande artista si è quindi immerso all’interno del tessuto urbano e sociale della cittadina e prendendo spunto dalle scene di vita quotidiana ha dipinto questa grande parete.
Ogni elemento presente nella composizione proviene da affermazioni, ricordi e leggende raccontate da chi vive qui. I testi e le immagini dipinte da Daniel Muñoz SAN, come alcuni edifici che simboleggiano lo sviluppo industriale, fotografie di vita quotidiana raccolte dalle persone ed alcune ceramiche realizzate da bambini di 4 anni, definiscono le speranze e le richieste per il futuro da parte di chi vive in queste zone.

Pics by René Fotógrafo via The Artist

Daniel Muñoz SAN Street Art Avilés

Daniel Muñoz SAN Street Art Avilés

Daniel Muñoz SAN Street Art Avilés

Daniel Muñoz SAN Street Art Avilés

AEC – “Tree of Knowledge” New Mural in Istanbul, Turkey

26/11/2017

AEC Interesni Kazki Street Art Istanbul

Per un progetto curato da BrandedArts, nei giorni scorsi AEC degli Interesni Kazki ha dipinto questa grande parete ad Istanbul in Turchia.
Ricca di dettagli e spunti differenti, “Tree of Knowledge” questo il titolo dell’opera, porta con sé differenti e personali interpretazioni e letture raccolte all’interno dell’iconico immaginario dell’artista Ucraino. Sviluppando l’immagine sull’intera superfice di lavoro AEC rappresenta una terra arida, dove vediamo una figura surreale diretta con una torcia verso un albero spoglio ai cui piedi sono presenti una serie di libri.
Tutti i dettagli dell’intervento negli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata.

Pics by The Artist

AEC Interesni Kazki Street Art Istanbul

AEC Interesni Kazki Street Art Istanbul

AEC Interesni Kazki Street Art Istanbul

AEC Interesni Kazki Street Art Istanbul

AEC Interesni Kazki Street Art Istanbul

Escif – “Opór” New Mural in Warsaw, Poland

25/11/2017

Escif Street Art Warsaw Praga Połnoc

Il distretto di Praga Połnoc a Varsavia fu uno dei centri della resistenza polacca durante la Seconda Guerra Mondiale. Su alcuni degli edifici presenti in questo quartiere sono ancora visibili i segni di proiettili e bombe. Queste grandi strutture hanno resistito all’occupazione Nazista, all’occupazione Sovietica ed ora devono confrontarsi con un nuovo tipo ‘occupazione’.
Escif spiega come questa zona è infatti l’ennesima vittima di un ben collaudato progetto di rigenerazione urbana, che prevede la demolizione di parte degli edifici, facendo entrare l’area in un processo di massiccia gentrificazione.
Dal titolo “Opór”, traducibile con resistenza, quest’ultimo grande murale ha visto Escif dipingere un gigantesco radiatore su una delle grandi pareti del quartiere. L’opera, dipinta per lo Street Art Doping Festival vuole essere un incoraggiamento per la lotta contro la globalizzazione, come un grande radiatore che protegge dai venti freddi ed esterni.

Pics by The Artist
First pic by Maciej Kruger via The Festival

Escif Street Art Warsaw Praga Połnoc

Escif Street Art Warsaw Praga Połnoc

Escif Street Art Warsaw Praga Połnoc

Bosoletti – “Iside” New Mural in Naples

24/11/2017

Bosoletti Street Art Quartieri Spagnoli Napoli

La scelta di proporre pitture in negativo sta sempre più caratterizzando le produzioni di Bosoletti. Questa particolare scelta permette un dialogo differente con chi osserva l’opera, lo spettatore entra a far parte del processo di costruzione dell’immagine finale, con quest’ultima che può essere vista unicamente attraverso un filtro negativo.
Nelle scorse settimane l’autore ha avuto modo di realizzare una nuova e grande pittura su Via Emanuele De Deo, all’interno dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Intitolata “Iside”, l’opera è ispirata alla ‘Pudicizia Velata’ di Antonio Corradini – splendida statua del 1752 custodita nella Cappella Sansevero di Napoli e commissionata dal Principe Raimondo De Sangro per la tomba della madre – come omaggio al quartiere partenopeo.
L’opera è ricca differenti spunti e tematiche. Coglie ad esempio l’antichissimo culto di Iside, Dea della maternità, della fertilità, raffigurata con un velo ed archetipo delle nostra Madonne. Ma soprattutto vuole essere un omaggio alla femminile forza creatrice, alla natura e bellezza nascosta delle cose.

Pics by Alessia di Risio

Bosoletti Street Art Quartieri Spagnoli Napoli

Bosoletti Street Art Quartieri Spagnoli Napoli

Bosoletti Street Art Quartieri Spagnoli Napoli

Vesod for Draw the Line Festival 2017

24/11/2017

Vesod Street Art Draw The Line Festival Campobasso

Prosegue il lavoro degli Associati Malatesta a Campobasso per il loro Draw the Line Festival. Nata come risposta all’eccessiva cementificazione della città, il festival da anni stimola una trasformazione attiva degli spazi cittadini ponendo al tempo stesso in evidenza tutti quegli aspetti positivi che contraddistinguono il territorio. Qui nel corso del tempo hanno lavorato alcuni dei nomi più importanti della scena nostrana ed internazionale, tra questi ritroviamo con piacere Vesod.
L’artista Italiano si confronta con questa grande superfice verticale proponendo una nuova pittura dal titolo “Lights on the Horizon”. L’opera è caratterizzata dal consueto impasto figurativo ed astratto che caratterizza le produzioni di Vesod. Fortemente influenzato dal lavoro del padre e da una predilezione per il futurismo, l’autore continua a intersecare piani percettivi differenti dove il tempo pare fermarsi e gli elementi e le figure vengono rappresentati attraverso frame differenti, decostruiti, sfasati ed infine sovrapposti.

Pics via The Festival

Vesod Street Art Draw The Line Festival Campobasso

Vesod Street Art Draw The Line Festival Campobasso

Vesod Street Art Draw The Line Festival Campobasso

WOC – A New Series of Murals

23/11/2017

WOC Street Art

In quest’ultima serie di lavori WOC prosegue sulla linea tracciata dalle precedenti produzioni, consolidando il personale immaginario legato ad immagini di cronaca nera e sportiva facilmente riconoscibili da chiunque. Se la tecnica di lavoro rimane invariata, con un approccio spontaneo, crudo ed intuitivo, a variare sono i protagonisti degli interventi realizzati.
Ciascuna delle scene raffigurate appartiene per l’autore ad una sorta di limbo: non troppo vecchie da essere storia e nemmeno così recenti da essere considerate parte del presente. Al tempo stesso i soggetti risultano vivi nella mente ed istintivamente riconoscibili da chiunque le abbia vissute e filtrate attraverso giornali, riviste e la televisione.

Alla base infatti di questo percorso c’è la volontà di WOC di mettere in luce il modo in cui sono cambiate sia la diffusione che la fruizione di immagini appartenenti alla cronaca. Una volta univoche e dal forte valore iconografico, rese pubbliche attraverso pochi mezzi di comunicazione, queste venivano riproposte nella stessa forma per lunghi periodo di tempo fino al raggiungimento del completo disinteresse da parte del pubblico.
Oggi la situazione è nettamente cambiata. Foto di questo tipo possono essere scattate da chiunque, girate sui social attraverso una massiva condivisione capace di dare vita ad un processo comunicativo libero. Il risultato è che eventi di portata internazionale, come potevano essere l’attentato al Papa, il delitto di Cogne o l’infortunio di Ronaldo, verrebbero raccontati oggi attraverso differenti e molteplici sfaccettature.
Viviamo in una società dove siamo vittime e partecipi di un costante ed effimero bombardamento iconografico dove il valore temporale di queste immagini, con migliaia di foto che circolano sul web e vengono viste, fruite e dimenticate e sostituite in brevissimo tempo, sarebbe di conseguenza nettamente inferiore.
Nell’idea di WOC la riproposizione di scene di questo tipo conferisce sia alla vicenda, sia alla sua immagine, una nuova forma. Da una parte ne sottolinea l’originaria dignità, dall’altra esercita un forte valore storico e figurativo che nella maggior parte dei casi non gli è mai stato attribuito.

Thanks to The Artist for The Pics

WOC Street Art

WOC Street Art

WOC Street Art

Ozmo – New Mural for Wall in Art Project

23/11/2017

Per il progetto Wall in Art Ozmo ha dipinto un imponente muro nel cuore del comune di Vione. Dal titolo “Pietra forata, Dos delle Barbine, Accademia del Cattabriga”, l’opera è ispirata alla storia e alle leggende di Vione.
Lasciandosi influenzare ed ispirare dall’ambiente di lavoro, il grande artista Italiano raccoglie l’eredità dei riti agresti, praticati dalla comunità presso il Dos delle Barbine e sul territorio, ovvero quei culti naturalistici legati alla memorie collettiva di queste zone che, sopravvissuti al Cristianesimo, sono finiti per essere integrati ed esorcizzati come superstizioni o espressioni di stregoneria.
L’intervento è strutturato attraverso tre gruppi di figure e da grandi pennellate verdi che richiamano la vegetazione montana. Il primo gruppo è intento a praticare un rito presso una pietra forata per invocare la pioggia, il secondo è riferimento alla danza circolare delle vestali del Dio Bergimo, il dio celtico delle alture. Il terzo gruppo è ispirato a “Et in Arcadia Ego” di Nicolas Poussin. Qui Ozmo si riferisce alla prestigiosa Accademia di Vione nella quale dal 1572 e per circa 200 anni, insegnò gratuitamente ai figli dei pastori persino la grammatica latina.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Davide Bassanesi

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

23/11/2017

Da quattro anni a Catanzaro soffia un vento nuovo, un’aria fresca che sa rinnovo, di speranza e soprattutto di cambiamento. Si infila nei pertugi, nei vicoli e nelle viuzze, nelle salite e nelle discese, attraversando in lungo e in largo una città appesantita da problematiche, difficoltà evidenti e un torpore di difficile rimedio. È una brezza che ha saputo dare forma ad un idea, mutando dimensione e forma, tracciando un solco preciso fatto di speranze e possibilità.
Più volte mi sono soffermato sulla contrapposizione che si cela tra il nome della rassegna e gli intenti della stessa. Ho ipotizzato un altrove che giunge e sposta gli equilibri, cambiando paradigmi radicati attraverso un azione artistica capace per la sua stessa natura di scuotere e premere la leva del cambiamento.
Nell’ultima edizione tutto il carico di sentimenti, propositi e volontà direzionati verso la costruzione di una realtà viva, vibrante ed inclusiva, si è palesato con forza.

Nato a Catanzaro nel 2014, il progetto ha lavorato all’interno di una realtà difficile ponendosi come risposta alla rassegnazione, al degrado estetico e sociale, costruendo edizione dopo edizione le possibilità per un futuro diverso.
Giunto al quarto anno di lavoro il progetto continua a vivere il rapporto con la sua alma mater in modo totalizzante. Catanzaro non è un entità passiva, uno spazio indolente dove gli artisti si intromettono e realizzano le loro opere prima di ripartire per una nuova meta. Qui c’è da sempre stata la volontà di far entrare in contatto due emisferi apparentemente distanti tra loro agendo per inclusività, autenticità, accogliendo ed educando.
Artisti, curatori, volontari, addetti e curiosi ogni anno intrecciano le loro esistenze con la città e con chi vive qui. Le architetture, gli spazi abbandonati e i quartieri dimenticati, il calore umano, difficoltà e umori vengono assorbiti attraverso uno scambio e sopratutto un esperienza dove il contatto stretto, serrato e costante con la città ed il suo tessuto sociale, influenza in modo totalizzante sia l’esperienza creativa sia quella percettiva di chi respira Catanzaro anche solo per poco tempo.
Tutto questo accade attraverso un processo di studio coerente e sempre rivolto alla città e ai suoi abitanti. Un vero e proprio statement che ha contraddistinto ciascuna delle edizione della rassegna.

Altrove ha saputo guardare a quelle architettoniche e spazi spesso abbandonati a loro stessi, alla storia e al presente del luogo intrecciando pratiche artistiche innovative e differenti e soprattutto cambiando anno dopo anno la formula. Il progetto non è rimasto statico ma anzi ha saputo rinnovarsi e rimanenre coerente ad una indagine artistica specifica, ospitando in questi anni nel capoluogo calabrese alcuni dei nomi più importanti della scena italiana ed internazionale.
Il linguaggio scelto per gettare le basi del cambiamento è mutato edizione dopo edizione, aprendosi a modalità eterogenee di interazione con Catanzaro e i suoi abitanti. Questo processo ha stuzzicato corde differenti attraverso interventi di arte pubblica ragionati: dalle opere monumentali si è passati ad un approccio più vicino e diretto, sia nella scelta dei luoghi quanto in quella delle dimensioni delle opere. In quest’ultima edizione questi ultimi concetti diventano centralità.

La quarte edizione dell’Altrove Festival agisce attraverso canali di interazione variegati. Accoglie gli artisti in un laboratorio per sperimentare nuovi modi di interagire con lo spazio pubblico ponendo le persone al centro perché quello è anzitutto il loro posto. Ci si è servito di materiali e medium differenti, dal muro al tessuto, al ferro, cemento e vetro con i quali proporre interventi caratterizzati da progettualità e dimensioni diverse. Riaffiora tutto l’incanto delle vie nascoste e di quei luoghi in cui non si mette mai piede, degli spazi di valore storico e bellezza unica che diventano protagonisti ed interlocutori.

3ttman: Exit For All
Largo Prigioni

Largo Prigioni è l’antica uscita di emergenza di Catanzaro che veniva utilizzata un millennio fa per scappare in caso di attacco. Si tratta di un distretto interdetto ai veicoli, caratterizzato da costruzioni basse, vicoli e fichi d’india distribuiti in un piccolo spazio accessibile unicamente attraverso un piccolo passaggio pedonale. L’opera realizzata da 3ttman prende vita all’interno di questo scorcio di Catanzaro, e più precisamente all’uscita dei tunnel scavati durante il Medioevo al di sotto del Castello.
Con quest’intervento l’autore Francese ma Spagnolo di adozione, pone a confronto l’uscita storica della città con i flussi migratori che Catanzaro, e più in generale tutto il Meridione subiscono ogni anno.
A coloro che lasciano la propria casa alla ricerca di un futuro Altrove, 3ttman risponde incidendo il cemento con un immaginario diretto ed estremamente riconoscibile. L’artista riapre il dibattito sui flussi migratori sottolineando l’importanza della propria casa, del restare diventando consapevoli ed aperti a nuove possibilità.

Alfano: Supereroi – Laboratorio di Arte Contemporanea Inclusiva
Via San Nicola

Realizzato in collaborazione con Linvea Vernici, AIPD sezione di Catanzaro, Associazione Jonathan Liberi di Volare, Associazione Ottava Nota e Museo MARCh, “Supereroi” è il laboratorio d’arte inclusiva ideato e coordinato da Alfano.
L’artista, muovendosi non come maestro ma piuttosto come equilibratore e motivatore, ha voluto portare in città un progetto capace di sviluppare un nuovo tipo di consapevolezza sulla propria autonomia. I ragazzi coinvolti, tutti con disabilità motorie ed intellettive, hanno sperimentato la libertà di espressione come nuovo e differente canale comunicativo. Hanno interagito con l’artista che li ha seguiti ed introdotti all’utilizzo di materiali e strumenti differenti e, attraverso un processo spontaneo ed istintivo, ciascuno di loro è stato lasciato libero di esprimersi senza alcun vincolo, preconcetto o imposizione culturale.
Per 10 ore i ragazzi hanno giocato liberamente con i colori e i materiali a loro disposizione dipingendo una lunga parete in Via San Nicola. Successivamente, nella seconda sezione del laboratorio, si sono riuniti all’interno delle sale del Museo MARCh di Catanzaro, dove hanno dato forma a piccole sculture primitive figlie dell’incoscienza e della loro purezza giovanile.

Andreco: Melencolia
Giardini Nicholas Green

Andreco ha realizzato, nel cuore pulsante della città vecchia, all’interno dei giardini Nicholas Green di Corso Mazzini, una grande scultura in ferro. L’opera è il risultato di un progetto interamente studiato e prodotto durante il periodo di residenza in città e realizzato grazie alla preziosa collaborazione di mastri artigiani del ferro battuto.
L’intervento è caratterizzato da una base solida e simmetrica, un grembo materno che ospita la crescita ciclica della natura al suo interno. I rampicanti si muovono agili verso il telaio, realizzato sulla base di una delle forme tipiche dell’immaginario di Andreco. e pensato per interagire con i volumi e gli alberi presenti nella piccola piazza.
L’artista guarda ai processi naturali, a quelle tecnologie resilienti tipiche della natura ed in grado di depurare l’inquinamento antropico, tutelando la terra dai cambiamenti climatici. Se questo è un tema particolarmente d’attualità in questo momento storico, l’opera non dimentica di dialogare con il tessuto sociale della città.
Nella sua dimensione l’intervento si inserisce in modo delicato con il panorama urbano circostante, amplificando i punti di vista ed offrendone di nuovi, regalandone di inediti nell’atto di contemplazione di una forma non astratta ma simbolica ed iconica, una dedica alla natura e all’importanza della sua salvaguardia.

Roberto Ciredz: NIMBY (Not In My Back Yard)
Quartiere Grecìa

La Grecìa è il più antico rione di Catanzaro, un area che deve il suo nome poiché si crede abbia accolto i Greci in fuga dalla costa in seguito alle invasioni Saracene durante l’epoca Bizantina. In questo angolo storico di Catanzaro Roberto Ciredz ha realizzato NIMBY (Not In My Back Yard), una nuova installazione.
L’artista ha fatto della relazione tra natura ed antropico, uno dei capisaldi della personale ricerca artistica trovando nel cemento un ideale medium per lo sviluppo delle proprie idee. Elemento di profondo interesse e stimolo, attraverso questo l’autore mira a creare nella propria produzione una relazione tra componenti estetiche e l’ambiente in cui le sue opere prendono vita. Nelle installazioni in particolare Ciredz combina materiali differenti lavorando attraverso continue contrapposizioni e sviluppando un personale dialogo con lo spazio e l’ambiente circostante.
Per questa quarta edizione del festival l’artista ha lavorato in un piccolo spiazzo all’interno del quartiere Grecìa. Si tratta di un luogo di incontro e scambio, davvero vicino alla vita quotidiana delle persone. L’intervento è un piccola scultura brutalista realizzata in cemento e marmo che nella parte alta richiama le tipiche discese di Catanzaro. Un totem enigmatico e solenne capace di sussurrare pensieri e domande, un simbolo per uno slancio verso il futuro.

Dilen Tigreblu: Teatro Indipendente Galleria Mancuso
Galleria Mancuso

L’indagine di quest’anno ha portato il festival ad una riappropriazione di spazi e non-luoghi divenuti nel corso degli anni veri e propri deserti. Uno di questi è ad esempio la Galleria Mancuso, un area commerciale situata in pieno centro storico completamente abbandonata a se stessa, da anni priva di vita e che è divenuta in questa edizione terreno fertile per il lavoro di Dilen Tigreblu.
L’artista si fa carico di un energico processo di riattivazione architettonica e sociale proponendo un opera di dimensione umana, accogliente ed inclusiva. Lo fa immaginando un teatro indipendente, scandito da una pittura incisiva, spontanea e carica di spunti eterogenei, mantenendo intanto il legame con la particolare estetica rigida e brutale dell’ambiente circostante attraverso le torri d’acciaio e le linee spezzate del suo segno pittorico.
Il progetto ha visto nel riutilizzo dei materiali che hanno segnato la costruzione di “Tre Colli” – l’opera di Alberonero presentata durante la scorsa edizione e pensata per indagare l’incompiuto all’interno del paesaggio naturale calabrese – un opportunità per riprendere e concludere il discorso iniziato l’anno precedente.
L’incompiuto diviene finito all’interno di un luogo simbolico, diventando propellente per l’incontro ed il confronto, trasformando una piazza aperta ma spenta a nuovo terreno per tessere relazioni e nuovi rapporti sociali con l’obbiettivo di generare qui una nuova identità spaziale.

Gonzalo Borondo: Aria
Complesso monumentale del San Giovanni

Gonzalo Borondo ha aperto i lavori di questa quarta edizione lavorando all’interno del Complesso del San Giovanni, già simbolo della città, della democrazia e civiltà dell’indomito popolo di Catanzaro, ridefinendo il paesaggio urbano Catanzarese e riflettendo al contempo sullo stesso.
L’opera si colloca nella storia dell’arte come tra le più imponenti realizzate nello spazio pubblico in serigrafia. L’intervento è stato realizzato attraverso un complesso processo creativo che ha visto l’artista dipingere e graffiare a mano 36 vetri matrice, trasformati successivamente in telai grazie alla collaborazione tecnica di 56Fili e Studio Superfluo di Roma.
Leggera come l’aria, una donna danza dall’alto sull’orizzonte della città, nuda e fiera innalza al cielo la bandiera vuota. Il drappo, simbolo di appartenenza e protezione, di confine e divisione per i popoli, diviene qui simbolo etico, unitario e collettivo. Una donna danza sul costruito di Catanzaro, sul paesaggio inspiegabilmente falcidiato dall’immoralità dell’azione dell’uomo, rivendicandone la bellezza e lo spirito.
Tutta la poesia e l’empatia incisiva di Borondo irrompono nello spazio centrando uno degli aspetti più complessi e controversi della città. Catanzaro e i suoi abusi, i suoi palazzi abbandonati, le sue costruzioni fantasma, le sue grandi arterie che trafiggono le colline vengono affrontati con delicatezza. Il corpo di donna graffiato dall’artista è una forma sinuosa. Delicata ed insistente, si lascia trasportare dal vento raggiungendo gli anfratti e le viuzze, riallacciando quel rapporto compromesso tra spazio urbano e paesaggio, cancellando per un istante gli squilibri, scavalcando l’orizzonte per delineare nuove prospettive, ancora una volta immaginate, ancora una volta possibili.

Jorge Pomar: Bandiere Inventate
Discesa Carbone

Jorge Pomar ha lavorato all’interno di Discesa Carbone. Si tratta di un luogo magico ma anche sconosciuto ai più e che torna grazie al Festival ad avere la giusta attenzione.
Percorrendo Discesa Carbone ci si accorge di tutta la verticalità che caratterizza Catanzaro, si tratta di una lunga discesa che si snoda dal colle della città vecchia accompagnando la vista fino alla costa Jonica. La camminata è cadenzata da casupole, gradini, viuzze e piccole piazze che mano a mano incuriosiscono e si aprono allo sguardo.
L’artista Argentino ha lavorato ad una installazione site-specific fortemente connessa con lo spazio e con il paesaggio, realizzando opere in tessuto nel quartiere della storica produzione della seta.
Bandiere Inventate investe gli anfratti e le stradine di Discesa Carbone, ogni bandiera è caratterizzata da un disegno pensato per lo specifico spazio che occupa. Si tratta di un incentivo all’esplorazione di uno degli angolo più belli della città, un gioco a perdersi dove le bandiere favoriscono la scoperta di scorci e paesaggi nascosti. Ciascuna delle opere è appesa come il più classico dei panni stesi, definisce e rappresenta l’identità di ogni singola famiglia ed è il frutto di un lungo lavoro di studio sulle architetture presenti qui concluso durante i giorni di residenza dell’artista a Catanzaro.

Quiet Ensemble: Orchestre Invisibili
Villa Margherita

I Quiet Ensemble guardano al rapporto tra tecnologia e natura miscelando l’astratto allo spazio fisico, servendosi della tecnologia e della natura, lasciando che controllo e casualità raggiungano uno equilibrio formale. L’obiettivo è quello di veicolare punti di vista inediti e differenti servendosi di immagini, suoni e luci in grado di modificare la percezione di uno specifico ambiente aprendo a nuove possibilità di interazione e fruizione.
Orchestre Invisibili è il progetto presentato dal duo Italiano all’interno di Villa Margherita, storica villa comunale nel centro di Catanzaro. Durante gli ultimi 3 giorni di Festival il pubblico è stato invitato ed incentivato ad interagire e comunicare con la natura secolare che regna all’interno di questo spazio verde.
In un parco completamente buio ed al solo movimento di corpo e braccia, la natura risponde, ritrova vita e forza emettendo tutti quei suoni che quotidianamente vengono ignorati. Il canto degli uccelli e delle cicale, così come il fruscio del vento tra gli alberi e le statue del parco, acquista nuova forza attraverso il dialogo e l’interazione fisica con le persone.

Photo Credit: Angelo Jaroszuk Bogacz

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Altrove Festival: Centro Arte Contemporaneo

Watch: Broken Fingaz’s lyric video of U2’s track “American Soul”

22/11/2017

Chi conosce bene il lavoro dei Broken Fingaz ricorderà sicuramente i famosi video in stop motion che il collettivo Israeliano ha proposto nel corso tempo, ultimo “Poison Seeds Loop” realizzato presso il MIMA di Bruxelles.
Nelle scorse settimane gli artisti sono stati contattati dalla Universal per produrre l’animazione del video dell’ultima canzone degli U2 “American Soul”.
Nonostante una sola settimana di tempo per realizzare il progetto e con tutte le difficoltà nel trovarsi in località diverse, gli artisti hanno portato a termine il lavoro. Tant, Deso, Kip e Unga, in aggiunta ad Adme, che da sempre accompagna gli autori nelle loro scorribande video, in soli quattro giorni hanno realizzato e montato questo piccolo gioiello di produzione DIY.
Nel video, con gli scatti realizzati ad Haifa, Londra ed in India, vediamo il testo della canzone degli U2 rielaborato attraverso il particolare immaginario esplicito, psichedelico e pop che da sempre caratterizza le produzioni dei Broken Fingaz.

Pics by The Artists

Moneyless – New Murals in Pisa

22/11/2017

Moneyless Street Art Pisa stART

C’è anche Moneyless tra gli artisti partecipanti al progetto stART di Pisa all’interno dello storico quartiere di Porta a Mare.
Il progetto, curato da Gian Guido Maria Grassi, prevede la realizzazione di un vero e proprio distretto di arte contemporanea in grado di proseguire sulla linea tracciata da Keith Haring e dal suo ‘Tuttomondo’, ultima opera pubblica del famoso artista datata 1989.
Come Alberonero (Covered) anche Moneyless si confronta con due differenti superfici di lavoro. Uno dei piloni dove si interseca la Darsena Pisana, e la parete esterna di questa grande struttura fronte strada.
In entrambi i casi l’autore Italiano riversa gli ultimi sviluppi della propria personale ricerca: sul pilone vediamo la coabitazione di forme pulite ed estese con gli iconici cerchi, nello spazio più grande una nuova composizione minimale caratterizzata da uso di tonalità differenti in grado di dare profondità e tridimensionalità alle forme rappresentate.

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Pics by Charles Regoli

Moneyless Street Art Pisa stART

Giorgio Bartocci for TOTART Festival in Novi di Modena

22/11/2017

Giorgio Bartocci Street Art TOTART Festival Novi di Modena

Quest’anno più che mai il programma del TOTART Festival ha arricchito la propria proposta chiamando alcuni dei nomi più importanti della scena nostrana ed internazionale. Il festival ruota attorno all’esigenza di produrre un fermento attraverso un programma di cultura, coesione sociale e sostenibilità a Novi di Modena, uno dei luoghi maggiormente colpiti dal terremoto dell’Emilia Romagna.
È in questo contesto che nasce “Astrazione Reversible”, l’ultima opera di Giorgio Bartocci con cui l’artista prosegue lo sviluppo della sua personale ricerca. Gli ultimi interventi dell’autore stanno evidenziando la volontà di portare avanti uno sviluppo maggiormente liquido. Non solo, le forme appaiono corpose e ricche di dettagli pittorici e muovendosi all’unisono irretiscono lo spazio modificandone in modo assoluto la percezione finale.
Tutti i dettagli dell’opera e le fasi del making of nell’ampia galleria di scatti in calce al nostro testo.

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Fabio Petani – New Mural in San Salvario, Torino

21/11/2017

Fabio Petani Street Art San Salvario

Nei giorni scorsi Fabio Petani ha realizzato una nuova pittura nello storico quartiere di San Salvario di Torino.
L’opera è stata dipinta in occasione di Dance Salvario, progetto curato dall’Associazione Culturale Situazione Xplosiva ed inserito nel programma del ClubToClub Festival di quest’anno.
Dal titolo “Livermorium & Cornus Florida” l’intervento mantiene inalterate le caratteristiche distintive dell’immaginario dell’artista attraverso una nuova composizione capace di porre in relazione gli elementi della tavola periodica con piante e forme organiche.

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Fabio Petani Street Art San Salvario

Fabio Petani Street Art San Salvario

Fabio Petani Street Art San Salvario

Fabio Petani Street Art San Salvario

Fabio Petani Street Art San Salvario

Elian – “Molestia” at BC Gallery (Recap)

21/11/2017

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Lo scorso 27 Ottobre Elian ha aperto negli spazi della BC Gallery di Berlino “MOLESTIA”, show di debutto in Europa e prima mostra personale dell’artista a distanza di cinque anni.
L’esibizione è caratterizzata da una serie di opere realizzate attraverso un approccio minimale ed in forte dialogo con lo spazio espositivo. Alla base dello show c’è l’idea di cancellare la linea tra dipinti e sculture attraverso la realizzazione di forme non convenzionali.
Il titolo dello show sottolinea la volontà di Elian di uscire dalla propria confort-zone per abbracciare un approccio anticonformista. L’obbiettivo è quello di creare opere d’arte che non soddisfano e si conformano con il mondo moderno. L’artista Argentino in questo show sottolinea la sua esigenza di andare controcorrente, di infastidire.
Il corpo di lavoro ruota intorno a due specifiche direttrici: la riduzione e la costante tensione morfologica. Analizzando lo spazio e trattandolo come elemento e parte dell’opera, Elian colloca ciascuno dei lavori in uno specifica posizione con l’obiettivo di enfatizzare una prospettiva forzata, un modo differente di vedere le opere. Ciascuno dei lavori è attraversato da una tensione costante, un dialogo reciproco privo però di una correlazione prevista. In questo modo il corpo di lavoro funziona sia singolarmente che nel suo complesso spinto da una idea di arte che sfugge a se stessa.
In mostra fino al prossimo 23 Dicembre.

Bc Gallery
Libauer Str. 14
10245 Berlin, Germania

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Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Elian Molestia Bc Gallery Berlin

Emajons and Sbrama – New Mural in Macomer

21/11/2017

Emajons Sbrama Street Art Macomer Sardegna Festival della Resilienza

Attivissimi in quest’ultimo periodo Emajons e Sbrama sono tra gli artisti che hanno preso parte alla terza edizione del Festival della Resilienza di Macomer in Sardegna.
Promosso da ProPositivo il festival ha come obiettivo principale quello di mettere in contatto realtà virtuose in campo culturale, sociale ed economico con quei territori che maggiormente hanno risentito e risentono della crisi e dello spopolamento in Sardegna ed in Italia. La rassegna è presto diventata la base di una rete a livello Europeo che attraverso progetti, eventi, appuntamenti e laboratori risponde in modo efficace ad un semplice quesito: Cosa accadrebbe se il tempo che usiamo normalmente per lamentarci delle difficoltà lo investissimo nell’analisi e la soluzione dei problemi?

In questo contesto nasce la pittura proposta da Sbrama ed Emajons. I due artisti italiani proseguono la loro proficua collaborazione realizzando un nuovo intervento ispirato ed influenzato dall’ambiente di lavoro. Se infatti l’estetica pittorica continua ad essere legata ad approccio spontaneo e ruvido, l’intervento si distingue per alcuni riferimenti e spunti legati alla cultura ed alla tradizione Sarda ed allo specifico ambiente di lavoro.
“Ombre nere che arrivate piano piano ve ne andate” – Maria, da bambina, impressionata dalle ombre degli operai che si proiettavano nella sua finestra mentre andavano al lanificio, ripeteva questa nenia per dormire.

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Emajons Sbrama Street Art Macomer Sardegna Festival della Resilienza

Emajons Sbrama Street Art Macomer Sardegna Festival della Resilienza

Emajons Sbrama Street Art Macomer Sardegna Festival della Resilienza

Emajons Sbrama Street Art Macomer Sardegna Festival della Resilienza

Emajons Sbrama Street Art Macomer Sardegna Festival della Resilienza

Alleg – New Mural in Val di Susa for WallSusa

20/11/2017

Alleg Street Art Val di Susa WallSusa

Con quest’ultimo murale realizzato da Alleg proseguono gli aggiornamenti sugli interventi realizzati in Val di Susa per il progetto WallSusa.
L’artista Italiano si unisce ai Cyop & Kaf (Covered) Escif (Covered) e precedentemente anche BLU (Covered) artisti che nel corso del tempo hanno realizzato la loro personale visione sulla lotta del movimento NOTAV in Val di Susa.
WallSusa è un progetto di sensibilizzazione sulla lotta che gli abitanti della Val di Susa stanno portando avanti da circa 25 anni contro la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità (TAV). Attraverso il lavoro di autori sensibili a temi di questa natura, il progetto ha saputo veicolare al meglio tutto il fervore e le lotte di chi da anni si è schierato contro un progetto dai costi elevatissimi, dal fortissimo impatto ambientale e dai gravi danni alla salute umana.
L’opera proposta da Alleg da una parte centra al meglio una celebre frase che lega tutti i valsusini: ‘Noi non difendiamo la natura, noi siamo la natura che si difende!’, al tempo stesso restiuisce un velato riferimento alla vicenda dei Lupi Grigi.

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Alleg Street Art Val di Susa WallSusa

Alleg Street Art Val di Susa WallSusa

Alleg Street Art Val di Susa WallSusa

Alleg Street Art Val di Susa WallSusa

Alleg Street Art Val di Susa WallSusa

Alleg Street Art Val di Susa WallSusa

Luca Zamoc for TOTART Festival in Novi di Modena

20/11/2017

Luca Zamoc Street Art TOTART Novi di Modena

La Sala dei Giganti è una delle più note stanze affrescate all’interno del Palazzo Te. Realizzata a Mantova da Giulio Romano, particolarità dell’opera è quella di coprire interamente ed ininterrottamente tutte le superfici disponibili della stanza proiettando lo spettatore al centro di un grande evento narrato.
Ispirato da questo affresco e dalle ceramiche di Filippo Tagliolini che trattano lo stesso argomento, Luca Zamoc per TOTART Festival ne propone una personale rielaborazione pittorica. L’idea dell’artista è quella di affrontare in maniera personale ed aulica il grave terremoto che ha messo in ginocchio Novi di Modena.
Stilisticamente l’opera è caratterizzata da un intenso utilizzo del bianco e del nero come unici colori. Esattamente come accaduto per Ca Zemian, l’artista continua a preferire la forma al colore attraverso un approccio neutro in grado di lasciare che la fruizione dell’opera non venga ‘corrotta’ da sensazioni scaturite dai colori.

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Luca Zamoc Street Art TOTART Novi di Modena

Luca Zamoc Street Art TOTART Novi di Modena

Luca Zamoc Street Art TOTART Novi di Modena

Luca Zamoc Street Art TOTART Novi di Modena

Luca Zamoc Street Art TOTART Novi di Modena

Hell’o Collective – New Murals in San Francisco

19/11/2017

Hell'O Collective Street Art San Francisco

In occasione dell’apertura di “Dystopia”, show di debutto negli States presso la First Amendment Gallery, gli Hell’O Collective hanno realizzato due nuove pitture a San Francisco.
Il primo intervento ha visto gli artisti confrontarsi con questa grande struttura all’interno del Filmore District su 1500 Filmore St..Il secondo, di dimensioni più piccole, è stato invece realizzato fuori della galleria.
Dopo il salto alcuni scatti del processo e dei risultati finali, nei prossimi giorni ad attendervi un corposo recap sul corpo di lavoro proposto dagli artisti per questa loro ultima mostra. Stay tuned.

Pics by First Amendment Gallery

Alberonero – New Mural in Pisa

18/11/2017

Alberonero Street Art Pisa Welcome to Pisa Festival

Nella città che ospita ‘Tuttomondo’, ultima opera pubblica di Keith Haring dipinse prima della morte, nasce stART. Ideato e curato da Gian Guido Maria Grassi, il progetto, è pensato come ideale proseguo del lavoro realizzato del famoso artista nel ’89. L’obiettivo è quello di creare un distretto di arte contemporanea ad ampio respiro dando nuova linfa allo storico quartiere di Porta a Mare. I temi del festival sono l’acqua, quale elemento vitale della città di Pisa e la prestigiosa storia del quartiere, tradizionale porta di accesso alla città toscana in direzione del litorale. Tra gl artisti coinvolti ritroviamo Alberonero.

L’artista per la rassegna realizza due differenti interventi, il primo su una grande struttura industriale, il secondo su uno dei piloni dove si interseca la Darsena Pisana. Sia “Arno 30 toni”, l’opera di dimensioni maggiore, che “Onda 40 Toni”, l’intervento sul pilone, sono caratterizzati dalla consueta ricerca sul quadrato attraverso l’inserimento di scale cromatiche e manipolazioni fisiche pensate per suggerirne il movimento modificando la percezione dello spazio.

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Pics by Charles Regoli

Alberonero Street Art Pisa Welcome to Pisa Festival

Alberonero Street Art Pisa Welcome to Pisa Festival

Luzinterruptus – “The Plastic We Live With” in Bordeaux

17/11/2017

Luzinterruptus Street Art

Lo scorso ottobre il FAB Festival de Bordeaux ha invitato i Luzinterruptus a realizzare una nuova installazione.
“The Plastic We Live With” rappresenta, in modo efficace e facilmente comprensibile da chiunque, l’eccesso di plastica che caratterizza le nostre vite. Gli artisti riflettono ed evidenziano come tutto ciò che consumiamo è fatto o avvolto con questo materiale, su come la plastica sia addirittura presente in piccole particelle nei cibi che ingeriamo. Il riciclaggio non è infatti sufficiente ad affrontare questo problema, ecco perché il governo Francese ha adottato misure per ridurne il più possibile l’uso, vietando ad esempio l’utilizzo di sacchetti di plastica nei negozi.
Proprio quest’ultima misura legislativa è stata essenziale nella realizzazione dell’intervento a Bordeaux. Gli artisti per lo sviluppo del progetto necessitavano infatti di qualcosa come 6.000 unità, ottenute dai magazzini dei negozi presenti in città.

Partendo da questi spunti ed affrontando nuovamente uno dei temi maggiormente ricorrenti nella loro produzione, i Luzinterruptus sono intervenuti sulla facciata del vecchio Virgin Megastore sviluppando un intervento capace di dare l’impressione che la plastica avesse riempito e stesse per fuoriuscire dall’edificio.
Efficace sia di giorni che di notte – con la consueta aggiunta di luci – l’opera è stata realizzata in 10 giorni. Visibile per 4 giorni, l’installazione ha infine visto al lavoro 30 volontari dell’Asociacion Bénévoles en Action che per 3 mesi hanno raccolto i sacchetti necessari e lavorato all’assemblaggio e smontaggio dell’intervento insieme agli artisti.

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Pics by Lola Martínez

Nelio – “Passages” at Galerie SLIKA (Recap)

17/11/2017

Nelio Street Art Passages Show Galerie Slika Lyon

C’è una costante nelle produzioni di Nelio, un esigenza di rinnovo e sperimentazione che ha portato l’artista Francese ha modificare ed evolvere continuamente il proprio immaginario. La natura astratta della sua ricerca ha subito nel corso del tempo continue variazioni, figlie ad esempio degli spostamenti e dell’incontro con artisti da tutto il mondo, così come della volontà del grande artista Francese di non rimanere ancorato ad un’unica direzione pittorica. Spingendo sempre più in là il proprio operato l’interprete ha saputo adottare e sviluppare caratteristiche di volta in volta differenti, sia per gli interventi in strada quanto per i lavori prodotti in studio.

Aperta lo scorso 26 Ottobre “Passages” offre allo spettatore l’opportunità di una immersione diretta all’interno della ricerca dell’artista. Il corpo di lavoro è composto da più di 50 opere inedite caratterizzate da una significativa evoluzione nella pratica artistica di Nelio. Attraverso dipinti, disegni, sculture e serigrafie, l’artista presenta uno show variegato dove si sposta in modo naturale tra un approccio ragionato ed istintivo.
Vediamo alcune opere su legno caratterizzate dall’utilizzo dello spazio in negativo, tele dove gli elementi appaiono unicamente accennati attraverso un leggero tratto che ne identifica la composizione. A sorprendere sono infine disegni ed opere che rivelano un impeto pittorico guidato da impulso ed istinto, dove figure e composizioni appaiono destrutturate e caratterizzate da colori maggiormente corposi ed acidi.
In mostra fino al 20 Novembre.

Galerie SLIKA
37 rue des remparts d’Ainay
69002 Lyon

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Pics by The Artist

Escif – “COMENTARIO DEL SOLAR” at IVAM Valencia

16/11/2017

“COMENTARIO DEL SOLAR” è l’intervento realizzato da Escif sulla parete posteriore dell’Istituto Valenciano d’Arte Moderna (IVAM). L’opera è un esercizio di decodifica e traduzione di simboli riconoscibili e di tutto ciò che nasconde e suggerisce questo spazio carismatico della città. L’intervento è pensato infatti per contenere diversi livelli di interazione ed interpretazione. L’idea dell’autore è quella di raccogliere e rielaborare gli spunti, le storie del quartiere e dei suoi abitanti proponendo differenti letture e sviluppando un risultato finale che si evolve durante e dopo il suo processo di sviluppo.

La realizzazione dell’opera ha richiesto 6 mesi, un arco di tempo piuttosto lungo in cui Escif ha avuto modo di immergersi all’interno dell’ambiente, relazionarsi con differenti influenze e fattori esterni con l’obiettivo di trovare spunti ed indicazioni per dematerializzare l’opera attraverso differenti livelli. Durante il processo è stato creato un file di elementi, simboli e messaggi che di fatto strutturano il progetto dando vita ad una ragnatela di contenuti direttamente correlati all’esperienza dell’artista durante la sua inchiesta.
L’intervento contiene infatti riferimenti alla rovine romana scoperte nel sottosuolo del quartiere, ai graffiti con cui gli studenti dell’IVAM riempiono corridoi e bagni dell’Istituto, alla recente ed attuale storia della zona, agli eventi contemporanei ed infine al processo stesso che accompagnato lo sviluppo della pittura. L’autore ha infine collaborato con alcuni writer, che avevano già avuto modo di lavorare su questi spazi, la cui presenza diviene importante in alcuni elementi che strutturano l’opera.

Nell’idea di Escif il risultato finale è una lettura personale, un paesaggio trasversale della stessa parete del museo, dove l’intervento diviene la voce di coloro che sono andati, di coloro che rimangono, suggerendo al contempo gli spunti di chi verrà.

Per approfondire

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Escif -

Escif -

Escif -

Escif -

Escif -

Escif -

Escif -

Basik for TOTART Festival in Novi di Modena

16/11/2017

Basik Street Art Novi di Modena TOTART Festival

Novi di Modena è tra le zone più colpite dal terremoto dell’Emilia Romagna. Con il tempo che sembra essersi fermato e con tutte le difficoltà del caso l’Associazione TOTART si è fatta carico di un processo di riqualificazione e rigenerazione urbana ideato con l’intento esplicito di fare delle città un laboratorio a cielo aperto fondato sulla coesione sociale, sulla sostenibilità economica e sulla cittadinanza attiva. L’idea è quella di valorizzare le risorse e le conoscenze presenti sul territorio, con l’obiettivo di creare un fermento ed una partecipazione capaci di contrastare in modo attivo le terribili conseguenze del sisma.
TOTART Festival nasce dal basso ed ha accolto alcuni dei nomi di spicco del panorama Italiano. Tra gli artisti al lavoro Basik, al confronto con la parete esterna della scuola di musica.

“St. Luke tuning his own picture according to its diagonal size”, questo il titolo dell’opera, fa parte dell’ultima serie dell’artista incentrata su una riflessione personale sul processo che porta al compimento di un opera d’arte, sulla connessione tra questa e il suo supporto ed inquadratura, sul rapporto che si instaura tra l’opera e lo spettatore.

Basik riflette su come l’inquadratura di un’immagine possa cambiare l’intera prospettiva di ciò che stiamo vedendo ed elaborando. Lo stesso concetto può essere applicato alla pittura: il modo in cui un artista riesce a inquadrare un soggetto in una tela cambia profondamente la percezione stessa dell’opera.
Ciascuno di noi vive la propria vita circondato da frammenti di esistenza, ritagliati all’interno di una specifica proporzione dettata dai social network, dai blog o semplicemente dai siti web che di fatto filtrano la nostra realtà. In egual modo il concetto può essere applicato all’arte urbana, effimera per sua stessa natura ma sostenuta da una documentazione digitale che di fatto ne alimenta la continuità nel tempo, intrecciando la sua fragile materialità con la sua controparte digitale.
L’opera dipinta a Novi di Modena raccoglie appieno queste riflessioni. Il murale presenta una diagonale dorata come riferimento alla vita digitale (siamo soliti misurare i pollici di un display attraverso diagonali) al tempo stesso i confini della superfice di lavoro definiscono pesantemente le percezioni e gli spunti sull’opera da parte di chi osserva l’intervento.

Thanks to TOTART for The Pics

Basik Street Art Novi di Modena TOTART Festival

Basik Street Art Novi di Modena TOTART Festival

Basik Street Art Novi di Modena TOTART Festival

Basik Street Art Novi di Modena TOTART Festival

Mark Jenkins – New Installations in Łódź

15/11/2017

Recentemente in Polonia invitato dagli amici di Lodz Murals, Mark Jenkins ha realizzato una nuova serie di installazioni su Piotrkowska Street.
Curato da Michał Bieżyński di Lodz Murals ed organizzato dal Łódzkie Centrum Wydarzeń il progetto ha visto l’artista Americano proporre una nuova serie di ‘corpi’ e figure differenti. La serie è caratterizzata da un utilizzo a 360 gradi dello spazio con l’autore Statunitense al lavoro sia in strada sia su alcuni degli edifici ed elementi architettonici presenti all’interno dell’ambiente di lavoro. Tutti i dettagli nelle immagini in calce al nostro testo.

Pics by Rafaà Tomczyk

Moneyless – New Mural for Wall in Art Project

15/11/2017

Ci spostiamo nella Valle Camonica in Lombardia per dare uno sguardo agli interventi realizzati per l’ultima edizione del Wall in Art. Il progetto, sostenuto da enti ed istituzioni locali insieme alla direzione artistica di Ozmo ed il coordinamento di Sergio Cotti Piccinelli e Simona Nava, ha lo scopo di promuovere il millenario patrimonio artistico della Valle, ponendo in relazione la grande presenza di segni rupestri (circa 250 mila incisioni ) con una pratica artistica contemporanea.
Tra gli artisti al lavoro in questa nuova edizione troviamo Moneyless. L’artista Italiano ha dipinto una lunga parete di 63 metri, uno spazio che conduce direttamente al centro storico di Braone.
Dal titolo “Braone 01”, l’opera vive nel contrasto tra le forme astratte e i colori vivaci proposti dall’autore e la forte e radicata presenza naturale dell’ambiente di lavoro. L’idea dell’artista è quella di innescare un conflitto tra opera e contesto, una tensione capace di stimolare una percezione differente del luogo incentivata da uno sviluppo orizzontale che invita letteralmente a ‘percorrere’ l’intervento.

Thanks to The Project for The Pics
Pics by Davide Bassanesi

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Moneyless Street Art Valle Camonica Wall in Art Braone

Eron – New Mural at Palazzo Santa Chiara in Modena

15/11/2017

Eron Street Art Mutina Palazzo Santa Chiara Modena

In occasione del Festival Filosofia sulle arti Eron ha lavorato sulla facciata esterna del Palazzo Santa Chiara di Modena proponendo un opera dedicata a Mutina, nome latino della città. L’intervento è stato realizzato in occasione della celebrazione dei 2200 dalla nascita della città (183 A.C.).
Eron con questo nuovo intervento richiama alcuni dei monumenti restituiti dal sottosuolo della città romana, sviluppando al contempo una riflessione sulla storia dell’edificio, in parte distrutto durante i bombardamenti del ’45.
Dal titolo “Ad perpetuam rei memoriam” l’opera nasce direttamente su un parete dimezzata durante la guerra sulla quale il grande artista italiano raffigura un tempio della pace. L’intervento racchiude infine alcuni simboli contemporanei, tra tutti metà di una colomba pensata per sottolineare una pace ancora non del tutto raggiunta.

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Eron Street Art Mutina Palazzo Santa Chiara Modena

Eron Street Art Mutina Palazzo Santa Chiara Modena

ZED1 – “L’Esempio” New Mural in Mestre

14/11/2017

Zed1 Street Art Mestre

Nelle scorse settimane Zed1 ha realizzato una nuova pittura a Mestre, dal titolo “L’Esempio” l’opera è un omaggio alla figura di Elena Lucrezia Cornaro, prima donna laureata al mondo.
Lo sviluppo dell’intervento passa come sempre per la capacità di Zed1 di raccogliere e rielaborare temi specifici innescando all’interno delle sue produzioni potenti analogie visive. Attraverso il proprio immaginario l’autore getta le basi di una pittura altamente narrativa e capace di tracciare con forza un spaccato su temi legati all’attualità, così come a tutte quelle differenti sfaccettature emotive che caratterizzano l’essere umano o semplicemente riflettere sull’ambiente di lavoro.
In questa sua ultima pittura Zed1 lavora su differenti livelli interpretativi e visivi. Sulla superfice l’artista realizza un grande libro con in copertina una donna immersa nei libri. Dalla testa di quest’ultima vediamo emergere un’altra figura con il volto a forma di grammofono, quest’ultimo pensato per rappresentare al meglio l’importanza della divulgazione della conoscenza.
Il titolo della pittura evidenzia la volontà dell’autore di portare a conoscenza l’esempio di Elena Lucrezia Cornaro. Nel 1600 alle donne non era infatti permesso studiare e questo particolare evento è servito da apripista per il futuro. Al tempo stesso l’artista sottolinea l’importanza del divulgare il proprio sapere solo dopo aver acquisito esperienza ed aver studiato.

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Zed1 Street Art Mestre

Zed1 Street Art Mestre

Zed1 Street Art Mestre

Johannes Mundinger x Ivan Ninety – New Mural in Łódź, Poland

14/11/2017

Johannes Mundinger e Ivan Ninety nei giorni scorsi hanno terminato di dipingere questa bella pittura a Lodz in Polonia. Curata da Sasha Krolikova per la Galeria Urban Forms di Lodz e il Museum of the city of Łódź l’opera è parte del progetto Off Gallery 2.0.
Unendo le rispettive ricerche pittoriche, Johannes Mundinger e Ivan Ninety presentano “Still Life with Adler”. L’opera è basata ed ispirata dal lavoro e dalla vita di Jankel Adler, artista e pittore d’avanguardia nato nei pressi di Lodz. Adler insegnò insieme a Paul Klee presso l’Accademia delle Arti di Düsseldorf fino a quando i nazisti non presero il potere in Germania. Di origini Ebraiche e anarchico comunista, l’artista si schierò apertamente contro il regime ed all’inizio della guerra fu volontario con le truppe polacche in Francia.

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Emajons and Sbrama for La Galleria del Sale in Cagliari

14/11/2017

Emajons Sbrama Street Art Cagliari La Galleria del Sale

Proseguono gli interventi promossi dall’Associazione Urban Center Cagliari legati alla Galleria del Sale. Nel corso del tempo il progetto ha visto numero artisti confrontarsi con gli spazi lungo il tratto della pista ciclabile che da piccolo porto di Su Sicco conduce al Parco Molentargius.
Nata nel 2014 La Galleria del Sale, come il nome suggerisce, ha rapidamente assunto le sembianze di un vero e proprio museo a cielo aperto, ospitando i lavori di alcuni dei nomi di spicco della scena italiana. Ultimi in ordine di tempo Emajons e Sbrama.

Proseguendo la loro fruttuosa collaborazione Emajons e Sbrama modificano in modo assoluto la percezione di questa piccola struttura fatiscente. Gli autori si affidano ancora una volta ad un approccio pittorico spontaneo, energico e dall’aspetto ruvido e viscerale.

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Emajons Sbrama Street Art Cagliari La Galleria del Sale

Emajons Sbrama Street Art Cagliari La Galleria del Sale

Emajons Sbrama Street Art Cagliari La Galleria del Sale

Emajons Sbrama Street Art Cagliari La Galleria del Sale

Emajons Sbrama Street Art Cagliari La Galleria del Sale

Zilda – “Saint-Bieuzy” at Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

13/11/2017

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Come visto più volte in questi anni l’efficacia degli interventi di Zilda è legata alla scelta degli spot su cui l’artista sceglie di intervenire. Mai casuale e mai banale nei soggetti raffigurati, l’autore Francese ha da sempre legato la propria pratica artistica ad una profonda ed accurata analisi dell’ambiente e dello spazio su cui lavorare. Le sensazioni e gli stimoli di uno specifico luogo influenzano di conseguenza lo sviluppo dell’opera ed il suo risultato finale.
Quest’ultimo intervento ha visto Zilda lavorare sulla Chapelle Saint-Gildas di Bieuzy in Francia. La leggenda narra di come il gallese missionario Saint Gildas Rhuys e il suo discepolo San Bieuzy si ritirano qui nel 538, in una piccola grotta sulle rive del fiume Blavet nei pressi di del santuario pagano dove venivano venerate Iside e Venere. Ad oggi la cappella, più volte rielaborata ed estesa nel corso del tempo, risulta caratterizzata da una struttura interamente ricavata da una grande pietra.

Pics by The Artist

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Zilda Street Art Chapelle Saint-Gildas de Bieuzy

Cyop & Kaf – New Mural in Val di Susa for WallSusa

13/11/2017

Cyop & Kaf Street Art WallSusa Val di Susa

L’intensa tre giorni del progetto WallSusa ha visto al lavoro alcuni dei nomi di spicco della scena italiana ed internazionale. Alla base del progetto una serie di interventi atti a sensibilizzare sulla lotte che gli abitanti del territorio della Val di Susa stanno portando avanti contro la costruzione della linee ferroviaria ad alta velocità.
Esattamente come accaduto per Escif (Covered) anche i Cyop & Kaf attraverso il loro personalissimo immaginario hanno saputo veicolare al meglio tutta la volontà di chi da anni si è schierato contro la costruzione della TAV, una linea dai costi elevati e soprattutto dal grande impatto ambientale e sulla salute umana.

Pics by The Artists

Cyop & Kaf Street Art WallSusa Val di Susa

Nano4814 – New Mural in Casablanca

12/11/2017

Nano4814 Street Art Casablanca BaghaBagha Casablanca Street Art Festival

A Casablanca (Marocco) fanno sul serio, o per lo meno gli organizzatori del Festival SbaghaBagha. Giunta alla quarta edizione il festival si sgancia dalla programmazione del Festival L’Boulevard, di cui ha fatto parte dal 2013, per affermare la sua identità, rilanciando infine con un programma più ricco.
La rassegna si divide in quattro differenti percorsi artistici: il cuore pulsante rimangono gli interventi in strada, ai quali si aggiungono una serie di talk e workshop e sopratutto il coinvolgimento degli artisti locali e la creazione di residenze d’artista interdisciplinari. Ciascuno degli eventi collaterali sottolinea la volontà degli organizzatori di voler stimolare maggiormente il tessuto sociale di Casablanca, con l’intento di far conoscere la pratica artistica, esplorando al contempo temi di natura sociale. In egual modo la scelta degli artisti. Quest’ultima risulta ora maggiormente ponderata e rivolta verso una comune sensibilità pittorica.
Al lavoro per la rassegna Marocchina anche lo Spagnolo Nano4814. Favorito dall’ampia superficie di lavoro per il festival l’autore adotta un approccio maggiormente grafico. I personaggi si dilatano, le forme acquistano volume, l’ampio uso di tonalità accese, così come corposi effetti gradienti risulta in questo modo maggiormente rimarcato. I toni surreali dell’opera riflettono poi tutta la particolarità dell’immaginario dell’artista.

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Nano4814 Street Art Casablanca BaghaBagha Casablanca Street Art Festival

Nano4814 Street Art Casablanca BaghaBagha Casablanca Street Art Festival

Nano4814 Street Art Casablanca BaghaBagha Casablanca Street Art Festival

Simek – New Murals in Athens

11/11/2017

Simek Street Art Athens

Nuovo aggiornamento per Simek, l’artista Greco ha da poco realizzato due nuovi interventi nel centro di Atene continuando lo sviluppo della personale ricerca. L’autore insiste qui nello sviluppo di forme ed elementi geometriche fortemente caratterizzati da giochi prospettici ed effetti di tridimensionalità, il tutto impreziosito dalla sperimentazione di tonalità differenti dal consueto bianco e nero.
In calce al nostro testo alcuni scatti, presto nuovi aggiornamenti.

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Simek Street Art Athens

Simek Street Art Athens

Simek Street Art Athens

Jeroen Erosie – “Trust Fall” at Mini Galerie (Recap)

10/11/2017

Jeroen Erosie

A distanza di circa 2 anni da “Genius Loci“, Jeroen Erosie torna negli spazi della Mini Galerie di Amsterdam con un nuovo corpo di lavoro. “Trust Fall”, questo il titolo della mostra, è contraddistinto da una nuova serie di quadri, collage e pagine proveniente dallo sketchbook dell’artista, tutti caratterizzati da un approccio più veloce e maggiormente diretto.
Il titolo dello show è un riferimento personale a questa nuova attitudine dove l’effetto finale dei dipinti si basa su una rinnovata fiducia artistica interna. In questa sua fase Jeroen Erosie crede in un processo iterativo, un metodo passo dopo passo scandito da un atteggiamento più fiducioso. Il risultato è una creazione più nitida e intuitiva, che consente all’iconica geometria delle sue forme di ‘parlare per se stessa’.
La scelta di mostrare una selezione di pagine provenienti dal suo sketchbook offre l’opportunità allo spettatore di vedere da vicino l’evoluzione delle idee e le fonti di ispirazione che coinvolgono l’autore durante il suo processo creativo. Al tempo stesso queste ultime rappresentano un vero e proprio punto di riferimento per lo sviluppo delle tele, sottolineando di conseguenza tutta la rinnovata libertà creativa del grande artista. In mostra fino al prossimo 2 Dicembre.

Mini Galerie
Kinkerstraat 12AH
1053 DT Amsterdam

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Pics by Wytske Averink

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Jeroen Erosie

Escif – New Murals in Valencia

10/11/2017

Escif Street Art Valencia

Sempre piuttosto sensibile ai problemi legati alla sua città e non solo, Escif torna in strada dipingendo due differenti murali, entrambi di grande dimensione, in cui affronta in modo diretto ed incisivo alcuni temi legati all’ambiente di lavoro ed alla città di Valencia.
CATÁLOGO DE VALLAS / muro de la verguenza de Nazaret è una riflessione sull’omonima parete e più in generale sulla situazione del quartiere di Nazaret. Nel maggio 1986 la giunta comunale e le autorità portuali firmarono un accordo per l’espansione del porto di Valencia estendendo le costruzioni sulla sabbia sulle capanne e sulle acque del distretto. L’intera spiaggia è infatti stata sostituita da un muro – con conseguente perdita dell’uscita sul mare del quartiere – quest’ultimo presto ribattezzato come il muro della vergogna. Nel 2008 il consiglio comunale ha deciso di localizzare parte del circuito di Formula 1 in questo quartiere. Nazaret ad oggi è quindi un quartiere praticamente isolato dove scarseggiano accessi alle autostrade ed alle tratte ferroviarie, così come collegamenti ai trasporti pubblici.
Il secondo intervento FUERA DROGA DEL BARRIO è invece la tipica, criptica ed irriverente pittura di Escif. Interpretabile in modi differenti, l’opera potrebbe essere letta come un riferimento alla sterile lotta alla droga.

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Escif Street Art Valencia

Escif Street Art Valencia

Escif Street Art Valencia

Sepe – “Sleeping through the war” at Galleria Varsi (Recap)

09/11/2017

Sepe

Curata da Chiara Pietropaoli “Sleeping Through The War” è il risultato di esperienze, riflessioni su contesti culturali differenti con cui l’artista è venuto a contatto durante i suoi viaggi. Sepe veicola una personale riflessione sulla guerra dove il corpo di lavoro diviene reazione attiva al reale, suggerendo un paradosso tra caos e logica attraverso la consueta stilistica che da sempre ne contraddistingue l’immaginario.
Nello specifico l’autore ricorda una domenica di sole di un anno fa a Mosca dove, incuriosito da un volantino con la scritta ‘Picnic di Famiglia’, si è ritrovato catapultato all’interno di una scena surreale: bambini in uniforme militare intenti a tenere workshop sulla guerra, dove armi, pistole, Kalashnikov e fucili di precisione passavano disinvolti tra le loro mani sotto lo sguardo incoraggiante delle famiglie. Bambini intenti ad addestrare i loro coetanei al combattimento ed alla guerra, quella vera non un gioco.

In Russia le organizzazioni patriottiche e di carattere militare per bambini e ragazzi sono molte diffuse. Questa esperienza diviene l’incipit di quest’ultima mostra firmata dal talento Polacco. I nuovi spazi della Galleria Varsi divengono ‘teatro dell’assurdo’, luogo in cui lo spettatore può riflettersi e riflettere. L’intento di Sepe è quello di sottolineare come la guerra faccia sempre più parte delle nostre vite. Dall’economia, dove rappresenta il business più redditizio, alla politica, con tutte le strumentalizzazioni del caso, passando per i media, dove la morte è la notizia più venduta, la violenza è il comune denominatore, simbolo di intrattenimento e bestseller della cultura pop.
Drammatico e duro, il corpo di lavoro si piega a queste contraddizioni. Sepe dipinge uomini, donne e bambini come parte dello spettacolo della violenza. Guidati e dominati da forze insensate, con i corpi stanchi, alienati e desolati che si perdono nella massa. In mostra fino al prossimo 12 Novembre.

Galleria VARSI
Via di Grotta Pinta 38
00186 Roma

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Pics by The Blind Eye Factory

MP5 – New Mural in Perugia

09/11/2017

Mp5 Street Art Perugia

Tutta la sensibilità di MP5 in quest’ultima pittura realizzata dall’autrice Italiana nell’area periferica e industriale di Perugia con il supporto dello Studio Archis. L’opera, dipinta su Via Orazio Tramontani, è intitolata “MATRIARCHY” e rappresenta l’opportunità per nuovo momento di riflessione.
Sempre piuttosto sensibile a temi legati alla donna e interagendo qui con le peculiarità architettoniche dello spazio di lavoro, MP5 realizza una serie di corpi femminili. Oltre ad essere caratterizzato dall’iconica scala cromatica interamente basata sul bianco e sul nero, con l’aggiunta qui del giallo, l’intervento è una riflessione sul potere. Nello specifico l’artista immagina qui un gruppo di donne unite da una forza che definisce silenziosa in un potente atto di ascolto e comunicazione, la scintilla che innesca un cambiamento necessario.

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Mp5 Street Art Perugia

Mp5 Street Art Perugia

Mp5 Street Art Perugia

Mp5 Street Art Perugia

Mp5 Street Art Perugia

Mp5 Street Art Perugia

BLU – New Mural at Ex SNIA in Rome

09/11/2017

BLU Street Art Ex Snia Roma

Prosegue la ‘campagna’ di BLU a Roma. Il grande artista continua a legare il proprio nome a zone e luoghi di forte lotta sociale, ultimo in ordine di tempo questo nuovo intervento realizzato presso il Csoa ExSnia.
L’area, ben 14 ettari di terreno, si trova tra Via Prenestina e Via di Portonaccio nel cuore pulsante del quartiere residenziale Pigneto-Prenestino. Qui dagli anni venti sorgeva la storica fabbrica SNIA Viscosa che fino alla metà del novecento ha prodotto il rayon – un tipo di seta artificiale – attraverso la raffinazione chimica della cellulosa.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la fabbrica incrementò la sua produzione diventando anche rifugio antiaereo del quartiere capitolino. Nel 1955 la crisi dell’industria chimica Italiana portò alla dismissione e successivo totale abbandono della fabbrica. Nello stesso periodo il Pigneto e Torpignattara crebbero fino a diventare una delle zone a più alta densità abitativa d’Europa.
Lo spazio dell’ex fabbrica, nonostante facesse gola a molti, venne bloccato e protetto dalla dilagante speculazione edilizia di quel periodo grazie al SDO – Sistema Direzionale Orientale, piano regolatore di sviluppo urbanistico del Comune di Roma che vedeva questa zona con nuova sede di uno dei ministeri.

Gli inizi degli anni ’90 videro l’apertura di un enorme cantiere per la costruzione di un supermercato di sei piani e di una nuova sede della ASL. Il progetto, che si scoprirà privo di permessi, naufragherà quando gli scavi si sono allagati di acqua proveniente dalla storica falda acquifera dell’Acqua Vergine. L’acqua ha sommerso il cantiere, allegando parte dei piani già costruiti e dando vita al Lago Sandro Pertini, specchio d’acqua balneabile e profondo circa 6 metri che si unisce alla grande area verde nata dall’abbandono della fabbrica. Quest’ultima, insieme a tre capannoni espropriati dal Comune, darà vita al Parco delle Energie, prima area verde del quartiere.

In questo contesto e con l’intento di rivendicare il salvataggio dell’area dalla speculazione edilizia riconsegnando di fatto la zona ai cittadini, nel 1995 nasce il Centro sociale occupato autogestito Ex Snia.
Lo spazio ospita al suo interno diversi laboratori tra cui una ciclofficina, un orto condiviso, un teatro, un centro antiviolenza ed una scuola popolare. Ad oggi infine fa parte del Comitato per la tutela del Parco delle Energie, gestisce uno spazio per l’attività sportiva e l’archivio storico della fabbrica ex SNIA.

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BLU Street Art Ex Snia Roma

BLU Street Art Ex Snia Roma