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Archive for novembre, 2016

Watch: MOMO for Bad Murals Project | Video Recap

30/11/2016

Fuori ora un bel video recap su Bad Murals, il bel progetto che ha visto MOMO al lavoro per le strade della Sicilia durante la fine dell’estate.
Attivissimo in quest’ultimo periodo, l’artista ha da poco uscite anche una nuova serie di stampe sul store di Studiocromie, MOMO chiude il cerchio sul suo ultimo progetto estivo. Bad Murals nasce come progetto di pittura murale tra i paesaggi della Sicilia, come esperienza ed avventura. L’idea è poi, come visto, sfociata in un nuovo allestimento ospitato a Grottaglie (Covered) ed ora un piccolo docu-video, con il quale possiamo approfondirne al meglio tutta l’esperienza.
Inevitabilmente l’esperienza è stata segnata dagli stimoli dell’ambiente di lavoro, dalle particolarità degli spot e delle superfici a disposizione, con l’autore particolarmente interessato a proporre nuove ed inedite soluzioni estetiche. Da ciò emerge un progetto legato all’idea di spontaneo, con MOMO intento a sviluppare variazioni consistenti nella sua iconica direzione pittorica, e soprattutto caratterizzato dal consueto clima divertente e spensierato che accompagna le avventure
Mettetevi comodi e date un occhiata al bel video in calce al nostro testo, se volete approfondire vi rimandiamo infine al nostro precedente post, con tutte le immagini dei lavori realizzati dal grande artista. Enjoy it.

Pic by The Artist

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Sten & Lex in Castrofilippo for TRISCELE Project

30/11/2016

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Chiudiamo il cerchio sul TRISCELE Project con quest’ultimo doppio intervento realizzato da Sten & Lex a Castrofilippo ospiti dell’Associazione Cufù.
Il progetto ha visto Sten & Lex, Martina Merlini e Moneyless confrontarsi con i paesaggi della Sicilia, all’interno di un viaggio basato sulla collaborazione e sperimentazione, sul lavoro congiunto, per arrivare a nuovi ed inaspettati ed inediti linguaggi visivi.
Cufù rappresenta al meglio lo spirito di rivincita e consapevolezza che sta così profondamente cambiando il tessuto sociale della Sicilia, e più in generale del meridione. Si tratta dell’ennesima realtà che guarda al territorio con uno slancio Europeo, al fine di costruire e stimolare un cambiamento in grado di dare forma ed una nuova identità culturale e sociale.
L’associazione si occupa di dare una nuova dimensione, di stimolare un cambiamento, ed infine di sviluppare un progetto di rigenerazione consapevole dei luoghi. Ciò viene portato avanti attraverso interventi di arte murale e con la volontà di rendere partecipe la gente dell’omonimo paesino nella provincia siciliana.
Ospiti quindi dell’Associazione, Sten & Lex realizzano un doppio intervento andando a lavorare su due differenti spazi, sviluppando il consueto canovaccio estetico ed astratto.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti del making of e dei due interventi realizzati, dateci un occhiata! Nella nostra sezione tutti gli interventi realizzati per il bel progetto. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro degli artisti. Stay tuned.

Thanks to Cufù for The Pics

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Faith47 for 7.83 MHZ Frequency Project

30/11/2016

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Uno sguardo alle ultime pitture di Faith47 per il suo 7.83 MHZ Frequency Project, progetto in cui l’artista indaga sulla fragilità della psiche umana.
Gli ultimi mesi per l’autrice Sudafricana sono stati caratterizzati da interventi su larga scala ed opere di dimensione ridotta, tutti però riconducibili a questo suo ultimo progetto. Il 7.83 MHZ Frequency Project si rifà nel nome alla frequenza della terra. Questa per l’artista diviene analogia ideale per sviluppare un canovaccio narrativo sensibile ed altamente emotivo, capace di tracciare tutte quelle sfaccettature, quelle fragilità ed emotività che caratterizzano l’essere umano.
L’approccio tematico e stilistico dell’interprete per questo progetto risulta quanto mai delicato ed al contempo poetico, legato ad una raffigurazione realistica e caratterizzata da una fortissima interazione con lo spazio di lavoro. Sono in particolare gli interventi di dimensione minore a catturare la nostra attenzione.
Queste particolari pitture vedono Faith47 lavorare all’interno di spazi e luoghi abbandonati, su pareti che così profondamente hanno subito l’inesorabile passare del tempo. Lo spazio diviene metafora dei corpi stanchi e costantemente colpiti dalla vita, con l’autrice abilissima nel mettere in relazione questi ambienti con l’essere umano, alimentando il senso di riflessione del progetto, attraverso una riuscitissima analogia.
In attesa di scoprire gli sviluppi di questo bel progetto, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo con tutti i dettagli di quest’ultima serie di lavori. Dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Bosoletti for DesOrdes Creativas 2016

29/11/2016

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Con quest’ultima pittura firmata da Bosoletti per il DesOrdes Creativas Festival di quest’anno, torniamo per le strade di Ordes in Spagna.
La pittura di Bosoletti è di quelle sensibili, è un impeto visivo delicato, legato a temi altamente introspettivi, capaci quindi di stimolare e stuzzicare chi osserva, toccandone le corde più emotive. A bilanciare questa profondità tematica, troviamo un approccio pittorico figurativo e votato al realismo, con stoccate di colore, bagni cromatici e intese scale tonali, con l’interprete sempre più vicino ad una resa (quasi) fotografica.
Dal titolo “Memoria” l’opera presentata da Bosoletti per la rassegna Spagnola, rappresenta l’opportunità per un confronto un nuovo ed inedito setting. La pittura è infatti parte di una serie di lavori con cui l’artista riflette sul senso di oblio.
Sempre particolarmente sensibile allo spazio di lavoro ed all’ambiente circostante, Bosoletti in questo filone riflette su tutti quegli spazi abbandonati, sugli edifici lasciati in balia del tempo, letteralmente dimenticati dalla società. Attraverso la propria pittura, l’autore tenta di far rivivere questi ambienti.
L’idea è quella di proporre una interazione profonda con la superfice di lavoro, utilizzando quest’ultima come parte stessa della pittura. La stessa scelta delle figure dipinte è il risultato di un lavoro di ricerca sul posto, con il ritrovamento di vecchie fotografie ritraenti persone senza nome, atta a rafforzare il rapporto tra pittura e spazio, sottolineando infine come, con il tempo, tutto quanto verrà prima o poi dimenticato.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una consueta selezione di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura firmata dall’artista. Mettetevi comodi e dateci un occhiata, presto nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Agostino Iacurci for Feature Walls in Sheffield

29/11/2016

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Uno sguardo al lavoro realizzato dal nostro Agostino Iacurci per il Feature Walls di Sheffield, progetto organizzato dalla Bradbury & Blanchard Gallery.
Il progetto ha visto al lavoro alcuni dei nomi caldi della scena Europea, al confronto con grandi e piccoli spazi in giro la cittadina Inglese. Dopo la bella pittura realizzata da Nelio (Covered) diamo quindi un occhiata all’intervento realizzato da uno dei nomi più importanti della scena Italiana.
Profondamente legato ad un approccio pittorico vicino all’illustrazione, Agostino Iacurci ha saputo sviluppare una peculiare e riconoscibilissima sintesi grafica. Se dal punto di vista stilistico assistiamo ad una persone rielaborazione estetica di elementi conosciuti, i temi affrontati dall’autore si rifanno al quotidiano, a tutte quelle situazioni di vita giornaliera, da cui l’artista trae spunto per le proprie pitture.
Nell’ultimo periodo Agostino Iacurci sembra concentrato nel voler variare i contenuti delle proprie produzioni. Non solo personaggi quindi, ma sopratutto elementi organici, in particolare le piante, passando per forme, figure ed oggetti che compongono la nostra esistenza. L’approccio pittorico rimane tuttavia invariato, con una particolare cura per i colori scelti, con una sintesi pittorica flat, continui giochi di contrapposizione tra spazi pieni e vuoti.
In calce al nostro testo alcuni dettagli di quest’ultima pittura del grande interprete Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni proseguiremo il nostro recap sulle meraviglie della rassegna Inglese. Stay tuned.

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Aris – A Series of New Murals

29/11/2016

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Con una nuova serie di interventi realizzati recentemente, continuiamo con interesse a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di Aris.
Questa nuova infornata di pittura, è parte della Freight Train Series, particolare serie di lavori che vede Aris confrontarsi con la superficie dei vagoni ferroviari, sviluppando la personale visione pittorica. Al tempo stesso la serie porta l’interprete vicino alle sue radici da writer, alimentando la sperimentazione e la personale commutazione della forma.
Il confronto con le pittura del grande autore Italiano passa per un processo pittorico legato ad una proiezioni di stimoli ed impulsi emotivi eterogenei. L’artista si confronta con la superficie di lavoro sviluppando livelli differenti, sovrapponendo gli stessi al fine di creare una trama dall’interpretazione del tutto soggettiva. Lavorando quindi attraverso tonalità differenti, Aris propone una personale commutazione della forma, dalla quale emerge una visione sfaccettata ed altamente criptica.
All’interno dei particolari volumi dell’artista si agitano volti e corpi, elementi organici, capaci di stimolare una sorta di viaggio percettivo. Con l’invito a perderci all’interno delle forme e delle increspature ideate dall’autore, ci confrontiamo con assenza cromatiche, sospensioni, immagini in negativo, tonalità differenti, con l’obiettivo di comporre e scomporre immagini differenti attraverso la nostra personale sensibilità.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande interprete Italiano, vi lasciamo ad una bella e ricca galleria di immagini. Scrollate giù e tutto dopo il salto, e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Pablo S. Herrero – New Murals in La Isla Maciel

28/11/2016

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Nuovo aggiornamento per Pablo S. Herrero, l’artista Spagnolo ha recentemente realizzato due nuove pittura nel quartiere La Isla Maciel di Buenos Aires.
Questa doppia fatica, è parte dei lavori per La Isla Social Project, ed ha visto l’interprete realizzare due distinte pittura, tra cui spicca la collaborazione con i Gaucholadri.
L’approccio pittorico di Pablo S. Herrero è caratterizzato da un impeto pittorico profondamente connesso con gli elementi naturali. Attraverso una personale reinterpretazione di alberi ed in particolare dei rami, l’artista sviluppa corpose composizioni. La sintesi dell’autore dispiega quindi nello spazio forme ed elementi irregolari, scanditi al loro interno da una trama pittorica caratterizzata dall’intreccio di rami di dimensione differente, ed infine da una scelta tonale (quasi) sempre legata al bianco ed al nero.
Se la collaborazione con i Gaucholadri intreccia gli elementi visivi tipici dell’immaginario dell’autore, con le divertenti ed intelligenti analogie visive tipiche del duo, è il primi intervento a catturare la nostra attenzione.
Dal titolo “Balanza”, la pittura vede Pablo S. Herrero proseguire nel portare avanti uno sviluppo maggiormente libero. L’opera è la perfetta continuazione di quanto visto a Civitacampomarano per il Cvtà Street Fest (Covered). L’interprete sviluppa una trama sciolta, altamente motoria, sviluppando una trama finale in grado di cambiare la percezione dello spazio.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Xoi Villalba

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Hyuro – New Mural in Barcelona

28/11/2016

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Hyuro nei giorni scorsi ha preso parte ai lavori per il Transit Walls di Barcellona, per il quale ha realizzato questa nuova ed intensa pittura.
Nel confrontarci con le produzioni di Hyuro, dobbiamo inevitabilmente tener conto della forte profondità tematica che accompagna ciascuna delle sue pitture. L’autrice ha saputo contestualizzare una personale riflessione sull’universo femminile, sulla donna e sul suo ruolo all’interno della società moderna, attraverso una pittura efficace e altamente trasversale. Le immagini proposte dall’artista canalizzano sentimenti, spunti e riflessioni, spesso legati al luogo di lavoro, ma lo fanno attraverso potenti analogie visive e strutturali. La scelta è quindi quella di confrontarsi sia con lo spazio, sia con lo spettatore od il passante casuale, attraverso un impeto altamente riflessivo, non in modo invasivo, quanto piuttosto attraverso un setting intelligente, delicato nell’approccio sia tematico quanto pittorico.
Dal titolo “Temporary Transit” l’opera, realizzata in pochissimi giorni grazie all’aiuto di 2000nce, è parte del progetto Spagnolo curato da Rebobinart, ed ha visto l’artista tornare a realizzare una lunga pittura caratterizzata da una sequenza di frame. L’intervento vede quindi Hyuro riprendere uno degli approcci a lei più cari, attraverso la composizione di un intervento caratterizzato da fasi differenti, capaci come sempre, di sottolineare uno specifico spunto o riflessione, attraverso la rappresentazione di una precisa azione.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’autrice, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di questa sua ultima pittura. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi

Thanks to The Artist
Pics by Joan Piol

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Borondo for DesOrdes Creativas 2016

28/11/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura realizzata da Borondo ad Ordes in Spagna in occasione dei lavori per il DesOrdes Creativas Festival di quest’anno.
Intitolata “Sacrum Fieri”, quest’ultima pittura prende vita direttamente sulla facciata esterna dell’istituto ‘IES Maruxa Mallo’ di Ordes, ed ha visto Borondo riflettere sul senso di sacrificio.
L’idea di sacrificio, in questo particolare momento storico, ha assunto un significato differente ed un conseguente spostamento semantico. Fare un sacrificio implica una rinuncia volontaria a qualcosa di specifico, abbandonare od uccidere una vittima per esempio, spiega l’artista. Con questa nuova fatica il grande artista vuole dare quindi un nuovo e più attinente significato.
La parola sacrificio deriva, infatti dal latino SACRUM FIERI, che significa “essere santificato” e per derivazione, “diventare sacro.” Non vi è quindi alcuna connotazione sanguinosa, tantomeno un idea di privazione di qualsiasi tipo. Il significato della parola risulta perciò strettamente legato ad un passaggio da uno stato laico e legato alla vita di tutti i giorni, ad uno ‘sacro’, divino e soprannaturale. Si tratta quindi una via spirituale attraverso il quale si accede a un diverso stato di coscienza, legato ad una dimensione totalmente staccata da impulsi materiali. Tutto ciò inevitabilmente è alla base non solo di una riflessione religiosa, ma anche di tutte quelle ricerche spirituali ed interpersonali che ciascuno di noi porta avanti giorno dopo giorno.
Partendo da questo Borondo compone una nuova e potente analogia visiva dipingendo una serie di sedie accatastate una sopra l’altra, in una sorta di ascesa cosciente e voluta verso l’alto e qualcosa di diverso.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima pittura. Mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Adrian Locre

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Jade – New Mural in Asunción, Paraguay

27/11/2016

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Continuiamo a seguire con interesse gli spostamenti di Jade, l’artista Peruviano ha da poco terminato una nuova pittura a Asunción in Paraguay.
Realizzato all’interno del NO ME OLVIDES, quest’ultimo lavoro firmato Jade vede l’artista proseguire nel portare avanti la particolare narrativa pittorica. Attivissimo in quest’ultimo periodo, l’autore porta avanti una pittura dal forte carattere viscerale ed emotivo, ma soprattutto caratterizzata dalla volontà di confrontarsi con chi osserva le sue pitture.
Il dialogo rappresenta la principale leva espressiva per l’artista, sempre più interessato nel sviluppare temi, spunti ed argomenti capaci di entrare in modo a contatto in sottile e delicato. L’idea è quella di non voler offrire risposte o dogmi, quanto piuttosto stimolare la riflessione e l’introspezione attraverso una pittura dai forti toni riflessivi. Temi come la morte, la vita passando per la quotidianità, rappresentano motivo di interesse per l’autore.
Se tutto ciò rappresenta l’aspetto prettamente tematico, Jade agisce nello spazio attraverso una pittura ora più vicina al realismo, scandita da colori caldi e soprattutto da immagini e figure dal forte senso spirituale ed introspettivo. In questo senso, la natura, gli animali e l’essere umano, rappresentano i protagonisti dell’universo pittorico dell’autore Peruviano.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica dell’interprete. Dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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MART – New Mural for Ruta de Murales Project

26/11/2016

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A distanza di parecchio tempo, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di MART grazie a questa nuova pittura realizzata per il Ruta de Murales Project.
Il progetto è un percorso di arte urbana che si sviluppa all’interno del territorio Argentino. Alcuni tra i nomi di spicco della scena internazionale e locale, alcuni parte della MTN Crew, stanno realizzando una serie di interventi sparsi per l’Argentina, andando a creare una sorta di percorso pittorico.
Tra gli artisti al lavoro per il progetto ritroviamo con piacere MART, l’interprete ha da poco terminato una nuova pittura su questa piccola struttura a Puerto Madryn, nella Patagonia Argentina.
L’intervento vede l’interprete sviluppare un canovaccio visivo caratterizzato dall’intreccio di forme ed elementi differenti, rappresentati attraverso una personale rielaborazione grafica. L’autore guarda al quotidiano, proponendo un gran numero di figure differenti in grado di sviluppare una narrazione personale, fortemente influenzata da stimoli e spunti introspettivi.
A differenza delle precedenti produzioni, MART abbandona la biciclette come principale stimolo, concentrandosi piuttosto in una rappresentazione vivace, ricca di stimoli e colori differenti, lavorando attraverso un approcci ibrido, capace di intrecciare elementi figurativi, con istanti maggiormente spontanei ed astratti.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete Argentino, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di questa sua ultima fatica. Dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Pelucas – New Mural in Vigo, Spain

25/11/2016

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Con questa nuova pittura da poco realizzata a Vigo in Spagna, ritorniamo ad immergerci all’interno del folle universo pittorico di Pelucas.
Dopo i recenti exploit su superfici di lavoro davvero imponenti, ultimo quello dipinto ad Ibiza per il Bloop Festival (Covered), Pelucas propone una nuova pittura su questa piccola struttura, lasciando inalterate quelle che sono le caratteristiche del proprio credo artistico.
Il confronto con le produzioni dell’autore, passa per una esplosione di elementi, figure, forme e personaggi differenti, intrecciati, sovrapposti ed intersecati tra di loro all’interno dello spazio di lavoro. L’interprete imbastisce fitte trame servendo si forme ed elementi differenti, caratterizzando il proprio immaginario attraverso colori acidi ed infine tonalità decisamente accese. Queste alimentano lo sviluppo di una personalissima e ricerca estetica pop, riversando nello spazio tutto l’impeto e l’impatto dei continui mash-up, e soprattutto dei bizzarri ed eclettici characters. Infine, la forte cripiticità degli interventi, permette a chi osserva, di avvicendarsi all’opera attraverso una personalissima chiave di lettura.
Le forme alterate di Pelucas invadono qui la totalità della superfice di lavoro. L’autore sviluppa una nuova rappresentazione in grado di giocare con la percezione e la dimensione dello spazio. All’interno troviamo tutti una nuova esplosione di elementi e figure, per un risultato finale dalla difficile interpreteazione.
Dopo il salto tutti i dettagli di quest’ultima follia, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro e sugli spostamenti dell’artista Spagnolo.

Pics by The Artist

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Luzinterruptus – “Dead Red Roses” New Installation in Madrid

25/11/2016

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Recentemente i Luzinterruptus hanno completato una nuova installazione presso il Parque del Oeste, si tratta di ‘funerale’ per la scomparsa del Partito Socialista di Spagna.
Il PSOE è morto. Gli autori hanno voluto commemorarne la scomparsa attraverso un intervento che sa più che altro di nostalgia verso quegli inizi della democrazia che hanno saputo guidare la Spagna, a prescindere quindi dalla simpatia per il leader o per la direzione neoliberale del partito. Approfondendo, l’opera è una diretta conseguenza del momento politico Spagnolo, con gli autori particolarmente interessati a rimarcarne la deriva, attraverso una critica forte ed certamente efficace. In particolare gli interpreti si scagliano contro il costante vendersi, il tradire la propria ideologia in favore di influenze di estrema destra, tutto pur di mantenere il proprio posto al governo, lasciando impunita la corruzione, lasciando che tagli ed austerità prendano il sopravvento. Qualcosa che suona certamente familiare anche qui da noi.
Per ‘celebrare’ la morte del partito i Luzinterruptus si sono spostati in direzione della sede del partito in Via Ferraz, lavorando nello specifico all’interno del Parque del Oeste, il luogo più riparato e vicino alla sede. Qui gli interpreti hanno installato circa 150 croci illuminate ciascuna con una rosa rossa, simbolo del partito. 6 ore di lavoro per 1 ora di esposizione, prima di cancellare in modo simbolico la loro presenza.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultimo progetto, vi lasciamo ad una bella e lunga serie di scatti. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro degli interpreti.

Pics by Carma Casulá via The Artists

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Guerrilla Spam – New Mural in Reggio Emilia

25/11/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura dei Guerrilla Spam realizzata a Reggio Emilia, all’interno degli spazi del Laboratorio Aq16.
A caratterizzare la totalità delle produzioni dei Guerrilla Spam, è la volontà degli interpreti di portare avanti un estetica fortemente legata a temi e spunti rilevanti. L’obbiettivo degli artisti è quello di stimolare una costante riflessione su argomenti di interesse sociale, politico ed economico. Lo sviluppo delle opere, passa di conseguenza attraverso figure retoriche, analogie visive, spunti ed elementi eterogenei in grado di (ri)contestualizzare uno specifico tema e di sviluppare l’inevitabile riflessione che ne consegue.
Gli autori affrontano tematiche spesso legate ad argomenti attuali, attraverso un segno grafico personale, scandito unicamente dal bianco e del nero, con il quale dare forma e sostanza ai bizzarri e particolari characters.
Quest’ultimo lavoro si intitola “Venti opposti e contrari” e rappresenta una chiara e precisa presa riflessione circa la questione dei migranti. I Guerrilla Spam si confrontano con questa porzione di parete lavorando in totale simbiosi con le sue peculiarità architettoniche. L’opera cambia completamente la percezione dello spazio, e vede lo sviluppo di una vera e propria lotta ideologica, rappresentata dalle due figure dipinte all’estremità, con la città posta nel mezzo tra i due venti.
Come sempre il valore aggiunto delle produzioni degli interpreti, è rappresentato dai dettagli inseriti nel risultato finale, questi amplificano e sviluppano il canovaccio narrativo, offrendo spunti e specifiche prese di posizione, per un risultato finale chiaro ed inequivocabile.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti degli artisti, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima opera. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artists

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Stephen Smith “Radical Utopias” at Mini Galerie (Recap)

24/11/2016

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Diamo uno sguardo approfondito a “Radical Utopies” ultimo show presentato da Stephen Smith negli spazi della Mini Galerie di Amsterdam.
L’universo visivo di Stephen Smith è caratterizzato anzitutto dall’utilizzo di medium e materiali differenti, con un processo di astrazione della forma che si rifà al classico sistema di decostruzione e costruzione, attraverso un costante flusso spontaneo. L’autore Inglese porta avanti un approccio estetico caratterizzato dal dialogo ed interazione continua tra mezzi espressivi eterogenei, come la pittura, il disegno, la stampa, passando per i lavoro installativi. Attraverso il proprio lavoro l’interprete riflette sull’intreccio tra elementi e materiali fisici con forme e volumi dipinti.
A caratterizzare l’immaginario dell’artista sono elementi digitali, come glitch e bit-rot, i paesaggi post-traumatici, passando per le opere che attingono dalle teoria cospirazioniste.
Dal titolo “Radical Utopies” quest’ultima esibizione dell’autore è caratterizzata da una nuova serie di pere su carta e tela, capaci più che mai di sottolineare l’interesse dell’interprete per la composizione e l’utilizzo di materiali differenti. L’incipit dello show è dato dal viaggio di Stephen Smith nella zona di esclusione di Černobyl’ (circa 30 km dal sito dell’ex centrale nucleare) e nella città fantasma di Pryp’jat’k, entrambe in Ucraina. Questo viaggio ha alterato e plasmato il linguaggio visivo dell’artista, con il tratto ed il segno che divengono più crudi e spontanei e con gli elementi che tengono a ripetersi all’interno della superfice di lavoro.
Dopo il salto alcune immagini dell’allestimento e delle opere proposte dall’artista, scrollate giù e dateci un occhiata. Se vi trovate in zona vi ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 3 Dicembre per andare a darci un occhiata di persona.

Mini Galerie
Kinkerstraat 12AH
1053 DT Amsterdam

Pics by The Gallery

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DissensoCognitivo – A Series of New Rusted Pieces

24/11/2016

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Il DissensoCognitivo continua a portare avanti il proprio immaginario, con una nuova serie di interventi realizzati su alcuni cartelloni pubblicitari.
È un mondo oscuro, freddo e sinistro quello immaginato dal DissensoCognitivo. C’è un silenzio che avviluppa, stritola nella sua morsa. Ci sono figure sinistre, il risultato lucido e programmato della follia umana che ha preso il sopravvento ed ha spazzato via ogni traccia. L’uomo non esiste più, non esiste nella forma e nell’aspetto a cui siamo soliti guardare, risulta cambiato, plasmato e trasformato dalla sua stessa brama di potere, dall’aspirazione di vita eterna, naufragati rapidamente verso un oblio di sentimenti, rantoli e suoni grezzi e vuoti.
Il DissensoCognitivo ha saputo tracciare un universo narrativo ben definito, capace di porsi come personale finestra sul futuro. Si tratta di una tesi ipotetica ma al tempo stesso dannatamente possibile, con l’interprete capace più che mai di contestualizzare ed amplificare quelli che sono i problemi dell’uomo moderno, proiettandoli verso un futuro catastrofico e alienante.
Questa nuova infornata di lavoro rivela la volontà dell’artista di continuare a lavorare sui cartelloni pubblicitari. Questi particolari spazi, oltre a rappresentare in modo egregio un simbolo dei tempi moderni, divengono ideale superfice di lavoro, laddove l’utilizzo della ruggine, ben si sposa con l’aspetto, la forma, e le peculiarità dei characters proposti dall’interprete.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti dell’artista, vi lasciamo ad alcuni scatti ed ai dettagli di questa sua ultima fatica. Dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Eron – New Mural in Santarcangelo di Romagna

24/11/2016

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L’ultima magia di Eron è un omaggio alla poetessa Giuliana Rocchi e prende vita, su questa grande struttura a Santarcangelo di Romagna.
Nata proprio a Santarcangelo di Romagna, schierata ed impegnata politicamente e socialmente, Giuliana Rocchi è stata una poetessa Italiana. Di origini umili e contadine, l’autrice ha vissuto una vita di difficoltà economiche, e, nonostante fosse priva di una educazione scolastica – ha abbandonato la scuola per il lavoro in quarta elementare – ha comunque portato avanti la propria propensione per la scrittura.
Eron quindi raccoglie l’eredità di una delle figure di spicco del luogo di lavoro, attraverso un omaggio capace di ben riassumerne la vita. Partendo dalla figure della poetessa, l’autore sviluppa una intensa pittura profondamente legata alle peculiarità della superfice di lavoro.
Giocando attraverso il consueto effetto iperrealistico, Eron scandisce lo spazio con una serie di panni stesi letteralmente in balia del vento. Se l’estetica è come sempre figlia della incredibile capacità di raffigurazione dell’interprete, appare chiaro l’intento di quest’ultimo di portare in dote una riflessione sulla donna e sul ruolo della stessa nella società moderna.
Esattamente come Giuliana Rocchi ha saputo battersi, anche attraverso il proprio lavoro, per tutte quelle cause e lotte sociali legate all’universo femminile, l’autore propone una serie di panni stessi, simbolo della donna casalinga, come ideale metafora. Letteralmente stesi sulla superfice di lavoro attraverso un incredibile effetto a tre dimensioni, i panni si trasformano preso in fogli di carta ed infine alcune colombe.
L’impressione è quella che l’artista abbia voluto sintetizzare un forte e profondo senso di libertà, schierando contro i pre-concetti, e sviluppando un intervento efficace, diretto ed al tempo stesso particolarmente profondo.
Dopo il salto alcuni dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto infatti nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Italiano.

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Watch: JAZ for Avant-Garde Urbano Festival in Tudela

23/11/2016

Fuori ora un bel video recap sull’ultima splendida pittura realizzata da JAZ per Avant-Garde Urbano Festival di Tudela in Spagna.
La rassegna è un festival di arte urbana che si svolge a Tudela, è curata da Jorge Rodriguez-Gerada con la gestione affidata a Castel-Ruiz, ente che si occupa delle attività culturali della cittadina. Qui ogni anno vengono chiamati alcuni dei nomi di spicco della scena internazionale, tra cui appunto JAZ.
Il video, edito da Germán Rigol, ci offre l’opportunità di tornare ad approfondire quest’ultima fatica del campione Argentino, un opere che ancora una volta risulta strettamente connessa al contesto in cui è stata dipinta.
Dal titolo “La ciudad de las cuatro culturas” questa bella pittura di JAZ è una riflessione sull’identità storica e religiosa di Tudela. La cittadina rappresenta un raro esempio in cui, religioni differenti riescono a convivere in modo pacifico ed armonioso, in un luogo in cui è fortemente radicata la comunità Gipsy. L’interprete riflette quindi sulla forte pluralità culturale presenta qui, andando a sviluppare un enorme intervento a specchio capace di ben rappresentare l’identità del luogo.
Mettetevi comodi e date un occhiata al video in calce al nostro testo, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Argentino.

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Borondo – New Mural in Jacksonville

23/11/2016

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L’ultimo Borondo prende vita a Jacksoville in Florida, il grande artista Spagnolo ha da poco terminato di dipingere questa grande parete per l’Art (Re)public Project.
L’opera riprende il discorso con le precedenti pitture caratterizzate da una dimensione maggiormente ‘fisica’, e sopratutto con il totale stravolgimento percettivo dello spazio a disposizione. La serie, inaugurata con la splendida pittura realizzata in India (Leggi l’editoriale) vede Borondo confrontarsi con lo spazio ricavando dallo stesso un nuovo contesto ambientale e fisico. Si tratta quindi di una nuova ‘finestra’ verso l’universo altamente emotivo che, come già visto nel corso del tempo, caratterizza così profondamente l’operato dell’artista.
Dal titolo “Show” l’opera ha come incipit: “Tutto ciò che un tempo era direttamente vissuto è diventato semplice rappresentazione.” frase tratta da “La società dello spettacolo”, saggio dello scrittore e filosofo francese Guy Debord. Partendo da ciò Borondo sviluppa una nuova e potente riflessione sui tempi moderni, uno dei temi ricorrenti nel percorso artistico dell’autore. In particolare l’interprete pare additare la costante necessità di surrogare le esperienze di vita e di apparire, il tutto alimentato dall’avvento dei social network, che così profondamente stanno caratterizzando questo momento storico e sociale.
Lo sviluppo dell’intervento passa quindi per una rappresentazione dell’interno di un grande teatro, ovvero il palcoscenico della nostra esistenza. Tutto chiaro?
Come consuetudine ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autore Spagnolo.

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Pics by Iryna Kanishcheva

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Andreco for Campidarte

23/11/2016

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Immaginate un luogo completamente isolato, immaginate un spazio fisico in totale simbiosi con la natura, prima abbandonato e poi riutilizzato come centro culturale. Immaginate ciò ed avrete solo una minima idea di cosa sia Campidarte.
Campidarte è un centro culturale, ma anche e soprattutto sperimentazione e design, nel cuore della Sardegna, tra le campagne del campidano, nel territorio del Comune di Ussana. Così dannatamente distante dal clamore, dal caos, dalla velocità che contraddistingue i tempi moderni.
L’idea dietro il centro è accarezzata dall’incoscienza di voler creare un nuovo tipo di modello di progettazione, totalmente in opposizione dalle dinamiche moderne, alla serialità del lavoro o dei progetti. C’è la volontà e soprattutto l’esigenza, di puntare ad un percorso maggiormente vicino all’idea di laboratorio avanguardistico, dove la sperimentazione rappresenta il principale stimolo ed incipit.

La qualità prima di tutto a discapito della quantità, della ‘malattia del successo’, con l’intento primario di dare nuova forza alla creatività, all’arte ed al design a tutto tondo. C’è la volontà qui di avvicendarsi al bello puntando sull’ideare, privando l’equazione del costante ed imperativo obbligo al guadagno.
Tutto ciò viene sviluppato attraverso un contatto estremo con la natura, ‘stimolo primordiale che ha reso l’uomo pensante’ ed attraverso un insolita location fisica. Non si tratta di una semplice manifestazione artistica, l’idea è quella di sostenere con forza un ritorno alla natura offrendo uno spazio, all’interno del quale, potersi esprimere circondati dal verde e completamente in sintonia con la terra. Quest’ultima diviene volano espressivo, influenza cardine del processo creativo.
Lo spazio di Campidarte è caratterizzato da quattro differenti capannoni, precedentemente utilizzati per l’allevamento avicolo. Un quartetto di enormi e lunghe strutture industriali messe a disposizione dell’arte, ma anche un ambiente dedicato ad eventi che offre anche la possibilità di fermarsi durante la notte, e riprendere così da dove si era interrotto il giorno seguente.

E’ chiaro come il fascino di Campidarte vada a stimolare le corde più sensibili attraverso un confronto con un binario emotivo oramai perduto ed antico, figlio di reminiscenze ormai appannate. Qui la pace interiore e scandita dal soffio del vento, dai suoni della natura, dal battere incessante del sole.
Il risultato di questa particolare alchimia è rappresentato dalle residenze d’artista che si stanno susseguendo a cadenza random e che stanno coinvolgendo alcuni dei nomi più interessanti del panorama Italiano. Qui ha da poco concluso la sua residenza Andreco.

L’esperienza di Andreco ben si lega a quelli che sono i cardini di Campidarte L’autore Italiano nella sua ricerca d’artista si confronta con la natura e lo fa attraverso una duplice e personale lettura. L’interprete riflette sul rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale, di conseguenza si interessa a quello in corso tra l’essere umano e l’ambiente, in tutte le sue differenti declinazioni. Lo fa attraverso una personale direzione astratta, dove la commutazione della forma viene attraversata dalla personale sintesi capace di generare simboli, elementi e figure, che vanno poi a comporne il linguaggio visivo, pittorico e concettuale.
A sostenere quello che è il personale percorso in strada, gli studi accademici che hanno portato l’interprete ad essere dottore di ricerca in Ingegneria Ambientale sulla sostenibilità urbana.
Gli studi non rappresentano una mera aggiunta o compendio, quanto piuttosto un ideale completamento della ricerca artistica. Tutto ciò catalizza la totalità dell’esperienza artistica di Andreco, attraverso un impostazione multidisciplinare, in grado di confrontarsi con tecniche differenti, lasciando tuttavia inalterati i concetti e le riflessioni cardine del proprio credo.

Proprio la molteplicità dei medium rappresenta una costante dell’artista. Dalla pittura in strada, l’autore ha saputo confrontarsi con il disegno, la scultura e video, arrivando infine a coordinare potenti performance in grado di alimentare il senso partecipativo e riflessivo del suo operato.
Uno degli aspetti che sta emergendo, specialmente nell’ultimo periodo, è la volontà dell’autore Italiano di lavorare a progetti specifici in grado di abbracciarne a 360^ l’impeto artistico.
Un primo assaggio con “The Rock Slide and the Woods”, performance tenutasi presso la frana preistorica delle Marocche, a Dro (Covered). Qui Andreco ha presentato un progetto davvero corposo, capace di intrecciare installazioni con disegno, arte pubblica, performance, pirotecnica, coreografia di danza, parti attoriali ed infine attivismo ecologista. Il risultato è stato un progetto in grado di avvolgere letteralmente lo spettatore all’interno del suo personale immaginario.
L’autore si confrontato ed ha lavorato a stretto contatto con gli stimoli del luogo di lavoro, sviluppando al tempo stesso quelli che sono i temi tipici del proprio operato.

La natura rappresenta quindi il tema cardine dell’esperienza di Andreco presso Campidarte. Al tempo stesso la residenza ha permesso ancora una volta all’interprete di sviluppare un corpo di lavoro variegato, capace di abbracciare la molteplicità della sua identità artistica, approdando a nuove ed interessanti evoluzioni estetiche, e proponendo ancora una volta un dialogo serrato con l’ambiente di lavoro ed il territorio circostante.

Andreco propone tre differenti lavori, una pittura sulla facciata esterna di uno dei grandi capannoni, una performance annessa proprio all’intervento, ed infine una scultura profondamente connessa con il paesaggio circostante.
L’idea alla base del progetto è anzitutto quella di proporre una interazione completa con lo spazio e l’ambiente, intercettando e sintetizzando gli stimoli del luogo di lavoro, attraverso una visione coerente ed assolutamente corposa.
L’intervento pittorico in questo senso ha visto Andreco variare in modo significativo l’estetica del proprio immaginario. L’autore propone “Totalblack” una grande composizione caratterizzata dalla volontà di irretire lo spazio attraverso una grande ed enorme forma.
A differenza di quanto siamo soliti vedere, l’interprete evolve qui una delle sue iconiche figure, approssimandone l’aspetto con quello della superfice di lavoro. In questo modo l’elemento, ‘crescendo’ nello spazio, va letteralmente a scomparire al suo interno, trasformando la figura nel muro stesso. La specifica forma non è più presente, diventando letteralmente la grande facciata.
L’opera è connessa con il progetto di presentato dall’autore per il CHEAP Festival di Bologna (Covered), in particolare proprio con l’ultimo poster, dove l’interprete aveva completamente sublimato l’elemento all’interno dello spazio dell’ultima bacheca a disposizione per il progetto.

Legata alla pittura, troviamo “Mimetism”, una nuova ed interessante performance. Andreco cambia qui nuovamente le carte in tavola presentando un progetto del tutto inedito.
A differenza delle precedenti performance, qui i performer sono le forme. L’idea è quella di porre in essere un vero e proprio superamento dello spazio statico e fisico del murale dipinto, con i performer che rappresentano le forme, e con quest’ultime che letteralmente si ‘staccano’ dalla superfice diventando mobili. Il risultato finale è un alchimia inedita e motoria, i volumi prendono vita, riuscendo a creare piani visivi e percettivi del tutto differenti.

Proprio il variare della percezione dello spazio attraverso la generazione di forme ed elementi astratti, rappresenta infine, l’incipit dell’ultimo lavoro proposto dall’artista.
Dal titolo “Frame”, l’opera è una scultura in ferro letteralmente sospesa all’interno del paesaggio di Campidarte. Il telaio permette allo sguardo di passare oltre e, attraverso le sue divisioni interne, di scandire nettamente le differenti aree naturali del luogo. La terra, la roccia, le piante e l’aria, elementi che contraddistinguono questa zona, vengono raccolti all’interno di un’unica e grande figura a forma di sasso.

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Demsky – “Vniversal Vniverse” at TOBA Gallery (Recap)

22/11/2016

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Con piacere diamo uno sguardo a “Vniversal Vniverse”, ultimo show firmato da Demsky ed ospitato negli spazi della TOBA Gallery di Città del Messico.
Lo show rappresenta l’opportunità di approfondire al meglio la ricerca e l’estetica dell’autore, attraverso una nuova serie di opere che ben ne sintetizzano la particolare ricerca. Il confronto con le produzioni di Demsky passa per la profonda influenza dal mondo dei graffiti, con l’interprete che ha saputo evolvere il proprio stile in funzione di una peculiare commutazione della forma, continuando tuttavia a sviluppare il lavoro sulle lettere.
Le figure dell’artista sono il risultato di un costante e complesso processo di costruzione e decostruzione, ma soprattutto delle particolari influenze digitali. I volumi e gli elementi espressi, vengono ‘caricati’ da un forte accento tonale, con colori accessi e saturi, da effetti di profondità e tridimensionalità, glitch ed infine attraversati da corpose textures ed effetti gradienti. Il risultato finale richiama un estetica figlia della fantascienza, della grafica retrò, con chiare influenze dal mondo dei videogiochi.
Per questa sua ultima mostra Demsky presenta una fitta serie di opere tra cui tele e lavori con materiali differenti, con l’intero allestimento risulta attraversato da una forte tridimensionalità
Scrollate giù, dopo il salto una ampia galleria di scatti con le immagini dell’allestimento ed i dettagli delle opere presentate dall’autore. Dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Città del Messico

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MOMO – New Murals at Miami Dolphins Stadium

22/11/2016

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Ci spostiamo negli States, nei giorni scorsi Momo ha realizzato una bella serie di pitture all’interno dello stadio dei Miami Dolphins.
Il progetto ha visto alcuni nomi di spicco della scena internazionale al lavoro all’interno dello stadio della franchigia di Miami. Momo per l’occasione si confronta con alcune pareti interne dell’accesso nord dello stadio di football, realizzando una nuova serie di forme e figure iconiche.
Attivissimo nell’ultimo periodo, con all’attivo una bella mostra (Covered) ed una serie di interventi realizzati in Sicilia (Covered), l’autore sceglie qui un approccio più familiare lavorando attraverso il consueto canovaccio pittorico, e lasciando di disparte le ultime sperimentazioni viste durante il Bad Murals Project.
A caratterizzare la totalità delle produzioni di Momo, la grande sensibilità dell’artista verso lo spazio e l’ambiente di lavoro. Lavorando attraverso le personali percezioni e stati d’animo del momento, l’interprete imbastisce una fitta trama di forme e figure astratte, scandite da effetti gradienti e textures. Il colore rappresenta la chiave armonica, con lo sviluppo che appare strettamente legato all’astrazione della forma e che, proprio attraverso le costanti sovrapposizioni e intrecci, stimola l’aspetto delle figure proposte attraverso un forte senso motorio.
Tutti i dettagli dei lavori realizzati dal grande artista li trovate nelle immagini in calce al nostro testo. Restate sintonizzati qui sul Gorgo per tutti gli aggiornamenti e sugli spostamenti dell’interprete.

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Phlegm – New Mural in Jacksonville

22/11/2016

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L’ultima magia di Phlegm prende vita a Jacksonville in Florida, parte dei lavori realizzati per l’Art (Re)public Project.
Uno degli aspetti certamente più singolari del lavoro di Phlegm, è dato dalla profonda affinità dell’autore con il mondo dei fumetti. Partito proprio con i comics, l’artista con base a Sheffield, ha poi sviluppato la propria e personalissima estetica in strada, andando a tracciare il peculiare canovaccio narrativo. In questo senso ciascuna delle pitture dell’interprete, rappresenta uno specifico sketch, un frame, od una porzione dei propri storyboard. Così facendo l’autore sceglie degli specifici momenti, parte delle storie fino ad ora mai raccontate.
Quello che stupisce è la forte profondità delle pitture proposte, capaci di tracciare nel migliore dei modi uno specifico universo, fatto di regole, elementi ricorrenti, strumenti e tecnologie, un calderone di dettagli ed elementi in grado di ben definire e tracciare l’universo immaginato dall’artista.
Protagonisti assoluti delle visioni dipinte, sono gli ormai iconici personaggi. Attraverso essi Phlegm racconta storie, si confronta con il quotidiano, calando i propri characters all’interno di situazioni spesso assurde, di fantasia o bizzarre.
Con una bella serie di scatti ad attendervi dopo il salto, riviviamo assieme tutte le fasi del making of fino al bel risultato di questa ultima pittura dell’autore. È tutto dopo il salto, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.
Presto nuovi aggiornamenti sul progetto realizzato da Artrepublicjax.

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Parra – “No Work Today” at Joshua Liner Gallery (Recap)

21/11/2016

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Diamo con piacere uno sguardo a “No Work Today”, ultima esibizione firmata da Parra negli spazi della Joshua Liner Gallery di New York.
Lo show è caratterizzato da una nuova serie di dodici opere su tela, disegni a china ed una nuova ed iconica scultura. Al tempo stesso la mostra rappresenta l’idea prosegue nel percorso di maturazione stilistica intrapreso in “I can’t look at your face anymore“, precedente allestimento presentato per Ruttkowski;68 Gallery.
Se l’ispirazione è sempre legata al quotidiano, alla cultura popolare, la musica e tutti quegli avvenimenti che si susseguono nell’arco dell’esistenza, il tutto sviluppato attraverso una forte vena ironica e sessuale, l’estetica delle produzioni dell’artista è decisamente cambiata. Esattamente come per la precedente esibizione, anche qui Parra fa mostra di una approccio pittorico maggiormente flat e sintetico, con in particolare l’utilizzo dei calori a scandire la forma e l’aspetto degli elementi e degli characters rappresentati. A sparire sono inoltre i volti dei personaggi, con una maggiore attenzione per il linguaggio del corpo.
Per lo show, incentrato su tutte quelle azioni piacevoli che facciamo durante i giorni in cui non si lavora, Parra porta avanti la nuova identità estetica lavorando attraverso tavolozze di colori cerulei e cremisi. L’impressione è quella di un netto avvicinamento ad un approccio maggiormente legato alla forma, con l’autore che sta letteralmente spingendo verso una sorta di personale astrazione.
Se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 17 di Dicembre per andare a darci un occhiata di persona, nel frattempo dopo il salto una bella panoramica dell’allestimento proposto dal grande artista.

Joshua Liner Gallery
540 W. 28th St.
New York, NY 10001

Pics by The Gallery

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Alexey Luka – New Mural in Aalborg, Denmark

21/11/2016

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Tra gli ospiti dell’ultima edizione del WE AArt Festival, ritroviamo con piacere Alexey Luka, al lavoro su questa grande parete ad Aalborg, Danimarca.
Quest’ultima fatica, è l’opportunità per un nuovo confronto con le particolari composizioni dell’artista Russo. In questo senso il lavoro di Alexey Luka è basato su una personale ricerca sulla forma, attraverso la quale, l’interprete sviluppa figure e contenuti astratti. Il processo di distruzione e costruzione accompagna l’autore in uno sviluppo che rappresenta l’ideale risultato degli studi di architettura e della fascinazione geometrica dello stesso artista.
Lavorando attraverso medium differenti, come pittura, spray, collage e scultura, l’interprete sviluppa complesse composizioni in grado di stimolare una forte processo cognitivo. Chi osserva si trova a confrontarsi con immagini, concetti e pensieri, come anche volti, figure, paesaggi. In questo senso la sfida cognitiva è rappresenta dal costante stimolo a comporre e ricomporre le forme sviluppate, al fine di trovare un ordine od una personale chiave di lettura. Lo spettatore quindi diviene parte attiva del processo e del risultato finale.
L’opera realizzata per la bella rassegna Danese, raccoglie al meglio la particolare ricerca di Alexey Luka. L’opera, dipinta su questa parete grande di 11 x 8 metri, rappresenta una delle iconiche composizioni dell’artista, caratterizzata da una precisa scala tonale e da un profondo intreccio di livelli differenti.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande interprete Russo, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima pittura, scrollate giù e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Corn79 – New Mural in Rozzano

21/11/2016

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Da poco completata l’ultima pittura di Corn79, una nuova ed iconica composizione dipinta su questa grande struttura a Rozzano.
Il dipinto è stato realizzato per il PAINT Project promosso da Poste Italiane, con l’opera che prende vita direttamente sulla facciata esterna dello stabile delle poste di Rozzano, ed ha visto l’autore Italiano portare in dote tutta la particolare ricerca.
Osservando le ultime pitture di Corn79, appare evidente la volontà dell’artista di sperimentare nuove ed efficaci soluzioni estetiche, lavorando attraverso tonalità e colori differenti, ma soprattutto attraverso elementi e figure, ora maggiormente fluidi e liquidi. A restare invariato è l’incipit principale, con l’interprete concentrato nello sviluppo di forme astratte caratterizzate da una personale fascinazione sul cerchio. In questo senso l’autore si rifà ai vantra Hindu ed ai mandali Buddisti, rielaborando la forma attraverso una costante complessità estetica, e realizzandone l’aspetto per mezzo di linee sottili e gli splendidi giochi di textures.
Per il progetto Corn79 elabora una nuova e grande figura lavorando attraverso una precisa scala cromatica basata sul viola, su una divisione dello spazio in tre grandi aree.
Null’altro da aggiungere, come consuetudine ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutti i dettagli e le fasi del making of di questa bella pittura. È tutto dopo il salto, dateci un occhiata!

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Fabio Petani – A Series of New Pieces

20/11/2016

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A distanza di tempo, diamo con piacere un ricco sguardo all’ultima serie di pitture realizzate nelle scorse settimane da Fabio Petani.
Questa nuova e ricchissima infornata di lavori ci permette di dare uno sguardo a tutto tondo sulla ricerca dell’interprete Italiano. Troviamo infatti una serie di lavori realizzati all’interno di strutture ed ambiente abbandonati, in aggiunta ad alcune pitture realizzate in occasioni più organizzate, come ad esempio il lavoro per Paratissima (l’ultimo in ordine di apparizione).
Lavorando attraverso composizioni differenti e sopratutto per mezzo di tonalità e colori eterogenee, Fabio Petani sviluppa una serie di pitture profondamente legate all’ambiente circostante. L’impressione è quella di un dialogo costante con ciò che circonda lo spazio di lavoro, con gli elementi naturali in primis, capace di influenzare l’aspetto e lo sviluppo dell’intervento.
In ciascuna delle opere emerge ancora una volta la duplicità identità delle produzioni dell’autore Italiano. Da un parte la rielaborazione grafica di elementi e forme naturali, principale incipit visivo per l’interprete, dall’altra l’inserimento di forme e figure astratte, che vanno a legarsi ad una peculiare rappresentazione di elementi chimici, differenti di volta in volta.
Scrollate giù, dopo il salto ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli, alcune fasi del making e le immagini dei risultati finali, mettetevi comodi e dateci un occhiata! Siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

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Jade – New Mural for Richmond Mural Project

20/11/2016

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Torniamo a Richmond negli States per dare un occhiata alla bella pittura realizzata da Jade per il Richmond Mural Project.
Se osserviamo i precedenti lavori di Jade, appare chiara l’intenzione del grande artista Peruviano di sviluppare la propria estetica attraverso una impostazione maggiormente realistica. A variare è in particolare il volto dei suoi personaggi, passato da un setting personale ad un piglio certamente più vero, ciò ha certamente rappresentato la modifica più sostanziale. Al tempo stesso, attraverso la costante volontà di portare avanti una pittura di dialogo, l’autore ha iniziato ad inserire elementi e figure dal forte senso spirituale, così come animali in grado di rievocare il contatto con la natura e la biosfera. Questi ultimi temi riflettono al meglio la mai spenta volontà dell’artista di porre in essere un dialogo costante e continuo con chi osserva le sue pittura.
Nell’idea di Jade c’è la fermezza di non voler offrire risposte, quanto piuttosto stimolare chi osserva attraverso domande e spunti capace di stuzzicare una forte introspezione. Il quotidiano, la vita e la morte, la spiritualità così come la natura appunto, rappresentano alcuni dei temi cardine della sue pittura.
Per il bel progetto Statunitense, Jade si confronta con questa grande parete e sviluppando una nuova pittura dal titolo “La Espera”. Traducibile con ‘l’attesa’, l’opera traduce alla perfezione le riflessioni dell’interprete, con una grande varietà di elementi a catalizzare momenti di riflessione sulla comunità e sulla casa ad esempio.
Ad accompagnare il nostro testo, come consuetudine tutti i dettagli dell’opera e gli scatti del bel risultato finale, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete Peruviano.

Pics by The Artist
Final pic by TostFilms

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SeaCreative – New Murals in Parma

19/11/2016

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Nei giorni scorsi SeaCreative è tornato a Parma per realizzare una nuova serie di pittura e chiudere il cerchio sui precedenti interventi qui dipinti.
Lo scorso Giungo SeaCreative era stato invitato a prendere parte ai lavori per il progetto IKEAlovesHEARTH Project (Covered) l’artista aveva quindi avuto l’opportunità di dipingere la parete di un sottopasso. Ora a distanza di mesi lo stesso Comune di Parma richiama l’artista per offrire nuovi spazi e completare al meglio l’opera.
SeaCreative, attraverso i suoi iconici personaggi, porta avanti un lavoro di riflessione e confronto con il quotidiano, con aspetti della vita differenti, emozioni ed accadimenti, in grado inevitabilmente arrivare in modo diretto a chi osserva e gettando quindi le basi di un dialogo serrato.
Il precedente intervento aveva visto l’autore Italiano sviluppare un canovaccio pittorico, caratterizzato da una serie di ‘strappi’ in grado di stimolare differenti percorsi visivi. Da una parte gli elementi naturali, dall’altra i suoi iconici personaggi, il tutto scandito da giochi cromatici eterogenei, attraverso i quali sviluppare i differenti livelli. L’artista continua su questa particolare direzione pittorica, riprendendo le stesse tonalità utilizzate per il precedente lavoro.
Il risultato finale è una grande opera finale che eredita tutti gli elementi tipici dell’immaginario dell’artista.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista Italiano, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce con i dettagli di questa sua ultima sessione, dateci un occhiata! Qui invece trovate le precedenti pitture.

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Remed – New Mural in Bengaluru, India

19/11/2016

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Nei giorni scorsi il grande Remed si è spostato a Bengaluru in India dove ha da poco terminato di realizzare questa nuova pittura.
L’artista Francese per questa sua ultima fatica, dal titolo “The 29 dancers of bengaluru”, si confronta con una inusuale superfice. Si tratta infatti di una grande struttura architettonica, caratterizzata da intermezzi traforati a mo’ di textures ed alternati da piccoli spazi verticali. Remed agisce efficacemente proprio su quest’ultimi, andando ad inserire nella struttura una serie di elementi e forme astratte. È interessante notare come l’interprete lavori attraverso combinazioni di forme e colori differenti, donando quindi un senso di movimento sia alla pittura quanto alla struttura. Al tempo stesso i volumi dipinti si inseriscono in perfetta simbiosi con quelle che sono le peculiarità architettoniche della struttura, andando a creare un efficace mix visivo, capace al tempo stesso, di esaltare e variare la percezione dello spazio. Osservando bene le composizioni presentate, appare chiara la volontà di Remed di lavorare attraverso forme geometriche, capaci di richiamare le personali influenze simboliche e calligrafiche, molto simili a quanto proprio dall’artista per l’Artmossphere Biennale of Urban Art di Mosca (Covered).
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli e le immagini di quest’ultima fatica dell’interprete. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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LeonKa “Things, Mereology and Schemes” at Anno Domini Gallery (Recap)

18/11/2016

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Con piacere diamo uno sguardo approfondito a “Things, Mereology and Schemes” ultimo show di LeonKa ospitato nella Anno Domini Gallery.
L’esibizione raccoglie nel migliore dei modi tutta la ricerca e l’approccio pittorica dell’autore Spagnolo, attraverso una serie di opere caratterizzate dal peculiare immaginario. LeonKa aka Kafre, porta avanti un percorso artistico fortemente influenzato dai personali studi accademici, per capirne quindi la profondità degli interventi e dei lavori dell’artista, bisogna inevitabilmente approfondirne i personali studi.
L’interprete è infatti studente di ricerca presso l’università di Barcellona, con una tesi dal titolo “Relazioni metafisiche: dipendenza ontologica ed implicazione metafisica”. Gli studi, così come il personale background, si intrecciano con l’immaginario dell’interprete, generando un canovaccio visivo scandito da elementi astratti ed esoterici.
Lo show è un nuovo ed inedito corpo di lavoro caratterizzato da tre main theme che raccolgono al meglio ed efficacemente la visione dell’autore. Anzitutto la distinzione tra le cose naturali e non naturali e gli artefatti che troviamo tra una e l’altra. La mereologia, ovvero lo studio filosofico e matematico di parti ed interi, infine gli Schemi, le variabili ed il rapporto che intercorre tra le stesse all’interno di un sistema logico, un argomento od una teoria.
Partendo da questi concetti, molto vicini ad un approccio filosico, LeonKa ha evoluto il suo percorso in strada passando da graffiti, ad un impostazione maggiormente pittorica e personale. Il confronto con le sue produzioni è anzitutto scandito dal colori nero ed oro, unici vettori cromatici, e dalla generazione di forme, sistemi ed elementi differenti. La sensazioni è quella di trovarci di fronte a qualcosa di criptico, esoterico, quasi aulico, con le chiavi di lettura che divengono personalissime ed al tempo stesso introspettive, laddove concetti, spunti ed argomenti, emergono dalle composizioni sotto forma di simboli, forme ed elementi differenti.
Dopo il salto una lunghissima serie di scatti con tutti i lavori presentati dall’artista, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sul suo lavoro.

Anno Domini Gallery
366 S 1st St, San Jose,
CA 95113, Stati Uniti

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RUN – New Mural in Ancona

18/11/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura dal grande RUN, un nuovo intervento da poco terminato all’interno del parcheggio sotterraneo Cialdini di Ancona.
Ancora una volta l’essere umano continua ad essere il principale protagonista delle pitture del grande interprete. RUN porta avanti un percorso di riflessione sull’uomo sviluppato attraverso un canovaccio pittorica che si concentra in particolare sulle mani e sul volto. Quest’ultimi rappresentano i mezzi espressivi per eccellenza, attraverso i quali l’artista si confronta di volta in volta con temi e spunti eterogenei.
Lavorando attraverso toni e colori differenti, l’interprete plasma di volta in volta la forma e l’aspetto delle sue figure, andando a sviluppare una vera e proprio danza ritmica dove, il linguaggio del corpo diviene quindi dinamico e capace, di volta in volta, di stimolare spunti differenti.
L’intervento realizzato ad Ancora, che segna l’ennesimo ritorno dell’autore in Italia, è organizzato da Anconacrea ed ha visto RUN confrontarsi con questa lunga superfice. L’artista sceglie un approccio particolarmente dinamico, andando a realizzare una serie di figure speculari intente a correre lunga tutta la superfice a disposizione.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti dell’opera, dateci un occhiata! Ricordiamo infine che è da poco uscito il primo libro dell’artista, che raccoglie l’eredità di anni di lavoro in strada, se siete interessati potete acquistarlo comodamente qui.

Pics by The Artist

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Simek x Seikon – New Murals in Metaxourgeio, Athens

18/11/2016

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Con queste due ultime pitture realizzate nel quartiere di Metaxourgeio ad Atene, si rinnova la bella collaborazione tra Simek e Seikon.
Ancora una volta i due autori si confrontano su uno spazio comune esercitando la volontà di legare le rispettive ricerche pittoriche in un unica composizione in grado di esaltarne i punti cardine. Funziona alla grande la collaborazione tra Simek e Seikon, i due interpreti portano avanti differenti percorsi estetici che trovano nell’astrazione della forma il comune denominatore per uno sviluppo congiunto.
Essenziale nello sviluppo delle sue composizioni, Simek prosegue nel portare avanti una pittura legata ad elementi e volumi geometrici, sviluppati e scanditi da potenti effetti di tridimensionalità e profondità. Le peculiari figure dell’interprete Greco, metà dei Blaqk, si fanno pulite e vengono alimentate dall’utilizzo del nero come unico vettore tonale.
D’altro canto Seikon pare aver trovato il perfetto equilibrio per le sue pitture. L’autore Polacco sta sempre più canalizzando la sua ricerca verso elementi definiti da linee precise che, raccolto all’interno di specifiche forme nel loro insieme, vanno a formare una vera e propria texture.
Nei due interventi realizzati dal duo, il primo una composizione unica mentre il secondo un vero e proprio confronto tra due figure singole, vivono attraverso una perfetta ed efficace simbiosi estetica. Lavorando attraverso il bianco ed il nero, i due autore compongono due lavori caratterizzati da cambi di direzione e sopratutto un comune effetto di distorsione che, applicato alle due grandi forme, rivela tutta l’efficacia di questa combo.
In attesa di scoprire nuovi ed interessanti sviluppi, vi lasciamo alle immagini ed ai dettagli di questa nuova collaborazione, è tutto dopo il salto, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

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Pics by Alka Murat

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El Euro for Fallout Walls 2016 in Trino

17/11/2016

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Torniamo a Trino, per Fallout Walls scende in campo El Euro, ideatore, fautore ed organizzatore dell’interessante progetto.
Il setting dell’evento, parte dalla realtà per spostarsi presto verso una narrazione di fantasia. Trino è infatti una città poco conosciuta, una centro abitato dove poco o nulla accade, se non fosse che qui vi è una delle poche centrali nucleari d’Italia. Fallout Walls parte proprio dalla presenza della centrale, per dipingere un immaginario post-atomico, ma soprattutto per sviluppare un interessante progetto, capace di offrire uno spaccato sull’evoluzione dei graffiti negli ultimi 20 anni.
Mente dietro il progetto, El Euro si confronta qui con una lunghissima parete sviluppando una serie dei suoi iconici personaggi. Profondamente legato alle zone ed agli edifici abbandonati, l’artista Italiano nel proprio lavoro si approccia allo spazio attraverso un dialogo profondo. L’ambiente circostante diviene ispirazione ed influenza, laddove l’artista dona allo stesso una sorta di linguaggio visivo. L’immaginario di El Euro è di quelli surreali e divertenti ma al tempo stesso, si pone come personale riflessione e sintesi sulla vita quotidiana e non.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con tutte le fasi del making of fino al bel risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti dal progetto.

Trino (VC), Piemonte, Italia, Europa, Pianeta Terra 45°11’01.3”N 8°16’44.8”E

Pics by Manuel Scalas

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Solomostry – New Murals in Barcelona

17/11/2016

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Nelle scorse settimane il nostro Solomostry si è spostato a Barcellona in Spagna dove ha avuto modo di dipingere una nuova serie di pezzi.
Questa nuova serie di interventi, ci permette ancora una volta di addentrarci all’interno dell’universo visivo tipico dell’autore Italiano. Come visto più volte l’attività di Solomostry si basa su una elaborazione di volti e figure mostruose. Questi esseri vengono raffigurati attraverso una sintesi pittorica scandita da un tratto immediato, attraverso il quale prende vita un intreccio di linee spesse e contrapposizioni tonali. Ciascuno dei volti proposti, differisce dall’altro per forma, sguardo e composizione, rivelando la capacità dell’interprete di variare costantemente l’aspetto delle sue figure.
Al tempo stesso ciascuno dei mostri proposti, vede l’interprete approfondire aspetti di natura emotiva, tratteggiando il variegato e sconfinato spettro dell’emozioni. Attraverso la propria impostazione stilistica Solomostry sviluppa differenti sensazioni, inquietudini, emozioni e sentimenti. I volti appaiono come vere e proprie maschere, svuotate e staccato dall’essere umano, come se avessero preso una coscienza propria, apparendo in strada e stuzzicando quelle che sono le percezioni più profonde del nostro io.
Qui un occhiata alle pitture realizzate a Barcellona, tra cui spicca la bella combo in compagnia di Bad Buzz dove, i volti schematici del nostro, si intrecciano con i volti grezzi del secondo.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista italiano, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima infornata di lavori, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo.

Thanks to The Artist for The Pics

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MOMO for Bad Murals Project

17/11/2016

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Uno sguardo alle pitture realizzate da MOMO per Bad Murals, tre settimane a briglie sciolte in giro per i paesaggi della Sicilia.
Verso la fine del periodo estivo, MOMO ha avuto l’opportunità di realizzare una nuova serie di pitture nell’ambito del Bad Murals, progetto congiunto con Studiocromie, sfociato poi in una nuova e potente mostra (Covered). Dopo quindi avervi mostrato l’allestimento scaturito dal progetto, diamo finalmente un occhiata alla serie di interventi realizzati dal grande autore Statunitense.
L’artista si è confrontato con una serie di spot, ambienti e superfici differenti, esaltando quindi la particolare capacità di lavorare in totale sincronia con le peculiarità dello spazio a disposizione. A caratterizzare il progetto, vedendo anche le immagini in calce al nostro testo, è la volontà dell’artista di ricercare nuove ed inedite soluzioni pittoriche, sviluppando di conseguenza composizioni libere e maggiormente spontanee.
Il confronto con le peculiarità dei paesaggi siculi, stimola MOMO nella realizzazione di forme e figure maggiormente flat e pulite, passando per gli elementi caratterizzati dall’utilizzo di textures più avanzate e frammentate (i lavori in bianco e nero), arrivando infine a forme sintetizzate e scandite unicamente dal tratto.
Dopo il salto una lunga serie di scatti con tutti gli interventi realizzati dall’autore per questo suo ultimo progetto, dateci un occhiata. Tornate a trovarci se volete restare aggiornati su tutti gli spostamenti del grande artista e su un eventuale proseguo del progetto.

Pics by The Artist

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Watch: CANEMORTO x Studiocromie – Teaser

16/11/2016

I Canemorto rompono il silenzio e si apprestano a lanciarsi in una nuova avventura questa volta in collaborazione con Studiocromie.
Siamo ormai abituati alle stravaganze del terzetto tutto Italiano, capace attraverso una forte e tagliente ironia di trattare argomenti particolarmente delicati, dal sistema-arte passando per la figura dello street artist, finendo per tracciare una personale riflessione. Al tempo stesso i Canemorto, specialmente in queste ‘uscite’ video hanno saputo confezionare qualcosa di originale, autentico, ricco di auto citazioni, momenti di assoluto clamore (leggasi video-rap) capaci di costruire un vero e proprio canovaccio narrativo che, video dopo video, sta accompagnano lo sviluppo, la ricerca ed il percorso in strada del trio.
Con questo piccolo teaser gli autori riprendono le redini della loro narrazione, trovando ancora una volta il modo di prendere(si) in giro determinate dinamiche davvero distanti dallo spirito del movimento.
A distanza di parecchio tempo da Amo-Te Lisboa – An ignominious street a̶̶r̶̶t̶̶ movie e da il video che ha accompagnato Toys, la bella mostra ospitata presso lo spazio Superfluo di Milano, esce ora questo nuovo video che annuncia la collaborazione prossimo con lo Studiocromie di Grottaglie.
Se la catena al collo con la Txakurra è già un must-have, restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul progetto.

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BLO – New Mural in Berlin

16/11/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura realizzata da BLO dei Da Mental Vaporz sull’iconica parte dell’Urban Spree di Berlino, in Germania.
Con un background profondamente radicato nei graffiti, BLO porta avanti un ricerca pittorica caratterizzata dalla volontà di mettere in discussione, sovvertiti e riflettere su tutti quegli aspetti della vita quotidiana. Dal precedente approccio in strada, l’artista eredità un tratto rapido, caratterizzato dall’utilizzo di vernici spray e marker, distaccandosi dalla lettera ed approfondendo piuttosto un approccio figurativo. L’autore raccoglie l’eredità delle immagini religiose, delle pittura classica, affrontando temi come la morte ed il sesso. È il corpo in particolare a rappresentare l’incipit delle produzioni dell’interprete, in particolare quello femminile, con una sintesi sessualizzata e influenzata da uno ‘sguardo maschile’. Facilmente riscontrabile infine una chiara influenza dai lavori di Schiele, nei corpi troncati e nelle linee sciolte, così come il lavoro dello scultore/fotografo surrealista Hans Bellmer. Proprio quest’ultima ci sempre la principale influenza di questa sua ultima pittura.
Al lavoro sull’ormai iconica parete Berlinese, BLO sviluppa un canovaccio pittorico interamente astratto, con gli elementi e le forme totalmente sintetizzati, contorti ed intrecciato su tutta la superfice di lavoro. L’artista sviluppa una serie di forme morbide, giocando su differenti livelli sovrapposti, lavorando attraverso tonalità cariche ed effetti gradienti, per un risultato finale che abbiamo particolarmente apprezzato.
Scrollate giù, ad accompagnare il nostro testo gli scatti del making of e le immagini del bel risultato finale, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Lucky Cat

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M-City – New Mural for Standing Rock Indian Reservation

16/11/2016

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Nei giorni scorsi il grande M-City ha terminato questa nuovo intervento in cui l’artista si schiera apertamente con gli indiani della Standing Rock Indian Reservation.
La Standing Rock Indian Reservation è uno dei luoghi più poveri degli Stati Uniti, proprio qui si stanno verificando continue proteste per via della costruzione di un gigantesco gasdotto, il Dakota Pipeline, già ribattezzato Black Snake. Il progetto prevede il trasporto di circa 470 barili di petrolio nel corso di un’unica giornata, e si trova a mezzo miglio di distanza dalla riserva Indiana. I manifestanti non vogliono che il tubo attraversi il fiume Missouri, a causa della fuoriuscita di petrolio nell’acqua che comporterebbe la devastazione del proprio ecosistema.
A rispondere alle protesta, la polizia e società di sicurezza private che stanno utilizzando metodi di repressione quali spray al pape e cani, il tutto inevitabilmente accentuato dalla vittoria di Trump come presidente, che comporterà un inasprimento delle misure per portare avanti progetti come questo.
Partendo da questi avvenimenti M-City che, nonostante si trovi a kilometri di distanza, decide di offrire il proprio contributo alla causa #NoDAPL realizzando uno dei suoi iconici interventi. L’idea è proprio quella di veicolare il messaggio e sensibilizzare quante più persone possibili circa la vicenda della riserva Indiana.
M-City sintetizza con il suo iconico immaginario, una serie di corposi riferimenti alla vicenda, laddove il mostro in primo piano, rappresenta proprio il gasdotto, così come il grande numero di automobili delle forze dell’ordine, la forza della protesta.
Scrollate giù, ad accompagnare il nostro testo tutti i dettagli di quest’ultima fatica del grande autore Polacco, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics via Sosm

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Interviews: Felipe Pantone

16/11/2016

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Hi Felipe, Thanks for this interview, we are glad to have you here at Gorgo Magazine! Let’s start from the beginning, what’s your background, who’s Felipe Pantone?

– I started painting graffiti when I was 12 years old, and after many years I accidentally studied fine arts and I eventually became a visual artist.

You are still keeping alive your writer identity, right? How your graffiti style influenced your extant artwork?

– As every graffiti writer I was interested in exploring how to stand out in the street so I started to emphasize on the contrast pictorially ending each piece in black and white so they would really brighten up and make me out stand from my colleagues. I eventually realized that by painting so much black and white I was approaching nearly optical elements, so I ended up deciding to add on the full colour spectrum, which made my pieces more visible, with fluorescent colours. Joan Fontcuberta said there are more images generated than the number which we can consume, and I believe the artist has to out stand, and so as graffiti has so much to do with art, containing the effort of remaining visible and consumable over time.

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Ciao Felipe, grazie per la disponibilità siamo molto contenti di averti qui nelle nostre pagine! direi di partire dal tuo background. Chi è Felipe Pantone?

– Ho iniziato con i graffiti quando avevo 12 anni, dopo molti anni ho ‘per sbaglio’ studiato arte ed alla fine sono diventato un artista visivo.

Continui a portare avanti la tua identità di writer giusto? che influenza hanno avuto i graffiti in ciò che proponi ora?

– Come ogni writer ero interessato ad esplorare come emergere in strada, così ho iniziato ad enfatizzare il contrasto pittorico chiudendo ogni pezzo con il bianco ed il nero. In questo modo i lavori sarebbero stati davvero potenti, facendomi spiccare dai miei colleghi.
Alla fine ho capito che dipingendo così tanto bianco e nero, mi stavo avvicinando agli elementi ottici, così ho deciso di aggiungere lo spettro completo dei colori, questo ha reso i miei pezzi più visibili, con colori fluorescenti. Joan Fontcuberta ha detto che ci sono più immagini generate rispetto a quelle che in realtà possiamo fruire, io credo che l’artista debba elevarsi, per questo i graffiti hanno così tanto a che fare con l’arte, contengono lo sforzo di rimanere visibili e fruibili nel tempo.

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How would you describe your job?

– In don’t look at it as a job. I started painting graffiti as a game, and I’ve tried to stay playing, which I believe is the ultimate wish of the artist, unveiling mysteries while playing, and not growing older, which i basically think is what art proposes.

Have you been influenced by any artists in particular or are you still absorbing any influences from an artist or a movement?

– I have been really influenced by the Kinetic art of the 60’s, pretty much by all of them to some extent; artists like Julio Le Parc, Frank Stella, Vasarely, Tomasello, Cruz Díez, etc. And I have also been influenced by some more recent artists such as Jonathan Zawada, Rafaël Rozendaal, Ryoji Ikeda, Jason Revok, and a large etcetera.

Almost 3 years passed from “Ultradinàmica“, the art manifesto released with Demsky. What happened meanwhile? did something change and what this means to you?

– I wrote the Ultradinàmica manifesto and Demsky cosigned it. It was an exercise to place in order many of the ideas i had with no real intention, and keeping i mind i wouldn’t even follow my own rules, writing what i thought at that moment so i could be able to think out of that box. It has been useful to understand what was running through my mind at that time and i haven’t had any problem to disobey my own rules.

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Come descriveresti il tuo lavoro?

– Non credo si tratti di un lavoro. Ho iniziato a fare graffiti per gioco, ho cercato di continuare a giocare cercando di non invecchiare, che credo sia il desiderio di ogni artista e che in fondo credo sia ciò che l’arte offre.

C’è qualche artista in particolare che ha influenzato il tuo lavoro?

– Sono stato molto influenzato dall’arte cinetica degli anni ’60, più o meno da tutti gli artisti in una certa misura; artisti come JJulio Le Parc, Frank Stella, Vasarely, Tomasello, Cruz Díez, etc. Sono stato influenzato anche da alcuni artisti più recenti come Jonathan Zawada, Rafaël Rozendaal, Ryoji Ikeda, Jason Revok, etc..

Sono trascorsi quasi 3 anni dalla presentazione di “Ultradinámica“, il personale manifesto artistico presentato con Demsky! cos’è cambiato nel frattempo? e cosa rappresenta ciò per te?

– Ho scritto il manifesto Ultradinàmica e Demsky l’ha co-firmato. E ‘stato un esercizio per mettere in ordine molte delle idee che avevo, senza alcuna reale intenzione, e tenendo presente che non le avrei nemmeno seguite. Scrivendo ciò che pensavo in quel momento, ho potuto di conseguenza ragionare al di fuori degli schemi. E’ stato quindi utile per capire cosa stava passando per la mia testa, e non ho avuto alcun problema a disobbedire alle mie stesse regole.

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In your artwork the geometry influence is very strong, same for kinetic textures, abstract elements and that glitch effect that reminds the digital world. How did you developed this style and what sort of emotion would you like to spread through your work?

– I like to reflex on the current times we live in, the experience I have and my view about life within this times. I believe we live in on of the most interesting times in human history. There have been 3 big turning points throughout history; the beginning of lettering and writing, the invention of printing, which could allow us to reproduce writing and information, and now the internet, which allows us to reproduce the information an infinite amount of times, immediately and worldwide, which came to change everything. I lived the pre internet era, I used to have a walkman,and know I have a smartphone with immediate free universal knowledge in my pocket. Culture is evolving really fast, if I want to make a movie nowadays I don’t need the Paramount anymore neither the women who used to be involved (they edited films as they had better hands to do the job efficiently), I just need to buy a Mac and a camera and I can get everything done, which in my eyes means a democratization of culture. I take a great interest on dynamic compositions, I am an enthusiast of the concepts of speed, immediacy and modern aviation. I try to talk about these concepts using certain elements in my work, which is abstract, I don’t try to send a direct message, I rather try to address questions, so abstractions really fits my work, as it is undefined. On the contrary, figuration is more specific and concrete. I am interested in art which leaves unanswered questions and makes you participe, art that doesn’t indoctrinate.

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Nelle tue opere c’è una forte presenza di geometrie, glitch, textures ed elementi astratti, tutti riconducibili al mondo digitale. Come hai sviluppato questo stile e cosa cerchi di trasmettere attraverso il tuo lavoro?

– Mi piace riflettere sul tempo in cui viviamo, sulle esperienze che ho avuto e sull’idea che ho della vita. Credo che viviamo in uno dei più interessanti periodi della storia dell’uomo.
Ci sono stati tre importanti punti di svolta durante la storia: la nascita della lettere e della scrittura, l’invenzione della stampa, che ci ha permesso di riprodurre ciò che scriviamo e le informazioni, ed ora internet. Quest’ultimo ci permette di riprodurre informazioni in un numero infinito di volte, immediatamente ed in tutto il mondo. Ha cambiato tutto.
Ho vissuto l’era prima di internet, utilizzavo il walkman ad esempio, ora ho uno smartphone con un immediato accesso alla conoscenza universale, tutto nella mia tasca. La cultura si sta evolvendo rapidamente, se voglio realizzare un film non ho bisogno della Paramount, ne tantomeno le donne che erano solite essere coinvolte (erano loro ad editare le pellicole avendo mani migliori per eseguire il lavoro efficientemente). Ho solo bisogno di acquistare un Mac e una macchina fotografica e posso fare tutto da solo, ciò ai miei occhi rappresenta una democratizzazione della cultura.
Ho un grande interesse nelle composizioni dinamiche, sono un appassionato di aviazione moderna e di concetti come velocità ed immediatezza. Cerco di trattare questi concetti utilizzando alcuni elementi nel mio lavoro, che è astratto, non inviando un messaggio diretto, piuttosto cercando di rispondere alle domande. Quindi l’astrattismo si adatta veramente al mio lavoro, visto il suo valore indefinito. Al contrario, la figurazione è più specifica e concreta.
Io sono interessato all’arte che lascia domande senza risposta e ti fa partecipe, l’arte che non indottrina.

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What’s your relationship with technology and the digital world? What sort of effect do you think this had on the art world?

– Technology is really important, not only in art but in every discipline and order in life. In art, a pencil is a really good technological tool I like to use to draw. As within the Reinassance oil paint improved everything, whilst before we were at the middle age and some terrible paintings were done. Having such powerful computers nowadays can only be good for art and for every other subject.

The artwork you have done at the Palais de Tokyo is very impressive and one of our favourite, We would like to know a bit more about your experience here!

– Thank you! My experience there was super crazy because it was with short notice and therefore we had little time to organize it, and we also had little time to execute the piece. Finally, the team from Palais gave me so many facilities, I was able to bring 7 assistants with me, a full bunch of cranes were available for us and therefore we could manage to complete the full piece in 5 days. It was an awesome experience and I would like to thank Palais de Tokyo for their help to make it happen! (Covered)

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Che relazione hai con la tecnologia e con il mondo digitale? che impatto pensi abbia avuto nel mondo dell’arte?

– La tecnologia è molto importante, non solo nell’arte, ma in ogni disciplina ed anzitutto nella vita. Nell’arte, una matita è un ottimo strumento tecnologico che mi piace usare per disegnare. Così come nel medioevo, dove alcuni dipinti erano davvero fatti in modo terribile, durante il Rinascimento la pittura ad olio ha migliorato tutto. Avere quindi dei computer così potenti al giorni d’oggi, non può che essere un bene per l’arte.

Uno dei lavori che ci ha maggiormente impressionato è quello presentato all’interno del Palais de Tokyo. Ti va di raccontarci qualcosa di più su questa esperienza?

– Grazie! La mia esperienza lì è stata super folle perchè c’è stato un breve preavviso e quindi abbiamo avuto poco tempo per organizzare. Di conseguenza abbiamo avuto poco tempo per realizzare il pezzo. Il team del Palais de Tokyo, mi ha dato tante attrezzature, ho avuto modo di portare 7 assistenti con me, con tante gru ha disposizione per noi e quindi siamo riusciti a completare il pezzo in 5 giorni. E ‘stata un’esperienza fantastica e vorrei ringraziare Palais de Tokyo per il loro aiuto e per averlo fatto accadere! (Leggi l’editoriale)

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After your “creation” in Las vegas you started applying three-dimensional features and elements to your murals. Talk us about that, where this attitude comes from?

– I haven’t really “started” applying these features, for the moment this is my only one. I believe that someone who only sees the world as “paintable” will only have a sight of whatever is visible, and the world can we learnt from the visual, the tangible, the auditive, and any other sensorial way. I have, of course, a painting drive, and it’s a shell i try to escape, so i will intend to do art with every element i come across. I think i sometimes limit myself with the way the work, which is obviously my “comfort zone”, so i am slowly getting out of it.

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Abbiamo visto come, nel lavoro realizzato a Las Vegas, hai iniziato ad introdurre elementi fisici e tridimensionali all’interno delle tue pitture in strada. Dicci qualcosa di più!

– Non ho davvero “iniziato” ad introdurre queste caratteristiche, per il momento, quello è l’unico. Credo che una qualcuno che vede unicamente il mondo come “pitturabile” avrà solo uno scorcio di ciò che è visibile, di ciò che può essere appreso dal visivo, dal tangibile, dall’uditivo e da qualsiasi altro impulso sensoriale. Seguo una guida, ed è un guscio dal quale sto cercando di scappare, ho intenzione di fare arte con ogni elemento in cui mi imbatto. Credo che a volte mi autolimito attraverso il modo in cui il lavoro, che è ovviamente la mia “zona di comfort”, così sto lentamente uscendo da essa.

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How is your art research and what’s about that? Do you like to study or to dedicate yourself a bit of time for that?

– I am always researching, I am an avid and enthusiast consumer of all types of art, constantly researching. I try to visit as many museums as possible, i enjoy every type of arts.

Is there any new artists or that you recently noticed that worth a look?

– All of the artist i mentioned on the question above (Rafaël Rozendaal, Ryoji Ikeda, Jason Revok…) have really amazing and interesting proposals.

Where is your favourite art scene in the world and why? (USA, Europe, Oceania, East Europe, Asia..?)

– In Europe there is a disposition towards making slower digestion art, much less histrionic, while in USA everything is done with much more intensity, kind of ‘pedal to the metal’. There are loads of museums and galleries doing interesting things in Europe and in American. Here things are much louder and I find that very interesting.

Looks like you literally wanna break the balance of the physical space through your compositions. How do you relate with physical space? What you thing when you have this physical space to fill up? We imagine you in front of a wall and you go something like “You know what? F**k off Einstein, I’m gonna make my own rules!

– That would be more like a Fuck Off Newton thing (haha). I find that playing with perception es really cool, I have always felt an inclination towards it, it is an experience I live in my everyday life, with all the information and stimulation we are bombed with and reach us from every angle. I always think of it as a guy in the 50’s who watches TV for the first time.

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Come è la tua ricerca artistica e di cosa tratta? Ti piace studiare o dedichi a te stesso un pò di tempo per questo?

– Sono un avido consumatore di tutti i tipi di arte e porto avanti la mia ricerca. Cerco di visitare il maggior numero di musei, mi piace ogni tipo di arte.

C’è qualche nuovo artista che hai recentemente notato o che vale la pena seguire?

– Tutti gli artisti che ho menzionato nella domanda di cui sopra: Rafaël Rozendaal, Ryoji Ikeda, Jason Revok…) hanno proposte davvero soprendenti ed interessanti.

Dove si trova la tua scena artistica preferita nel mondo? (USA, Europa, Oceania, Est Europa, Asia..?)

– In Europa la ‘digestione’ dell’arte è più lenta, molto meno istrionica, mentre negli USA tutto è fatto con molta più intensità, è come se il piede fosse sempre sull’acceleratore. Ci sono un sacco di musei e gallerie che fanno cose interessanti in Europa ed in America. Qui le cose sono più ‘alte’ e trovo questo molto interessante.

• Sembra che tu voglia letteralmente rompere l’equilibrio dello spazio fisico attraverso le tue composizioni. Come ti rapporti con questo? come ti relazioni con la superfice di lavoro? Ti immaginiamo di fronte ad un muro e dire qualcosa tipo “Fanculo Einstein”, sto per sconvolgere questo muro con le mie regole.

– Sarebbe più come “Fuck Off Newton” (haha). Trovo che giocare con la percezione è davvero divertente, ho sempre sentito una inclinazione verso questo, è un’esperienza che vivo nella mia vita di tutti i giorni, tutte le informazioni e gli stimoli con cui siamo bombardati, ci raggiungono in ogni angolo. Penso a questo come un ragazzo degli anni 50 che guarda la TV per la prima volta.

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Tell us the name of an artist you would like to collaborate with and why.

– It would love to make a movie with Kraftwerk and Alexander Jodorowsky, both involved.

Tell us more about your recent collaboration with the streetwear label Wrung on a capsule collection.

– Mi friend Eric from Wrung in Hong Kong proposed this idea to me, which i loved since the start since he gave me full total creative control over the project. We were all really happy with the final results! It is such a pleasure to work with people you know and trust, with no limits. Really really good experience.

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Un artista con cui vorresti collaborare? e perchè?

– Mi piacerebbe fare a film insieme ai Kraftwerk ed Alexander Jodorowsky.

Recentemente hai collaborato con Wrung per una capsule collection di abbigliamento, raccontaci qualcosa!

– Il mio amico Eric di Wrung, con base ad Hong Kong, mi ha proposto questa idea che ho amato fin dall’inizio, in quanto mi ha dato il pieno controllo creativo del progetto. Siamo rimasti tutti molto soddisfatti dei risultati finali! E ‘un piacere lavorare con persone che conosci e di fiducia, senza alcun limite. Davvero una bella esperienza.

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2016 has been a big year for you, you also have a book now in your resume: “Race Flag” co-authored with friend and photographer Omar Quiñones. Would you be interested in making other books? Did this editorial experience got your creativity involved?

– Without a doubt, it got my creativity involved. Every time I talk about mixing disciplines I refer specifically to this type of project. This book is far away from being a catalogue type book, I look at it as a piece of art itself, and so we planned it to be.

Tell us more about “Scroll Panorama“, your show recent hosted at Celaya Brothers Gallery

– It is a residencial show. I was there for a full month, something I am far to being used to. I usually create and produce at my studio in Valencia, so this type of show has its own pros and cons. On one hand, I can’t even find the hammer when I need it but the on the other hand it’s incredible as I’ve had the full month to think about it and create it, in a secluded environment. It is actually the first time since I started painting that I have been a full month without painting in the street, just a few tags here and there. I was able to think, investigate new techniques and formats, and new ways to express myself.

What’s in store for the rest of this 2016?

– I’m in Miami right now while I answer this interview, we just finished painting the Miami Dolphins Studio in collaboration with GoldmanGlobalArts and currently painting at Wynwood. I’ll be heading to Taiwan to paint at Pow!Wow! and to paint some offices and then I’ll go to Valencia to watch my studio getting built (currently under construction!). I’d it has been a great and complete year!

Thank you so much for your time! Please, leave a message for Gorgo Magazine’s readers!

– Thank you!!! Keep on writing and reading Gorgo!

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Il 2016 è stato un grande anno per te, hai anche un libro ora nel vostro curriculum: “Race Flag” di cui sei co-autore con l’amico e fotografo Omar Quiñones. Saresti interessato a fare altri libri? Questa esperienza editoriale ha coinvolto la tua creatività?

– Senza dubbio ha coinvolto la mia creatività. Ogni volta che parlo di mescolare discipline, faccio riferimento proprio a questo tipo di progetto. Questo libro è lontano dall’essere un libro catalogo, lo guardo come se si trattasse di un opera d’arte a sé, così l’abbiamo programmato e così è.

Dicci qualcosa di più su “Scroll Panorama“, il tuo recente show ospitato negli spazi della Celaya Brothers Gallery

– Si tratta di uno show in residenza. Sono stato lì per un mese intero, qualcosa di lontano dalle mie abitudini. Di solito creo e produco nel mio studio a Valencia, quindi questo tipo di mostra ha i suoi pro e contro. Da un lato, non riesco nemmeno a trovare il martello quando ne ho bisogno, ma d’altro canto è incredibile come abbia avuto l’intero mese per pensare e crearla, il tutto in un ambiente appartato.
In realtà è la prima volta, da quando ho iniziato a dipingere, che sono stato un mese intero, senza la pittura in strada, eccetto per qualche tag qui e là. Ho avuto modo pensare, studiare nuove tecniche e formati, e nuovi modi per esprimere me stesso.

Cosa dobbiamo aspettarci da te nei prossimi mesi?

– Ora, mentre rispondo alle domande, mi trovo a Miami. Abbiamo appena terminato di dipingere lo stadio dei Miami Dolphin in collaborazione con GoldmanGlobalArts, ora sto dipingendo a Wynwood. Sarò a Taiwan per dipingere al Pow Wow! ed alcuni uffici. Successivamente andrò a Valencia per assistere alla costruzione de mio studio. È stato un grande anno!

• Grazie per il tuo tempo ! Un messaggio per i lettori di Gorgo Magazine?

– Grazie a voi! Continuate a scrivere e leggere Gorgo!

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Pics by Selina Miles and The Artist
Thanks to Celaya Brothers Gallery for make this happen
Thanks Judy for translation

Elbi Elem – “Silence” A Kinetic Sculpture Proyection

15/11/2016

Con piacere diamo uno sguardo a “Silence” nuovo progetto scultoreo realizzato nei giorni scorsi da Elbi Elem, sintesi perfetta della ricerca dell’autrice.
Nota precedentemente con il nome di Labuenaylamala, l’artista concentra i propri sforzi in una personale ricerca che raccoglie una peculiare sintesi astratta della natura, rielaborazione di paesaggi ed elementi appartenenti al tessuto urbano, con una spiccata sensibilità per il movimento e la composizione di forme sciolte. In particolare l’interprete si muove attraverso differenti canali espressivi, dalla pittura ed arrivando per potenti installazioni e sculture, con l’idea di dare forma e sostanza al proprio mondo interiore.
Gli ultimi lavori amplificano la ricerca dell’artista attraverso un perfetto mix. Lavorando attraverso la scultura, la pittura, le installazioni 3d, proiezioni e video, l’autrice ha l’opportunità di amplificare la fruizione e l’introspezione dei propri interventi.
“Silence” è un intenso lavoro visivo capace di abbracciare differenti medium. L’opera è pensata da Elbi Elem come visione a tempo indeterminato, in costante movimento, sviluppata attraverso una vera e propria scultura di grandi dimensioni, sospesa in aria, ed affiancata dalla sua stessa proiezione, a volte sincronizzata con l’originale.
L’intervento è realizzato con differenti materiali, quali legno, pvc, metacrilato, fibra di carboni, e misura 320x160x100cm. Elbi Elem ha letteralmente registrato la scultura mentre ruotava di fronte ad uno sfondo bianco, proiettandone poi il video direttamente sulla forma originale. L’idea è quella di generare ombre differenti, attraverso una costante sovrapposizione di strati, al fine di creare una sensazione ipnotica, un infinito paesaggio astratto, un architettura in movimento.
Al tempo stesso l’artista non nasconde la volontà di interagire con l’ambiente circostante, ponendo l’opera all’interno di un ambiente abbandonato, lasciando che la stessa si intrecci al disabitato, al buio, lo sporco e l’inospitale, generando di conseguenza nuove ed inaspettate sensazioni e stati d’animo.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quest’ultima fatica dell’artista, vi lasciamo al video ed ad una bella serie di scatti, dateci un occhiata. Presto nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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Waone – New Mural in Jacksonville

15/11/2016

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Finalmente completata la pittura realizzata da Waone degli Interesni Kazki per Pangea Seed Sea Walls: Murals for Oceans a Jacksonville in Florida.
L’opera è stata realizzata in collaborazione con Artsynonym ed Art RePublic e co-curato da Iryna Kanishcheva , e prosegue nel portare avanti la campagna di sensibilizzazione proposta da Pangea Seed. L’idea degli organizzatori è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica, educando al contempo le persone, circa la salvaguardia delle specie marine. Quest’attività viene portata avanti in differenti ambiti, dove proprio la rassegna, rappresenta un validissimo strumento di attivismo artistico.
Partendo da questi spunti Waone propone “Danger of Extinction”, una potente pittura dove l’artista si concentra sul rischio di estinzione delle balene del Nord Atlantico. Si tratta di una delle specie più a rischio, con una lunga storia di sfruttamento, nonostante siano state dichiarate protette fin dal 1930. Questi animali durante l’estate si trovano nei pressi di Cape Cod e the Bay of Fundy, ma le femmine durante il periodo invernale, migrano verso il nord della Florida e della Georgia per partorire nelle acque costiere di Jacksonville, dove appunto si trova questa nuova pittura.
Lo sviluppo dell’intervento ha richiesto uno sforzo di settimane, Waone infatti ha lavorato attraverso una incredibile cura dei dettagli, tratteggiando ogni singolo elemento attraverso minuscole pennellate. L’artista Ucraino si è servito unicamente del nero come tonalità, sviluppando una canovaccio narrativo ricchissimo di elementi di riflessione. Se i temi come detto sono legati alla salvaguardia delle balene, lo sviluppo passa per la particolare visione ed immaginazione dell’artista. Splendido.
Scrollate giù, dopo il salto una lunga serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sulla rassegna e sul lavoro dell’artista.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by The Artist and Iryna Kanishcheva

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Nelio for Feature Walls in Sheffield

15/11/2016

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Recentemente Nelio ha terminato di dipingere questa grande parete a Sheffield, parte dei lavori del Feature Walls Festival.
Organizzata da Bradbury & Blanchard, spazio espositivo con sede proprio nella cittadina Inglese, la rassegna ha visto al lavoro alcuni dei nomi di spicco della scena Europea, al confronto con grandi e piccole pareti. In questo senso l’opera di Nelio prende vita su questa enorme struttura architettonica, con l’autore Francese che realizza (probabilmente) una delle sue pittura più riuscite.
L’opera raccoglie appieno l’eredità pittorica e tutta la ricerca dell’interprete, attraverso una composizione vibrante e coloratissima. Proprio l’utilizzo dei colori, con una scelta verso tonalità calde e particolarmente accese, caratterizza totalmente il risultato finale. Nelio continua infatti a realizzare interessanti composizioni astratte, caratterizzandone l’aspetto attraverso effetti di profondità e tridimensionalità. Quelle che emergono sono una serie di forme differenti, figure geometriche intrecciate e combinate fra loro, che vanno a cambiare completamente la percezione dello spazio fisico. Al tempo stesso l’autore gioca con la gamma di colori, inserendo una serie di riuscitissimi effetti gradienti, un inedito questo, capaci di alimentare un senso di movimento e tensione al risultato finale.
Ad attendervi dopo il salto, una lunga serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura del grande artista, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi aggiornamenti sulla rassegna Inglese e sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics

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Felipe Pantone – “Scroll Panorama” at Celaya Brothers Gallery (Recap)

14/11/2016

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Uno sguardo a “Scroll Panorama”, nuova mostra firmata da Felipe Pantone, frutto della residenza di un mese presso la Celaya Brothers Gallery.
Come accaduto per il nostro 2501 (Covered) anche questo nuovo allestimento firmato da Felipe Pantone, è frutto di un intenso mese in residenza d’artista negli spazi della galleria di Città del Messico.
Si tratta, è bene dirlo, di un inedito per l’artista. Di solito infatti l’interprete sviluppa il proprio lavoro interamente nel proprio studio di Valencia, qui ha avuto tutto il tempo di riflettere e sviluppare, in un ambiente appartato, l’intero allestimento. Il risultato è uno show caratterizzato da uno studio verso nuove tecniche e formati, e di conseguenza, nuove modalità di espressione.
Per lo show l’interprete riflette sulle metodologie di fruizione di ciò che ci circonda, in particolare Pantone guarda al mondo digitale, a come i telefoni cellulari abbiano cambiando il modo in cui osserviamo e ci rapportiamo con l’ambiente circostante. Se una volta il formato orizzontale veniva utilizzato per la narrazione, e quello verticale come descrizione della stessa, ora con la fruizione dei contenuti che passa per lo schermo del telefono, tutto ciò sta cambiando.
Applicazioni come Snapchat o WhatsApp stanno ribaltando il modo in cui vediamo il mondo: dall’alto verso il basso, in una prospettiva verticale, con tutte le defezioni del caso. Abbiamo, davanti ai nostri occhi, enormi panorami ma, paradossalmente, ne fruiamo in verticale, non appieno quindi.
Da questi spunti ecco una serie di installazioni e composizioni verticali e maggiormente fisiche, caratterizzate e plasmate secondo la particolare visione e ricerca dell’artista. Ritroviamo quindi il costante confronto con elementi di natura digitale, i peculiari glitch, e le textures che così profondamente caratterizzano il lavoro dell’artista.
Ad accompagnare il nostro testo una bella panoramica dell’allestimento e dei lavori presentati dal grande artista. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, nei prossimi giorni un ulteriore approfondimento sul lavoro dell’artista. Stay tuned.

Celaya Brothers Gallery
Mérida 241, Col. Roma Norte
Mexico City

Thanks to The Gallery for The Pics

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108 for Fallout Walls 2016 in Trino

14/11/2016

Fallout Walls 2016, Stadio Comunale R. Picco, Trino

Con quest’ultima pittura realizzata dal grande 108 sulla parete esterna dello Stadio Comunale R. Picco, continuiamo a seguire l’epopea del Fallout Walls.
Immaginate una cittadina, un centro abitato poco conosciuto, dove ‘non succede nulla’, ambientazione perfetta per la costruzione di una centra nucleare. Fallout Walls nasce da qui, prendendo spunto dalla realtà, sviluppando da questa, un canovaccio narrativo di fantasia che diviene vero e pulsante grazie all’intervento di alcuni tra gli artisti più rappresentativi del movimento Italiano. La rassegna è curata da El Euro, con il supporto del comune, ed ha come scopo finale quello di offrire un personale spaccato/percorso sull’evoluzione dei graffiti negli ultimi 20 anni.
Tra i nomi al lavoro per il progetto, ritroviamo con piacere 108 che si è confrontato con parte della parete esterna della stadio comunale. L’autore Italiano realizza una pittura scandita da quattro delle sue iconiche forme in total black. Lavorando a briglie sciolte, con il consueto processo spontaneo, 108 sviluppa tre forme completamente nere, plasmando parte dell’ultima attraverso la bomboletta, per un efficace ed inedito sviluppo estetico.
In attesa di scoprire gli altri lavori realizzati per il progetto, riviviamo assieme le fasi del making of fino al bel risultato finale. È tutto dopo il salto, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande artista Italiano.

Trino (VC), Piemonte, Italia, Europa, Pianeta Terra 45°11’01.3”N 8°16’44.8”E

Pics by Manuel Scalas

Fallout Walls 2016, Stadio Comunale R. Picco, Trino

Fallout Walls 2016, Stadio Comunale R. Picco, Trino

Fallout Walls 2016, Stadio Comunale R. Picco, Trino

Fallout Walls 2016, Stadio Comunale R. Picco, Trino

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108 Fallout Walls 2016, Stadio Comunale R. Picco, Trino

Luca Zamoc for Node Festival in Modena

14/11/2016

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Per l’ottava edizione del Node Festival, Luca Zamoc ha terminato di realizzare questa bella pittura sulla facciata esterna del planetario di Modena.
Il Node Festival è una rassegna internazionale di arti digitali e musica elettronica, quest’anno, in occasione del concerto di Inventing Mask e Enrico Malatesta + Giovanni Lami e la live performance di Paradoxes, tutte costruite e pensate su dispositivi ottici per planetari, gli organizzatori hanno deciso di dipingere questa parete.
L’opera vede Luca Zamoc inevitabilmente lasciarsi influenzare sia dall’ambiente di lavoro, l’estetica e le ricerche per il lavoro sono infatti state definite all’interno della biblioteca presente nella struttura. L’autore Italiano si è confrontato con diversi testi astronomici, trovando un immagine di una sezione stratificata della crosta terrestre. Attraverso questa l’uomo è riuscito ad intuire l’evoluzione della vita, per mezzo dei fossili, ma sopratutto la suddivisione delle differenti ere e la loro formazione. Affascinato da questo enorme monolite sull’evoluzione, Luca Zamoc ne rielabora il senso e la prospettiva.
Dal basso verso l’alto, l’interprete fonde i quattro livelli della terra: Terra, Luna, Sole e Spazio, come se fossero parte della stessa materie. Infine è presente un riferimento al famoso monolite pensato dal grande Kubrick per 2001: Odissea nello spazio, spunto dal quale l’opera prende il suo stesso titolo, “2001: In your face Odissey”.
L’opera vede l’autore lavorare unicamente in bianco e nero, tratteggiando un grande e volume, al suo interno l’artista sviluppa una fitta trama di elementi che si slanciano verso l’alto, fino ad arrivare allo spazio più profondo.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’artista, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare. Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

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Pener for Graffiti Writing Expressions Manifestes

13/11/2016

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Uno sguardo all’opera dipinta da Pener ad Olsztyn in Polonia, parte dei lavori presentati all’interno del libro Graffiti Writing Expressions Manifestes.
Come visto con l’intervento realizzato dal nostro Soda (Covered), Graffiti Writing Expressions Manifestes rappresenta un interessante focus sulla cultura dei graffiti attraverso il lavoro di una quindici di autori di livello internazionale. L’edizione propone uno sguardo ampio, permettendoci una visione a 360^ sulle differenti ricerche di alcuni degli autori più interessanti della scena.
Ciascuno degli artisti ha dipinto uno specifico pezzo, documentato da Vincent Elka Lokiss, capace di ben rappresentare la sua particolare ricerca artistica.
Al lavoro su questa lunga parete nella cittadina Polacca, Pener sceglie una approccio qui altamente dinamico, miscelando pittura ed installazione. L’intervento vede quindi uno sviluppo caratterizzato dalle iconiche forme taglienti e dinamiche tipiche della ricerca dell’artista, intrecciato con veri e proprio elementi fisici che danno l’impressione di ribalzare e fuoriuscire dalla parete. Pener sviluppa quindi un canovaccio astratto altamente fisico, le forme e gli elementi proposti attraversano lo spazio intersecandosi a vicenda, suggerendo a chi osserva una forte senso di movimento e caos generato.
Dopo il salto una ricca serie di scatti ed immagini con tutti i dettagli di quest’ultima pittura dell’artista, dateci un occhiata. Se siete interessati potete acquistare il libro direttamente qui, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’autore. Stay tuned.

Thanks to The Artist for The Pics

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Pablo S. Herrero x Juako – New Mural in Juzbado

12/11/2016

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Diamo un occhiata all’ultima pittura realizzata da Pablo S. Herrero in compagnia di Joaquín Vila ‘Juako’ a Juzbado in quel di Salamanca, Spagna.
Dal titolo “Libro Abierto”, l’opera prende vita su l’intera superfice di questa grande struttura nel piccolo paese di Juzbado, cittadina Spagnola che conta circa 200 abitanti. L’intervento è figlio di un progetto congiunto con gli abitanti del luogo, attraverso alcune riunioni durante i giorni precedenti l’inizio dei lavori, con l’opera che presenta alcuni simboli ed elementi legati all’ambiente.
Attraverso una precisa e comune scelta tonale, la pittura intreccia le differenti ricerche pittoriche dei due artisti coinvolti. Pablo S. Herrero prosegue nel portare avanti una pittura incentrata sugli elementi naturali. Le iconiche ramificazione vanno ad investire lo spazio in modo totalizzante, con differenti dimensioni, propagandosi all’interno della superfice di lavoro attraverso differenti effetti grafici e stilistici. D’altro canto Joaquín Vila ‘Juako’, porta avanti un percorso prettamente figurativo. L’artista, attraverso le personali influenze illustrative e grafiche, realizza complesse composizioni atte a far riflettere su teme e spunti differenti, legati il più delle volte alla natura.
Il risultato di questa collaborazione è un opera mastodontica, scandita da tonalità vicine alla terra, capace di irretire completamente l’intera struttura attraverso vorticosi elementi organici, simboli, oggetti e figure che rimandano all’ambiente appunto.
Null’altro da aggiungere, dopo il salto alcuni scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato dai due artisti, dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro di entrambi.

Thanks to The Artists for The Pics

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Fikos – New Mural in Sibiu, Romania

12/11/2016

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Recentemente Fikos si è spostato a Sibiu in Romania dove ha realizzato una nuova pittura per il Sibiu International Street Art Festival.
L’opera, dal titolo “Bellerophon and Pegasus”, è ispirata all’omonimo e poco conosciuto mito classico. Bellerophon è un eroe sconosciuto ai più, forse per via della sua sfortunata fine. Si tratta infatti di colui che per primo riuscì a domare e cavalcare Pegaso, grazie all’aiuto della Dea Atena. Proprio grazie all’aiuto di Pagaso, Bellerophon ha vinto battaglie sconfiggendo banditi, le amazzoni e la chimera. L’eroe aveva il favore degli Dei, ma la sua arroganza ha decretato la sua fine.
Accecato infatti dall’idea di poter fare qualsiasi cosa grazie al suo potere, l’eroe era deciso a raggiungere la cima del Monte Olimpo, casa degli Dei. Ciò ievitabilmente incontrò l’ira di Zeus, che con un fulmine lo rispedì sulla terra, privandolo di Pegaso, e lasciandolo vivere in miseria e povertà.
Da questo mito e dalla sua trasposizione attraverso l’iconico stile bizantino che caratterizza la totalità delle sue produzioni, Fikos pone un interessante analogia con la storia recente della Grecia. Il paese, culla della cultura, nonostante le invasioni, ha saputo mantenere intatta la propria identità e religione, cadendo poi in disgrazia e diventando ‘la pecora nera dell’Europa’.
Ad accompagnare il nostro testo, alcuni scatti del making of e tutti i dettagli dell’opera realizzata dall’autore Greco, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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Todd REAS James “Stay Golden” at AISHONANUZUKA Gallery (Recap)

11/11/2016

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Aperta da poco “Stay Golden” ultima esibizione del grande Todd REAS James all’interno degli spazi della AISHONANUZUKA Gallery di Hong Kong.
Il ritorno del grande Todd REAS James coincide con una nuova esibizione caratterizzata da un corpo di lavoro totalmente inedito, scandito da una ironica e celata critica verso la società contemporanea, e sviluppato attraverso forme e corpi colorati tipici dell’immaginario dell’autore.
Con questo nuovo corpo di lavoro l’artista, uno dei writer più rappresentativi degli anni ’80 e ”90, sta intensificando ulteriormente il proprio passaggio verso una direzione astratta, decisamente distante dal suo iconico lavoro figurativo.
Nonostante l’interprete stia sempre più sintetizzando i suoi iconici personaggi, le forme ricavate appaiono facilmente riconoscibili, con l’artista quindi che sta procedendo step by step, senza forzare la mano. Le opere presentate si mostrano tratteggiate da linee imprecise e spontanee, arricchite da una tavolozza di colori carichi ed accesi, per un approccio estetico che ricorda molto il disegno di un bambino.
Come sempre per le produzioni di Todd REAS James, dietro ad un impianto visivo diretto e ‘giocoso’, si nasconde tutta la profondità di una critica sull’uomo moderno. Non mancano i riferimenti ad esempio, alla politica, ai mass media, ai disordini ed ai reality show, passando per opere più libere e stravaganti dove l’artista torna a concentrarsi sulla guerra, uno de temi a lui più cari, e dove ritroviamo le iconiche donne nude con fucili, nonché carrarmati, aerei da combattimento.
Dopo il salto una panoramica dell’allestimento e le immagini di alcune delle opere proposte dal grande interprete, dateci un occhiata e se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 24 Dicembre per andare a darci un occhiata di persona.

AISHONANUZUKA Gallery
Regency Centre Phase 1, 39
Wong Chuk Hang Rd, Hong Kong

Pics via Juxtapoz

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Giorgio Bartocci for Fallout Walls 2016 in Trino

11/11/2016

Giorgio Bartocci per Piazza Banfora

Nello scenario post-atomico del Fallout Walls di Trino, scende in campo Giorgio Bartocci con una nuova ed iconica pittura.
Con questa nuova fatica dell’autore italiano, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del festival Piemontese. La rassegna è curato da El Euro, con il supporto del comune, ed ha visto alcuni nomi tra i più importanti della scena Italiana e non, lavorare ad una serie di interventi sparsi per la città. Peculiarità del luogo, è la presenza di una delle poche centrali nucleari italiani, spunto questo che rappresenta il cardine del setting scelto per il progetto. Al tempo stesso Fallout Walls vuole proporre, attraverso il lavoro degli artisti coinvolti, una personale spaccato dell’evoluzione dei graffiti negli ultimi 20 anni
Al lavoro su questa struttura metallica, Giorgio Bartocci sviluppa una nuova composizione caratterizzata da colori caldi e da una forte impronta motoria. Attivissimo in questo periodo, il grande artista Italiano sta intensificando lo sviluppo delle sue particolari forme, trovando nuove identità cromatiche (Covered) oppure sviluppando un moto pittorico maggiormente sintetico, frastagliato, all’interno del quale la lettura dei corpi dei soggetti sintetizzati, passa per esperienze, sensazioni e stimoli del tutto personali.
In questo caso l’opera vive attraverso una composizione basata su forme maggiormente pulite e sintetiche, su volumi più grandi a confronto con istanti di dimensione minore, e dai piccoli volti che da sempre ne caratterizzano il lavoro in strada.
In attesa di mostrarvi gli altri interventi realizzati per il progetto, vi lasciamo ad una bella e lunga serie di scatti, è tutto dopo il salto, dateci un occhiata!

Trino (VC), Piemonte, Italia, Europa, Pianeta Terra 45°11’01.3”N 8°16’44.8”E

Pics by Manuel Scalas

Giorgio Bartocci per Piazza Banfora

Giorgio Bartocci per Piazza Banfora

Giorgio Bartocci per Piazza Banfora

Giorgio Bartocci per Piazza Banfora

Giorgio Bartocci per Piazza Banfora

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Elian – New Mural for Asalto Festival

11/11/2016

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Al lavoro per l’ultima edizione dell’Asalto Festival di Saragozza in Spagna, ritroviamo con piacere l’artista Argentino Elian.
A distanza di parecchio tempo dall’ultimo intervento, torniamo quindi ad approfondire il lavoro di uno dei nomi di spicco della scena Sudamericana. L’estetica di Elian continua ad essere legata ad forte interazione con lo spazio di lavoro e l’ambiente circostante. In questo senso l’autore si dimostra particolarmente sensibile nel sviluppare l’iconica sintesi astratta, andando a dialogare profondamente con la superfice a disposizione. È importante quindi sottolineare come la totalità delle produzioni dell’autore sia veicolata dalla volontà dello stesso, di commutare la propria attrattiva stilistica in funzione delle particolarità architettoniche di una determinata superfice. Quella che emerge è una interazione in grado, anzitutto di cambiare il rapporto tra lo spazio e chi osserva, e soprattutto capace di rendere i suoi interventi parti integrante del tessuto visivo cittadino, provocando una frattura cromatica oppure imbastendo maggiormente simbiotico ed armonioso tra pittura ed architettura.
Per la rassegna Spagnola, Elian si confronta con questa piccola struttura. L’autore lavora qui attraverso la sua iconica scala cromatica, sviluppando una serie di forme ed elementi astratti liberi su tutta l’intera superfice di lavoro.
Tornate a trovarci se volete scoprire i prossimi spostamenti del grande artista Argentino, nel frattempo dopo il salto, uno sguardo a questa sua ultima fatica. Siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by Lluis Olive Bulbena via Bsa

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Gaia – New Mural for Wall in Art Project

11/11/2016

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Con questo bell’intervento di Gaia, chiudiamo il cerchio sui lavori realizzati in Valle Camonica per l’ottimo Wall in Art Project.
Il progetto come visto è sostenuto da enti ed istituzioni locali, con la direzione artistica di Ozmo ed il coordinamento di Sergio Cotti Piccinelli e Simona Nava. L’idea è quella di porre in relazione i lavori preistorici presenti in questa zona con una pratica artistica contemporanea come l’arte urbana, attraverso un azione in grado di promuovere il patrimonio artistico. La Valle Camonica, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, conserva qualcosa come 250 mila incisioni rupestri.
Dopo gli interventi firmati da 2501 (Covered) ed Ozmo (Covered) il terzo autore a prendere parte al progetto è lo Statunitense Gaia.
L’autore, di origini Italiane, propone “The Humand Condition”, una grande pittura in cui riflette sulla condizione del migrante, attraverso spunti e riferimenti eterogenei, in quello che diviene un empatico promemoria della necessità di migrare. Come visto più volte Gaia nel suo lavoro si confronta profondamente con l’ambiente circostante, raccogliendo dallo stesso temi e riferimenti differenti. In questo caso l’autore dipinta una grande serie di elementi che riconducono al tema della migrazione, raccogliendo l’eredità di simboli e leggende delle tradizione del posto. In particolare troviamo Monno, Il S.Cristoforo protettore dei viadanti è al contempo citazione del dipinto della Chiesa del paese, un riferimento ai migranti di Ellis Island, per un allusione a chi è partito verso il nuovo mondo. Presenti infine le divinità dei nativi americani, Kokopelli e il camuno Cernunnos, legati al tema della fertilità.
Per apprezzare al meglio la bella pittura dell’autore Statunitense, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti. È tutto dopo il salto, dateci un occhiata.

Pics by D. Bassanesi, G.Manella, and T. Salvini

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GoddoG x Alias IPIN – New Mural in Avignon

10/11/2016

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Ci spostiamo ad Avignone in Francia per dare uno occhiata all’ultima pittura realizzata da GoddoG in compagnia di Alias IPIN.
Come spesso accade in questi casi, l’opera vive nella comune combinazione cromatica scelta da entrambi gli artisti. Partendo da questo condiviso incipit, GoddoG e Alias IPIN sviluppano una duplice composizione, lavorando attraverso le personali ricerche pittoriche. Due differenti elementi quindi, caratterizzati da direzioni estetiche eterogenee.
Dopo la parete realizzata qualche mese fa ad Aurillac (Covered) GoddoG continua a proporre una pittura criptica e personale, dove lo stesso spettatore risulta una parte attiva del processo di lettura dell’opera. Le influenze grafiche, in particolare dal mondo dell’illustrazione, costituiscono il canovaccio espressivo dal quale emergono le particolari textures astratte dell’artista.
Su un identico piano concettuale, Alias IPIN lavora piuttosto per elementi e forme geometriche, sviluppando textures meno organiche quanto piuttosto maggiormente solide. Definito lo stile della texture, l’interprete provvede poi ad interromperne la linearità attraverso effetti di distorsione della forma.
Ad accompagnare il nostro testo una bella serie di scatti con le fasi del making of e le immagini del bel risultato finale. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro di entrambi i due artisti.

Thanks to The Artists for The Pics

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Etnik for Fallout Walls 2016 in Trino

10/11/2016

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L’ultima roccaforte dell’umanità è Trino. Per Fallout Walls 2016, al lavoro nella cittadina Piemontese, ritroviamo con piacere Etnik.
Fallout Walls è un festival d’arte urbana curato da El Euro, supportato dal comune, l’artista Italiano ha chiamato a raccolta alcuni amici e nomi di spicco della scena. Trino è un centro abitato di origini romane alle porte del Monferrato, sulle rive del Po. La città è sopratutto nota per ospitare una delle poche centrali nucleari italiane.
Da questa particolare ambientazione, in aggiunta ad una chiara influenza dal famoso ed omonimo videogame post-atomico, che nasce il setting della rassegna che ha come scopo finale quello di proporre una sorta di percorso nell’evoluzione dei graffiti negli ultimi 20 anni.
Tra gli ospiti del festival anche Etnik che ha completamente trasformato la parete esterna di questa grande struttura attraverso una delle sue iconiche composizioni. L’autore, probabilmente ispirato proprio dagli incipit della rassegna, realizza una serie di volumi motori caratterizzate da scomposizioni di architetture urbane, in quella che diviene una sorta di implosione.
Se volete rimanere aggiornati sul lavoro dell’interprete Italiano, e sugli altri interventi realizzati durante la rassegna di Trino, restate sintonizzati qui sul Gorgo. Nel frattempo uno sguardo nel dettaglio all’intervento realizzato da Etnik.

Trino (VC), Piemonte, Italia, Europa, Pianeta Terra 45°11’01.3”N 8°16’44.8”E

Pics by Manuel Scalas

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Graphic Surgery for The Jaunt Project

10/11/2016

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Per l’interessante The Jaunt, nelle scorse settimane il duo Olandese Graphic Surgery si è spostato a Talinn in Estonia, realizzando una serie di pitture.
The Jaunt è un interessante progetto ideato da Jeroen Smeets con l’intento di create nuove ed interessanti opportunità per gli artisti. Il cuore del progetto consiste nel far viaggiare gli artisti in uno specifico luogo mai visitato prima d’ora, con l’intento di stimolarne la ricerca pittorica attraverso nuove ed inedite esperienze. La breve durata del viaggio, è pensata per espanderne la pratica artistica, con gli interpreti che durante il viaggio terranno una sorta di diario, documentando impressioni e stimoli. Una volta tornati dal viaggio, gli autori lavoreranno infine ad una stampa in edizione limitata ispirata proprio al percorso appena compiuto.
In questo stimolante contesto i Graphic Surgery (Artist Featured) si confrontano con i paesaggi rurali ed industriali dell’Estonia. Per noi è l’opportunità di vedere da vicino, attraverso l’occhio del duo e le immagini scattate, tutti quegli elementi, scenari e forme, che così profondamente intercettano la ricerca estetica dei Graphic Surgery.
Disseminato di castelli, chiese, fortezze collinari, ed ex siti militari russi, tra cui spicca una importante base sottomarina, Talinn rappresenta il perfetto ambiente per le composizioni astratte degli autori.
Per darvi modo di apprezzare al meglio l’esperienza dei Graphic Surgery per The Jaunt, vi lasciamo ad una lunghissima galleria di immagini, tra paesaggi, costruzioni e pittura. Enjoy it.

Pics via The Jaunt

Ozmo – New Mural for Wall in Art Project

10/11/2016

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Con questa bella pittura firmata da Ozmo, continuiamo il nostro full recap sulle meraviglie del Wall in Art Project in Valle Camonica.
Come visto per la doppia pittura firmata da 2501 (Covered), il progetto prende vita all’interno della Valle Camonica in Lombardia, già riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, che conserva le più antiche incisioni rupestri d’Europa. In questa particolare location prende vita il progetto, con la volontà sia promuovere il patrimonio artistico della Valle, sia di porre a confronto ed in relazione le incisioni preistoriche con una pratica contemporanea.
Ozmo, direttore artistico del progetto, ha avuto modo di realizzare questa bella pittura direttamente sulla superfice esterna della Casa del Parco di Vezza d’Oglio. Il grande autore italiano lavora ancora una volta raccogliendo l’eredità di immagini e simboli legati al luogo di lavoro, giocando sull’ambiguità degli stessi e sulle differenti chiavi interpretative, di volta in volta del tutto soggettive.
Dal titolo “Il Barbaluf o Uomo Selvaggio o San Glisente o San Onofrio o Uomo Preistorico”, con quest’ultima pittura Ozmo riflettere sul rapporto con la natura, pescando direttamente dalle storie, dai miti e dalle leggende di Camuni. Nell’opera vediamo il S. Onofrio, l’uomo primitivo, San Glisente e l’orso e l’uomo selvatico. La sagoma dell’orso ricorda il ritorno dell’animale nella valle, mentre la figura dell’uomo quella del Selvatico. Quest’ultimo è protagonista dell’immaginario collettivo del luogo di lavoro e di tutto l’arco Alpino. In particolare nella Valle Camonica è conosciuto anche con il nome di Barbaluf, eremita solitario e iniziatore di attività economiche come l’allevamento, l’apicoltura, l’arte casearia e l’estrazione e la lavorazione dei metalli.
Ad accompagnare le nostre parole alcuni scatti dell’intervento realizzato dall’artista Italiano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by T.Salvini

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Watch: Rurales Project in Estonia

09/11/2016

Da poco uscito un bel video sull’ultima tappa del Rurales Project, al lavoro per le campagne dell’Estonia: Seikon, Krik Kong e Sc Szyman.
Il progetto Rurales, realizzato con il supporto di Stencibility, da circa tre anni vede alcuni dei nomi caldi della scena Europea, lavorare all’interno di zone ai limiti della società, in campagne dismesse, in aperto contatto con la natura (quasi) selvaggia delle terre dell’Est Europa. L’idea è quella di un coinvolgimento diretto con l’ambiente circostante, lavorando su superfici, pareti ed elementi del posto.
In questo primo recap video, diamo uno sguardo agli interventi realizzati dagli autori su superfici differenti, alternandosi spesso in opere in combo.
Filmati da Kuba Goździewicz, gli interpreti portano in dote al progetto tutto il loro particolare immaginario e la loro peculiare ricerca stilistica, tra momenti astratti e stimoli maggiormente figurativi. Seikon presente qui le ormai iconiche composizioni basate sulla linea ed a mo’ di textures, Krik Kong realizza alcuni dei suoi particolari personaggi, ed infine Sc Szyman, piacevole conferma, che lavora attraverso intrecci astratti e geometriche al fine di creare potenti composizioni.
In attesa di scoprire i prossimi sviluppi del progetto, mettetevi comodi e date un occhiata al video ed alle immagini in calce al nostro testo, presto nuovi aggiornamenti su Rurales e dagli autori coinvolti. Stay tuned.

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Friends and Family Vol. II – Group Show at Delimbo Gallery (Recap)

09/11/2016

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Felipe Pantone, Jeroen Erosie, SatONE e Sixe Paredes, tutti riuniti in Friends and Family, group show da poco aperto presso la Delimbo Gallery.
Questa nuova e corposa esibizione segue la precedente ed omonima mostra, inaugurata lo scorso Febbraio sempre all’interno degli spazi della galleria Spagnola (Covered). Si tratta come detto di una delle tante attività scelta dallo spazio di Siviglia per celebrare al meglio i dieci anni di attività, attraverso il lavoro di alcuni dei nomi di spicco della scena Internazionale ed Europea.
Per questo secondo appuntamento di Friends and Family, i curatori della galleria scelgono di concentrare i propri sforzi su una direzione astratta, proponendo uno spaccato di quelle che sono alcune delle avanguardie del movimento.
L’allestimento è caratterizzato da circa una quindicina di lavori differenti, tra dipinti, collages, opere tridimensionali e lavori su grande formato, tutti realizzati in esclusiva per Friends and Family e per la Delimbo Gallery.
Per darvi modo di apprezzare al meglio le meraviglie di questa bel group show, vi lasciamo ad alcuni scatti in calce al nostro testo, dateci un occhiata! Se invece vi trovate in zona, c’è tempo fino al prossimo 15 Gennaio per andare a darci un occhiata di persona. Noi ve l’abbiamo detto.

Delimbo Gallery
Calle Pérez Galdós, 1,
41004 Sevilla, Spagna

Pics by The Gallery

2501 – New Murals for Wall in Art Project

09/11/2016

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2501 al lavoro per Wall in Art, interessante progetto all’interno della Valle Camonica, attraverso un confronto tra arte preistorica e contemporanea.
La Valle Camonica conserva le più antiche tracce di comunicazione visuale dell’uomo in Europa. Si tratta del primo sito in Italia ad ottenere il riconoscimento dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità grazie ad un patrimonio di circa 250 mila incisioni rupestri.
All’interno di questi suggestivi luoghi, nasce Wall in Art con lo scopo anzitutto di promuove il millenario patrimonio artistico della Valle, ed al tempo stesso raccogliere l’identità delle antiche popolazioni e del loro segno, ponendo in relazione i lavori preistorici con una pratica contemporanea. Il progetto è sostenuto da enti ed istituzioni locali ed segnato dalla direzione artistica di Ozmo ed il coordinamento di Sergio Cotti Piccinelli e Simona Nava.
I due interventi realizzati da 2501 ereditano tutta la peculiare ricerca pittorica del grande autore italiano, attraverso due pitture caratterizzate da concetti come dualismo e scomposizione/compenetrazione delle forme. Il primo lavoro, realizzato sulla parete del Municipio, ha visto l’interprete rielaborare la rosa camuna, una delle più antiche incisioni presenti in questa zona. Il secondo intervento viene sviluppato attraverso due grandi cerchi che si intersecano, l’idea è quella di richiamare le due montagna sacre ai Camuni, la Concorena e il Pizzo Badile, lavorando infine sul concetto di vuoto e pieno, uomo e donna, luce ed ombra, ed inevitabilmente preistorico e contemporaneo.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con le fasi del making of e dei due interventi dipinti, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo, al lavoro per il progetto infatti anche Ozmo e Gaia. Stay tuned!

Pics by T.Salvini

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Borondo – New Mural for Asalto Festival

09/11/2016

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Con quest’ultima pittura firmata da Borondo, continuiamo il nostro full coverage sulle meraviglie dell’ultima edizione dell’Asalto Festival di Saragozza in Spagna.
Con una line-up di primissimo livello, e soprattutto con interventi davvero particolari e mirati come ad esempio il progetto presentato da Eltono (Covered) e l’opera dipinta su un antica cappella da Aryz e Daniel Muñoz-San (Covered), il festival si sta rivelando come uno degli eventi più interessanti dell’anno. Al tempo stesso la rassegna Spagnola vede il ritorno di uno degli autori a cui ci sentiamo maggiormente legati.
Per il festival Borondo presenta un opera caratterizzata da una inedita scelta stilistica. L’autore Spagnolo disegna una serie di volti che si sviluppano, frame by frame, su tutta la superfice di lavoro. Piuttosto che tratteggiarne i connotati, l’interprete va a dipingere al loro interno un paesaggio naturale, giocando con la prospettiva e la dimensione. Ancora una volta l’opera si presta a differenti e soggettive interpretazioni, l’impressione è quella di una riflessione di Borondo circa l’ambiente urbano e la natura, con ciascuno dei frame che va a rappresentare una sorta di finestra aldilà della lunga parete. L’opera rompe quindi la linearità dello spazio, contrapponendo il cemento della parete, con il paesaggio naturale immaginato dall’artista.
Restate sintonizzati qui sul Gorgo se volete scoprire i prossimi spostamenti del grande interprete Spagnolo, nel frattempo dopo il salto alcuni scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata!

Pics by The Artist

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Soda for Graffiti Writing Expressions Manifestes

08/11/2016

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Uno sguardo all’ultima pittura firmata dal nostro Soda, parte dei lavori presentati all’interno del libro Graffiti Writing Expressions Manifestes.
Il libro è una interessante panoramica sulla cultura dei graffiti, attraverso un focus/ritratto su quindici artisti di livello internazionale. In circa duecento pagine abbiamo l’opportunità di confrontarci con le dinamiche proprie di questa cultura in tutte le sue forme, anche quelle più lontane.
Artisti noti come Philippe Baudelocque, Proembrion, Boris DELTA Tellegen, hanno quindi realizzato quindici differenti interventi specifici per il progetto, attraverso i quali approfondirne la ricerca, il processo ed il lavoro in strada.
Tra gli artisti coinvolti appunto Soda di cui qui vediamo il risultato finale. Si tratta di una iconica pittura dell’interprete Italiano, documentata da Lokiss, con l’autore che realizza una serie di elementi solidi, sviluppandone il moto all’interno della superfice di lavoro. Lavorando attraverso potenti effetti tridimensionali e di profondità, e (quasi) interamente attraverso un unico colore, Soda sviluppa qui l’aspetto e la forma di grandi e piccoli volumi, interessati da una senso di caos simulato, di moto andante, capaci di risultare assolutamente realistici.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete, vi lasciamo ad alcuni scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata. Se siete interessati potete infine acquistare il libro direttamente su Amazon, qui.

Pics by The Artist

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HuskMitNavn for Le 4ème Mur Festival 2016

08/11/2016

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Nuovo aggiornamento da Nior in Francia e da Le 4ème Mur Festival 2016, per la rassegna al lavoro anche il grande HuskMitNavn.
Dopo gli splendidi lavori dipinti da Hitnes, Ericailcane e Bastardilla (Covered), diamo quindi uno sguardo alla serie di lavori dipinti dal campione Danese per la bella rassegna organizzata dagli amici della Winterlong Galerie.
A caratterizzare la totalità delle produzioni di HuskMitNavn è la costante duplicità tematica. L’artista porta avanti un immaginario caratterizzato da una grande dose di umorismo ed irriverenza, accompagnando a queste un sentimento riflessivo, scandito da emozioni e stimoli contrastanti.
Lo sviluppo dell’immaginario dell’interprete è affidato agli iconici e surreali personaggi, ad una sintesi grafica vicina al mondo dell’illustrazione, attraverso i quali l’artista affronta temi ed argomenti differenti. Al confronto con situazioni spesso impossibili, i personaggi dell’artista celano un senso di disagio, di conflitto interiore, affrontando la realtà in modo complesso ed articolato.
Per Le 4ème Mur Festival 2016 HuskMitNavn propone una serie di lavori tutti in bianco e nero, lavorando come sempre in funzione della peculiarità dello spot e dell’ambiente circostante.
In attesa di scoprire i prossimi sviluppi dalla rassegna Francese, alcuni scatti degli interventi realizzati dal autore Danese, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per scoprire i prossimi suoi spostamenti.

Thanks to Winterlong Galerie for The Pics
Pics by Alex Giraud

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108 and Adomas – New Mural in Šiauliai, Lithuania

08/11/2016

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Diamo con piacere uno sguardo ai lavori realizzati da 108 e Adomas a Šiauliai in Lituania, organizzati dalla Šiaulių dailės galerija.
I due artisti si sono confrontati con due differenti pareti, una ciascuno, andando infine a collaborare su un piccolo spot. Adomas è un artista locale che lavora in strada utilizzando tecniche meno pittoriche, servendosi di stencil e nastro, l’interprete porta avanti una personale ricerca basata sulle immagini digitali. In questo senso l’interprete è anzitutto un artista digitale, si occupa di video e softwares, ed in strada mira a riprodurre i glitch ed errori, come ad esempio quelli che accadono durante la compressione dei file .jpg.
L’incontro con 108 passa inevitabilmente per un confronto tra i differenti approcci estetici e le personali ricerche dei due. A differenza di Adomas, l’autore italiano porta avanti un percorso di ricerca incentrato sulla forma, influenzato dalla natura e dall’idea di pittura automatica, lavora squisitamente attraverso un processo che richiama a se’ la parte più irrazionale, maggiormente spontanea, attraverso la quale sviluppa le sue iconiche forme nere. Il risultato è di conseguenza una sperimentazione pura capace di scansare la parte più ragionata del processo.
L’opera proposta da 108 è strettamente legata all’ambiente di lavoro. L’artista riflette sul nome stesso della cittadina, Šiauliai significa sole, e soprattutto alla Battaglia del Sole del 1236. La Lituania fu infatti l’ultimo paese Europeo ad essere ufficialmente Cristianizzato, e la famosa battaglia è di fatto l’ultima volta in cui i pagani sconfissero i cristiani, il cui culto del sole successivamente fu sostituito da quello per il cristo.
L’interprete parte proprio dall’idea di sole, dal cerchio come simbolo solare per poi sviluppare una delle sue tipiche forme nere in totale automatismo.
Ad accompagnare il nostro testo, dopo il salto, una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli degli interventi dipinti dai due artisti. Dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to The Artists for The Pics
Pics by Dalia Mikonytė

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Vesod – New Mural for Pax Tibi Festival

08/11/2016

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Ci spostiamo a Lugugnana di Portogruaro, qui nei giorni scorsi Vesod ha terminato questa nuova pittura per il Pax Tibi Festival rielaborando la figura di Galileo Galilei.
Sviluppato con il supporto della Magma Gallery di Bologna, il patrocinio della Regione Veneto e l’organizzazione del Comitato 1866, il festival nasce con l’idea di celebrare i 150 anni di annessione del Veneto in Italia. In particolare la rassegna vuole rendere omaggio ad alcune delle figure illustri che hanno saputo elevare ed arricchire il loro contributo artistico in questa regione. Il risultato sono sette differenti interventi, ciascuno per artista, sparsi per tutto territorio della regione.
Partendo dalla figura di Galileo, Vesod sviluppa una nuova pittura caratterizzata ancora una volta dalla duplicità identità pittorica. Come visto diverse volte l’interprete italiano porta avanti una ricerca caratterizzata dall’intreccio di elementi astratti ed instanti figurativi, intersecati tra loro in un’unica composizione. L’autore coniuga quindi elementi geometrici con volti, corpi e figure umane, giocando con tonalità e tinte differenti, sviluppando effetti grafici eterogenei ed in grado di simulare una sorta di moto perpetuo. Le ‘scaglie’ dell’artista rappresentano frame differenti, istanti diversi che, nel loro coesistere, simulano una sorta di movimento, frantumando la linearità espressiva, innescando giochi percettivi e sovvertendo infine la linearità della superfice di lavoro.
Per quest’opera Vesod sintetizza le difficoltà avute in vita dal noto fisico ed astronomo, le ingiustizie ricevute, con una grande catena posta proprio sul suo stesso volto, quest’ultimo viene come consuetudine frammentato ed accompagnano da elementi differenti, le nuvole dalle quali la figure emerge, ed infine una grande texture capace di rompere la dimensione piatta della parete.
In attesa di scoprire gli altri interventi realizzati per la rassegna Veneta, vi lasciamo ad alcuni scatti con i dettagli dell’opera proposta dal grande autore Italiano, dateci un occhiata e tornate a trovarci per conoscere i prossimi spostamenti dell’artista.

Thanks to Magma Gallery for The Pics
Pics by Lorenzo Scaldaferro

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Watch: Zosen x Mina Hamada in Buenos Aires

07/11/2016

Uno sguardo alla pittura realizzata da Zosen e Mina Hamada per Color Ba, progetto di rigenerazione urbana a Buenos Aires in Argentina.
Color Ba è un interessante progetto di rigenerazione del quartiere La Boca di Buenos Aires, tra gli ospiti, oltre a Zosen e Mina Hamada, troviamo anche Gordo, Pelota e Reka (Covered).
L’opera realizzata dai due artisti, rappresenta un eccellente antipasto in vista dell’apertura di “Caminantes”, nuova esibizione che raccoglie l’esperienza artistica dei due interpreti, ospitata all’interno degli spazi della Kosovo Gallery di Córdoba.
Uniti da una personale e peculiare fascinazione per la forma ed in particolare il colore, Zosen e Mina Hamada rinnovano qui la loro collaborazione attraverso una nuova ed iconica composizione.
Seppur sviluppando approcci pittorici differenti, i due artista trovano nella comune sintesi estetica e nell’utilizzo di tonalità sature ed accese, il punto di contatto della loro esperienza in strada. Il risultato di questa collaborazione, scaturisce in una potente rielaborazione grafica in grado di mutare la percezione finale dello spazio o dell’ambiente di lavoro. Il duo sviluppa una trama ricca forme ed elementi irregolari, spontanei, silhouette e figure differenti, capaci di comporre una trama articolata e coloratissima.
Date un occhiata alle immagini ed al video in calce al nostro testo, nei prossimi giorni un bel approfondimento sull’allestimento proposto dal duo per la loro ultima esibizione. Stay tuned!

Pics via Montana

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Jade – New Piece for SHINE Mural Festival

07/11/2016

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Torniamo ad interessarci al lavoro di Jade grazie a quest’ultima pittura realizzata nelle scorse settimane per lo SHINE Festival di St. Petersburg in Florida.
A distanza di tempo torniamo quindi a confrontarci con uno dei nomi caldi della scena Sudamericana, attraverso un intervento, che prosegue nel portare avanti lo sviluppo pittorico quanto tematico. Le pitture di Jade sono sempre state scandite dalla volontà dell’interprete di porre in essere un dialogo continuo, senza offrire risposte, quanto piuttosto stimolare domande circa questioni di natura personale. Le opere di conseguenza si prestano a chiavi di lettura assolutamente personali, rivelando tutta la natura introspettiva delle pittura dell’autore.
In questo senso il forte contatto con la terra, con la sua gente, con le sofferenze e le difficoltà della vita quotidiana, continua ad essere gli argomenti cardine dell’esperienza artista dell’interprete. Ciò viene sviluppato attraverso un setting improntato su un approccio realistico, coadiuvato da elementi legati alla natura, come gli animali ad esempio.
In “El Templo”, questo il titolo dell’opera, Jade sembra riflettere sulla vita e sulla morte accompagnando una grande figura riversa a terra, con una candela e con due animali. Intenso.
Come sempre, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con i dettagli di quest’ultima pittura firmata dal talento Peruviano, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul suo lavoro.

Pics by The Artist

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Barlo – “Consecutio Temporum” for Colorama 2016

07/11/2016

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Il ritorno di Barlo, segna il passo di una nuova e decisiva direzione stilistica e tematica per l’autore Italiano con base ad Hong Kong.
Le pitture dell’artista sono sempre state caratterizzate da una personale rielaborazione pittorica capace di raccogliere al meglio l’identità e l’eredità del luogo in cui vive. Attraverso una personale sintesi, l’interprete ha saputo contestualizzarne i simboli, gli elementi e la narrativa, per comporre personali riflessioni circa la società contemporanea. Con quest’ultima opera, il cambio di passo.
Dal titolo “Consecutio Temporum”, quest’ultima pittura prende vita all’interno dell’ID-Town. Quest’ultimo è un ex villaggio industriale composto da capannoni, prima abbandonati, ora trasformati da una compagnia di costruzione in un polo artistico e luogo di eventi. L’ambiente offre anche una discrepanza tra, i luoghi frizzanti, propositi e liberali, quelli stimolati dall’arte, e gli spazi invece che continua ad essere lasciati al proprio destino. Il tutto nello stesso luogo e allo stesso tempo, una costante in Cina.
L’opera proposta da Barla incarna perfettamente la riflessione dell’autore sul rapporto tra presente, passato e futuro. L’artista sceglie di staccarsi da una rappresentazione simbolica, filosofica e scandita da soggetti ‘definiti’, sceglie piuttosto di produrre una sintesi visiva dalla forte interpretabilità. L’interprete plasma l’aspetto di veri e propri artefatti umani in porcellana, drappi fisici, scanditi da elementi naturali. L’approccio in questo rivela la presenza di un serpente ed un cactus, uniti l’uno con l’altro per creare una composizione dal forte sapore olistico, priva quindi di un messaggio specifico, e di conseguenza facilmente interpretabile in modo autonomo e soprattutto personale.
Curiosi di scoprire il proseguo dell’artista in questa direzione, per darvi modo di apprezzare al meglio questa sua ultima fatica, vi lasciamo agli scatti in calce al nostro testo. Dateci un occhiata e tornate a trovarci per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Dennis Lo

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Hitnes x Ericailcane x Bastardilla for Le 4ème Mur Festival 2016

07/11/2016

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Per l’ultima edizione del Le 4eme Mur Festival di Niort In Francia, scendono in campo Hitnes, Ericailcane e Bastardilla con queste due nuove pitture.
Da anni la Winterlong Galerie continua a proporre interventi mirati per le strade della cittadina Francese, nonché progetti espositivi di primissimo livello. L’appuntamento con la rassegna, si rinnova con una nuova serie di lavori che vedono alcuni dei nomi più interessanti della scena Europea, confrontarsi con il tessuto urbano di Niort. In questo caso per noi è l’occasione di vedere collaborare insieme Ericailcane, Bastardilla ed Hitnes, in due nuovi riuscitissime pitture.
La natura ed i suoi protagonisti, rappresentano il perfetto punto di incontro tra gli artisti coinvolti, il tutto con l’aggiunta di temi e spunti dal forte carattere riflessivo. L’opera ‘lunga’ vede un intreccio focalizzato interamente sugli elementi naturali, mentre la prima pittura coinvolge efficacemente tutti gli autori rivelando un senso maggiormente riflessivo. Quest’ultima in particolare appare come una potente analogia visiva circa il problema del riscaldamento globale.
Riviviamo assieme le fasi del making of fino al bel risultato finale attraverso la lunga serie di scatti in calce al nostro testo. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti dalla rassegna e dagli autori coinvolti.

Pics by Alex Giraud via Winterlong Galerie

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TECK – A Series of New Murals

06/11/2016

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A distanza di tempo, torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di TECK grazie a questa nuova serie di interventi realizzati nelle scorse settimane.
Questa nuova infornata di pitture ci permette di tornare a confrontarci con gli iconici personaggi dell’autore Ucraino, capaci di veicolare spunti e stimoli differenti. Il confronto con le produzioni di TECK passa gli iconici characters, questi vengono caratterizzati dall’interprete attraverso un peculiare miscela che racchiude iconografia religiosa ed elementi geometrici. Approfondendo, si tratta di un impeto pittorico pensato per incarnare una sorta di astrattismo spirituale e contemporaneo, capace di dialogare con lo spazio e l’ambiente circostante. In questo senso l’artista si confronta spesso con spazi e zone abbandonate, dettando una sorta di personale lettura degli stessi, capace di intrecciarsi con gli stimoli e le sensazioni del momento.
Scanditi da toni e colori spenti, le visioni dell’autore riescono a trasmettere una forte cadenza malinconica ed introspettiva, legandosi con gli aspetti più reconditi del nostro io, strizzando l’occhio ad una lettura spirituale ed introspettiva quindi.
Quest’ultima serie di opera ha visto TECK lavorare in Ucraina e Francia, tra tutte spicca la grande pittura dipinta a Lusk su un enorme struttura architettonica.
In attesa di scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo ad una bella serie di scatti. E’ tutto dopo il salto, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Pics via Eko

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Sten & Lex in Favara for TRISCELE Project

06/11/2016

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Per il TRISCELE Project, nei giorni scorsi Sten & Lex si sono spostati a Favara dove, ospiti degli amici del Farm Cultural Park, hanno realizzato questa nuova pittura.
Avevamo fatto la conoscenza del Farm Cultural Park di Miscita alcuni anni fa in occasione di una bella serie di interventi realizzati all’interno del tessuto urbano. A distanza di tempo, ecco quindi un nuovo lavoro questa volta realizzato da Sten & Lex che proseguono gli sviluppi del TRISCELE Proejct. Il progetto, lo ricordiamo, ha visto il duo collaborare con Martina Merlini e Moneyless, con l’idea di sviluppare un progetto artistico in grado di miscelare le differenti identità degli artisti all’interno dei paesaggi della Sicilia.
L’opera prosegue nel portare avanti la particolare ricerca di Sten & Lex, ormai totalmente assorbita da un approccio squisitamente astratto. Sebbene il duo abbia operato un così profondo cambio sostanziale, il processo rimane tutta via invariato. La particolare tecnica di stencil continua ad essere epicentro dello sviluppo e della ricerca degli artisti, un approccio votato alla forma, alla trasformazione attiva dello spazio per mezzo di forme ed elementi sensibili e dalla forte prerogativa viscerale. Chi osserva si confronta con una lettura propria, introspettiva, con le opere tracciate che si fanno personali e soggettive.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti dell’intervento, dateci un occhiata! Nella nostra sezione potete invece rivedere tutti gli interventi fin qui realizzati. Presto nuovi aggiornamenti sul progetto e sul lavoro del duo romano.

Pics by Castronovo Nadia

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Fikos – New Mural in Paphos, Cyprus

05/11/2016

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A distanza di tempo torniamo ad occuparci di Fikos, l’artista ha infatti da poco terminato questa bella pittura a Pafo, Cipro.
È l’opportunità per tornare ad immergerci all’interno del particolare immaginario del grande interprete Greco, a distanza di tempo dall’ultima grande pittura realizzata per il Mural Social Club (Covered).
A caratterizzare la totalità delle produzioni firmate da Fikos, è la scelta dello stesso autori di portare avanti una ricerca in grado di rievocare, in chiave moderna, la pittura bizantina. Quelli che sono quindi i volti, le pose e soprattutto gli iconici sguardi di questo particolare filone ed antico filone artistico, vengono abbracciati e rielaborati in modo totale dall’autore attraverso un personale sviluppo in strada. L’idea è quella di una miscela visiva in grado di combinare un estetica di tipo classico, per affrontare e porre in essere un confronto con temi moderni. Attraverso quindi un impianti visivo di natura antica, l’interprete tratta e riflette su tutte quelle fragilità e controversie che stanno caratterizzando l’epoca moderna.
Dal titolo “Pygmalion & Galatea”, quest’ultima pittura di Fikos vede l’interprete rappresentare il famoso mito.
Secondo la storia Pigmalione si innamorò di Galatea, una statua da lui stesso scolpita. La statua era un rappresentazione massima dei suoi stessi canoni di bellezza, e lo scultore chiese alla Dea Afrodite di rendere la statua via. La dea acconsentì e Pigmalione e Galatea si sposarono, da loro sodalizio nacque una figlia, Pafo, che diede nome all’omonima città di Cipro, famosa per un tempio dedicato ad Afrodite.
Tornate a trovarci se volete scoprire i prossimi spostamenti dell’interprete Greco, nel frattempo ad accompagnare le nostre parole alcune immagini ed i dettagli di questa sua ultima pittura, dateci un occhiata! Siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Artist

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Fabio Petani for Street Alps Festival 2016

05/11/2016

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Con quest’ultima pittura firmata da Fabio Petani, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del Street Alps Festival 2016 di Pinerolo.
Dal titolo “Chromium & Laburnum Anagyroides”, quest’ultima pittura vede l’autore Italiano continuare a sviluppare la personale ricerca pittorica caratterizzata dall’intreccio tra elementi naturali e materici.
Il confronto con le produzioni di Fabio Petani passa per la duplice identità della sue produzioni. In questo da una parte troviamo un approccio sintetico, quasi grafico, attraverso il quale l’interprete italiano dà forma e sostanza a piante, fiori ed altri elementi organici. D’altro canto l’artista interseca a questi forme ad elementi maggiormente astratti e geometrici, intrecciando il tutto infine, con le peculiari scritte che rivendicano differenti elementi chimici.
La particolare natura delle pitture dell’interprete, si lega alle peculiarità dell’ambiente di lavoro, spesso luoghi abbandonati, con le sensazioni e gli stati d’animo del momento. La profonda interazione con la superfice, viene di fatto amplificata dalla scelta dei toni e dei colori con cui l’artista sviluppa le sue composizioni.
L’impressione è che Fabio Petani voglia quasi intercettare lo spettro/spirito intrinseco del luogo, legandosi allo spazio amplificandone i contenuti cromatici, inserendo all’interno del contesto una forte presenza naturale, e contrapponendo quest’ultima con elementi chimici differenti di volta in volta.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista e sulla rassegna Piemontese.

Thanks to The Artist for The Pics

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The Soul of Stars Group Show at Traffic Gallery (Recap)

04/11/2016

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Andreco, Eron e Lucamaleonte sono i protagonisti di “The Soul of Stars”, bel group show ospitato all’interno degli spazi della Traffic Gallery di Bergamo.
Lo show è la diretta conseguenza di un lavoro realizzato a sei mani dagli artisti per l’allestimento di URBAN LEGENDS (Covered). Dal titolo “Three ways to see the spirituality”, nell’idea degli autori l’opera voleva esplorare la concezione di spiritualità da tre differenti punti di vista, ciascuno per artista appunto.
L’allestimento dello show è caratterizzato dalla presenza di tre grandi tele, 200cm x 150cm, realizzate ancora un volta in collaborazione tra Andreco, Eron e Lucamaleonte, in aggiunta a tre singoli lavori di media dimensione, ciascuno per ogni autore.
I tre interpreti, tra i nomi di spicco della scena Italiana, portano avanti differenti e personali ricerche, inevitabilmente in The Soul of Stars l’intento è quello di porre in relazione ciascuna di esse, intrecciandone la metrica visiva ed i temi cardine. Interagendo a vicenda il trio si confronta e mescola la personale narrativa, Lucamaleonte offre la sua capacità realistica che si fonde a contatto con le visioni oniriche ed iper realistiche di Eron, il tutto a confronto con gli elementi sintetici ed organici figli della ricerca di Andreco.
Scrollate giù, dopo il salto alcune immagini dell’allestimento proposto dagli artista, dateci un occhiata e se vi trovate in zona ricordiamo che c’è tempo fino a domani 5 Novembre. Noi ve l’abbiamo detto.

Traffic Gallery
Via S. Tomaso, 92
24121 Bergamo

Thanks to The Gallery for The Pics

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Giorgio Bartocci – New Mural in San Benedetto del Tronto

04/11/2016

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Nei giorni scorsi Giorgio Bartocci ha terminato di realizzare questa nuova pittura a San Benedetto del Tronto caratterizzata da inedite riflessioni.
L’opera, realizzata in collaborazione con Cernobyl Crew, ha visto l’autore Italiano confrontarsi con questa particolare superfice. Lo spazio di lavoro è caratterizzato infatti dalla fessura di un grande tubo di scarico, posta proprio nel centro della parete. Partendo da questo, e dalla volontà di sviluppare un immaginario acido, legato al tema del nucleare ed al post-industriale, maggiormente vicino quindi agli elementi cari alla crew, Giorgio Bartocci plasma di conseguenza la sua pittura.
La scelta ricade anzitutto su tonalità decisamente più aspre, come il verde ed il giallo, accompagnate da elementi in nero, bianco e soprattutto grigio, che ben bilanciano la composizione finale. Lo sviluppo delle iconiche figure, passa qui per un accentuarsi della forma, con elementi maggiormente diretti, incisivi e taglienti, capaci di comporre il consueto sistema motorio che caratterizza le pitture dell’artista Italiano.
L’opera proposta da Giorgio Bartocci vive in funzione della grande apertura centrale, con gli elementi raffiguranti che letteralmente si muovono e si spostano direzionandosi verso la fessura come se compiessero una sorta di uscita ed entrate all’interno di questa.
Ad accompagnare il nostro testo alcuni scatti con le fasi del making of e del risultato finale, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per scoprire i prossimi aggiornamenti sul lavoro dell’artista Italiano e su eventuali nuove collaborazioni.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Federica Foddi

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Blaqk – New Murals in Giardini Naxos, Sicily

04/11/2016

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Recentemente i Blaqk si sono spostati a Giardini Naxos in Sicilia, dove hanno realizzato questa serie di pitture all’interno di un vecchio edificio abbandonato.
In città per l’ultima edizione dell’Emergence Festival, il duo ha avuto l’opportunità di confrontarsi con gli spazi di questa piccola architettura abbandonata a se stessa. Si tratta dell’ideale location per le sperimentazioni pittoriche firmate dal duo, che prosegue qui nel portare avanti la duplice identità del loro lavoro, attraverso una profonda interazione con quelle che sono le peculiarità dello spazio e della superfice di lavoro.
I Blaqk (Artist Featured) portano avanti una pittura caratterizzata da due differenti impeti pittorici. Da una parte le astrazioni geometriche e ricche di effetti tridimensionali tipiche dell’immaginario di Simek, dall’altra lo sviluppo calligrafico, crudo e spontaneo che caratterizza le produzioni di Greg Papagrigoriou.
Al confronto con gli spazi di questo edificio, i Blaqk producono una nuova serie di composizioni mirate, spontanee e capaci di esercitare tutto il fascino criptico e mistico che ne contraddistingue da sempre l’operato in strada.
Per darvi modo di apprezzare al meglio questa nuova infornata di interventi, vi lasciamo alla bella e lunga serie di scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi e dateci un occhiata. Presto nuovi aggiornamenti sul lavoro del duo Greco.

Pics by Dimitris Vasiliou

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2501 – “Freedom of Choice” at Celaya Brothers Gallery (Recap)

04/11/2016

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Uno sguardo a “Freedom of Choice” ultima esibizione firmata da 2501 negli spazi della Celaya Brothers Gallery di Città del Messico.
Lo show rappresenta il risultato della intensa residenza d’artista, parte del programma instituito dalla galleria Messicana. L’interprete produce qui una nuova serie di lavori, caratterizzati dal consueto e spontaneo intreccio di linee nere di differente dimensione e traccia.
Approfondendo, 2501 prosegue la personale indagine continuando il confronto attivo con lo spazio urbano, strettamente connesso ad un processo pittorico legato all’astrazione della forma. Per lo show l’autore Italiano getta le basi per un dialogo con il contesto che lo circonda, laddove il tessuto urbano viene utilizzato come un vero e proprio campo di ricerca all’aperto, dove l’interprete combina esperimenti, azioni e materiali, quali ceramica, acido su metalli, inchiostro ed esperimenti con la luce.
Il risultato sono opere complesse, capaci di intercettare stimoli personali, di cambiare percezione in funzione del proprio vissuto, divengono quindi introspettive, ma al tempo stesso strettamente legate con ciò che l’autore ha saputo raccogliere all’interno di uno specifico spazio.
In attesa di scoprire i prossimi spostamenti del grande artista Italiano, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con una panoramica dell’allestimento presentato. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Celaya Brothers Gallery
Mérida 241, C. U. Benito Juárez,
06700 Ciudad de México, D.F., Messico

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Julián Rivera

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RUN – “Time Traveller Artist Man” New Book

03/11/2016

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È finalmente uscito “Time Traveller Artist Man”, nuovo libro firmato dal grande Giacomo Bufarini aka RUN, che raccoglie a 360 gradi l’eredità artistica dell’autore italiano.
Senza dubbio uno degli artisti più importanti del movimento italiano ed internazionale, RUN fin dal 2007 vive a Londra, ed ha accompagnato il suo lavoro ad una profonda passione per il viaggio. Non stupisce quindi il titolo dell’edizione, un uscita che raccoglie al meglio tutti gli aspetti estetici, le riflessioni e le tribolazioni del grande artista italiano.
Il viaggio rappresenta l’incipit della produzioni dell’interprete, un vero e proprio catalizzatore capace di intercettare in modo elementare e giocoso la volontà di dialogo che permea la totalità della produzioni di RUN. Al tempo stesso l’uscita del libro coincide con la volontà dell’artista di fermarsi e riflettere, una confronto personale (quasi) con la propria esperienza artistica fin qui maturata.
Attraverso i suoi viaggi in paesi come la Cina, Senegal, Italia, Marocco e Gambia, l’autore si è avvicinato a culture distanti e differenti, in una sorta di viaggio indietro nel tempo che lo ha riportato a confrontarsi con luoghi, sensazioni, stimoli quasi congelati. Alcuni di questi luoghi sono in rapido sviluppo, con il rischio di perdere il legame con le tradizioni e la loro cultura originale.
RUN continua ad esplorare i processi di cambiamento dell’essere umano all’interno di culture differenti, proseguendo la particolare riflessione sull’uomo, sulla sua controversa e sfaccettata natura esistenziale ed universale.

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Sixe Paredes for OpenWalls Barcelona

03/11/2016

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Con questa bella e grande pittura da poco completata da Sixe Paredes, si rinnova l’appuntamento con l’Open Walls Conference di Barcellona.
Dopo aver visto l’artista prendere parte ai lavori per il Truck Art Project (Covered), eccolo confrontarsi con ben 1200 metri quadrati e 32 metri di altezza di questa grande parete di 12 piani. Si tratta del più grande murale fin qui di pinto a Barcellona.
L’opera ha visto l’interprete anzitutto dialogare con quelle che sono le peculiarità dell’ambiente circostante, attraverso una riflessione sullo spazio e sull’architettura, in aggiunta ad alcuni spunti direttamente fornita da coloro che vivono nel complesso residenziale.
Partendo da ciò, Sixe Paredes sceglie di proseguire qui lo sviluppo della sua ultima serie di pitture, tutte caratterizzate da una profonda ispirazione naturale. La scelta ricade sugli elementi naturali, in particolare la montagna, sull’energia mistica che questo luogo riesce ad evocare. Per l’autore si tratta di una sorta di macrocosmo, costituito da un numero infinito di elementi, dove, lo Spirito della Montagna, ci permette di trascendere l’immaginario e l’infinito.
Tutti i dettagli dell’intervento, in aggiunta alle immagini del making of, attraverso le immagini in calce al nostro testo. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti sul lavoro di Sixe Paredes. Se volete ulteriormente approfondire, c’è anche una bella intervista realizzata dall’emittente TV3.

Pics by Fer Alcalá via The Artist

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Geometricbang for Street Alps Festival 2016

03/11/2016

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Tra gli artisti al lavoro per l’ultima edizione del Street Alps Festival di Pinerolo in Piemonte, ritroviamo con piacere Geometricbang.
Dal titolo “Have A Good Trip”, quest’ultima pittura di Geometricbang ben incarna il particolare spirito pittorico che contraddistingue le produzioni dell’autore italiano. L’evoluzione estetica dell’artista, passa per la forte influenza con il mondo dell’illustrazione, sempre più insistente, che ne caratterizza la totalità delle produzioni. In questo senso l’interprete sviluppa corpi, volti, oggetti e scritte, lavorando attraverso una personale sintesi grafica caratterizzata da tonalità particolarmente accese, con gli elementi che risultano scanditi da grandi e piccole forme tonali. A caratterizzare ciascuna delle figure, un forte senso di spontaneità ed irriverenza.
Avevamo lasciato l’artista a Belluno al lavoro per il Clorofilla Project (Covered), al confronto con la parete di questo sottopasso a Pinerolo, Geometricbang sviluppa un potente intreccio narrativo attraverso una divisione in caselle. All’interno di quest’ultime vediamo svilupparsi scene differenti, con personaggi e soggetti eterogenei caratterizzati da colori vivaci e dal forte impatto visivo.
Ad attendervi dopo il salto, tutti i dettagli dell’intervento, in aggiunta a qualche scatto durante il making of, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti sul lavoro dell’artista Italiano e sulla rassegna Piemontese.

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Tellas – “Clima Estremo” at Wunderkammern Gallery (Recap)

03/11/2016

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Uno sguardo approfondito a “Clima Estremo”, ultima esibizione presentata da Tellas all’interno degli spazi della Wunderkammern Gallery di Roma.
Lo show rappresenta l’opportunità per addentrarsi nuovamente all’interno del particolare immaginario del grande autore Italiano, attraverso un allestimento che ben ne identifica le riflessioni e la ricerca pittorica.
Lo sguardo di Tellas è rivolto alla natura, ai paesaggi della sua Sardegna, che riecheggiano e rivivono attraverso una sintesi astratta. Attraverso le sue produzioni, l’interprete riflette sul legame tra uomo e natura, sulle sue dinamiche, parti di un unico e grande sistema.
In “Clima Estremo” l’autore pone l’attenzione su tutti quegli eventi meteorologici estremi, conseguenza del riscaldamento globale indotto dall’essere umano. Questi particolari eventi risultano direttamente interconnessi con il costante cambiamento climatico, laddove il clima estremo, da problema in prospettiva futura, e divenuto quanto mai attuale.
In risposta a ciò Tellas sviluppa l’idea di un ritorno ad una maggiore ed intima connessione tra uomo e natura. La natura da violenta e spaventosa, ritrova la sua armonia, per un riavvicinamento confortante e scandito da un armonioso equilibrio.
Per lo show l’interprete ha presentato una nuova serie di opere su tela, su materiale tessile, carta, incisioni ed infine una installazione ed una video-animazione.
Dopo il salto una panoramica dell’allestimento proposto dal grande autore italiano, dateci un occhiata! Ricordiamo infine che c’è tempo fino al prossimo 19 Novembre per andare a darci un occhiata di persona, noi ve l’abbiamo detto!

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni, 124
00176 Roma, Italy

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by Alberto Blasetti

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Eltono – “Fluctuación” New Exhibition and Project in Zaragoza

02/11/2016

Uno sguardo approfondito a “Fluctuación”, nuova serie di opere firmate da Eltono e basate su itinerari generati a caso per le strade di Saragozza in Spagna.
Il progetto presentato da Eltono è figlio della partecipazione. Per quattro giorno circa 60 persone hanno camminato per mezz’ora in città, utilizzando un dado ad ogni incrocio per scegliere dove andare, segnando di volta in volta il tracciato percorso. Ogni risultato è stato poi tradotto, attraverso la tipica cifra stilistica dell’interprete, in differenti medium.
Anzitutto un grande corpo espositivo presentato negli spazi della Antonia Puyó Gallery, e caratterizzato da tre sculture, tre collage, cinque ritagli su carta. Una video performance che racconta il cammino dei partecipanti, ed infine una grande pittura murale, parte dei lavori per l’ultima edizione dell’Asalto Festival, dove l’artista ha rielaborato i differenti percorsi.
Il progetto appare come l’ideale prosegue nello sviluppo della cifra stilistica di Eltono, che continua ad essere scandita da una personale direzione astratta, laddove la commutazione della forma, continuare ad essere influenzata dalla casualità e dalla spontaneità del processo pittorico.
Scrollate giù, ad attendervi, oltre al video in calce al nostro testo, una lunga serie di scatti con tutti i dettagli dell’allestimento e del progetto presentato dal grande artista, dateci un occhiata! Siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Antonia Puyó Gallery
Calle Madre Sacramento 31
Zaragoza, Spain

Pics by The Artist

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Aryz – New Mural in Heerlen, Netherlands

02/11/2016

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L’ultima fatica di Aryz prende vita ad Heerlen nei Paesi Bassi, dal titolo “Collapse” l’intervento è parte dei lavori per l’Heerlen Murals.
Avevamo lasciato Aryz a Saragozza in compagnia di Daniel Daniel Muñoz San, alle prese con gli spazi di una antica cappella (Covered), eccolo ora tornare in strada con un nuovo ed iconico intervento. L’opera segue gli ultimi sviluppi pittorici dell’interprete Spagnolo, con una nuova rappresentazione caratterizzate da una struttura altamente motoria.
L’autore sta alternando interventi con protagonisti in carne ed ossa, ad opere focalizzate su oggetti ed elementi inanimati. Quest’ultimo filone appare intrecciato profondamente con le sperimentazioni a mo’ di textures che hanno interessato le pitture dell’artista negli ultimi tempi.
Per questa sua ultima uscita Aryz scompone un automobile d’altri tempi. Il titolo dell’opera suggerisce la volontà dell’artista di riflettere sull’idea di collasso, con tutte le differenti chiavi di lettura del caso, e con tutti gli elementi che compongono il veicolo che letteralmente fuoriescono dal corpo centrale della macchina.
Come consuetudine, dopo il salto ad attendervi una ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura firmata dal grande autore Spagnolo, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics by The Artist

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GUE – New Mural in Cervia

02/11/2016

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Con quest’ultima pittura da poco terminata a Cervia in Emilia, continuiamo a seguire con interesse gli sviluppi del lavoro di GUE.
Dal titolo “Frequenze”, con quest’ultima pittura GUE si confronta con questa grande parete, trasformandone completamente l’aspetto attraverso una trama pittorica ricchissima di elementi.
Il confronto con le produzioni dell’interprete Italiano passa per la particolare ricerca astratta dove, forme e figure irregolari si miscelano a rappresentazioni di paesaggi ed elementi naturali. A caratterizzare quest’ultimo exploit è però la presenza di differenti livelli pittorici.
GUE continua la personale decostruzione e costruzione della forma e dell’immagine, inserendo in questo caso una efficace varietà di tra pittoriche eterogenee. Ritroviamo le forme sciolte e caratterizzate da tonalità delicate, così come scaglie di texture e le immancabile sezioni caratterizzate da elementi organici e maggiormente ‘vivi’. Il tutto viene infine scandito dalla presenza di linee e figure vuote che si intersecano con la trama principale dell’opera, segnando il passo di un nuovo ed interessante equilibrio percettivo nell’immagine finale.
Per darvi modo di apprezzare al meglio il lavoro dell’interprete Italiano, dopo il salto una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di questa sua ultima pittura, dateci un occhiata e tornate a sintonizzarvi sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Davide Bovolenta

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Ciredz for Street Alps Festival 2016

02/11/2016

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Ci spostiamo a Pinerolo in Piemonte per dare uno sguardo all’ultima pittura realizzata da Roberto Ciredz per l’ultima edizione del Street Alps Festival.
In queste settimane, nonostante il tempo non proprio favorevole, Ciredz ha concluso questa bella pittura dal titolo “NO TAV”. L’opera prende vita sulla parete di questo sottopasso e, se il titolo è chiaramente ispirato alla vicenda del TAV, l’intervento prosegue nel portare avanti tutta la particolare ricerca dell’interprete Italiano.
Ciredz continua a lavorare unicamente attraverso l’iconica scala di grigi, attraverso la quale l’artista sviluppa una ricerca pittorica caratterizzata, special modo nell’ultimo periodo, da una profonda interazione con lo spazio di lavoro e l’ambiente circostante. Nelle ultime uscite, come ad esempio l’intervento realizzato ad Aalborg (Covered), l’autore sta sviluppando complesse composizioni dove, effetti di profondità e tridimensionalità, mutano profondamente la percezione della superfice di lavoro, il tutto attraverso lo sviluppo di forme organiche, scandite appunto dalla peculiare scala di grigi.
In attesa di scoprire gli altri artisti al lavoro per questa terza edizione del Festival Piemontese, vi lasciamo alle immagini in calce al nostro testo con, tutti i dettagli dell’intervento e qualche scatto del making of. Dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

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